Il caschetto per bici in carta riciclata

Se è vero che tutto cambia, si evolve e diventa ogni giorno più ecosostenibile, allora anche i caschetti da bici devono fare la propria parte.

A pensarla così è la “Membrain Safety Solutions”, una start-up inglese che seguendo l’idea di Isis Shiffer, laureata al “Pratt Institute” di New York che nel 2016, ha utilizzato i 40mila dollari vinti al “James Dyson Award”, concorso per le migliori idee di design, per produrre l’idea che ha conquistato la giuria: realizzare protezione per la testa per chi va in bici che fosse efficace ma del tutto priva di plastiche, schiume e polistirolo, materiali in grado di dare fastidio all’ambiente per qualche centinaio d’anni.

Ripiegabile e riciclabile

Il risultato si chiama “EcoHelmet”, il primo caschetto per bike ripiegabile e totalmente riciclabile, biodegradabile, compostabile e dai costi di produzione pari a 5 euro per ogni pezzo.

Realizzato in carta riciclata impermeabile, testata per resistere almeno tre ore sotto la pioggia battente, e con una struttura interna a nido d’ape radiale, EcoHelmet assorbe i colpi provenienti da qualsiasi direzione con la stessa efficacia del polistirolo tradizionale.

Testato con cura

Pensato per una clientela occasionale come turisti o studenti, EcoHelmet finora ha superato ogni tipo di test rientrando negli standard internazionali CPSC richiesti per i caschi.

“Ho avuto la fortuna di poter studiare al Royal College of Art e all’Imperial College of London per un semestre, avendo accesso al crash lab. Avevano un setup per il crash test europeo dei caschi che mi ha permesso di raccogliere dati sufficienti per studiare a configurazione a nido d’ape dell’EchoHelmet in modo da capirne la fattibilità”.