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Linktour L6e e L7e, le microcar che pensano macro

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Linktour L6e e L7e, due versioni della stessa microcar intelligente in alluminio - foto © Linktour

La rivoluzione dell’automotive non si gioca solo nei SUV elettrici o nelle ammiraglie a guida autonoma.

A volte prende la forma di una microcar urbana compatta, leggera e ingegnosamente progettata.
Alla IAA Mobility 2025 di Monaco, la cinese
Linktour Automotive ha presentato la sua visione per la mobilità europea.

Si tratta di due piccoli veicoli elettrici – L6e “Urban Sprite” e L7e “Urban Elite” – che coniugano un design avanguardista, telaio in alluminio e un’inedita “Art Window” digitale, trasformando l’auto in una tela vivente per la personalizzazione.

L’alluminio come bandiera

Il nome “Alumi” con cui Linktour definisce la propria piattaforma nasce da una sintesi di Alluminio + Lume + Amico.
Il nome ben rappresenta il
telaio completamente in alluminio, novità assoluta nella categoria L.

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Autonomia tra i 120 e i 180 kmh a seconda della versione scelta – foto © Linktour

Questa scelta consente una riduzione del 45% del peso rispetto a una scocca convenzionale, un aumento del 10% di efficienza energetica e un perso di soli 95 kg per il “body in white”.

Inoltre, si ottiene anche una maggiore resistenza alla corrosione e un miglior comportamento dinamico.

Le plastiche esterne sono realizzate con un design “thin-walled” a parete sottile, a tutto vantaggio di peso e riciclabilità.
L’estetica è
geometrica e futurista, con linee tese, porte senza cornice e tetto panoramico.

Il logo (un intreccio di blocchi geometrici d’alluminio che si aprono come stelle) simboleggia la “Path to the Future”, il sentiero verso il futuro.

Due versioni per la città: Urban Sprite e Urban Elite

Modello Omologazione Velocità max Autonomia WMTC Accelerazione 0–50 km/h Motore Modalità di guida
L6e Urban Sprite L6e (quadriciclo leggero) 45 km/h 120 km nd elettrico D/S
L7e Urban Elite L7e (quadriciclo pesante) 90 km/h 180 km 5,5 s 23 kW – 110 Nm D/S

Le dimensioni sono da vera citycar compatta. La L6e misura 2.685 mm di lunghezza, 1.500 di larghezza e 1.555 di altezza. La L7e è solo leggermente più alta: 1.590 mm.

Entrambe hanno un passo di 1.800 mm, un primato nella categoria, garanzia di comfort e stabilità.

Sia per la Urban Sprite che per la Urban Elite gli interni sono completi e spaziosi – foto © Linktour

La versione L7e ha la capacità di affrontare una pendenza massima del 35% a pieno carico e un powertrain elettrico ottimizzato per la guida urbana dinamica.

La combinazione tra leggerezza strutturale, batteria compatta e motore brillante consente prestazioni sorprendenti per un quadriciclo: da 0 a 50 km/h in 5,5 secondi.

Il rigore tecnico di chassis e dinamica di guida

Linktour ha curato la messa a punto con approccio da “auto”.

Infatti dispone di EPS (Electric Power Steering) per una sterzata precisa, ABS + EBD + BA per la massima stabilità in frenata, un assetto “expert-tuned” con particolare attenzione alla distribuzione dei pesi grazie alla tecnologia CTB (Cell-to-Body), per la prima volta applicata a un veicolo di questa categoria.

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foto © Linktour

Il risultato è una microcar con un comportamento dinamico superiore agli standard tipici dei quadricicli, vicina per feeling di guida a una citycar elettrica di segmento A.

Un abitacolo compatto e smart

Nonostante le dimensioni ridotte, l’abitacolo è progettato con grande attenzione.

La cabina eco-friendly è certificata UE dual-standard (Low VOC + zero pelle animale), i sedili sono sportivi con regolazione 4 vie e rivestimenti soft touch, ci sono una ventina di vani portaoggetti e infine il bagagliaio da 320 litri è sufficiente per due trolley.

Motevoli anche le dotazioni di comfort standard, con keyless entry, retrocamera e climatizzatore.

Connettività e infotainment

Linktour non rinuncia alla digitalizzazione, proponendo una microcar con macro tecnologia.

Entrambe le vetture hanno un display centrale touch da 10,25” più strumentazione digitale da 5” con risoluzione 1920×720 pixel a 60 Hz, dispongono di CarPlay, Android Auto, Bluetooth musica e telefono, hanno il controllo vocale intelligente per le principali funzioni e una app mobile proprietaria per controllo remoto di climatizzazione, serrature, stato batteria e posizione.

Queste funzioni, rare nel segmento dei quadricicli, collocano le L6e e L7e a metà strada tra un veicolo urbano e una vera piattaforma smart connessa.

Art Window, la finestra che racconta

Un elemento unico nel panorama automotive è la “Art Window”, un display esterno integrato nella carrozzeria che può essere personalizzato.

Per esempio, con motivi grafici dinamici, opere personali, loghi aziendali (per micro-business o delivery branding) o semplici cambi cromatici per adattarsi all’umore.

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foto © Linktour

La vettura diventa così una galleria su ruote, un modo per esprimere identità personale in uno spazio urbano spesso anonimo.

Target europeo e strategia globale

Linktour ha come potenziali clienti tre differenti target.

Le famiglie europee in cerca di un secondo veicolo pratico, i giovani “esploratori urbani” per la prima auto, oppure gli over 50 autonomi e attenti alla salute, che cercano comfort e facilità.

La strategia europea prevede rete di vendita e assistenza locali, con particolare attenzione alla manutenzione batterie e disponibilità ricambi, un aspetto spesso trascurato dai nuovi brand orientali.

Microcar in un mondo “software-defined”

L’arrivo in Europa di L6e e L7e si lega perfettamente alla tendenza più ampia dei software-defined vehicles, discussa sempre più spesso nei circoli tecnici europei.
Aggiornamenti OTA, modularità digitale e connettività 5G (con possibilità future di
network slicing dedicato per funzioni critiche) renderanno queste microcar piattaforme aggiornabili nel tempo, pronte per integrazioni smart city e sistemi di guida assistita leggeri.

A ben guardare, c’è qualcosa di poetico nel vedere tanta ingegneria e intelligenza digitale racchiusa in meno di tre metri.
Le Linktour L6e e L7e non promettono la guida autonoma completa, ma propongono la visione concreta di un mezzo urbano, leggero, efficiente e personalizzabile, progettato con
rigore tecnico e fantasia stilistica.

In un’epoca in cui l’auto diventa “cervello su ruote”, queste microcar ci ricordano che l’innovazione non è questione di dimensioni, ma di idee.
E forse, il futuro della mobilità urbana europea non arriverà a bordo di un SUV, ma
di una piccola macchina che pensa in grande.

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foto © Linktour

La carta d’identità delle batterie parte dalla Kia EV3

Kia
Kia sperimenta la nuova tecnologia sul modello di successo EV3 - foto © Auto Tecnica

Il Battery Passport è un sistema digitale che monitora ogni singola cella della batteria per garantire trasparenza, durata e valore dell’usato.

Kia lo sperimenta anticipando le normative europee e alza la sfida tecnologica.

Questa sperimentazione può cambiare in modo sensibile come percepiamo e gestiamo le batterie dei veicoli elettrici.

Nell’ambito di un progetto scientifico coordinato con TU Delft, TNO e Hyundai Motor Group, il costruttore coreano ha testato in Germania una Kia EV3 equipaggiata con un sistema Dukosi di monitoraggio cella-per-cella, integrando i dati raccolti in un Battery Passport digitale.

L’obiettivo chiaro è fornire ai proprietari di EV dati dettagliati, affidabili e in tempo reale sullo stato di salute (SoH) della batteria, anticipando le direttive UE che entreranno pienamente in vigore nel 2027.

Vogliamo stabilire un nuovo standard di trasparenza e prestazioni – ha dichiarato Marc Hedrich, Presidente e CEO di Kia Europe – Il battery passport permetterà ai clienti di capire davvero cosa succede dentro la loro batteria, valorizzando il veicolo e aumentando la fiducia”.

Dal pacco batterie alla cella, la differenza tecnologica

Fino ad oggi la diagnostica dei pacchi batteria si è limitata a fornire dati aggregati sul SoH dell’intero modulo.

Kia, invece, ha scelto di “spacchettare” letteralmente la batteria, raccogliendo informazioni su ogni singola cella tramite la tecnologia chip-on-cell e il protocollo C-SynQ sviluppati da Dukosi.

Parametro Monitoraggio convenzionale Battery Passport Kia
Livello di analisi Intero pacco/modulo Singola cella
Diagnostica Generica Mirata, in tempo reale
Manutenzione Sostituzione moduli completi Sostituzione singole celle
Costi Più elevati nel lungo periodo Ridotti grazie alla riparazione selettiva
Trasparenza usato Limitata Elevata, dati consultabili

Grazie a questa tecnologia, eventuali anomalie possono essere individuate precocemente e risolte con interventi mirati, senza la necessità di sostituire interi moduli.

Un vantaggio non da poco, sia per i centri assistenza sia per i clienti.

Un ecosistema connesso e condiviso

I dati non restano chiusi nel veicolo.

Attraverso l’infotainment, meccanici, enti istituzionali e altri soggetti autorizzati possono accedere in tempo reale alle informazioni sullo stato della batteria.

Il sistema si aggiorna automaticamente dopo ogni intervento, garantendo tracciabilità lungo l’intero ciclo di vita.

Questa condivisione sicura dei dati, gestita tramite una piattaforma pilota sviluppata da TNO, rappresenta un tassello fondamentale per creare un ecosistema EV trasparente e interoperabile.

Oltre la normativa

La normativa europea prevede l’introduzione obbligatoria del battery passport per tutti i veicoli elettrici ed ibridi ricaricabili venduti nell’UE a partire da febbraio 2027.

Kia non solo si è mossa in anticipo, ma ha deciso di arricchire il passaporto con dati aggiuntivi relativi alla sicurezza, ponendosi come nuovo benchmark per il settore.

Kia
foto © Kia

L’iniziativa si inserisce nel progetto europeo DATAPIPE, che coinvolge diversi partner industriali e istituzionali per studiare le sfide tecniche, normative e di governance legate all’adozione diffusa dei passaporti digitali.

Attualmente, il formato UE comprende oltre 100 categorie di dati, e Kia punta a sfruttarle tutte… e forse anche di più.

Perché è importante (anche per chi compra usato)

Dietro questa tecnologia c’è un messaggio chiaro: rendere la batteria un asset trasparente e tracciabile, non un’incognita.

Ci sono una maggiore durata grazie alla diagnostica puntuale, manutenzione più efficiente e meno costosa, maggiore valore dell’usato grazie a dati verificabili e certificati e una sostenibilità reale, perché le celle vengono riutilizzate e riciclate in modo più intelligente.

Per i costruttori, significa anche gestire meglio la filiera e ottimizzare il riciclo, in linea con gli obiettivi europei di economia circolare.

Una rivoluzione silenziosa

Il Battery Passport non è un gadget futuristico.

È un cambiamento strutturale nel modo in cui costruttori, utenti, centri assistenza e istituzioni interagiscono con la tecnologia EV.

Kia, con questa sperimentazione, ha scelto di muoversi non al passo ma in anticipo. E in un settore in rapida trasformazione, chi anticipa non solo vince ma a volte definisce le regole del gioco.

Migliaia di cinesi prigionieri di una coda da record

I cinesi, previdenti come sempre, da tempo avevano capito che il traffico che confluisce al “Wuzhang Toll Station”, un casello nella provincia di Anhui dove si incrociano la G40 Shanghai-Shaanxi e la G42 Shanghai-Chengdu, era uno snodo delicatissimo.

Un casello mastodontico

Non a caso, nel tempo, la stazione è stata dotata di ben 36 corsie, 12 in entrata e 24 in uscita, sufficienti per gestire e rendere fluido il passaggio di quasi 15mila veicoli all’ora.

Ma nessuno avrebbe potuto prevedere la tempesta perfetta che stava per abbattersi sulla stazione autostradale: la fine della cosiddetta “Settimana d’oro”, un lungo ponte festivo di otto giorni compreso fra il 1° e il 7 ottobre, tra la Giornata Nazionale e la Festa di Metà Autunno, con l’aggiunta del passaggio sulla zona del tifone “Maiden”, che ha convinto tanti a rientrare per tempo.

Troppi passaggi per reggere

Malgrado l’apertura straordinaria di 66 varchi, la toll station è andata presto al collasso, incapace di reggere per troppo tempo ai 120mila veicoli che transitavano ogni ora, trasformando l’autostrada in una sorta di parcheggio a cielo aperto e soprattutto costringendo migliaia di persone ad attendere fino a 36 ore, mentre fuori sferzavano venti fortissimi e cadeva una pioggia battente.

Un popolo in movimento

Le immagini, che hanno fatto il giro del mondo, raccontano l’effetto finale degli 888milioni di spostamenti messi in moto durante la festività di quest’anno contro i 765 milioni dello scorso anno, segnale confortante di una forte rinascita del turismo interno, ma al tempo stesso sintomo di un’infrastruttura che per quanto ciclopica non è in grado di sostenere un popolo che parte e rientra all’unisono, alla faccia delle partenze intelligenti.

Non è la prima volta

Un caso simile era già accaduto nel 2010, quando una coda lunga più di 100 km aveva bloccato per 12 giorni consecutivi la “Beijing – Tibet Expressway”.

Alpine A 290 GTS, la bestia blu è arrivata in città

Quella doppia coppia di “X” sul muso non sono una rifinitura, ma una vera dichiarazione d’intenti. L’omaggio è alle auto da Rally del passato, che unite all’iconico e immancabile azzurro Alpine e ad un’immagine da “hot hatch” – il sottosegmento delle piccole pepate oggi quasi scomparso – spiegano che la A290 nasce per la città, ma è spingendosi dove ci sono meno semafori e più asfalto che offre il meglio di sé.

Il ritorno del blu

Un progetto nato e sviluppato interamente in terra di Francia, fra le linee di produzione dell’Electric City di Douai e il powertrain elettrico messo insieme alla Megacfactory di Cléon.

È il primo passo per la rinascita della “Societé des Automobiles Alpine”, marchio fondato da Jean Rédélé a Dieppe nel 1955 e una ventina d’anni dopo inglobato nel gruppo Renault.

Nel 1995, seminando lo sconcerto fra gli appassionati, arriva il mesto annuncio dell’addio, seguito 17 anni dopo dal progetto di rilancio annunciato da Carlos Ghosn.

A quello che oggi Alpine definisce il proprio “Dream garage” si uniranno preso la A390, una fastback altrettanto sportiva e la A110, terza declinazione dello storico coupé che alla metà degli anni Settanta dettava legge sulle speciali dei Rally.

Dove ci siamo già visti?

La somiglianza della A290 con la R5 E-Tech di Renault non è caso, ma la consanguineità si limita a quello, perché la piattaforma AmpR Small allarga la careggiata di 60 mm pur restando al di sotto dei 4 metri di lunghezza, per quanto di poco.

Misure sufficienti per fare posto e cinque persone (meglio se non alti come dei cestiti) e concedere 326 litri di bagagliaio, che onestamente non sono pochi nel segmento B dove, bene o male, la A290 è iscritta d’ufficio.

Scolpita per fendere l’aria

Le forme scalpellate a vivo sprizzano voglia di correre da ogni prospettiva: dalle già citate X che dominano i 4 fari anteriori alle vistose prese d’aria, passando per le minigonne laterali, i parafanghi muscolari, lo spoiler posteriore “ducktail”, i cerchi snowflakes da 19”, le pinze dei freni Brembo, l’antenna shark e la laccatura nera di numerosi dettagli.

Un accenno doveroso alle tinte carrozzeria, una galleria di tonalità che si apre con il leggendario “Blu Alpine Vision”, seguito da un “Nero Etoilé”, un “Bianco Nacré” e un “Grigio Scisto” satinato.

Manca solo la bandiera a scacchi

Oltre agli esterni, il sacro fuoco della velocità si declina anche all’interno, con una pedaliera sportiva e un volante a tre razze con “center stripe” a ore 12 di ispirazione corsaiola e in nappa impreziosito da due manettini.

Il primo, RCH, agisce sulla frenata rigenerativa, mentre il Drive Mode serve per cambiare modalità di guida scegliendo fra Save, Normal, Sport e Perso, con l’ultima che permette di pennellare in base ai propri gusti la risposta dello sterzo, la reattività, la frenata rigenerativa e l’assistenza alla sterzata.

Ma il portale da spalancare per accedere ad un piccolo universo parallelo è il pulsantino rosso “OV” (Overtake) che fa capolino in alto a destra dello sterzo: schiacciandolo regala una decina di secondi al massimo dell’accelerazione, ed è un po’ come l’effetto del protossido di azoto in “Fast and Furious”.

C’è perfino la modalità sfida

A troneggiare sul cockpit è il display da 10,25” ad uso e consumo del conducente e l’infotainment da 10,1” con Android Automotive e Google integrato che racchiude anche l’Alpine Telemetrics, sistema che offre dati in tempo reale, coaching di guida e sfide in perfetto stile videogame.

Completano l’ambiente sedili sportivi avvolgenti in nappa con impunture e dettagli ricamati, quelli anteriori dotati di rinforzi laterali e riscaldabili, perché non c’è scritto da nessuna parte che correre significhi soffrire.

La bestia ha fame

Ma la consacrazione di ogni concetto arriva con quel che si nasconde sotto il cofano della A290 GTS, un powertrain elettrico da 220 CV e 300 Nm cotti al momento.

Un’accoppiata di cifre che rende entusiasmante ogni scatto e sembra averne ancora e ancora, anche quando il ricordo dei limiti di velocità suggerisce che forse è meglio mollare un po’.

Tanto per essere più chiari si passa da 0 a 100 in 6,4 secondi e serve un’altra grattata di tempo per toccare i 170 km/h, anche se certe cose si pagano nella ricarica residua della batteria da 52 kWh, che a velocità da diporto assicura circa 380 km di autonomia WLTP e ricarica rapida fino a 100 kW.

L’angolo delle delizie tecniche

Eppure, nulla sarebbe se tanta rabbia in corpo non fosse accompagnata da un assetto tarato in modo maniacale, lasciando il compito di occuparsi del resto alle sospensioni posteriori multilink, alle barre antirollio, al torque vectoring e alla posizione della batteria, ambedue studiati per non gravare oltre misura sull’avantreno, alle pinze monoblocco Brembo con quattro pistoncini (dischi anteriori da 320 e posteriori da 280 mm) e agli pneumatici Michelin Pilot Sport S5 da 225/40 R19.

L’unico neo, il listino

Una fila di piaceri che si pagano, come tutto nella vita, questa volta sottoforma di 38.700 euro sonanti per la GT e 44.700 per la GTS, che non sono esattamente pochi per una city-car, per quanto di razza eletta.

Fatele strada

Nel tratto più impegnativo del test drive, che andava in scena su alcune delle speciali del Rally dei Laghi, le stradine tortuose e i tornanti sono diventati una dose abbondante di adrenalina.

Il passaggio più raffinato dell’operazione è stato trasformare un’auto sportiva in qualcosa che non mette mai paura ma anzi, è facile da controllare, ad esempio rispolverando la progressione dell’accelerazione che è caratteristica dei soli motori termici e non degli elettrici, che sono accesi o spenti per loro stessa natura.

Alpine original soundtrack

E a proposito di revival, una chicca che vuole ricordare il passato glorioso della Alpine: due rumori interni fra cui scegliere, Alternative Sound e Alpine Sound, che non sono una semplice colonna sonora, ma hanno anche il compito di comunicare a chi guida le sollecitazioni che la vettura sta affrontando, per realizzare finalmente il sogno di chi pensa alla comunione fra uomo e macchina, o fra acceleratore e piede, meglio.

Adas, la squadra pronta all’azione

In caso di necessità, è comunque pronta l’unità di intervento rapido formata da 29 Adas fra cui cruise control adattivo, frenata automatica in retromarcia, sensori anteriori e posteriori e il “My Safety Switch”, un concierge utile per ammansire il drappello di assistenti alla guida e i loro suoni da flipper.

Back to the city

Poi si torna in città, e la A290 GTS riappare all’idea dell’utilitaria che non ha speranza per guizzi improvvisi, che è piccola e nei parcheggi sotterranei dei supermercati non dà problemi, che accoglie volentieri i bambini, la nonna, la spesa e la roba appena ritirata dalla tintoria.

Una doppia anima voluta e studiata a tavolino, la vita parallela di un cucciolo mansueto che quando serve sa trasformarsi in bestia, e per di più senza diventare verde. Al massimo blu Alpine, ovvio.

LA SCHEDA TECNICA

Alpine A290 GTS

Potenza max – 220 CV (160 kW)

Coppia max – 300 Nm

Capacità batteria – 52 kWh

Trazione – anteriore

Trasmissione – a riduttore

Telaio – Sport Alpine con fine corsa idraulici e retrotreno multilink

Peso – 1.479 kg

Velocità max – 170 km/h

0/100 km/h – 6,4 secondi

Lungh./largh./alt. – 3.997/1.823/1.512 mm

Passo – 2.534 mm

Bagagliaio – 326 litri

Freni – pinze ant. Monoblocco Bremo a 4 pistoncini

Diametro dischi ant – 320 mm

Diametro dischi post – 288 mm

Pneumatici ant/post – Michelin Pilot Sport EV 225/40 R19

Consumo ciclo misto (kWh/100 km) – 16,5

Consumo ciclo urbano (kWh/100 km) – 12,6

Autonomia ciclo misto – 346 km

Autonomia ciclo urbano – 480 km

LIQUIFAST 9100 by Liqui Moly: incollaggio cristalli facile

Liquifast 9100

LIQUIFAST 9100 è un nuovo adesivo per cristalli che i professionisti possono utilizzare senza la necessità di un corso di formazione obbligatorio.

Per la sostituzione dei cristalli del veicolo è necessario possedere un set di attrezzi speciali, tra cui, ovviamente, anche degli adesivi speciali, sia per le loro proprietà sia per la loro composizione.

Gli adesivi PUR convenzionali contengono isocianati, e il loro maneggiamento deve essere fatto con una certa cura, poiché in caso contrario possono essere causa di rischi per la salute. Per questo il loro uso professionale deve essere preceduto da un corso di formazione.

Il vantaggio di LIQUIFAST 9100

“Il nuovo adesivo sviluppato appositamente da LIQUI MOLY contiene meno dello 0,1% di isocianati. Pertanto non sussiste alcun obbligo di formazione. In questo modo si riducono i costi e il tempo impiegato in officina”, dichiara David Kaiser, direttore presso la LIQUI MOLY del settore Ricerca e Sviluppo e Servizio di assistenza applicativo.

Questo rende più semplice anche la valutazione dei rischi sul luogo di lavoro.

liquifast 9100La decisione di sviluppare un adesivo per vetri con un contenuto così basso di isocianati si basa anche su un’altra idea: le aziende devono controllare e documentare regolarmente se le sostanze pericolose possono essere sostituite con prodotti meno pericolosi.

Le autorità statali preposte alla sicurezza sul lavoro, come gli uffici di vigilanza sul lavoro o le associazioni professionali, verificano il rispetto di tali norme.

Il nuovo adesivo per vetri soddisfa il cosiddetto principio di sostituzione e rende superflua la documentazione che giustifica la scelta di un’alternativa più pericolosa. “I nostri clienti beneficiano di un minor lavoro amministrativo”, aggiunge David Kaiser.

Poiché il nuovo prodotto non contiene silicone, i residui del cordone adesivo possono essere ricoperti dopo il taglio del vetro, e il collegamento rimane saldo.

Al contrario, i prodotti a base di polimeri MS o sistemi ibridi devono essere rimossi completamente prima di applicare la nuova colla per cristalli.

La formulazione di LIQUIFAST 9100

LIQUIFAST 9100 è un moderno adesivo per cristalli 1K-PUR non conduttivo ad alto modulo.

Gli adesivi ad alto modulo contribuiscono alla rigidità dell’intera struttura trasferendo meglio i carichi e creano una giunzione più resistente.

Un adesivo di questo tipo è prescritto in particolare se i sistemi di assistenza alla guida o i riscaldamenti sono integrati nel cristallo o se la carrozzeria è realizzata in alluminio o materiali compositi.

Il nuovo prodotto è testato secondo la norma FMVSS 212.

LIQUIFAST 9100 è facile da usare al pari del prodotto esistente LIQUIFAST 9000.

L’adesivo è caratterizzato da un’elevata resistenza iniziale. Questo cosiddetto effetto high tack consente un’applicazione pulita anche di cordoni di colla elevati e impedisce che i vetri pesanti o inclinati affondino o scivolino subito dopo l’incollaggio.

Tutte le fasi di lavoro sono analoghe a quelle del prodotto precedente soggetto a formazione obbligatoria.

Renault Twingo E-Tech Electric: avviate le prevendite

Il parabrezza di Twingo E-Tech Electric prolunga il cofano spiovente progettato per favorire l’aerodinamica. Nel complesso, ricorda il profilo monovolume della Twingo originale e promette un abitacolo generoso e modulare. ©Renault

A poche settimane dal reveal, previsto il 6 novembre 2025, ecco le prime immagini della nuova Renault Twingo E-Tech Electric.

Come per Renault 5 e Renault 4 E-Tech Electric, anche per questo modello è stato creato il programma Twingo R Pass, che consente prenotare con più facilità la vettura.

La data di lancio dipende dai singoli Paesi interessati: l’Italia è il primo Paese a dare il via al programma, oggi 8 ottobre.

Seguiranno dal 13 ottobre Belgio, Spagna, Paesi Bassi e Germania, dal 15 ottobre il Regno Unito e dal 22 ottobre la Francia.

I fari Full LED arrotondati e la calandra sorridente, chiaro riferimento alla prima generazione, sono perfettamente integrati nella carrozzeria e verniciati in nero lucido, per un tocco “tech” e sofisticato. Il design è espressivo e fedele allo spirito Twingo originale. ©Renault

Come funziona il Twingo R-Pass

Twingo R Pass offre la possibilità di ordinare in anticipo Twingo E-Tech Electric presso la rete di concessionari Renault, prima dell’apertura ufficiale al pubblico, ma anche di usufruire di produzione e consegna prioritarie del veicolo.

Ogni iscritto al programma che ha effettuato l’ordine nel periodo di prelazione avrà accesso anche ad altri vantaggi esclusivi.

Per i clienti Twingo R Pass ci sarà inoltre la possibilità di ordinare Twingo E-Tech electric alle condizioni esclusive, a partire da 9.900€ (in caso di incentivi statali pari a 11.000€ solo per clienti con ISEE uguale o inferiore a 30.000€, residenti in Area Urbana Funzionale e in caso di rottamazione fino a Euro 5 ed in presenza delle ulteriori condizioni per accedervi – sulla base del decreto ministeriale 08/08/2025 pubblicato in GU n. 208 del 08/09/2025).

Lo stile unico di Twingo E-Tech Electric si riflette anche nei fari posteriori a mezzaluna. Tra questi, il monogramma “Twingo” si reinventa con font esclusivi e grafici che rispecchiano la personalità dell’auto. Il posteriore, ispirato alla prima versione di Twingo, presenta un lunotto a sua volta arrotondato, per un look immediatamente riconoscibile. ©Renault

Le prime quattro immagini ufficiali

Nel frattempo, Twingo E-Tech Electric inizia a svelarsi in una campagna teaser rivolta alla stampa e al pubblico.

Ecco quattro prime immagini che mostrano dettagli del design esterno con chiari riferimenti alla Twingo del 1993 e che consentono di iniziare la scoperta dell’auto.

Twingo attira tutti gli sguardi e regala un sorriso in ogni viaggio. ©Renault

Yamaha Tracer 7 e Tracer 7 GT, ora con la trasmissione Y-AMT

Yamaha TRACER 7 e TRACER 7 GT offrono da sempre una combinazione ineguagliabile di prestazioni sportive e comfort touring. Il pluripremiato motore CP2, l’eccellente telaio e la tecnologia all’avanguardia creano un pacchetto che offre allo stesso tempo emozioni e sicurezza.

Per il 2026 la serie TRACER 7 di Yamaha alza il livello tecnologico con l’adozione della  rivoluzionaria trasmissione manuale automatizzata Yamaha (Y-AMT), già affermata su TRACER 9, TRACER 9 GT e TRACER 9 GT+.

La tecnologia, che consente il cambio manuale dei rapporti tramite un interruttore a bilanciere sul manubrio azionato da indice/pollice, oppure la trasmissione completamente automatica, crea un’esperienza di guida del tutto nuova.

Lavorando in simbiosi con l’acceleratore elettronico Yamaha Ride Control (YRC), il sistema Y-AMT aggiunge alla guida più dinamicità e livelli ineguagliabili di comfort e praticità.

Yamaha Tracer 7

Le Yamaha TRACER 7 e TRACER 7 GT, presentate nel 2025, sono delle perfette Sport Tourer di media categoria con già una ricca dotazione di tecnologie all’avanguardia, come la Y-CCT (Yamaha Chip Controlled Throttle), le tre modalità di guida, il Cruise Control di serie e la nuova forcella a steli rovesciati da 41 mm.

La posizione di guida rivisitata, il manubrio con le manopole rialzate e allargate, la sella in due pezzi regolabile e il serbatoio da 18 litri, insieme al parabrezza maggiorato e alle manopole riscaldate sulla versione GT, hanno reso la TRACER 7 adatta a ogni tipo di viaggio.

L’elettronica avanzata, con display TFT a colori da 5”, connettività smartphone e navigazione Garmin StreetCross, ha completato il pacchetto.

Colori e disponibilità

 Le nuove TRACER 7 e TRACER 7 GT Y-AMT, incluse le versioni da 35 kW, saranno disponibili negli stessi colori dei modelli a trasmissione manuale standard.

In particolare la TRACER 7 sarà disponibile nei colori Redline e Midnight Black, mentre la TRACER 7 GT sarà disponibile nei colori Icon Performance e Tech Black.

Disponibili da gennaio 2026.

MINI John Cooper Works e Deus Ex Machina: l’essenziale su ruote

Non poteva che essere il Deus Cafè Isola, a Milano, il luogo per l’esclusiva presentazione del frutto della collaborazione tra MINI John Cooper Works e Deus Ex Machina.

Passione per la velocità e gusto per l’artigianalità, hanno unito i due marchi attorno a due one-off su base MINI JCW.

Il mio nome è ‘The Machina’

Protagonista della serata è stata The Machina, una show car in puro stile racing, esposta in anteprima per l’occasione.

La base è una MINI JCW con motore endotermico da 170 kW/231 CV sulla quale abbiamo subito riconosciuto quel tocco ‘grezzo’ tipico delle auto predilette da chi preferisce la sostanza all’apparenza.

Cuciture a vista, materiali grezzi, grafiche audaci, contrasti di colori netti. Niente estetica levigata, niente superfici perfette.

I designer, con Holger Hampf, Head of MINI Design in testa, parlano di un approccio “raw, handcrafted” che celebra la “bellezza dell’imperfezione”.

All’esterno spiccano grafiche fatte di numeri, elementi geometrici e colori vivaci che rendono omaggio alla tradizione più racing di MINI, quella legata al nome di John Cooper.

mini john cooper works

Bassa, larga e rigorosamente a benza

Oggi è politicamente corretto parlare di ‘ecologia’, ‘sostenibilità’, ‘low emissions’.

Parole sacrosante ma che nel lessico dei veri appassionati devono coesistere, a volte un po’ a fatica, con ‘cavalli’, ‘assetto’ ‘prestazioni’ e ‘sound’, ovvero la parte più viscerale del coinvolgimento emotivo per le quattro ruote.

Appena vista dal vero, ci colpiscono la livrea rosso-bianco-nera, la scritta Deus posteriore e i passaruota allargati.

I quattro fari supplementari sul cofano, montati su un supporto applicato, rendono omaggio alle origini rallystiche della Mini (e strizzano l’occhio alla Lancia Stratos).

Ogni modulo luminoso su misura richiama il brand Deus, offrendo sia alte prestazioni in termini di illuminazione sia un’estetica distintiva.

Il diffusore posteriore si ispira alla MINI JCW da corsa che ha affrontato il leggendario Nürburgring Nordschleife.

Lo scarico centrale integrato amplifica il suono e conferma ciò che pulsa sotto il cofano.

Nella parte anteriore una griglia su misura e le cornici traforate dei fari migliorano il raffreddamento della meccanica, dietro uno spoiler piatto, in stile Can-Am richiama un motorsport del passato.

Gli interni: funzionali e tecnologici

Cinture da corsa a 5 punti assicurano il pilota al sedile racing (in carbonio) e diventano parte integrante dell’esperienza di guida, avvolgendo il corpo con precisione per trasmettere tutto ciò che accade sotto gli pneumatici.

mini john cooper works

I dettagli in alluminio grezzo richiamano l’estetica funzionale dei laboratori di personalizzazione motociclistica di Deus, da Sydney a Venice Beach fino a Canggu, radicando la vettura in un linguaggio comune di performance e artigianalità.

mini john cooper works

Le etichette fatte col ‘Dymo’ nell’epoca digitale riportano a un passato che non c’è più ma vive nella passione per le auto da corsa classiche.

Ogni pulsante ha una funzione ben precisa.

La ricerca di leggerezza si riflette in ogni superficie: dai pannelli porta ridotti all’essenziale, alla plancia in tessuto cerato, leggero, resistente e con una patina vissuta che racconta un lavoro manuale autentico.

mini john cooper works

Il roll-bar a vista aggiunge struttura e personalità in egual misura – un elemento di sicurezza che rimanda al DNA racing più puro della vettura.

I comandi della show car parlano un linguaggio diretto e funzionale: ogni interruttore e ogni pulsante è progettato per essere intuitivo e affidabile, anche nelle condizioni più estreme.

The Skeg: elegante ed elettrica

Non era esposta alla presentazione, ma è parte della collaborazione tra MINI e DEUS anche una one-off elettrica che si ispira ai materiali, alle tecnologie e filosofie del surf, altro cavallo di battaglia di DEUS: fibra di vetro, accelerazione e minimalismo.

Un concentrato di creatività per due pezzi di design straordinari

Sono stati il direttore creativo di Deus, Carby Tuckwell, e il suo gruppo di lavoro – guidato da Matt Willey – che col contributo del team di Designworks hanno curato l’aspetto visivo delle grafiche esterne delle due show car.

A proposito di Willey, Carby Tuckwell, co-fondatore e direttore creativo di Deus, ha detto: “Deus collabora da tempo con Matt, in un rapporto alimentato da un profondo rispetto per il potere del design e dell’arte, coinvolgerlo in questo progetto è stata una scelta naturale”.

“Ha lavorato a stretto contatto con me e con il team Deus anche nel nostro primo progetto creativo legato a una MINI, presentato nel 2023”.

mini john cooper works

Una visione condivisa trasferita nel tessuto

MINI e Deus hanno dato vita anche a una capsule collection di abbigliamento.

Questa prende ispirazione dal DNA condiviso dei due brand: ingegneria di precisione, stile senza tempo e attenzione meticolosa ai dettagli.

Materiali di alta qualità e cura sartoriale definiscono lo standard della linea, in cui ogni capo riflette l’impegno di Deus per l’artigianalità e il lifestyle.

La collezione lifestyle MINI x Deus è in vendita online su tutti i canali DEUS e nei loro punti vendita.

You can be first after me

Questo è il motto che unisce i mondi di MINI e Deus Ex Machina.

Una storia condivisa che è appena iniziata e che si rinnoverà in futuro.

Federica Manzoni, Head of MINI Italia:

“MINI e Deus sono uniti da un’anima sportiva e da una genuina passione per i motori, una personalità votata all’innovazione e ad un approccio lifestyle, tutto suggellato da un legame autentico con la propria community”.

“Un lavoro di squadra come quello con Deus Ex Machina è solo un esempio di personalizzazione unica, come solo MINI sa fare”.

“Il risultato di questa partnership stimolante ed eccezionale sono due splendidi modelli JCW, gemelli fraterni con stili molto diversi, ma uniti da un entusiasmo comune”.

AutoScout 24: agli italiani interessano i brand orientali

AutoScout24
©AutoScout24

AutoScout24, il più grande marketplace automotive online in Europa, e MY PR, società di comunicazione d’impresa e advisory reputazionale, hanno organizzato un evento durante il quale è stata presentata la ricerca condotta da Quintegia, “Brand emergenti e nuovi orientamenti di dealer e consumatori nel settore automotive”.

Lo spunto è stato il fatto che tra il 2021 e il 2025 sono già entrati sul mercato 21 nuovi brand, che potrebbero salire oltre 30 entro il 2028, per il 90% di origine o proprietà cinese.

La quota di mercato di questi marchi è cresciuta rapidamente, passando dallo 0,4% del 2021 al 6,6% di agosto 2025.

Uno studio che, a partire dallo scenario attuale, approfondisce la percezione dei consumatori, il ruolo dei dealer e dei marketplace nella costruzione della fiducia, delineando al contempo i possibili scenari futuri.

Gioia Manetti, CEO di AutoScout24 Italia e AutoProff Italy:

“Il quadro che emerge dalla ricerca sui marchi emergenti non è quello di una contrapposizione tra case tradizionali e nuovi brand orientali, bensì di una coabitazione strategica, in cui ciascun player può rafforzare o conquistare segmenti specifici del mercato italiano, valorizzando il proprio DNA, adattandosi alle esigenze locali e rispondendo ai nuovi bisogni dei consumatori”.

“I consumatori italiani, soprattutto i più giovani e chi sceglie l’elettrico, mostrano una crescente apertura verso i nuovi brand orientali, attratti dal rapporto qualità-prezzo e dall’innovazione tecnologica”.

“Allo stesso tempo, rimangono barriere legate alla fiducia e alla conoscenza del marchio. La sfida sarà proprio questa: costruire credibilità e riconoscibilità”.

“I dealer avranno un ruolo fondamentale, così come i marketplace digitali, che sono ormai il punto di partenza per ogni scelta di acquisto”.

Il punto di vista dei consumatori

Il 44% degli automobilisti italiani si dichiara disposto a considerare un nuovo marchio emergente per il prossimo acquisto, con un incremento di 3 punti percentuali rispetto allo scorso anno.

La propensione cresce in maniera significativa tra i possessori di auto elettriche (68%) e raggiunge il 74% nella Generazione Z.

Tra i brand emergenti più riconosciuti dai consumatori spiccano BYD, EVO, MG, Omoda & Jaecoo e Sportequipe.

I driver di scelta risultano molto chiari: al primo posto tra chi ha affermato che prenderebbe in considerazione i nuovi brand orientali per la prossima auto, si colloca il rapporto qualità/prezzo, sostenuto da prezzi competitivi e coerenti, indicato dal 91% degli intervistati.

Segue la tecnologia (43%), con particolare attenzione all’innovazione come elemento distintivo, con un’attenzione alla sostenibilità in via di definizione.

Al contrario, tra i fattori che frenano l’interesse emergono:

  • la scarsa familiarità con i marchi (69% dichiara di non conoscerli o di non riporre fiducia),
  • i dubbi sulla qualità e sull’affidabilità dei prodotti (39%),
  • la limitata copertura della rete di vendita e assistenza sul territorio (38%).

Quando si tratta invece di scegliere un marchio tradizionale, i vantaggi percepiti sono legati soprattutto a:

  • affidabilità e reputazione consolidata (75%),
  • presenza fisica capillare dei servizi di vendita,
  • assistenza e post-vendita (61%).

Il punto di vista dei dealer

Ma non c’è solo il punto di vista dei consumatori. Dal lato dei concessionari emerge un approccio pragmatico.

Otto dealer su dieci rappresentano ancora principalmente brand tradizionali, ma circa la metà (46%) ha già inserito almeno un marchio emergente orientale nel proprio portafoglio.

Il posizionamento di questi marchi si distingue nettamente da quello dei costruttori storici.

Tra i dealer che hanno scelto di inserire un brand emergente, i principali vantaggi individuati sono:

  • il rapporto qualità/prezzo (80%), già evidenziato dai consumatori,
  • il potenziale di crescita (58%),
  • l’investimento iniziale più contenuto richiesto (52%).

Crolla invece il valore dell’autorevolezza del marchio (2%), che rimane un punto di forza decisivo per i brand tradizionali (per il 70% dei dealer), insieme alla solidità del servizio post-vendita (50%).

Chi è interessato ai brand orientali

Quanto al profilo del cliente tipo interessato ai nuovi brand orientali, i dealer identificano prevalentemente privati di età compresa tra i 45 e i 59 anni, con un reddito mensile tra i 1.200 e i 3.500 euro.

Un segnale che il fenomeno non riguarda ancora il “mass market” più ampio, ma intercetta fasce ben precise della popolazione automobilistica.

I marketplace come leva per spingere la riconoscibilità dei marchi emergenti

Secondo i dealer, i marketplace digitali svolgono un ruolo chiave nello sviluppo del mercato.

Il 74% riconosce che portali come AutoScout24 contribuiscono a rafforzare la notorietà dei brand emergenti, il 56% ne apprezza la capacità di rendere più identificabili gli operatori e il 52% sottolinea la visibilità online come fattore decisivo.

La leva del marketing e della comunicazione per colmare il gap con i brand tradizionali

Le concessionarie evidenziano come il marketing e la comunicazione rappresentino ancora un punto di distanza tra i brand tradizionali e quelli emergenti.

Il 32% dei dealer che lavorano con marchi consolidati considera queste attività una leva strategica, contro appena il 10% tra chi ha introdotto un brand emergente.

Un divario che evidenzia la necessità, per i nuovi marchi, di investire maggiormente in questo ambito per rafforzare la propria autorevolezza e accrescere la fiducia dei consumatori.

 Prezzo e posizionamento

L’analisi dei listini conferma che i nuovi brand orientali si presentano sul mercato con un posizionamento altamente competitivo.

L’ingresso in Italia avviene soprattutto di segmento C e D attraverso SUV elettrici e ibridi plug-in, con fasce di prezzi di ingresso compresi tra i 30.000 e i 60.000 euro.

In questi segmenti, il prezzo medio di partenza dei modelli emergenti risulta inferiore del 20-30% rispetto a quello dei marchi tradizionali più venduti.

Giorgio Cattaneo, Presidente di MY PR: 

“Uno dei principali gap tra i brand emergenti, in particolare quelli cinesi, e i costruttori tradizionali riguarda il marketing e la comunicazione”.

“Solo il 10% dei dealer riconosce questo aspetto come punto di forza dei nuovi marchi, contro il 32% attribuito ai player storici”.

“I marchi tradizionali operano con un approccio più strutturato sul mercato locale e conoscono meglio le logiche dei canali di comunicazione, mentre molti brand orientali tendono ad applicare strategie globali, senza adattarle ai singoli contesti locali”.

“C’è ancora molto lavoro da fare sulla costruzione della brand equity di questi nuovi marchi e soprattutto sul loro posizionamento reputazionale attività che non passano solo ed esclusivamente dal prodotto o dal modello proposto”.

“Ogni Paese ha le sue tipicità ed ogni generazione ha il proprio palinsesto: per questo, tra i molti nuovi marchi in arrivo, quelli che riusciranno a superare una quota di mercato interessante per i dealer saranno quelli che meglio sapranno interpretare le peculiarità del mercato italiano e le nostre specifiche dinamiche mediatiche”.

FIAT Topolino e IREN insieme per la mobilità elettrica

Fiat Topolino e IRAN
©Stellantis

FIAT e Iren luce gas e servizi annunciano una nuova collaborazione strategica per favorire la diffusione della mobilità elettrica nelle città italiane.

Il veicolo protagonista dell’accordo è Fiat Topolino, il quadriciclo 100% elettrico pensato per la mobilità urbana, accessibile nei costi e a zero emissioni.

Con questa iniziativa, due eccellenze italiane si incontrano per offrire ai cittadini un nuovo modo di vivere la città: più green, più smart, più vicino alle persone.

Fiat Topolino non è solo un mezzo di trasporto, ma un invito a riscoprire la bellezza dei piccoli spostamenti, con un design iconico immediatamente riconoscibile.

L’offerta è biunivoca

Grazie a questo accordo, i clienti Iren luce gas e servizi potranno accedere a offerte dedicate per l’acquisto di Fiat Topolino, e per chi è già cliente Topolino, soluzioni vantaggiose che integrano energia green e servizi di ricarica.

In particolare, per i clienti Iren è previsto uno sconto di 1.000 euro per l’acquisto di Topolino mentre, chi ha già acquistato Topolino e diventa nuovo cliente Iren, potrà sottoscrivere un’offerta luce a prezzo fisso esclusiva e ricevere 150€ (**) di BONUS che equivalgono, mediamente, alla spesa annuale per la ricarica di Topolino.

Fino a fine ottobre, una Fiat Topolino sarà in esposizione presso lo store Iren di Piazza Raggi 6, a Genova, e a seguire in altri sportelli nei territori del Gruppo.

Iren attiverà inoltre un numero verde dedicato: attraverso questo canale, i clienti potranno ricevere supporto per completare l’acquisto della Topolino sui canali digitali, ottenere informazioni sull’offerta Luce abbinata ed essere indirizzati al servizio di assistenza per la sottoscrizione dell’offerta.

L’iniziativa si inserisce in un percorso condiviso di transizione ecologica, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e migliorare la qualità della vita nei centri urbani.

Alessio Scutari, Managing Director Fiat Italia:

“Topolino rappresenta la nostra idea di mobilità urbana sostenibile: semplice, accessibile e divertente”.

“La collaborazione con IREN ci permette di ampliare questa visione, offrendo ai cittadini un ecosistema integrato di soluzioni per muoversi in città in modo responsabile, conveniente e desiderabile”.

Paolo Robutti, Deputy Ceo di Iren Mercato:

“Siamo orgogliosi di avviare questa nuova partnership, che si inserisce nel percorso di crescita e innovazione perseguito dalla nostra business unit e da tutto il Gruppo Iren”.

“Lavorare insieme a un partner di eccellenza come Fiat conferma il nostro impegno nello sviluppo di servizi integrati per i nostri clienti e nella valorizzazione della mobilità elettrica, a supporto della transizione energetica nei territori in cui operiamo”.

È possibile accedere alle offerte recandosi presso la rete dei concessionari Fiat, presso gli store Iren coinvolti nel progetto.

Con questa iniziativa, FIAT e IREN confermano il loro impegno a guidare il cambiamento verso una mobilità urbana più consapevole e sostenibile.

(**) DETTAGLI OFFERTA IREN:

Aderendo a IREN PREZZO FISSO LUCE KM GREEN, nei primi 12 mesi di fornitura il Cliente riceverà mensilmente in bolletta 12 bonus da 12,5 € ciascuno, che corrispondono mediamente alla spesa annuale per ricaricare la Topolino e percorrere oltre 5000 km (considerato il costo complessivo €/kWh di cui all’offerta ed un consumo medio di 8 kWh ogni 100 km). Se il contratto cessa prima dei 12 mesi di fornitura, i bonus restanti non verranno erogati. Offerta a prezzo fisso a Fasce F0 0,141 €/ kWh – F1 0,160 €/ kWh – F2 0,150 €/ kWh – F3 0,115 €/ kWh + costi di commercializzazione 13€ al mese. Verifica i dettagli e le condizioni contrattuali dell’offerta su irenlucegas.it.

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