
Citroën torna protagonista sulle piste, questa volta senza benzina.
Infatti, è ufficiale l’ingresso di Citroën Racing nell’ABB FIA Formula E World Championship a partire dalla stagione 2025/26.
Un balzo tecnologico e strategico, che non è solo marketing ma autentica sfida ingegneristica, culturale e sportiva.
Tecnologia, regolamenti e nuove sfide
La Formula E è la massima espressione del motorsport 100% elettrico.
Vetture monoposto a zero emissioni, con motore elettrico ad alte prestazioni, batterie ad elevata densità energetica, sistemi di recupero dell’energia rigenerativa particolarmente spinti, software di controllo avanzato, e gestione termica critica.
Citroën Racing dovrà confrontarsi con tutti questi aspetti, ottimizzando ogni aspetto – dall’efficienza della cella batteria al raffreddamento degli inverter, dalla gestione dei flussi di potenza (powertrain) al bilanciamento aerodinamico – per competere su circuiti cittadini, dove le condizioni ambientali, la superficie del manto stradale e gli ostacoli urbani impongono tolleranze ristrette.
La nuova stagione Formula E (stagione 12) utilizzerà il pacchetto Gen3 Evo, già evoluto rispetto alle generazioni precedenti per potenza, efficienza e spinta verso la sostenibilità.
Citroën si unisce così al gruppo di costruttori che interpretano il motorsport come laboratorio estremo per le tecnologie elettriche, che poi possono tradursi in miglioramenti per i veicoli di serie.
Come per esempio motorizzazioni ibride e elettriche, gestione termica, materiali leggeri, software avanzato di controllo della trazione e della stabilità.
Una storia sportiva che arriva da lontano
Per capire che cosa significhi questo ritorno, serve guardare al passato.
Citroën ha una storia sportiva ricca, spesso pionieristica, che ha contribuito a definire standard tecnici nel automobilismo.
Nel dopoguerra molte Citroën (tra cui la DS) parteciparono, con successo, a rally storici, come Monte Carlo, Liegi-Sofia-Liegi, 1000 Laghi…
Nel motorsport moderno Citroën Compétitions – Citroën Sport (poi Citroën Racing) ha dominato il rally mondiale con nove titoli piloti con Sébastien Loeb, otto titoli costruttori nel WRC.
Non vanno poi dimenticate le vittorie nella Dakar, successi nel rally raid, nei circuiti turistici (WTCC), e una reputazione costruita su affidabilità, innovazione e capacità di adattarsi a condizioni al limite.
Questo patrimonio sportivo non è un semplice ricordo del passato, ma offre una base ingegneristica, organizzativa e culturale su cui costruire il progetto elettrico.
Opportunità e strategie nella Formula E
L’impegno in Formula E offre a Citroën varie leve competitive e strategiche.
Prima di tutto è una vetrina tecnologica globale con gare nei centri cittadini, copertura mediatica internazionale, target giovane.
Citroën potrà mostrare le sue capacità non solo in termini di motore elettrico, ma anche su software, connettività, gestione della batteria, ergonomia, design in un contesto di stress reale.
E poi, ricerca e sviluppo possono essere trasferiti alla produzione. Le innovazioni che funzionano nello stress delle gare – per esempio nella gestione termica sotto carico elevato, nel recupero energetico, nei materiali per alleggerimento mirato – possono evolversi e finire su modelli di serie elettrici o ibridi.
Inoltre, la presenza in Formula E permette di ottenere un posizionamento ambientale e sostenibile.
Il motorsport “verde” (o più precisamente “meno impattante” rispetto agli standard tradizionali) è sempre più rilevante. L’elettrico non è solo una scelta tecnica, ma comunicativa, culturale.
Citroën invia segnali forti ai propri clienti, agli stakeholder, al mercato.
Sfide e incognite tecnologiche
Il percorso non sarà privo di ostacoli per il brand.
In un campionato a zero margini di errore, componenti come inverter, cablaggi, sistemi di raffreddamento, software di gestione dell’energia devono resistere a condizioni estreme.
Le gare cittadine presentano curve, rettilinei brevi, accelerazioni forti e quindi sarà cruciale evitare decadimento delle prestazioni dovuto a surriscaldamento o limiti di energia residua.
Infine anche se le monoposto elettriche sovente privilegiano l’efficienza piuttosto della downforce estrema, l’aerodinamica urbana (dossi, muri vicini, vento laterale) richiede settori ben progettati.
La telemetria, l’intelligenza artificiale, le strategie di gara saranno fattori di differenziazione.
E infine, investire in motore, batterie, sviluppo software, infrastrutture di test è costoso. Citroën dovrà far convivere performance di vertice con sostenibilità economica, anche rapportata all’immagine di marca, non solo premi vinti.
Implicazioni per il marchio
Questo impegno potrebbe segnare anche una svolta identitaria per Citroën.
Non solo automobili pensate per il comfort, l’innovazione “dolce” (come sospensioni, comfort, design anticonformista), ma un ritorno al cuore competitivo, con tecnologia spinta, rischio calcolato, alta visibilità.
Per i fan, per i giovani, per chi guarda al domani è un segno che Citroën intende plasmare il futuro, non subirlo.
Citroën ha compiuto nel corso del secolo scorso passi che hanno ridisegnato che significa guidare e che cosa significa costruire un’automobile.
Dall’avanguardia tecnica della Traction Avant, delle sospensioni idropneumatiche e del coraggio estetico del modello DS, fino ai trionfi nei rally con Loeb.
Ora, con la Formula E, torna in cima alla montagna non per nostalgia, ma perché davanti ha un panorama nuovo da conquistare: emissioni ridotte, propulsione elettrica, sostenibilità integrata, sfide urbane, tecnologia che diventa servizio quotidiano.
E se il rombo di un tempo si trasforma in sussurro elettrico, l’adrenalina non per questo svanisce.
















