Auto Tecnica in audizione alla Camera dei deputati

commissione europea

La X Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei deputati, giudicando Auto Tecnica ‘soggetto esperto in materia’, ci ha onorato dell’invito all’audizione pubblica il giorno 23 aprile scorso.

Un intervento sintetico in cui si chiedeva la posizione di Auto Tecnica relativamente al piano d’azione industriale per il settore automobilistico europeo e decarbonizzazione delle flotte aziendali emanato dalla Commissione Europea nel marzo scorso e sulla quale il Governo italiano ha evidentemente la necessità di avere il più ampio spettro informativo per prendere posizione.

Per praticità abbiamo scelto di esporre la nostra relazione sintetica in videoconferenza e in rappresentanza della testata abbiamo delegato Marco Belletti, che ha interagito direttamente col presidente della Commissione, l’onorevole Alberto Gusmeroli.

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Marco Belletti nel cosro dell’audizione in videoconferenza davanti alla X Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei deputati.

Quello che segue è il testo integrale dell’intervento che abbiamo redatto coerentemente alle nostre note posizioni sui temi della mobilità, della transizione ecologica, dell’innovazione tecnologica e del futuro dell’industria automobilistica europea.

Da sempre Auto Tecnica si impegna ad analizzare con competenza e spirito critico le trasformazioni che attraversano il mondo dell’auto, con l’obiettivo di offrire ai lettori — professionisti, tecnici, decisori e appassionati — una visione chiara, documentata e indipendente. In un’epoca in cui la sostenibilità ambientale, la digitalizzazione e le dinamiche geopolitiche ridefiniscono continuamente il perimetro industriale e tecnologico del comparto, riteniamo essenziale alimentare un confronto serio e informato tra tutti gli attori coinvolti: istituzioni, imprese, centri di ricerca e opinione pubblica.

È in questo contesto che si è inserito il nostro intervento, che pone questioni concrete, formula proposte costruttive e rivendica la necessità di un equilibrio tra ambizione ecologica e realismo industriale.

Le tematiche affrontate – dalla creazione di consorzi europei per veicoli accessibili, all’urgenza di accelerare il time-to-market, fino alla difesa delle competenze e delle filiere produttive – intercettano con precisione molte delle criticità che abbiamo più volte evidenziato sulle nostre pagine.

 Particolarmente rilevante, ci sembra, è l’invito a superare le rigidità ideologiche per costruire una transizione energetica inclusiva, tecnologicamente neutrale e sostenibile anche sul piano economico e sociale.

Il richiamo a valorizzare l’innovazione europea, la tutela della concorrenza leale e la necessità di investimenti strutturali per l’intera filiera, rappresenta una sintesi efficace delle priorità che l’Unione Europea dovrebbe adottare per non perdere la leadership in un settore strategico come quello dell’automotive.

In un momento cruciale per le sorti della mobilità del nostro continente, AutoTecnica conferma il proprio impegno a essere non solo testimone, ma parte attiva del cambiamento, contribuendo con competenza e rigore al dialogo tra industria, istituzioni e società.

Il testo dell’intervento del 23 aprile 2025

“Buongiorno e grazie per l’invito. Il Piano d’azione industriale presentato dalla Commissione europea può essere accolto con interesse dai costruttori automobilistici europei. Infatti, si tratta di un’iniziativa che si propone di rilanciare la competitività del nostro settore nel pieno della doppia transizione, verde e digitale”.

“I punti a favore sono molteplici e significativi. In primo luogo, apprezziamo l’approccio integrato volto a sostenere la digitalizzazione e l’innovazione, in particolare la creazione di una ‘alleanza europea’ per i veicoli autonomi e connessi, che potrebbe rafforzare la leadership tecnologica dell’Europa nel mondo”.

“Allo stesso modo, il pacchetto da un miliardo di euro per ricerca e sviluppo e l’accesso a investimenti tecnico-produttivi europei sono leve importanti per la crescita. A questo proposito, riteniamo che sia giunto il momento di valutare la creazione di un consorzio europeo per l’automotive, seguendo il modello di successo dell’Airbus o del caccia multiruolo Panavia Tornado, progetto comune di tre aziende italiane, tedesche e inglesi”.

“Questo consorzio potrebbe concentrarsi sulla realizzazione di una piattaforma condivisa per auto popolari di segmento A o B, a basso costo – per esempio inferiore ai 10mila euro con incentivi alla rottamazione – e con ridotto impatto ambientale”.

“Tali veicoli potrebbero essere commercializzati nei vari Stati membri con brand e allestimenti diversi, rappresentando una soluzione concreta per ringiovanire il parco circolante europeo in modo sostenibile ed economicamente accessibile”.

“Sul piano della mobilità sostenibile, riteniamo cruciale il sostegno alla infrastrutturazione per la ricarica elettrica e a idrogeno, e accogliamo con favore la flessibilità introdotta nei parametri CO₂ per il triennio 2025-2027. Questo permette alle imprese di pianificare gli investimenti senza il rischio di sanzioni sproporzionate in un solo anno”.

“Non meno rilevante è il sostegno alla filiera delle batterie, con l’obiettivo di produrre in Europa almeno il 40% del fabbisogno entro il 2030. In questo senso, il Piano risponde all’esigenza di ridurre la dipendenza strategica da Paesi terzi, una condizione imprescindibile per la resilienza del settore.

Tuttavia, permangono criticità che meritano attenzione. Prima di tutto, la mancanza di una vera neutralità tecnologica rischia di escludere opzioni come i biocarburanti e l’idrogeno per motori termici, opzioni che potrebbero accelerare la decarbonizzazione salvaguardando allo stesso tempo competenze e posti di lavoro”.

“Inoltre, il rapido adeguamento richiesto agli standard ambientali – senza adeguate misure compensative o di accompagnamento – espone il comparto a rischi di deindustrializzazione e fuga di investimenti. È essenziale che l’Unione Europea accompagni la transizione con politiche fiscali e industriali coerenti, evitando un eccessivo onere normativo”.

“In questo contesto, riteniamo doveroso sollevare la questione del ‘dazio etico’. È fondamentale che i prodotti importati, specialmente quelli provenienti da Paesi con standard lavorativi, ambientali e di welfare molto diversi dai nostri, vengano posti sullo stesso piano commerciale dei prodotti europei attraverso adeguati meccanismi tariffari. Non possiamo permettere che la competizione globale avvenga a scapito dei diritti dei lavoratori, della sicurezza e dell’ambiente”.

“Segnaliamo inoltre con preoccupazione la questione dei dazi USA, che colpiscono duramente un comparto già esposto alla concorrenza cinese. Serve una risposta europea ferma, ma anche un coordinamento diplomatico per evitare una spirale protezionistica”.

“Vorremmo infine lanciare un monito all’industria automobilistica del nostro continente. L’Europa ha inventato l’automobile, ma non l’ha mai cambiata radicalmente. È giunto il momento di ripensare il veicolo non solo dal punto di vista tecnico, ma anche del processo produttivo. Start-up innovative come TUC Technologies, che propongono sistemi modulari per semplificare, standardizzare e personalizzare il montaggio in linea, meritano di essere ascoltate e sostenute”.

“Un altro aspetto cruciale su cui dobbiamo recuperare terreno è il ‘time-to-market’. I tradizionali tre anni di sviluppo sono stati ampiamente superati dai centri di R&D cinesi, che dimostrano una reattività tale da almeno dimezzare i tempi per il passaggio dal prototipo alla produzione. Questo divario competitivo richiede un’immediata risposta strategica”.

“In conclusione, il Piano d’azione rappresenta un’opportunità strategica. Ma affinché sia realmente efficace, deve coniugare ambizione ecologica con pragmatismo industriale. Serve tempo, flessibilità, e soprattutto risorse adeguate, per accompagnare un’intera filiera in trasformazione. Solo così potremo garantire all’Europa una mobilità sostenibile, innovativa e competitiva. Grazie mille per l’attenzione”.