martedì 28 Aprile 2026 - 03:55:54

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Parità di genere: Nissan Italia è certificata

parità di genere

Nissan Italia ottiene la Certificazione della parità di genere, a testimonianza dell’impegno profuso per lo sviluppo e per la crescita professionale delle donne.

La Certificazione, si traduce in vantaggi importanti per l’azienda, quali:

  • maggiore integrazione nella forza lavoro,
  • sgravi contributivi,
  • premialità nella partecipazione a bandi della Pubblica Amministrazione italiana.

Con l’ottenimento della Certificazione e il 33% di presenza femminile nel suo organico, Nissan Italia si conferma tra le aziende più virtuose nella parità di genere.

Il Programma Nissan DE&I

L’impegno allo sviluppo delle figure femminili, da sempre parte della cultura aziendale, è cresciuto negli ultimi anni con il lancio, nel 2022, del Programma Nissan DE&I per promuovere Diversità, Equità e Inclusione.

Il Programma, che ha visto la partecipazione a vario titolo di tutti i membri dell’organizzazione, ha subito una forte accelerazione nel 2024 con la costituzione di un Comitato Guida DE&I, la definizione della Politica per la Parità di Genere e l’implementazione di un Sistema di Gestione dedicato.

Un percorso virtuoso culminato con l’audit svolto lo scorso maggio dall’ente certificatore RINA, che ha sottoposto le prassi Nissan a una valutazione per verificarne la conformità alla Norma di riferimento UNI/PdR 125:2022.

L’audit, finalizzato a misurare il livello di maturità aziendale in tema di parità di genere, tramite indicatori prestazionali dedicati, ha toccato vari ambiti quali:

  • cultura aziendale,
  • governance,
  • opportunità di crescita e inclusione delle donne,
  • equità salariale,
  • tutela della genitorialità,
  • equilibrio tra vita lavorativa e privata.

Oggi, in Nissan Italia 7 donne ricoprono ruoli manageriali, di cui 3 nel Comitato di Direzione. Una percentuale decisamente superiore alla media del mercato, che si attesta al 22%.

Lamborghini Temerario GT3: dalla strada alla pista

Lamborghini Temerario GT3
Immagine ©Automobili Lamborghini

Lamborghini Temerario GT3 è la prima declinazione da corsa del progetto Temerario.

La vettura, che debutterà nei principali campionati GT3 a partire dalla stagione 2026 è la prima vettura da competizione ad essere interamente progettata, sviluppata e costruita da Lamborghini Squadra Corse.

Un passo programmato, poichè il progetto Temerario è stato concepito con una visione orientata al motorsport, integrando fin da subito soluzioni ingegneristiche pensate per la pista.

Ne è un esempio il telaio spaceframe in alluminio, derivato dalla versione stradale ma profondamente modificato per rispondere ai requisiti strutturali e di rapida accessibilità richiesti dalle competizioni.

Il powertrain resta lo stesso V8 4.0 litri biturbo della versione stradale, riprogettato nella sovralimentazione con turbocompressori e sistemi rivisti per conformarsi ai regolamenti GT3.

Lamborghini Temerario GT3
Immagine ©Automobili Lamborghini

Il telaio della Lamborghini Temerario GT3

E’ il noto spaceframe derivato dal modello stradale Temerario alleggerito e semplificato per l’uso in pista.

Le modifiche più importanti includono subframe anteriore e posteriore facilmente smontabili, per agevolare le operazioni ai box.

Il subframe posteriore, sviluppato appositamente da Squadra Corse, accoglie i componenti del motore e del nuovo cambio trasversale, mentre sono stati eliminati tutti i supporti destinati all’unità ibrida, non presenti nella versione da corsa.

La gabbia di sicurezza, integrata nella parte centrale del telaio, è conforme alle norme FIA GT3.

Il subframe anteriore è stato modificato e semplificato per rimuovere i motori elettrici presenti nella versione stradale.

La carrozzeria

Interamente in fibra di carbonio per ridurre al minimo il peso a vuoto, è stata progettata in collaborazione tra il team aerodinamico di Squadra Corse e il Lamborghini Centro Stile.

Pur mantenendo il design distintivo del modello di serie ha subito gli adattamenti per migliorare il raffreddamento del motore e dei freni e ottimizzare downforce e resistenza aerodinamica.

Nuova è la configurazione dei radiatori, mentre il raffreddamento dei turbocompressori è stato ottimizzato poiché lavorano senza il supporto dell’unità ibrida.

Ogni componente della carrozzeria è stato progettato per un montaggio e smontaggio rapidi, fondamentale durante i weekend di gara.

Il frontale e il posteriore sono costituiti da un unico pezzo, così come cofano motore e diffusore posteriore.

Anche i gruppi ottici anteriori utilizzano un sistema a sgancio rapido.

Il fondo vettura è suddiviso in quattro parti, incluso l’ampio diffusore posteriore.

Il sistema di rifornimento è stato aggiornato per aumentare il flusso e migliorare la lettura dei dati grazie a un nuovo sensore.

Lamborghini Temerario GT3
Immagine ©Automobili Lamborghini

Il motore della Lamborghini Temerario GT3

Il V8 biturbo 4.0 litri derivato dal modello stradale è privo del sistema ibrido e dotato di un nuovo sistema di sovralimentazione per rispettare le normative GT3.

La potenza, limitata a circa 550 CV in base al Balance of Performance, è erogata da un’unità completamente ricalibrata.

Il motore presenta soluzioni da competizione già nella versione stradale come l’albero motore piatto, che migliora la fluidodinamica e garantisce un sound distintivo.

Le bielle in titanio riducono le masse rotanti, migliorando la leggerezza e la resistenza del motore.

Il motore è abbinato a un cambio sequenziale trasversale a sei rapporti, un nuovo airbox e componentistica dedicata.

L’olio motore è stato sviluppato in collaborazione con Pertamina Fastron Lubricants.

Il sistema di scarico è fornito da Capristo, progettato su misura per il modello.

Ruote e sospensioni

La Temerario GT3 ha il passo più lungo e carreggiate allargate rispetto alla generazione precedente, per migliorare la stabilità in curva.

Le sospensioni, fornite da KW, sono regolabili su sei vie e condividono il know-how con il progetto SC63 LMDh.

I punti di attacco delle sospensioni sono semplificati con piastre di montaggio al posto di inserti in carbonio.

Il sistema è stato pensato per interventi rapidi ai box, mentre i cerchi da 18 pollici sono forniti da Ronal AG.

Lo sterzo è un’unità idraulica customizzata, pensata per adattarsi ai diversi fornitori di pneumatici nei vari campionati.

Lamborghini Temerario GT3
Immagine ©Automobili Lamborghini

Gli interni della Lamborghini Temerario GT3

L’ergonomia del cockpit è stata sviluppata con il contributo dei piloti ufficiali Lamborghini Marco Mapelli e Andrea Caldarelli.

I comandi sono stati riposizionati per migliorarne la fruibilità in gara, mentre l’elettronica è stata completamente aggiornata.

Il software di gestione del veicolo è stato sviluppato internamente da Lamborghini, mentre il volante, progettato su specifiche Lamborghini, incorpora feedback diretti dei piloti ufficiali e clienti.

La strumentazione include un nuovo data logger e interfacce grafiche aggiornate.

La Lamborghini Temerario GT3 è stata progettata per essere competitiva con tutte le tipologie di pneumatici e conforme ai regolamenti GT3 a livello globale.

La fase finale di sviluppo terminerà durante la stagione 2026, con il debutto previsto alla 12 Ore di Sebring a marzo.

Lamborghini garantirà supporto tecnico ai team clienti che continueranno a correre con la Huracán GT3 durante la fase di transizione.

Stephan Winkelmann, Chairman & CEO di Automobili Lamborghini:

“La Temerario GT3 rappresenta il primo derivato da competizione del progetto Temerario, e sottolinea ulteriormente il nostro impegno nel motorsport come strumento fondamentale per promuovere il nostro brand ha dichiarato”.

“Dopo i successi sportivi e commerciali del progetto Huracán GT3, con 96 titoli conquistati e oltre 200 esemplari venduti, fin dall’inizio abbiamo immaginato delle varianti da corsa anche per la Temerario”.

“La GT3 segnerà un nuovo punto di riferimento nelle competizioni GT, così come la Temerario stradale lo ha fatto nel proprio segmento stradale”.

Rouven Mohr, Chief Technical Officer di Lamborghini:

“La Temerario GT3 è stata progettata sulla base dell’ esperienza accumulata negli ultimi 10 anni di customer racing”.

“Tutto è stato curato nel minimo dettaglio: dall’efficienza aerodinamica, alla curva di potenza, fino alla facilità di gestione da parte dei team”.

“Rispetto al modello precedente, opera in una zona diversa della finestra di performance utilizzata per l’omologazione GT3”.

“Siamo fiduciosi che sarà competitiva in termini di tempi sul giro, ma anche entusiasmante da guidare in tutte le condizioni tipiche delle gare endurance, incluse la notte e la pioggia. Il nostro obiettivo era garantire una finestra operativa più ampia e una maggiore facilità d’intervento per i team”.

Toprak Razgatlioglu (BMW) in testa al mondiale SBK

Toprak Razgatlioglu
Immagine ©BMW Motorrad Motorsport

E’ ormai riconosciuto come il ‘Re di Donington Park’: Toprak Razgatlioglu si è assicurato la pole position e un’altra tripletta in sella alla BMW M 1000 RR per il ROKiT BMW Motorrad WorldSBK Team sul leggendario circuito britannico.

Un successo che, dopo 7 dei 12 roynd del mondiale WSBK lo porta in testa, con 4 punti di vantaggio su Nicolò Bulega (Ducati).

Toprak Razgatlioglu, ROKiT BMW Motorrad WorldSBK Team:

“Sono molto contento perché prima di venire qui il mio obiettivo più grande era la tripletta”.

“Adoro questa pista e mi piace molto guidare qui. Mi sto divertendo e ora ho 12 vittorie qui, quindi ho battuto il record”.

Toprak Razgatlioglu
Immagine ©BMW Motorrad Motorsport

“Naturalmente è anche positivo essere in testa al campionato, ma non sono concentrato su questo, mi concentro solo sulla gara e sulla vittoria”.

“Le prossime gare sono a Balaton, che è una novità per tutti. Vedremo. Spero che riusciremo a vincere anche lì”.

“Il circuito è un po’ difficile, ma si adatta al mio stile”.

Christian Gonschor, Technical Director BMW Motorrad Motorsport:

“Questo fine settimana a Donington ha portato condizioni insolitamente calde, che hanno rappresentato una sfida per l’intero paddock, per cui il venerdì è stato inizialmente un processo di adattamento per noi”.

“Abbiamo lavorato molto intensamente durante le sessioni di prove per capire la moto in queste condizioni e i livelli di aderenza”.

“Il risultato è stato perfetto: la BMW M 1000 RR era perfetta. Dalle FP3 in poi, la moto si è trovata in una finestra di funzionamento ideale e per il resto del weekend abbiamo dovuto solo metterla a punto”.

“Le eccezionali prestazioni di Toprak in Superpole e in gara lo hanno confermato”.

Purtroppo, il fine settimana di Mickey (Michael van der Mark – ndr) è stato gravemente compromesso dalla sua inevitabile caduta nelle FP3, a causa dell’olio lasciato in pista dalla rottura del motore di un altro pilota. Questo ha innescato una catena di eventi sfortunati, che hanno richiesto un lungo lavoro di riparazione e analisi. Siamo certi che si riprenderà in Ungheria, un circuito nuovo per tutti, il che lo rende emozionante”.

“Uno dei punti di forza di entrambi i nostri piloti è la capacità di adattarsi rapidamente a nuovi circuiti, quindi non vediamo l’ora di correre sul Balaton Park Circuit”.

Toprak Razgatlioglu
Immagine ©BMW Motorrad Motorsport

La stagione prosegue dal 25 al 27 luglio sul nuovissimo circuito di Balaton Park, in Ungheria.

Marquez (Ducati Lenovo Team) vince il GP di Germania

Marc Marquez: nel ciclismo si dice ‘vittoria per distacco’ quando il secondo arriva minuti dietro il primo.

Anche se i secondi in questo caso sono stati ‘solo’ 7, la vittoria di Marc Marquez sul fratello Alex si può tranquillamente definire allo stesso modo.

Solo chi va in moto e magari ha anche girato in pista può godere appieno dello spettacolo offerto da questi piloti, di cui Marc Marquez è oggi il miglior rappresentante.

Nel GP di Germania, torna sul podio il fratello, confermandosi la seconda forza nel mondiale e sale sul terzo gradino anche Francesco Bagnaia, entrambi peraltro ‘graziati’ dagli sbagli di Bezzecchi e Di Giannantonio, tolti di gara entrambi da una scivolata senza conseguenze (se non sul loro morale, poiché erano sul podio).

Capita ed entrambi avranno modo di riscattarsi già nel prossimo weekend. Fabio Quartararo  ha come sempre lottato e con questo 4° posto ha confermato che la Yamaha sta crescendo (anche Miller, 8° non è andato malaccio) anche se per arrivare sul podio manca ancora qualcosa.

Bravo Fermin Aldeguer, che è ritornato nella parte alta della classifica (5°), riconquistando un po’ di fiducia nelle sue indubbie capacità.

Immagine ©Ducati Lenovo MotoGP

Marc Marquez Ducati Lenovo Team – 1º

“Ovviamente è bellissimo celebrare il traguardo dei 200 Gran Premi con una vittoria”.

“Volevo questa vittoria al Sachsenring perché, come sappiamo, è un tracciato a me favorevole”.

“L’asfalto era scivoloso ma ho guidato bene e sono rimasto concentrato, che è una cosa fondamentale per la seconda parte della stagione. Ho cercato di interpretare al meglio le condizioni: alla curva uno c’era un po’ di vento a favore, non tantissimo, ma abbastanza per costringere a cambiare i riferimenti in frenata, e la pista era meno gommata a causa della pioggia”.

“Le tracce lasciate dalle cadute mi hanno portato ad un livello di concentrazione ancora maggiore”.

Alex Marquez BK8 Gresini Racing Moto GP – 2°

“Non speravamo di essere qui oggi”.

“Siamo partiti per la Germani con l’idea di perdere pochi punti da Pecco, e ce ne andiamo con 6 punti in più”.

“La mano ha risposto bene anche se non posso dire di essere al 100%, ma è sicuramente un gran segnale per me, per la squadra e per il campionato”.

“A Brno saremo più o meno nelle stesse condizioni, anche se spero di migliorare ancora un po’ prima della pausa estiva”.

Immagine ©Ducati Lenovo MotoGP

Francesco Bagnaia Ducati Lenovo Team – 3º

“Le temperature erano più basse rispetto allo scorso anno, ma le condizioni della pista non erano comunque semplici, con il vento e la pista meno gommata a causa della pioggia di ieri”.

“Alle curve 1, 12 e 13 la situazione all’anteriore era critica, ma abbiamo gestito al meglio delle nostre possibilità”.

“Sembra che, nonostante la posizione di partenza, finisco sempre la gara in terza posizione e sicuramente dovremo cambiare qualcosa”.

“Stiamo facendo piccoli passi avanti ma al momento la situazione è quella che è: siamo riusciti a recuperare posizioni e a conquistare punti e questa è la cosa importante”.

Immagine ©Monster Energy Yamaha MotoGP

Fabio Quartararo Monster Energy Yamaha MotoGP – 4°

“Oggi le condizioni erano difficili e credo che l’aderenza fosse un po’ inferiore, anche se per me le condizioni della pista erano buone”.

“Quattro piloti sono caduti davanti a noi, quindi forse questo quarto posto non è una ‘rappresentazione realistica’ di come è andata la nostra gara”.

“Non mi sentivo bene dal primo giro alla fine, quindi anche per questo non posso essere molto contento di oggi”.

“Non ho commesso errori, ma i nostri tempi sul giro non sono stati buoni come avrei voluto, e ho finito abbastanza lontano dal leader”.

Immagine ©Team Gresini MotoGP

Fermin Aldeguer BK8 Gresini Racing Moto GP – 5°

“Sono molto soddisfatto perché il venerdì era iniziato con due cadute e con un feeling non eccessivamente buono”.

“Ieri con la pioggia non avevamo troppi dati per una gara sull’asciutto. Sono andati in crescendo partendo da lontano”.

“Ci ho messo un po’ a passare Marini e Binder con la pressione delle gomme che rendeva più difficile tutto”.

“Buoni punti e motivazione alta in vista di Brno”.

©Aprilia Racing

Marco Bezzecchi Aprilia Racing: Ritirato

Purtroppo, ho frenato un po’ troppo dolce alla curva 1 e non ho messo la moto in sovrasterzo”.

“Quella è una curva dove c’è una piccola discesa nel mezzo e, se non ci arrivi con il dietro leggermente scarico, spinge un po’ sul davanti”.

“Ed è proprio quello che mi è successo. Peccato, perché ero veloce: onestamente non mi aspettavo di essere così competitivo su questa pista, stava andando tutto bene”.

“Adesso che la caduta è ancora fresca, prevale un po’ la tristezza, ma dobbiamo tenere conto di tutti i lati positivi”.

“Stiamo crescendo, stiamo facendo un gran lavoro e sono contento della nostra crescita, sia mia come pilota sia della moto e di tutto il team che ci lavora”.

“Eravamo lì davanti e questo è importante, sicuramente fa male, ma siamo forti”.

Oliver Rowland campione del mondo in Formula E con la Nissan

Formula E
Oliver Rowland su Nissan è il nuovo campione del mondo di Formula E - foto © Formula E

Nissan festeggia il primo titolo di campione del mondo ABB FIA Formula E 2024/2025 con Oliver Rowland.

Invece per decidere la vittoria nel campionato dei costruttori occorre attendere il finale di stagione a Londra il 26 e 27 luglio, con Porsche al comando della classifica.

Rowland ha conquistato il titolo nella doppia gara di Berlino, con intelligenza e attenzione a non commettere errori.

Nonostante abbia concluso Round 14 del 2025 Hankook Berlin E-Prix solo in quarta posizione, il pilota britannico del team Nissan Formula E è riuscito a contenere gli attacchi dei rivali e a chiudere matematicamente il campionato con una doppia gara d’anticipo.

A vincere la seconda gara l’E-Prix di Berlino è stato Nick Cassidy (Jaguar TCS Racing) autore di una rimonta impressionante dal 20° posto in griglia, mentre completano il podio Jean-Éric Vergne (DS Penske) e Jake Dennis (Andretti Formula E Team).

Gestione, strategia e nervi saldi

Dopo la vittoria nel Round 13 di sabato da parte di Mirtch Evans su Jaguar, che ha soltanto rimandato il trionfo di Rowland, il Round 14 di domenica ha visto un avvio favorevole per Pascal Wehrlein (TAG Heuer Porsche).

Il pilota tedesco è partito dalla pole ed è stato sostenuto nella prima parte di gara dal compagno di marca, António Félix da Costa e dalle vetture clienti Cupra Kiro.

Tuttavia, le attivazioni dell’Attack Mode hanno rimescolato le carte e – con il passare dei giri – Wehrlein ha perso terreno in modo progressivo, scivolando fino fuori dalla zona punti.

Rowland ha saputo gestire la corsa, senza rischiare più del necessario.

Grazie a due oculate attivazioni dell’Attack Mode, ha superato piloti aggressivi come Robin Frijns (Envision Racing) e Mitch Evans (Jaguar TCS Racing), portandosi nelle posizioni che gli garantivano matematicamente il titolo.

Con Wehrlein fuori dai giochi, la quarta piazza finale è bastata per laurearsi campione del mondo.

La parola al protagonista

Il neo campione del mondo Oliver Rowland ha affermato: “Non ho parole. Ho cercato di restare fuori dai guai, ma in pista erano tutti davvero aggressivi. Alla fine ho dovuto lottare e giocarmi tutto. È incredibile, un sogno che si avvera”.

Doppietta di vittorie a Berlino per Jaguar

Nick Cassidy ha vinto per la terza volta consecutiva a Berlino e conferma la crescita tecnica del team Jaguar TCS Racing.

Formula E
Il podio di Round 14 a Berlino con la vittoria di Cassidy su Jaguar – foto © Formula E

Per pilota e squadra un weekend perfetto con due successi consecutivi.

Partito dalla ventesima posizione, Cassidy ha sfruttato al massimo il potenziale della sua monoposto e la strategia del team per rimontare fino al successo, approfittando anche del decadimento energetico degli avversari.

L’auto – ha dichiarato il pilota – era fantastica. Avevamo sbagliato in qualifica ma la gara è stata impeccabile. Non voglio togliere nulla al successo di Rowland: è stato il migliore quest’anno”.

La nuova classifica

Dopo la vittoria di Cassidy, la classifica del campionato costruttori FIA Formula E vede ancora Porsche al comando con 342 punti, mentre Nissan insegue a 335.

Nella classifica a squadre, invece, Porsche resta davanti a Nissan 226 contro 204 punti.

Formula E
La doppia gara di Berlino si è corsa sul circuito di Tempelhof – foto © Formula E

Tutto sarà deciso nell’ultimo weekend di gare a Londra, dove si disputeranno il Round 15 e 16 il 26 e 27 luglio.

Un campionato che conferma la maturità tecnica della Formula E

Il titolo di Oliver Rowland e la crescita di squadre come Jaguar e Nissan confermano quanto la Formula E sia ormai una piattaforma altamente competitiva e tecnologicamente evoluta. I giochi però non sono ancora chiusi tra costruttori: Porsche e Nissan si giocheranno tutto a Londra.

Formula E
foto © Formula E

Con Boreal, Renault lancia un nuovo C-SUV tecnologico e globale

Renault Boreal
Boreal è un C-SUV globale, hi-tech e multi-fuel - foto © Renault

Il Renault Boreal, presentato ufficialmente il 10 luglio a San Paolo, si posiziona al centro del segmento C-SUV.

Progettato e realizzato con un’impronta internazionale per competere su oltre 70 mercati extraeuropei, è basato sull’evoluta piattaforma CMF-B (RGMP), già utilizzata per Kardian e Dacia Bigster.

Offre modularità strutturale, riduzione tempi di sviluppo e capacità di ospitare più motorizzazioni.

Con i suoi 4,56 m di lunghezza, un passo di 2,70 m e un’altezza da terra di 213 mm, Boreal presenta un aspetto muscoloso.

Sembra capace di affrontare anche strade dissestate, con passaruota plastificati e cerchi in lega da 19”.

Motorizzazioni adattabili a ogni regione

La gamma motori prevede il collaudato 1.3 TCe turbo accoppiato al cambio automatico EDC (doppia frizione).

Le potenze variano in base al mercato: 163 CV Flex Fuel per l’America Latina (coppia 270 Nm), 156 CV benzina e 138 CV, 240 Nm per Turchia e altre regioni.

Futuri aggiornamenti previsti potrebbero includere motorizzazioni mild hybrid (48 V) e una potenziale full hybrid 1.8, coerente con una strategia ibrida simile alla Dacia Bigster.

Abitacolo e connettività hi-tech

A bordo, l’innovativo sistema OpenR Link Renault offre due display da 10”, uno per la strumentazione e uno per l’infotainment con ecosistema Google.

Completano gli interni l’ampia illuminazione ambiente a 48 colori, materiali eco-sostenibili, sedili con memoria e funzione massaggio, climatizzazione bizona, ricarica wireless e numerose porte USB-C anteriori e posteriori.

In opzione, l’impianto audio premium a 10 altoparlanti – firmato Harman Kardon con la firma dell’artista Jean-Michel Jarre – aggiunge un tocco di alta fedeltà.

Sistemi di sicurezza e assistenza alla guida avanzati

Equipaggiato con fino a 26 ADAS (Advanced Driver Assistance Systems), il Boreal può arrivare al livello 2 di guida assistita.

Dispone tra l’altro di cruise control adattivo, frenata automatica di emergenza (anche in retromarcia), monitoraggio angolo cieco, avviso apertura porte, telecamere a 360° e assistenza al parcheggio.

Strategia industriale bicontinentale

Diverse le sedi di produzione.

A Curitiba (Brasile) per essere commercializzato in 17 mercati latino-americani e a Bursa (Turchia) per altri 54 Paesi (Medio Oriente, Europa orientale, Nord Africa).

Boreal è parte integrante del programma International Game Plan 2024-27, con una logistica efficiente e sinergie industriali mirate.

Il nuovo veicolo Renault rappresenta un equilibrio solido tra ingegneria avanzata, tecnologia di bordo e progettazione globale.

Con la sua base modulare, la connettività premium, la gamma motori differenziata e un ampio pacchetto ADAS, promette di consolidare la presenza Renault nei mercati emergenti, mantenendo una proposta competitiva in termini di qualità e contenuti rispetto ai concorrenti del segmento C-SUV.

Renault Boreal
Gli interni della nuova Renault Boreal – foto © Renault

Sprint Race: vince Marc Marquez, Bezzecchi 2°, Quartararo 3°

sprint race
Immagine ©Ducati Lenovo MotoGP

Sintesi della Sprint Race del GP di Germania.

Parte a razzo e arriva lungo alla prima curva.

Non forza la traiettoria, allarga e lo sfilano in quattro.

Poi inizia la sua gara in rimonta fino a superare un ottimo Bezzecchi (voto 9) all’ultimo giro, mettendoci poi il mestiere per bloccare ogni reazione del giovane pilota Aprilia.

Un altro sigillo a una stagione finora irresistibile. Marc Marquez vince la gara Sprint per manifesta superiorità, ma è chiaro che punta al nono titolo. Voto 10.

Bravissimo Quartararo, uno che con un mezzo all’altezza se la può giocare con chiunque.

Merita un 9+.

E bravo anche a Di Giannantonio, una Sprint Race più in difesa che all’attacco ma comunque nelle posizioni che contano (8- o 7+ come preferite). E domani sarà sicuramente ancora lì.

Bagnaia? L’aggrapparsi ai problemi tecnici (leggete sotto il suo commento) sta diventando una cantilena che non si addice a un pluricampione del mondo. Per noi è senza voto.

Non è più il ragazzo sicuro di se che abbiamo conosciuto fino all’anno scorso.

Ducati ci sembra lo stia assecondando per cercare di farlo uscire dalla crisi, che probabilmente non è solo tecnica.

Marc Márquez (Ducati Lenovo Team MotoGP – 1º)

“L’inizio della Sprint è stato complicato, soprattutto dopo il lungo alla prima curva”.

“Era mia intenzione quella di frenare tardi, per evitare problemi con i piloti che arrivavano da dietro, ma non così tardi, e ho finito per perdere qualche posizione”.

“Nei primi due-tre giri ho faticato a portare in temperatura le gomme, ma quando mi sono reso conto che stavo andando sempre più forte, ho iniziato a spingere”.

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Marc Marquez.
Immagine ©Ducati Lenovo MotoGP

“Quando ho passato Fabio (Quartararo), il mio primo pensiero era quello di mantenere la posizione, ma poi ho visto che stavo recuperando su Bezzecchi senza prendere troppi rischi. Girare in 1’28 mi ha fatto spingere ancora di più”.

Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo Team MotoGP – 12º)

“Purtroppo non riesco ad essere competitivo e sono molto deluso da questa giornata e dalla mia prestazione, perché non riesco ad andare forte”.

“Ho provato a fare delle cose che la moto non sembra che me lo permetta, abbiamo analizzato i dati di tutte le sessioni e dobbiamo capire perché succede questo”.

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Francesco Bagnaia.
Immagine ©Ducati Lenovo MotoGP

“Oggi abbiamo provato a fare un cambio importante tra la qualifica e la gara, e paradossalmente le cose sono andate peggio”.

“Dall’analisi fatta nel dopo gara si vede che mi manca fiducia all’anteriore e che il posteriore scivola molto”.

“Speriamo che prendendo una direzione diversa le cose possano cambiare per domani”.

Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha MotoGP – 3°)

“Sapevamo che il primo giro sarebbe stato importantissimo e di poter spingere fin dall’inizio”.

“Mi aspettavo che la gomma calasse molto di più, ma sono stato molto fluido con l’acceleratore – cercando di non scivolare – e sono riuscito a mantenere questo ritmo per molti giri”.

sprint race
Fabio Quartararo.
Immagine ©Monster Energy Yamaha motoGP

“Non mi sarei mai aspettato di essere così veloce sotto la pioggia questo pomeriggio”.

“Domani farò di nuovo del mio meglio, darò il massimo e vedremo dove arriveremo”. 

Moto GP, Gara Sprint: ancora Bezzecchi e Aprilia sul podio

bezzecchi
©Aprilia Racing

Un post dedicato a quello che oggi è stato il miglior pilota italiano nella Sprint Race del GP della Germania al Sachsenring: Marco Bezzecchi.

Consistente, sicuro, non sbaglia niente e deve solo cedere all’ultimo giro al talento di Marc Marquez.

Esce dalla Sprint a testa alta e sicuramente ci darà altre soddisfazioni prossimamente.

Voto 9+ a lui e anche all’Aprilia che è riuscita a metterlo nelle condizioni di esprimere il meglio di se.

bezzecchi
©Aprilia Racing

Marco Bezzecchi (Aprilia Racing – 2°)

“Sono contento, è stata una bella gara”.

“Alla fine, Márquez stava rimontando molto forte e quando ho visto che era passato secondo sapevo che dovevo cercare di spingere al massimo per non farmi riprendere”.

“Forse ho spinto un po’ a inizio gara e ho scaldato troppo la gomma posteriore sul lato sinistro, soprattutto nel T3 non avevo grip e accelerazione. In ogni caso, sono soddisfatto”.

“Questa mattina ho visto che ero veloce e, nonostante le condizioni complicate, sono riuscito ad adattarmi bene”.
Immagini ©Aprilia Racing

Fabiano Sterlacchini, Direttore tecnico Aprilia Racing MotoGP

“È stato un sabato positivo, dettato anche dalle qualifiche”.

“Sul bagnato è fondamentale partire davanti perché dà maggiore visibilità al pilota e quindi la possibilità di poter decidere tutto all’inizio”.

“È stato determinante il lavoro che abbiamo fatto anche per cercare di partire bene”.

“Marco è stato bravissimo per tutta la gara, purtroppo in uno split soffrivamo un po’ e questo non ci ha permesso di portare a casa la vittoria”.

“Peccato per Lorenzo che in queste condizioni è sempre molto bravo, ma non siamo riusciti a trovare un bilanciamento che gli permettesse di performare al meglio, come abbiamo fatto in condizioni simili tipo Le Mans”.

Opel Vectra: trent’anni fa esempio di sicurezza

Opel Vectra
Immagine ©Stellantis

Nel 1995, la seconda generazione di Opel Vectra portava con sé l’introduzione di una serie di innovazioni nel campo della sicurezza che ponevano la berlina di classe medio-altra dalla gamma della Casa di Rüsselsheim all’avanguardia nel suo segmento.

La nuova serie di questa best seller (circa due milioni e mezzo di clienti conquistati nel giro meno di sette anni) era in vendita nelle versioni berlina a 4 e 5 porte.

Sicurezza attiva con il Multi-link

 Nel 1995 Opel Vectra si imponeva all’attenzione per le moderne soluzioni dell’autotelaio che aveva il suo punto forte nella sofisticata sospensione posteriore tipo Multi-link, oltre che nell’inedita sospensione anteriore.

Entrambe erano montate su sottotelai separati dal resto della scocca per limitare la rumorosità proveniente dal motore, dagli organi di trasmissione e dagli pneumatici.

La geometria delle sospensioni svolgeva in proposito un ruolo fondamentale.

Frenando, ad esempio, su un fondo stradale con diversi gradi di aderenza, la cinematica del braccio della sospensione anteriore McPherson aumentava la convergenza della ruota che aveva maggiore aderenza.

Lo schema DSA (Dynamic SAfety), che aveva già dimostrato la sua efficacia sulla Opel Omega, era in grado di contrastare efficacemente la tendenza della vettura ad uscire di traiettoria.

Opel Vectra
Immagine ©Stellantis

Sicurezza passiva in primo piano

La seconda generazione di Opel Vectra assolveva anche i più severi requisiti di sicurezza passiva.

La robusta parte centrale dell’abitacolo era stata studiata ricorrendo allo stato dell’arte della tecnologia: l’energia di un’eventuale deformazione si scaricava sistematicamente lungo tre linee di carico.

Molti particolari interagivano in modo complesso per creare un ampio e completo sistema di sicurezza.

Questo era il caso di elementi già familiari ai clienti Opel come le cinture di sicurezza, i pretensionatori e gli airbag che erano stati anch’essi oggetto di non meno significativi progressi tecnologici.

La Casa tedesca aveva sviluppato, ad esempio, una nuova generazione di sedili dotati di rampe anti-scivolo e di attacchi delle cinture posti su entrambi i due lati.

In questo modo la posizione della bandella trasversale risultava sempre ottimale rispetto al corpo dell’occupante.

Un ulteriore elemento di sicurezza era rappresentato da un nuovo tipo di pretensionatore che utilizzava una carica propellente per tendere le cinture con un maggior effetto di tensionamento rispetto ai dispositivi meccanici.

Opel Vectra
Immagine ©Stellantis

Airbag “misti”: per la prima volta su una vettura di serie

La seconda generazione di Opel Vectra era soprattutto la prima automobile costruita in grande serie ad impiegare airbag frutto di una tecnologia “mista” che utilizzavano sia cariche di innesco che gas pressurizzati.

Il gas Argon necessario per gonfiare il cuscino era conservato ad una pressione di 200 bar in uno speciale cilindro d’acciaio inserito nel volante oppure, nel caso dell’airbag lato passeggero, nel cruscotto.

A seconda dell’entità dell’impatto, il gas era liberato dal cilindro con l’accensione di una carica d’innesco.

Poiché il gas perde forza espandendosi, l’accensione serviva anche a riscaldare il gas mentre si espandeva rapidamente e ad aumentarne il volume in modo che potesse gonfiare il cuscino al meglio.

Questa nuova tecnologia presentava il duplice vantaggio di richiedere una carica inferiore rispetto ai dispositivi convenzionali e di permettere l’utilizzo di cuscini fatti con un nuovo materiale più facilmente riciclabile.

Pedaliera sganciabile in caso di urto

 Un’altra novità in fatto di sicurezza era rappresentata dal sistema adottato per il montaggio della pedaliera per il quale Opel chiese il brevetto.

Per impedire che, in caso di scontro frontale, i pedali potessero penetrare nella zona inferiore dell’abitacolo, gli assali dei loro perni erano sistemati entro supporti metallici di forma trapezoidale.

Questi si sarebbero potuti piegare solo sotto l’energia dell’urto così che i pedali si sganciassero dai supporti riducendo la possibilità di ferire i piedi o le gambe del guidatore.

C’era poi un’altra caratteristica poco comune su automobili del segmento della Opel Vectra.

Tutte le versioni (tranne quella d’ingresso) avevano 5 poggiatesta di serie.

Qualora tuttavia quello posteriore-centrale non fosse stato necessario, poteva essere estratto facilmente dallo schienale del sedile in modo da non limitare la visibilità posteriore del guidatore.

Volvo XC60 e EX30 Cross Country model year 2026, la scossa in attesa della riscossa

Michele Crisci, presidente e AD di Volvo Italia, non ama nascondersi e tantomeno usare giri di parole: “Stiamo pagando la temibile combinazione fra i dazi e l’addio definitivo al diesel con 8.500 vetture immatricolate nel primo semestre di quest’anno, che significa il -29% rispetto al 2024”.

Ma guardare al futuro con ottimismo è d’obbligo, grazie ad un’offensiva che il prossimo anno porterà ad un numero (non ancora precisato) di nuovi modelli, offensiva necessaria per riprendersi il posto nelle file dei marchi Premium.

Nell’attesa, arrivano i model year 2026, ritocchi e nuove versioni della XC60 e la EX30, modelli che il mercato ha già imparato ad apprezzare.

XC60 anno 2026

XC60 Plug-in Hybrid MY26

Lanciata nel lontano 2008, con 2,7 milioni di esemplari venduti è riuscita a scavalcare la leggendaria 240, diventando il primo modello globale di Volvo e la più venduta di sempre.

Una top seller portabandiera della maniacale attenzione che il marchio svedese ha sempre riservato alla sicurezza, che all’inizio della sua storia montava di serie il primissimo sistema di frenata automatica della storia.

Più novità dentro che fuori

XC60 Plug-in Hybrid MY26

Un aggiornamento che tocca il design e il confort del Suv plug-in, alzando l’asticella sull’interazione con lo schermo centrale che ospita il sistema infotainment con il nuovo schermo da 11,2”, aggiornato e reso più veloce, e la novità dell’arrivo dell’unità UX aggiornabile in modalità “over-the-air”, finora riservata alle auto elettriche, che diventa di serie su tutta la gamma Volvo.

Leggermente rivista la griglia anteriore Iron mark, i gruppi ottici posteriori e i cerchi in lega disponibili da 18 a 22”, con l’aggiunta di nuove tinte carrozzeria (Forest Lake, Aurora Silver, Mulberry Red).

Più incisivi gli interventi interni, con nuovi materiali dei rivestimenti, finiture, portaoggetti e la conferma del sempre più che valido impianto audio “Bower & Wilkins”.

Stessi motori

Praticamente invariata la gamma dei motori, che comprende tanto varianti ibride ad autoricarica che alla spina: si va dalla T6 con 350 CV alla T8 con 455, entrambe dotate del 2 litri 4 cilindri turbo a benzina con trazione integrale AWD e dotate di batteria da 18,8 kW che assicura 80 km di percorrenza a zero emissioni.

Su strada

Passano gli anni, ma il Suv Volvo per eccellenza non cambia: la prima sensazione, che sia alla guida o come passeggeri, è il senso assoluto di protezione, seguito a ruota dal confort e dal colpo d’occhio offerto dalla scelta dei materiali, mai banale e sempre più ecologicamente corretta.

Certo, in modalità “hybrid”, le potenzialità offerte dall’elettrico si fanno sentire, aggiungendo piacere al piacere, ma la vocazione di XC60 resta familiare, da lungo viaggio, prendendosi tutto il tempo che serve.

EX30 CROSS COUNTRY

EX30 Cross Country MY26

Anche per quella che per Volvo è la “piccolina” di famiglia (4,23 metri di lunghezza), mentre per altri sfiorerebbe misure da ammiraglia, è arrivato il momento di vestire il brand “Cross Country”.

Un po’ come dire che il piccolo Suv nato con destinazione cittadina è pronto per escursioni fuoriporta.

Una certa voglia di off-road

Per assecondare la voglia di off-road è cresciuta l’altezza da terra (+25 mm) lavorando sulle sospensioni, la mascherina anteriore si è declinata nel coreografico Matt Black, mentre fascioni, passaruota, cerchi da 18 o 19”, pneumatici all terrain e soprattutto la trazione integrale fanno il resto per richiamare alla mente le immense foreste svedesi.

Sotto il cofano, nulla cambia: il motore elettrico con 427 km di autonomia si ricarica dal 10 all’80% in 26 minuti.

Minimalismo svedese

EX30 Cross Country MY26

È una caratteristica dei popoli nordici, quella di evitare orpelli, luci che non abbiano un compito preciso e comandi che possano distrarre.

A bordo c’è quel che serve, e se oggi rispetto alla fiera delle vanità che impazza ovunque può sembrare poco, è solo perché lo sguardo si è abituato male.

Le portiere vantano notevoli spazi di stivaggio, il tunnel centrale estraibile e pronto a diventare un portabicchieri, così come il box portaoggetti sotto il tunnel centrale, mentre il pavimento nasconde un ulteriore vano dove riporre ciò che non va visto dall’esterno.

La EX30 Cross Country è disponibile nelle varianti di motore Single, Single Extended Range e Twin Motor Perfomance, con 200 kW (272 CV) e 343 Nm per le prime due e 315 kW (428 CV) e 543 Nm per la terza, con 180 km/h di velocità massima per tutte e tre.

Accomodandosi alla cassa

Secondo le stime di Volvo, XC60 dovrebbe chiudere l’anno raggiungendo 3.000 immatricolazioni, la metà esatta della EX30. A proposito: per la prima, in versione T6 AWD si parte dai 63.600 euro della Essential per arrivare ai 77.300 della Ultra Black Edition, top di gamma.

La T8 AWD parte invece dai 74mila euro della Plus Bright & Dark e si ferma agli 88.450 euro della Polestar Engineered.

Più semplice la scelta della EX30 Cross Country, proposta a 54.400 euro.

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