Serve più potenza? Prego, avvicinare la carta

C’era un tempo lontano in cui, comprata un’auto, da pagare non restava altro, a parte eventuali rate e l’assicurazione. Ma è roba del passato, che in mondo sempre più fatto a livelli crescenti a cui accedere pagando ancora, non ha più alcun senso.

Sistema paywall per ID.3

A pensarla così è il marchio Volkswagen, che nel Regno Unito ha introdotto per la prima volta un sistema di abbonamento “paywall”, che sblocca una quota di potenza superiore della vettura solo dopo aver sborsato altro denaro. Nel caso specifico si tratta della ID.3 Pro e Pro S, varianti più potenti della seconda generazione del modello entry level della gamma elettrica del marchio tedesco, prodotta dal 2019 sulla piattaforma MEB e in questo caso in grado di garantire l’equivalente di 230 CV, volutamente bloccati dall’hardware a 201.

Un “boost” a pagamento

Fino a qui, più o meno tutto nella norma, ma chi sceglie la ID.3 ha una carta da giocare: sbloccare un “boost” che assicura CV e coppia, che salgono rispettivamente da 201 a 230 CV e da 265 a 310 Nm.

Per accedere al livello superiore è sufficiente pagare 16,5 sterline al mese, 19 euro al cambio attuale, che diventano 165 per tutto l’anno (198 euro), o ancora garantirsi l’upgrade per tutta la vita del veicolo dando l’addio a 649 sterline, più o meno 780 euro.

Un’idea forse poco simpatica che ricorda gli abbonamenti alle pay-tv, dove l’abbonamento base da diritto a qualche canale di scarso appeal e per avere cinema, sport e documentari bisogna rimettere mano al portafoglio.

Proteste & lamentele

Inevitabile come il Natale, la polemica è scattata puntuale, anche se respinta al mittente da Volkswagen, che spiega l’operazione come un’ulteriore possibilità offerta alla clientela di “optare per una potenza maggiore senza impegnarsi nell’acquisto”.

Non basta ancora, perché sempre secondo il quartier generale di Wolfsburg, la modifica non richiede modifiche alla polizza assicurativa perché immatricolata indicando la potenza piena e nemmeno influisce sui consumi e l’autonomia, compresa tra 386 e 565 km nel solito ciclo WLTP.

Una tendenza dell’automotive

In realtà, a bene vedere, Volkswagen non ha inventato nulla di nuovo: da tempo diversi marchi Premium riservano un listino a parte per l’entertainment di bordo, la navigazione e gli aggiornamenti. La novità, semmai, è che nessuno aveva ancora pensato ad un “fee” legato alla parte motoristica.

Chi si chiede se l’ideuzza macina-soldi arriverà in Italia deve tenersi il dubbio, almeno al momento: nulla trapela dei piani aziendali, nemmeno se diventerà la normalità per tutti i mercati o solo alcuni.

Ma se andasse male, l’idea successiva potrebbe puntare sulla fortuna al gioco: una sorta piccola slot-machine a cui accedere dalle schermate dell’infotainment. Ci sarà il giorno con cui basterà un euro giocato per avere diritto ad un’intera giornata di potenza massima, e al contrario quello nato male, in cui anche dando fondo al borsellino bisognerà accontentarsi dei pochi cavalli concessi inizialmente.