Volkswagen Dieselgate, atto finale

Volkswagen Golf

Volkswagen Dieselgate, atto finale. Il Dieselgate, la nota vicenda che ha scosso il mondo dell’auto lo scorso anno e che ha visto protagonista il Gruppo Volkswagen, ha scritto la pagina finale. Dopo mesi di dibattiti a suon di carte bollate, il giudice della Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Settentrionale della California ha approvato in via definitiva l’accordo tra il Gruppo di Wolfsburg e i privati per risolvere le questioni civili relative ai veicoli equipaggiati con il motore diesel 2.0 TDI negli Stati Uniti.

Gli accordi prevedono che i proprietari delle vetture coinvolte nel Dieselgate possano scegliere tra il riacquisto o la cessazione anticipata del leasing e l’implementazione di un aggiornamento tecnico approvato per il loro veicolo. Volkswagen effettuerà anche i pagamenti in contanti agli attuali, e in alcuni casi precedenti, proprietari e locatari.

Inoltre, il Gruppo tedesco ha concordato il versamento di 2,7 miliardi di dollari in tre anni a un fondo fiduciario ambientale per compensare le emissioni di ossido di azoto (NOx) in eccedenza dei veicoli 2.0 TDI e l’investimento di 2,0 miliardi di dollari in dieci anni in infrastrutture per veicoli a emissioni zero e in iniziative di sensibilizzazione. Ricordiamo che i modelli coinvolti nel Dieselgate sono Beetle (2013-2015), Golf (2010-2015), Jetta (2012-2015) e Audi A3 (2010-2013; 2015). Successivamente il Gruppo di Wolfsburg si attiverà per risolvere le altre questioni rimaste in sospeso negli stati Uniti per quanto riguarda i possessori di vetture con motore 3.0 litri Diesel TDI V6.