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Atlas ATV, elogio all’arte della fuga

È scoppiata la guerra e non so che macchina usare. Un’idea in proposito l’avevano avuta gli ucraini in tempi non sospetti, quando ben prima dell’invasione voluta da Putin la “Atlas”, un’azienda locale specializzata in veicoli off-road, aveva presentato “Atlas ATV”, un mostriciattolo su ruote dall’aria tanto attuale quanto sgraziata, promesso come l’opzione migliore in caso di fuga tenendosi ben distante dalle strade asfaltate.

Non è chiaro se i 10 esemplari venduti finora siano andati ad altrettanti ucraini oppure finiti nei garage di qualche appassionato straniero, ma per l’Atlas si apre comunque un nuovo capitolo, visto l’imminente arrivo sui mercati occidentali, dall’Europa agli Stati Uniti.

Posti dove la guerra ancora non c’è, ma di questi tempi non si sa mai.

Misure impressionanti

L’Atlas ATV è alto 2,8 metri e pesa di 2,4 tonnellate, misure che permettono al quattro cilindri turbodiesel Renault K9K 1.5 litri con 90 CV e 220 Nm di coppia di esprimersi al massimo in 60 km/h su asfalto e 7 in acqua, ma con un’autonomia compresa fra 600 e 800 km.

Il resto delle dotazioni parla di cambio manuale a cinque rapporti, quattro ruote sterzanti che consentono lo spostamento laterale “a granchio”, serbatoio da 100 litri, trazione integrale inseribile con differenziali bloccabili manualmente e pneumatici da 25” che in caso di terreni difficili possono essere gonfiati e sgonfiati dall’interno utilizzando i gas di scarico.

Posto per 12

All’interno, dove tutto è ben curato, possono trovare posto fino a 12 persone, con 1.500 kg di carico utile, dati che diventano un chiaro indizio di un progetto probabilmente nato per un utilizzo militare, ma poi finito in un cassetto per via di altri problemi più impellenti.

Il prezzo parte da 100mila dollari, ma cambia in fretta in base ai tanti optional disponibili, perché va bene fuggire, ma almeno restando comodi.

Gumball 3000, la gara senza regole torna in Italia

“This is not a race, this is a lifestyle rally”. Questa non è una gara, è un raduno lifestyle. Serve un dribbling linguistico per dare una definizione alla “Gumball 3000”, evento motoristico strano, particolare ed esclusivo che per lungo tempo ha viaggiato sul filo della legalità e ancor più spesso è stato vietato a causa di incidenti gravissimi che hanno coinvolto chi era alla guida, ma anche chi aveva la sfortuna di passare da lì.

Non è una gara, o forse solo un po’

Perché la Gumball 3000 va in scena su strade normalmente aperte al traffico, dove supercar e hypercar con centinaia di CV sotto il cofano schizzano fra gente che va a far la spesa o a portare i bimbi a scuola.

Non c’è un vero traguardo da tagliare, ma arrivare ultimi non piace mai a nessuno, bandiera a scacchi o meno.

Dalla Cannonball del 1933 in poi

In genere spalmate su sei giorni di durata e 5000 km a velocità stratosferiche, con le polizie allertate e pronte a intervenire al minimo accenno di problema, le edizioni della gara più folle che c’è devono tutto all’impresa di “Cannonball”, soprannome di Erwin George Baker, pilota americano a cui, nel 1933, venne la bislacca idea di attraversare il paese nel classico coast to coast, ma senza fermarsi e al massimo della velocità, impiegando 54 ore.

L’idea stuzzica la follia americana e qualche decennio dopo, nel 1970, il periodico “Car and Driver” organizza la “Cannonball Baker Sea To Shining Sea Memorial Trophy Dash”, considerata la seconda edizione e andata a Dan Gurney, pilota di F1, a bordo di una Ferrari Daytona, capace di migliorare il record coprendo il percorso New York-Los Angeles in appena 35 ore.

Un evento che piace al cinema

Da lì, inizia la discesa: nel 1976 escono a raffica nei cinema “The Gumball Rally” (La corsa più pazza del mondo), “Cannonball, Cannonball Run” (La corsa più pazza d’America) e “Cannonball 2”, tutti ispirati alla stessa idea di attraversare gli States senza badare a limiti e polizia.

A proposito di forze dell’ordine, la mannaia della legge si abbatte implacabile sulla Gumball 3000 nel 1979, quando un misto di politici e opinione pubblica ne chiede la cancellazione per manifesta pericolosità.

L’era di Maximillion Cooper, tra party e celeb

Silenzio fino al 1999, anno in cui Maximillion Cooper, imprenditore nonché fashion designer, rispolvera l’idea con una pennellata glamour fatta di party e notti lussuose che spalancano le porte ai ricchi, famosi e annoiati, quelli abituati a sborsare valigiate di dollari pur di sentire l’inebriante galoppata dell’adrenalina.

Per attirare volti noti, Cooper condisce ogni tappa del percorso di eventi glamour, ma con finalità benefiche.

Una sfilata di volti noti e mete da sogno

Alla prima edizione partecipano 50 equipaggi, con nomi come Billy Zane, Jason Priestley e Danii Minogue, chiamati a coprire un percorso che parte da Londra e arriva a Rimini, per poi tornare in Inghilterra dopo aver fatto tappa a Parigi.

La voce si sparge in fretta, il numero di equipaggi cresce di volta in volta e i percorsi si adeguano alle richieste: da Londra a Copenaghen, passando per Berlino, San Pietroburgo, Helsinki e Stoccolma.

Nel 2002, di colpo, si cambia scenario: gli States, la patria di Cannonball.

Da New York i 175 equipaggi (fra cui la stilista Donna Karan, la supermodella Rachel Hunter e l’attore Matthew McConaughey) puntano a sud, in un misto di sacro e profano (Washington, la capitale, e la villa di Hugh Hefner, patron di “Playboy”), quindi Tennesse e Texas, poi di nuovo su verso Las Vegas e gran finale sulle colline dorate di Beverly Hills.

Nelle edizioni successive è un alternarsi di Europa, Stati Uniti e Asia, su percorsi studiati per tagliare in due interi continenti e sperare che vada tutto bene.

Quando ci è scappato il morto

Nel 2007, la Gumball 3000 parte da Londra il 28 aprile ma è costretta a chiudere i battenti due giorni prima dell’arrivo: la Porsche 997 Turbo degli inglesi Nicholas Morley e Matthew McConville, lanciata a oltre 200 km/h su un tratto di strada con il limite a 60, si schianta sulla Golf di una coppia di anziani: i due mollano l’auto e tentano la fuga, ma chi ha assistito allo schianto li blocca, e quando arriva la polizia macedone li porta via in manette.

Finisce malissimo: la coppia di malcapitati muore in ospedale, mentre i due sono processati per omicidio colposo, omissione di soccorso e tentata fuga.

È chiaro a tutti che per sopravvivere bisogna darsi una calmata, e le edizioni si susseguono senza particolari problemi.

Tappa a Firenze e al Mugello

Quest’anno, per la 26esima edizione, la Gumball 3000 ha scelto di tornare in Europa, con un percorso che parte sabato 20 settembre da Instanbul per concludersi a Ibiza una settimana dopo, sabato 27, dopo aver toccato Bucarest, Belgrado, Nizza e Valencia, sfiorando l’Italia con una tappa che toccherà Firenze e il circuito del Mugello.

La gara, in cui fra gli oltre 100 partecipanti spiccano i volti del DJ Afrojack, dell’ex calciatore Patrice Evra e di Elettra Lamborghini, è attesa a Piazzale Michelangelo dalle 19:00 di martedì 23 settembre: il giorno successivo prova di velocità sui 5.245 metri della pista del Mugello.

La Gumball 3000 edizione 2025 raccoglierà fondi per la propria fondazione, che sostiene organizzazioni in favore dei giovani e collabora con “The King’s Trust”, “Laureus Sport for Good” e “Fundación Valencia CF”.

70° anniversario Yamaha: una livrea classica per la Ténéré 700

70° anniversario yamaha
Immagine ©Yamaha Motor Italia

Sette decenni di emozioni, avventure e innovazione: la nuova iniziativa per celebrare i 70° Anniversario Yamaha consiste in una livrea che farà battere il cuore a tutti gli appassionati del Motorally.

In occasione dell’ultima tappa del Campionato Italiano Motorally, che si correrà a Campobasso questo weekend, il team CF Racing supportato da Yamaha schiererà nella classe G-1000 le Ténéré 700 di Alessandro Botturi e Matteo Drusiani in una veste davvero unica: la speciale livrea bianco-rossa ’70° anniversario’.

Andrea Colombi, Country Manager Yamaha Motor Europe N.V., Filiale Italia:

“Botturi e Drusiani sono l’espressione perfetta dello spirito Yamaha: talento, determinazione e passione pura”.

“Vederli scendere in gara con una livrea speciale è il modo migliore per celebrare non solo la nostra storia, ma soprattutto i nostri campioni, veri protagonisti di ogni impresa Yamaha”.

SHS, il futuro dell’ibrido secondo Omoda & Jaecoo

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Un momento della Super Hybrid Night di Omoda & Jaecoo – foto © Omoda & Jaecoo

Milano è diventata per una sera il palcoscenico della mobilità del futuro.

Infatti, Omoda & Jaecoo hanno scelto l’Alcatraz per dare vita alla Super Hybrid Night in cui svelare al pubblico italiano il loro universo SHS – Super Hybrid System.

Si tratta di un ecosistema tecnologico che supera i confini tra full hybrid e plug-in hybrid. Un evento pensato per parlare agli automobilisti più esigenti, agli esperti di settore e agli appassionati di innovazione.

L’SHS rappresenta la sintesi di anni di ricerca ingegneristica: il sistema SHS-P (plug-in) già sul mercato e il nuovo SHS-H (full hybrid) portano in strada potenza, efficienza e sostenibilità con livelli di integrazione software e hardware inediti in questo segmento.

Omoda 5 SHS-H cambia le regole del gioco

Protagonista principale della serata è stata la Omoda 5 SHS-H, un SUV full hybrid progettato per combinare performance e risparmio.
Sotto il cofano un
1.5 TGDi a ciclo Miller, due unità elettriche e batteria da 1,8 kWh, per un totale di 224 CV. Consumi da 5,3 litri per 100 km nel ciclo WLTP e autonomia complessiva di oltre 900 km.

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La Omoda 5 SHS-H – foto © Omoda & Jaecoo

Numeri che la proiettano tra le migliori proposte della categoria.

La gamma prevede due allestimenti – Pure e Premium – entrambi ricchi di dotazioni hi-tech.

Infatti sono dotate di ADAS di ultima generazione, doppio display digitale da 12,3″, connettività wireless Apple CarPlay & Android Auto e garanzia fino a 7 anni.
Il lancio commerciale è accompagnato da un’offerta finanziaria estremamente competitiva, pensata per abbattere la soglia d’ingresso a questa tecnologia:
149 euro al mese con rottamazione e finanziamento CA Auto Bank. Il listino parte da 28.500 euro.

Jaecoo 5 SHS-H, pensato per chi ama la libertà

Accanto alla Omoda 5, debutta il Jaecoo 5 SHS-H, il SUV full hybrid compatto ideale per chi vive tra città e natura.

Con i suoi 438 cm di lunghezza, passo da 2.620 mm, sospensioni indipendenti su tutte le ruote e capacità di guado fino a 60 cm, Jaecoo 5 SHS-H è pronto ad affrontare ogni scenario.

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Gli interni della Omoda 5 SHS-H – foto © Omoda & Jaecoo

La nuova motorizzazione SHS-H combina il 4 cilindri 1.5 TGDi con la trasmissione DHT150, per un output che unisce 143 CV termici e 204 CV elettrici, in una gestione dinamica che privilegia sia l’efficienza sia le prestazioni.
Gli interni sono un esempio di praticità e comfort: tetto panoramico da 1,45 m², ecopelle certificata TÜV, oltre 35 vani portaoggetti, materiali antigraffio e bagagliaio da 480 a 1.180 litri.

Prezzi a partire da 27.500 euro.

Le altre stelle della Super Hybrid Night

L’ecosistema di Omoda & Jaecoo si allarga e la serata milanese è stata anche l’occasione per mostrare l’evoluzione dell’intera gamma SHS.

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La Jaecoo 8 SHS-P – foto © Omoda & Jaecoo

Sul palco della Super Hybrid Night erano presenti anche:

  • Omoda 7 SHS-P, il SUV elegante e performante con luci ritmiche intelligenti e interni hi-tech;
  • Jaecoo 8 SHS-P, l’ammiraglia off-road con sospensioni attive CDC, ARDIS Torque Vectoring e interni da first class;
  • Jaecoo 7 SHS-P, best seller con autonomia record (oltre 1.200 km) e consumi da 0,7 l/100 km nel ciclo WLTP;
  • e infine Omoda 9 SHS-P, l’ammiraglia premium, con oltre 500 CV e 145 km in modalità EV, un manifesto di ingegneria e design.
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La Omoda 7 SHS-P – foto © Omoda & Jaecoo

Modelli che non solo ampliano e completano la gamma, ma rappresentano bene la chiara filosofia dei due brand: ibrido come esperienza globale, capace di adattarsi a ogni stile di vita.

Tecnologia, rete e servizi

Omoda & Jaecoo non puntano solo sui prodotti, ma anche su una rete sempre più capillare e su servizi post-vendita premium.

Con oltre 73 dealer già operativi e un Centro Logistico a Basiano (Milano) che garantisce ricambi entro 48 ore, il marchio offre un’assistenza al livello dei migliori competitor europei.

Garanzie estese fino a 8 anni sui componenti elettrici, 12 anni contro la corrosione e pacchetti di assistenza completi (dal traino al recupero veicolo) completano l’esperienza d’acquisto.

Il nuovo paradigma dell’ibrido senza confini

L’universo SHS segna l’inizio di una nuova era della mobilità.

Non più la scelta tra HEV e PHEV, ma un’unica piattaforma modulare capace di integrare il meglio di entrambi i mondi.

In questa sintesi tecnologica, ogni modello diventa più di un semplice veicolo: è un ponte verso un futuro in cui potenza, autonomia ed efficienza convivono senza compromessi.

La Super Hybrid Night è stata solo il primo atto di un cambiamento destinato a ridefinire il concetto stesso di auto ibrida.
Un futuro in cui ogni viaggio potrà essere allo stesso tempo emozione, sostenibilità e performance.

Omoda Jaecoo
foto © Omoda & Jaecoo

TEXA E-Powertrain: compie sette anni la sede di Torino

texa e-powertrain
Bruno Vianello con lo staff della sede torinese di TEZA E-Powertrain. ©TEXA

Era presente anche il Presidente di TEXA, Bruno Vianello, ai festeggiamenti per i sette anni dalla fondazione della sede torinese di TEXA E-Powertrain.

La divisione aziendale dedicata alla progettazione e produzione di sofisticate componenti per vetture elettriche ed ibride, vanta tra i suoi clienti prestigiose Case, come Lamborghini e altre coperte da segreto industriale.

La sua sede principale è a Monastier, in un nuovissimo stabilimento di 24.000 metri quadrati sorto a pochi passi dall’Headquarters principale.

Lo abbiamo visitato apprezzando la modernità delle attrezzature, in particolare le camere bianche dove si assemblano motori elettrici a flusso assiale, inverter e centraline controllo veicolo.

Contestualmente a Monastier, sono nate le ‘antenne tecnologiche’ di Torino e Bologna, per essere più vicini ai principali produttori automobilistici nazionali.

A Torino, in particolare, è attiva anche un’importante collaborazione con l’Università per lo sviluppo di propulsori destinati alla prossima generazione di veicoli.

Bruno Vianello, Presidente di TEXA:

“Sono molto orgoglioso dell’investimento realizzato in questa città, che è stata per decenni la capitale dell’automobilismo italiano”.

“In questi sette anni, grazie all’impegno e al know-how delle persone che vi lavorano, insieme naturalmente a quelle di Monastier e Bologna, abbiamo progettato propulsori, inverter e centraline controllo veicolo di grande successo”.

“Sono felice che TEXA contribuisca, fornendo importante componentistica per vetture ibride di prestigio come le Lamborghini Revuelto e Temerario, a difendere la reputazione dell’industria nazionale”.

“Da appassionato, sono infatti addolorato di come grandi aziende italiane del settore siano state acquisite da realtà estere, rischiando di perdere il treno di questo grande cambiamento”.

Il caschetto per bici in carta riciclata

Se è vero che tutto cambia, si evolve e diventa ogni giorno più ecosostenibile, allora anche i caschetti da bici devono fare la propria parte.

A pensarla così è la “Membrain Safety Solutions”, una start-up inglese che seguendo l’idea di Isis Shiffer, laureata al “Pratt Institute” di New York che nel 2016, ha utilizzato i 40mila dollari vinti al “James Dyson Award”, concorso per le migliori idee di design, per produrre l’idea che ha conquistato la giuria: realizzare protezione per la testa per chi va in bici che fosse efficace ma del tutto priva di plastiche, schiume e polistirolo, materiali in grado di dare fastidio all’ambiente per qualche centinaio d’anni.

Ripiegabile e riciclabile

Il risultato si chiama “EcoHelmet”, il primo caschetto per bike ripiegabile e totalmente riciclabile, biodegradabile, compostabile e dai costi di produzione pari a 5 euro per ogni pezzo.

Realizzato in carta riciclata impermeabile, testata per resistere almeno tre ore sotto la pioggia battente, e con una struttura interna a nido d’ape radiale, EcoHelmet assorbe i colpi provenienti da qualsiasi direzione con la stessa efficacia del polistirolo tradizionale.

Testato con cura

Pensato per una clientela occasionale come turisti o studenti, EcoHelmet finora ha superato ogni tipo di test rientrando negli standard internazionali CPSC richiesti per i caschi.

“Ho avuto la fortuna di poter studiare al Royal College of Art e all’Imperial College of London per un semestre, avendo accesso al crash lab. Avevano un setup per il crash test europeo dei caschi che mi ha permesso di raccogliere dati sufficienti per studiare a configurazione a nido d’ape dell’EchoHelmet in modo da capirne la fattibilità”.

Generatori di fumo Intec per rilevare le perdite

generatori di fumo
Intec SM300

Intec, azienda torinese specializzata nella distribuzione di prodotti e accessori automotive, annuncia due nuovi prodotti che si aggiungono al suo portfolio di attrezzature destinate a velocizzare l’attività in officina.

Si tratta di due generatori di fumo, SM100 e SM300, strumenti indispensabili per rilevare perdite in praticamente tutti gli impianti presenti sulle autovetture.

Utili per rilevare le perdite nelle tubazioni e nei condotti

SM100 e SM300 di Intec sono prodotti professionali utilizzati per diagnosticare e localizzare possibili perdite in vari sistemi del veicolo senza che l’autoriparatore debba smontare l’intero circuito.

, rendendone quindi più efficiente il lavoro.

Si tratta di strumenti di facile utilizzo che, grazie a una serie di adottatori con tappi universali in dotazione, possono essere impiegati su:

  • impianti di refrigerazione,
  • circuito aria,
  • turbo,
  • marmitte catalizzatori,
  • filtri antiparticolato,
  • testate motore,
  • sistema EVAP.

SM100 e SM300 vengono utilizzati anche dai centri specializzati vetri per eseguire accurati test di tenuta all’interno dell’abitacolo, a seguito della sostituzione dei parabrezza.

Semplici da utilizzare

I due generatori SM100 e SM300 inseriti nel catalogo Intec hanno due impostazioni di funzionamento controllabili tramite interruttori.

La prima emette sola aria (air mode) e la seconda fumo (smoke mode) .

Una volta aperto il circuito da testare, si inserisce il connettore adatto e si libera aria all’interno del sistema.

Nel caso in cui l’operatore rilevi sul manometro di grandi dimensioni in dotazione che la pressione è stabile, si è verificata la tenuta del sistema.

In caso contrario, ovvero qualora la pressione scenda, è evidente la presenza di una perdita del circuito che richiede l’attivazione del generatore di fumo, prodotto nel serbatoio apposito utilizzando un qualsiasi liquido per fumo che non contenga glicerina.

Oltre all’ampia dotazione di accessori e adattatori universali, nella confezione dei generatori di fumo viene fornita anche una bottiglia da 100ml di liquido per fumi.

generatori di fumo
Intec SM100

La presenza di un gancio posto sulla parte superiore di questi due strumenti permette all’operatore di spostarli facilmente e di collocarli in una posizione comoda per lavorare.

Entrambi i generatori di fumo della gamma Intec possono essere alimentati sia dalla batteria del veicolo sia da una qualunque altra batteria 12V.

Il sistema di sicurezza presente sia su SM100 sia su SM300 previene il surriscaldamento della macchina.

SM300 monta un regolatore di flusso dell’uscita fumi, con relativo indicatore, che calibra la portata da 0 a 8 L/min.

L’SM100 è invece a portata fissa.

SM300 è inoltre dotato di un secondo indicatore che segnala il livello di liquido presente nel serbatoio.

Entrambi i prodotti sono stati inclusi nel catalogo 2025 e sono disponibili sia presso i migliori rivenditori autorizzati sia sullo store online di INTEC.

Formula SAE Italy 2025: Teoresi premia la Squadra Corse del PoliTo

formula SAE Italy
Marco Bazzani,

La Squadra Corse del Politecnico di Torino si è aggiudicata, nell’edizione 2025 di Formula SAE Italy, il TeoRace Special Award 2025.

Si tratta del premio conferito da Teoresi, gruppo internazionale di ingegneria specializzata in tecnologie all’avanguardia per vari settori, tra cui l’automotive, al progetto più innovativo nello sviluppo di sistemi di controllo, metodi e architetture elettroniche a bordo del veicolo.

Un premio agli ingegneri del futuro

Il team del Politecnico di Torino è stato premiato per “aver progettato un sistema elettronico avanzato, frutto di un processo altamente efficace e innovativo, capace di integrare un’interfaccia proprietaria con strumenti di analisi e telemetria di nuova generazione”.

Il sistema, basato su reti neurali, ha permesso di migliorare le prestazioni della centralina nella gestione di più motori elettrici contemporaneamente.

Inoltre, attraverso un’efficiente modalità di analisi e produzione dei moduli del pacco batteria, è stata migliorata la stima dello stato di ricarica della batteria e la gestione della frenata rigenerativa.

Un premio hi-yech

La Squadra Corse ha ricevuto un trofeo e un pacchetto che include strumenti di Intrepid Control Systems (Vehicle Spy 3 Basic e ValueCAN4-2, di cui il Gruppo Teoresi è distributore unico in Italia).

Sono strumenti progettati per interagire con la rete veicolare e per svolgere attività di monitoraggio del bus, acquisizione dati, diagnostica, calibrazione e simulazione.

Formula SAE Italy fucina di tecnici

Per il gruppo di ingegneria l’evento è occasione di networking per contattare laureati o laureandi in ingegneria potenzialmente inseribili nell’organico aziendale.

Ogni anno le squadre partecipanti possono incontrare il team di Teoresi all’evento e proporsi per le ricerche attive nella pagina Carriere sul sito dell’azienda.

Per celebrare i dieci anni di sponsorship dell’evento, Teoresi ha lanciato una sfida interna, il Teoresi Adrenaline Race Contest.

Un quiz tecnico a tempo destinato ai team Operations di tutte le legal entity italiane del Gruppo.

In premio la presenza all’evento e il supporto ai Giudici del Team Innovation di Teoresi (Massimiliano Curti – Senior Technology Excellence Leader  e Gerardo Amato – Innovation Leader).

Marco Bazzani, Innovation Manager di Teoresi Group:

“Teoresi è sponsor ufficiale di Formula SAE Italy da dieci anni: edizione dopo edizione, questo evento resta un’importante occasione per incontrare giovani talenti impegnati in progetti innovativi nel settore automotive”.

Marco Bazzani, Innovation Manager di Teoresi Group.

“Questo ambito, caratterizzato da tecnologie d’avanguardia come la guida elettrica e autonoma, è da sempre strategico per il Gruppo”.

“La nostra partecipazione all’evento riflette l’impegno nel promuovere Ricerca e Sviluppo, valorizzando le competenze dei team universitari”.

“Crediamo che Formula SAE rappresenti un’esperienza formativa unica, dove gli studenti e le studentesse possono sviluppare conoscenze tecniche e soft skill fondamentali nel mondo del lavoro, come la capacità di lavorare in team o di affrontare sfide progettuali complesse”.

“Sostenere iniziative come Formula SAE Italy significa per Teoresi investire in innovazione e rafforzare il legame con il mondo accademico, alla continua ricerca di talenti motivati e appassionati”.

I progetti di Teoresi con le Università

Con l’obiettivo di fare da ponte tra impresa e accademia, Teoresi mantiene collaborazioni attive con 16 università in tutta Italia, tra cui

  • Politecnico di Torino,
  • Politecnico di Milano,
  • Università di Bologna,
  • Università La Sapienza di Roma,
  • Università Federico II di Napoli,
  • UniSalento.

Negli ultimi tre anni, ha supportato più di 80 tesi e finanziato 5 borse di dottorato e assegni di ricerca, investimento circa 150mila euro.

Fra i progetti recenti che il Gruppo Teoresi sta portando avanti c’è la collaborazione con l’Università di Torino nell’ambito delle Students’ Indigo Challenge.

Si tratta di sfide progettuali su temi tecnologici e di innovazione che coinvolgono studenti di UniTo e PoliTo con il supporto di aziende e centri di ricerca.

Teoresi sostiene anche la formazione scientifica in ambito scolastico attraverso la sponsorizzazione della Scuola Estiva di Fisica organizzata da UniSalento.

Chi partecipa prende parte a lezioni, esercitazioni, laboratori e prove sperimentali.

L’’obiettivo è prepararsi ai Campionati di Fisica (organizzati dall’AIF su mandato del Ministero dell’Istruzione e del Merito) e sviluppare la passione per le discipline STEM.

Attrezzatura Schaeffler per riparare motori elettrici degli E-Axle

Attrezzatura Schaeffler
Il nuovo utensile speciale permette di smontare e rimontare rotore e statore con precisione e senza contatto. ©Schaeffler

Schaeffler Vehicle Lifetime Solutions lancia un’attrezzatura speciale dedicata alla manutenzione degli E-Axle.

Interventi precisi e senza danni

Dedicato in particolare agli interventi di manutenzione sui motori elettrici, l’attrezzo di Schaeffler consente lo smontaggio e il rimontaggio preciso e senza contatto tra rotore e statore.

Come noto il forte campo magnetico rende difficoltoso il maneggiamento del rotore nella fase in cui il suo albero non è più infilato nei cuscinetti.

In questo si può evitare la costosa sostituzione completa del motore, eseguendo interventi mirati che consentono di risparmiare risorse e promuovere un’economia sostenibile.

Le officine possono così offrire ai loro clienti un’alternativa più vantaggiosa rispetto alla sostituzione completa del motore.

Il nuovo utensile speciale per E-Axle di Schaeffler permette una riparazione professionale e sicura dei motori elettrici. ©Schaeffler

Stephan Niese, Director Global Product Management ePowertrain presso Schaeffler Vehicle Lifetime Solutions:

“Riparare invece di sostituire: questo è possibile solo con gli strumenti adeguati. In quanto pionieri nelle innovazioni tecnologiche, siamo impegnati costantemente nella progettazione di nuove soluzioni”.

“Questo nuovo utensile apre le porte al mondo della riparazione dei motori elettrici e al futuro del gruppo propulsore elettrico”.

“Il nostro obiettivo è rendere la mobilità elettrica più sostenibile, conveniente e semplificarne la riparazione”.

Riparare meglio che sostituire

L’elevata robustezza e la precisione meccanica dell’attrezzatura, unite alla sua adattabilità a numerose tipologie di motori elettrici, lo rendono estremamente versatile e produttivo.

La sua struttura resistente garantisce uno smontaggio sicuro e accurato, mantenendo lo spazio radiale indispensabile per la movimentazione anche in presenza di forti campi magnetici.

Con una forza applicata fino a 10.000 N, è in grado di vincere anche le resistenze più difficili e inserire nuovi cuscinetti perfettamente allineati alla loro sede, il tutto senza danneggiare i componenti.

“Durante la rimozione del rotore, è fondamentale seguire istruzioni precise per evitare il contatto tra i componenti: anche il minimo segno di abrasione all’interno del motore può causare danni”, spiega Stephan Niese.

Lo strumento offre inoltre una presa ergonomica e un accesso agevole da tre lati aperti.

Perfetto per le officine specializzate

L’attrezzatura speciale Schaeffler per E-Axle è pensata per tutte le officine specializzate nella riparazione di motori elettrici e interessate a cogliere nuove opportunità di business.

Il prodotto è già in commercio ed è compatibile con tutte le soluzioni di riparazione e i sistemi per assali Schaeffler esistenti, come E-Axle RepSystem-G e E-Axle RepSystem-M.

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Il nuovo utensile speciale per E-Axle di Schaeffler permette una riparazione professionale e sicura dei motori elettrici.

Il nuovo utensile speciale permette di smontare e rimontare rotore e statore con precisione e senza contatto.

 

Formula SAE Italy 2025: motori, cellule grigie e algoritmi

ANFIA SAE
La prova di Endurance – foto © ANFIA

L’Autodromo “Riccardo Paletti” di Varano de’ Melegari si è trasformato, ancora una volta, in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto.

Con la ventesima edizione di Formula SAE Italy, organizzata dall’ANFIA, il futuro dell’automotive ha preso forma grazie all’ingegno di oltre 1.600 studenti provenienti da 14 nazioni e 49 team universitari.

Un’occasione che conferma la manifestazione come punto di riferimento mondiale nella formazione delle nuove generazioni di ingegneri del settore automotive.

Tecnologia in pista, il laboratorio del futuro

La competizione, suddivisa tra veicoli a combustione interna, elettrici, driverless e concept, ha messo in luce non solo performance dinamiche, ma soprattutto innovazioni tecnologiche avanzate.

Il team MoRe Modena Racing Hybrid ha dominato la classe 1CV (Combustion Vehicles) grazie a un sistema ibrido innovativo che prevede l’integrazione di motori elettrici sulle ruote anteriori.

Pur non ancora installato fisicamente sul prototipo, il progetto ha catturato l’interesse delle giurie per le potenzialità nell’agilità e nella distribuzione della coppia, anticipando i trend già consolidati nella categoria elettrica.

Elettrico e AI, il cuore pulsante dell’innovazione

Nella classe 1EV (Electric Vehicles) il team tedesco WHZ Racing Team (UAS Zwickau) ha dominato Endurance e Autocross.

Ha dimostrato come il vero vantaggio competitivo nelle vetture elettriche non sia solo nella potenza, ma negli algoritmi di controllo dinamico: torque vectoring evoluto, gestione della trazione e ottimizzazione rigenerativa.
Sul fronte guida autonoma, la classe 1DV ha visto primeggiare Mainfranken Racing (TUAS Würzburg-Schweinfurt), che ha dimostrato eccellenti capacità di
“troubleshooting” tecnico in tempo reale, qualità imprescindibile nel motorsport di oggi.

ANFIA SAE
I festeggiamenti dei vincitori – foto © ANFIA

SapienzaCorse (Università La Sapienza di Roma) ha brillato nello Skidpad driverless con un sistema di controllo laterale sofisticato, segno che l’AI non è più solo un supporto, ma parte integrante del progetto veicolo.

Nuove metriche per sostenibilità e sistemi integrati

Il Cost Event 2025 ha introdotto la valutazione dell’impronta carbonica dei progetti, una novità che porta l’attenzione su parametri di sostenibilità ormai centrali nell’industria.

Premi speciali come il Marelli per il sistema BMS innovativo (PCB flessibili con rinforzi in poliammide) e il Teoresi Group per l’elettronica basata su reti neurali mostrano l’evoluzione verso soluzioni integrate, termicamente efficienti e intelligenti.

Versatilità e visione industriale

Sempre più team hanno scelto la doppia partecipazione manuale/driverless.

Questa strategia offre punteggi in entrambe le categorie e prepara i giovani ingegneri alla trasversalità richiesta dall’industria automotive.
Anche l’aspetto internazionale si rafforza: l’arrivo di squadre da Indonesia e India testimonia la dimensione globale della manifestazione.

Il coinvolgimento di 32 sponsor e partner, molti presenti nelle giurie, rende Formula SAE Italy una piattaforma di networking unica per studenti e aziende.

Uno sguardo al futuro

Formula SAE Italy non è solo una gara o un gioco tra giovani studenti.

È un acceleratore di competenze e innovazione, un luogo dove i futuri ingegneri imparano a gestire risorse limitate, scadenze stringenti e imprevisti tecnici.

Nel cuore della Motor Valley italiana, il confronto tecnico-culturale diventa una palestra che anticipa il mondo industriale di domani.
La ventesima edizione chiude con la certezza che questi giovani ingegneri non stanno solo costruendo prototipi

Stanno progettando l’auto del futuro, più sostenibile, intelligente e connessa. Un progetto che evoca non solo velocità e prestazioni, ma anche un’idea di mobilità più evoluta e consapevole, dove l’ingegno umano guida l’innovazione tecnologica verso nuove frontiere.

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