mercoledì 29 Aprile 2026 - 07:27:48

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DS Automobiles torna all’attacco all’E-Prix di Monaco

© DS Automobiles

DS accende Montecarlo di glamour elettrico, con lusso e adrenalina nel cuore del Principato.

Come accade per la Formula 1, si può affermare che il weekend più atteso della stagione di Formula E è arrivato, e Montecarlo è pronta a brillare più che mai.

L’E-Prix di Monaco 2025 è doppio (con una gara il sabato e una seconda la domenica), spettacolare e tutto da vivere. E anche quest’anno DS Automobiles vuole… rubare la scena.

Il fascino elettrico dell’E-Prix di Monaco

Il 3 e il 4 maggio il circuito cittadino più iconico del motorsport – quello per intenderci che si snoda tra il Casinò, il porto e le curve leggendarie del Principato – ospiterà un evento che unisce innovazione elettrica e atmosfera da red carpet.

E DS Automobiles, il brand francese di lusso del Gruppo Stellantis, si farà certamente notare in un palcoscenico così esclusivo.

Per farlo oltre alle monoposto c’è anche la nuova N°8, l’ammiraglia 100% elettrica firmata DS Automobiles. Raffinata, tecnologica, sofisticata… in una parola irresistibile.

© DS Automobiles

Per l’occasione sfoggerà una livrea esclusiva, e prima della gara percorrerà qualche giro sul circuito, come una vera diva tra i flash.

Concentrato di design parigino e innovazione derivata direttamente dalla Formula E, N°8 rappresenta il futuro della mobilità premium.

E con un’autonomia che punta fino a 750 chilometri, è pronta a conquistare anche le strade più lontane dal glamour di Montecarlo.

DS Automobiles e Penske Autosport con eleganza, velocità e ambizione

Tornando alle gare, DS non è nuova al successo sulle strade di Monaco. Infatti, ha già conquistato il gradino più alto del podio nel 2019 e nel 2021, con le affermazioni di Jean-Éric Vergne (alias “JEV”) e Antonio Felix Da Costa.

© DS Automobiles

Quest’anno torna con la sua DS E-TENSE FE25, pronta a brillare ancora grazie al talento del “solito” JEV e di Maximilian Günther, già vincitore a Jeddah.

A fianco di DS il team tecnico Penske Autosport, un nome leggendario nel mondo del motorsport. Fondata da Jay Penske, la scuderia americana ha sede a Los Angeles – cuore pulsante della mobilità elettrica statunitense – ed è stata tra le prime a credere nella Formula E. Il motto Penske (E pluribus unum) forse non è originale, ma è una promessa di unione e potenza collettiva.

Numeri da campioni

Dal suo ingresso in Formula E nel 2015, DS Automobiles ha collezionato un numero impressionante di successi. Con 126 gare disputate finora, ha conquistato 4 titoli mondiali (piloti e scuderie), 17 vittorie, 52 podi e ben 25 pole position. Numeri davvero importanti per un brand nato appena una decina d’anni fa e che oggi è presente in 40 Paesi nel mondo con una una rete di oltre 450 DS STORE.

Velocità sostenibile nel cuore dell’élite

Tornando a quanto succederà nel week-end, l’E-Prix di Monaco è più di una gara: è un evento lifestyle, un simbolo dell’incontro tra sostenibilità, performance e bellezza.

Come ha affermato Eugenio Franzetti, DS Performance Director, “l‘E-Prix di Monaco è senza dubbio il weekend di gara più importante della stagione per DS Automobiles. È un circuito leggendario in cui abbiamo scritto alcuni dei capitoli più belli della nostra storia e il nostro obiettivo è brillare ancora una volta. Grazie alle prestazioni della nostra DS E-TENSE FE25 e al talento dei nostri piloti, siamo più che in grado di portare a casa degli ottimi risultati”.

Quindi un palcoscenico naturale per brand come DS Automobiles, che fanno dell’eleganza francese e della tecnologia all’avanguardia il proprio DNA.

Per scoprire chi vincerà, è sufficiente seguire le due gare sabato 3 e domenica 4 maggio, alle ore 15.

© DS Automobiles

A catalogo i nuovi Filtri UFI per Tesla Model Y

UFI e Sofima hanno inserito nel catalogo aftermarket i filtri UFI per Tesla Model Y. La media elettrica, leader mondiale delle vendite sul mercato delle EV, può quindi ora vantare una nuova linea di ricambi postvendita perfettamente allineati agli standard della Casa.

Doppia coppia

Il sistema di filtrazione dell’aria nell’abitacolo della Tesla Model Y ha caratteristiche distintive, perché affidata a due coppie di filtri. Due filtri HEPA (High Efficiency Particulate Air Filter) che raccolgono le polveri sottili e due ai carboni attivi.

La sostituzione congiunta dei filtri abitacolo HEPA e ai carboni attivi è prevista da Tesla per la Model Y ogni tre anni, ma con frequenza più ravvicinata qualora le condizioni ambientali lo rendano opportuno

Entrambi i ricambi sono ora disponibili a catalogo UFI e Sofima, come set distinti per codice, per permettere una facile distinzione tra il set HEPA (53.519.00) e quello carbon (54.531.00).

Dall’OEM all’aftermarket

I filtri HEPA hanno, in particolare, il compito di trattenere anche i biocontaminanti come virus, batteri e spore. Sono realizzati con speciali membrane che consentono di ottenere un’efficienza di filtrazione del 99,975% per particelle di dimensioni inferiori a 0,3 μm, ossia 1.000 volte più piccole del diametro di un capello.

Filtri HEPA (foto UFI FIlters)

Sono filtri di grandi dimensioni che devono la loro elevata efficienza filtrante proprio alla superficie molto estesa che evita rapidi intasamenti e la conseguente riduzione della portata d’aria nell’abitacolo. Questo li rende più adatti ai veicoli elettrici che, per le caratteristiche dei loro sistemi propulsivi, consentono di avere maggior spazio a disposizione da destinare al sistema di filtrazione dell’aria adibita alla ventilazione interna.

I filtri UFI per Tesla Model Y sono prodotti a Ostrava, in Repubblica Ceca ove, in ambienti di pulizia assoluta per evitare qualsiasi rischio di contaminazione. In generale, il loro utilizzo è previsto nei sistemi di ventilazione di ambienti come quelli ospedalieri e medicali e nelle cosiddette “camere bianche”. Il livello di filtrazione di un filtro HEPA è quindi molto più elevato rispetto a quello dei tradizionali filtri abitacolo.

Filtri ai carboni attivi (foto UFI FIlters)

Quelli ai carboni attivi impediscono invece alle molecole di gas e ai cattivi odori di penetrare nell’abitacolo. Sono prodotti nello stabilimento cinese UFI GREEN di Xiuzhou Jiaxing, nella provincia dello Zhejiang. La produzione, oltre ad avvenire su linee dove l’attenzione alla pulizia è massima, rispetta importanti criteri di sostenibilità. A partire dell’energia utilizzata, prodotta con sistemi fotovoltaici.

Per Paolo Cataldi, Aftermarket Business Unit General Manager di UFI Filters: “L’inserimento in aftermarket dei filtri UFI per Tesla Model Y, caratterizzati da filtranti e processi produttivi all’avanguardia, costituisce l’ennesima conferma dell’eccellenza e della qualità dei prodotti proposti da UFI Filters”.

Il nuovo motore a idrogeno Bosch non è per le auto ma per gli aerei

L’automobile non è l’unico settore del trasporto in cui si investe alla ricerca di soluzioni green, anzi, il nuovo motore a idrogeno Bosch offre una soluzione interessante per applicare questa tecnologia anche all’ambito aeronautico.

Il colosso tedesco ha infatti applicato le conoscenze che sta acquisendo con lo sviluppo in campo automotive alla conversione di motori per aeroplani. La sua divisione Bosch Aviation Technology, con sede a Vienna, ha adattato un convenzionale motore aereo al funzionamento a idrogeno.

Conversione efficace

L’unità di base è un propulsore BRP-Rotax 916 1.4 Turbo a quattro cilindri con un’architettura molto simile a quella di un motore per autotrazione, convertito all’impego di idrogeno come combustibile. Al termine di uno studio di fattibilità durato circa quattro mesi, i tecnici Bosch sono riusciti a ottenere un funzionamento regolare e una potenza massima di 115 kW, circa 156 CV (a fronte dei 160 circa che il motore eroga nella sua versione originale) con possibilità di aumentarla.

Il motore Rotax 916 convertito a idrogeno da Bosch visto dall’alto (foto Bosch)

Tutto di serie

La cosa interessante di questo motore a idrogeno Bosch è che tutti i componenti del sistema di alimentazione specifico si basano su quelli che l’azienda tedesca produce già in serie per applicazioni in altri settori, quindi nessuno è stato sviluppato espressamente per questo progetto. E il fatto di partire da un’unità collaudata e già omologata rispetto allo sviluppo di un motore nuovo ha diversi vantaggi, come sottolinea Christian Grim, General Manager di Bosch General Aviation Technology: “Prevediamo un forte interesse verso questo approccio pioneristico per i progetti futuri dei clienti, in quanto offre vantaggi in termini di tempo, costi e autorizzazioni”.

(foto Bosch)

Questa nuova frontiera promette di contribuire a ridurre le emissioni di carbonio nel settore dell’aviazione e si inserisce nella decisione strategica di Bosch di intensificare gli sviluppi cross-settoriali dei sistemi di guida e propulsione futuri, per arrivare alla massima ecocompatibilità e ridurre al minimo le emissioni per la mobilità di domani.

Nissan: strategia di elettrificazione vincente

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©Nissan

I crossover elettrificati Nissan chiudono l’anno fiscale 2024 con eccellenti risultati a dimostrazione della validità della strategia di elettrificazione.

Il totale delle vendite di modelli elettrificati, infatti, si attesta al 45% in Europa e al 47% in Italia.

Nissan Qashqai: best seller in Europa

Nell’anno fiscale 2024, terminato il 31 marzo 2025, Nissan ha registrato in Europa 378.900 immatricolazioni, così suddivise:

  • 104.000 JUKE, miglior risultato dal lancio avvenuto nel 2010. In Italia le vendite si attestano a 12.610 unità, confermandosi nella Top 10 dei modelli più venduti del segmento.
  • 20.600 Ariya, il crossover 100% elettrico segna volumi più che raddoppiati rispetto al periodo precedente, con 370 unità, posizionandosi nella Top 10 dei modelli più venduti del segmento.
  • 166.800 Qashqai, il crossover originale di Nissan, resta il best-seller europeo. In Italia Qashqai domina le vendite Nissan con 17.982 unità, confermandosi sul podio nel suo segmento.

Modelli più venduti di Nissan in Europa

Modello  Vendite 2024
Qashqai 166.800
JUKE 104.000
X-Trail 40.400
Ariya 20.600
Primastar  14.700

Due ‘new entry’ nel 2025

Nel 2025, Nissan lancerà due nuovi modelli completamente elettrici:

  • La Nissan Micra, progettata presso il Nissan Design Europe di Londra, disponibile con batterie da 40 e 52 kWh, e un’autonomia massima superiore ai 400 km.
  • La LEAF, evoluzione della pionieristica vettura lanciata nel 2010, che sarà prodotta nello stabilimento Nissan di Sunderland (UK).
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©Nissan

Aggiornamenti anche per l’e-POWER

Parallelamente, il propulsore e-POWER – disponibile su Qashqai, JUKE e X-Trail – sarà aggiornato, con miglioramenti su efficienza, emissioni e silenziosità.

e-POWER, come abbiamo più volte ricordato, è un propulsore unico nel suo genere e rappresenta una vera rivoluzione dell’ibrido, con un motore 100% elettrico che muove le ruote della vettura e un motore termico che produce energia.

Silenzioso, con accelerazione brillante e progressiva tipica dei veicoli elettrici, non necessita di ricarica alla spina, e unisce i vantaggi della guida in elettrico, senza dover cambiare le proprie abitudini di rifornimento dell’auto.

Nel 2026 la nuova Nissan Juke

L’anno prossimo arriverà la terza generazione di JUKE, che sarà proposta come EV puro, ispirato al concept Hyper Punk, presentato al Japan Mobility Show di Tokyo del 2023.

Inoltre,  a partire dal 2026, la gamma Nissan si arricchirà di un nuovo modello di segmento A, derivato dalla Twingo e sviluppato in collaborazione con il Gruppo Renault che sarà prodotto da Ampere.

BorgWarner al 46° Vienna Motor Symposium

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©BorgWarner

BorgWarner presenterà le sue tecnologie più avanzate al 46° Vienna Motor Symposium che si terrà dal 14 al 16 maggio 2025.

La prima presentazione riguarda il modulo di potenza SiC a 800V con raffreddamento a doppia faccia (DSC) di BorgWarner e gli interruttori di potenza Viper di nuova generazione.

Si tratta di elementi progettati per massimizzare l’efficienza e consentire inverter più piccoli e ad alte prestazioni per i veicoli elettrici a batteria (BEV).

La seconda presentazione è incentrata su un inverter di trazione multilivello di nuova generazione con tecnologia clean wave.

Dr. Stefan Demmerle, Presidente e Direttore Generale di BorgWarner PowerDrive Systems:

“Con la crescente adozione di BEV e ibridi, l’efficienza e la densità di potenza sono fondamentali per far progredire l’elettrificazione dei veicoli”.

“La nostra ultima tecnologia del modulo di potenza DSC migliora la gestione termica e l’efficienza della conversione di potenza, consentendo alle case automobilistiche di sviluppare soluzioni più compatte e sostenibili”.

All’avanguardia nel settore dell’elettrificazione

Il modulo di potenza DSC è un componente chiave dell’inverter, responsabile della conversione della corrente continua dalla batteria in corrente alternata per il motore elettrico.

Il design innovativo di BorgWarner estrae il calore da entrambi i lati dell’interruttore di potenza al carburo di silicio, migliorando significativamente le prestazioni termiche e di conseguenza quelle elettriche.

Ciò consente di ottenere temperature di giunzione più basse o densità di corrente più elevate, con conseguente maggiore efficienza e inverter più compatti.

Il modulo di potenza può essere facilmente integrato nell’inverter di un OEM e naturalmente farà parte degli inverter BorgWarner.

Algo Group: nuovo magazzino in Francia

algo group

Algo Group, azienda leader nella produzione e distribuzione di alzacristalli, maniglie e chiusure porte, annuncia l’apertura di un nuovo centro logistico in Francia per una distribuzione dei prodotti ancora più efficiente.

Questo sito, che si aggiunge ai centri logistici a Piotrków (Polonia) e Madrid (Spagna), conferma la vocazione internazionale di Algo Group.

Dedicato ai mercati di Francia, Belgio, Olanda e UK

Ubicato a Lille, nel nord della Francia, la nuova struttura di 5.000 m2 è baricentrica rispetto alle zone da servire.

Il magazzino è deputato a processare ordini urgenti in bassi quantitativi in tempi molto più che dimezzati rispetto al passato.

In particolare nel post-vendita, si assicura, la consegna nelle 24 ore in Francia e Belgio, in 24-48 ore per l’Olanda e massimo quattro giorni per il Regno Unito.

In questa nuova organizzazione, Lille riceve prodotti in bulk da Albavilla (sede principale di Algo Group), che continua anche a processare ordini di stock per questi paesi, a copertura di 2.500 referenze per 15.000 pezzi.

A regime Albavilla sarà in grado di spedire 500 pezzi al giorno di alzacristalli, maniglie, interruttori e fissaggi pannelli porta, anche da questo sito distribuiti con tutti i quattro marchi del gruppo, LiftTek, Miraglio, Electric-Life e PMM.

Per processare in maniera efficiente gli ordini, anche il centro logistico francese, così come quello di Madrid, è stato equipaggiato con un’area deputata al confezionamento dei prodotti prima dell’invio al cliente.

L’utilizzo dello stesso software sofisticato impiegato ad Albavilla, che consente di abbinare specifico prodotto, sue componenti e scatola, e controlli specifici fatti sul banco garantiscono possibilità di errore prossime a zero.

algo group

Algo Group in pillole

L’azienda è leader nello sviluppo e distribuzione di alzacristalli e maniglie per auto e veicoli industriali.

I suoi prodotti coprono sia il mercato del primo equipaggiamento sia dell’aftermarket, dove opera con i 4 marchi:

  • Lift Tek,
  • Electric-Life,
  • PMM,
  • Miraglio.

Tutti i prodotti del gruppo rispettano gli elevati standard qualitativi richiesti dalle principali Case Costruttrici e assicurano un’ottima copertura del circolante, compreso quello più recente.

La sede centrale del Gruppo è ad Albavilla (Como) dove si trova anche il principale centro logistico, mentre i tre stabilimenti produttivi si trovano a:

  • Leivi (Genova),
  • Orbassano (Torino),
  • Piotrków Trybunalski (Polonia).

Citroën C5 Aircross nasce sotto il segno della luce

Con la nuova Citroën C5 Aircross, lo spirito visionario del fondatore torna a brillare.

Nel 1925, infatti, per celebrare i propri innovativi prodotti, André Citroën illuminò la Tour Eiffel con 250mila lampadine, trasformando l’icona parigina in un emblema scintillante visibile a chilometri di distanza.

Fu un gesto di marketing ante litteram e di modernità e visione che fece scuola.

Cento anni dopo, quello spirito visionario torna a brillare con la nuova Citroën C5 Aircross. La nuova auto si mostra (per il momento solo in presentazione statica) come il nuovo punto di riferimento del marchio nel segmento dei SUV C.

Infatti, unisce un design originale e deciso, una tecnologia all’avanguardia e – nel più classico stile Citroën – un comfort senza paragoni.

Citroën C5 Aircross: il SUV che vuole ridefinire spazio e benessere

citroen c5

La nuova Citroën C5 Aircross non è solo la seconda generazione di un modello di successo, vuole anzi essere una proposta di totale rinnovamento di stile e contenuti.

La progettazione ha privilegiato la fluidità aerodinamica e il comfort assoluto, anche grazie alle dimensioni generose (4,65 metri di lunghezza e 2,78 metri di passo) che “regalano” una seconda fila da limousine e un bagagliaio pur sempre ai vertici del segmento.

Nessun compromesso, quindi, neppure nelle versioni elettriche.

All’interno, il brand propone una nuova filosofia che chiama il “C-Zen Lounge”.

La plancia è orizzontale ed è ispirata al design d’arredo, i sedili Advanced Comfort hanno supporti regolabili pneumaticamente, l’ambient lighting è multicolore.

Il tutto per trasmettere – nelle intenzioni dei progettisti – una sorprendente sensazione di viaggio in classe comfort, come in un sofisticato salotto mobile.

Tecnologia che semplifica

Per Citroën il vero lusso è la semplicità e per questo motivo sulla nuova C5 Aircross è disponibile il nuovo Cascade Touch Screen.

Si tratta di uno schermo HD sospeso, personalizzabile fino a 16 widget per pagina, supportato da un Head-Up Display esteso, il più grande mai montato su una Citroën. Dovrebbe essere oltremodo intuitivo.

La guida assistita raggiungerà il livello 2 grazie al pacchetto Drive Assist 2.0, mentre il sistema di riconoscimento vocale “Hello Citroën” – potenziato da ChatGPT – trasformerà i comandi vocali in una conversazione naturale e fluida, per quella che dovrebbe essere un’esperienza a bordo davvero smart.

Motori per ogni esigenza

Nell’offerta di gamma, Citroën punta sulla libertà di scelta: ibrido, ibrido plug-in o 100% elettrico.

La nuova ë-C5 Aircross (la versione elettrica) promette fino a 680 km di autonomia nel ciclo WLTP grazie alla batteria da 97 kWh.

I tempi di ricarica sono rapidissimi – 27 minuti dal 20% all’80% su colonnina da 160 kW – e in futuro potrebbe arrivare la ricarica bidirezionale (V2L) per trasformare l’auto in fonte di energia mobile.

Chi preferisce un approccio più graduale all’elettrificazione può optare per l’ibrido plug-in da 195 CV, capace di oltre 100 km di percorrenza in modalità elettrica in città.

O ancora, per chi cerca efficienza e semplicità d’uso, il nuovo ibrido leggero 48V da 145 CV.

Le luci che trasmettono modernità

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La nuova firma luminosa a tre segmenti, visibile anche posteriormente grazie alle innovative Citroën Light Wings, non è solo un esercizio di stile.

Come nella Parigi del 1925, la luce diventa un messaggio di modernità, tecnologia e audacia.

Il frontale chiuso nelle versioni elettriche, i dettagli aerodinamici come deflettori e prese d’aria, e il nuovo coefficiente SCx di 0,75 (che dichiara un miglioramento di oltre il 10% rispetto al modello precedente) confermano che, per Citroën, il design non è mai fine a se stesso, ma sempre al servizio dell’efficienza.

Una piattaforma pensata per il futuro

Sotto la linea scolpita e l’abitacolo lounge della nuova C5 Aircross si cela la piattaforma Stellantis STLA Medium, una delle più moderne ed evolute del gruppo.

citroen C5

Citroën afferma di averla adottata e adattata sfruttandone tutta la flessibilità.

In questo modo è nato un SUV capace di offrire grande spazio interno, massima efficienza aerodinamica e una gamma completa di motorizzazioni elettrificate.

Rispetto alle architetture tradizionali, STLA Medium ha consentito di allungare il passo della nuova Citroën C5 Aircross a 2,78 metri, favorendo una seconda fila tra le più ampie del segmento, senza sacrificare l’agilità o le proporzioni esterne.

La piattaforma è progettata per ospitare grandi batterie senza invadere lo spazio abitabile né ridurre il volume del bagagliaio, mantenendo identica la capacità di carico su tutte le versioni.

Dal punto di vista dinamico, STLA Medium permette l’adozione di ruote da 20 pollici e integra le più avanzate tecnologie di connettività e guida assistita, offrendo una base perfetta per lo sviluppo di una guida serena e intuitiva.

Una luce nuova nel panorama dei C-SUV

La nuova Citroën C5 Aircross sarà assemblata nello storico stabilimento di Rennes ed è stata sviluppata con una forte attenzione alla sostenibilità: basti pensare all’uso pionieristico dei tralci di vite riciclati per alcune plastiche interne.

Inoltre, incarna il know-how francese al suo meglio, con tecnologia intelligente, comfort raffinato, anima visionaria.

Con la C5 Aircross, Citroën non si limita a proporre un nuovo SUV. Il marchio accende una nuova luce sul concetto stesso di mobilità familiare, accessibile e avanzata.

Proprio come fece un secolo fa illuminando la Tour Eiffel, la marca del double chevron dimostra ancora una volta di voler provare a illuminare il futuro.

citroen c5

Rete di ricarica per le auto elettriche in crescita

rete di ricarica
©Motus-E

La rete di ricarica italiana per le auto elettriche cresce ancora e raggiunge una nuova fase del suo sviluppo.

I punti di ricarica a uso pubblico installati al 31 marzo 2025 sono 65.992, in aumento di 11.828 unità nei 12 mesi e di 1.601 unità dall’inizio dell’anno.

Il commento di Fabio Pressi, presidente Motus-E:

“Grazie all’impegno e ai massicci investimenti degli operatori della ricarica, l’infrastrutturazione del Paese per la mobilità elettrica ha raggiunto la Fase 2”.

“Dopo l’enorme crescita dei punti di ricarica degli ultimi anni, che ci pone tra i migliori in Europa in rapporto ai km di rete stradale e al circolante elettrico, l’obiettivo ora è ripartire da questa solida ossatura per continuare a installare e a migliorare l’esperienza di ricarica a 360° gradi, lavorando sugli hub ad alta potenza e sulla capillarità e omogeneità della rete, con particolare attenzione alle differenti esigenze territoriali, accelerando al tempo stesso l’implementazione di tecnologie sempre più evolute al servizio degli automobilisti”.

 “La transizione tecnologica verso la mobilità elettrica è indispensabile per la competitività dell’Italia e richiede un analogo sforzo corale da parte di tutti i soggetti coinvolti, industriali e istituzionali, volto a facilitare lo sviluppo della rete e ad allineare la crescita dei veicoli elettrici a quella infrastrutturale”.

“Solo così, alimentando le sinergie tra settori e la cooperazione tra pubblico e privato, sarà possibile innescare un meccanismo virtuoso in grado di far progredire tutto il Sistema Paese”.

rete di ricarica
©Motus-E

Numeri confortanti ma serve meno burocrazia

Tornando ai numeri, il tasso dei punti di ricarica installati ma in attesa di connessione è diminuito al 15,8%, ciononostante questo valore testimonia ancora una volta l’importanza di velocizzare le procedure autorizzative e di aumentare la partecipazione dei diversi soggetti coinvolti nel processo.

Intanto, i punti di ricarica sulle autostrade si attestano al 31 marzo a 1.108 unità (dalle 942 del marzo 2024 e le 559 del marzo 2023).

Di queste:

  • l’86% è di tipo veloce in corrente continua,
  • il 64% supera i 150 kW di potenza.

Il 45,5% delle aree di servizio autostradali è dotato già di infrastrutture per la ricarica.

La situazione della rete di ricarica nelle Regioni

La Lombardia continua a essere la prima nella classifica delle Regioni con più punti di ricarica (13.306 punti di ricarica, +3.148 negli ultimi 12 mesi), seguita da Lazio (7.040 punti, +1.899 nei 12 mesi), Piemonte (6.351 punti, +510 nei 12 mesi), Veneto (6.031 punti, +864 nei 12 mesi) ed Emilia-Romagna (5.225, +709 nei 12 mesi). Tra le Province, Roma si attesta nuovamente al primo posto per punti di ricarica installati (5.605 punti, +1.599 nei 12 mesi), seguita da Milano (4.414 punti, +1.168 nei 12 mesi), Napoli (3.046 punti, +367 nei 12 mesi), Torino (2.903 punti, +474 nei 12 mesi) e Brescia (1.867 punti, +267 nei 12 mesi).

Carburanti sintetici: Suzuki ci crede

carburanti sintetici
Immagine ©Suzuki Motor Corporation.

I carburanti sintetici possono contribuire a ridurre drasticamente le emissioni.

Suzuki Motor Corporation, insieme a ENEOS Corporation, Subaru Corporation, Daihatsu Motor Co., Ltd., Toyota Motor Corporation e Mazda Motor Corporation, sarà protagonista all’Expo 2025 di Osaka con un progetto all’avanguardia per la mobilità sostenibile: l’impiego di veicoli alimentati con carburante sintetico a basse emissioni di carbonio.

Durante l’evento, Suzuki fornirà veicoli dedicati al trasporto di ospiti e personale all’interno dell’area espositiva, contribuendo a dimostrare l’efficacia del carburante sintetico come alternativa concreta e pronta all’uso per i motori a combustione interna.

Carburanti sintetici: lo sviluppo è di ENEOS

l carburante, sviluppato da ENEOS in un impianto dimostrativo inaugurato nel settembre 2024, viene prodotto utilizzando idrogeno proveniente da fonti rinnovabili e anidride carbonica riciclata.

Grazie al supporto del Green Innovation Fund della NEDO (New Energy and Industrial Technology Development Organization), sarà destinato all’alimentazione di una flotta di veicoli di Suzuki, Subaru, Daihatsu, Toyota e Mazda.

Suzuki ha già testato e confermato che questo carburante è pienamente compatibile con i propri veicoli, garantendo prestazioni equivalenti ai carburanti tradizionali.

La mission di Suzuki

Suzuki promuove una visione di sostenibilità a lungo termine attraverso il piano “Suzuki Environmental Vision 2050″, che ha come obiettivo:

  • la riduzione del 40% le emissioni di CO₂ dei veicoli entro il 2030,
  • e del 90% entro il 2050,

attraverso l’elettrificazione della gamma, l’adozione di carburanti alternativi e l’ottimizzazione dei processi produttivi.

Ispirata al principio giapponese “Sho-Sho-Kei-Tan-Bi”, l’azienda sviluppa veicoli compatti, leggeri ed efficienti.

Questa iniziativa, perfettamente allineata alla Green Vision dell’Expo 2025, sottolinea il ruolo di Suzuki come pioniere nel promuovere nuove soluzioni per la neutralità carbonica, valorizzando le tecnologie esistenti e l’infrastruttura attuale per un impatto immediato e reale.

Auto Tecnica in audizione alla Camera dei deputati

commissione europea

La X Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei deputati, giudicando Auto Tecnica ‘soggetto esperto in materia’, ci ha onorato dell’invito all’audizione pubblica il giorno 23 aprile scorso.

Un intervento sintetico in cui si chiedeva la posizione di Auto Tecnica relativamente al piano d’azione industriale per il settore automobilistico europeo e decarbonizzazione delle flotte aziendali emanato dalla Commissione Europea nel marzo scorso e sulla quale il Governo italiano ha evidentemente la necessità di avere il più ampio spettro informativo per prendere posizione.

Per praticità abbiamo scelto di esporre la nostra relazione sintetica in videoconferenza e in rappresentanza della testata abbiamo delegato Marco Belletti, che ha interagito direttamente col presidente della Commissione, l’onorevole Alberto Gusmeroli.

commissione europea
Marco Belletti nel cosro dell’audizione in videoconferenza davanti alla X Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei deputati.

Quello che segue è il testo integrale dell’intervento che abbiamo redatto coerentemente alle nostre note posizioni sui temi della mobilità, della transizione ecologica, dell’innovazione tecnologica e del futuro dell’industria automobilistica europea.

Da sempre Auto Tecnica si impegna ad analizzare con competenza e spirito critico le trasformazioni che attraversano il mondo dell’auto, con l’obiettivo di offrire ai lettori — professionisti, tecnici, decisori e appassionati — una visione chiara, documentata e indipendente. In un’epoca in cui la sostenibilità ambientale, la digitalizzazione e le dinamiche geopolitiche ridefiniscono continuamente il perimetro industriale e tecnologico del comparto, riteniamo essenziale alimentare un confronto serio e informato tra tutti gli attori coinvolti: istituzioni, imprese, centri di ricerca e opinione pubblica.

È in questo contesto che si è inserito il nostro intervento, che pone questioni concrete, formula proposte costruttive e rivendica la necessità di un equilibrio tra ambizione ecologica e realismo industriale.

Le tematiche affrontate – dalla creazione di consorzi europei per veicoli accessibili, all’urgenza di accelerare il time-to-market, fino alla difesa delle competenze e delle filiere produttive – intercettano con precisione molte delle criticità che abbiamo più volte evidenziato sulle nostre pagine.

 Particolarmente rilevante, ci sembra, è l’invito a superare le rigidità ideologiche per costruire una transizione energetica inclusiva, tecnologicamente neutrale e sostenibile anche sul piano economico e sociale.

Il richiamo a valorizzare l’innovazione europea, la tutela della concorrenza leale e la necessità di investimenti strutturali per l’intera filiera, rappresenta una sintesi efficace delle priorità che l’Unione Europea dovrebbe adottare per non perdere la leadership in un settore strategico come quello dell’automotive.

In un momento cruciale per le sorti della mobilità del nostro continente, AutoTecnica conferma il proprio impegno a essere non solo testimone, ma parte attiva del cambiamento, contribuendo con competenza e rigore al dialogo tra industria, istituzioni e società.

Il testo dell’intervento del 23 aprile 2025

“Buongiorno e grazie per l’invito. Il Piano d’azione industriale presentato dalla Commissione europea può essere accolto con interesse dai costruttori automobilistici europei. Infatti, si tratta di un’iniziativa che si propone di rilanciare la competitività del nostro settore nel pieno della doppia transizione, verde e digitale”.

“I punti a favore sono molteplici e significativi. In primo luogo, apprezziamo l’approccio integrato volto a sostenere la digitalizzazione e l’innovazione, in particolare la creazione di una ‘alleanza europea’ per i veicoli autonomi e connessi, che potrebbe rafforzare la leadership tecnologica dell’Europa nel mondo”.

“Allo stesso modo, il pacchetto da un miliardo di euro per ricerca e sviluppo e l’accesso a investimenti tecnico-produttivi europei sono leve importanti per la crescita. A questo proposito, riteniamo che sia giunto il momento di valutare la creazione di un consorzio europeo per l’automotive, seguendo il modello di successo dell’Airbus o del caccia multiruolo Panavia Tornado, progetto comune di tre aziende italiane, tedesche e inglesi”.

“Questo consorzio potrebbe concentrarsi sulla realizzazione di una piattaforma condivisa per auto popolari di segmento A o B, a basso costo – per esempio inferiore ai 10mila euro con incentivi alla rottamazione – e con ridotto impatto ambientale”.

“Tali veicoli potrebbero essere commercializzati nei vari Stati membri con brand e allestimenti diversi, rappresentando una soluzione concreta per ringiovanire il parco circolante europeo in modo sostenibile ed economicamente accessibile”.

“Sul piano della mobilità sostenibile, riteniamo cruciale il sostegno alla infrastrutturazione per la ricarica elettrica e a idrogeno, e accogliamo con favore la flessibilità introdotta nei parametri CO₂ per il triennio 2025-2027. Questo permette alle imprese di pianificare gli investimenti senza il rischio di sanzioni sproporzionate in un solo anno”.

“Non meno rilevante è il sostegno alla filiera delle batterie, con l’obiettivo di produrre in Europa almeno il 40% del fabbisogno entro il 2030. In questo senso, il Piano risponde all’esigenza di ridurre la dipendenza strategica da Paesi terzi, una condizione imprescindibile per la resilienza del settore.

Tuttavia, permangono criticità che meritano attenzione. Prima di tutto, la mancanza di una vera neutralità tecnologica rischia di escludere opzioni come i biocarburanti e l’idrogeno per motori termici, opzioni che potrebbero accelerare la decarbonizzazione salvaguardando allo stesso tempo competenze e posti di lavoro”.

“Inoltre, il rapido adeguamento richiesto agli standard ambientali – senza adeguate misure compensative o di accompagnamento – espone il comparto a rischi di deindustrializzazione e fuga di investimenti. È essenziale che l’Unione Europea accompagni la transizione con politiche fiscali e industriali coerenti, evitando un eccessivo onere normativo”.

“In questo contesto, riteniamo doveroso sollevare la questione del ‘dazio etico’. È fondamentale che i prodotti importati, specialmente quelli provenienti da Paesi con standard lavorativi, ambientali e di welfare molto diversi dai nostri, vengano posti sullo stesso piano commerciale dei prodotti europei attraverso adeguati meccanismi tariffari. Non possiamo permettere che la competizione globale avvenga a scapito dei diritti dei lavoratori, della sicurezza e dell’ambiente”.

“Segnaliamo inoltre con preoccupazione la questione dei dazi USA, che colpiscono duramente un comparto già esposto alla concorrenza cinese. Serve una risposta europea ferma, ma anche un coordinamento diplomatico per evitare una spirale protezionistica”.

“Vorremmo infine lanciare un monito all’industria automobilistica del nostro continente. L’Europa ha inventato l’automobile, ma non l’ha mai cambiata radicalmente. È giunto il momento di ripensare il veicolo non solo dal punto di vista tecnico, ma anche del processo produttivo. Start-up innovative come TUC Technologies, che propongono sistemi modulari per semplificare, standardizzare e personalizzare il montaggio in linea, meritano di essere ascoltate e sostenute”.

“Un altro aspetto cruciale su cui dobbiamo recuperare terreno è il ‘time-to-market’. I tradizionali tre anni di sviluppo sono stati ampiamente superati dai centri di R&D cinesi, che dimostrano una reattività tale da almeno dimezzare i tempi per il passaggio dal prototipo alla produzione. Questo divario competitivo richiede un’immediata risposta strategica”.

“In conclusione, il Piano d’azione rappresenta un’opportunità strategica. Ma affinché sia realmente efficace, deve coniugare ambizione ecologica con pragmatismo industriale. Serve tempo, flessibilità, e soprattutto risorse adeguate, per accompagnare un’intera filiera in trasformazione. Solo così potremo garantire all’Europa una mobilità sostenibile, innovativa e competitiva. Grazie mille per l’attenzione”.

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