venerdì 24 Aprile 2026 - 16:48:09

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Volkswagen Touareg FINAL EDITION: l’ultima col motore endotermico

Volkswagen Touareg Final Edition

La produzione della Volkswagen Touareg spinta con un motore a combustione interna terminerà nel 2026.

Per questo la Casa tedesca lancia l’edizione speciale Touareg Final Edition, che può essere ordinata in Italia fino alla fine di marzo 2026 a prezzi a partire da 91.500 euro.

Ha segnato l’ingresso della Volswagen nel mondo delle ammiraglie

Insieme alla berlina Phaeton, l’ammiraglia Suv di Volkswagen è sulla breccia dal 2002.

La nuova edizione speciale è caratterizzata da elementi di design specifici all’interno e all’esterno ed è firmata FINAL EDITION sui bordi dei finestrini delle porte posteriori, goffrata sulla pelle della leva del cambio e riportata sul rivestimento illuminato del cruscotto e sui battitacco.

Tecnologia e lusso da 20 anni

Con le sue dimensioni, le sue dotazioni e le sue tecnologie, la Touareg si è rapidamente affermata nella sua classe grazie a un design sobrio e al tipico understatement che piace a chi non ama ostentare.

I suoi interni sono stati eleganti in ogni generazione, con elevati standard di qualità e comfort, oltre a molte nuove dotazioni tecniche.

Molte caratteristiche della Touareg, nonchè le innovazioni, sono state successivamente disponibili anche nel segmento delle compatte, rendendo la tecnologia ‘luxury’ accessibile a tutti.

Ad oggi sono state vendute più di 1,2 milioni di unità, una cifra impressionante per un Suv di questo segmento.

Volkswagen Touareg Final Edition

Touareg R-Line Final Edition e Touareg R Final Edition, la gamma italiana

In Italia, le due edizioni speciali R-Line Final Edition e R Final Edition sono basate rispettivamente sul 3.0 TDI V6 in allestimento R-Line (nelle due varianti da 231 e 286 CV) e sull’ammiraglia R plug-in con potenza di sistema di 462 CV.

Per quanto riguarda la caratterizzazione estetica, le Touareg R-Line Final Edition e R Final Edition includono i seguenti elementi di design:

  • Exterior Black Style (già di serie per Touareg R) con dettagli verniciati di nero come cornici dei finestrini, calotte degli specchietti retrovisori, cornice della calandra anteriore e inserti dei paraurti;
  • Cerchi in lega da 20” (per R-Line Final Edition) e 21” (per R Final Edition);
  • Vernice metallizzata;
  • Interni in pelle premium “Varenna” e ambient Pack Plus con 30 tonalità di illuminazione (già di serie per Touareg R);
  • Dettagli stilistici “Final Edition” su plancia, leva dal cambio, montante C e battitacco.

Volkswagen Touareg Final Edition

Inoltre, la dotazione di serie di Touareg R-Line Final Edition e R Final Edition include i seguenti pacchetti tecnici:

  • Sospensioni pneumatiche e regolazione adattiva dell’assetto di marcia (solo per R Final Edition);
  • Head-up display che proietta sul parabrezza il tachimetro, le informazioni della navigazione e dei sistemi di assistenza alla guida;
  • Tetto panoramico scorrevole e sollevabile con sezione panoramica posteriore (già di serie su Touareg R);
  • Sistema di chiusura porte elettrico;
  • Gancio di traino con sbloccaggio elettrico e Trailer Assist;
  • Serbatoio maggiorato a 90 litri (solo per R-Line Final Edition).

I prezzi della FINAL EDITION

Il valore complessivo dei contenuti aggiuntivi di serie rendono queste edizioni speciali particolarmente convenienti per Clienti, con un vantaggio economico pari a 8.600 euro per la R-Line Final Edition e 7.000 euro per la R Final Edition.

I prezzi di listino delle Touareg Final Edition partono da 91.500 euro, per la versione equipaggiata del 3.0 V6 TDI SCR da 231 CV (170 kW).

Chevrolet Corvette Rosa: la Pace Car per la lotta contro il cancro

Foto ©pressroom.chevrolet.com

Chevrolet dimostra il proprio sostegno alla lotta contro il cancro al seno allestendo la Corvette Stingray rosa che sarà la Pace Car ufficiale per le prossime gare della NASCAR Cup Series al Talladega Superspeedway e al Martinsville Speedway.

In questa stagione, Chevrolet celebrerà i 15 anni di sostegno all’American Cancer Society e alla sua iniziativa “Making Strides Against Breast Cancer”

Todd Christensen, direttore del reparto Motorsports Marketing & Activation di Chevrolet:

“Chevrolet sostiene gli sforzi dell’American Cancer Society per sconfiggere il cancro al seno”.

“Quando la Chevrolet Corvette Stingray rosa guiderà il gruppo della NASCAR Cup Series nelle prossime due settimane, speriamo che i fan si uniscano a noi nella raccolta fondi per l’ACS partecipando agli eventi ‘Making Strides Against Breast Cancer’ che si terranno in tutti gli Stati Uniti nel mese di ottobre”.

Foto ©pressroom.chevrolet.com

La Pace Car rosa a tema speciale contribuirà ancora una volta a raccogliere donazioni per l’iniziativa “Making Strades Against Breast Cancer” (Passi avanti contro il cancro al seno)

Ogni giro compiuto dalla Pace Car rosa davanti alle NASCAR genererà una donazione di 500 dollari (fino a un massimo di 25.000 dollari).

Oltre a questo, Chevrolet si è impegnata a donare ulteriori 1.500 dollari (fino a un massimo di 25.000 dollari) per ogni pilota del Team Chevy che si classificherà tra i primi 10 nei due eventi.

Nel 2024 raccolti quasi 19.000 dollari

Nel 2024, la Pace Car ha completato 54 giri totali tra le due gare, raccogliendo una donazione di 18.900 dollari per l’American Cancer Society.

Inoltre, la Chevrolet Camaro SS rosa che ha partecipato alla campagna dello scorso anno sarà messa all’asta venerdì 17 ottobre durante l’asta autunnale Barrett-Jackson Scottsdale, e il 100% del ricavato sarà devoluto all’American Cancer Society.

La prima delle due gare della campagna di quest’anno si svolgerà al Talladega Superspeedway, con la Corvette Stingray rosa che farà il suo debutto in pista per la NASCAR Cup Series YellaWood 500 domenica 19 ottobre, la penultima gara del Round of Eight.

Foto ©pressroom.chevrolet.com

Cultura d’Impresa e sostegno alla Ricerca: l’esempio della Fondazione Marazzato

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Impresa e Ricerca scientifica possono trovare un punto di incontro nella visione comune del concetto di responsabilità sociale e in questo la Fondazione Marazzato è in prima linea.

Ne sono un valido esempio, un modello, direi, Fondazione Marazzato e Fondazione Veronesi, che insieme  hanno organizzato un interessante incontro presso il Grattacielo della Regione Piemonte.

Si è trattato di un incontro divulgativo sulla delicata tematica della ricerca e prevenzione dei tumori femminili in cui i due enti hanno trovato una finalità condivisa.

La collaborazione tra queste Fondazioni è iniziata nel 2024, con una raccolta fondi portata a temine con successo in occasione di uno degli eventi di “Porte aperte” organizzato a Stroppiana dalla Fondazione Marazzato.

Una raccolta fondi in crescita esponenziale

In quell’occasione erano stati raccolti 15.000 euro destinati al sostegno della Fondazione Veronesi.

Un successo che ha stimolato il voler puntare ancora più in altro, tanto che, come ha dichiarato nel corso dell’incontro lo stesso Alberto Marazzato, presidente dell’omonima Fondazione, a fine settembre 2025 si è già superata la soglia dei 35.000 euro.

Una sfida che punta a raccogliere una cifra sufficiente a sostenere per un anno un ricercatore impegnato nello studio di soluzioni sempre più efficaci per i tumori tipicamente femminili.

Un esempio per altre aziende che spillando una piccola percentuale dai loro bilanci possono fare un grande gesto di solidarietà sociale.

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Sonia Tarricone, responsabile CSR del Gruppo Marazzato
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Fondazione Marazzato: i veicoli storici per divulgare la cultura del motorismo e la coscienza civile

La Fondazione Marazzato nasce a Stroppiana nel 2023 per onorare la memoria e la passione di Carlo Marazzato per i mezzi storici.

Una collezione oggi custodita nella sede di Stroppiana (VC), che da anni è diventato un centro nel quale si svolgono eventi di ogni tipo, col denominatore comune del motorismo storico.

Carlo Marazzato ha lasciato ai suoi eredi anche la Marazzato Soluzioni Ambientali, da tre generazioni al servizio delle imprese che hanno bisogno di supporto per problematiche legate all’igiene ambientale e allo smaltimento dei rifiuti.

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Alberto Marazzato, Presidente Fondazione Marazzato

Come ha ricordato Alberto Marazzato, il maggiore dei tre figli di Carlo che oggi guidano entrambe le realtà: “Come azienda che opera nel campo dei servizi ambientali siamo sensibili alle tematiche riguardanti la tutela della salute e del territorio e in modo particolare alla lotta contro i tumori, visto che proprio questo genere di malattie ci hanno portato via non soltanto il papà, ma anche altri amici e colleghi”.

Ambiente e salute: un legame indissolubile

All’incontro hanno partecipato anche le istituzioni, nelle persone di Federico Riboldi (intervenuto in videocall) Assessore alla Sanità Regione Piemonte  e di Bartolomeo Griglio Responsabile Prevenzione Sanità pubblica Regione Piemonte.

Entrambi, nel rispetto dei rispettivi ruoli, hanno sottolineato la grande importanza di una corretta comunicazione, informazione e sensibilizzazione dei programmi di screening e prevenzione e sulle campagne di vaccinazione contro l’HPV, noto come papillomavirus, responsabile dell’insorgere di molte forme tumorali che colpiscono in modo particolare le donne.

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Bartolomeo Griglio, Responsabile Prevenzione Sanità pubblica Regione Piemonte

Anna Guatri e Chiara Segré, rispettivamente Responsabile CSR e Responsabile Supervisione Scientifica di Fondazione Umberto Veronesi ETS, hanno proseguito il seminario.

La seconda in particolare, ha illustrato in un dettagliato e coinvolgente intervento la panoramica delle casistiche, i fattori, genetici e non, maggiormente associati allo sviluppo delle malattie tumorali, in particolare agli organi genitali come seno e utero, e le pratiche fondamentali con cui è possibile limitare i rischi (prevenzione) o riconoscerne in modo tempestivo i primi sintomi e mettere in atto una corretta e attenta gestione.

L’incontro si è concluso con la toccante e sentita testimonianza della Pink Ambassador di Fondazione Veronesi Enza Castellana, che ha condiviso tutti gli aspetti, gli stati d’animo e i punti di vista di chi ha affrontato e vinto non soltanto la sfida di sconfiggere la malattia ma anche quella di ricostruire la propria vita dopo questa difficile prova.

La Pink Ambassador di Fondazione Veronesi Enza Castellana

Ricarica elettrica. Electra ha lanciato l’abbonamento Electra+

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Foto ©Electra

Per rendere il prezzo del rifornimento più accessibile e incentivare la transizione alla mobilità sostenibile, Electra, azienda europea specializzata nella ricarica ultraveloce per veicoli elettrici, lancia Electra+, il nuovo abbonamento che rende la ricarica pubblica più smart e conveniente.

Costo dell’energia: una delle barriere alla diffusione dell’elettrico

Il costo dell’energia – con un prezzo dell’elettricità per le imprese che è il più alto d’Europa e bollette delle famiglie in crescita del 31% rispetto al 2015 – è una tra le principali barriere alla scelta di acquistare un veicolo elettrico.

Con Electra+, gli automobilisti possono viaggiare in tutta Europa accedendo alle stazioni di ricarica ultraveloce della rete Electra, oggi composta da oltre 500 stazioni e 3000 punti di ricarica già attivi in nove Paesi dell’Unione Europea, e in costante espansione.

L’abbonamento consente di beneficiare di tariffe agevolate e trasparenti fino a 0,44 €/kWh, garantendo un risparmio medio di oltre 330€ all’anno per chi percorre circa 20.000 km, avvicinando il prezzo della ricarica pubblica a quello domestico.

Una soluzione pensata per gli automobilisti urbani e i professionisti in movimento, che non dispongono di una stazione di ricarica privata e devono spesso affidarsi a tariffe variabili presso le colonnine pubbliche.

Electra+ nasce proprio per rispondere a questa esigenza, offrendo una formula semplice, flessibile e senza impegno, che consente di pianificare i propri costi di mobilità in modo chiaro e vantaggioso.

Electra vuole così confermare la missione di democratizzare l’accesso alla mobilità elettrica e accompagnare la transizione energetica.

Come funziona Electra+

Gli automobilisti abbonati a elettra (oltre 9.0000 in Europa) possono accedere all’intera rete di stazioni Electra in Italia e in Europa, usufruendo di infrastrutture ultraveloci in grado di portare la batteria dal 20% all’80% in circa 20 minuti.

L’abbonamento è disponibile in due formule:

  • una da 1,99 euro al mese con tariffa di 0,54 €/kWh;
  • una da 9,99 euro al mese con tariffa di 0,44 €/kWh.

La ricarica senza abbonamento tramite app è fissata a 0,59 €/kWh.

I nuovi utenti possono inoltre attivare il servizio con il codice promozionale PLUS, che offre il primo mese gratuito e consente di utilizzare l’abbonamento in tutti i Paesi in cui Electra è attiva.

Milano-Roma a 9/100 (o 7/100) € al km

Considerando un tragitto tipico Milano–Roma di circa 580 km, il costo stimato della ricarica con Electra+ si aggira intorno a 50,11 euro o 40,83 euro, a seconda del piano scelto, contro una media attuale di 60,32 euro.

Oltre al prezzo: dal piano Milano alla Spark Alliance

Velocità di ricarica e capillarità dell’infrastruttura rappresentano oggi fattori determinanti per accelerare la transizione verso la mobilità elettrica.

In questa direzione si muove il piano di sviluppo di Electra, che con il piano Milano – un progetto unico in Italia e tra i più avanzati in Europa, con 17 hub di ricarica ultraveloce distribuiti tra città e hinterland – punta a rendere la ricarica ultraveloce un servizio realmente capillare e quotidiano per cittadini e professionisti.

Il progetto milanese, insieme all’abbonamento Electra+ rappresenta la chiave per rendere la mobilità elettrica non solo sostenibile, ma anche economicamente vantaggiosa.

Con Electra+, infatti, il risparmio si concretizza già dalla prima o seconda ricarica.

Electra Drive è la nuova funzione integrata nell’app Electra che consente di pianificare il viaggio elettrico in modo intelligente, individuando lungo il percorso le stazioni più adatte per tempi, posizione e livello di carica.

La partecipazione di Electra alla Spark Alliance – l’iniziativa che unisce quattro operatori leader europei (Electra, Atlante, Fastned e IONITY) – completa l’ecosistema e consente agli automobilisti di ricaricare, accedere e pagare in oltre 11.000 punti di ricarica ad alta potenza in 25 Paesi, utilizzando un’unica app.

Eugenio Sapora, General Manager Electra Italia:

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Eugenio Sapora. Foto ©Electra

“Con il piano Milano, presentato nelle scorse settimane, Electra sta realizzando un progetto unico in Italia e tra i più all’avanguardia in Europa, con l’obiettivo di rendere la ricarica ultraveloce accessibile e capillare lungo tutte le principali direttrici della città”.

“Attraverso Electra+ vogliamo avvicinarci ulteriormente agli utenti, offrendo la possibilità di accedere a tariffe competitive per la ricarica ultraveloce”.

“Crediamo che la convenienza economica sia una leva fondamentale per accelerare l’adozione dell’auto elettrica, rendendo l’esperienza di ricarica più semplice, rapida e alla portata di tutti”.

Bosch Rexroth e PETRONAS per lo sviluppo di fluidi idraulici

Bosch Rexroth e PETRONAS

Bosch Rexroth e PETRONAS Lubricants International (PLI) hanno siglato un accordo presso il Global Research & Technology Centre di Santena.

Scopo della partnership favorire l’adozione di soluzioni lubrificanti più sostenibili nel settore dei veicoli agricoli e off-highway.

Il bio-based in alternativa ai fluidi minerali

Puntando su sostenibilità ed efficienza energetica, l’obiettivo sarà lo sviluppo tecnico di alternative bio-based e rigenerate alternativa agli attuali fluidi idraulici minerali e agli oli per trasmissioni universali per trattori (UTTO).

I nuovi fluidi saranno conformi agli elevati requisiti del Rexroth Fluid Rating.

La prima proposta PLI è una formulazione biodegradabile che integra biocomponenti nei fluidi UTTO, destinati ai sistemi idraulici, agli ingranaggi e ai freni a bagno d’olio.

Obiettivo è garantire una maggiore efficienza energetica, mantenendo prestazioni paragonabili agli oli minerali attualmente predominanti nel settore.

Bosch Rexroth definirà i requisiti dei fluidi e si assumerà la responsabilità delle fasi di collaudo e omologazione.

PLI sarà responsabile dello sviluppo, della produzione e della distribuzione.

Steffen Haack, CEO di Bosch Rexroth:

“Questa partnership con PETRONAS Lubricants International testimonia la nostra responsabilità in qualità di leader nella tecnologia idraulica”.

“Rappresenta un ulteriore passo avanti nello sviluppo di pratiche sostenibili in questo settore”.

“L’obiettivo è ampliare il supporto ai clienti, offrendo alternative ai tradizionali fluidi idraulici e UTTO a base minerale”.

Khalil Muri, Amministratore Delegato e CEO del Gruppo PETRONAS Lubricants International:

“Lo sviluppo di fluidi idraulici e UTTO di origine biologica rappresenta un’evoluzione strategica per PETRONAS Lubricants International, in linea con il nostro obiettivo di diversificare ed espandere il portfolio prodotti nel segmento industriale”.

“Grazie alla combinazione dei punti di forza e delle competenze di entrambe le aziende, svilupperemo soluzioni avanzate che rispondono alla crescente esigenza di efficienza energetica e basse emissioni di carbonio, non solo per i mezzi agricoli e le macchine edili, ma anche per i sistemi idraulici fissi”.

“Questa partnership rispecchia l’impegno di PLI nel promuovere l’adozione di energie sostenibili e nel contribuire a un futuro energetico più pulito”.

KGM Tivoli si rinnova, ora ha più potenza e fluidità

Tivoli
Il rinnovato frontale della KGM Tivoli - foto © Auto Tecnica

Con il restyling e la transizione da SsangYong a KGM, Tivoli si propone con un’immagine più moderna e contenuti tecnici aggiornati.

L’estetica è stata rivista in qualche punto – il frontale è più deciso, i gruppi ottici a LED e i cerchi sono rinnovati – ma la novità principale è la versione 1.5 Turbo GDI da 163 CV con cambio automatico a 6 rapporti e trazione anteriore.

Si tratta della configurazione più brillante della gamma a due ruote motrici.

Un compromesso tra comfort e prestazioni, pensato per chi percorre molta strada e cerca una guida rilassata ma non “spenta”.

Tivoli
La parte posteriore è fortemente caratterizzata – foto © Auto Tecnica

In Italia questa versione è proposta nei livelli di allestimento superiori (Style, Luxury e K-Line), con dotazioni molto complete e un’impronta quasi premium, pur mantenendo prezzi d’attacco competitivi per il segmento.

Scheda tecnica – KGM Tivoli 1.5 Turbo GDI 163 CV AT 2WD

Motore 1.497 cm³, 4 cilindri in linea, turbo GDI
Potenza massima 163 CV a 5.000–5.500 giri/min
Coppia massima 280 Nm tra 1.500 e 4.000 giri/min
Cambio Automatico a 6 rapporti
Trazione Anteriore (2WD)
Velocità massima 190 km/h
Consumo combinato WLTP 7,14 l/100 km (162 g/km CO₂)
Peso in ordine di marcia 1.318 kg
Bagagliaio 423 l (fino a 1.115 l)
Altezza da terra 178 mm

La differenza rispetto alla versione manuale da 135 CV è netta: potenza superiore del 20%, curva di coppia invariata ma più estesa e un cambio automatico progettato per valorizzare la spinta del turbo senza penalizzare comfort e consumi.

Test drive tra colline e allunghi

Auto tecnica ha provato la Tivoli 1.5 Turbo GDI 163 CV AT 2WD sulle colline che circondano Torino, salendo lungo la stretta via che porta a Superga e quindi percorrendo la strada panoramica tra i boschi che iniziano a prendere i colori dell’autunno.

Tivoli
Il motore 1.5 è silenzioso e abbastanza potente – foto © Auto Tecnica

È un percorso perfetto per valutare la risposta del powertrain, con curve medio-lente, salite costanti e qualche rettilineo per testare accelerazione, ripresa e frenata.

Fin dai primi metri si nota la progressione molto corposa. La coppia è la stessa (280 Nm) rispetto alla versione da 135 CV, ma i 28 CV aggiuntivi e la mappatura del cambio automatico consentono una risposta più pronta e piena, soprattutto nelle riprese in salita.

Il convertitore di coppia è fluido: nelle partenze in leggera pendenza non c’è nessuna esitazione, e il passaggio tra le marce è morbido e ben tarato.

In modalità “D” standard, il cambio tende a salire presto di rapporto privilegiando efficienza, ma basta affondare un po’ l’acceleratore per ottenere scalate rapide e un allungo lineare fino a 5.500 giri.

L’elasticità del motore in seconda e terza marcia è notevole: si affrontano i tornanti senza dover forzare nulla, con una spinta costante e progressiva che dà l’impressione di avere “più motore” di quanto i numeri dicano.

Assetto sincero, trazione corretta

Anche nelle curve strette, la Tivoli conferma il suo equilibrio dinamico tipicamente da SUV urbano ben progettato.

Tivoli
foto © Auto Tecnica

Le sospensioni (MacPherson davanti, ponte torcente dietro) sono un ottimo compromesso e assorbono bene le sconnessioni.

Il rollio è presente ma controllato, e la trazione anteriore regge senza incertezze la coppia del 1.5 turbo. Se si forza un po’ l’andatura, compare un leggero sottosterzo progressivo, facilmente gestibile anche grazie al lavoro puntuale dell’ESP. La taratura dei controlli elettronici è buona: intervengono in modo progressivo, senza “tagliare” brutalmente la potenza e senza interferire con la fluidità di guida.

Lo sterzo elettrico, leggero in manovra, acquista consistenza in velocità, restituendo un feeling onesto anche se non particolarmente sportivo. L’impressione generale è quella di un SUV neutro e prevedibile, adatto a chi privilegia la sicurezza e la facilità di conduzione.

Silenziosa e composta in velocità

Terminato il tratto collinare, la prova prosegue sulla tangenziale.

Qui la Tivoli mostra il suo lato più di viaggiatrice. A 130 km/h il motore lavora intorno ai 2.500 giri in sesta marcia, con rumorosità contenuta e pochissime vibrazioni trasmesse in abitacolo.

Va messo in evidenza che nell’abitacolo il rumore del motore giunge – in ogni condizione di marcia – in modo ovattato, senza provocare fastidi a chi vuole chiacchierare durante il viaggio anche con i passeggeri posteriori.

Tivoli
foto © Auto Tecnica

Le riprese da 80 a 120 km/h sono più decise rispetto alla versione manuale da 135 CV, e basta affondare il pedale per sentire il cambio scalare con prontezza e il contagiri salire con progressione lineare. Non c’è la brutalità dei doppia frizione sportivi, ma la risposta è coerente e fluida.

I consumi, su questo percorso, si sono assestati su valori realistici attorno agli 8 litri per 100 km, con climatizzatore acceso e andatura costante: un dato tutto sommato in linea con le dichiarazioni WLTP, segno che il powertrain lavora in modo efficiente.

Comfort automatico, spinta giusta

Il motore 1.5 Turbo GDI da 163 CV è il vero protagonista di questa versione.

Ha carattere, elasticità e la giusta riserva di potenza per affrontare viaggi e percorsi misti senza mai sembrare “in affanno”.

La coppia disponibile ai medi regimi rende la guida rilassata ma pronta, e l’abbinamento con il cambio automatico è riuscito. Non cerca sportività esasperata, ma privilegia una fluidità quasi europea nella gestione delle marce.

Il comportamento dinamico rimane uno dei punti forti della Tivoli: equilibrata, prevedibile, ben piantata anche nelle curve medio-veloci, con controlli elettronici non invasivi. La taratura delle sospensioni consente viaggi confortevoli senza sacrificare troppo la precisione nei tratti guidati. Forse un minimo di rigidità di troppo sullo sconnesso, o sui binari cittadini, ma complessivamebte un ottimo compromesso

La tecnologia di bordo è completa e moderna: strumentazione digitale da 10,25”, infotainment con display da 9”, navigazione TomTom, compatibilità Apple CarPlay/Android Auto e un pacchetto ADAS di buon livello.

E poi c’è lo spazio, con 423 litri di bagagliaio (espandibili a 1.115) e un abitacolo comodo anche per i passeggeri posteriori.

Tivoli
foto © Auto Tecnica

I limiti di questa vettura sono fisiologici per la tipologia di veicolo.

Se la guida è sportiva, il cambio automatico mostra qualche difficoltà nei passaggi di marcia rapidi. Non è un doppia frizione, e un po’ si sente.

Nelle curve più strette, il rollio si manifesta se si spinge davvero e lo sterzo, pur preciso, non ha il feedback da vettura sportiva.

Inoltre, nei lunghi tratti autostradali a pieno carico, i consumi possono aumentare se si viaggia molto veloci.

Ma è giusto ricordare che la Tivoli non nasce per attaccare i cordoli, ma per per far viaggiare con tranquillità, tecnologia e un pizzico di brio.

E in questo riesce benissimo.

Tra equilibrio e piacere

Al termine della prova Tivoli 1.5 Turbo GDI 163 CV AT lascia una sensazione molto chiara.

È una vettura matura, costruita con una logica concreta e ben calibrata.

Non è un SUV “di moda” né una sportiva travestita, ma una compagna di viaggio sincera, moderna e sorprendentemente equilibrata.

Il motore brillante, il cambio fluido e la dotazione tecnologica abbastanza completa la rendono una scelta interessante per chi cerca comfort e spinta giusta, senza per forza passare a cilindrate maggiori o a soluzioni ibride costose.

In un mercato dove spesso si corre dietro ai numeri, la Tivoli sceglie la strada della coerenza tecnica. Ed è una scelta che si percepisce, curva dopo curva.

Tivoli
foto © Auto Tecnica

Concorso d’Eleganza ‘Vecchio Piemonte’: Lancia e FIAT regine

©FabrizioGremo

Se le auto d’epoca da inizio secolo fino agli anni ’80 sono tornate a sfilare nelle vie di Torino è merito del Concorso d’Eleganza organizzato dal Veteran Car Club Torino, il club federato ASI più antico d’Italia (è nato nel 1960 come Associazione Veteran Auto Torino).

Il Concorso d’Eleganza Dinamico ‘Vecchio Piemonte’, evento iscritto a calendario ASI e FIVA, andato in scena l’11 e 12 ottobre tra la splendida cornice di Villa Sassi e le vie del centro di Torino, che hanno ospitato i circa 70 veicoli esposti sul lungo Po di Corso Cairoli e in Corso Dante.

Le auto schierate nel parco di Villa Sassi. ©FabrizioGremo

La ‘Best of Show’ è una Lancia Aurelia

La Lancia Aurelia è stata doppiamente protagonista di questo evento, fortemente voluto dal presidente del VCCT Massimo Lazzaro coadiuvato da suo staff.

Parallelamente al ‘Concorso’, infatti, sono state radunate una nutrita rappresentanza di Lancia Aurelia B24 Spider, per festeggiare degnamente il 70mo anniversario di questo ormai leggendario modello, di enorme valore storico e collezionistico, nato infatti nel 1955.

Le Lancia B25 in parata sul pavé di Villa Sassi. ©FabrizioGremo
La Lancia B24 di Bombassei. ©FabrizioGremo
Il motore 6 cilindri a V progettato dall’ingegner De Virgilio. ©FabrizioGremo

Un evento nell’evento, poiché al ‘Concorso d’Eleganza’ erano presenti una cinquantina di ‘pezzi’ di grande pregio tra i quali è spiccata proprio una Lancia Aurelia, la rarissima B53 fuoriserie disegnata da Franco Scaglione e carrozzata Balbo di proprietà di Roberto ed Emilio Lacchio.

concorso d'eleganza

la ‘Best of Show, ovvero la Lancia Aurelia B53 fuoriserie disegnata da Franco Scaglione e carrozzata Balbo di proprietà di Roberto ed Emilio Lacchio, nella foto con il Commissario ASI Achille Gerla, il Presidente della Giuria del Concorso Maria Paola Stola e il presidente del VCCT Massimo Lazzaro. ©FabrizioGremo

Un’auto che ha meritato la coppa per la ‘Best of Show’ con pieno merito e nel rispetto dei canoni tradizionali dei più blasonati Concorsi d’Eleganza automobilistici.

Un premio assegnato all’unanimità sia dai nove componenti della Giuria Tecnica nominata dal VCCT e presieduta da Maria Paola Stola, sia dai tre Commissari ASI Achille Gerla, Massimo Carrozzo e Paolo Gerla.

L’Italia sugli allori

Le vetture di produzione italiana sono state tra le più premiate, ma non le uniche a meritare i riconoscimenti.

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Auto italiane schierate in corso Cairoli, sulle rive del Po. ©FabrizioGremo

In una panoramica che ha visto la partecipazione di oltre 70 equipaggi e coperto un arco temporale compreso tra il 1908 e il 1980, sono stati celebrati anche marchi come

  • Jaguar,
  • Rolls-Royce,
  • Ferrari,
  • BMW,
  • Porsche,
  • Peugeot,
  • Citroen,
  • Unic,
  • Le Zebre,
  • De Dion-Bouton.

Classe Pre-1918

Fiat ha dominato la classifica della vetture costruite fino al 1918: Il premio ASI è andato a una rarissima Fiat Ansaldi Brevetti del 1909, un tempo parte della Collezione Quattroruote e oggi appartenente a Giovanni Bricchetti.

La Giuria del Concorso ha premiato la una Tipo 1 1909 della famiglia Mascarino e la Tipo 2/1A del 1911 di Luciano Antonini.

La Fiat Ansaldi Brevetti del 1909. ©FabrizioGremo

Ammiratissime anche la americane Ford T Raceabout, Dodge Touring e Buick Absent, oggetto di restauri completi che le hanno riportate all’antico splendore.

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La Ford T Raceabout del 1914. ©FabrizioGremo

A questa categoria appartiene anche la vincitrice del premio speciale Coppa del Presidente, la una rara ed esotica Aries S5.6 Rolling del 1908.

‘Sponsorizzata’ Le Chanteclair, ha portato con sé il fascino e la patina di autenticità del suo passato di vettura da corsa.

Premiata anche per la dedizione del suo giovane proprietario Claudio Salice.

La Aries S5.6 Rolling del 1908. ©FabrizioGremo

Classe Pre-1940

Fiat sugli scudi anche nella categoria ‘fino al 1940’. Il premio ASI è andato alla 520 del 1928 della famiglia Torri.

La Giuria Tecnica del Concorso d’Eleganza ha premiato la BMW 315 Sport carrozzata Fraser Nash del 1935 appartenente a Mario Castagno e la BMW 326 Cabriolet del 1938 di Giuseppe Marengo.

Molto apprezzata la Benova B3 del 1928 con la sua lucente carrozzeria in alluminio lucidato.

La Benova B3 del 1928. ©FabrizioGremo

Classe Pre-60

Oltre all’Aurelia B53 Balbo eletta Best of Show, in questa classe si è imposta un’altra Lancia fuoriserie.

Si tratta dell’Aurelia B52 Coupé carrozzata da Bertone su disegno di Giovanni Michelotti, esemplare unico di proprietà della famiglia Gastaldi. A lei è andato il premio ASI.

concorso d'eleganza
La Porsche 356 1600 Speedster del 1958. ©FabrizioGremo

La Giuria Tecnica ha premiato la Fiat-Neckar 1100 TV Trasformabile del 1955 del carrozziere e maestro battilastra Daniele Ravera.

Al secondo posto la Porsche 356 1600 Speedster del 1958 del collezionista Giombini.

Classe Pre-80

Nel raggruppamento più recente il premo ASI è andato alla Rolls-Royce Silver Shadow del 1973 della famiglia Ponzio.

La Rolls-Royce Silver Shadow del 1973. ©FabrizioGremo

La Giuria Tecnica ha premiato due Alfa Romeo, la Sprint Speciale carrozzata Bertone del 1961 della famiglia Iozzia e la speciale 1600 GTC Junior, rara convertibile del 1965, di Marra.

La Alfa Romeo Sprint Speciale carrozzata Bertone del 1961.©FabrizioGremo

Il ‘Trofeo Villa Sassi’, in onore della location, è stato destinato dalla Giuria Tecnica alla Ford Consul 315 del 1961 di Claudio Milan, vettura “dal design non convenzionale e fuori dagli schemi”.

La Ford Consul 315 del 1961. ©FabrizioGremo

Il premio speciale Uno Energy’, sponsor della manifestazione insieme a Ma-Fra, è invece andato ai più giovani membri della famiglia Iozzia e alla loro Ferrari Dino 208 GT4 del 1977, l’unica creatura di Maranello firmata dal centro Stile Bertone.

Questo premio è stato consegnato dal membro della giuria Pietro Camardella, autore per Pininfarina di alcune icone Ferrari degli Anni ’80 e ’90 come la F40 e la 456 GT.

Camardella ha definito la Dino di Bertone: “innovativa per design e proporzioni in un modo che è stato capito soltanto a distanza di anni, ridando lustro a un modello a lungo sottovalutato”.

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Pietro Camardella premia i proprietari della Ferrari Dino 208 GT4. ©FabrizioGremo

Visita al Centro Storico FIAT

Dopo l’esposizione in Corso Cairoli, sulla riva del Po, la carovana, scortata da una nutrita pattuglia di Vigili Urbani motociclisti, si è spostata al Centro Storico Fiat dove la visita alle auto esposte si è conclusa col pranzo.

La cena di gala del sabato sera, allietata da esibizioni di ballo e recitazione in stile ‘Belle Epoque’ ha avuto luogo ovviamente nel salone dei ricevimenti di Villa Sassi.

Le auto posteggiate di fronte al Centro Storico FIAT. ©FabrizioGremo

Concorso d’Eleganza tra Auto e Arte

A Villa Sassi è stata allestita una mostra di quadri a tema automobilistico con le opere dei pittori Carla Manfredini e Alberto Aimone Cat.

Entrambi gli artisti hanno fatto dono di alcune loro realizzazioni agli organizzatori.

Copie numerate e autografate di alcune vetture ritratte da Carla Manfredini sono andate a tutti gli equipaggi.

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Alberto Aimone Cat, a destra, consegna la sua opera. ©FabrizioGremo

L’artista Alberto Aimone Cat ha donato al VCCT un quadro riproducente una Lancia B24.

L’opera è stata estratta a sorte tra i presenti e il ricavato delle offerte libere devoluto all’associazione Amici del Cuore, nata per sensibilizzare sul tema della prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Ospiti illustri e Giuria qualificata

Presente all’evento la Vicepresidente ASI Agnese di Matteo, che ha sottolineato il valore dell’amicizia, dell’aggregazione e anche dell’impegno nella conservazione del patrimonio storico e culturale che enti come ASI e manifestazioni come questa sanno ben rappresentare.

A presiedere la Giuria Tecnica del Concorso d’Eleganza nominata dal VCCT è stata chiamata l’imprenditrice e collezionista Maria Paola Stola Ariusso.

Gli otto giurati sono stati suddivisi in coppie, ciascuna dedicata a una classe:

  • La giovane designer Linda Villano, fondatrice dell’AIDA, l’Associazione Italiana Donne per l’Automotive, e nominata dalla rivista Forbes Italia tra le 100 figure femminili di spicco del 2025, ha giudicato le Pre-1960 con il coordinatore del corso di Transportation Design allo IED Michele Albera;
  • Il già citato Pietro Camardella e il giornalista e collezionista Alessandro Cerruti hanno giudicato le Pre-1980;
  • Il designer Paul Breuer insieme all’ing. Renzo Porro si sono dedicati alle Pre-1940;
  • I giornalisti Filippo Einaudi e Gian dell’Erba hanno passato in rassegna le Pre-1918;

Auto Tecnica ha dato un suo contributo mettendo a disposizione l’esperienza in questo genere di eventi maturata dal direttore editoriale Franco Daudo.

La Giuria del Concorso d’Eleganza Vecchio Piemonte schierata di fronte all’ingresso di Villa Sassi. Da sx Filippo Einaudi, Maria Paola Stola (presidente), il Direttore editoriale di Auto Tecnica Franco Daudo, Massimo Lazzaro, Presidente del VCCT, Linda Villano, Pietro Camardella, Paul Breuer, Renzo Porro. Mancano Michele Albera, Alessandro Cerruti e Gian Dell’Erba. ©FabrizioGremo

Massimo Lazzaro, figura istrionica e presidente del VCCT, ha confermato l’intenzione di riproporre questo appuntamento anche nel calendario ASI 2026.

L’impegno è dargli una veste e una partecipazione ancora più importanti e degne di una città fondamentale per lo sviluppo dell’automobile come Torino.

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Guidare un’auto a 14 anni? Con Ligier si può

Il patentino. Una richiesta che molti quattordicenni rivolgono ai genitori per compiere il primo passo verso l’autonomia.

La scelta più classica è il ‘motorino’ o lo scooter, veicoli che i genitori più apprensivi giudicano pericolosi, specie nel caotico traffico urbano odierno.

Ligier, con la nuova JS50 propone un quadriciclo leggero che si guida con la patente AM e, a norma di legge, non supera i 45 km/h.

Si tratta di un veicolo a quattro ruote con una larghezza e una distribuzione dei pesi tale offrire una buona tenuta di strada e adeguata stabilità in situazioni di frenate o scarti improvvisi.

Iniziare a 14 anni a guidare un veicolo come il quadriciclo Ligier JS50 aiuta a maturare un senso di responsabilità diverso, rispetto a un due ruote e prepara al successivo passo verso la patente B.

Della JS50 ne esistono due versioni, con motorizzazione elettrica oppure, e questa è una novità, spinta da un piccolo diesel dal consumo irrisorio (3 litri per 100 chilometri per circa 500 chilometri di autonomia).

Una piccola automobile che, oltre alla sicurezza, garantire un comfort simile a veicoli di categoria superiore.

ligier

Sicurezza passiva

In questo ambito, la Ligier JS50, che offre:

  • cellula rigida in alluminio ad alta resistenza, progettata per assorbire gli urti e proteggere l’abitacolo;
  • cintura di sicurezza a tre punti, come in una normale automobile;
  • freni a disco anteriori e posteriori;
  • servosterzo.

Sicurezza attiva

La sicurezza attiva si somma a quella passiva per aiutare a prevenire l’incidente. La Ligier JS50 adotta un impianto di illuminazione Full LED ad alta visibilità, con firma diurna distintiva e fari abbaglianti.

Dove la microcar batte lo scooter senza appello è nella protezione dalle intemperie. La Ligier JS50 è dotata di tetto rigido, portiere a tenuta, finestrini elettrici e, altra cosa rara su questo genere di veicoli, un impianto di climatizzazione.

Spazio anche per il bagaglio

La Ligier JS50 offre un bagagliaio che può raggiungere i 471 litri (371 litri sotto la cappelliera asportabile).

Al comfort offerto dai sedili regolabili si aggiunge un impianto Pioneer Hi-Fi a 6 altoparlanti e uno schermo da 10” con Apple CarPlay e Android Auto (disponibile di serie sugli allestimenti più elevati).

Il valore della sicurezza

Sebbene il prezzo iniziale sia superiore rispetto a quello di un mezzo a due ruote (si parte da 14.990 euro per la versione Diesel e da 16.390 euro per l’elettrica) l’acquisto di una Ligier JS50 presenta vantaggi nel medio periodo.

  • Minore svalutazione nel tempo;
  • Maggiore durata del veicolo, anche grazie alla carrozzeria in materiali compositi resistenti alla corrosione;
  • Opzioni di finanziamento vantaggiose;
  • Costi assicurativi paragonabili a quelli di uno scooter.

Hyundai Ioniq 9,l’eleganza funzionale di una ammiraglia elettrica

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Hyundai Ioniq 9: efficienza, comfort e tecnologia intelligente per il SUV elettrico coreano - foto © Hyundai

Roma, mattina.

Il centro della città è già congestionato dal traffico particolarmente rumoroso quando premiamo il pulsante Start della nuova Hyundai Ioniq 9.

Il passaggio repentino dal fragore urbano al silenzio rilassante all’interno del grande SUV elettrico coreano è impressionante.

Guidiamo la Ioniq 9 – che in Hyundai assicurano ridefinirà i concetti di comfort, efficienza e tecnologia – verso il Grande Raccordo Anulare per un test drive che ci porterà ai Castelli Roman.

Un percorso misto ideale per saggiare comfort, fluidità di marcia, infotainment e tecnologia di bordo.

La nuova Hyundai Ioniq 9 rappresenta molto più di un semplice SUV elettrico.

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Estremamente funzionale per l’aerodinamica la coda rastremata, in stile motoscafo – foto © Hyundai

È la dimostrazione di come il costruttore coreano sia ormai stabilmente ai vertici per qualità costruttiva, efficienza aerodinamica e innovazione tecnologica.

Non si tratta di un modello destinato ai grandi volumi, ma di un prodotto immagine e strategico, con cui Hyundai intende mostrare fino a dove è arrivata in termini di piattaforme elettriche, connettività e comfort.

Design “Aerostatics”, forma e funzione

Esteticamente, Ioniq 9 si distingue immediatamente dal resto dei grandi SUV.

Le linee arrotondate e la coda rastremata (ispirata al profilo di uno scafo nautico) generano un’impronta stilistica unica nel segmento. Hyundai definisce questo linguaggio “Aerostatics”, sintesi tra eleganza e funzione.

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foto © Hyundai

Il risultato è un coefficiente di resistenza aerodinamica (Cx) di appena 0,259, valore di riferimento per la categoria, ottenuto grazie a una combinazione di soluzioni raffinate.

Il frontale arrotondato ha flap attivi di raffreddamento, il sottoscocca è completamente carenato e sagomato per canalizzare i flussi, l’estrattore posteriore è particolarmente funzionale così come la coda rastremata, superiore e inferiore, in stile – come dicevamo – motoscafo.

Questi accorgimenti non solo riducono i consumi, ma contribuiscono in modo decisivo al comfort acustico in marcia, creando la base per un’esperienza di guida silenziosa e fluida.

Piattaforma E-GMP a 800 Volt

Come gli altri modelli della gamma Ioniq, la 9 adotta la piattaforma E-GMP a 800 volt, che consente tempi di ricarica estremamente ridotti.

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L’abitacolo può essere configurato a 6 o 7 posti, con sedili Relaxation anche per la seconda fila – foto © Hyundai

Infatti si passa dal 10 all’80% in soli 24 minuti con colonnine da 350 kW.

La batteria da 110 kWh è l’unica disponibile, indipendentemente dalla motorizzazione scelta, e garantisce autonomie comprese tra 600 e 620 km WLTP secondo la versione.

Batteria 110 kWh, 800 V
Architettura E-GMP
Tempo ricarica 10-80% 24 minuti (350 kW DC)
Consumo combinato WLTP 19,9-20,6 kWh/100 km
Autonomia WLTP 600-620 km
Autonomia urbana WLTP fino a 846 km (RWD)

Powertrain e prestazioni

La gamma prevede tre varianti di motore, tutte con batteria da 110 kWh.

La prima è la RWD da 160 kW (218 CV) con un singolo motore posteriore e autonomia 620 km WLTP.

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Grazie alla piattaforma E-GMP a 800 volt, si passa dal 10 all’80% di ricarica in 24 minuti con colonnine da 350 kW – foto © Hyundai

La AWD con 226 kW (307 CV) ha invece il doppio motore (anteriore e posteriore) per un’autonomia di 606 km.

Infine, la AWD Performance è la più prestazionale con 314 kW (428 CV): dispone di un doppio motore, raggiunge i 100 km/h in poco più di 5 secondi e ha una autonomia di 600 km.

Scheda tecnica

Versione

Potenza

Coppia Max

Velocità max

0–100 km/h

Autonomia WLTP

RWD 160 kW 218 CV 350 Nm 190 km/h nd 620 km
AWD 226 kW 307 CV 605 Nm complessivi 200 km/h nd 606 km
AWD Performance 314 kW 428 CV 605 Nm complessivi 200 km/h Circa 5 s 600 km

Tutte le versioni utilizzano un singolo rapporto di riduzione e offrono trazione posteriore o integrale tramite motori sincroni a magneti permanenti.

Il sistema Terrain Mode Selector consente di adattare la risposta della trazione a fango, neve e sabbia, con una capacità di traino fino a 2.500 kg, valore notevole per un’elettrica di questa categoria.

Abitabilità e comfort, lo spazio “premium”

Con 5,06 metri di lunghezza, 3,13 m di passo e 1,98 m di larghezza, la Ioniq 9 è una vera ammiraglia elettrica.

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foto © Hyundai

L’abitacolo può essere configurato a 6 o 7 posti, con sedili Relaxation anche per la seconda fila (nella versione a 6 posti), poggiapiedi estensibili e possibilità di far scorrere elettricamente la console centrale “Universal Island”.

Notevoli le capacità di stipare bagagli a bordo.

Capacità bagagliaio (VDA)

Litri

6/7 posti in uso 338
5/4 posti 908
2 posti (max) 2.419
Frunk (anteriore) RWD 88
Frunk (anteriore) AWD 52

La sensazione di ariosità è amplificata da superfici vetrate ampie e linee interne morbide, concepite per ridurre visivamente lo stress.

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foto © Hyundai

Materiali soft-touch, colori neutri e un layout razionale trasmettono un’atmosfera rilassata e premium.

Tecnologia intelligente e semplicità d’uso

Hyundai evita la corsa all’effetto “wow” fine a sé stesso, senza megaschermi dispersivi o menu lunghi e nidificati di difficile utilizzo.

La plancia ospita due display da 12,3” affiancati, un sistema infotainment sviluppato internamente con icone cromaticamente differenziate e, soprattutto, tasti fisici per climatizzazione e funzioni rapide – scelta che privilegia l’ergonomia durante la guida.

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foto © Hyundai

Per il comfort acustico debutta il sistema Active Road Noise Control, sviluppato con Bose: microfoni integrati nell’abitacolo captano i rumori esterni e generano onde sonore opposte, riducendo drasticamente la rumorosità interna.

Il tutto è abbinato a un impianto audio Bose a 14 altoparlanti di alta qualità.

La dotazione tecnologica include inoltre la Digital Key 2.0 via smartphone/smartwatch; aggiornamenti Over-the-Air per infotainment e centraline; assistente vocale AI per gestire comandi climatici e di bordo; ricarica USB-C da 100 W su tutte le file; cassetto UVC per sterilizzazione oggetti.

Sicurezza e ADAS

La Ioniq 9 offre di serie praticamente tutta la “suite” Hyundai SmartSense. La guida è autonoma di livello 2 con Highway Driving Assist 2.0, mantenimento di corsia avanzato, frenata automatica con riconoscimento pedoni/ciclisti e monitoraggio dell’angolo cieco con visualizzazione video.

Infine, dettaglio non da poco viste le dimensioni dell’auto e l’altezza del cofano, Ioniq 9 ha ottenuto le 5 stelle Euro NCAP.

Gamma, allestimenti e prezzi

Tre allestimenti (Business, XClass e Calligraphy) accompagnano le tre motorizzazioni.

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foto © Hyundai

Il listino parte da 69.900 euro per la RWD Business e arriva a 85.500 euro per la AWD Performance Calligraphy.

Versione

Prezzo chiavi in mano

RWD Business

69.900

RWD XClass

75.900

AWD Business

79.900

AWD XClass

83.500

AWD Performance Calligraphy

85.500

Optional come il tetto panoramico, i 6 posti con sedili unici o gli specchietti digitali consentono un’elevata personalizzazione.

Efficienza, comfort e qualità guidano il futuro elettrico di Hyundai

La Hyundai Ioniq 9 è un concentrato di efficienza, tecnologia concreta e comfort.

Non punta a influire pesantemente sui volumi di mercato, ma a ridefinire gli standard del segmento premium elettrico con ricarica ultra-veloce, 600 km reali di autonomia, abitabilità di livello superiore e un approccio alla tecnologia che privilegia la funzionalità rispetto allo spettacolo.
Un modello con cui Hyundai mostra la maturità raggiunta nella transizione elettrica e nel proporre vetture di qualità.

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foto © Hyundai

Dieselgate: l’arte del tarocco capitolo 2

Non sono bastati i processi, le multe, i risarcimenti e le class action del primo “Dieselgate”, lo scandalo esploso nel 2015, all’indomani dell’accusa lanciata dall’EPA (United States Environmental Protection Agency) al gruppo Volkswagen, colpevole di aver intenzionalmente taroccato i motori diesel TDI di 11 milioni di veicoli con centraline che si attivavano solo durante i controlli.

Agli albori dello scandalo

A svelare il bluff era stata una ricerca dell’ICCT (International Council on Clean Transportation), organizzazione indipendente che quasi casualmente aveva chiesto alla West Virginia University una mano per verificare e validare le emissioni di alcuni modelli diesel del gruppo Volkswagen venduti negli Stati Uniti.

I risultati dei test furono sufficienti per scoperchiare un nuovo vaso di Pandora: i livelli degli ossidi di azoto superavano di 40 volte i limiti previsti dalla legge, ma più che altro non si avvicinavano neanche a quelli fatti registrare nel corso dell’omologazione.

I software che alteravano i dati

In pratica, attraverso alcuni indicatori precisi, il sistema era in grado di capire quando la vettura si trovava in una probabile fase di test, attivando in automatico i sistemi di controllo delle emissioni.

Al contrario, in condizioni di utilizzo normale gli stessi sistemi si disattivavano per non incidere su consumi e prestazioni che avrebbero infastidito la clientela.

Un meccanismo diabolico per accontentare tutti, tanto la legge quanto gli automobilisti, prendendosi gioco di entrambi, e alla faccia anche dell’ambiente.

Danni miliardari

Un trucchetto che nel 2022 si è trasformato in un multe, sanzioni, richiami e indennizzi per un conto totale che si mormora abbia raggiunto i 35 miliardi di euro, tralasciando di quantificare l’incalcolabile danno d’immagine.

La new wave dell’elettrificazione

Ma anche un giro di boa dell’automotive, che di fronte ad una macchia destinata a infangare storie ultracentenarie di colossi delle quattro ruote, era corsa ai ripari accelerando la corsa verso l’elettrificazione, fino ad allora vista come strada di un futuro che prima o poi sarebbe arrivato, ma senza fretta.

Al macero finisce anche il vecchio sistema di omologazione NEDC (New European Driving Cycle), così vetusto, superato e aggirabile a piacere dal dover lasciare il posto all’attuale “WLTP” (Worldwide Harmonized Light Vehicles Test Procedure), decisamente più vicino alla realtà e distante dai test nel chiuso di laboratori asettici.

Da allora, il Dieselgate sembrava una storia finita, un peccato veniale da mandare in archivio e soprattutto un monito da tenere a mente, ma non è andata esattamente così.

Cinque marchi a giudizio a Londra

Proprio in queste ore, davanti all’Alta Corte di Londra sta per iniziare il processo definito epocale che sul banco degli imputati vede cinque potenti marchi automobilistici: Ford, Nissan, Mercedes, Peugeot-Citroën e Renault.

Un nuovo effetto domino

Ma questa, spiegano gli avvocati strofinandosi le mani, non è che la punta dell’iceberg di un fenomeno che in base all’esito del processo potrebbe coinvolgere anche Jaguar Land Rover, FCA-Suzuki, Volvo, Hyundai-Kia, Vauxhall-Opel, Mazda e Toyota, su cui pendono altri ricorsi.

A parte qualche nome, il drappello quasi al completo di storici marchi che per anni si è diviso il mercato automobilistico europeo prima dello tsunami cinese.

Tre mesi di tempo

Tanto per cominciare, nei tre mesi previsti per la prima parte del processo, i vertici e i responsabili tecnici dei cinque marchi citati in giudizio – che va detto, respingono le accuse con forza – dovranno spiegare nei minimi dettagli il funzionamento del software in grado di aggirare i controlli sulle emissioni di NOx piazzati ad arte sulle proprie vetture. L’ennesimo tentativo di spacciare per nuove tecnologie ormai superate grazie a programmi che avevano il compito di superare i controlli, per poi continuare ad ammorbare l’aria felicemente.

Una class-action monstre

Non sarà semplice venirne fuori, perché ad ogni nuovo giro di giostra le cose sembrano complicarsi e le cifre gonfiarsi, visto che questa volta una class-action formata da 1,8 milioni di automobilisti inglese chiede e pretende giustizia, ma soprattutto vuole indietro denaro contante.

La seconda parte del processo, prevista fra un anno esatto, servirà per quantificare il danno e stabilire i rimborsi, dando un’altra dolorosa spallata a bilanci resi già tremolanti dalle ingombranti ombre cinesi che veleggiano sui cieli d’Europa.

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