sabato 25 Aprile 2026 - 04:32:51

Home Blog Pagina 61

Hyundai Ioniq 5 conquista Autotrader (e il Nord America)

Hyundai
Hyundai Ioniq 5 - foto © Hyundai

La Hyundai Ioniq 5 per il quarto anno consecutivo entra in Nord America nella prestigiosa lista di Autotrader “10 Best Electric Cars 2025”.

Si conferma così uno dei modelli più completi e innovativi dell’attuale panorama EV.

Non solo stile e tecnologia, ma anche un ventaglio di versioni capace di accontentare il commuter urbano, l’avventuriero off-road e anche il guidatore sportivo.

Un design che non passa inosservato

Quando venne lanciata nel 2022, la Ioniq 5 sembrava uscita da un concept futuristico.

Oggi, il suo linguaggio stilistico “Parametric Dynamic” continua a distinguersi per i pixel LED frontali, le linee tese e i volumi audaci.

Non è solo una questione estetica, perché la piattaforma E-GMP (Electric Global Modular Platform) consente proporzioni inedite, con passo lunghissimo e sbalzi corti, che liberano un abitacolo sorprendentemente spazioso e modulabile.

Tecnologia 800 Volt per ricariche ultra-fast

Uno dei punti forti della Ioniq 5 è la sua architettura elettrica a 800 Volt, una soluzione ancora rara anche nel segmento premium.

Questo significa tempi di ricarica ridottissimi: dal 10% all’80% in circa 24 minuti su colonnine ultra-fast da 350 kW, grazie al sistema CCS incluso.

Una caratteristica che avvicina l’esperienza EV alla praticità di un pieno tradizionale, con vantaggi tangibili per chi macina chilometri.

Tre anime, un’unica piattaforma

La gamma Ioniq 5 soddisfa ogni esigenza.

Ha una autonomia generosa e trazione posteriore o integrale, offre versioni pensate per off-road leggero, con assetto rialzato e protezioni dedicate e ha un lato estremo nellaa Ioniq 5 N, con fino a 650 CV grazie al sistema “N Grin Boost”, capace di offrire per 10 secondi una spinta extra che trasforma il SUV elettrico in un’arma da track-day.

Questa versatilità è il cuore del successo di Ioniq 5: un’unica piattaforma modulare, più interpretazioni per target diversi.

Interni hi-tech e spazio sorprendente

Se fuori è audace, dentro la Ioniq 5 è un salotto hi-tech.

Il pianale piatto e l’assenza del tunnel centrale creano un ambiente aperto, con console scorrevole, materiali eco-friendly e doppio schermo panoramico da 12,3” per infotainment e strumentazione.

Non manca la compatibilità con aggiornamenti OTA (Over-The-Air) e una gamma completa di ADAS di ultima generazione. Perfino una mountain bike entra nel bagagliaio, come testimoniano gli stessi giornalisti di Autotrader.

Un riconoscimento che pesa

Le parole di Ricky Lao riassumono l’essenza del progetto.

Ioniq 5 – afferma il direttore product planning di Hyundai Motor North America – continua a ridefinire ciò che gli automobilisti possono aspettarsi da un veicolo elettrico”.

Ed è proprio questa combinazione di innovazione, utilità, performance e stile ad aver convinto, ancora una volta, la redazione di Autotrader.

Il successo della Hyundai Ioniq 5 non è solo il trionfo di un modello ben riuscito: è il segno che l’elettrico sta entrando in una nuova fase di maturità.

Design distintivo, prestazioni elevate e tempi di ricarica competitivi non sono più compromessi ma valori condivisi. Per i costruttori, è un invito a osare di più; per gli automobilisti, un’opportunità di guidare il cambiamento.

Pininfarina a… corte reale, 95 anni di icone tra passato e futuro

Pininfarina
La Cisitalia 202 del 1947 - foto © Pininfarina

Dal 26 al 28 settembre Pininfarina celebra i suoi 95 anni con un’esposizione unica nella Corte d’Onore di Palazzo Reale, cuore storico di Torino.

Un evento che non è solo mostra statica ma viaggio emozionale e tecnologico nell’evoluzione del marchio.

Dalla Cisitalia 202 – la prima automobile entrata al MoMA di New York – alla rivoluzionaria Automobili Pininfarina B95, la prima hyper barchetta elettrica al mondo.

L’esposizione, parte del Salone Auto Torino 2025, riunisce sei modelli che raccontano la storia del design Pininfarina attraverso le sue pietre miliari.

Ciascuna vettura rappresenta un capitolo chiave nell’evoluzione dello stile, delle proporzioni e delle soluzioni tecniche che hanno reso il marchio un punto di riferimento globale.

Dalle sculture in movimento alla mobilità elettrica

A dare il via al percorso è la Cisitalia 202 del 1947, definita da Arthur Drexler “una scultura in movimento”.

Riconosciuta anche come l’auto che ha cambiato per sempre il linguaggio del design automobilistico, anticipa soluzioni ancora oggi attuali, come l’integrazione armoniosa di parafanghi, cofano e abitacolo, l’eliminazione dei montanti posteriori e l’uso pionieristico dei cristalli senza cornici cromate.

Pininfarina
La Ferrari 308 GTB del 1980 – foto © Pininfarina

Cinquant’anni dopo, la Ferrari 308 GTB festeggia mezzo secolo di vita proprio nella città dove nacque Pininfarina.

Prima Ferrari a motore V8 centrale prodotta in grande serie, la 308 introdusse la carrozzeria in vetroresina (1975-1977) con un risparmio di peso di circa 150 kg.

Con i suoi 255 CV e una velocità massima oltre i 250 km/h, la 308 non fu solo icona di stile ma anche laboratorio aerodinamico: il profilo a cuneo e le prese d’aria laterali ridefinirono l’estetica delle Ferrari sportive.

La Honda HP-X del 1984 testimonia l’apertura internazionale del marchio.

Pininfarina
La Honda-HP-X del 1984 – foto © Pininfarina

Nata come laboratorio su ruote per esplorare nuove soluzioni aerodinamiche e di distribuzione dei pesi, anticipava concetti poi sviluppati nelle supercar Honda.

Restaurata di recente nell’atelier di Cambiano, oggi appare come un pezzo di storia della ricerca stilistica Pininfarina.

Dalla Sintesi alla hyper barchetta elettrica

Con la Sintesi (2008) Pininfarina guarda al futuro.

Pininfarina
La Pininfarina Sintesi del 2008 – foto © Pininfarina

Quattro motori elettrici indipendenti alimentati a celle a combustibile, Cx 0,27 e una distribuzione dei volumi radicalmente ribaltata (“Liquid Packaging”), progettata attorno ai passeggeri.

Una visione che anticipava di oltre un decennio l’attuale transizione verso la mobilità sostenibile e connessa.

Lo stesso connubio tra tradizione e avanguardia emerge nella 2uettottanta (2010), spider che reinterpreta in chiave contemporanea l’Alfa Romeo Duetto.

Pininfarina
La Pininfarina 2uettontanta del 2010 – foto © Pininfarina

Due posti secchi, baricentro basso, superfici sospese da terra per enfatizzare leggerezza e dinamismo.

Pininfarina
La Pininfarina Sergio del 2013 – foto © Pininfarina

Completa il percorso la Sergio (2013), barchetta estrema realizzata su base Ferrari 458 in soli sei esemplari. Caratterizzata dal “parabrezza virtuale” sviluppato in galleria del vento, dimostra la capacità di Pininfarina di trasformare un’idea visionaria in realtà concreta in tempi record.

A proiettare il marchio nel nuovo millennio è infine la Automobili Pininfarina B95 (2023), la prima hyper barchetta elettrica al mondo.

Pininfarina
La Pininfarina B95 – foto © Pininfarina

Linee scultoree, prestazioni estreme e personalizzazione totale in un oggetto che fonde artigianalità italiana e innovazione tecnologica.

Un manifesto di ciò che Pininfarina sarà nei prossimi decenni, cioè bellezza sostenibile, esclusiva e ad alte prestazioni.

La Mythos torna protagonista

Parallelamente al Salone Auto Torino, domenica 28 settembre la Ferrari Mythos del 1989 sarà la star del Festival Car di Revigliasco Torinese.

Si tratta di un evento internazionale riconosciuto dalla FIVA e ormai appuntamento fisso per collezionisti e appassionati.

Pininfarina
La Pininfarina Mythos del 1989 nella galleria del vento – foto © Pininfarina

Concept radicale su base Testarossa, la Mythos è ancora oggi uno dei progetti più audaci di Pininfarina, con carrozzeria in fibra di carbonio, aerodinamica attiva e forme scultoree.

A celebrare ulteriormente l’eredità del marchio, sarà assegnato il “Pininfarina Award” alla migliore vettura Pininfarina in concorso, rafforzando il legame indissolubile tra il brand e il territorio torinese.

Un filo rosso lungo 95 anni

La presenza di Pininfarina a Torino non è solo un omaggio al passato, ma un racconto del design come linguaggio universale capace di evolvere senza tradire le proprie radici.

Dalla Cisitalia alla B95, ogni modello testimonia un’idea di bellezza funzionale e innovazione tecnologica che ha influenzato generazioni di designer e costruttori.

In una Corte d’Onore trasformata in tempio del design, i visitatori non vedranno solo automobili, ma l’evoluzione stessa del concetto di mobilità.

Un filo rosso che unisce artigianalità e visione, Italia e mondo, passato e futuro. Un invito a riflettere su come, anche in un’epoca di elettrificazione e intelligenza artificiale, il design continui a essere l’anima dell’automobile.

Trasparenza al banco prova, il vero turbo della fidelizzazione in officina

Castrol
foto © Castrol

Nel settore della manutenzione e riparazione auto, la fiducia è un carburante prezioso quanto l’olio motore.

Un nuovo sondaggio nazionale commissionato da Castrol rivela un trend chiaro.

Quasi la metà degli automobilisti italiani considera la trasparenza – ovvero “spiegare e chiedere l’approvazione per ogni intervento necessario” – il fattore determinante per raccomandare un’officina a parenti, amici e colleghi.

Questo dato, cresciuto dal 35% del 2022 al 49% del 2024, dimostra come il mercato dell’assistenza tecnica stia vivendo una trasformazione culturale.

Se fino a pochi anni fa contavano soprattutto prezzo e rapidità, oggi emerge con forza un approccio più consapevole: l’automobilista vuole essere coinvolto, informato e rassicurato.

Dalla meccanica alla comunicazione in officina

Nelle officine moderne, la trasparenza non è solo un comportamento etico ma un vero e proprio strumento tecnico.

Spiegare gli interventi non significa limitarsi a dire “cambiamo l’olio”, ma mostrare – con dati e diagnostica – perché è necessario.

Le officine più evolute usano software gestionali integrati con sistemi OBD-II e piattaforme cloud che permettono di inviare al cliente immagini, report e preventivi dettagliati in tempo reale.

Questa digitalizzazione non solo riduce i tempi di attesa, ma aumenta la percezione di professionalità. Il cliente, ricevendo una spiegazione chiara e preventiva, accetta più facilmente costi e tempi di fermo del veicolo.

Non sorprende quindi che il 54% degli automobilisti sia disposto a pagare di più per interventi eseguiti da un’officina raccomandata, riconoscendo il valore aggiunto di qualità e trasparenza.

Tecnologia e servizio, i dettagli che contano

Il sondaggio Castrol mette in evidenza altri fattori con un impatto reale sulla raccomandazione di un’officina.

Si tratta per esempio di auto di cortesia (26%), tempi di consegna rapidi (18%), uso di linguaggio chiaro (11%).

Questi aspetti si collegano a strumenti tecnologici concreti: flotte di courtesy car gestite tramite app, sistemi di booking online per ritiri/riconsegne, check-in digitali con QR code, fino alle piattaforme di e-learning per aggiornare i tecnici sul linguaggio da usare col cliente.

Per Castrol, il supporto alle officine passa non solo dai prodotti (lubrificanti certificati, garanzia sull’olio usato) ma anche dal marketing, dalla formazione e dalla brandizzazione: strumenti che rafforzano la percezione di qualità, organizzazione e affidabilità.

Il futuro della relazione cliente-officina

Quello che emerge dal sondaggio non è solo una preferenza, ma un cambio di comportamento.

L’automobilista contemporaneo, immerso in un ecosistema di app e notifiche, si aspetta lo stesso livello di informazione e controllo anche per la manutenzione dell’auto.

Le officine che sapranno abbracciare questo modello trasparente – combinando spiegazioni chiare, preventivi digitali e linguaggio semplice – costruiranno un vantaggio competitivo duraturo.

In fondo, sulla base di quanto emerso dal sondaggio Castrol, la fiducia è come un lubrificante: invisibile ma essenziale.

Senza, il motore della relazione cliente-officina rischia di grippare. Con essa, invece, il rapporto gira fluido, silenzioso e ad alta efficienza.

Serve più potenza? Prego, avvicinare la carta

C’era un tempo lontano in cui, comprata un’auto, da pagare non restava altro, a parte eventuali rate e l’assicurazione. Ma è roba del passato, che in mondo sempre più fatto a livelli crescenti a cui accedere pagando ancora, non ha più alcun senso.

Sistema paywall per ID.3

A pensarla così è il marchio Volkswagen, che nel Regno Unito ha introdotto per la prima volta un sistema di abbonamento “paywall”, che sblocca una quota di potenza superiore della vettura solo dopo aver sborsato altro denaro. Nel caso specifico si tratta della ID.3 Pro e Pro S, varianti più potenti della seconda generazione del modello entry level della gamma elettrica del marchio tedesco, prodotta dal 2019 sulla piattaforma MEB e in questo caso in grado di garantire l’equivalente di 230 CV, volutamente bloccati dall’hardware a 201.

Un “boost” a pagamento

Fino a qui, più o meno tutto nella norma, ma chi sceglie la ID.3 ha una carta da giocare: sbloccare un “boost” che assicura CV e coppia, che salgono rispettivamente da 201 a 230 CV e da 265 a 310 Nm.

Per accedere al livello superiore è sufficiente pagare 16,5 sterline al mese, 19 euro al cambio attuale, che diventano 165 per tutto l’anno (198 euro), o ancora garantirsi l’upgrade per tutta la vita del veicolo dando l’addio a 649 sterline, più o meno 780 euro.

Un’idea forse poco simpatica che ricorda gli abbonamenti alle pay-tv, dove l’abbonamento base da diritto a qualche canale di scarso appeal e per avere cinema, sport e documentari bisogna rimettere mano al portafoglio.

Proteste & lamentele

Inevitabile come il Natale, la polemica è scattata puntuale, anche se respinta al mittente da Volkswagen, che spiega l’operazione come un’ulteriore possibilità offerta alla clientela di “optare per una potenza maggiore senza impegnarsi nell’acquisto”.

Non basta ancora, perché sempre secondo il quartier generale di Wolfsburg, la modifica non richiede modifiche alla polizza assicurativa perché immatricolata indicando la potenza piena e nemmeno influisce sui consumi e l’autonomia, compresa tra 386 e 565 km nel solito ciclo WLTP.

Una tendenza dell’automotive

In realtà, a bene vedere, Volkswagen non ha inventato nulla di nuovo: da tempo diversi marchi Premium riservano un listino a parte per l’entertainment di bordo, la navigazione e gli aggiornamenti. La novità, semmai, è che nessuno aveva ancora pensato ad un “fee” legato alla parte motoristica.

Chi si chiede se l’ideuzza macina-soldi arriverà in Italia deve tenersi il dubbio, almeno al momento: nulla trapela dei piani aziendali, nemmeno se diventerà la normalità per tutti i mercati o solo alcuni.

Ma se andasse male, l’idea successiva potrebbe puntare sulla fortuna al gioco: una sorta piccola slot-machine a cui accedere dalle schermate dell’infotainment. Ci sarà il giorno con cui basterà un euro giocato per avere diritto ad un’intera giornata di potenza massima, e al contrario quello nato male, in cui anche dando fondo al borsellino bisognerà accontentarsi dei pochi cavalli concessi inizialmente.

Schaeffler alla IAA Mobility per la mobilità di domani

Schaeffler
foto Schaffler

Per Schaeffler la rivoluzione della mobilità non si ferma a Monaco di Baviera.

Alla IAA Mobility 2025, Schaeffler ha presentato il suo portafoglio tecnologico ampliato dopo l’acquisizione di Vitesco Technologies, posizionandosi come uno dei partner strategici per accompagnare l’industria automotive verso un futuro elettrificato, connesso e software-defined.

Con il motto “The Motion Technology Company”, l’azienda tedesca ha mostrato quasi 140 innovazioni distribuite in tre aree chiave.

Elettrificazione del powertrain, soluzioni avanzate per chassis e body, e piattaforme elettroniche per veicoli definiti dal software, con un approccio sistemico che non guarda soltanto al componente singolo, ma all’integrazione delle tecnologie in architetture modulari e scalabili.

EMR4, il motore elettrico che punta alla modularità

Tra le novità spicca l’Electric Motor Reducer di quarta generazione (EMR4).

Si tratta di un compatto sistema che integra motore sincrono a magneti permanenti, inverter e trasmissione in un unico alloggiamento.

Schaeffler
Un momento centrale è la prima presentazione di Schaeffler della sua esperienza nel software, con soluzioni e servizi volti a rendere possibile il Software Defined Vehicle (SDV) – foto Schaffler

La sua architettura modulare consente di adattarlo con precisione a diverse tipologie di veicoli, dalle compatte alle berline premium fino ai SUV elettrici.

Il punto di forza sta nelle interfacce standardizzate, che semplificano l’integrazione nei diversi progetti dei costruttori, e nella possibilità di configurare liberamente inverter, riduttore, rotore e statore.

Non manca una variante rare-earth free, priva di magneti in materiali rari, un passo significativo in direzione della sostenibilità e della riduzione della dipendenza dalle materie critiche.

Fondamentale anche l’attenzione alla gestione termica: la piattaforma supporta refrigeranti naturali come CO₂ (R744) e propano (R290), che rispondono ai futuri standard ambientali.

Dal mild hybrid al range extender

Se il futuro è elettrico, il presente resta ibrido.

Schaeffler ha ribadito il suo ruolo di fornitore di soluzioni complete per tutte le architetture ibride, dal mild hybrid al plug-in fino ai range extender (REEV).

Schaffler
Motore elettrico dell’assale Electronics Motor Reducer (EMR4) con motore sincrono a magneti permanenti (a sinistra) e motore sincrono a eccitazione separata (a destra) – foto Schaffler

La trasmissione ibrida dedicata combina elettronica di potenza, idraulica intelligente con raffreddamento integrato, sistemi di frizione e parking lock, offrendo un pacchetto all-in-one per costruttori alla ricerca di efficienza e versatilità.

In modalità serie, il motore a combustione può operare a regime ottimizzato, riducendo consumi ed emissioni.

Fra le tecnologie correlate emergono i nuovi smorzatori e attuatori elettromeccanici per la fasatura variabile dell’albero a camme, studiati per abbattere vibrazioni NVH e rispettare i futuri limiti emissivi.

Inoltre, il Flex Fuel Sensor permette una gestione avanzata dei carburanti decarbonizzati, misurando con precisione la concentrazione di etanolo e la temperatura del carburante.

Steer-by-wire con feedback realistico

L’orizzonte della guida autonoma richiede sistemi di sterzo più intelligenti e flessibili.

Schaeffler ha mostrato l’Hand Wheel Actuator (HWA), soluzione steer-by-wire con feedback di forza integrato.

Il sistema utilizza un freno magnetoreologico abbinato a un motore BLDC ottimizzato, garantendo al conducente una sensazione di sterzata precisa e naturale. Il design riduce in modo significativo l’impiego di rame e terre rare rispetto ai sistemi convenzionali, migliorando sostenibilità e costi di produzione.

La tecnologia apre inoltre la strada a interfacce alternative al volante tradizionale, come il controllo tramite joystick, particolarmente interessante per i veicoli autonomi di livello 4.

L’auto diventa software-defined

Il salto di paradigma più radicale riguarda l’elettronica di bordo. Con la transizione verso i Software Defined Vehicle (SDV), le funzioni non saranno più distribuite in decine di centraline, ma concentrate in controller centrali e a zona, riducendo complessità e cablaggio.

Schaeffler
L’attuatore del volante regolabile trasmette l’angolo di sterzata tramite l’elettronica del veicolo allo sterzo, mentre l’attuatore Force-Feedback genera la sensazione di sterzata specifica – foto Schaffler

Schaeffler ha presentato la sua piattaforma E/E scalabile, che integra Master Control Units (MCUs) e Zone Controller Units (ZCUs).

Le MCU rappresentano il cuore del sistema, elaborando dati relativi a gestione termica, strategie di guida, ricarica e sistemi by-wire. Basate su microprocessori di ultima generazione, garantiscono sicurezza funzionale fino al livello ASIL-D.

Le ZCU fungono da hub di comunicazione, collegando sensori, attuatori e unità di controllo in modo modulare. Questo approccio, unito a un ecosistema software aperto e orientato ai servizi, risponde alla sfida posta anche dall’Unione Europea, che sta promuovendo un’alleanza per veicoli connessi e autonomi su standard condivisi.

Una visione sistemica per la mobilità

Con oltre 120mila dipendenti e un fatturato previsto di 25 miliardi di euro, la nuova Schaeffler post-acquisizione si propone non più solo come fornitore di componenti, ma come system integrator per la mobilità del futuro.

La strategia punta a unire sostenibilità, efficienza e innovazione in ogni aspetto della catena del valore, dal motore elettrico all’architettura software.

Alla IAA Mobility, l’azienda ha dimostrato come la trasformazione dell’automotive non sia una corsa a tappe isolate, ma un percorso integrato in cui powertrain elettrificato, chassis intelligente e software avanzato devono convergere in un’unica visione.

Perché il futuro della mobilità non si limita a spostare persone e merci: si tratta di plasmare nuove esperienze, ridefinire l’efficienza e, in fondo, ripensare il significato stesso di movimento.

Exide Technologies e la sfida delle batterie green: quando l’energia incontra l’etica

Exide
Il Rapporto ESG 2025 di Exide Technologies, batterie sostenibili per il futuro automotive - foto © Exide

In un settore automotive attraversato da una transizione energetica senza precedenti, Exide Technologies torna sotto i riflettori con la pubblicazione del Rapporto ESG 2025.

Si tratta di un documento che fotografa il percorso industriale di Exide che unisce tecnologia, responsabilità e visione a lungo termine

L’azienda, con 135 anni di esperienza nell’accumulo di energia, ha consolidato la propria reputazione grazie a un mix di innovazione e pragmatismo industriale.

Le sue batterie – al piombo e agli ioni di litio – alimentano auto a combustione ed elettriche, sistemi di trazione per movimentazione industriale, telecomunicazioni, impianti energetici e persino sottomarini

Ma oggi il vero terreno di sfida è un altro. È dimostrare che la sostenibilità può diventare un vantaggio competitivo concreto.

Tre pilastri per un futuro resiliente

Il Rapporto ESG 2025 ruota attorno a tre direttrici: pianeta, persone, sviluppo sostenibile ed etico.

Per quanto riguarda il primo punto, il documento propone una riduzione del 20% delle emissioni, investimenti in fonti rinnovabili e valutazione dei rischi climatici negli impianti produttivi.

In merito alle persone, programmi di formazione avanzata per rafforzare le competenze interne, in un contesto in cui la batteria è sempre più un sistema integrato di elettronica, chimica e software.

Per sviluppo sostenibile ed etico, il documento parla di processi di due diligence sui fornitori e condotta aziendale trasparente, per assicurare che l’intera filiera rispetti i criteri ESG.

Una visione che rispecchia le nuove linee guida ESRS (European Sustainability Reporting Standards), a conferma di un approccio normativo proattivo e non meramente difensivo.

Tecnologie al servizio della sostenibilità

Dal punto di vista tecnico, il cuore della strategia Exide è il bilanciamento tra tradizione e innovazione.

Le batterie al piombo, ancora fondamentali per l’automotive a 12V e per applicazioni critiche, vengono affiancate dalle soluzioni al litio, più leggere e performanti, essenziali per l’e-mobility e lo storage energetico decentralizzato.

L’azienda investe in impianti di riciclo avanzato – oggi ne conta tre in Europa – riducendo drasticamente la dipendenza dalle materie prime vergini. L’obiettivo è creare un ciclo chiuso: produrre batterie con materiali riciclati, abbattendo costi e impatto ambientale.

Una cultura industriale che guarda lontano

Con 11 impianti di produzione in Europa e un team di 5mila persone, Exide non si limita a progettare batterie.

Infatti, costruisce resilienza nella catena di fornitura, riducendo l’impronta di CO₂ e garantendo un servizio sempre più locale.

Stefan Stübing, presidente e CEO di Exide, sintetizza così la filosofia del gruppo: “La sostenibilità non è un traguardo, ma un percorso. Continueremo a dialogare con gli stakeholder, ad adattarci alle sfide e ad agire con integrità e determinazione”.

Oltre i numeri, un segnale per l’automotive

Il Rapporto ESG 2025 non è solo un documento tecnico.

È la dimostrazione che l’innovazione energetica e la responsabilità sociale possono andare di pari passo.

Nel futuro dell’automotive, fatto di elettrificazione, guida autonoma e digitalizzazione, le batterie non sono più semplici componenti, ma l’infrastruttura invisibile che tiene in movimento il sistema.

Exide Technologies sceglie di giocare questa partita con trasparenza, etica e visione industriale.

Una scelta che, in un mondo in cui l’energia è la nuova moneta di scambio, non è solo strategica: è profondamente necessaria.

Citroën Racing lancia la sfida in Formula E

Citroën
foto © Citroën Racing

Citroën torna protagonista sulle piste, questa volta senza benzina.

Infatti, è ufficiale l’ingresso di Citroën Racing nell’ABB FIA Formula E World Championship a partire dalla stagione 2025/26.

Un balzo tecnologico e strategico, che non è solo marketing ma autentica sfida ingegneristica, culturale e sportiva.

Tecnologia, regolamenti e nuove sfide

La Formula E è la massima espressione del motorsport 100% elettrico.

Vetture monoposto a zero emissioni, con motore elettrico ad alte prestazioni, batterie ad elevata densità energetica, sistemi di recupero dell’energia rigenerativa particolarmente spinti, software di controllo avanzato, e gestione termica critica.

Citroën Racing dovrà confrontarsi con tutti questi aspetti, ottimizzando ogni aspetto – dall’efficienza della cella batteria al raffreddamento degli inverter, dalla gestione dei flussi di potenza (powertrain) al bilanciamento aerodinamico – per competere su circuiti cittadini, dove le condizioni ambientali, la superficie del manto stradale e gli ostacoli urbani impongono tolleranze ristrette.

La nuova stagione Formula E (stagione 12) utilizzerà il pacchetto Gen3 Evo, già evoluto rispetto alle generazioni precedenti per potenza, efficienza e spinta verso la sostenibilità.

Citroën si unisce così al gruppo di costruttori che interpretano il motorsport come laboratorio estremo per le tecnologie elettriche, che poi possono tradursi in miglioramenti per i veicoli di serie.

Come per esempio motorizzazioni ibride e elettriche, gestione termica, materiali leggeri, software avanzato di controllo della trazione e della stabilità.

Una storia sportiva che arriva da lontano

Per capire che cosa significhi questo ritorno, serve guardare al passato.

Citroën ha una storia sportiva ricca, spesso pionieristica, che ha contribuito a definire standard tecnici nel automobilismo.

Nel dopoguerra molte Citroën (tra cui la DS) parteciparono, con successo, a rally storici, come Monte Carlo, Liegi-Sofia-Liegi, 1000 Laghi…

Nel motorsport moderno Citroën Compétitions – Citroën Sport (poi Citroën Racing) ha dominato il rally mondiale con nove titoli piloti con Sébastien Loeb, otto titoli costruttori nel WRC.

Non vanno poi dimenticate le vittorie nella Dakar, successi nel rally raid, nei circuiti turistici (WTCC), e una reputazione costruita su affidabilità, innovazione e capacità di adattarsi a condizioni al limite.

Questo patrimonio sportivo non è un semplice ricordo del passato, ma offre una base ingegneristica, organizzativa e culturale su cui costruire il progetto elettrico.

Opportunità e strategie nella Formula E

L’impegno in Formula E offre a Citroën varie leve competitive e strategiche.

Prima di tutto è una vetrina tecnologica globale con gare nei centri cittadini, copertura mediatica internazionale, target giovane.

Citroën potrà mostrare le sue capacità non solo in termini di motore elettrico, ma anche su software, connettività, gestione della batteria, ergonomia, design in un contesto di stress reale.

E poi, ricerca e sviluppo possono essere trasferiti alla produzione. Le innovazioni che funzionano nello stress delle gare – per esempio nella gestione termica sotto carico elevato, nel recupero energetico, nei materiali per alleggerimento mirato – possono evolversi e finire su modelli di serie elettrici o ibridi.

Inoltre, la presenza in Formula E permette di ottenere un posizionamento ambientale e sostenibile.

Il motorsport “verde” (o più precisamente “meno impattante” rispetto agli standard tradizionali) è sempre più rilevante. L’elettrico non è solo una scelta tecnica, ma comunicativa, culturale.

Citroën invia segnali forti ai propri clienti, agli stakeholder, al mercato.

Sfide e incognite tecnologiche

Il percorso non sarà privo di ostacoli per il brand.

In un campionato a zero margini di errore, componenti come inverter, cablaggi, sistemi di raffreddamento, software di gestione dell’energia devono resistere a condizioni estreme.

Le gare cittadine presentano curve, rettilinei brevi, accelerazioni forti e quindi sarà cruciale evitare decadimento delle prestazioni dovuto a surriscaldamento o limiti di energia residua.

Infine anche se le monoposto elettriche sovente privilegiano l’efficienza piuttosto della downforce estrema, l’aerodinamica urbana (dossi, muri vicini, vento laterale) richiede settori ben progettati.

La telemetria, l’intelligenza artificiale, le strategie di gara saranno fattori di differenziazione.

E infine, investire in motore, batterie, sviluppo software, infrastrutture di test è costoso. Citroën dovrà far convivere performance di vertice con sostenibilità economica, anche rapportata all’immagine di marca, non solo premi vinti.

Implicazioni per il marchio

Questo impegno potrebbe segnare anche una svolta identitaria per Citroën.

Non solo automobili pensate per il comfort, l’innovazione “dolce” (come sospensioni, comfort, design anticonformista), ma un ritorno al cuore competitivo, con tecnologia spinta, rischio calcolato, alta visibilità.

Per i fan, per i giovani, per chi guarda al domani è un segno che Citroën intende plasmare il futuro, non subirlo.

Citroën ha compiuto nel corso del secolo scorso passi che hanno ridisegnato che significa guidare e che cosa significa costruire un’automobile.

Dall’avanguardia tecnica della Traction Avant, delle sospensioni idropneumatiche e del coraggio estetico del modello DS, fino ai trionfi nei rally con Loeb.

Ora, con la Formula E, torna in cima alla montagna non per nostalgia, ma perché davanti ha un panorama nuovo da conquistare: emissioni ridotte, propulsione elettrica, sostenibilità integrata, sfide urbane, tecnologia che diventa servizio quotidiano.

E se il rombo di un tempo si trasforma in sussurro elettrico, l’adrenalina non per questo svanisce.

Kia Stonic 2025 cambia le regole dei crossover compatti

Stonic
foto © Kia

La nuova Kia Stonic 2025 debutta in Europa con un obiettivo chiaro.

Intende ridefinire gli standard dei crossover compatti non con un semplice facelift, ma con un design più audace, interni digitalizzati e motorizzazioni versatili verso la transizione energetica.

Un design che non passa inosservato

La filosofia “Opposites United” guida il restyling della Stonic, fondendo linee più tese e proporzioni compatte con dettagli stilistici che la rendono più dinamica e riconoscibile.

Stonic
foto © Kia

Rispetto alla versione precedente, la lunghezza cresce di 25 mm grazie ai paraurti ridisegnati.
Il frontale ha una nuova firma luminosa (
Star Map Signature), griglie più scolpite e un parafango anteriore aggiornato. Al posteriore, fari dal disegno più marcato e diffusore rivisto completano l’opera.

Le nuove tinte Adventurous Green e Yacht Blue e i cerchi in lega da 16 e 17 pollici conferiscono ulteriore carattere, dando al modello un look più premium.

Motori per un’Europa in evoluzione

Kia interpreta le diverse velocità dell’elettrificazione continentale con una gamma che bilancia razionalità ed efficienza.

Stonic
foto © Kia

Da un lato il 1.0 T-GDI ICE da 100 CV, con cambio manuale a 6 marce o doppia frizione a 7 rapporti, dall’altro il 1.0 T-GDI MHEV mild-hybrid da 115 CV, abbinato agli stessi cambi, ma con una coppia più generosa nella versione DCT (200 Nm).

Questo approccio fa della Stonic un crossover di transizione, capace di rispondere tanto a chi cerca un motore termico compatto quanto a chi desidera un mild-hybrid raffinato e parco nei consumi.

I motori di Kia Stonic 2025

Motore Tipo Cambio Potenza Coppia Trazione
1.0 T-GDI ICE Benzina Manuale 6M 100 CV 172 Nm FWD
1.0 T-GDI ICE Benzina 7-DCT 100 CV 172 Nm FWD
1.0 T-GDI MHEV Mild-Hybrid Manuale 6M 115 CV 172 Nm FWD
1.0 T-GDI MHEV Mild-Hybrid 7-DCT 115 CV 200 Nm FWD

Interni digitali da segmento superiore

Il passo in avanti più evidente si trova dentro l’abitacolo.

Stonic
foto © Kia

Il nuovo dual panoramic display da 12,3” integra strumentazione e infotainment in un’unica interfaccia, mentre i comandi HVAC diventano touch, semplificando l’ergonomia.

Materiali e finiture salgono di livello, accompagnati da dettagli tecnologici come la ricarica ireless per smartphone, le porte USB-C ad alta velocità, l’illuminazione ambientale e i nuovi volanti e la console ridisegnati.

Tutto pensato per offrire un’esperienza più premium, senza perdere la praticità di un crossover compatto.

Dimensioni e capacità

Lunghezza 4.165 mm
Larghezza 1.760 mm
Altezza 1.520 mm (con roof rack)
Passo 2.580 mm
Bagagliaio min. 352 l
Bagagliaio max. 1.155 l
Serbatoio 45 l

Connettività e ADAS da best in class

La Stonic non punta solo al design, ma anche a un livello tecnologico raro per il segmento B.

Stonic
foto © Kia

Infatti, è dotata di Kia Connect con servizi cloud, aggiornamenti OTA, diagnostica in tempo reale e controllo remoto via app.

E anche della Digital Key con possibilità di sbloccare e avviare l’auto tramite smartphone o smartwatch.

Sul fronte sicurezza, la dotazione ADAS è tra le più complete.

Stonic 2025 infatti disponde di Blind-spot Collision Avoidance (BCA), Safe Exit Warning (SEW), Forward Collision-Avoidance Assist 1.5 (FCA 1.5), Adaptive Cruise Control con dati GPS, Highway Driving Assist (HDA), Lane Following Assist (LFA).

Stonic
foto © Kia

Un pacchetto che posiziona la Stonic ai vertici della categoria.

Un crossover che guarda oltre

La nuova Kia Stonic non è semplicemente aggiornata, è stata reinventata per diventare un riferimento tra i crossover compatti europei.

Un design più audace, interni digitali da segmento superiore e una gamma di motori che accompagna la transizione energetica la rendono una scelta intelligente e al tempo stesso emozionale.

La sua forza è proprio questa: saper coniugare accessibilità e ambizione, tecnologia e semplicità, diventando l’auto giusta per chi non vuole solo muoversi, ma desidera farlo con stile e consapevolezza.

Stonic
foto © Kia

Sandero Stepway, il crossover urbano per tutti i giorni

Dacia
foto © Dacia

Con la Dacia Sandero Stepway, il marchio del gruppo Renault porta nel segmento B-crossover un nuovo concept di auto.

Si tratta di un modello che riesce a combinare semplicità strutturale, robustezza funzionale e dotazioni intelligenti.

Sandero
foto © Dacia

Un’auto fatta per chi percorre la città ogni giorno, ma che non disdegna di… sporcare un po’ le gomme in percorsi alternativi.

Architettura, altezza da terra e telaio

Uno dei punti chiave che contraddistinguono la Stepway è l’altezza da terra.

Ben 174 mm, sufficienti per evitare danni nel traffico cittadino o su pavé sconnessi, sassi o piccoli ostacoli dietro casa.

Il telaio riceve protezioni sotto la scocca e paraurti anteriori e posteriori rinforzati con inserti in plastica grigia anti-graffio, un segnale chiaro che il crossover punta a essere guidato anche al di fuori dell’asfalto perfetto.

Estetica “avventurosa”, dettagli concreti

Dal punto di vista stilistico, la Sandero Stepway gioca su nervature del cofano, bombature e superfici tridimensionali che non nascondono la propria natura “rugged”.

Sandero
foto © Dacia

Gli elementi esterni come modanature laterali, fasce e paraurti contrastanti, barre da tetto integrate (convertibili in portapacchi) e inserzioni cromate danno un’immagine più complessa rispetto alla versione “normale” Streetway, senza esagerazioni che compromettano costi e manutenzione.

Interni, modularità e comfort pragmatico

All’interno, la Stepway presenta alcune novità. Selleria dedicata con logo specifico, pannelli porte e cruscotto con finiture particolari, elementi tessili che non sono solo estetici ma anche scelti per resistenza e facilità di pulizia.

Sandero
foto © Dacia

Le barre da tetto modulari (capacità fino a 80 kg) possono trasformarsi in porta-carichi in pochi secondi, senza attrezzi: un dettaglio che ben esemplifica il concetto di “usabilità reale”.

Propulsioni, emissioni, cambio

Due le motorizzazioni offerte.

Il TCe 90, un 3 cilindri 1.0 L turbo, disponibile con cambio manuale a 6 marce o automatico CVT.

Sandero
foto © Dacia

E l’ECO-G 100, anch’esso 3 cilindri 1.0 L turbo con doppia alimentazione benzina-GPL, sempre con cambio manuale a 6 rapporti.

Entrambe rispettano la normativa Euro 6D-Full, rendendo la vettura una scelta anche ragionata nei centri urbani a restrizioni ambientali rigide.

Extreme” e “Extended Grip”

La versione Extreme, con sistema Extended Grip di serie, amplia le capacità su fondi difficili, migliorando aderenza e trazione, pur rimanendo su una base a trazione anteriore.

Sandero
foto © Dacia

Non si parla di 4-ruote motrici, ma di adattamenti intelligenti che permettono alla Stepway di uscire dagli schemi cittadini quando serve.

La Dacia Sandero Stepway non è la più potente, né la più lussuosa, ma è la testimonianza che l’avventura quotidiana non richiede compromessi impossibili.

Bastano soluzioni intelligenti, telaio robusto, motore sobrio e tanta sincerità. È la compagna delle strade consumate, dei tornanti fuori città, dei parcheggi stretti, del vento che spazza l’orizzonte e ancora promette libertà.

Micra Revolution: la nuova Nissan 100% elettrica parte da 18.500 euro

Micra
foto © Nissan

Quando una vettura simbolo si reinventa, deve farlo in grande.

Nissan ha annunciato l’arrivo della nuova Micra di sesta generazione, completamente elettrica e con un prezzo d’attacco decisamente invitante.

Micra
foto © Nissan

Infatti con gli incentivi statali parte da 18.500 euro. Una cifra che segna un punto di svolta nel mercato delle compatte a zero emissioni, rendendo l’elettrico sempre più accessibile a un pubblico ampio.

Due batterie, tre allestimenti, un’anima tecnologica

La nuova Micra EV nasce su una piattaforma studiata per massimizzare l’efficienza e il piacere di guida.

Sono disponibili due tagli di batteria. Il primo da 40 kWh, per un’autonomia WLTP fino a 317 km. Il secondo da 52 kWh, per percorrere fino a 416 km.

Micra
foto © Nissan

Gli allestimenti sono tre – Engage, Advance ed Evolve – con differenze negli equipaggiamenti e nelle opzioni estetiche. Cerchi fino a 18 pollici, 11 combinazioni di colore e finiture interne ispirate al design giapponese, come il profilo del Monte Fuji inciso nei dettagli dell’abitacolo, completano un quadro in cui personalizzazione e stile sono centrali.

Ricarica rapida e intelligenza integrata

Il lato tecnologico è il vero cuore del progetto.

Micra
foto © Nissan

La ricarica rapida porta la batteria dal 15 all’80% in circa 30 minuti (100 kW per la 52 kWh, 80 kW per la 40 kWh). La gestione energetica è supportata da una pompa di calore e dal pre-conditioning automatico della batteria, che ottimizza le prestazioni ai punti di ricarica lungo il percorso.

La vettura integra inoltre il sistema Intelligent Route Planner, che calcola i tragitti più efficienti e segnala le colonnine compatibili.

Micra
foto © Nissan

Sul fronte connettività, la suite Google integrata (Maps, Assistant, Play) e l’app NissanConnect Services consentono un’esperienza utente fluida, con la possibilità di controllare da remoto climatizzazione, stato della ricarica e posizione dell’auto.

Specifica Micra 40 kWh Micra 52 kWh
Capacità batteria 40 kWh 52 kWh
Potenza massima 90 kW 110 kW
Coppia massima 225 Nm 245 Nm
Autonomia WLTP 317 km 416 km
Ricarica rapida 80 kW (15–80% in 30 min) 100 kW (15–80% in 30 min)
Peso 1.400 kg 1.524 kg

Dinamica di guida da segmento superiore

Nonostante l’impronta solida, la Micra pesa solo 1.400 kg nella versione con batteria da 40 kWh.

Il pacco batterie posizionato in basso abbassa il baricentro, mentre le sospensioni multilink posteriori – una soluzione tipica delle vetture premium – offrono stabilità e comfort anche nelle percorrenze extraurbane.

Micra
foto © Nissan

La risposta immediata della coppia elettrica (225 Nm o 245 Nm secondo la versione) si abbina a tre modalità di guida preimpostate (Eco, Comfort, Sport) e a una modalità personalizzabile.

Non manca l’e-Pedal, che consente di accelerare e frenare usando un solo pedale, riducendo lo stress nella guida cittadina.

Sicurezza e garanzia senza compromessi

La nuova Micra dispone di una ricca dotazione di ADAS.

Tra i tanti il sistema ProPilot Assist con cruise control adattivo, mantenimento di corsia e frenata automatica d’emergenza. A questo si affiancano avvisi per l’angolo cieco, allerta collisioni posteriori e monitoraggio del conducente.

Micra
foto © Nissan

Sul fronte garanzia, Nissan propone il programma Nissan More, che copre fino a 10 anni o 200mila km, un chiaro messaggio di fiducia nella durata del progetto elettrico.

Prezzi e incentivi

Con gli incentivi statali (ISEE ≤ 30mila euro, residenti in aree urbane funzionali e rottamazione fino a Euro 5), la nuova Micra parte da 18.500 euro per la versione Engage 40 kWh, fino ai 25.400 euro per Evolve 52 kWh.

Versione Prezzo di listino € Prezzo scontato €
Nissan Micra Engage 40 kWh 29.500 18.500
Nissan Micra Advance 40 kWh 31.500 20.500
Nissan Micra Advance 52 kWh 34.400 23.400
Nissan Micra Evolve 52 kWh 36.400 25.400

Una piccola che pensa in grande

La nuova Micra non è solo un modello in più nel panorama delle compatte elettriche.

Nissan vuole dimostrare che l’elettrico può essere accessibile, versatile e ricco di contenuti tecnologici senza sacrificare piacere di guida o abitabilità.

In un mercato in cui il costo delle EV è spesso percepito come ostacolo, Nissan sceglie la via dell’iconicità reinventata.

La Micra diventa simbolo di una transizione alla portata di molti. Un’auto nata per la città, ma pronta a guardare lontano.

Micra
foto © Nissan

Ultimi Articoli