“This is not a race, this is a lifestyle rally”. Questa non è una gara, è un raduno lifestyle. Serve un dribbling linguistico per dare una definizione alla “Gumball 3000”, evento motoristico strano, particolare ed esclusivo che per lungo tempo ha viaggiato sul filo della legalità e ancor più spesso è stato vietato a causa di incidenti gravissimi che hanno coinvolto chi era alla guida, ma anche chi aveva la sfortuna di passare da lì.
Non è una gara, o forse solo un po’

Perché la Gumball 3000 va in scena su strade normalmente aperte al traffico, dove supercar e hypercar con centinaia di CV sotto il cofano schizzano fra gente che va a far la spesa o a portare i bimbi a scuola.
Non c’è un vero traguardo da tagliare, ma arrivare ultimi non piace mai a nessuno, bandiera a scacchi o meno.
Dalla Cannonball del 1933 in poi
In genere spalmate su sei giorni di durata e 5000 km a velocità stratosferiche, con le polizie allertate e pronte a intervenire al minimo accenno di problema, le edizioni della gara più folle che c’è devono tutto all’impresa di “Cannonball”, soprannome di Erwin George Baker, pilota americano a cui, nel 1933, venne la bislacca idea di attraversare il paese nel classico coast to coast, ma senza fermarsi e al massimo della velocità, impiegando 54 ore.

L’idea stuzzica la follia americana e qualche decennio dopo, nel 1970, il periodico “Car and Driver” organizza la “Cannonball Baker Sea To Shining Sea Memorial Trophy Dash”, considerata la seconda edizione e andata a Dan Gurney, pilota di F1, a bordo di una Ferrari Daytona, capace di migliorare il record coprendo il percorso New York-Los Angeles in appena 35 ore.
Un evento che piace al cinema
Da lì, inizia la discesa: nel 1976 escono a raffica nei cinema “The Gumball Rally” (La corsa più pazza del mondo), “Cannonball, Cannonball Run” (La corsa più pazza d’America) e “Cannonball 2”, tutti ispirati alla stessa idea di attraversare gli States senza badare a limiti e polizia.
A proposito di forze dell’ordine, la mannaia della legge si abbatte implacabile sulla Gumball 3000 nel 1979, quando un misto di politici e opinione pubblica ne chiede la cancellazione per manifesta pericolosità.
L’era di Maximillion Cooper, tra party e celeb

Silenzio fino al 1999, anno in cui Maximillion Cooper, imprenditore nonché fashion designer, rispolvera l’idea con una pennellata glamour fatta di party e notti lussuose che spalancano le porte ai ricchi, famosi e annoiati, quelli abituati a sborsare valigiate di dollari pur di sentire l’inebriante galoppata dell’adrenalina.
Per attirare volti noti, Cooper condisce ogni tappa del percorso di eventi glamour, ma con finalità benefiche.
Una sfilata di volti noti e mete da sogno
Alla prima edizione partecipano 50 equipaggi, con nomi come Billy Zane, Jason Priestley e Danii Minogue, chiamati a coprire un percorso che parte da Londra e arriva a Rimini, per poi tornare in Inghilterra dopo aver fatto tappa a Parigi.
La voce si sparge in fretta, il numero di equipaggi cresce di volta in volta e i percorsi si adeguano alle richieste: da Londra a Copenaghen, passando per Berlino, San Pietroburgo, Helsinki e Stoccolma.
Nel 2002, di colpo, si cambia scenario: gli States, la patria di Cannonball.
Da New York i 175 equipaggi (fra cui la stilista Donna Karan, la supermodella Rachel Hunter e l’attore Matthew McConaughey) puntano a sud, in un misto di sacro e profano (Washington, la capitale, e la villa di Hugh Hefner, patron di “Playboy”), quindi Tennesse e Texas, poi di nuovo su verso Las Vegas e gran finale sulle colline dorate di Beverly Hills.
Nelle edizioni successive è un alternarsi di Europa, Stati Uniti e Asia, su percorsi studiati per tagliare in due interi continenti e sperare che vada tutto bene.
Quando ci è scappato il morto
Nel 2007, la Gumball 3000 parte da Londra il 28 aprile ma è costretta a chiudere i battenti due giorni prima dell’arrivo: la Porsche 997 Turbo degli inglesi Nicholas Morley e Matthew McConville, lanciata a oltre 200 km/h su un tratto di strada con il limite a 60, si schianta sulla Golf di una coppia di anziani: i due mollano l’auto e tentano la fuga, ma chi ha assistito allo schianto li blocca, e quando arriva la polizia macedone li porta via in manette.
Finisce malissimo: la coppia di malcapitati muore in ospedale, mentre i due sono processati per omicidio colposo, omissione di soccorso e tentata fuga.
È chiaro a tutti che per sopravvivere bisogna darsi una calmata, e le edizioni si susseguono senza particolari problemi.
Tappa a Firenze e al Mugello
Quest’anno, per la 26esima edizione, la Gumball 3000 ha scelto di tornare in Europa, con un percorso che parte sabato 20 settembre da Instanbul per concludersi a Ibiza una settimana dopo, sabato 27, dopo aver toccato Bucarest, Belgrado, Nizza e Valencia, sfiorando l’Italia con una tappa che toccherà Firenze e il circuito del Mugello.

La gara, in cui fra gli oltre 100 partecipanti spiccano i volti del DJ Afrojack, dell’ex calciatore Patrice Evra e di Elettra Lamborghini, è attesa a Piazzale Michelangelo dalle 19:00 di martedì 23 settembre: il giorno successivo prova di velocità sui 5.245 metri della pista del Mugello.
La Gumball 3000 edizione 2025 raccoglierà fondi per la propria fondazione, che sostiene organizzazioni in favore dei giovani e collabora con “The King’s Trust”, “Laureus Sport for Good” e “Fundación Valencia CF”.