
La scena è esclusiva, l’atmosfera carica di attesa.
Presso il nuovo showroom di Lamborghini a Torino, si è tenuta l’inaugurazione della prima concessionaria torinese del marchio.
Un momento simbolico che segna non solo l’espansione della rete commerciale italiana, ma anche la conferma del legame tra la Casa di Sant’Agata Bolognese e il territorio del nord-ovest.

A inaugurare la nuova sede è stato Stephan Winkelmann, Presidente e CEO di Lamborghini, che nell’occasione ha parlato della visione strategica dell’azienda, l’orizzonte tecnologico dei prossimi modelli e della filosofia del marchio.
Un network che cresce
Winkelmann ha spiegato come la scelta di Torino non sia casuale
“In Piemonte e nel nord-ovest – ha affermato – c’era una presenza Lamborghini molto attiva, ma mancava una rappresentanza diretta”.

La nuova concessionaria si va ad aggiungere alle sedi di Bari, Roma, Bologna, Verona, Bergamo e Milano, a conferma che per Lamborghini l’Italia è un mercato sempre più strategico.
Viene così consolidata la rete commerciale italiana, che si inserisce in un’ottica globale di crescita selettiva: non si tratta di massificare, ma di presidiare con qualità.
Gamma rinnovata con design e più performance
Nel suo intervento Winkelmann ha lanciato un messaggio chiaro sulle strategie aziendali.

“Abbiamo una gamma prodotto completamente rinnovata – ha spiegato il CEO Lamborghini – abbiamo iniziato nel 2023 con la Lamborghini Revuelto, poi all’inizio di quest’anno con la Urus SE, abbiamo la Temerario e presto il nuovo modello ibrido. In pratica, abbiamo una strategia di lancio serrata che punta a coprire segmenti diversi, pur rimanendo nell’ambito di esclusività del marchio”.
Winkelmann ha proseguito affermando che Lamborghini non vende “mobilità”: “Noi non vendiamo automobili, vendiamo sogni”.
Un’affermazione forte e del tutto coerente con il posizionamento del brand.
Lamborghini produce super sportive, la sua gamma è molto giovane ma completa e come afferma il suo CEO di profilo tecnologico all’avanguardia anche se i clienti non acquistano i modelli solo per questo motivo.

Il design è uno dei due motivi di acquisto principali, l’altro è la performance che è fatta sì di numeri come accelerazione, velocità massima, tempo su pista, tempo di frenata… ma a spingere all’acquisto è poi l’emozione per una super-car esclusiva come le Lamborghini sanno essere.
Ibridazione, performance e futuro
Sul piano tecnico, Winkelmann ha fornito alcuni elementi interessanti.
Infatti, ha parlato di “High Performance Electric Vehicle” (HPEV) come visione per l’ibridazione, non solo per la riduzione delle emissioni ma per il valore aggiunto che la batteria può dare in pista.
Immaginate un giro veloce con la batteria che non si scarica mai, utile come “boost” o supporto, senza portarsi addosso un peso inutile.

Winkelmann ha inoltre chiarito che la transizione all’elettrico puro va gestita con cautela nel segmento super-sportivo.
“L’andamento del mercato elettrico – ha spiegato – sta avendo una flessione dell’accettabilità… questo vale ancora di più per vetture come la nostre”.
Per questi motivi il CEO Lamborghini ha affermato che il suo brand continuerà a puntare sui motori termici e ibridi “fino a quando sarà possibile”, ponendo l’attenzione anche su carburanti alternativi come benzina sintetica e biocarburanti, che potrebbero fornire un supporto molto positivo.
Cultura del marchio e “club Lamborghini”
Un altro passaggio rilevante dell’intervento di Winkelmann ha riguardato la brand-community.
Il Chairman di Lamborghini ha sottolineato come la sua azienda non venda solo auto, ma l’accesso a un mondo esclusivo.
È come se il cliente entrasse in un club e, su questo fronte, un prodotto d’èlite e la tenuta del valore sono parte integrante della strategia. E cita come esempio il portafoglio ordini che supera gli 11 mesi di attesa.
Inoltre, il design del futuro trova spazio nel “Crazy Corner”, il laboratorio creativo interno al Centro Stile dedicato a nuove generazioni di designer, per mantenere vivo lo spirito di trend-setter del marchio e non limitarsi a seguire gli altri.
Mercato, normativa e rete globale
Winkelmann non ha trascurato la dimensione globale e regolamentare.
“Il mondo diventa sempre più regionalizzato – ha affermato – Ci sono oltre 10 differenti tipi di omologazione in tutto il mondo, che cambiano di continuo”.

Per il comparto automotive ciò è fonte di incertezza e costi aggiuntivi: Lamborghini auspica regole globali e fisse per consentire investimenti e sviluppo coerenti.
È stata toccata anche la più tecnica questione della scarsità di chip. Al momento Lamborghini non soffre questa carenza, la sta affrontando giorno per giorno con una continua ricerca di alternative.
Infine, a proposito di vendite, Winkelmann fotografa il mercato dell’auto di lusso.
Si tratta di circa 150mila pezzi in un mercato complessivo globale di 80 milioni di vetture vendute al mondo.
Un posizionamento di nicchia, e la nicchia per Winkelmann richiede coerenza, qualità e un forte brand value.
La corsa verso l’orizzonte del sogno
L’inaugurazione torinese non è stata solo il taglio di un nastro.
Rappresenta una dichiarazione di presenza, un mattone nel racconto di un marchio che vuole restare esclusivo, tecnico, performante e ancora profondamente italiano.
In un settore che cambia a ritmi vertiginosi – elettrificazione, guida autonoma, digitalizzazione – Lamborghini insiste nel dire “quello che non cambierà mai è che tu devi creare qualcosa che sia un sogno, e non tutti possono farlo”.
Resta chiaro il principio che l’auto del futuro sarà sì più tecnologica, ma dovrà continuare a emozionare. Perché in fondo, nel mondo delle supercar, ciò che conta non è solo arrivare primi, ma anche far battere un cuore al volante.
















