La rivoluzione dell’automotive non si gioca solo nei SUV elettrici o nelle ammiraglie a guida autonoma.
A volte prende la forma di una microcar urbana compatta, leggera e ingegnosamente progettata.
Alla IAA Mobility 2025 di Monaco, la cinese Linktour Automotive ha presentato la sua visione per la mobilità europea.
Si tratta di due piccoli veicoli elettrici – L6e “Urban Sprite” e L7e “Urban Elite” – che coniugano un design avanguardista, telaio in alluminio e un’inedita “Art Window” digitale, trasformando l’auto in una tela vivente per la personalizzazione.
L’alluminio come bandiera
Il nome “Alumi” con cui Linktour definisce la propria piattaforma nasce da una sintesi di Alluminio + Lume + Amico.
Il nome ben rappresenta il telaio completamente in alluminio, novità assoluta nella categoria L.

Questa scelta consente una riduzione del 45% del peso rispetto a una scocca convenzionale, un aumento del 10% di efficienza energetica e un perso di soli 95 kg per il “body in white”.
Inoltre, si ottiene anche una maggiore resistenza alla corrosione e un miglior comportamento dinamico.
Le plastiche esterne sono realizzate con un design “thin-walled” a parete sottile, a tutto vantaggio di peso e riciclabilità.
L’estetica è geometrica e futurista, con linee tese, porte senza cornice e tetto panoramico.
Il logo (un intreccio di blocchi geometrici d’alluminio che si aprono come stelle) simboleggia la “Path to the Future”, il sentiero verso il futuro.
Due versioni per la città: Urban Sprite e Urban Elite
| Modello | Omologazione | Velocità max | Autonomia WMTC | Accelerazione 0–50 km/h | Motore | Modalità di guida |
| L6e Urban Sprite | L6e (quadriciclo leggero) | 45 km/h | 120 km | nd | elettrico | D/S |
| L7e Urban Elite | L7e (quadriciclo pesante) | 90 km/h | 180 km | 5,5 s | 23 kW – 110 Nm | D/S |
Le dimensioni sono da vera citycar compatta. La L6e misura 2.685 mm di lunghezza, 1.500 di larghezza e 1.555 di altezza. La L7e è solo leggermente più alta: 1.590 mm.
Entrambe hanno un passo di 1.800 mm, un primato nella categoria, garanzia di comfort e stabilità.

La versione L7e ha la capacità di affrontare una pendenza massima del 35% a pieno carico e un powertrain elettrico ottimizzato per la guida urbana dinamica.
La combinazione tra leggerezza strutturale, batteria compatta e motore brillante consente prestazioni sorprendenti per un quadriciclo: da 0 a 50 km/h in 5,5 secondi.
Il rigore tecnico di chassis e dinamica di guida
Linktour ha curato la messa a punto con approccio da “auto”.
Infatti dispone di EPS (Electric Power Steering) per una sterzata precisa, ABS + EBD + BA per la massima stabilità in frenata, un assetto “expert-tuned” con particolare attenzione alla distribuzione dei pesi grazie alla tecnologia CTB (Cell-to-Body), per la prima volta applicata a un veicolo di questa categoria.

Il risultato è una microcar con un comportamento dinamico superiore agli standard tipici dei quadricicli, vicina per feeling di guida a una citycar elettrica di segmento A.
Un abitacolo compatto e smart
Nonostante le dimensioni ridotte, l’abitacolo è progettato con grande attenzione.
La cabina eco-friendly è certificata UE dual-standard (Low VOC + zero pelle animale), i sedili sono sportivi con regolazione 4 vie e rivestimenti soft touch, ci sono una ventina di vani portaoggetti e infine il bagagliaio da 320 litri è sufficiente per due trolley.
Motevoli anche le dotazioni di comfort standard, con keyless entry, retrocamera e climatizzatore.
Connettività e infotainment
Linktour non rinuncia alla digitalizzazione, proponendo una microcar con macro tecnologia.
Entrambe le vetture hanno un display centrale touch da 10,25” più strumentazione digitale da 5” con risoluzione 1920×720 pixel a 60 Hz, dispongono di CarPlay, Android Auto, Bluetooth musica e telefono, hanno il controllo vocale intelligente per le principali funzioni e una app mobile proprietaria per controllo remoto di climatizzazione, serrature, stato batteria e posizione.
Queste funzioni, rare nel segmento dei quadricicli, collocano le L6e e L7e a metà strada tra un veicolo urbano e una vera piattaforma smart connessa.
Art Window, la finestra che racconta
Un elemento unico nel panorama automotive è la “Art Window”, un display esterno integrato nella carrozzeria che può essere personalizzato.
Per esempio, con motivi grafici dinamici, opere personali, loghi aziendali (per micro-business o delivery branding) o semplici cambi cromatici per adattarsi all’umore.

La vettura diventa così una galleria su ruote, un modo per esprimere identità personale in uno spazio urbano spesso anonimo.
Target europeo e strategia globale
Linktour ha come potenziali clienti tre differenti target.
Le famiglie europee in cerca di un secondo veicolo pratico, i giovani “esploratori urbani” per la prima auto, oppure gli over 50 autonomi e attenti alla salute, che cercano comfort e facilità.
La strategia europea prevede rete di vendita e assistenza locali, con particolare attenzione alla manutenzione batterie e disponibilità ricambi, un aspetto spesso trascurato dai nuovi brand orientali.
Microcar in un mondo “software-defined”
L’arrivo in Europa di L6e e L7e si lega perfettamente alla tendenza più ampia dei software-defined vehicles, discussa sempre più spesso nei circoli tecnici europei.
Aggiornamenti OTA, modularità digitale e connettività 5G (con possibilità future di network slicing dedicato per funzioni critiche) renderanno queste microcar piattaforme aggiornabili nel tempo, pronte per integrazioni smart city e sistemi di guida assistita leggeri.
A ben guardare, c’è qualcosa di poetico nel vedere tanta ingegneria e intelligenza digitale racchiusa in meno di tre metri.
Le Linktour L6e e L7e non promettono la guida autonoma completa, ma propongono la visione concreta di un mezzo urbano, leggero, efficiente e personalizzabile, progettato con rigore tecnico e fantasia stilistica.
In un’epoca in cui l’auto diventa “cervello su ruote”, queste microcar ci ricordano che l’innovazione non è questione di dimensioni, ma di idee.
E forse, il futuro della mobilità urbana europea non arriverà a bordo di un SUV, ma di una piccola macchina che pensa in grande.















La decisione di sviluppare un adesivo per vetri con un contenuto così basso di isocianati si basa anche su un’altra idea: le aziende devono controllare e documentare regolarmente se le sostanze pericolose possono essere sostituite con prodotti meno pericolosi.





























