
Nel 2006, dopo la scelta di cambiare immagine e prodotti, Kia fa uscire di scena il “K2500”, ad altre latitudini conosciuto come “Bongo”, un veicolo commerciale cassonato lungo poco più di 5 metri e largo 1,75 che diventa il compagno di lavoro ideale per chi deve addentrarsi nei centri storici cittadini.
Solo in Italia, Kia ne vende oltre 20mila, e secondo le stime del marchio coreano, ancora oggi nel nostro Paese ne circolano circa 5.000.
Preambolo necessario per spiegare che “PV5”, il nuovo commerciale del marchio di Seul, non è un debutto nel segmento ma un ritorno che promette nuovi sorrisi, perché ancora una volta la particolarità del nuovo stile Kia può fare la differenza.
No border
C’è un confine che per decenni è rimasto ben marcato: da una parte l’automobile, dall’altra il veicolo commerciale. Il primo vanto di PV5 è di riuscire ad assottigliare, se non cancellare del tutto, quel varco temporale.
Non perché il nuovo eLCV coreano rinunci alla concretezza che pretende chi lavora ogni giorno su strada, ma per la capacità di integrare logiche, tecnologie e qualità d’uso finora riservate al mondo passenger car.
PV5 inaugura la famiglia “PVB” (Platform Beyond Vehicle) e di fatto apre un nuovo capitolo nella strategia di Kia: non più solo costruttore di veicoli, ma un più moderno e attuale fornitore ufficiale di soluzioni di mobilità pensate per utilizzi reali, flessibili e digitali.
Una piattaforma nativa elettrica
Alla base del progetto c’è la “E-GMP.S” (Electric-Global Modular Platform for Service), piattaforma skateboard sviluppata specificamente per i PBV, il punto esatto dove si consuma la rottura con il passato: nessuna concessione agli adattamenti da architetture mutuate dai motori termici, ma un veicolo commerciale concepito fin dall’inizio come elettrico.
Un passaggio necessario per riuscire ad ottimizzare gli spazi, i pesi e le proporzioni, ma soprattutto per adottare un’architettura modulare a “building block” che permette di declinare PV5 in numerose varianti: Cargo, Passenger, Chassis Cab e Crew Van, lasciando la porta spalancata a conversioni specifiche e particolari per logistica, trasporto refrigerato o mobilità assistita.
Altrettanto strategico il posizionamento, con misure paragonabili ad un furgone compatto, sufficienti per collocarsi tra i segmenti C e D, ma giocando la carta della categoria superiore per gli interni.
Numeri che contano
Nella versione Cargo, il vano di carico raggiunge 4,4 m³, con una portata utile fino a 790 kg. Il dato che però colpisce di più chi lavora ogni giorno è la soglia di carico da 419 mm, la più bassa della categoria: meno fatica, meno tempo perso e maggiore sicurezza.
La versione Passenger risponde con un gradino laterale da 399 mm che facilita l’accesso e la praticità nell’utilizzo come shuttle, taxi o trasporto persone.
Il pianale piatto e ribassato consente configurazioni interne estremamente flessibili: oggi cinque posti, ma domani chissà, sei o sette, con la possibilità di personalizzare sedute, vani e accessori tramite il sistema “Kia AddGear” basato su binari di fissaggio a L.
Agilità urbana
Nonostante la stazza, PV5 stupisce per maneggevolezza: un impressionante raggio di sterzata di soli 5,5 metri lo rende particolarmente a suo agio in città, tra ZTL, parcheggi stretti, centri storici e cantieri.
Non è un caso: il telaio è stato messo a punto partendo da scenari d’uso reali, con l’obiettivo di mantenere un comportamento coerente a vuoto e a pieno carico.
L’ampia carreggiata e la batteria posizionata in basso contribuiscono a un baricentro favorevole, migliorando stabilità e comfort anche a velocità più sostenute o in presenza di vento laterale.
Motorizzazioni per chi lavora
Il powertrain prevede un motore elettrico anteriore fino a 120 kW (163 CV) e 250 Nm, abbinato a batterie da 51,5 o 71,2 kWh (con una futura 43,3 kWh dedicata al Cargo). L’autonomia dichiarata nel ciclo WLTP arriva fino a 416 km, un valore che toglie l’ansia alle consegne urbane e le tratte regionali.
Interessante l’efficienza sotto carico, perché ogni 100 kg aggiuntivi incidono sull’autonomia per circa l’1,5%, dimostrando per l’ennesima volta un sistema di gestione energetica calibrato con attenzione sull’uso professionale.
La ricarica rapida in DC fino a 150 kW assicura di passare dal 10 all’80% in circa 30 minuti, mentre la presa anteriore migliora la praticità nelle operazioni quotidiane, evitando interferenze con il vano di carico.
Connettività, il valore aggiunto
Con “Kia PLEOS Fleet”, PV5 diventa parte attiva dell’ecosistema aziendale: monitoraggio in tempo reale di stato energetico, pneumatici, manutenzione predittiva, comportamento di guida e routing.
Il tutto integrabile direttamente nei sistemi IT delle aziende grazie alla Push Data API, senza necessità di retrofit.
A bordo, il sistema di infotainment PBV basato su Android Automotive OS ruota attorno a un display widescreen da 12,9” in formato 16:9, con multitasking reale e accesso a un App Market dedicato.
Le funzioni essenziali restano sempre disponibili, mentre l’AI voice assistant consente di interagire con il veicolo a mani libere.
Andando sul sicuro
La struttura a esoscheletro a doppio anello, con acciai ad alta resistenza e protegge l’abitacolo e il pacco batterie, schermato da più strati con un’altezza da terra di 180 mm.
La dotazione ADAS è completa e include, tra gli altri, Forward Collision-Avoidance Assist 1.5, Navigation-based Smart Cruise Control e Lane Following Assist 2 con Hands-On Detection.
A questo si aggiunge la tradizionale forma di garanzia Kia: 7 anni o 150.000 km (estendibili fino a 260.000) e altri 8 anni sulla batteria, a conferma di un progetto pensato per durare nel tempo.
Un van che si guida come un’auto
Su strada, PV5 sorprende per quanto riesca a mascherare dimensioni e massa. La posizione di guida è alta e dominante, con una visibilità ampia favorita dalle grandi superfici vetrate concesse da una linea di cintura insolitamente bassa.
Colpisce la progressività dell’erogazione: l’acceleratore è calibrato per essere fluido, mai brusco, qualità fondamentale in ambiente urbano e nelle manovre a bassa velocità.
In città il raggio di sterzata ridotto fa la differenza: inversioni, parcheggi e svolte strette diventano così semplici da diventare un piacere.
Il baricentro basso trasmette sicurezza anche nei cambi di direzione più rapidi, mentre le sospensioni filtrano bene le irregolarità ma senza la rigidità tipica di molti commerciali.
Fuori dai centri urbani, PV5 mantiene un assetto composto e equilibrato, con uno sterzo leggero ma preciso e una risposta dell’avantreno prevedibile.
Non è un veicolo pensato per la sportività, ma il comfort di marcia e la silenziosità avvicinano l’esperienza di guida più a quella di una monovolume moderna che a quella di un furgone tradizionale.
I costi
Due le versioni per ognuna delle configurazioni, Cargo o Passenger. La prima, in allestimento “Business”, è dotata di batteria da 51,5 kWh (122 CV) ed è in vendita a 34.350 euro, che diventano 37.650 per la “Pro”, con batteria da 71,2 kWh da 163 CV.
PV5 Passenger debutta in versioni “Air” ed “Earth”, ambedue equipaggiate con gli stessi tagli di batteria della precedente.
La prima, la Air con batteria da 51,5 kWh, è in vendita a 38mila euro e la Earth a 43.500, mentre le varianti con accumulatore da 71,2 kWh, rispettivamente a 42mila e 47.500 per la Earth.
SCHEDA TECNICA
Versione Passenger Cargo
Piattaforma E-GMP.S
Lunghezza/larghezza/altezza 4695/1895/1899
Passo (mm) 2.955
Batteria (kWh) 71,2 51,5
Autonomia (km, WLTP) 412 416
Carica DC (10-80%) 0:30
Carica AC (10-100%) 6:30 4:45
Pneumatici 215/65R16
0-100 km/h (s) 10.6 12,4
Raggio di sterzata (m) 5,5
Capacità di carico 1.330-3615 4,4mc
















