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125 volte FIAT al MAUTO di Torino

Fondata nel 1899, la FIAT compie quest’anno 125 anni.

Per l’occasione, il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino – ospita  la mostra ‘125 volte FIAT” che ha lo scopo di guidare il visitatore nella lunga storia, unica nel contesto industriale secolo scorso, della Fabbrica Italiana Automobili Torino.

1923. Stabilimento Lingotto pista sopraelevata collaudo vetture.

La mostra, curata da Giuliano Sergio in collaborazione con il Centro Storico FIAT e l’Heritage HUB di Stellantis, aprirà i battenti il 15 novembre 2024 e li chiuderà il 4 maggio 2025.

Il materiale in mostra è parte del patrimonio di comunicazione prodotto o ispirato da FIAT e  testimonia il legame tra l’azienda e lo sviluppo culturale, industriale ed economico dell’Italia.

1928. manifesto per la Fiat 521 (Il discobolo) di J. Le Breton.

In sintesi, saranno esposte al MAUTO:

  • otto vetture rappresentative della storia FIAT,
  • una selezione di opere d’arte,
  • bozzetti d’artista,
  • manifesti pubblicitari,
  • documenti d’archivio,
  • materiali grafici, fotografici e audiovisivi.
1934. Stabilimento Lingotto operaio ad una pressa sbavatrice.

Giuliano Sergio, Curatore di ‘125 volte FIAT:

“L’ambizione di questa mostra e del catalogo che la accompagna è di raccontare i 125 anni della Fiat attraverso un caleidoscopio di immagini, un turbinio di oggetti, una miriade di tracce e documenti inattesi”.

“Vorremmo sorprendere un pubblico troppo avvezzo a considerare la Fiat come una semplice fabbrica di automobili e già pronto a ammirare la lunga e ordinata carrellata dei prodotti che hanno fatto la storia industriale italiana e internazionale”.

“Dietro l’immaginario ufficiale e un po’ polveroso dell’ammiraglia nazionale dell’automotive si nasconde una storia sorprendente e mobile, la capacità che l’ha sempre contraddistinta di saper interpretare le tumultuose vicende storiche del Novecento per proiettarsi nel contemporaneo”.

1935 ca. Fiat. Collage. di F. Casorati.

Il percorso espositivo racconta non solo il percorso di FIAT in campo automobilistico.

Attraverso altri prodotti consente di comprendere e approfondire il modello imprenditoriale dell’azienda che più di ogni altra ha segnato il percorso dell’Italia verso la modernità.

Dal 15 novembre 2024 al 4 maggio 2025 al MAUTO Museo Nazionale dell’Automobile di Torino

ZF LIFETEC test innovativi per la sicurezza

zf lifetec

Nei tre ZF LIFETEC Tech Centers di Europa, Nord America e Asia e in altri 20 centri prova vengono messi alla prova di durata i dispositivi di sicurezza quali

  • volanti,
  • cinture di sicurezza,
  • airbag.

Oltre ai test di durata tradizionali, ZF LIFETEC utilizza test virtuali per accorciare i cicli di sviluppo dei veicoli, così da offrire ai propri clienti un vantaggio in termini di time-to-market.

La visione è aumentare la sicurezza dei passeggeri riducendo le conseguenze degli incidenti simulati su scenari d’incidenti reali (Real Life Safety).

Cinture di sicurezza e airbag in continua evoluzione

ZF LIFETEC, uno dei principali fornitori di tecnologia legata ai sistemi di sicurezza passiva per i veicoli, svolge più di 50 prove dinamiche al giorno in tutto il mondo.

Di recente sono state aggiunte procedure di test e di convalida basata su simulatori che sono state confermate dai test fisici, consentendo di adattare ancora meglio i concetti di sicurezza al singolo occupante del veicolo, considerando, ad esempio la sua statura, sesso ed età.

Per poter riconoscere tempestivamente i carichi dinamici critici e contrastarli correttamente, è necessario registrare tutti i carichi dinamici significativi sul sistema delle cinture (livelli di forza, distanza di estrazione e velocità), comprese le dinamiche che precedono l’incidente.

Sviluppare questo sistema complessivo senza interazioni tra test reali e virtuali richiederebbe molto tempo e risorse.

zf lifetec

Harald Lutz, Head of Development di ZF LIFETEC

“Questo è un tema interessante per il futuro, perché l’adattabilità dei sistemi di ritenuta è specificata dalla NCAP come obiettivo di sviluppo nell’attuale road map e viene di conseguenza premiata nella valutazione dei crash test”.

Test dinamici in tutto il mondo

I test dinamici si riferiscono alle interazioni, per esempio tra cinture di sicurezza e airbag, sia come oggetti singoli sia come sistemi completi.

ZF LIFETEC dispone di sistemi a slitta operativi mercati in USA, Giappone, Italia, Cina e Germania.

Tutti i test sono effettuati da ingegneri e tecnici specializzati, in conformità ai requisiti delle organizzazioni di valutazione della sicurezza imposte alla Case automobilistiche internazionali, come:

  • Euro NCAP,
  • China NCAP,
  • US NCAP,
  • Federal Motor Vehicle Safety Standard (FMVSS).

L’azienda unisce la propria esperienza e l’immensa mole di dati proveniente dai test precedenti per rendere sempre più affidabile il processo di prova virtuale.

Un importante requisito di base per assicurarsi che i test virtuali corrispondano alla realtà è la validazione delle ipotesi di partenza.

Per garantire ciò, ZF LIFETEC ha sviluppato il cosiddetto HyDRA (Hyper Dynamic Response Actuator).

Questo banco prova, esclusivo per il settore, consente confronti rapidi e precisi con la realtà.

Si convalida così un gemello digitale, che consente di ottenere cicli di sviluppo significativamente più corti e ha la funzione di fattore abilitante della ‘sicurezza nella vita reale’.

ZF Lifetec: specialisti fino al livello dei componenti

Chiunque sia un leader tecnologico nello sviluppo e nella produzione di sistemi di ritenuta deve coprire una gamma molto ampia di componenti da testare.

L’attività di sviluppo comprende anche tessuti per cinture e airbag, i contenitori di metallo o plastica, i componenti pirotecnici e i sistemi di sicurezza ad alta precisione.

Fin dalla fase prototipale sono previsti test completi di simulazione di materiali e ambientali per tutti i componenti.

In questo caso, i processi d’invecchiamento e usura sono simulati e vengono condotti in condizioni realistiche, spesso con l’aiuto di banchi prova appositamente sviluppati.

Test specifici sono svolti in nebbia salina, luce del sole o nella polvere, così come in condizioni limite di gradiente termico e vibrazionale.

Tutti i sistemi devono essere testati anche per la compatibilità elettromagnetica.

Nel caso dei volanti, per esempio, un HMI che gioca un ruolo centrale nella sicurezza e nel controllo del veicolo, questo aspetto è importante per progettare delle funzioni come il rilevamento della posizione delle mani.

zf lifetec

La Citroen DS da rally del 1970 all’asta Car & Classic

citroen ds

Sarà all’asta Car & Classic fino al 9 ottobre l’unica sopravvissuta delle sei Citroen DS ufficiale che hanno partecipato al World Cup Rally del 1970 organizzato dal quotidiano inglese Daily Mirror.

Un rally di endurance che partiva da Londra-Wembley e si concludeva, quell’anno a Città del Messico.

La méta variava a ogni edizione ed era quella in cui si svolgeva la Coppa del Mondo di football.

Alla gara, organizzata come sempre da Wylton Dickson e Paddy Hopkirk, erano iscritti 96 equipaggi, che dovevano percorrere 25.700 km in 23 tappe.

La DS n.12 all’asta ha sul contachilometri 32.111 km, segno che quando partecipò al Rally era nuova.

citroen ds

Quella Citroen DS non finì la gara

Arrivati a La Paz l’equipaggio formato da Bob Neyret e Jacques Terramorsi, dovette dare forfait per un guasto al motore, quando erano in sesta posizione.

La Casa, poiché non si trattava di un prototipo ma di una vettura di serie preparata, decise lasciare l’auto in Bolivia, dopodiché fu acquistata dal figlio del principale importatore Citroën nel Paese.

Nel 2005 fu ritrovata e trasportata in Francia per restaurarla e, in seguito, portarla al termine della Londra-Città del Messico 48 anni.

citroen ds

Per ulteriori informazioni su Car & Classic, oltre al sito www.carandclassic. com/ it è a disposizione il Numero Verde 800 089 894.

Ecco il report annuale di Motus-E: racconta l’Italia dell’auto elettrica e cosa succederà da qui al 2035

Come sta la mobilità elettrica in Italia? A fotografare la situazione attuale e a indicare in che direzione ci stiamo muovendo è arrivato il report annuale di Motus-E, associazione che si sta imponendo nel nostro Paese come punto di incontro tra soggetti appartenenti a vari mondi, da quello automotive a quello energy, al fine di condividere idee e strategie e muovere verso un obiettivo comune, quello di guidare il cambiamento verso un nuovo paradigma di mobilità.

La ricerca, dal titolo “Il futuro della mobilità elettrica in Italia @2035” parla chiaro: l’Italia è indietro rispetto all’Europa e deve recuperare terreno. Ma i presupposti per cambiare passo non mancano e da qui a qualche anno la situazione potrebbe essere diversa.

Come cresce la ricarica pubblica

Prima di tutto, Motus-E ha analizzato la situazione delle colonnine di ricarica e ha fatto delle proiezioni da qui al 2035. Attualmente in Italia ci sono poco meno di 60.000 punti ad accesso pubblico. Ma nel 2030 saranno circa 115.000 e nel 2035 arriveranno a 198.000 se la crescita sarà lenta (Scenario conservativo) o 152.000 nel 2030 e 239.000 nel 2035 se la crescita procederà a ritmo più sostenuto (Scenario accelerato).

Una colonnina fast charge di Enel in autostrada

 

Questo perché, sempre secondo le stime di Motus-E, dalle 250.000 e poco più auto elettriche circolanti oggi in Italia si arriverà ad avere tra le 2,6 e le 3,6 milioni di BEV nel 2030 e tra le 8,6 e le 10,4 milioni di BEV nel 2035, con quote di mercato che potranno oscillare tra il 39% e il 56%.

Statisticamente, oltre la metà dei punti di ricarica pubblici saranno in corrente alternata (52%), con un 36% a corrente continua con potenze fino a 149 kW e con un 12% sempre a corrente continua con potenze di 150 kW o superiori.

Superare gli ostacoli all’auto elettrica

Ma come si farà a far crescere l’auto elettrica di 30 a anche 40 volte da qui a 10 anni? Per Motus-E la risposta è da trovare nel superare quei limiti che ora frenano la crescita di una mobilità a zero emissioni. Quali sono? La scarsa autonomia, la paura della ricarica e i prezzi troppo alti.

La Leapmotor T03

Però ci sono segnali incoraggianti in tutti i sensi. Le auto elettriche che arrivano in commercio hanno sempre più autonomia (il 20% in più, in media, tra l’ultimo triennio e quello precedente) e la capacità di accettare energia a potenze sempre maggiori (già, perché di fronte a una colonnina a 350 kW, nessuna auto o quasi ha la capacità di ricevere elettricità a tali valori).

Poi, la differenza di prezzo tra elettrico e termico si sta assottigliando. Per comprare un’auto elettrica nel 2023 ci è voluto in media circa il 12% in meno rispetto al 2019. E questa riduzione ha tenuto conto anche dei minori incentivi a disposizione. L’arrivo di auto come la Fiat Grande Panda, la Renault 5 o ancora la Leapmotor T03 farà il resto. Saranno tanti i modelli con prezzi inferiori ai 25.000 euro, a volte anche 20.000 euro, in arrivo nei prossimi due anni. Concorreranno a ridurre il gap con il termico e a spingere i volumi.

Primo Langhe Experience: le Hyundai N scorrazzano per le colline piemontesi

Domenica 29 settembre si è tenuta la prima edizione del Langhe Experience, raduno riservato alle Hyundai sportive, quelle sottoposte alle cure del reparto corse della Casa di Namyang: i20N, i30N, Kona N e Ioniq 5 N. La manifestazione è stata organizzata dalla concessionaria Unicar di Alba (CN) in collaborazione con il neonato Registro Italiano Hyundai N e con il supporto di BRC e di MaFra.

L’evento ha visto la partecipazione di 33 vetture anche se le richieste sono state addirittura di più, segno del forte senso di appartenenza e della volontà di condividere la passione di una community di “Ennisti” entusiasti di sedere al volante delle loro vetture sportive.

Settanta km di corsa

Il 1° Langhe Experience ha visto la partecipazione di equipaggi provenienti da tutto il nord Italia. Alcuni hanno percorso centinaia di chilometri per essere presenti alla manifestazione che si è svolta con una formula che è risultata vincente.

Partenza dalla Concessionaria Unicar di Alba al mattino per affrontare un percorso di circa 70 km che ha toccato alcune delle strade più affascinanti delle Langhe. Il programma ha permesso agli equipaggi di ammirare suggestivi paesaggi unici al mondo, considerati giustamente patrimonio dell’Unesco.

 

La visita al reparto corse BRC

Le Hyundai N partecipanti hanno raggiunto la sede di BRC, dove sono state accolte da Davide Colombano, responsabile eventi e comunicazione, e Gabriele Rizzo, team principal del reparto corse. Aperitivo, visita al Museo per ammirare trofei, cimeli e memorabilia, e poi aperitivo all’interno dell’officina dove vengono preparate le auto che corrono in pista e nei rally di tutto il mondo.

Infine, i partecipanti sono risaliti al volante delle loro auto e hanno raggiunto l’Hotel I Somaschi di Cherasco, dove si sono radunati per il pranzo. Alla fine, tutti i presenti hanno ricevuto una targa commemorativa dell’evento. Oltre a questa, altri premi sono stati messi in palio: quello per l’auto che veniva da più lontano, per la più anziana, per la più fresca di immatricolazione, per la più bella e anche per la più rumorosa.

Tester BTW200 per batterie by INTEC

Da Intec, azienda torinese specializzata nella distribuzione di prodotti e accessori automotive, il nuovo tester batteria BTW200 di DHC.

DHC è un’azienda specializzata nella produzione di batterie, tester e prodotti correlati che commercializza in tutto il mondo.

Diagnosi e manutenzione delle batterie

Parlando delle batterie a 12V, ovvero quelle che sovrintendono le funzioni fondamentali del veicolo, anche di quelli elettrici, è indispensabile che siano sempre in ottima forma.

Per questo serve un tester batteria come il BTW200 che sia affibabile e di facile utilizzo.

Il nuovo tester batterie proposto da Intec può essere abbinato, tramite Bluetooth a qualsiasi device (Pc, Smartphone e Tablet) e grazie alla pratica App, disponibile sia per Android sia per iOS, può fornire numerose informazioni sullo stato della batteria.

Tutto in un’App

La App è multilingue, presenta un’interfaccia facile da utilizzare e intuitiva nella lettura.

Permette di scegliere il veicolo su cui si vuole effettuare il test e il tipo di test, e di visualizzare risultati e grafici con pochi click.

I dati relativi ai test possono poi essere anche condivisi con il cliente.

I risultati, quali stato di carica, stato di salute, test di avviamento, test del sistema di ricarica, vengono inviati via Bluetooth alla App dedicata che consente l’analisi in tempo reale e anche la visualizzazione di test eseguiti in precedenza.

 

intec

Il tester BTW200 può essere collegato alla batteria per la verifica delle sue condizioni, oppure fissato alla batteria in modo da avere un’analisi continuativa anche con la vettura in movimento.

intec

La App consente di gestire più dispositivi BTW200, rendendo così questo tester ideale per i professionisti che si trovano a dover monitorare più batterie, anche da remoto.

Prevenire meglio che curare

Il tester BTW200 consente di limitare i fermi macchina che possono essere causati da malfunzionamenti della batteria.

Poiché l’app può inviare notifiche push-in caso di anomalie nel rilevamento dei dati relativi ai livelli di carica e allo stato della batteria rispetto ai valori di targa, è possibile prevenire i guasti.

Una volta rilevata un’eventuale anomalia, l’operatore può procedere a test più approfonditi e procedere con le successive operazioni manutentive.

intec
Il dispositivo BTW 200 può essere installato sul veicolo per monitorare, via App, le prestazioni della batteria nel ciclo di utilizzo reale.

Dati sempre disponibili via Cloud

DHC abbina al tester BTW200 un servizio Cloud che prevede vari livelli di gestione a seconda delle necessità dell’utente.

Il Cloud archivia automaticamente i risultati dei test effettuati sulle batterie e li raccoglie in tabelle e grafici di facile lettura.

Il servizio parte da un’offerta gratuita per il singolo utente e un servizio più completo in abbonamento su due livelli:

  • il primo consente di raccogliere i dati provenienti da più utenti all’interno di un’officina;
  • Il secondo di monitorare più officine e più utenti che utilizzano il tester.

Mitsubishi Outlander PHEV: disegnato per il mercato europeo

Mitsubishi Outlander è giunto alla 4ª generazione e per l’occasione punta su una tecnologia ibrida plug-in di nuova generazione, unita a un design rinnovato.

Il powertrain PHEV – completamente rivisitato – unisce un’autonomia estesa in modalità EV, alla nota accelerazione fin da fermo offerta dal boost elettrico, unito ovviamente a maggiore silenziosità.

Il powertrain di Mitsubishi Outlander PHEV

Cuore del sistema è un motore endotermico a quattro cilindri, unito a due motori elettrici di elevata potenza alimentati da un pacco batterie agli ioni di litio più grande che in passato, collegato a una trasmissione shift-by-wire.

L’aumento della potenza di sistema, rispetto alla versione precedente, è aumentato di circa il 40%. La batteria di trazione (con la temperatura condizionata a liquido) ha una capacità di 22,7 kWh, consentendo al nuovo modello di mantenere la modalità EV, secondo il test ufficiale WLTP, fino a 86 km.

Il motore elettrico anteriore eroga 85 kW E 255 Nm mentre il posteriore, alloggiato in un compatto volume che integra anche l’unità di controllo  eroga 100 kW e 195 Nm.

Mitsubishi Outlander PHEV

Il motore endotermico mantiene la cilindrata 2.360 cm3, la distribuzione bialbero 16 valvole ma ha ora un efficiente sistema di ricircolo dei gas di scarico, i canali di raffreddamento ampliati e il collettore di scarico integrato per migliorare l’efficienza termica. La potenza è 136 CV (100kW), con una coppia di 203 Nm. Insieme ai motori elettrici il sistema produce 225kW (302 CV).

L’aumento della capacità del serbatoio del carburante a 53 litri e la combinazione della guida in modalità EV con quella ibrida consente un’autonomia totale (partendo dal pacco batterie carico) di circa 844 km.

Occhio ai consumi

La Casa dichiara un consumo di 0.8 litri/100km, con emissioni 18 g/km e 19 g/km di CO2 (per cerchi in lega rispettivamente da 18” e 20”).

Dati ovviamente da pesare (leggete qui il perché), considerando che nel test si considera il pacco batterie carico, condizione che in molti casi non è rispettata e lasciata alla perizia di chi guida.

Per ridurre il consumo di energia col climatizzatore in funzione, Mitsubishi Outlander uitilizza un sistema a pompa di calore, pratica peraltro comune sulle auto elettrificate.

A livello di prestazioni, la Casa dichiara un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,9 secondi.

Mitsubishi Outlander PHEV

Le modalità di guida

Si può scegliere tra EV, Series Hybrid e Parallel Hybrid.

  • EV: utilizza energia elettrica pura in scenari a bassa/media velocità.
  • Serie Hybrid: il motore genera elettricità quando necessario, ad esempio durante l’accelerazione in salita.
  • Parallel Hybrid: il motore elettrico e il motore a combustione lavorano insieme durante la guida ad alta velocità.

L’utilizzo dell’energia può essere gestita tramite quattro opzioni:

  • Normal: ottimizza automaticamente la guida EV/Ibrida.
  • EV: guida puramente elettrica (quando la carica della batteria è sufficiente).
  • Save: lavora al mantenimento del livello di carica della batteria.
  • Charge: ricarica la batteria.

Mitsubishi Outlander PHEV

Telaio e Trasmissione

Le dimensioni del Nuovo Outlander PHEV, un D-Suv, sono di 4.719/1.862/1.750 mm rispettivamente per lunghezza/larghezza/altezza, con un passo di 2.704 mm.

Il sistema S-AWC (Super All Wheel Control) può contare su una distribuzione dei pesi ottimale, grazie anche al posizionamento del motore elettrico, e auna perfetta ripartizione della coppia sui 2 assi.

Il Nuovo Mitsubishi Outlander PHEV include sette modalità di guida selezionabili tramite un selettore centrale nell’abitacolo:

  • NORMAL,
  • ECO,
  • POWER,
  • TARMAC,
  • GRAVEL,
  • SNOW,
  • MUD.

Sospensione anteriore e una configurazione dello sterzo riviste, col servosterzo elettrico a doppio pignone che facilita i parcheggi e rilascia un feedback aumentato a velocità medie e alte.

Il D-Suv utilizza dischi freno ventilati di diametro 350 mm sulle quattro ruote, che possono avere cerchi da 18″ o 20″.

Garanzia di 5 anni

Il Nuovo Outlander PHEV gode di una garanzia di cinque anni offerta dalla Casa, e da 44 anni è importata e distribuita in esclusiva in Italia dal Gruppo Koelliker.

Mitsubishi Outlander PHEV

Castrol MAGNATEC 0W-20 GSX/DSX per motori Stellantis

castrol magnatec

Castrol ha lanciato MAGNATEC 0W-20 GSX/DSX, un lubrificante a bassa viscosità appositamente formulato per offrire elevati standard di protezione dall’usura ai motori montati su un’ampia gamma di veicoli del gruppo Stellantis*.

La nuova formulazione MAGNATEC è la prima a soddisfare le specifiche Fiat 9.55535-GSX e Fiat 9.55535-DSX che coprono i motori a benzina e diesel Euro 6.

Il nuovo prodotto è inoltre compatibile con le specifiche C5 e C6 dell’Associazione europea dei produttori di automobili (ACEA).

Castrol MAGNATEC 0W-20 GSX/DSX può essere utilizzato nei veicoli in cui è richiesta la specifica Fiat 9.55535 DSX o GSX, come quelli dotati dei motori MultiJet AdBlue 1.6 e 2.0 presenti in Fiat 500L, 500X, Tipo e Doblò, nonché in Jeep Compass e Renegade.

Il prodotto è inoltre adatto ai motori da 1,6 JTDm, 2,0 JTDm e 2,2 JTD montati su Alfa Romeo Giulietta, Giulia e Stelvio, dove è richiesta la specifica Fiat 9.55535 DSX.

L’ultimo arrivato in gamma MAGNATEC è ora disponibile per le officine in confezioni grandi da 208 e 60 litri e confezioni più piccole da 5 e 1 litro.

castrol magnatec

 

Castrol in pillole

Castrol, parte del gruppo BP, serve clienti aziendali e consumatori in diversi settori: automobilistico, marittimo, industriale ed energetico.

I suoi prodotti sono apprezzati in tutto il mondo per l’innovazione e le alte prestazioni, ottenute grazie all’impegno nel garantire la massima qualità e tecnologie sempre all’avanguardia.

* Gli utenti sono tenuti a consultare il manuale di uso e manutenzione del proprio veicolo per identificare le specifiche del lubrificante appropriate.

Hyundai: 100 milioni di veicoli prodotti in 57 anni

Hyundai ha celebrato l’importante traguardo dei 100 milioni di unità prodotte a livello globale, raggiunto in soli 57 anni dalla sua fondazione.

Nel corso della celebrazione l’azienda ha consegnato il veicolo numero “100 milioni e 1” – una IONIQ 5 – a un cliente alla fine della linea di assemblaggio.

Jaehoon Chang, Presidente e CEO di Hyundai Motor Company

“Raggiungere la produzione globale cumulativa di 100 milioni di veicoli è un traguardo significativo ed è stato possibile grazie ai nostri clienti in tutto il mondo che hanno scelto e sostenuto Hyundai fin dall’inizio”.

“Affrontare sfide coraggiose e perseguire costantemente l’innovazione ci hanno permesso di raggiungere una rapida crescita e ci consentirà di fare ‘un passo in più’ verso altri 100 milioni di unità come game changer della mobilità”.

Lo stabilimento di Ulsan, entrato in funzione nel 1968, è un luogo storico perché qui è nata e si è sviluppata l’industria automobilistica coreana.

In particolare, nel 1975 lo stabilimento ha prodotto il primo modello indipendente di serie del paese, la Pony – disegnata dalla matita di Giorgetto Giugiaro.

Attualmente, lo stabilimento di Ulsan è un polo centrale per l’elettrificazione e qui l’azienda sta creando un impianto dedicato esclusivamente ai veicoli elettrici.

La crescita di Hyundai è stata favorita anche dal marchio premium Genesis, quello ad alte prestazioni N e dall’introduzione di veicoli elettrici come IONIQ 5 basato sulla piattaforma E-GMP.

Hyundai produce in Turchia, India, Stati Uniti e Repubblica Ceca, e già nel 2013 aveva superato i 50 milioni di veicoli prodotti.

hyundai

Un hub per la mobilità urbana intelligente

Nel 2023, Hyundai ha creato Hyundai Motor Group Global Innovation Center Singapore (HMGICS), un nuovo concetto di hub per la mobilità urbana intelligente.

Le piattaforme di produzione innovative e le tecnologie avanzate sviluppate in questo centro, saranno introdotte nelle future fabbriche di produzione per massimizzare l’efficienza produttiva.

In particolare avranno impulso l’intelligenza artificiale (AI), i robot e le smart factory.

Oiltek: Magneti Marelli Parts & Services amplia la gamma oli

oiltek

L’olio motore a marchio Oiltek di Magneti Marelli Parts & Services amplia la gamma più di formati, specifiche e cambia il confezionamento.

Oiltek, prodotto in Italia utilizzando basi e additivi di altissima qualità, soddisfa i requisiti tecnici imposti dai principali OE ed è adatto sia ai motori di ultima generazione con sistemi DPF (filtro antiparticolato) e SCR (riduzione selettiva catalitica) sia a quelli più tradizionali.

Ovviamente la gamma Oiltek permette di soddisfare i requisiti imposti dagli OEM e quelli di enti normatori come ACEA, API e SAE.

I formati esistenti da 1, 4, 5 e 208 litri si aggiungono quelli da 20 e 60 litri.

Oiltek per ogni esigenza operativa

La gamma Oiltek si articola in due linee di prodotti:

  • Performance (dedicata ai motori più moderni),
  • Expert (per i motori tradizionali).

La tecnologia di produzione, che prevede per entrambe l’utilizzo di oli con base sintetica (con l’eccezione della specifica 10W40 semi-sintetica), combinati con additivi premium.

Gli additivi polimerici, in particolare, svolgono un ruolo cruciale nell’ottimizzare l’indice di viscosità, adattandosi alle variazioni di temperatura e mantenendo costante il parametro HTHS (High Temperature High Shear) nelle diverse condizioni operative.

Questa tecnologia consente di mantenere elevate proprietà antiusura, antiossidanti, detergenti e disperdenti, assicurando una pulizia continua del motore grazie all’azione degli additivi che trattengono i contaminanti in sospensione.

oiltek

Soluzioni Magneti Marelli Parts & Services per la gestione dei fluidi

Oltre alla gamma Oiltek, con attrezzature professionali per la gestione dell’olio in officina, tra cui aspiratori, pompe e vasche antitracimazione, e 30 linee di prodotto, Magneti Marelli Parts & Services si rivolge a 360° alle officine.

Gli operatori possono facilmente individuare l’olio più adatto a ciascun veicolo grazie al motore di ricerca

Lubefinder, disponibile online all’indirizzo https://lubefinder-it.magnetimarelli-parts-and-services.com, consente di individuare il lubrificante più adatto al veicolo in manutenzione semplicemente inserendo modello o targa.

Oltre agli oli motore, la gamma si completa con altri fluidi funzionali, quali:

  • Fluitek Transmission (olio per trasmissioni),
  • Fluitek Brake (fluido freni),
  • Glicotek (liquido refrigerante)
  • AdBlue.

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