giovedì 30 Aprile 2026 - 17:16:09

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Renault 4 E-Tech: prime immagini in attesa di Parigi

Renault 4 E-Tech

Renault ha rivelato le prime immagini della nuova Renault 4 E-Tech Electric che presenterà al prossimo Salone dell’Auto di Parigi.

Lunga 4,14 metri, quindi in pieno segmento B-Suv o meglio crossover, si pone come alternativa un po’ più grande, ma col medesimo passo di 2,54 m, alla R5 elettrica (lunga 3,92 m) presentata a Ginevra quest’anno.

E’ probabile che anche il powertrain sia lo stesso della R5, con il motore elettrico da 150 CV e la trazione anteriore.

Come la R5 la Renault R 4 E-Tech Electric nasce sulla piattaforma AmpR Small e sarà prodotta in Francia, a Maubeuge, con disponibilità presso i concessionari nel 2025.

Renault 4 E-Tech per ricordare il capolavoro Renault 4

La Renault 4 del 1961 ha rivoluzionato il mercato automotive per poi imporsi come un’icona.

È stato il primo veicolo Renault per le famiglie con il motore montato anteriormente e pianale piatto.

È diventata l’auto per eccellenza, spaziosa e piena di risorse, per circolare in città e fuori città, nei giorni feriali e nei weekend, da utilizzare per lavoro e per le vacanze.

Era un’auto adatta per i suoi tempi e luoghi, che si inseriva perfettamente in una società in continua trasformazione, ed ha avuto un successo immediato: è diventata l’auto che tutti volevano in oltre 100 Paesi e Renault ha continuato a produrre più di 8 milioni di Renault 4.

Nissan More: dopo i 3 anni (o 100.000 km) garanzia estesa coi tagliandi

Si chiama Nissan More ed è il nuovo programma di garanzia gratuito dedicato a vetture della Casa giapponese che abbiano passato il periodo di garanzia convenzionale Nissan  di 3 anni o 100.000 km.

E’ noto che la fidelizzazione del cliente nasce nel momento della vendita ma si consolida soprattutto nel post-vendita.

Nissan è sensibile a questo aspetto del rapporto col cliente e cerca soluzioni che possano dare il massimo della soddisfazione nel corso ti tutto l’arco di vita del veicolo.

Nissan More: attivarlo è facile

Innanzitutto è gratuito, e per attivarlo è sufficiente eseguire un tagliando di manutenzione presso la rete Nissan.

Nissan More può poi essere rinnovato, sempre effettuando un tagliando alle scadenze prestabilite, fino al decimo anno di vita della vettura o fino al limite di 200.000 km di percorrenza.

Nissan More offre una copertura assicurativa* di un anno (o per il chilometraggio previsto dal piano di manutenzione) sui componenti più importanti e costosi del veicolo, ovvero:

  • Motore: tutte le parti interne lubrificate, catena di distribuzione e relative guide, testata, blocco motore e coperchio bilancieri.
  • Turbocompressore e compressore.
  • Cambio manuale: tutte le parti interne lubrificate, scatola del cambio.
  • Cambio automatico: tutte le parti interne lubrificate, scatola del cambio, convertitore di coppia.
  • Alberi di trasmissione e semiassi: 2 e 4 ruote motrici. Albero di trasmissione e componenti.
  • Trasmissione e differenziale: cambio/riduttore, differenziale, ripartitore di coppia e sistema di accoppiamento elettroidraulico, tutti i componenti lubrificati internamente.
  • Motore elettrico di trazione, inverter e PDM (modulo di distribuzione dell’energia per veicoli elettrici).

nissan more

Fa parte della Promessa Nissan

Nissan More va a rafforzare la Promessa Nissan, ovvero il programma di servizi di assistenza che prevede:

  • Assistenza stradale gratuita, in caso di imprevisto, disponibile 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, anche al di fuori del periodo di garanzia a patto l’auto sia sottoposta a manutenzione programmata presso la Rete Nissan, nel rispetto delle scadenze temporali o chilometriche.
  • L’opportunità di noleggiare un’auto di cortesia a tariffe vantaggiose per qualsiasi tipo di intervento, sia di riparazione sia di manutenzione, anche al di fuori del periodo di garanzia.
  • Un assistente personale che ricorda ai clienti le scadenze di tagliandi e revisioni obbligatorie.
  • La possibilità di acquistare pacchetti di 3, 4 o 5 tagliandi (Programma Experta), bloccando il prezzo della manutenzione programmata e risparmiare così su ricambi e manodopera.

* Polizza assicurativa collettiva emessa da Nissan International Insurance Ltd

Giuseppe Bitti è il nuovo Presidente & CEO di Kia Italia

giuseppe bitti

Un italiano che copre un incarico di altissimo livello al posto di un coreano in un’azienda coreana è un fatto eccezionale.

Non per Giuseppe Bitti, che a partire dal 1° ottobre 2024 ricoprirà il ruolo di Presidente & CEO di Kia Italia S.r.l., succedendo a Key Young Choi, che passerà ad altro incarico all’estero.

Chi è Giuseppe Bitti

Giuseppe Bitti ha un’esperienza di spicco in ambito automotive, ed è cresciuto proprio ai vertici del brand coreano, contribuendo già dagli anni ’90 all’arrivo di Kia in Italia e a raccogliere i primi successi.

Nel 2002 Bitti  ha assunto il ruolo di Amministratore Delegato e Direttore Generale, diventando poi Managing Director & COO dal 2011, data in cui Kia Motors Corporation, divenuta Kia Italia S.r.l. nel 2021, ha aperto la propria filiale diretta sul territorio nazionale.

La nomina di Giuseppe Bitti alla guida di Kia Italia S.r.l. testimonia il ruolo di crescita del management italiano all’interno del Gruppo.

Il mercato italiano e, in generale, quello europeo, rappresentano un tassello importante per le vendite globali di Kia.

Kia in pillole

Kia Europe è la divisione europea di vendita e produzione di Kia Corporation, un brand riconosciuto a livello mondiale con la vision di offrire soluzioni di mobilità sostenibile che ispirino il movimento in tutto il mondo.

In qualità di Sustainable Mobility Solutions Provider, Kia sta guidando la diffusione di veicoli elettrificati ed elettrici a batteria e sta sviluppando una gamma crescente di servizi di mobilità, incentivando in tutto il mondo le persone a cercare i modi migliori per viaggiare.

Kia Europe, con sede a Francoforte, in Germania, impiega in totale oltre 5,500 dipendenti di 40 nazionalità in 39 mercati in tutta Europa e nel Caucaso.

Kia Europe supervisiona la produzione dello stabilimento all’avanguardia di Zilina, in Slovacchia.

I prodotti innovativi di Kia continuano ad ottenere grandi consensi, in particolare il rivoluzionario veicolo 100% elettrico EV6 è stata la prima auto coreana a vincere il prestigioso premio European Car of the Year nel 2022.

DFSK regala impianto GPL fino al 31 ottobre 2024

dfsk regala impianto gpl

DFSK regala impianto GPL di valore 1.800,00 euro.

E’ prorogata fino al prossimo 31 ottobre 2024 la campagna promozionale che include l’impianto GPL in omaggio su tutta la gamma DFSK.

I clienti DFSK potranno quindi scegliere i modelli Glory 500, Glory 580, Glory 600 e Glory F5 con impianto GPL incluso, allo stesso prezzo delle versioni a benzina.

L’offerta comprende l’impianto GPL, l’installazione e il collaudo inclusi nel prezzo, in collaborazione con i concessionari ufficiali DFSK che aderiscono alla promozione.

La gamma è ora composta come segue:

           Modello                         Cambio/Allestimento       Propulsione      Prezzo di listino

·       DFSK Glory 500                     Manuale                           ICE e GPL           17.988 Euro

·       DFSK Glory 500                     Automatico/Standard       ICE e GPL           19.788 Euro

·       DFSK Glory 500                     Automatico/Luxury           ICE e GPL           21.588 Euro

·       DFSK Glory 580                     Automatico/Intelligent      ICE e GPL           26.988 Euro

·       DFSK Glory 600                     Automatico                       ICE e GPL         29.588 Euro                    

·       DFSK Glory F5 (IX5)              Automatico                       ICE e GPL          29.988 Euro

·       DFSK E5                                Automatico                       PHEV                36.888 Euro

Prezzi IVA inclusa; escluse IPT e messa in strada.

DFSK regala impianto GPL di valore 1.800,00 euro.

La DFSK in pillole

DFSK Motor, acronimo di Dongfeng Sokon Automobile, è un costruttore automobilistico fondato nel 2003 che è in Italia grazie all’importatore e distributore ufficiale China Car Company con la partecipazione del management della Casa madre.

DFSK Motor ora appartiene interamente al gruppo Chongqing Sokon Industrial Group e si posiziona tra le prime 500 aziende in Cina.

Chongqing Sokon Motor (Group) Imp. & Exp. Co. Ltd. è una consociata interamente controllata del Gruppo SERES, principalmente responsabile dell’attività di esportazione all’estero di automobili e parti dei marchi DFSK e SERES.

L’azienda cinese ha venduto ad oggi, oltre 3 milioni di vetture nel mondo, esportandone  500.000 in oltre 70 mercati.

DFSK è stato tra i primissimi marchi cinesi ad esportare in Europa.

China Car Company, società con sede operativa a Prato e sede legale a Livornoa partire dalla fine dello scorso 2023 è l’unico importatore e distributore ufficiale in Italia della gamma di automobili DFSK.

La rete di vendita è capillare, distribuita su tutto il territorio nazionale e conta circa 100 punti vendita e service, che stanno crescendo ulteriormente, a totale copertura del territorio.

Per questo è stato raggiunto un importante accordo con Sirmec, parte del gruppo Lucana Commerciale, che si occupa della distribuzione giornaliera dei ricambi.

Da questo mese iniziano i corsi di formazione post-vendita affidati a CETOC, società leader del settore che già da anni li organizza per i più affermati marchi sul mercato. 

Impianto GPL by Landi Renzo

Le vetture DFSK possono essere dotate dell’impianto GPL tramite un accordo con Landi Renzo, azienda leader del settore, che ha utilizzato il modello Glory 500 come vettura rappresentativa per descrivere il processo produttivo di un impianto GPL, sviluppando kit specifici per garantire la perfetta integrazione e funzionalità sui veicoli DFSK.

I modelli della gamma DFSK Glory dual fuel aggiungono a tutti i contenuti del modello a benzina, anche la possibilità di sfruttare l’alimentazione a GPL e beneficiare di numerosi vantaggi economici.

 

Airbag Takata: continua la bonifica sulle Citroen C3 e DS3

airbag takata

Continua senza sosta l’impegno di Stellantis nella gestione del richiamo in corso relativo agli airbag Takata dei modelli Citroën C3 e DS3 prodotti tra il 2009 e il 2019.

A oggi le sostituzioni effettuate in Francia, Italia, Spagna e Portogallo sono più di 161.000, con ulteriori 209.000 sostituzioni già programmate, di prossima esecuzione.

Inoltre, Stellantis ha mobilitato 43.600 veicoli di cortesia in questi quattro Paesi per garantire la mobilità dei suoi clienti.

Al 18 settembre, gli airbag Takata sono stati sostituiti su più di 46.000 veicoli C3 e DS3 in Italia; oltre 127.000 veicoli coperti dal richiamo hanno già fatto il check-in.

Grazie agli sforzi messi in campo da Stellantis, è già in fase di pianificazione l’intervento su 70.000 veicoli.

L’avviso per raccomandata

Tutti i proprietari di veicoli interessati dal richiamo degli airbag Takata hanno già ricevuto lettere raccomandate con istruzioni chiare su come procedere per l’intervento necessario.

Si ricorda che ai clienti viene chiesto di completare semplice procedura di registrazione online (il cosiddetto “check-in”) utilizzando i riferimenti indicati nelle predette lettere e collegandosi al sito web dedicato, accessibile anche tramite QR code indicato nelle medesime lettere).

Tale procedura può altresì essere completata contattando il Call Center dedicato al numero 800598942 o rivolgendosi direttamente al proprio concessionario di fiducia.

Per ogni ulteriore esigenza di supporto, inclusa la necessità di un’auto sostitutiva, è sempre possibile contattare il Call Center dedicato al numero 800598942, o il concessionario Citroën di fiducia.

Citroën ha avviato numerose iniziative per supportare i propri clienti in questa campagna di richiamo, tra le quali un incremento senza precedenti della flotta e della capacità di stoccaggio di veicoli di cortesia, e l’implementazione di diverse misure per aumentare la capacità di riparazione della rete, tra le quali la “repair@plant”, vale a dire la riparazione presso gli stabilimenti Stellantis in Italia.

La casa automobilistica ha più che raddoppiato la fornitura settimanale di nuovi airbag, raggiungendo i limiti tecnici della catena di approvvigionamento a fronte delle specificità dei componenti in questione, e ampliato la capacità della rete di concessionari per eseguire le sostituzioni degli airbag.

Citroën si impegna a mettere in campo ogni sforzo necessario al fine di servire i propri clienti e soddisfare le loro esigenze di mobilità.

Hyundai Inster: elettrica democratica

Il segmento delle piccole da città si sta risvegliando e tra i protagonisti di questa “nuova vita” delle vetture di Segmento A spicca la nuova Hyundai Inster. La coreana però, non si limita ad offrire una valida ed interessante alternativa a chi cerca una soluzione pratica per la mobilità urbana, ma con il suo powertrain completamente elettrico intende democratizzare l’auto elettrica puntando su una dotazione molto ricca e un prezzo di partenza di circa 25.000 euro.

Hyundai Inster: gli interni

La nuova Inster nasce sulla medesima piattaforma della Hyundai Casper, un modello ultra compatto in vendita in Corea. Rispetto a questa, la Inster è stata notevolmente allungata, soprattutto nel passo, raggiungendo ora una lunghezza di 3,82 metri. Che restano comunque pochissimi, ovviamente, ma se pensate che questo si traduca in spazi sacrificati all’interno siete fuori strada. Grazie al generoso passo di 2,58 metri, infatti, l’abitacolo assicura centimetri in abbondanza per passeggeri e bagagli. Nella prima fase di commercializzazione, la Inster sarà venduta unicamente in configurazione a quattro posti, mentre in un secondo momento arriverà anche a cinque posti. A proposito di questi, è interessante come in Hyundai siano riusciti a ricavare davvero molto spazio anche per chi viaggia dietro. Inoltre, la panca sdoppiata è in grado di muoversi in avanti e indietro, permettendo così di aumentare la volumetria del vano di carico in caso di necessità. Questo, infatti, assicura una capacità minima di 238 litri, che salgono a 351 litri facendo scorrere la panca in avanti, arrivando fino a 1.059 litri abbattendo gli schienali della seconda fila.

Venendo alla parte anteriore, molto interessane è la scelta di unire il bracciolo e il portabicchieri al sedile del conducente, in modo che se la posizione di questo viene cambiata, questi due elementi si muovono con esso, rimanendo sempre alla portata di chi guida. Tanta poi la tecnologia, che si esprime presenza di due schermi da 10,25 pollici ciascuno con funzione di quadro strumenti e infotainment, questo con compatibilità Apple Carplay e Android Auto wireless. Buono anche il livello di qualità percepita a bordo, che passa attraverso un design ricercato, l’ampia possibilità di personalizzazione degli interni e la scelta di materiali di origine riciclata per diversi elementi come imperiale, tappetini e parte dei sedili.

Hyundai Inster: gli esterni

Venendo agli esterni, i designer Hyundai hanno tratto ispirazione dai modelli della gamma Ioniq, reinterpretando, o meglio, ridimensionando il concetto di design pixel delle sorelle maggiori Ioniq 5 e Ioniq 6 e che sulla Inster si ritrova nei gruppi ottici e nel disegno dei cerchi. I fari principali, però, nella parte anteriore sono quelli circolari, dotati di tecnologia full-led di serie, che vengono in parte ripresi anche nella zona posteriore della vettura. In generale, lo stile della Inster risulta ben proporzionato nonostante le dimensioni compatte, grazie a diversi elementi qui e là che strizzano l’occhio al mondo dei Suv.

Hyundai Inster: la meccanica

Due i powertrain disponibili. Si parte con la variante alimentata da una batteria agli ioni di litio da 42 kWh che manda energia ad un motore anteriore da 97 CV per 147 Nm di coppia, che assicura un’autonomia di 305 km. Al top dell’offerta si posiziona invece la versione con batteria da 49 kWh con motore da 115 CV e sempre 147 Nm di coppia. In questo caso l’autonomia arriva fino a 355 km. Per quanto concerne la capacità di ricarica, arriva fino ad un assorbimento massimo di 85 kW, con una buona curva di ricarica che permette di passare dal 10 all’80% di capacità dell’accumulatore in appena 30 minuti.

Elemento interessante della nuova Hyundai Inster è il peso. Stando a quanto dichiarato dal costruttore coreano, questo dovrebbe attestarsi tra i 1.300 e i 1.400 kg in base alla dotazione e agli optional selezionati. Un ottimo risultato considerando la presenza del sistema elettrico. A proposito di optional, la pompa di calore non è di serie sulla vettura e va selezionata a parte. Gli ordini della nuova Inster dovrebbero aprirsi nel corso del mese di ottobre, con prezzi a partire da circa 25.000 euro.

Suzuki introduce la Swift 4×4

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Qualche mese dopo la presentazione della nuova generazione della piccola giapponese, la gamma si arricchisce con la nuova Suzuki Swift 4×4, presente a listino in realtà sin dal lancio. Questo modello rappresenta da diverse generazioni un vanto per la Casa di Hamamatsu, che da sempre offre la trazione integrale come opzione su diversi modelli e non soltanto su fuoristrada come Jimny e Vitara.

In passato, vetturette utilitarie come Ignis, Baleno e molte altre hanno proposto questa possibilità per chi vive in collina o in montagna e deve fronteggiare climi più insidiosi. Ad oggi, la Swift è una delle pochissime utilitarie ad avere questa possibilità.

AllGrip “base”

La Suzuki Swift 4×4 sfoggia sul portellone posteriore il classico logo AllGrip che identifica la trazione integrale, o meglio, le trazioni integrali. Suzuki offre infatti dispositivi diversi a seconda del modello. Si va dai puramente meccanici come l’inseribile di Jimny a quelli basati su giunti elettronici come su S-Cross e Vitara. Quello di Swift è uno dei più semplici e al tempo stesso una via di mezzo. Si compone infatti di un giunto viscoso che agisce in modo del tutto autonomo, senza interventi da parte del conducente.

Suzuki Swift 4×4, il retrotreno (foto Suzuki)

Il dispositivo trasferisce coppia al retrotreno quando le condizioni di aderenza si fanno precarie aumentando motricità, sicurezza e stabilità. La relativa semplicità del sistema fa sì che l’aumento di peso sia tutto sommato contenuto. Tra rinvii, giunto, alberi, semiassi e differenziale posteriore, si parla di circa 76 kg in più rispetto al modello 2WD per un totale di 1.070 kg.

L’ibrido non cambia

Il motore rimane il tre cilindri 1.2 con sistema ibrido a 12 V il cui motore elettrico fornisce 2,3 kW e ben 60 Nm di coppia aggiuntivi in accelerazione e  allo spunto. Questo permette al piccolo benzina di contenere i consumi, con un dichiarato di 4,9 l/100 km, ma di offrire una potenza massima di 82,8 CV e 111 Nm di coppia. Valori preziosi anche in vista della trazione integrale.

Suzuki Swift 4×4 (foto Suzuki)La linea non cambia
Se la sostanza cambia, l’aspetto della Suzuki Swift 4×4 rimane invece sostanzialmente lo stesso. Le differenze più evidenti sta nel rialzo delle sospensioni di 25 mm che portano la distanza da terra a 140 mm (non molti ma sufficienti per i terreni non asfaltati). Ci sono in realtà anche piccole variazioni di carreggiata, 5 mm in meno davanti e 5 mm in più dietro. Non cambiano l’abitabilità e la capacitò di carico, quest’ultima da 265 litri come sulla versione 2 ruote motrici.

Suzuki Swift 4×4, gli interni (foto Suzuki)

Swift Hybrid 4×4 AllGrip è disponibile con l’allestimento Top, un “full options” che include tutto l’infotainment e i sistemi di sicurezza già visti durante l’anteprima del nuovo modello. Il prezzo al pubblico è di 24.500 euro. In caso di rottamazione di un usato fino a fine settembre possono essere ridotti a 17.900 grazie a incentivi statali e offerta lancio Suzuki.

Lotus Theory 1: ecco come saranno le elettriche del futuro del brand inglese

Lotus presenta la Theory 1, sportiva elettrica da 1.000 CV e 1.600 kg. Scatta da 0 a 100 in soli 2"5

Lotus produrrà solo auto elettriche da qui a qualche anno. Dopo la bella Emira, ultima sportiva termica del brand di Hethel, non ci saranno (almeno così è stato detto) altri modelli dotati di motore a combustione interna.

Ma l’elettrico del marchio inglese fondato da Colin Chapman non sarà certo noioso. Prove di quello che può offrire si vedono già oggi con Eletre e Emeya o, ancor di più, con la Evija ma, per vedere come saranno le sportive di domani arriva ora la Theory 1.

L’auto trae ispirazione nel look alla indimenticabile Esprit. Si tratta di una coupé che indica un po’ la direzione che sarà seguita dalla prossima famiglia di vetture che arriverà a partire dal 2027, anno in cui debutterà l’erede della Exige. Me vediamo questa Theory 1 come è fatta.

Sulle ali della leggerezza

Nel pieno rispetto del credo di Colin Chapman Lotus produrrà auto leggere. Difficile coniugare questa necessità quando si parla di elettrico. Ma grazie all’uso diffuso della fibra di carbonio e di altre leghe speciali, alla batteria da soli 70 kWh (pochi, per un’auto così), e a una serie di altre accortezze, la Theory 1 ferma l’ago della bilancia a 1.600 kg.

Lotus presenta la Theory 1, sportiva elettrica da 1.000 CV e 1.600 kg. Scatta da 0 a 100 in soli 2"5

Non male per una sportiva che grazie ai suoi due motori elettrici, disposti uno per asse naturalmente, riesce a scaricare a terra la bellezza di 1.000 CV. Le prestazioni? Lo scatto da 0 a 100 si compie in 2”5, la velocità massima arriva a 320 km/h. L’autonomia, a patto che non si esageri sul gas, è di 402 km.

Massimo coinvolgimento alla guida

Meccanica e stile a parte, la Lotus Theory 1 introduce una tecnologia interessante, chiamata LotusWear, che consente alla vettura di dialogare con il conducente attraverso una serie di segnali e impulsi che arrivano dal volante, dai sedili e dal sistema di illuminazione interna.

Lotus presenta la Theory 1, sportiva elettrica da 1.000 CV e 1.600 kg. Scatta da 0 a 100 in soli 2"5

Il sistema è stato realizzato in collaborazione con MotorSkins, startup che lavora nel campo della robotica indossabile e che ha realizzato un sistema che è in grado anche di dialogare con l’esterno attraverso un sistema di illuminazione laser sviluppato con Kyocera SLD Laser.

La Theory 1 è lunga 4,49 metri, larga 2 e alta 1,14, ha una particolare apertura delle porte che ruotano su se stesse e si posizionano in verticale. Ha sterzo drive by wire, cerchi in lega con pneumatici Pirelli P Zero Elect (anteriori 265/35 R20, posteriori 325/30 R21) e un impianto frenante AP Racing con dischi carboceramici ultraleggeri e pinze monoblocco in alluminio.

GP di Singapore: Norris, affondo Mondiale. Verstappen (2°) resiste

©Pirelli.com

Dopo il GP di Singapore che guaio a Woking, laddove ha sede la McLaren!

Ora Zak Brown (il boss aziendale) e Andrea Stella (il boss della scuderia) dovranno mettere mano alle “papaya rules” e forse riscriverle daccapo.

Nel GP di Singapore, su una di quelle piste cittadine da dentro o fuori, le McLaren (auto color papaya, appunto) hanno dominato alla grande e Lando Norris ha vinto la corsa, mentre Oscar Piastri (che aveva vinto la gara precedente a Baku) ha chiuso terzo, sul podio.

La vittoria di Norris scuote il Mondiale anche se Max Verstappen e la Red Bull sono stati bravi a “shakerare” la loro auto (inguardabile al venerdì) e chiudere al secondo posto.

Morale: Norris adesso ha 279 punti, però Max continua a comandare la classifica con 331 (52 di vantaggio).

Certo, nella classifica costruttori le cose sono diverse (McLaren in testa con 516 punti e Red Bull seconda con 475), ma questa è una competizione che interessa soprattutto le squadre e non troppo il pubblico.

©Pirelli.com

Gli appassionati si chiedono invece se Norris, a bordo di un’auto così straordinariamente prestazionale, riuscirà a rosicchiare punto su punto il margine di Verstappen sino a conquistare il titolo iridato.

Se lo chiede anche Norris, se lo chiede anche Verstappen. E qui c’entrano le “papaya rules”, ovvero le regole relative ai giochi di squadra in casa McLaren.

I piloti resteranno liberi di correre oppure Piastri dovrà mettersi al servizio di Norris?

La Red Bull non si fa scrupolo a usare gli ordini di scuderia, tanto che è stato chiesto a Daniel Ricciardo (che è pilota Red Bull, ma corre per la squadra gemella italiana di Faenza, e che a Singapore forse era alla sua ultima prova in Formula 1) di “rubare” il giro veloce a Norris, per sottrargli il punto addizionale.

Nemmeno troppo “fair” a dirla tutta, visto che si tratta di due squadre teoricamente differenti.

Comunque è ormai chiaro che tutti pensano a un titolo da vincere sul filo di lana, lottando punto per punto. Poi chissà cosa accadrà.

Lando stremato

Norris ha vinto grazie alla pole conquistata sabato, a una bella partenza (finalmente) e a una gara di testa, da vero leader.

Una corsa fisicamente durissima (per lui come per tutti, ovviamente) forse la peggiore dell’anno, con una temperatura dell’aria altissima e un’umidità pazzesca.

Il pilota inglese è giunto alla fine letteralmente stremato, ma vincente.

Ha perso concentrazione in due occasioni, toccando il muro una prima volta a sinistra (con l’ala anteriore) e una seconda volta a destra (stessa ala), ma ha portato a casa i 25 punti.

Ed è quel che conta: “E’ stata una corsa straordinaria, l’auto letteralmente volava. Vero, mi sono preso qualche spavento, tra l’altro in momenti in cui non stavo nemmeno spingendo troppo. Comunque è stata una grande giornata per me e per la squadra”.

Piastri per ora si limita ad analizzare la corsa, per il resto ci sarà tempo: “Non è stata la mia serata migliore, ma ho evitato rischi eccessivi. Il podio è un buon risultato”.

Ma è chiaro che i giochi interni si decideranno intorno a un tavolo, guardandosi in faccia.

Nel GP di Singapore la resurrezione delle Rosse

E la Ferrari? Venerdì bene, in gara benissimo (con Leclerc più che con Sainz).

Ma al sabato è andato tutto storto.

L’incidente a Sainz nel “Q3″ della qualifica, poi la sbavatura di Leclerc nel giro decisivo.

Dopo devono esserci state ore concitate, visto che sabato Leclerc se l’era presa con la temperatura delle gomme e forse con la squadra.

GP di Singapore
©Ferrari.com

“Non erano pronte nemmeno al 50 per cento”, ha detto il monegasco.

“Siamo usciti dai box e le temperature delle gomme anteriori erano più basse di non so quanti gradi rispetto alle temperature ideali. Non so perché è successo”.

Ma dopo la bandiera a scacchi ha corretto le sue parole: “Vorrei precisare che la responsabilità dell’errore in qualifica è solo mia”.

“Forse le mie dichiarazioni non sono state chiare e possono essere state fraintese”.

“In gara è andato tutto bene, è stata una bella prova, ma la posizione in griglia mi ha condizionato. Speravo in una safety car, ma non c’è stata”.

Per la cronaca: a Singapore è la prima volta che non ci sono state interruzioni.

Di certo le Rosse in gara avevano un gran passo, forse contrastare la McLaren sarebbe stato impossibile, ma arrivare sul podio probabilmente sarebbe stato possibile.

Invece Leclerc ha chiuso al quarto posto e Sainz al settimo.

Ma ormai il GP di Singapore è andato, recriminare è inutile.

Spiega Sainz: “Nelle ultime tre gare ho perso qualche occasione, nelle ultime due le abbiamo perse tutti quanti. Ma ora si torna su piste “normali” come Austin e Città del Messico, cercheremo di lavorare meglio”.

GP di Singapore
©Ferrari.com

La guerra delle parolacce

Il Mondiale adesso affronta un specie di sosta (le squadre non devono chiudere per regolamento, come ad agosto) perché il GP in Texas è in calendario il 20 ottobre.

Verrebbe da dire “poffarbacco” o “perdindirindina”.

Anche perché qualcosa in più, in questo momento, entrerebbe nella polemica questione del linguaggio scurrile (o giudicato tale).

La Fia ha deciso di dare una stretta, sollevando un vespaio, dopo un “fu*** di troppo pronunciato in pubblico da Verstappen.

GP di Singapore
©Red Bull Content Pool

Il presidente ben Sulayem s’è chiesto: “Ma come, ci mettiamo a usare un frasario da rapper?!”.

E se Verstappen ha risposto semplicemente: “Non siamo mica tornati all’asilo?”, Hamilton è stato più pesante: “Brutte frasi quelle del presidente, i rapper sono quasi tutti neri, non vorrei che ci fossero allusioni razziste”.

Sabato, durante la conferenza stampa post qualifiche (che è un evento ufficiale) Verstappen ha risposto a monosillabi, scusandosi per un calo di voce.

Poi nel paddock, qualche attimo dopo, ritrovando la voce quasi per incanto, ha dato vita a una capannello in stile Anni Novanta, scoprendosi colpito da improvvisa ed eloquente logorrea, proprio mentre la Fia lo sanzionava (con ore di impegno socialmente utile).

Viene da domandarsi se ci si trovi all’inizio di una guerra tra federazione e piloti (che quindi, prima o poi, coinvolgerà anche squadre e Liberty Media) o se prevarrà il buon senso da parte di tutti e queste inutili schermaglie dialettiche avranno termine.

Il GP di Singapore secondo Mario Isola (Pirelli): “Gara lineare, ora i test”

Infine le gomme. Anche nel GP di Singapore, in un contesto molto particolare (temperatura dell’aria molto alta, ma quella dell’asfalto appena nella media, considerando che si corre dopo il tramonto), le gomme della Pirelli hanno offerto un rendimento eccellente.

“Tutto sommato, è stata una gara piuttosto lineare, anche perché non c’è stata nemmeno una neutralizzazione, circostanza non si era mai verificata in passato su questa pista”.

“La sosta unica si è confermata nettamente la più veloce e tutte e tre le mescole si sono comportate secondo le aspettative”.

“La Medium e la Hard sono state chiaramente le più utilizzate, ma anche la Soft ha dimostrato di poter essere un’opzione, come si è visto ad esempio dai tempi ottenuti col pieno di benzina nel primo stint di Hamilton (17 giri) o quelli di Tsunoda nella sua seconda parte di gara (28 giri), facendo registrare un livello di degrado tutto sommato accettabile”.

“Molto rilevante nella valutazione del rendimento dei pneumatici è stato il livello di gestione del passo messo in atto dai piloti, unitamente al traffico in cui si sono ritrovati nelle varie fasi della gara”.

“In particolare, lo è stato per quanto riguarda la Medium perché, in base appunto al passo tenuto, alcuni piloti hanno potuto estendere la lunghezza del primo stint ben oltre la finestra prevista nelle simulazioni della strategia, aprendo così eventualmente la possibilità anche ad un possibile utilizzo della Soft”.

“Ora c’è una piccola sosta, ma per il nostro gruppo ci sarà ancora da fare in pista, con quattro giorni di test che potranno essere svolti grazie alla sempre fondamentale collaborazione delle squadre, nella fattispecie Mercedes, Red Bull, Ferrari e McLaren”.

GP di Singapore
©Red Bull Content Pool

Aprilia RSV4 X ex3ma: la MotoGP arriva su strada

Aprilia RSV4

Aprilia Racing ha presentato la RSV4 X ex3ma, ovvero la RSV4 più sofisticata mai prodotta.

La livrea col nero dominante e le grafiche della Aprilia RSV4 X ex3ma sono un omaggio alla RS 250 con la quale Max Biaggi vinse tre campionati del mondo dal 1994 al 1996.

Proprio Max Biaggi è stato protagonista dello sviluppo in pista e della definitiva messa a punto della RSV4 X ex3ma.

“Partecipare allo sviluppo di una moto come la RSV4 X ex3ma è stato come essere alle sessioni di prova di un vero prototipo racing”, ha detto il pilota romano.

“Un po’ come tornare ai test precampionato, quando si pongono le basi tecniche di una intera stagione”.

“Allo stesso modo l’impegno in pista è stato totale, per preparare una moto che dia ai fortunati che la guideranno, le stesse sensazioni di un prototipo racing”.

Aprilia RSV4

“E per molti aspetti questa moto lo è davvero, perché è la prima volta che si mette a punto, per un appassionato cliente, un assetto così completo, che comprende i molti parametri introdotti da una aerodinamica da MotoGP”.

“Sono veramente soddisfatto del lavoro fatto, la moto trasmette emozione solo a guardarla con la livrea Perla Nera che fa rivivere una storia gloriosa”.

“In pista è stata un’esplosione di emozioni, si percepisce, nelle curve veloci, la deportanza della carena a effetto suolo, una sensazione meravigliosa”.

“Saranno 30 esemplari unici, rigorosamente hand made in Aprilia Racing, cosa che rende questa moto ancora più esclusiva”.

Romano Albesiano, Direttore Tecnico di Aprilia Racing:

“Questa moto è l’evoluzione più estrema del programma che iniziammo proprio con lo scopo di trasferire ai nostri clienti la tecnologia più avanzata, direttamente dal nostro reparto corse”.

“Il trasferimento di tecnologia dal racing agli utenti è citato spessissimo ma in nessun caso è così concreto come in Aprilia Racing”.

“I nostri tecnici hanno realizzato qualcosa che è molto più di un’evoluzione dello straordinario progetto RSV4”.

“Lo si vede chiaramente nell’aerodinamica, con contenuti che sono quelli di una vera MotoGP”.

“La ex3ma è la prima moto in vendita dotata di un completo pacchetto per la generazione di effetto suolo che aumenta di tre volte il carico laterale rispetto alla precedente X: la carena a scalino e le cornering wings sono contenuti che Aprilia ha portato per prima in MotoGP”.

“L’ala anteriore è una vera ala da MotoGP, larga 550 mm e genera un livello di carico cinque volte più elevato rispetto alla versione precedente, la X Trenta, che già ne aveva di più della stradale, consentendo una grande accelerazione”.

“Anche sotto la pelle ci sono evoluzioni importantissime, a partire dalla mitica centralina racing APX che è stata sostanzialmente evoluta per dare agli utenti prestazione e facilità d’uso”.

“Tanti componenti, visibili e non, sono nuovi o sono stati ottimizzati per garantire un peso ridottissimo”.

“È sicuramente la moto in commercio che più di ogni altra può consentire al cliente di provare le sensazioni di guida di una moderna MotoGP”.

Aprilia RSV4

Aprilia RSV4 X ex3ma: una MotoGP su strada

Aprilia RSV4 X ex3ma è strettamente legata con la MotoGP.

E’ infatti la prima e unica moto al mondo in vendita al pubblico dotata di aerodinamica con effetto suolo, una sofisticata tecnologia sviluppata e brevettata in Aprilia Racing, utilizzata solo sulla RS-GP 24.

La particolare modellatura della carena sulle fiancate permette di sfruttare la pressione dell’aria tra il suolo e la carena quando la moto è nella fase della piega in curva per aumentare l’aderenza a terra.

L’intero pacchetto aerodinamico, di derivazione MotoGP, comprende l’ala anteriore di nuova concezione, l’under wing (comunemente chiamato “cucchiaio”) posizionato sotto il forcellone e le cornering wings situate nella parte bassa del parafango anteriore.

Tutta la carenatura è realizzata in carbonio da PAN Compositi con gli stessi procedimenti utilizzati per la MotoGP.

La scheda tecnica

Il quattro cilindri a V di 65°, di 1099 cc, è stato preparato dai motoristi di Aprilia Racing e ora esprime una potenza massima di 230 CV a 13.500 giri/min (con massimo regime a 13.900 giri/min) e una coppia massima di 131 Nm a 11.000 giri/min.

Sono prestazioni ottenute grazie a un rapporto di compressione elevato, l’adozione del filtro aria ad alta permeabilità Sprint Filter e dell’impianto di scarico realizzato da SC Project, in titanio con doppio terminale di scarico.

La centralina APX di Aprilia Racing gestisce tutti i controlli elettronici attivi.

Vanta strategie di funzionamento uguali a quelle implementate per le RSV4 impiegate nelle corse e dispone di un sistema di acquisizione dati integrato grazie a una serie di sensori specifici, indispensabili per il controllo fine della dinamica del veicolo.

In particolare, il sistema APX permette la gestione della calibrazione dell’anti-impennamento e della potenza, del controllo di trazione e del freno motore per ogni singola marcia.

I parametri possono essere tutti gestiti dal pilota sia in movimento, grazie alla pulsantiera specifica, sia in fase di preparazione/settaggio moto mediante il software di interfaccia editabile sul laptop in dotazione.

Il sistema APX è completato altresì da un sistema GPS integrato.

A corredo con la moto è fornito al cliente il laptop Yashi, per la corretta gestione del software della centralina.

Il telaio a doppio trave in alluminio utilizza sospensioni Ohlins con setup dedicato, tra le quali spicca la raffinata forcella pressurizzata.

L’impianto frenante Brembo prevede all’avantreno una pompa radiale 19×16, abbinata a pinze ricavate dal pieno GP4 MS con pastiglie racing Z04 e dischi freno T Drive da 330 mm.

Disponibilità e prezzo della Aprilia RSV4 X ex3ma

Ciascuno dei 30 esemplari di Aprilia RSV4 X ex3ma, proposto al prezzo, per l’Europa, di 80.000 Euro esclusa IVA, sarà prenotabile esclusivamente online da settembre, accedendo all’area web FACTORYWORKS.APRILIA.COM. I fortunati acquirenti avranno anche la possibilità di ritirare il proprio esemplare presso Aprilia Racing, visitando in esclusiva il reparto corse di Noale, e riceveranno oltre alla versione limitata e numerata di RSV4 anche il laptop Yashi, il telo copri moto personalizzato, il tappeto e il cavalletto posteriore dedicati. RSV4 X ex3ma rientra nel programma Factory Works varato da Aprilia Racing: un progetto, pensato e realizzato internamente al Reparto Corse di Noale, per rendere disponibile la stessa tecnologia sviluppata nelle competizioni, a coloro che intendano competere ai massimi livelli nei campionati delle derivate di serie o che desiderino avere una RSV4 o una Tuono V4 dalle performance assolute.

 

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