
Quella doppia coppia di “X” sul muso non sono una rifinitura, ma una vera dichiarazione d’intenti. L’omaggio è alle auto da Rally del passato, che unite all’iconico e immancabile azzurro Alpine e ad un’immagine da “hot hatch” – il sottosegmento delle piccole pepate oggi quasi scomparso – spiegano che la A290 nasce per la città, ma è spingendosi dove ci sono meno semafori e più asfalto che offre il meglio di sé.
Il ritorno del blu
Un progetto nato e sviluppato interamente in terra di Francia, fra le linee di produzione dell’Electric City di Douai e il powertrain elettrico messo insieme alla Megacfactory di Cléon.
È il primo passo per la rinascita della “Societé des Automobiles Alpine”, marchio fondato da Jean Rédélé a Dieppe nel 1955 e una ventina d’anni dopo inglobato nel gruppo Renault.
Nel 1995, seminando lo sconcerto fra gli appassionati, arriva il mesto annuncio dell’addio, seguito 17 anni dopo dal progetto di rilancio annunciato da Carlos Ghosn.
A quello che oggi Alpine definisce il proprio “Dream garage” si uniranno preso la A390, una fastback altrettanto sportiva e la A110, terza declinazione dello storico coupé che alla metà degli anni Settanta dettava legge sulle speciali dei Rally.
Dove ci siamo già visti?

La somiglianza della A290 con la R5 E-Tech di Renault non è caso, ma la consanguineità si limita a quello, perché la piattaforma AmpR Small allarga la careggiata di 60 mm pur restando al di sotto dei 4 metri di lunghezza, per quanto di poco.
Misure sufficienti per fare posto e cinque persone (meglio se non alti come dei cestiti) e concedere 326 litri di bagagliaio, che onestamente non sono pochi nel segmento B dove, bene o male, la A290 è iscritta d’ufficio.
Scolpita per fendere l’aria

Le forme scalpellate a vivo sprizzano voglia di correre da ogni prospettiva: dalle già citate X che dominano i 4 fari anteriori alle vistose prese d’aria, passando per le minigonne laterali, i parafanghi muscolari, lo spoiler posteriore “ducktail”, i cerchi snowflakes da 19”, le pinze dei freni Brembo, l’antenna shark e la laccatura nera di numerosi dettagli.
Un accenno doveroso alle tinte carrozzeria, una galleria di tonalità che si apre con il leggendario “Blu Alpine Vision”, seguito da un “Nero Etoilé”, un “Bianco Nacré” e un “Grigio Scisto” satinato.
Manca solo la bandiera a scacchi
Oltre agli esterni, il sacro fuoco della velocità si declina anche all’interno, con una pedaliera sportiva e un volante a tre razze con “center stripe” a ore 12 di ispirazione corsaiola e in nappa impreziosito da due manettini.
Il primo, RCH, agisce sulla frenata rigenerativa, mentre il Drive Mode serve per cambiare modalità di guida scegliendo fra Save, Normal, Sport e Perso, con l’ultima che permette di pennellare in base ai propri gusti la risposta dello sterzo, la reattività, la frenata rigenerativa e l’assistenza alla sterzata.
Ma il portale da spalancare per accedere ad un piccolo universo parallelo è il pulsantino rosso “OV” (Overtake) che fa capolino in alto a destra dello sterzo: schiacciandolo regala una decina di secondi al massimo dell’accelerazione, ed è un po’ come l’effetto del protossido di azoto in “Fast and Furious”.
C’è perfino la modalità sfida
A troneggiare sul cockpit è il display da 10,25” ad uso e consumo del conducente e l’infotainment da 10,1” con Android Automotive e Google integrato che racchiude anche l’Alpine Telemetrics, sistema che offre dati in tempo reale, coaching di guida e sfide in perfetto stile videogame.
Completano l’ambiente sedili sportivi avvolgenti in nappa con impunture e dettagli ricamati, quelli anteriori dotati di rinforzi laterali e riscaldabili, perché non c’è scritto da nessuna parte che correre significhi soffrire.
La bestia ha fame
Ma la consacrazione di ogni concetto arriva con quel che si nasconde sotto il cofano della A290 GTS, un powertrain elettrico da 220 CV e 300 Nm cotti al momento.
Un’accoppiata di cifre che rende entusiasmante ogni scatto e sembra averne ancora e ancora, anche quando il ricordo dei limiti di velocità suggerisce che forse è meglio mollare un po’.
Tanto per essere più chiari si passa da 0 a 100 in 6,4 secondi e serve un’altra grattata di tempo per toccare i 170 km/h, anche se certe cose si pagano nella ricarica residua della batteria da 52 kWh, che a velocità da diporto assicura circa 380 km di autonomia WLTP e ricarica rapida fino a 100 kW.
L’angolo delle delizie tecniche
Eppure, nulla sarebbe se tanta rabbia in corpo non fosse accompagnata da un assetto tarato in modo maniacale, lasciando il compito di occuparsi del resto alle sospensioni posteriori multilink, alle barre antirollio, al torque vectoring e alla posizione della batteria, ambedue studiati per non gravare oltre misura sull’avantreno, alle pinze monoblocco Brembo con quattro pistoncini (dischi anteriori da 320 e posteriori da 280 mm) e agli pneumatici Michelin Pilot Sport S5 da 225/40 R19.
L’unico neo, il listino
Una fila di piaceri che si pagano, come tutto nella vita, questa volta sottoforma di 38.700 euro sonanti per la GT e 44.700 per la GTS, che non sono esattamente pochi per una city-car, per quanto di razza eletta.
Fatele strada

Nel tratto più impegnativo del test drive, che andava in scena su alcune delle speciali del Rally dei Laghi, le stradine tortuose e i tornanti sono diventati una dose abbondante di adrenalina.
Il passaggio più raffinato dell’operazione è stato trasformare un’auto sportiva in qualcosa che non mette mai paura ma anzi, è facile da controllare, ad esempio rispolverando la progressione dell’accelerazione che è caratteristica dei soli motori termici e non degli elettrici, che sono accesi o spenti per loro stessa natura.
Alpine original soundtrack
E a proposito di revival, una chicca che vuole ricordare il passato glorioso della Alpine: due rumori interni fra cui scegliere, Alternative Sound e Alpine Sound, che non sono una semplice colonna sonora, ma hanno anche il compito di comunicare a chi guida le sollecitazioni che la vettura sta affrontando, per realizzare finalmente il sogno di chi pensa alla comunione fra uomo e macchina, o fra acceleratore e piede, meglio.
Adas, la squadra pronta all’azione
In caso di necessità, è comunque pronta l’unità di intervento rapido formata da 29 Adas fra cui cruise control adattivo, frenata automatica in retromarcia, sensori anteriori e posteriori e il “My Safety Switch”, un concierge utile per ammansire il drappello di assistenti alla guida e i loro suoni da flipper.
Back to the city
Poi si torna in città, e la A290 GTS riappare all’idea dell’utilitaria che non ha speranza per guizzi improvvisi, che è piccola e nei parcheggi sotterranei dei supermercati non dà problemi, che accoglie volentieri i bambini, la nonna, la spesa e la roba appena ritirata dalla tintoria.
Una doppia anima voluta e studiata a tavolino, la vita parallela di un cucciolo mansueto che quando serve sa trasformarsi in bestia, e per di più senza diventare verde. Al massimo blu Alpine, ovvio.
LA SCHEDA TECNICA
Alpine A290 GTS
Potenza max – 220 CV (160 kW)
Coppia max – 300 Nm
Capacità batteria – 52 kWh
Trazione – anteriore
Trasmissione – a riduttore
Telaio – Sport Alpine con fine corsa idraulici e retrotreno multilink
Peso – 1.479 kg
Velocità max – 170 km/h
0/100 km/h – 6,4 secondi
Lungh./largh./alt. – 3.997/1.823/1.512 mm
Passo – 2.534 mm
Bagagliaio – 326 litri
Freni – pinze ant. Monoblocco Bremo a 4 pistoncini
Diametro dischi ant – 320 mm
Diametro dischi post – 288 mm
Pneumatici ant/post – Michelin Pilot Sport EV 225/40 R19
Consumo ciclo misto (kWh/100 km) – 16,5
Consumo ciclo urbano (kWh/100 km) – 12,6
Autonomia ciclo misto – 346 km
Autonomia ciclo urbano – 480 km
















