venerdì 24 Aprile 2026 - 07:43:52

Home Blog Pagina 48

Pilote ad alta tensione al Formula E All-Women’s Test

Formula E
Formula E All-Women’s Test 2025, il talento femminile sul circuito di Valencia - foto © Formula E

La seconda edizione del “Formula E All-Women’s Test” si è svolta il 31 ottobre sul circuito Ricardo Tormo di Valencia.

La pista dove, nell’autunno di un anno fa, si sarebbe dovuta tenere anche la prima, ma le inondazioni che avevano funestato la “Comunidad” avevano costretto gli organizzatori a organizzare un rapidissimo trasloco a Madrid.

Siamo felici di tornare con la seconda edizione del nostro test femminile – ha commentato il Ceo della Formula E Jeff Dodds – Quello dello scorso anno è stato un momento storico, e il suo successo ha posto le basi per ciò che verrà. Quest’anno, con il doppio del tempo in pista, offriamo alle pilote un palcoscenico ancora più ampio per dimostrare il loro talento al volante della nostra monoposto Gen3 Evo”.

DS Penske e Porsche, risultati in ombra

Le dieci scuderie protagoniste del mondiale elettrico avevano l’obbligo di schierare almeno una donna pilota.

La squadra franco-statunitense DS Penske è stata fra le poche che hanno deciso di impiegarne due.

Sono la 28enne pilota e modella americana Lindsay Brewer e la ventenne britannica Jessica Edgar, entrambe con tempi alla fine che non hanno lasciato il segno.

Formula E
La 28enne pilota e modella americana Lindsay Brewer ha guidato la DS Penske – foto © Formula E

La stessa scelta è stata compiuta anche dalla Porsche, che detiene il titolo a squadre e il trofeo costruttori del mondiale elettrico.

Ha dato ancora fiducia alla 30enne della Repubblica Ceca Gabriela Jilkova e ha puntato sulla tedesca Janina Schall, grosso modo con gli stessi risultati cronometrici della DS Penske.

Anche se non è detto che dai muretti siano arrivate anche altre disposizioni, ossia quella di proseguire il lavoro di messa a punto della macchina, invece che cercare il tempo.

Jaguar e Mahindra, al vertice

La Envision, motorizzata Jaguar, ha scelto Alice Powell e Ella Lloyd (che ha girato su ottimi tempi), pure lei nella parte della classifica finale.

La Jaguar TCS ha mandato in pista Jamie Chadwick (quinta assoluta) e la giapponese figlia d’arte Juju Noda: il papà Hideki vanta qualche apparizione in Formula 1, tre per la precisione nel 1994.

Ad impressionare sono state le pilote mandate in pista dalla Mahindra e dalla Nissan.

Le loro monoposto avevano già dimostrato – tra lunedì 27 e giovedì 30 nei test riservati ai piloti ufficiali, tutti maschi – di valere riscontri importanti, ossia il primo e il secondo assoluti.

Formula E
A Valencia Nerea Martì ha pilotato la Andretti: per la giovane spagnola si è trattato del debutto assoluto con una Formula E – foto © Formula E

La sino-americana Chloe Chambers, classe 2004 e già nel Guinness dei primati, ha guidato la monoposto del costruttore indiano e stabilito il giro più veloce fra le donne.

Il suo crono è stato più lento di quattro decimi dal migliore dei maschi, che però hanno girato tre volte più a lungo; 18 ore contro 6.

Abbi Pulling, che era stata la più forte a Madrid, con la Nissan si è dovuta accontentare del secondo crono, con un ritardo di soli 64 millesimi.

Debuttanti e veterane

La Andretti ha scelto la 22enne spagnola Nerea Martì: per la giovane impegnata nella F1 Academy si è trattato di un debutto assoluto con il bolide elettrico.

L’altra iberica al via, Marta Garcia, 25 anni, aveva già trionfato nel primo campionato della F1 Academy. L’ha “ingaggiata” la Lola Yamaha Abt.

La 20enne filippina Bianca Bustamante ha pilotato la Porsche 99X Electric della Cupra Kiro, mentre la Citroën ha optato per Tatiana Calderon.

In una nota, la Formula E aveva annunciato che “l’iniziativa conferma l’impegno a lungo termine di Formula E e FIA nel promuovere diversità e uguaglianza nel motorsport, dalle basi fino ai massimi livelli”.

In seguito ai test, aveva rilevato l’organizzazione del mondiale elettrico, si erano aperte “concrete opportunità di carriera: cinque pilote hanno ottenuto ruoli come rookie o nello sviluppo ufficiale, e tre di loro hanno poi conquistato posizioni permanenti all’interno dei team di Formula E”.

Auto Tecnica Company Date: 2^ edizione e rinnovato successo

Si è svolta giovedì 30 ottobre 2025, ospitata nell’Auditorium Petronas Lubricants International di Santena, nella prima cintura di Torino, la seconda edizione di “Auto Tecnica Company Date”, appuntamento B2B organizzato dall’omonima rivista edita dal 1982.

Obiettivo della giornata è stato riunire alcuni degli attori della filiera automotive per tentare di dare risposte e soluzioni alle sfide sempre più impegnative richieste oggi dal mercato dell’auto in uno dei momenti più complicati della storia recente.

Il benvenuto dell’ex direttore responsabile di Auto Tecnica, l’ingegner Franco Daudo – oggi direttore editoriale dopo aver ceduto la direzione operativa di Auto Tecnica ai giornalisti Marco Belletti e Germano Longo – ha dato il via alla giornata a cui hanno preso parte più di un centinaio di invitati e una ventina di relatori in rappresentanza di aziende, associazioni e start-up della filiera dell’automotive.

On. Alberto Gusmeroli, presidente della Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei deputati:

“Da almeno due anni il tema dell’automotive è al centro dei lavori della commissione – ha affermato in diretta streaming poiché impossibilitato a partecipare di persona –, e se è vero che la politica in genere e l’Europa hanno le proprie colpe, è altrettanto vero che c’è stata una precisa responsabilità delle case costruttrici, che non hanno partecipato a qualsiasi decisione sia stata presa a Bruxelles”.

“Oggi si intravedono spiragli di luce per l’automotive, ma non c’è più tempo da perdere perché i cinesi sono alle porte e rischiamo centinaia di migliaia di posti di lavoro nella componentistica, settore che ha fatto la storia italiana e non solo”.

“Ad esempio con l’adozione dei dazi, sulla scorta di quelli imposti dall’America, con barriere di ingresso che impediscano di consegnare l’automotive alla Cina”.

Hanno presenziato all’evento anche il Comune di Torino, con il consigliere comunale Pierino Crema, l’Unione Industriali e ANFIA.

Interventi costruttivi per un unico obiettivo: fare squadra per arginare la concorrenza della Cina

Ad aprire i lavori è stato Ciro Lupo, Business Head for Italy & Africa di PETRONAS Lubricants International, che ha ripercorso la storia della divisione Lubricants, nata nel 2008 per raccogliere l’eredità di marchi storici come Olio Fiat e, più di recente, di Selenia.

Si sono quindi succeduti sul palco i numerosi relatori.

Particolarmente coinvolgente l’intervento di Miriam Gangi, responsabile comunicazione e ufficio stampa di ANFIA, l’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica che ha riassunto il quadro non molto confortante, soprattutto per Europa e Italia, incapaci finora di reagire all’aggressività commerciale dei Paesi “low cost”, rischiando la stabilità di centinaia di migliaia di posti di lavoro.

A seguire l’intervento dell’imprenditrice Monica Mailander, in questo caso nella veste di presidente di Vehicle Valley Piemonte, l’associazione che si prefigge di salvaguardare l’immenso patrimonio di sapere, artigianato e industria piemontese, una regione che è stata, e per certi versi è ancora, la “culla dell’auto”.

Renzo Porro, irriducibile ex direttore ingegneria dei veicoli Fiat, ha quindi raccontato il percorso che sta seguendo CAReGIVER.

Si tratta dell’associazione da lui fondata insieme ad altri colleghi, riunisce oltre 170 fra ingegneri e tecnici che hanno lavorato o ancora lavorano nella “galassia Fiat”, con l’idea di metterli al servizio delle nuove sfide che l’auto deve affrontare.

Il motto dell’associazione è “Sapere per condividere” e accompagna l’attività volta a divulgare e promuovere l’auto del futuro in un contesto sostenibile, attento al clima e allo sfruttamento degli strumenti tecnologici oggi disponibili, come l’Intelligenza Artificiale.

Donne e motori: gioie e… basta: la parità di genere come opportunità per le aziende

Di seguito, uno dopo l’altro, gli interventi di Linda Villano (giovanissima fondatrice e presidente di AIDA, Associazione Italiana Donne per l’Automotive) che ha parlato di come la parità di genere, possa diventare un vantaggio competitivo.

Alice Neotti, responsabile della comunicazione di Messe Frankfurt Italia, ha raccontato come, partendo dal salone Automechanika di Francoforte sia stato creato un format oggi replicato in 16 eventi internazionali organizzati in tutto il mondo.

Altrettanto interessante l’intervento di Sonia Tarricone, responsabile CSR del Gruppo Marazzato, che ha sensibilizzato le aziende verso una gestione delle attività ecologica e più rispettosa dell’ambiente.

Nasce il ‘Premio Auto Tecnica’ dedicato all’innovazione

Al termine del coffee-break, occasione di networking tra le aziende, il neo direttore di Auto Tecnica Marco Belletti ha condotto un confronto a quattro incentrato su mobilità urbana e micromobilità a cui hanno partecipato:

  • Michelangelo Liguori di Microlino,
  • Domenico Lubrano di Erre Company,
  • Umberto Palermo di Mole Urbana,
  • Stefano Grillo di MeC.

Il Company Date è stata l’occasione per annunciare che dal 2026 sarà istituito il Premio Auto Tecnica, un riconoscimento che la rivista assegnerà alle aziende maggiormente portatrici di innovazione nell’automotive.

A inaugurare la serie quella che Franco Daudo ha definito “l’edizione zero” del Premio assegnato a Microlino per il Most Actractive Design e a Mole Urbana per il Best Innovative Process nell’ambito dei veicoli L7e.

Durante il panel su mobilità urbana e micromobilità, è intervenuto anche il professor Gianpiero Mastinu, ordinario di Costruzione Veicoli al Politecnico di Milano, affrontando i criteri di sicurezza dei quadricicli.

Francesco Forleo di CAReGIVER ha quindi approfondito l’interessante aspetto della “guida etica”, ovvero di come una guida attenta possa ridurre fino al 40% consumi ed emissioni, anche su veicoli tecnologicamente non avanzarti.

Relazioni tecniche: puntare sull’innovazione e lo know-how italiano

Gianfranco Fenocchio, General Manager di Bosch Engineering, ha parlato di come Bosch Engineering operi in differenti contesti, dal motorsport alla consulenza per la produzione.

Giovanni Blandina, fondatore e CEO della startup torinese Easyrain, ha descritto un interessante device per limitare l’aquaplaning.

Eugenio Bizzocchi, direttore Powertrain & Chassis e direttore eMobility Italia di Schaeffler, ha parlato della presenza dell’azienda tedesca nel settore automotive.

Massimo Romairone, Bitron Automotive Global R&D Director, ha descritto l’approccio all’innovazione del Gruppo torinese.

Francesco Ricciardi, fondatore e CEO di Bylogix, ha raccontato come aziende hi-tech possano essere partner ideali anche per i grandi costruttori e contribuire in modo diretto all’evoluzione dell’automobile.

Giovanni Manfrici, sales manager Dumarey Automotive Italia, ha ribadito l’importanza della neutralità tecnologica e presentato un interessante lavoro intitolato “Pre-Chamber Technology: Unlocking Cleaner and More Efficient Combustion for Sustainable Mobility”.

Con un discorso su “Tecnologia e Innovazione, elementi differenzianti nel mondo dei lubrificanti”, Marcelo Capanema, Head Research&Technology Group di PETRONAS Lubricants International ha chiuso i lavori.

Al termine dell’evento, la redazione di Auto Tecnica ha ringraziato tutti i partecipanti e gli oratori, annunciando di aver già messo in cantiere la terza edizione del Company Date, in programma nella primavera del 2026.

Contro lo stress, il metodo spaccatutto

https://carsmash.nl/en/

Particolarmente indicato per Black Block incacchiati, Gillets Jaunes nervosi e holigans in vena di devastazioni. Non c’è scritto da nessuna parte, ma “CarSmash” potrebbe essere una soluzione per dare fondo a dosi eccessive di aggressività che si annidano negli strati delle società moderne.

Un antidoto all’aggressività

L’idea arriva dall’Olanda, dove una società specializzata nell’intrattenimento ha pensato di mettere a disposizione auto da demolire a chi ha bisogno di mettere in pratica la fatidica frase “adesso spacco tutto”, pensiero che prima o poi nella vita sfugge al controllo, è inevitabile.

Così, in una quotidianità in cui le dosi di stress arrivano in dosi massicce, e consapevoli che i morbidi “squishy” antistress servono a poco, CarSmash ha iniziato una quindicina di anni fa ad aprire un deposito di rottami, e oggi è difficile trovare posti liberi nelle due sedi di Amsterdam e Utrecht.

Servizio completo

https://carsmash.nl/en/

Da portare c’è solo la rabbia, al resto pensano loro: dalle tute ai guanti, dagli occhiali protettivi alla copertura assicurativa, fino ad arrivare al campionario completo della distruzione, che offre libera scelta fra martelli, mazze da baseball e da golf.

Senza dimenticare il pezzo forte: le auto, che non sono mai rottami ma veicoli in buone condizioni.

https://carsmash.nl/en/

Ai cancelli, ammettono i proprietari, si presenta uno spaccato di varia umanità: compagnie di amici, squadre di calcio, colleghi di lavoro, addii al celibato, feste di compleanno e persone che sognano di poter applicare lo stesso tipo trattamento al cranio del loro capo.

 

Poche regole ma precise

Fra le regole niente alcol e droghe prima della demolizione e un massimo di otto persone per auto, anche se si agisce due per volta. Dai 9 ai 16 partecipanti le auto a disposizione salgono a due, da 17 a 24 diventano tre e via così.

https://carsmash.nl/en/

Il tutto per 90 minuti in cui sfogare la rabbia, un’emozione deprecabile ma dannatamente umana, specie se affrontata nel modo giusto, evitando di superare i confini della pericolosa perdita di controllo.

Auto Europa 2026, votate la regina delle quattro ruote!

UIGA
La vincitrice della scorsa edizione del Premio Auto Europa, la Dacia Duster - foto © UIGA

L’Unione Italiana Giornalisti dell’Automotive (UIGA) assegna fin dal 1987 il Premio Auto Europa.

Si tratta di un riconoscimento annuale assegnato alla vettura più significativa prodotta o assemblata in Europa, destinata al mercato continentale.

L’auto viene valutata in base a innovazione, design, qualità, economia di esercizio, sostenibilità e altri aspetti tecnici e funzionali.

Il premio coinvolge una giuria composta da giornalisti specializzati, opinion leader del settore e il pubblico tramite votazione online. L’ultima vettura ad aver ricevuto il premio è stata la nuova Dacia Duster, che ha ricevuto il l’edizione 2025 come auto che meglio rappresenta il valore e l’evoluzione del mercato automobilistico europeo.

Ora, la UIGA invita appassionati e operatori del settore a partecipare alla votazione della vettura più significativa della produzione europea.

Per votare è sufficiente collegarsi a questo sito uiga.questionpro.com e seguire alcuni semplici passaggi.

Perché votare

La partecipazione del pubblico contribuisce a definire – insieme con la giuria tecnica – la classifica finale tra le sette finaliste.

Secondo il regolamento, il voto del pubblico deve considerare innovazione, design, qualità, economia di esercizio e completezza della gamma.

Nell’esprimere il voto vanno tenuti in considerazione alcuni importanti fattori.

Il progetto deve essere originale e con un chiaro carattere europeo; il design deve distinguersi per coerenza estetica e appeal; vanno tenute in considerazione le qualità dei materiali, delle finiture e delle tecnologie a bordo; è importante l’economia di esercizio, come consumi, emissioni, efficienza, costi di gestione; infine, va considerata la disponibilità e completezza della gamma: versioni, motorizzazioni, accessibilità…

La procedura di voto passo per passo

Per prima cosa è necessario accedere alla pagina del sondaggio dedicato al Premio Auto Europa 2026: Vota qui.

Quindi bisogna leggere l’informativa sulla privacy e, se d’accordo, metter il segno di spunta per accettare la partecipazione.

Infine, occorre inserire il proprio indirizzo e-mail (richiesto per finalizzare il voto) e cliccare su “Inizia”.

Una volta entrato nel sondaggio, sarà necessario esprimere una graduatoria tra le sette finaliste, valutando ogni vettura secondo i criteri già descritti.

Al termine della valutazione (realizzata spostando le foto delle vetture nella colonna di destra) è sufficiente inviare il modulo. Tutti i voti saranno presi in considerazione nella somma dei risultati pubblici e della giuria tecnica.

Consigli utili per votare

Vale la pena prendere qualche minuto per riflettere sulle vetture finaliste: evitare scelte affrettate migliora la qualità del voto.

Se non si conoscono tutte le finaliste, sarebbe opportuno consultare schede tecniche o recensioni prima di fornire la propria valutazione.

L’indirizzo e-mail fornito deve essere reale, in quanto potrebbe essere necessario per conferma o comunicazioni future.

Scadenze e comunicazioni

È indispensabile verificare sulla pagina ufficiale dell’UIGA eventuali termini entro i quali completare il voto e la data della proclamazione del vincitore. Questi dettagli sono forniti contestualmente al lancio del sondaggio.

Partecipare a questo tipo di votazione significa contribuire attivamente a riconoscere la vettura europea che meglio rappresenta innovazione, qualità e visione futura del mercato. Il tuo voto conta: accedi oggi stesso al link e vota per il Premio Auto Europa 2026!

Cupra Terramar al top per sportività ed elettrificazione

Cupra
La Cupra Terramar nella versione Tribe Edition - foto © Cupra

Tra due dimensioni, ma senza compromessi al ribasso, come dice anche il nome, Terramar.

Il Suv di Cupra in versione 1.5 e-Hybrid Dsg da 204 Cv e 350 Nm di coppia abbina l’alimentazione convenzionale a quella elettrica, una tecnologia di transizione che avvicina al futuro a zero emissioni.

Si tratta di una declinazione che amplia la gamma ricaricabile e che affianca il top di gamma “alla spina” da 272 Cv.

Il veicolo misura 4,52 metri di lunghezza (solo la Tavascan è più grande, ma è esclusivamente elettrica) e ha un passo di 2,68 con un’altezza di 1,58.

È naturalmente spaziosa, come confermano i quasi 500 litri di capienza del bagagliaio con i sedili in posizione normale, un centinaio in meno rispetto alle versioni non ricaricabili.

Esteticamente ricorda la Formentor, una delle auto più belle lanciate negli ultimi anni, ma la clientela potenziale è un po’ più familiare.

Potenza e risparmio a portata di guida

Il sistema plug-in assicura anche oltre 120 chilometri di percorrenza a zero emissioni grazie alla batteria da 19,7 kWh di capacità netta.

Cupra
foto © Cupra

La velocità massima è di 205 km/h, mentre lo spunto da 0 a 100 richiede 8,3 secondi, prestazioni di tutto rispetto.

Oltretutto, abbinate anche a consumi dichiarati di 0,5 l/100 km, fino a quando c’è ancora energia nell’accumulatore.

Con i 45 litri del serbatoio e l’efficienza del millecinque benzina da 150 Cv e 250 Nm di coppia, l’autonomia in versione termica è elevata.

Complessivamente può superare gli 800 chilometri grazie anche al motore elettrico integrato nella trasmissione automatica a doppia frizione a sei marce.

Il dato potenziale è confermato dalla prova su strada di alcuni giorni e senza troppa (per non dire quasi nessuna) attenzione ai consumi, quanto piuttosto al “divertimento”, come dimostrano i 5,9 l/100 km rilevati dopo 624 chilometri al volante.

Oltre 120 km a zero emissioni

La Terramar si muove bene su strada.

È stabile, in quanto ha un assetto ribassato di 10 millimetri rispetto all’architettura sulla quale è stata sviluppata.

Inoltre, è precisa in curva (che è importante) malgrado il peso di oltre 1.700 kg in ordine di marcia.

È comoda da abitare sia all’anteriore, sia al posteriore.

Lo confermano i passeggeri, anche il quinto, quello seduto centralmente, che però, magari, era solo contento del viaggio.

La visibilità è ottima davanti, un po’ meno dietro, per via delle forme ridotte del lunotto, inevitabilmente sacrificato al design.

Cupra
La Cupra Terramar nella versione America’s Cup 1.5 e-HYBRID da 272 CV – foto © Cupra

Per le manovre ci sono naturalmente i sistemi di assistenza alla guida, inclusi ADAS come l’Adaptive Cruise Control con funzione predittiva, il Travel Assist, il Side and Exit Assist e l’Emergency Assist.

Comfort per tutta la famiglia

Sulla luminosa versione provata (ha lo Skyline, il tetto panoramico apribile a scorrimento elettrico) c’è praticamente tutto, inclusi i cerchi da 20”.

Anche lo schermo è grande, quello centrale arriva a 12.9” ma non è di serie sull’intera gamma.

Come le altre Cupra, anche la Terramar si trova sul “valico” tra i modelli, come dire, più vocati al comfort e quelli sportivi.

Infatti, monta le sospensioni sportive, dispone dello sterzo progressivo e anche del controllo dinamico dell’assetto (DCC).

Più accessibile di quanto si possa pensare

Promozioni escluse, il listino della Terramar plug-in da 204 Cv parte da 48.700 euro.

La declinazione provata, meglio equipaggiata, è più cara, ma la sostanza non cambia.

E in realtà la filiale italiana di Cupra ha previsto incentivi propri per 6mila euro che riducono il prezzo, anche con la possibilità di guidarla ad un canone di 295 euro al mese.

Cupra
foto © Cupra

Svelate le 7 finaliste del Premio “Auto Europa 2026”

Era il 1987 e l’Audi 80, berlina tre volumi di classe superiore, vinceva la prima edizione di “Auto Europa”, il premio che l’UIGA (Unione Italiana Giornalisti dell’Automobile), aveva deciso di assegnare annualmente alla vettura commercializzata nell’anno precedente – rigorosamente prodotta entro i confini della vecchia Europa – che maggiormente era riuscita a colpire i giornalisti specializzati.

Quasi 40 anni dopo – 38 per essere precisi – tutto è pronto per la nuova edizione di Auto Europa, in programma il 10 e l’11 novembre presso la sede “Bosch” di Milano, giorno in cui la giuria composta da firme del settore e quella “popolare”, che unisce il voto di opinion leader e quello del pubblico (attraverso il sito www.premioautoeuropa.it), sceglierà fra sette finaliste il modello destinato a raccogliere il titolo vinto lo scorso anno da Dacia Duster.

LE SETTE FINALISTE

Audi Q3

Terzo modello della famiglia “Q” e anche il più compatto della gamma, che quest’anno arriva alla terza generazione.

Come da tradizione raffinata nelle dotazioni, nel design e nella tecnologia, è democraticamente disponibile in varianti che coprono per intero gusti e priorità: 1.5 TFSI mild-hybrid e 2.0 TDI con 150 CV, a cui aggiungere una versione 2.0 TFSI da 265 CV con trazione integrale quattro.

BMW X3

La quarta generazione per il SAV di segmento D, successo commerciale del marchio bavarese, attualizza il design – che resta pulito ed elegante come le precedenti versioni – senza dimenticare un confort pensato per accompagnare l’uso quotidiano e il confort dei viaggi più lunghi.

Disponibile nelle varianti benzina mild hybrid 48V sia benzina che diesel, con l’aggiunta di un’ibrida plug-in (299 CV – 220 kW) e chiudere con la più pepata della famiglia, la M50 con 398 CV.

Dacia Bigster

Primo modello di semento C del marchio franco-rumeno, non abbandona i punti cardinali alla base del successo commerciale: spazio, sostanza e prezzi contenuti.

A questo va aggiunto il range delle motorizzazioni, che spazia dal Gpl al full-hybrid passando per il mild.

Lunga poco meno di 4 metri e con un look dalle forme affilate, assicura spazio per gli occupanti e nel bagagliaio concedendo perfino un capriccio in più: il portellone elettrico.

FIAT Grande Panda

Ovvero una variante crossover compatto di segmento B dell’iconica utilitaria che dallo scorso settembre ha aggiunto una versione a benzina 1.2 litri all’ibrida (110 CV) con batteria da 48 Volt e cambio automatico eDCT) ed elettrica con batteria da 44 kWh e motore elettrico da 83 kW (113 CV).

Il design retro-futuristico copre per intero i quasi quattro metri di lunghezza.

Jeep Compass

Terza generazione del fortunato crossover americano con passaporto italiano venduto in oltre 2,5 milioni di esemplari. Prodotta a Melfi, primo impianto di produzione fuori dagli States, la Compass più recente ha dato l’addio al diesel per fare spazio ad una versione elettrica con 213 CV e batteria da 74 kWh che la Casa assicura sufficiente per 500 km di autonomia.

A questa si aggiungono un’ibrida leggera con motore elettrico da 29 CV e il tre cilindri 1.2 turbo da 136 CV, per un totale di 145 CV.

Mercedes-Benz CLA

Coupé quattro porte di fascia medio alta dal design scolpito a affascinante, con un abitacolo proiettato nella tecnologia più immersiva, affidata ad sistema IA predittivo.

La gamma parte dalla CLA 250+ da 272 CV per arrivare alla CLA 350 4Matic da 354 CV con architettura a 800 Volt e batterie da 85 kWh per assicurare fino a 792 km di percorrenza.

In aggiunta la versione mild-hybrid a 48 Volt.

Renault 4 E-Tech Electric

All’ondata di riscoperta del proprio passato che ha colpito il marchio Renault non sfugge neanche la R4, modello bruttino e sgraziato ma versatile come pochi prodotto dal 1961 al 1992 e diventato una vera icona pop.

La rediviva R4 è una piccola crossover elettrica a trazione anterior mossa da un powertrain che regala l’equivalente di 122 o 150 CV, rispettivamente con batterie da 40 o 52 kW, per un’autonomia dichiarata compresa tra 300 e 400 km.

Il Toro sbarca a Torino, nuovo showroom per Lamborghini

Lamborghini
Alla presenza del Chairman e CEO di Lamborghini, inaugurata la prima concessionaria torinese del marchio - foto © Lamborghini

La scena è esclusiva, l’atmosfera carica di attesa.

Presso il nuovo showroom di Lamborghini a Torino, si è tenuta l’inaugurazione della prima concessionaria torinese del marchio.

Un momento simbolico che segna non solo l’espansione della rete commerciale italiana, ma anche la conferma del legame tra la Casa di Sant’Agata Bolognese e il territorio del nord-ovest.

Lamborghini
foto © Lamborghini

A inaugurare la nuova sede è stato Stephan Winkelmann, Presidente e CEO di Lamborghini, che nell’occasione ha parlato della visione strategica dell’azienda, l’orizzonte tecnologico dei prossimi modelli e della filosofia del marchio.

Un network che cresce

Winkelmann ha spiegato come la scelta di Torino non sia casuale

In Piemonte e nel nord-ovest – ha affermato – c’era una presenza Lamborghini molto attiva, ma mancava una rappresentanza diretta”.

Lamborghini
foto © Lamborghini

La nuova concessionaria si va ad aggiungere alle sedi di Bari, Roma, Bologna, Verona, Bergamo e Milano, a conferma che per Lamborghini l’Italia è un mercato sempre più strategico.
Viene così consolidata la rete commerciale italiana, che si inserisce in un’ottica globale di crescita selettiva: non si tratta di massificare, ma di presidiare con qualità.

Gamma rinnovata con design e più performance

Nel suo intervento Winkelmann ha lanciato un messaggio chiaro sulle strategie aziendali.

Lamborghini
foto © Lamborghini

Abbiamo una gamma prodotto completamente rinnovata – ha spiegato il CEO Lamborghini – abbiamo iniziato nel 2023 con la Lamborghini Revuelto, poi all’inizio di quest’anno con la Urus SE, abbiamo la Temerario e presto il nuovo modello ibrido. In pratica, abbiamo una strategia di lancio serrata che punta a coprire segmenti diversi, pur rimanendo nell’ambito di esclusività del marchio”.
Winkelmann ha proseguito affermando che Lamborghini non vende “mobilità”: “Noi non vendiamo automobili, vendiamo sogni”.

Un’affermazione forte e del tutto coerente con il posizionamento del brand.

Lamborghini produce super sportive, la sua gamma è molto giovane ma completa e come afferma il suo CEO di profilo tecnologico all’avanguardia anche se i clienti non acquistano i modelli solo per questo motivo.

Lamborghini
foto © Lamborghini

Il design è uno dei due motivi di acquisto principali, l’altro è la performance che è fatta sì di numeri come accelerazione, velocità massima, tempo su pista, tempo di frenata… ma a spingere all’acquisto è poi l’emozione per una super-car esclusiva come le Lamborghini sanno essere.

Ibridazione, performance e futuro

Sul piano tecnico, Winkelmann ha fornito alcuni elementi interessanti.

Infatti, ha parlato di “High Performance Electric Vehicle” (HPEV) come visione per l’ibridazione, non solo per la riduzione delle emissioni ma per il valore aggiunto che la batteria può dare in pista.

Immaginate un giro veloce con la batteria che non si scarica mai, utile come “boost” o supporto, senza portarsi addosso un peso inutile.

Lamborghini
Stephan Winkelmann, Chairman e CEO di Lamborghini – foto © Lamborghini

Winkelmann ha inoltre chiarito che la transizione all’elettrico puro va gestita con cautela nel segmento super-sportivo.

L’andamento del mercato elettrico – ha spiegato – sta avendo una flessione dell’accettabilità… questo vale ancora di più per vetture come la nostre”.

Per questi motivi il CEO Lamborghini ha affermato che il suo brand continuerà a puntare sui motori termici e ibridi “fino a quando sarà possibile”, ponendo l’attenzione anche su carburanti alternativi come benzina sintetica e biocarburanti, che potrebbero fornire un supporto molto positivo.

Cultura del marchio e “club Lamborghini”

Un altro passaggio rilevante dell’intervento di Winkelmann ha riguardato la brand-community.

Il Chairman di Lamborghini ha sottolineato come la sua azienda non venda solo auto, ma l’accesso a un mondo esclusivo.

È come se il cliente entrasse in un club e, su questo fronte, un prodotto d’èlite e la tenuta del valore sono parte integrante della strategia. E cita come esempio il portafoglio ordini che supera gli 11 mesi di attesa.

Inoltre, il design del futuro trova spazio nel “Crazy Corner”, il laboratorio creativo interno al Centro Stile dedicato a nuove generazioni di designer, per mantenere vivo lo spirito di trend-setter del marchio e non limitarsi a seguire gli altri.

Mercato, normativa e rete globale

Winkelmann non ha trascurato la dimensione globale e regolamentare.

Il mondo diventa sempre più regionalizzato – ha affermato – Ci sono oltre 10 differenti tipi di omologazione in tutto il mondo, che cambiano di continuo”.

Lamborghini
L’officina della nuova concessionaria – foto © Lamborghini

Per il comparto automotive ciò è fonte di incertezza e costi aggiuntivi: Lamborghini auspica regole globali e fisse per consentire investimenti e sviluppo coerenti.
È stata toccata anche la più tecnica questione della scarsità di chip. Al momento Lamborghini non soffre questa carenza, la sta affrontando giorno per giorno con una continua ricerca di alternative.
Infine, a proposito di vendite, Winkelmann fotografa il mercato dell’auto di lusso.

Si tratta di circa 150mila pezzi in un mercato complessivo globale di 80 milioni di vetture vendute al mondo.

Un posizionamento di nicchia, e la nicchia per Winkelmann richiede coerenza, qualità e un forte brand value.

La corsa verso l’orizzonte del sogno

L’inaugurazione torinese non è stata solo il taglio di un nastro.

Rappresenta una dichiarazione di presenza, un mattone nel racconto di un marchio che vuole restare esclusivo, tecnico, performante e ancora profondamente italiano.

In un settore che cambia a ritmi vertiginosi – elettrificazione, guida autonoma, digitalizzazione – Lamborghini insiste nel dire “quello che non cambierà mai è che tu devi creare qualcosa che sia un sogno, e non tutti possono farlo”.
Resta chiaro il principio che l’auto del futuro sarà sì più tecnologica, ma dovrà continuare a emozionare. Perché in fondo, nel mondo delle supercar, ciò che conta non è solo arrivare primi, ma anche far battere un cuore al volante.

Lamborghini
foto © Lamborghini

Arriva il Tridente elettrico che anticipa il futuro

Maserati
Maserati Grecale Folgore MY26: più autonomia, tecnologia e stile per il SUV elettrico del Tridente - foto © Maserati

Il SUV 100% elettrico di Maserati si evolve con soluzioni ingegneristiche d’avanguardia.

Più efficienza, più autonomia e un piacere di guida ancora più puro perché Maserati non si accontenta mai di seguire la strada, la costruisce.

Con il Model Year 2026, la Grecale Folgore – la versione full electric del SUV del Tridente – compie un deciso passo in avanti nella sua evoluzione tecnica.
Il cuore dell’aggiornamento è un inedito sistema di disconnessione della trazione integrale (AWD-Disconnect), una soluzione che porta l’efficienza energetica a livelli mai raggiunti prima nel segmento.

In condizioni di guida in cui l’aderenza non richiede la trazione integrale, il sistema scollega fisicamente i semiassi anteriori dai mozzi, trasformando Grecale in una pura trazione posteriore. Il tutto avviene in appena 500 millesimi di secondo, senza intervento del conducente.

Maserati
foto © Maserati

Il risultato è un’autonomia che arriva fino a 580 km, con un risparmio energetico tangibile e una risposta dinamica sempre coerente con il DNA Maserati.

L’efficienza nasce dall’intelligenza

A differenza di altri sistemi che agiscono solo a livello di motore o differenziale, l’AWD-Disconnect di Maserati isola completamente la trasmissione anteriore.

Maserati
foto © Maserati

Il cervello elettronico che gestisce la trazione minimizza gli attriti parassiti ed elabora migliaia di parametri al secondo, tra cui coppia richiesta, pendenza del terreno, temperatura dei freni e condizioni climatiche.

Parametro monitorato Funzione principale Effetto sulla guida
Coppia motrice richiesta Calcola il carico istantaneo Ottimizza la ripartizione di potenza
Temperatura freni Rileva stress termico Migliora l’efficienza in frenata rigenerativa
Pendenza strada Adatta la trazione Stabilizza il veicolo in salita/discesa
Modalità di guida Cambia i settaggi dinamici Bilancia sportività e comfort
Dati ABS/ESC/ASR Monitora la stabilità Attiva il torque vectoring se necessario

Energia sotto controllo

Grecale Folgore MY26 mantiene una delle funzioni più apprezzate dai clienti elettrici Maserati, il pre-condizionamento automatico della batteria.

Maserati
foto © Maserati

Quando il sistema di navigazione con EV Routing pianifica una sosta in una stazione di ricarica ultra-fast, il software prepara la batteria alla temperatura ideale, riducendo drasticamente i tempi di ricarica.

A questo si affianca la Dynamic Range Mapping, che mostra in tempo reale sulla mappa la distanza massima raggiungibile con l’energia residua.

È una funzionalità che elimina l’ansia da autonomia con precisione quasi chirurgica, una bussola digitale che rende ogni viaggio un’esperienza serena, tecnologica e… Maserati.

Quando la personalizzazione diventa arte

Con il MY26, anche la gamma Grecale nel suo complesso si arricchisce.

Maserati
foto © Maserati

Il Programma Fuoriserie diventa ancora più ampio e raffinato, con 32 colori esterni, otto interni dedicati e nuove combinazioni di cerchi e pinze freno, alcune esclusive per la versione BEV.
La cura del dettaglio prosegue negli interni, con tre configurazioni ora di serie, la Premium Pelle Ghiaccio, la Sport Leather Nero/Rosso e la Sport Leather Nero/Giallo.

In totale, il programma offre oltre 20 combinazioni cromatiche e materiche, pensate per trasformare ogni Grecale in un pezzo unico.

Perché l’elettrico, in casa Maserati, non significa solo efficienza ma anche identità.

Un futuro scolpito nel silenzio

Con Grecale Folgore MY26, Maserati dimostra che l’elettrificazione non è una rinuncia, ma un’evoluzione.

Maserati
foto © Maserati

È il modo con cui un marchio con oltre un secolo di storia continua a reinventarsi senza mai tradire sé stesso.
Nel silenzio del suo motore elettrico, si avverte ancora l’eco del V6 Nettuno, la stessa passione meccanica trasformata in energia pura.
È questo il nuovo lusso secondo Maserati: non solo potenza, ma armonia tra ingegneria, emozione e sostenibilità.

Scheda tecnica Maserati Grecale Folgore MY26

Caratteristica Dato principale
Architettura BEV – 100% elettrica, dual motor
Sistema trazione AWD con disconnessione meccanica anteriore
Autonomia Fino a 580 km
Ricarica Ultra-fast DC (precondizionamento automatico batteria)
Controllo trazione Gestione predittiva multi-parametrica
Personalizzazione Programma Fuoriserie – 32 colori, 8 interni
Connettività EV Routing, Dynamic Range Mapping, Maserati Connect
Maserati
Interni particolarmente curati per Maserati Grecale Folgore, con tre diverse configurazioni di serie – foto © Maserati

Duracell: dalle batterie domestiche alle auto elettriche

“Duracell dura di più”, diceva un celebre slogan delle batterie alcaline dedicate ai piccoli elettrodomestici: ma in un attimo la frase si è trasformata in una speranza per il popolo delle elettriche, sempre alla ricerca di colonnine di ricarica che, nell’ordine, funzionino e se possibile siano veloci.

La notizia è che dopo aver saggiato il terreno dell’elettrico con una wall-box da garage, Duracell, azienda americana nata nel 1924 e di proprietà della holding “Berkshire Hathaway”, ha annunciato la discesa in campo nel settore della ricarica per veicoli elettrici.

Un investimento colossale

La rete, ribattezzata “Duracell E-Charge”, ha debuttato proprio in questi giorni nel Regno Unito con sei stazioni di rifornimento ad alta potenza che garantiscono fino a 1.000 kW, ma è solo l’anticamera di una vera invasione su cui l’azienda ha deciso di puntare investendo oltre 200 milioni di sterline, più o meno 230 milioni di euro, con un fitto programma di sviluppo che prevede 500 nuovi punti di ricarica entro il 2030.

Immediatamente riconoscibili

La parte gestionale dell’operazione, che toccherà strade urbane, autostrade, strutture ricettive e centri commerciali del Regno Unito, è stata affidata alla “Elektra Charge”, mentre le colonnine – che accettano pagamenti contactless, con app o Plug&Charge – sono state sviluppate in collaborazione con la “EV Network”, con l’obbligo di mantenere i colori aziendali che hanno reso riconoscibili le batterie Duracell: nero e oro.

Semplici, per carità

Ma, ancora più importante, il colosso americano delle batterie alcaline ha preteso il massimo della semplicità nell’uso, con interfacce semplici e intuitive che aiutino i clienti invece di complicargli inutilmente l’esistenza. “Caricare l’auto dovrebbe essere semplice come cambiare le batterie del telecomando – ha aggiunto il managing director Mark Bloxham – la Duracell ha alimentato le vite delle persone per decenni. Adesso, Duracell E-Charge alimenterà i loro viaggi”.

Settembre dell’auto tra luci (ibride) e ombre (elettriche)

mercato

Settembre 2025 segna un segnale chiaro nel mercato auto in Europa Occidentale.

Infatti, sono state immatricolate 1.236.876 vetture, con un balzo del 10,7% rispetto allo stesso mese del 2024.

Un risultato brillante che emerge dopo mesi di stagnazione, portando il totale dei primi nove mesi dell’anno a quota 9.928.527 immatricolazioni, in crescita dell’1,5% sul 2024.

Elettrico in crescita con qualche ombra

La vera rivoluzione nel mercato dell’auto resta l’elettrico.

Da gennaio a settembre il volume delle immatricolazioni raggiunge 1.796.688 unità, pari a un incremento del 25,4% e a una quota di mercato record del 18,1%, in crescita rispetto al 14,7% dell’anno precedente.

Numeri che mettono in evidenza come l’auto elettrica stia conquistando terreno e attenzione. Peccato che l’Italia, da questo punto di vista, non riesca a fare altrettanto brillante figura.

Nonostante una crescita percentuale del 26,6% delle immatricolazioni elettriche nel nostro Paese, la quota sul totale delle vendite passa solo dal 4% al 5,2%, un dato ancora molto basso che ci pone quasi in coda tra i mercati europei più avanzati.

Il motivo è un mix complesso di fattori tra cui infrastrutture, incentivi e scelte dei consumatori.

L’ibrido plug-in, la via di mezzo

Mentre l’auto elettrica guadagna terreno un po’ a fatica, un altro segmento tecnologico fa segnare risultati sorprendenti: l’ibrido plug-in.

Queste vetture combinano motore tradizionale e batteria ricaricabile dall’esterno, e aumentano le immatricolazioni del 32% nei primi nove mesi del 2025 e la quota di mercato cresce dal 7,1% al 9,3%.

Gian Primo Quagliano, Presidente del Centro Studi Promotor, sottolinea come questo tipo di tecnologia rappresenti non solo una soluzione ponte nel passaggio dall’endotermico all’elettrico ma anche una possibile alternativa autorevole nel breve termine.

L’ibrido plug-in – spiega Quagliano – combinando flessibilità e riduzione delle emissioni, garantisce una transizione più equilibrata. È un elemento che l’Unione Europea dovrebbe tenere in considerazione nelle future politiche”.

Un tema di equilibrio e prospettive future

Quagliano lancia un avviso importante.

L’intransigenza europea verso la politica dell’auto elettrica rischia di mettere a repentaglio salari e aziende, soprattutto in Paesi come l’Italia dove la transizione è più complessa.

La sfida è trovare un equilibrio che tuteli innovazione, sostenibilità e competitività economica.

In questo scenario di grandi cambiamenti tecnologici, l’industria dell’auto si trova davanti a un bivio che non riguarda solo la mobilità, ma il futuro socioeconomico.

Il mercato dà segnali positivi ma invita a riflettere: la leggerezza nella transizione rischia di far emozionare oggi, ma pesare domani.

Ultimi Articoli