
Con il restyling e la transizione da SsangYong a KGM, Tivoli si propone con un’immagine più moderna e contenuti tecnici aggiornati.
L’estetica è stata rivista in qualche punto – il frontale è più deciso, i gruppi ottici a LED e i cerchi sono rinnovati – ma la novità principale è la versione 1.5 Turbo GDI da 163 CV con cambio automatico a 6 rapporti e trazione anteriore.
Si tratta della configurazione più brillante della gamma a due ruote motrici.
Un compromesso tra comfort e prestazioni, pensato per chi percorre molta strada e cerca una guida rilassata ma non “spenta”.

In Italia questa versione è proposta nei livelli di allestimento superiori (Style, Luxury e K-Line), con dotazioni molto complete e un’impronta quasi premium, pur mantenendo prezzi d’attacco competitivi per il segmento.
Scheda tecnica – KGM Tivoli 1.5 Turbo GDI 163 CV AT 2WD
| Motore | 1.497 cm³, 4 cilindri in linea, turbo GDI |
| Potenza massima | 163 CV a 5.000–5.500 giri/min |
| Coppia massima | 280 Nm tra 1.500 e 4.000 giri/min |
| Cambio | Automatico a 6 rapporti |
| Trazione | Anteriore (2WD) |
| Velocità massima | 190 km/h |
| Consumo combinato WLTP | 7,14 l/100 km (162 g/km CO₂) |
| Peso in ordine di marcia | 1.318 kg |
| Bagagliaio | 423 l (fino a 1.115 l) |
| Altezza da terra | 178 mm |
La differenza rispetto alla versione manuale da 135 CV è netta: potenza superiore del 20%, curva di coppia invariata ma più estesa e un cambio automatico progettato per valorizzare la spinta del turbo senza penalizzare comfort e consumi.
Test drive tra colline e allunghi
Auto tecnica ha provato la Tivoli 1.5 Turbo GDI 163 CV AT 2WD sulle colline che circondano Torino, salendo lungo la stretta via che porta a Superga e quindi percorrendo la strada panoramica tra i boschi che iniziano a prendere i colori dell’autunno.

È un percorso perfetto per valutare la risposta del powertrain, con curve medio-lente, salite costanti e qualche rettilineo per testare accelerazione, ripresa e frenata.
Fin dai primi metri si nota la progressione molto corposa. La coppia è la stessa (280 Nm) rispetto alla versione da 135 CV, ma i 28 CV aggiuntivi e la mappatura del cambio automatico consentono una risposta più pronta e piena, soprattutto nelle riprese in salita.
Il convertitore di coppia è fluido: nelle partenze in leggera pendenza non c’è nessuna esitazione, e il passaggio tra le marce è morbido e ben tarato.
In modalità “D” standard, il cambio tende a salire presto di rapporto privilegiando efficienza, ma basta affondare un po’ l’acceleratore per ottenere scalate rapide e un allungo lineare fino a 5.500 giri.
L’elasticità del motore in seconda e terza marcia è notevole: si affrontano i tornanti senza dover forzare nulla, con una spinta costante e progressiva che dà l’impressione di avere “più motore” di quanto i numeri dicano.
Assetto sincero, trazione corretta
Anche nelle curve strette, la Tivoli conferma il suo equilibrio dinamico tipicamente da SUV urbano ben progettato.

Le sospensioni (MacPherson davanti, ponte torcente dietro) sono un ottimo compromesso e assorbono bene le sconnessioni.
Il rollio è presente ma controllato, e la trazione anteriore regge senza incertezze la coppia del 1.5 turbo. Se si forza un po’ l’andatura, compare un leggero sottosterzo progressivo, facilmente gestibile anche grazie al lavoro puntuale dell’ESP. La taratura dei controlli elettronici è buona: intervengono in modo progressivo, senza “tagliare” brutalmente la potenza e senza interferire con la fluidità di guida.
Lo sterzo elettrico, leggero in manovra, acquista consistenza in velocità, restituendo un feeling onesto anche se non particolarmente sportivo. L’impressione generale è quella di un SUV neutro e prevedibile, adatto a chi privilegia la sicurezza e la facilità di conduzione.
Silenziosa e composta in velocità
Terminato il tratto collinare, la prova prosegue sulla tangenziale.
Qui la Tivoli mostra il suo lato più di viaggiatrice. A 130 km/h il motore lavora intorno ai 2.500 giri in sesta marcia, con rumorosità contenuta e pochissime vibrazioni trasmesse in abitacolo.
Va messo in evidenza che nell’abitacolo il rumore del motore giunge – in ogni condizione di marcia – in modo ovattato, senza provocare fastidi a chi vuole chiacchierare durante il viaggio anche con i passeggeri posteriori.

Le riprese da 80 a 120 km/h sono più decise rispetto alla versione manuale da 135 CV, e basta affondare il pedale per sentire il cambio scalare con prontezza e il contagiri salire con progressione lineare. Non c’è la brutalità dei doppia frizione sportivi, ma la risposta è coerente e fluida.
I consumi, su questo percorso, si sono assestati su valori realistici attorno agli 8 litri per 100 km, con climatizzatore acceso e andatura costante: un dato tutto sommato in linea con le dichiarazioni WLTP, segno che il powertrain lavora in modo efficiente.
Comfort automatico, spinta giusta
Il motore 1.5 Turbo GDI da 163 CV è il vero protagonista di questa versione.
Ha carattere, elasticità e la giusta riserva di potenza per affrontare viaggi e percorsi misti senza mai sembrare “in affanno”.
La coppia disponibile ai medi regimi rende la guida rilassata ma pronta, e l’abbinamento con il cambio automatico è riuscito. Non cerca sportività esasperata, ma privilegia una fluidità quasi europea nella gestione delle marce.
Il comportamento dinamico rimane uno dei punti forti della Tivoli: equilibrata, prevedibile, ben piantata anche nelle curve medio-veloci, con controlli elettronici non invasivi. La taratura delle sospensioni consente viaggi confortevoli senza sacrificare troppo la precisione nei tratti guidati. Forse un minimo di rigidità di troppo sullo sconnesso, o sui binari cittadini, ma complessivamebte un ottimo compromesso
La tecnologia di bordo è completa e moderna: strumentazione digitale da 10,25”, infotainment con display da 9”, navigazione TomTom, compatibilità Apple CarPlay/Android Auto e un pacchetto ADAS di buon livello.
E poi c’è lo spazio, con 423 litri di bagagliaio (espandibili a 1.115) e un abitacolo comodo anche per i passeggeri posteriori.

I limiti di questa vettura sono fisiologici per la tipologia di veicolo.
Se la guida è sportiva, il cambio automatico mostra qualche difficoltà nei passaggi di marcia rapidi. Non è un doppia frizione, e un po’ si sente.
Nelle curve più strette, il rollio si manifesta se si spinge davvero e lo sterzo, pur preciso, non ha il feedback da vettura sportiva.
Inoltre, nei lunghi tratti autostradali a pieno carico, i consumi possono aumentare se si viaggia molto veloci.
Ma è giusto ricordare che la Tivoli non nasce per attaccare i cordoli, ma per per far viaggiare con tranquillità, tecnologia e un pizzico di brio.
E in questo riesce benissimo.
Tra equilibrio e piacere
Al termine della prova Tivoli 1.5 Turbo GDI 163 CV AT lascia una sensazione molto chiara.
È una vettura matura, costruita con una logica concreta e ben calibrata.
Non è un SUV “di moda” né una sportiva travestita, ma una compagna di viaggio sincera, moderna e sorprendentemente equilibrata.
Il motore brillante, il cambio fluido e la dotazione tecnologica abbastanza completa la rendono una scelta interessante per chi cerca comfort e spinta giusta, senza per forza passare a cilindrate maggiori o a soluzioni ibride costose.
In un mercato dove spesso si corre dietro ai numeri, la Tivoli sceglie la strada della coerenza tecnica. Ed è una scelta che si percepisce, curva dopo curva.
















