venerdì 24 Aprile 2026 - 10:33:10

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Aci Racing Weekend a Monza: assegnati i titoli tricolori

Si sono conclusi all’Autodromo Nazionale Monza gli ACI Racing Weekend 2025.

In pista più categorie che hanno movimentato il weekend correndo sia l sabato sia la domenica.

E4 Championship

In questa categoria successo doppio e campionato a Kean Nakamura-Berta (Prema Racing).

Il giapponese ha vinto gara 1 (15 giri percorsi in 36’39″866, media 142,200 km/h) davanti al brasiliano Gabriel Gomez (US Racing) e all’olandese Reno Francot (PHM Racing).

In gara 2 si è ripetuto, cogliendo il terzo successo su tre in una gara su 14 giri durata 32’16.347, media 150,782 km/h, nella quale ha preceduto il colombiano e compagno di squadra Salim Hanna e il pilota di Singapore Kabir Anurag (US Racing).

Gran Turismo Sprint GT3

Andrea Frassineti, conquistando la gara di domenica in coppia con Edoardo Liberati (Lamborghini Huracán GT3 Evo 2, VSR), si è laureato campione italiano Gran Turismo Sprint GT3.

Il duo ha completato i 26 giri in 53’16″905, media 169,609 km/h.

Sul podio assoluto anche i loro compagni di scuderia l’inglese Sandy Mitchell e Loris Spinelli, secondi, e l’equipaggio formato dal tedesco Jens Klingmann e del finlandese Jesse Krohn (BMW M4 GT3, Ceccato Racing) terzi.

Campionato Italiano Gran Turismo Sprint GT Cup

Nel Campionato Italiano Gran Turismo Sprint GT Cup l’ultimo successo è andato all’equipaggio formato da Riccardo Iannello e Vittorio Viglietti (Lamborghini Huracán ST Evo 2, DL Racing) che ha percorso 23 giri in 56’09″878, alla media di 142,338 km/h.

Sul podio Giuseppe Forenzi e Francesco Coassin (Lamborghini Huracán ST Evo 2, Invictus Corse), secondi, e Andrea Fontana e Alessandro Mainetti (Lamborghini Huracán ST Evo 2, HC Racing Division), terzi.

Porsche Carrera Cup Italia

La corsa conclusiva della Porsche Carrera Cup Italia ha laureato campione tricolore Keagan Masters (Ombra Racing).

Il sudafricano ha percorso 15 giri in 31’57″174, alla media di 163,168 km/h.

Alle sue spalle si sono piazzati l’israeliano Ariel Levi (The Driving Experiences) e l’olandese Dirk Schouten (Dinamic Motorsport).

Formula Regional European Championship by Alpine

Dopo aver vinto il titolo della Formula Regional European Championship by Alpine nella gara di sabato, il britannico Freddie Slater (Prema Racing) ha concesso il bis in quella che ha concluso il campionato (17 giri in 36’23″213, media 162,390 km/h)  e che ha visto i protagonisti tagliare il traguardo in regime di Safety Car.

Dietro il fresco campione si sono piazzati Matteo De Palo (Trident) e il francese Evan Giltaire (ART Grand Prix).

La giornata conclusiva degli ACI Racing Weekend è servita anche a lanciare uno sguardo sul futuro con la presentazione della monoposto Gen 2 che disputerà la prossima stagione della Formula Regional European Championship e a premiare i vincitori 2025 alla presenza del Commissario Straordinario dell’Automobile Club d’Italia, Generale Tullio Del Sette, e del Presidente eletto dell’ACI, Geronimo La Russa.

 

L’ultimo ACI Racing Weekend è stata anche l’occasione per premiare alcuni ufficiali di gara per i meriti acquisiti nel corso della loro lunga attività sportiva dedicata all’automobilismo sportivo:

  • Francesco Molinaro (Ispettore),
  • Ezio Sisti (Commissario Tecnico),
  • Eligio Clemente (Commissario Sportivo),
  • Lucio De Mori (Direttore di Gara).

Un evento che rientra nell’ambito dell’iniziativa “FIA Volunteers and Official Month”, voluta dalla Federazione Internazionale dell’Automobile.

Un riconoscimento come “Best team of Volunteers” è stato assegnato all’ASD Ufficiali di Gara AC Torino “CiUGì”.

Magneti Marelli sempre protagonista del Motorsport

Per noi di Auto Tecnica è stata l’occasione per trascorrere una domenica in compagnia dei tecnici Magneti Marelli che davano assistenza ai team per quanto riguarda i componenti di loro competenza.

In particolare le centraline controllo motore sono monitorate da un apparecchio Magneti Marelli posto a bordo veicolo che acquisisce i dati e consente eventuali correzioni.

Nel campionato GT3, infatti, la centralina è unica ed è chiusa a gran parte delle possibilità di modifica. Inoltre essendo in vigore il BOP, questo controllo serve anche a tenere sotto controllo le prestazioni dei motori, in modo da aprire la categoria a più veicoli, anche di prestazioni in origine molto diverse tra loro.

Un’opportunità per dare il massimo risalto alle capacità di intervento sulla ciclistica da parte dei Team e dare chance equivalenti ai piloti, a tutto vantaggio della spettacolarità delle gare.

Brembo Solutions e Microsoft Italia per la trasformazione digitale

Brembo Solutions, la business unit di Brembo che fornisce soluzioni basate sull’intelligenza artificiale alle imprese globali, annuncia il lancio di ALCHEMIX su Microsoft Marketplace, la piattaforma online che raccoglie le soluzioni e le applicazioni aziendali di Microsoft e dei suoi partner.

Questo permetterà alle aziende di tutto il mondo di trovare facilmente gli strumenti digitali più adatti alle proprie esigenze, indipendentemente dal settore e dalle dimensioni.

ALCHEMIX è un formulatore di composti basato sull’intelligenza artificiale e progettato per accelerare i processi di ricerca e sviluppo.

Consente alle aziende di generare e predire combinazioni innovative di materiali e ingredienti in pochi minuti anziché in mesi.

Questa soluzione aiuta le imprese di diversi settori a ridurre i tempi di commercializzazione dei prodotti, ad ottimizzare le formulazioni e a digitalizzare i processi di ricerca e sviluppo.

ALCHEMIX apre nuove strade all’innovazione e favorisce formulazioni sostenibili, offrendo alle aziende un significativo vantaggio competitivo.

Il primo utilizzatore, un’azienda globale leader del settore Food & Beverage con una forte attenzione all’innovazione sostenibile, conferma la versatilità di ALCHEMIX e il suo potenziale nel rivoluzionare i processi di ricerca e sviluppo in diversi ambiti.

Fabio Menichini, Senior Manager di Brembo Solutions:

“Brembo Solutions consente di sfruttare appieno il potenziale dell’intelligenza artificiale attraverso soluzioni avanzate, progettate per i clienti più ambiziosi”.

“Con il nostro approccio AI•DOING – che combina la comprovata esperienza di Brembo nell’intelligenza artificiale con la sua applicazione nel mondo industriale – rispondiamo a reali esigenze di mercato, portando innovazione digitale a tutte le imprese che desiderano rafforzare efficienza e competitività”.

Mario Santagostino, Head Manufacturing & Mobility di Microsoft Italia:

“Siamo entusiasti di ampliare la collaborazione strategica con Brembo Solutions in occasione del lancio di ALCHEMIX su Microsoft Marketplace”.

“Questa soluzione innovativa,  basata  sull’intelligenza  artificiale  e  sviluppata  grazie  alle  solide funzionalità di Azure OpenAI Service, rappresenta un esempio concreto di come i nostri partner stiano sfruttando le tecnologie Microsoft per accelerare la trasformazione digitale”.

“Allo stesso tempo, dimostra come, unendo le forze, possiamo contribuire alla competitività del settore manifatturiero, un comparto strategico in grado di trainare la crescita sia in Italia, sia a livello globale”.

“ALCHEMIX permetterà alle aziende di diversi settori di innovare più rapidamente, rendendo l’intelligenza artificiale generativa accessibile, anche alle realtà più piccole”.

Nato da un progetto al Brembo Inspiration Lab in Silicon Valley, ALCHEMIX è stato sviluppato dal Team Data Science e AI di Brembo, sfruttando la tecnologia Microsoft Azure e, in particolare, i modelli avanzati, la personalizzazione, la scalabilità e la sicurezza di Azure OpenAI Service.

All’interno di Brembo, ALCHEMIX è già utilizzato per generare combinazioni avanzate di materiali d’attrito per i componenti frenanti.

Forte di questa solida esperienza nell’applicazione dell’intelligenza artificiale alla tecnologia frenante, Brembo Solutions ora ha lanciato ALCHEMIX come soluzione software-as-a-service (SaaS) su cloud, pensata per supportare le aziende dei settori Food & Beverage, Cosmetica, Chimica e altri ambiti industriali nell’accelerare l’innovazione e mantenere alta la competitività in mercati in continua evoluzione.

Guidi un’auto di lusso? Hai un brutto carattere

Da anni lo sospettavamo: chi sfreccia con un’auto da sogno spesso non brilla per simpatia. Ora, a confermare quello finora che era solo luogo comune, ci ha pensato la scienza.

La ricerca che mette il turbo ai pregiudizi

Un gruppo di ricercatori dell’Università del Nevada ha deciso di verificare un stereotipo tanto diffuso quanto controverso: i guidatori di auto costose sono davvero più arroganti e meno empatici?

Il risultato è un sonoro sì, e per di più accompagnato da una certezza statistica.

In pratica, gli studiosi hanno filmato con pazienza certosina centinaia di attraversamenti pedonali per capire chi cedeva il passo e chi invece no.

Spoiler: le utilitarie vincono in gentilezza, le supercar in “me ne frego”.

I proprietari di veicoli di fascia alta, secondo lo studio, mostrano un vero e proprio “senso di superiorità” e scarsa capacità di mettersi nei panni altrui — anche quando quei “panni” stanno solo tentando di attraversare la strada indenni.

Anche il colore della pelle conta (purtroppo)

Durante l’esperimento è emerso pure un altro lato della faccenda, perfino fastidioso: gli automobilisti si fermano il 31% delle volte davanti a donne e uomini bianchi in genere, ma solo il 24% quando sulle strisce ci sono persone di colore.

Insomma, l’educazione stradale pare abbia ancora parecchia strada da fare.

Dalla Finlandia, conferme ghiacciate

E non finisce qui. Un’altra ricerca, questa volta dell’Università di Helsinki, ha aggiunto benzina sul fuoco: secondo il professor Jan-Erik Lönnqvist, chi guida auto di lusso tende a essere “polemico, testardo, sgradevole e un po’ sociopatico”.

Lönnqvist racconta di averlo notato di persona: “Chi passa col rosso e non dà la precedenza spesso guida auto tedesche di grossa cilindrata”.

Da lì è nato lo studio: attraverso un test di personalità condotto su quasi duemila automobilisti, tutto è risultato chiaro come un parabrezza pulito: gli uomini egocentrici amano le auto di categoria superiore.

Non tutti i ricchi sono antipatici (per fortuna)

Ovviamente la regola non è assoluta: esistono anche proprietari di auto di lusso educati, empatici, rispettosi del prossimo e del codice della strada.

Ma la scienza non sa dove siano nascosti.

Piccolo ma… grande, arriva il nuovo Toyota Land Cruiser FJ

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Il prototipo del Toyota Land Cruiser FJ presentato in Giappone - foto © Toyota

Nell’agguerrito panorama dei grandi SUV, Toyota lancia quest’anno un colpo… astuto.

Non un “mostro” da 3 tonnellate, non un luxury-SUV da esibire in centro città senza riuscire a trovare un parcheggio adeguatamente grande, bensì un vero “fuori strada” in formato più accessibile.

Il nuovo Land Cruiser FJ è stato svelato il alcuni giorni fa a Toyota City, con lancio giapponese previsto per la metà del 2026.

Un’eredità da 12 milioni di esemplari

Il marchio Land Cruiser ha alle spalle oltre 70 anni di storia e oltre 12,15 milioni di unità vendute in più di 190 Paesi.

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foto © Toyota

Oggi quella stessa “missione” si rinnova con il FJ.

Offrire affidabilità, capacità off-road, visibilità ampia e presenza stilistica, pur in dimensioni più maneggevoli.

L’heritage incontra il moderno

Nel progetto FJ la forma rivela subito l’intento.

Silhouette squadrata, tetto alto (1.960 mm), carreggiate pronunciate, parapiedi e paraurti rimovibili per agevolare riparabilità e personalizzazione.

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foto © Toyota

L’abitacolo si distingue per un layout orizzontale della plancia, visibilità generosa grazie a una linea di cintura bassa, comandi raggruppati per ottimizzare i movimenti del conducente, e integrazione del pacchetto attivo di sicurezza Toyota Safety Sense.

Il Land Cruiser FJ poggia su telaio a longheroni, la piattaforma IMV condivisa con il pickup Hilux.

Dispone di un passo di 2.580 mm, che risulta 270 mm più corto rispetto alla serie 250 della Land Cruiser.

Il raggio di sterzata scende a soli 5,5 m – valore molto interessante per un veicolo su telaio – facilitando la manovrabilità in ambiente urbano o in sentieri stretti.

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foto © Toyota

La mobilità fuoristrada è pari a quella della storica serie 70, anche grazie a rinforzi al sottoscocca e a una carrozzeria rigida per garantire comportamento corretto su terreni impegnativi.

Motore, trasmissione e rendimenti

Il prototipo annunciato da Toyota monta un motore 2TR-FE 2,7 litri benzina, con 120 kW (163 PS) e 246 Nm di coppia.

La trasmissione automatica a 6 rapporti Super ECT e la trazione integrale part-time (4WD) costituiscono il pacchetto tecnico base.

Lunghezza 4.575 mm
Larghezza 1.855 mm
Altezza 1.960 mm
Passo 2.580 mm
Capacità posti 5 (due file)
Motore 2.7 l 2TR-FE benzina
Potenza max 120 kW
Coppia max 246 Nm
Trazione 4WD (part-time)
Cambio Automatizzato 6 rapporti
Raggio sterzata 5,5 m

Personalizzazione e lifestyle

Un aspetto distintivo del FJ è la forte dimensione “do-it-yourself” e side-use.

I paraurti angolari rimovibili favoriscono facili riparazioni e adattamento all’impiego off-road.

Su richiesta, pannelli MOLLE (modular lightweight load-carrying equipment) permettono il fissaggio di accessori esterni e bagagli, pensati per chi ama avventure, mobilità in natura, equipaggiamento outdoor.

Dove lo vendono (e dove no)

Interessante notare come Toyota ha annunciato il lancio commerciale del nuovo Land Cruiser.

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Toyota ha mostrato in anteprima anche come saranno gli interni del nuovo Land Cruiser FJ – foto © Toyota

A metà 2026 in Giappone e altri mercati target sono il SudEst asiatico, il Medio Oriente, l’Africa e l’America Latina.

Al contrario, al momento non è prevista la commercializzazione in Europa o Nord America, a causa di limiti legati alle normative sulle emissioni, al posizionamento di gamma, e strategie produttive.

Una chimera per l’Italia?

Il Land Cruiser FJ dimostra che la leggenda dei fuoristrada può essere declinata in un formato più agile, più accessibile, più “giocoso”, senza tradire la sostanza.

Che significa telaio robusto, capacità off-road autentica, pensiero modulare e lifestyle.

Per i mercati europei e nordamericani, resta (almeno per ora) un oggetto del desiderio. E forse è proprio questo a renderlo più affascinante.

Alla vigilia di una rivoluzione elettrica e di nuove forme di mobilità, il FJ ci ricorda che mobilità non è solo “andare” ma andare dove si crede, come si crede, con gli strumenti giusti.

E, soprattutto, che a volte la libertà più grande è ritrovare la semplicità, la pulizia della forma, la concretezza del telaio, il gusto dell’avventura. Il piccolo Land Cruiser FJ lo fa con un sorriso e… un paraurti removibile.

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Presentata anche una “Overseas customized specification” del prototipo Land Cruiser FJ – foto © Toyota

Gli italiani e le cinture anche dietro, un’abitudine che non c’è

Hand fastening seat belt in the car

Se le norme – e più che altro le multe – sono riuscite a convincere la maggior parte degli italiani ad allacciare le cinture di sicurezza quando sono seduti alla guida o sul sedile del passeggero anteriore, non si può dire altrettanto per chi siede dietro.

Vizi (tanti) e virtù (poche) di chi va in macchina

Un’indagine della “sorveglianza Passi” (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), programma voluto dall’Istituto Superiore di Sanità, ha svelato abitudini inquietanti degli automobilisti italiani tra il 2023 e l’anno successivo.

Le cinture posteriori, un odio profondo

La prima, appunto, racconta che solo un intervistato su tre allaccia le cinture quando siede sui sedili posteriori. In pratica, un residuo 34% usa in modo costante la cintura di sicurezza – che sia seduto davanti o dietro non importa – mentre va meglio con l’obbligo del casco per chi va moto, rispettato dal 96% degli interpellati.

Al Sud va peggio che al Nord

Quasi inutile aggiungere che il fenomeno è vittima di macroscopiche differenze geografiche: al Sud, l’uso costante delle cinture di sicurezza si limita al 18%, mentre al Nord sale al 54%.

E ancora: il 17% (il 24 al Sud) ammette di avere difficolta nell’uso dei seggiolini per bambini, cifra che comprende chi non li usa per niente e perfino chi non ha mai pensato fosse il caso di acquistarne uno.

Il peggio del peggio: quelli che bevono

E va ancor peggio con il 6% che ammette di guidare talvolta anche sotto l’effetto dell’alcol, una delle più pericolose condizioni possibili di mettersi alla guida.

Una consuetudine che tocca il 5% dei più giovani di età compresa fra 18 e 21 anni, consapevoli della pericolosità e delle possibili conseguenze penali, ma ugualmente abituati a bere anche se devono guidare e ospitare passeggeri sulla propria auto.

La percentuale di incoscienti sale di pari passo con l’età e il sesso: il 7% di chi fra 25 e 34 anni, e il 7% anche degli uomini contro il 3% delle donne.

Lusso, incisioni e oro per la Rolls Royce del Centenario

Rolls-Royce
La Rolls-Royce Phantom Centenary - foto © Rolls-Royce

Un modello, settantasette storie.

Il modello è la Rolls-Royce Phantom Centenary.

Le storie sono quelle raccontate attraverso disegni, cuciture, ricami, incisioni laser sulla pelle, decorazioni in lamine d’oro a 24 carati, stratificazioni di inchiostro, intarsi in legno.

La serie limitatissima è la sesta Private Collection della casa di Goodwood.

Lo Spirit of Ecstasy è fuso in oro a 18 carati e placcato con lamine da 24 – foto © Rolls-Royce

Propone eccezionalmente ai propri clienti limousine tutte identiche, senza alcuna possibilità di personalizzazione.

Personalizzazioni che di solito fanno la differenza (non solo nel prezzo), a parte la scelta tra la guida a destra o a sinistra.

Un sogno da tre milioni

I 25 esemplari previsti – dieci dei quali sono rimasti nel Vecchio Continente (ma nessuno in Italia, pare) – sono già stati venduti da tempo.

Rolls-Royce
foto © Rolls-Royce

“Conosciamo i nostri clienti e ci confrontiamo con loro” fanno sapere da Rolls-Royce. Dove invece non si parla di prezzi, anche se è ipotizzabile un costo per auto attorno ai 3 milioni di euro.

La carrozzeria è bi-tono bianca e nera con una vernice “luccicante”.

Lo è grazie a minuscoli frammenti di cristallo, per i quali la Phantom Centenary Private Collection non passa naturalmente inosservata su strada.

Il “problema”, semmai, è che sarà difficile vederne circolare una: è praticamente un’auto da collezione.

Il suo sviluppo ha richiesto 3 anni e 40mila ore di lavoro da parte di designer e addetti per esprimere il meglio di quello Rolls-Royce è in grado di fare. Per il momento.

Rolls-Royce
Anche il logo non poteva che essere d’oro – foto © Rolls-Royce

Viaggia fino a 250 km/h di velocità massima ed è alimentata da un V12 da 6.75, esattamente come le altre Phantom, con le quali condivide anche le proporzioni, tipo i 5,98 di lunghezza.

Oro, smalti e 160mila punti di perfezione

Quello che le altre non hanno (qualcuna forse sì) è, per esempio, lo Spirit of Ecstasy fuso in oro a 18 carati e placcato con lamine da 24.

Assicurano da Goodwood, è per “una finitura impeccabile e anti-ossidazione”.

La preziosissima statuetta è stata sottoposta alla certificazione dell’Hallmarking & Assay Office di Londra, che l’ha punzonata con un “Phantom Centenary” appositamente sviluppato.

L’oro, accompagnato da smalto bianco, è stato utilizzato anche per il logo RR.

Logo che, per la prima volta, compare davanti, dietro e sulle fiancate, e per alcune decorazioni interne, portiere incluse. Un lavoro da gioielleria.

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La Phantom Centenary può permettersi interni che molti riterrebbero kitsch – foto © Rolls-Royce

Così com’è stato un lavoro da alta sartoria quello dei disegni sul tessuto dei sedili posteriori (quelli anteriori sono in pelle bianca), tra l’altro con 160mila punti di cucitura.

Le 77 storie sono quelle sintetizzano un secolo di Phantom con i luoghi simbolo, gli eventi e i personaggi che ne hanno decretato il successo e l’hanno trasformata in un mito.

Un’auto per pochissimi, che possono anche permettersi interni che molti riterrebbero kitsch.

Cent’anni di splendore

L’esterno è impreziosito anche da un set di cerchi Phantom, “ciascuno dei quali reca 25 linee incise, in omaggio alle 25 auto della collezione e, insieme, per un totale di 100 linee per celebrare il centenario”.

foto © Rolls-Royce

L’obiettivo di Rolls-Royce era quello di creare una Phantom ancora più “senza tempo”, anche per dare valore all’acquisto dei propri clienti oltre che a gratificare l’azionisti di riferimento, che è il gruppo Bmw.

La casa dello Spirit of Ecstasy ricorda che quello che vuole offrire non soltanto una “macchina meravigliosa”, ma l’“esperienza del lusso”.

foto © Rolls-Royce

Sartoria Meccanica di MV Agusta: personalizzazione al top

Seguendo un trend diffuso tra i principali Costruttori di Hypercar e vetture di lusso, MV Agusta presenta Sartoria Meccanica.

Si tratta del programma di personalizzazione più avanzato ed esclusivo mai sviluppato dal marchio di Schiranna, dove ogni moto diventa un capolavoro unico, su misura secondo il gusto e la visione del cliente più esigente.

E’ un reparto speciale del nuovo Centro Stile MV Agusta

Il lancio di Sartoria Meccanica coincide con l’avvio del nuovo Centro Stile MV Agusta all’interno della storica sede della Schiranna, dal quale il programma attinge competenze e idee.

Ogni componente — dai materiali alle finiture, dai colori alle soluzioni tecniche — viene progettato per rispondere alle richieste più raffinate, trasformando ogni moto in un capolavoro unico.

L’approccio di Sartoria Meccanica inizia con una consulenza diretta e approfondita tra il cliente e il gruppo di designer di MV Agusta.

Non vi sono praticamente limiti a ciò che un cliente può far realizzare.

I costi, ovviamente, sono proporzionati alla complessità e all’unicità dell’oggetto finale.

Gli ingredienti coi quali cucinare l’MV Agusta dei sogni

  • Colore, finitura e grafica: livree uniche, colori personalizzati e dettagli grafici ispirati al patrimonio del Marchio o alla visione del cliente
  • Materiali avanzati: fibra di carbonio, titanio, alluminio lavorato dal pieno e pelli premium scelti per il loro bilanciamento ottimale tra prestazioni, leggerezza ed estetica
  • Componenti speciali: l’utilizzo di parti speciali MV Agusta è affiancato, se necessario, dalla creazione di componenti esclusivi
  • Handcrafting: elementi realizzati a mano dai migliori artigiani italiani, come le cuciture delle selle oppure i componenti in metallo lavorati a CNC e in fibra di carbonio

Tre livelli di personalizzazione

  • Sartoria Meccanica Essenziale: consente la creazione di soluzioni cromatiche e grafiche esclusive e senza alcun limite e di scegliere i materiali per la sella

  • Sartoria Meccanica Ricercato: estende il livello di personalizzazione all’aspetto di componenti tecnici come il telaio, il forcellone e il cannotto di sterzo, e alla scelta dei cerchi

  • Sartoria Meccanica Iconico: è il livello personalizzazione su misura praticamente illimitato. Include le opzioni precedenti arricchite dalla possibilità per i clienti di scegliere componenti dedicati ad alte prestazioni, soluzioni tecniche “one-off”, un casco progettato su misura in abbinamento alla grafica della moto oppure un cavalletto personalizzato.

Ogni richiesta viene valutata meticolosamente e, se tecnicamente e legalmente fattibile, eseguita con la massima precisione.

Ogni creazione è corredata da un certificato di autenticità e una targa recante il badge Sartoria Meccanica, identificativo di un pezzo One-of-One.

Luca Martin, CEO di MV Agusta Motor S.p.A.:

“In MV Agusta, i nostri clienti sono al centro di tutto ciò che facciamo. Sartoria Meccanica esprime il nostro impegno a offrire non solo moto straordinarie, ma esperienze assolutamente uniche, modellate sulla passione e sulla visione di ogni singolo cliente”.

“È per noi un onore poter collaborare con loro nella creazione di esemplari esclusivi, per chi desidera trasformare i propri sogni motociclistici in realtà”.

Da Bosch novità nella manutenzione e diagnosi dei sistemi TPMS

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Per contribuire a rendere più efficienti i servizi di manutenzione e diagnosi dei sistemi TPMS in officina, Bosch presenta i sensori Bosch QUICK FIT+ e del nuovo strumento di programmazione Tire Pressure Analyzer 400.

La nuova gamma include anche tre sensori la cui valvola può essere adattata su diverse tipologie di cerchi.

Questa espansione di sei codici del catalogo prodotti consente alle officine di utilizzare i sensori per un numero di veicoli più ampio.

I sensori QUICK FIT+ sono disponibili sia in gomma sia in acciaio nei colori nero, argento e titanio e coprono oltre il 90% degli attuali veicoli europei in circolazione.

La gamma di sensori Bosch QUICKFIT+.

Sensori Bosch QUICK FIT+

Questi nuovi sensori sono programmabili in non più di cinque secondi e con Tire Pressure Analyzer 400 di Bosch si possono programmare contemporaneamente fino a sei sensori.

Un ulteriore vantaggio è che la capacità della batteria dei nuovi sensori TPMS è stata aumentata del 50% rispetto al modello precedente, consentendo prestazioni elevate e un ciclo vita prodotto atteso fino a dieci anni.

I sensori QUICK FIT+ sono prodotti secondo gli standard di primo equipaggiamento presso lo stabilimento spagnolo di Bosch.

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Il Tire Pressure Analyzer 400 di Bosch.

Tire Pressure Analyzer 400

Con oltre il 95% della copertura dei veicoli e la capacità di programmare oltre 20 marchi di sensori universali, il Tire Pressure Analyzer 400 di Bosch è uno strumento essenziale per l’officina moderna.

Esso supporta un’ampia gamma di sensori universali disponibili sul mercato, inclusi i nuovi sensori Bosch QUICK FIT+ e i sensori Bluetooth di altri produttori.

La trasmissione dati wireless consente di visualizzare e controllare i dati TPMS direttamente sul display a colori da 2,8 pollici.

Regolari aggiornamenti software mantengono la gamma di funzioni del dispositivo aggiornata e assicurano che le officine abbiano sempre accesso alla più recente copertura di veicoli e sensori.

Un modulo OBD-II è incluso nel dispositivo per supportare i processi di codifica, ad esempio, per i produttori di veicoli asiatici come Toyota, Hyundai e Nissan.

I sensori Bosch QUICKFIT+ e il Tire Pressure Analyzer 400 sono già disponibili.

“Avventura” elettrica tra le cime delle Dolomiti

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foto © ECOdolomitesGT

L’ECOdolomitesGT torna a far battere il cuore degli appassionati di mobilità sostenibile.

Infatti, dal 7 al 9 novembre 2025 si disputerà questo evento che unisce tecnologia, passione e rispetto per l’ambiente sulle spettacolari strade dolomitiche.

È una gara di regolarità a zero emissioni, ormai un punto di riferimento internazionale per le auto elettriche “road-legal”.

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foto © ECOdolomitesGT

Quest’anno ospita la prestigiosa International Bridgestone FIA Eco-Rally Cup e il Campionato Italiano Energie Alternative ACI-Sport. La novità più attesa è l’esordio della “Hybrid Challenge Cup”, dedicata ai veicoli ibridi, che aggiunge un’importante sfida tecnologica a questa competizione all’avanguardia.

Un percorso tra storia e innovazione

L’evento si svolge intorno a Primiero San Martino di Castrozza, cuore pulsante del Trentino.

La gara toccherà località rinomate come Predazzo, Moena e Selva di Val Gardena, e valicando passi leggendari come Rolle, Sella e Gardena.

La novità 2025 è la tappa inedita a Corvara (Bolzano) che aumenta il fascino e la complessità del tracciato, lungo circa 450 km suddivisi in due tappe e quattro settori.

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foto © ECOdolomitesGT

Durante la gara le vetture si sfidano su prove speciali di regolarità da 260 km totali, impegnandosi a rispettare medie precise e a consumare la minor energia possibile.

Qui entra in gioco la tecnologia. Grazie ai sofisticati sistemi di telemetria, ogni kWh consumato viene monitorato con una precisione al decimo di percentuale, calibrata sul ciclo WLTP di ogni modello.

In questo modo, l’ECOdolomitesGT garantisce un confronto equo tra veicoli molto diversi, sottolineando come l’efficienza sia il vero traguardo.

Un’oasi di energia pulita lungo il percorso

Per ricaricare le batterie, l’evento conferma il “Charge Park”, un punto di sosta tecnologico alimentato interamente da energia rinnovabile fornita dal Gruppo ACSM/Primiero Energia.

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foto © ECOdolomitesGT

Questo approccio eco-friendly integra perfettamente la missione della gara: dimostrare che la mobilità elettrica è non solo possibile ma anche compatibile con ambienti naturali delicati come le Dolomiti.

La nuova sfida degli ibridi

La Hybrid Challenge Cup si presenta come un banco di prova cruciale per i veicoli ibridi MHEV, HEV, PHEV ed EREV.

Questi modelli, con motore elettrico e termico, sono chiamati a dimostrare la loro efficacia e sostenibilità lungo lo stesso percorso delle elettriche pure, per una competizione sempre più inclusiva e tecnologicamente avanzata.

Dove ammirare la gara e partecipare

Gli appassionati e i curiosi potranno seguire le sfide dal vivo.

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foto © ECOdolomitesGT

Lo potranno fare a Primiero, tra verifiche tecniche, partenze e arrivi, fino alla cerimonia di premiazione che si terrà a Palazzo delle Miniere.

Invece, le iscrizioni sono aperte fino al 30 ottobre e l’accesso è aperto a tutti i possessori di vetture elettriche e ibride con patente e licenza ACI-Sport/FIA.

L’ECOdolomitesGT non è solo una competizione, ma una celebrazione di come tecnologia, sport e sostenibilità possano intrecciarsi creando emozioni e spingendo verso un futuro più verde.

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foto © ECOdolomitesGT

Referendum per una Berlino libera dalle auto

© Volksentscheid Berlin Autofrei

Altro che 2035, a Berlino la fine della mobilità come la si conosce finora potrebbe arrivare molto prima.

L’iniziativa “Volksentscheid Berlin Autofrei” (Referendum Berlino libera dalle auto) ha proposto un utilizzo limitato a soli 12 giorni l’anno per le auto private nella capitale tedesca.

Si tratta di un progetto che, già bocciato dall’amministrazione cittadina, potrebbe portare a una consultazione popolare nel corso del prossimo anno. La Corte Costituzionale non si è opposta al referendum perché non lede alcun diritto.

L’obiettivo dei promotori è ridurre gli spostamenti con le auto private, migliorare la qualità dell’aria e garantire una migliore vivibilità in ampie zone della città.

Almeno per ora non è chiaro se l’eventuale restrizione possa riguardare le auto elettriche. Le limitazioni dovrebbero valere per tutta l’area metropolitana all’interno di quella coperta della rete di trasporto pubblico della S-Bahn.

Quattro milioni di abitanti e meno di due milioni di veicoli

Numerose le eccezioni previste.

BerlinCi sono quelle riservate per i disabili, ai quali la VBA vuole garantire il diritto alla mobilità, i mezzi di soccorso, le forze dell’ordine, la raccolta dei rifiuti e gli artigiani.

Per i promotori, liberare la città delle auto significa al tempo stesso liberare spazi per i pedoni, per le bici e per lo stesso sistema di trasporto pubblico, che dovrebbe venire potenziato.

Sull’esito dell’eventuale referendum è difficile sbilanciarsi, non soltanto per i numerosi interrogativi che la limitazione suscita, a cominciare dai controlli. La capitale tedesca conta quasi 4 milioni di abitanti e tra il milione e mezzo e i due milioni di veicoli immatricolati.

Una metropoli sensibile al problema

A Berlino c’è anche una notevole sensibilità ambientale, come conferma il voto popolare del 2014 che aveva portato alle dimissioni dell’allora sindaco socialdemocratico Klaus Wowereit.

Il primo cittadino di allora aveva proposto di trasformare il grande polmone “verde” dell’ex scalo internazionale di Tempelhof (che ospita le gare di Formula E, il mondiale per monoposto elettriche) in un’area edificabile.

Gli abitanti si erano espressi con una maggioranza significativa, vicina al 65%, contro l’idea del sindaco.

La domanda è, semmai, a che cosa serva un’auto in una città in cui la si può utilizzare praticamente una volta al mese. Ma tutto dipenderà dall’esito dell’eventuale voto e, in caso di via libera, dalla successiva conversione in legge da parte del senato cittadino.

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