Il gasolio torna alla carica anche sulle minicar, come dimostra Ligier, uno dei marchi più prolifici nel settore dei quadricicli, che allarga l’offerta con il nuovo motore Revo D+. Questo propulsore, omologato secondo la normativa Euro 5+ in vigore da gennaio, affianca infatti le versioni elettriche delle JS50 e Myli.
Sebbene la crescita delle vendita, salite del 15% in Europa e di quasi il 26% in Italia nel 2024, veda un boom ancora più consistente delle motorizzazioni elettriche, i cui volumi sono aumentati di oltre il 30%, la richiesta di motori endotermici al passo con i tempi rimane elevata.
Ligier Myli e JS50 (foto Ligier)
Giù le emissioni di NOx e PM
Il nuovo motore REVO D+ è un bicilindrico Diesel con una cilindrata di mezzo litro (499,8 cc) ed è prima di tutto ottimizzato nel processo di combustione. Adotta infatti un sistema common rail capace di generare una pressione di iniezione di 1.000 bar con iniettori a getto multiplo. Inoltre, il controllo dell’aspirazione è assicurato da una valvola a farfalla a gestione elettronica. La potenza massima del motore è di 6 kW, circa 8 CV, a 2.200 giri/minuto, con una coppia di 27 Nm disponibile tra 2.000 e 2.700 giri/minuto.
L’altro elemento-chiave è il sistema di trattamento dei gas di scarico chiamato EATS (Exhaust After Treatment System) in tutto e per tutto analogo a quello di un’automobile di ultima generazione. Oltre al catalizzatore DOC, include infatti un filtro antiparticolato autorigenerante e soprattutto un filtro SCR (Selective Catalytic Rduction) con serbatoio di AdBlue da 5 litri. Secondo il costruttore francese, questo consente una riduzione degli NOx di oltre il 90%, del particolato dell’80% e anche un taglio alla CO2, che ha valori dichiarati di 78 g/km.
A questo si aggiungono consumi particolarmente contenuti grazie anche a dispositivi di contorno come l’alternatore intelligente che si disattiva in accelerazione e un cambio a variazione continua riprogrammato. Il consumo dichiarato è di 3,0 litri per 100 km nel ciclo WMTC (il protocollo di omologazione dei motocicli a cui anche i quadricicli si rifanno). Con il serbatoio da 17 litri, le due vetturette dotate del motore REVO D+ promettono dunque fino a 550 km di autonomia con un pieno.
I prezzi dei quadricicli Ligier con motore REVO D+ partono da 12.990 euro per Myli e da 14.990 euro per JS50.
Se non puoi parcheggiare, vola: questo il motto non ufficiale di XPENG, il colosso cinese dell’innovazione tecnologica che ha fatto il suo debutto italiano durante la Milano Design Week 2025, trasformando l’ADI Design Museum in una vetrina del futuro.
Durante la kermesse milanese il costruttore cinese ha esposto robot umanoidi e un veicolo volante, ma ha anche annunciato l’arrivo di due modelli a giugno che segneranno l’inizio di una nuova era della mobilità in Italia,
Fondata nel 2014 a Guangzhou, XPENG è rapidamente diventata una delle aziende più innovative nel settore della mobilità elettrica e dell’intelligenza artificiale.
Con il supporto di un investitore come Volkswagen (che nel 2023 ha acquisito una partecipazione del 4,99%) l’azienda ha ampliato la sua presenza globale, entrando in mercati europei come Germania, Regno Unito e ora Italia.
XPENG ridisegna la mobilità tra terra e cielo
Chi si fosse recato nei giorni scorsi a visitare l’ADI Design Museum, oltre a poter ammirare alcuni dei capolavori del design come la Olivetti Lettera 22 o la lampada Arco disegnata dai fratelli Castiglioni, avrebbe anche potuto facilmente capire che cosa intende XPENG per innovazione – grazie a soli tre prodotti esposti. Il primo era Aeroht X2, un veicolo elettrico a decollo e atterraggio verticale, soluzione innovativa per la mobilità urbana, già premiato con il Gold Prize al “China Excellent Industrial Design Award”.
E poi Iron, un robot umanoide avanzato, frutto di cinque anni di lavoro che integra oltre 60 articolazioni per movimenti fluidi e naturali, condividendo la tecnologia AI delle auto XPENG.
E infine, potremmo dire soprattutto, era esposta la P7+, una berlina elettrica progettata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, dotata del sistema AI Hawkeye Visual Solution che offre una guida intelligente e personalizzata.
“Non c’è un luogo migliore dell’Italia per parlare della cultura dell’automobile, di design senza tempo e del futuro prossimo della mobilità”, ha affermato Brian Gu, Vice Chairman e presidente XPENG in collegamento video. “Oggi in questo iconico luogo aggiungiamo una nuova pietra miliare alla nostra storia perché la Design Week milanese di quest’anno si sposa alla perfezione con la nostra visione”.
“Non solo siamo impegnati nello sviluppo di velivoli a decollo e atterraggio verticale e nella robotica, ma costruiamo anche veicoli con funzioni di guida intelligente, definiti dal giusto mix di IA, hardware e software”.
La gamma che verrà commercializzata in Italia da giugno, infatti, punterà sui modelli XPENG G6 e G9, scelti dall’azienda per ridefinire il concetto di mobilità nel nostro Paese.
Tecnologia e stile al top della mobilità elettrica
Con un look dinamico e una dotazione tecnologica d’avanguardia, la XPENG G6 si presenta come un SUV coupé moderno, pensato per chi cerca uno stile sportivo senza rinunciare all’innovazione.
Il design è esaltato da cerchi da 20 pollici e da un ampio tetto panoramico che amplifica la luminosità all’interno dell’abitacolo.
Sotto la carrozzeria, la piattaforma a 800V dovrebbe consentire una ricarica ultrarapida fino a 280 kW e così dovrebbero essere sufficienti meno di 20 minuti per passare dal 10 all’80% di carica.
Nel ciclo WLTP, la G6 promette fino a 570 km di percorrenza con un solo “pieno” di batteria. Le prestazioni non dovrebbero deludere visto che nella versione a trazione integrale, il SUV eroga 476 CV e passa da 0 a 100 km/h in soli 4 secondi.
Il sistema operativo Xmart OS gestirà funzioni avanzate, mentre la pompa di calore, la funzionalità V2L (Vehicle-to-Load) e un potente impianto audio da 960W completano l’esperienza a bordo, all’insegna della praticità e del piacere di guida.
XPENG G9, ammiraglia a 800V
XPENG G9 è invece stato pensato come SUV ammiraglia del marchio e incarna l’equilibrio perfetto tra raffinatezza estetica, tecnologia avanzata e prestazioni elevate.
La sua linea decisa e aerodinamica cattura l’attenzione, mentre gli interni ampi e curati nei minimi dettagli offrono un ambiente lussuoso e confortevole, impreziosito da sedili ergonomici e da un impianto audio Dynaudio da 2150W con 22 altoparlanti, capace di regalare un’esperienza sonora immersiva in 5D.
Anche in questo modello, l’architettura a 800V è protagonista, con la possibilità di “accumulare” fino a 200 km di autonomia in soli 5 minuti e raggiungere l’80% della carica in meno di 20.
La versione top di gamma AWD Performance porta l’esperienza di guida a un altro livello: 550 CV di potenza, accelerazione da 0 a 100 km/h in appena 3,9 secondi e un’autonomia che raggiunge i 570 km nel ciclo WLTP.
Il cuore tecnologico della G9 è rappresentato dal sistema XPILOT 4.0, un avanzato pacchetto di assistenza alla guida che innalza la sicurezza e il comfort su strada.
Un SUV pensato per chi desidera il massimo, in ogni dettaglio.
JuanMa Lopez.
I SUV elettrici XPENG alla conquista del mercato italiano dell’auto
Descrivendo i due modelli, JuanMa Lopez (responsabile del Design Center di XPENG) ha spiegato che “la nostra filosofia progettuale è esplicita: creare auto che esprimano il nostro know-how attraverso la perfetta unione tra estetica e funzionalità in ogni aspetto”.
Durante l’evento di presentazione da lui gestito, Mattia Vanini (presidente di ATFLOW, importatore e distributore esclusivo di XPENG per l’Italia) ha sottolineato che per la sua azienda “è motivo di orgoglio e responsabilità rivestire il ruolo di importatori e distributori esclusivi perché XPENG è tra i principali protagonisti della rivoluzione tecnologica globale”.
“L’eccellenza del brand, insieme alla nostra profonda conoscenza del mercato italiano, genererà benefici tangibili per i clienti e diventerà un riferimento nell’evoluzione della mobilità sostenibile in Italia”.
Con l’arrivo ufficiale nel nostro Paese, XPENG non si limita a portare sul mercato due modelli elettrici all’avanguardia ma introduce una nuova idea di mobilità, dove design, tecnologia e sostenibilità convergono in una visione che guarda ben oltre l’automobile.
Mattia Vanini.
Aeroht X2, Iron e P7+ sono il manifesto di un futuro ormai prossimo, fatto di cieli percorribili, intelligenze artificiali al servizio dell’uomo e veicoli che si adattano al conducente.
In un Paese dove l’automobile è da sempre parte della cultura e del paesaggio, XPENG sceglie di iniziare il suo viaggio italiano con una promessa: non solo vendere auto, ma contribuire a ridisegnare l’immaginario stesso della mobilità.
E allora è tempo di allacciare le cinture perché il futuro è già in movimento.
La Milano Design Week 2025 ha ospitato anche il nuovo Concept EV2 di Kia, esposto alla mostra Transcend Journey.
E’ stata l’occasione per raccontare alcuni aspetti interessanti degli interni di questo veicolo prettamente urbano di segmento B.
L’abitacolo del Concept EV2, infatti, combina flessibilità funzionale con l’utilizzo di materiali ecosostenibili e innovativi, come Simplifyber Fybron™, micelio (con Biomyc) e AmpliTex™ (con Bcomp).
Design Opposite United
Gli interni del Concept EV2 uniscono dimensioni compatte e spaziosa flessibilità.
Con l’utilizzo quotidiano della vettura in mente, Kia si è concentrata sulla massimizzazione della funzionalità dello spazio della prima fila, che è in genere lo spazio principale nei veicoli di queste dimensioni.
Grazie alla disposizione del pavimento piatto, i sedili della seconda fila si ripiegano mentre i sedili anteriori possono scorrere molto indietro per espandere l’abitacolo.
Alcuni elementi dei sedili estensibili lateralmente rendono l’abitacolo più spazioso per supportare diverse attività, trasformando l’interno in uno spazio più modulabile.
Interessanti gli altoparlanti integrati nei poggiatesta dei sedili, gli altoparlanti portatili nelle portiere, i sedili estensibili lateralmente, i cuscini dei sedili staccabili e i divisori per i bagagli a scomparsa.
Materiali: il Simplifyber Fybron™
Si tratta di un composito di nuova generazione a base di cellulosa utilizzato per la plancia e i pannelli delle portiere.
Realizzato da fonti rinnovabili come legno, carta e tessuti riciclati, questo materiale riduce la dipendenza dalle plastiche tradizionali e garantisce che gli interni del veicolo siano sia rispettosi dell’ambiente che durevoli.
Questo materiale innovativo riduce al minimo gli sprechi attraverso un processo a base liquida che elimina la necessità di tessitura o filatura.
Migliora inoltre l’esperienza al tatto, dando una sensazione morbida e di alta qualità, offrendo un’alternativa più pulita e più attenta all’ambiente rispetto ai materiali convenzionali, essendo al contempo molto resistente.
Materiali: il micelio
In collaborazione con il partner Kia Biomyc, sul Concept EV2 sono impiegati componenti biodegradabili, tra cui canapa e materiali a base di micelio.
Sono utilizzati due tipi distinti di materiali del micelio. Il primo è un poliuretano (PU) infuso di micelio, applicato su tutte le superfici azzurre chiare dell’interno.
Sottili macchie marroni, vere e proprie particelle di micelio, sono incorporate ovunque, aggiungendo consistenza e profondità.
Il secondo è un materiale creato da cellule di micelio che legano la cellulosa proveniente da rifiuti agricoli in una struttura solida.
Le sue proprietà isolanti naturali lo rendono ideale per l’uso nel bracciolo della portiera, dove dimostra sia funzionalità che attenzione all’ambiente.
Il micelio è un materiale rinnovabile, di origine biologica, con eccellenti proprietà isolanti, che aiuta a creare un ambiente più confortevole nell’abitacolo, riducendo al contempo la dipendenza da materiali sintetici non biodegradabili.
Materiali: AmpliTex™
Nasce dalla collaborazione di Kia con Bcomp introduce ed è un composito di origine biologica ricavato da fibre di lino.
E’ impiegato in alcuni componenti strutturali all’interno dell’abitacolo, come la scocca del sedile posteriore e le sottostrutture dei sedili anteriori.
Alla fine del suo ciclo di vita, AmpliTex™ può essere scomposto e rielaborato in pellet compositi per il riutilizzo.
Approdata in Italia (e in Europa) grazie alla partnership con Stellantis, che ha messo a disposizione il sito produttivo di Tichy per l’assemblaggio della piccola T03 e la rete di vendita (con 100 dealers già brandizzati e l’obiettivo di arrivare a 125 entro giugno e ampliare soprattutto la presenza nel centro-sud), la cinese Leapmotor sta ora rafforzando la sua offerta.
Pur nascendo come un marchio 100% elettrico, Leapmotor non ha ignorato il bisogno di accompagnare la transizione con soluzioni atte a consentire quella totale libertà di utilizzo che l’elettrico puro ancora fatica a garantire. Per questo introduce ora sul SUV medio C10, lanciato anch’esso a fine 2024, la variante range extender. Dotata, cioè, di motore a benzina che fa da generatore, opzione che sarà prevista anche sugli altri modelli in arrivo.
Leapmotor C10 REEV: come è fatta
Lo sbarco di Leapmotor in Italia ha visto l’attenzione concentrata soprattutto sulle piccola T03. Anche perché la city car elettrica, dal prezzo piuttosto concorrenziale (parte da 18.000 euro) doveva inizialmente andare in produzione nello stabilimento torinese di Mirafiori. Questo ha fatto sì che il marchio venisse in un primo momento percepito come una sorta di low cost. In realtà, proprio con la media C10 lanciata contestualmente, il suo posizionamento effettivo si è spostato parecchio più in alto, nell’orbita dei brand premium rispetto ai quali mantiene comunque prezzi estremamente competitivi.
C10 si presenta infatti come un SUV di taglia media moto moderno nel concetto, dalle forme classiche ma dalla linea molto curata nella sua essenzialità. Lunga 4,74 metri, larga 1,90 e alta poco meno di 1,70, ha interni molto spaziosi la cui impostazione generale strizza evidentemente l’occhio a Tesla.
Il posteriore della Leapmotor C10 REEV
Lo spazio è una percezione reale, confermata dalla generosa distanza tra i sedili posteriori e anteriori, da una dotazione molto ricca ma anche da un’estrema pulizia delle superfici. Nessun comando fisico, a parte i due pulsanti sul volante (e le prese USB nascoste alla vista nel vano inferiore del tunnel centrale). La plancia è dominata dal grande display centrale da 14,6″ in cui sono racchiuse tutte le funzioni di bordo, anche qui con una grafica pulita ed essenziale dominata dal bianco. In aggiunta, c’è però anche un secondo schermo più piccolo dietro al volante per la strumentazione.
Leapmotor C10 REEV, la plancia con disply centrale da 14,6″
Tutte le parti hanno un rivestimento specifico, in similpelle, tessuto o plastica morbida, con un’impressione generale di eleganza sobria dal gusto quasi scandinavo. Nei dettagli ritroviamo alcuni componenti e scelte ergonomiche che la accomunano ad altri prodotti di origine cinese come la recente Jaecoo 7. Ad esempio gli alzacristalli con levette da azionare con un movimento inverso rispetto a quello canonico (spingendo per alzare i vetri e tirando per abbassarli). O la regolazione degli specchietti tramite i pulsanti al volante, che però si attiva passando per il menù.
Il sistema operativo utilizza un processore Qualcomm Snapdragon e dispone di aggiornamenti da remoto (OTA) il primo dei quali abiliterà, entro un paio di mesi, la compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto, non ancora fruibili sugl iesemplari provati.
Leapmotor C10 REEV, il vano motore con il motore da 1,5 litri qui in veste esclusiva di generatore
Leapmotor C10 REEV: le motorizzazioni
La C10 REEV, acronimo di Range Extender EV, non aggiunge semplicemente un motore/generatore al modello elettrico. La batteria, infatti, nel suo caso è più piccola, con una capacità di 28,4 kWh contro i 69 kWh della EV, mentre il motore e la trazione resta posteriore con una potenza di picco quasi identica (215 CV contro 218) e una coppia di 320 Nm.
Il generatore, perché questo è il suo esclusivo ruolo (nessuna connessione con le ruote, come già accennato la trazione è posteriore) è il consueto quattro cilindri da 1,5 litri. La sua potenza è di 50 kW-68 CV, 63 kW-85 CV in caso di richiesta elevata di energia, con un serbatoio da 50 litri. La scelta di ridurre la batteria e abbondare con la riserva di carburante ottiene un doppio risultato. Oltre a contenere il peso (meno di due tonnellate, come per la EV), allunga l’autonoma mantenendo comunque basse le emissioni.
Al tempo stesso, C10 REEV allinea i prezzi con la versione 100% elettrica (424 km di autonomia dichiarati), che parte anch’essa da 37.400. Per la Design ne sono richiesti 38.700 (la EV Design costa 37.900), confermando l’intenzione di farne un’alternativa al BEV e non un modello top di gamma.
Leapmotor C10 REEV offre infatti una percorrenza omologata complessiva di 970 km, di cui 145 consentiti dalla sola batteria che si ricarica in AC a 6,6 kW e in CC a 65 kW. Le emissioni medie di Co2 sono contenute in di 10 g/km.
Leapmotor C10 REEV (foto Leapmotor)
Leapmotor C10 REEV: come va
Come già precisato, la trazione della C10 REEV è esclusivamente elettrica e posteriore, cosa che richiede un po’ più di attenzione alla messa a punto del telaio. Specie per un’auto la cui vocazione è legata più al comfort che alle prestazioni. Il risultato è in effetti anche migliore delle attese. Rispetto ad altri modelli dal settaggio molto più morbido e poco reattivo, questo SUV cinese mostra un comportamento più vicino ai gusti europei. Oltre a uno sterzo dalla giusta sensibilità e a un discreto bilanciamento.
Le modalità di guida selezionabili sono quattro, ma non determinano il comportamento dinamico quanto piuttosto la gestione energetica. In EV+ si sfrutta al massimo la batteria, facendo intervenire il generatore soltanto quando scende sotto il 9%, mentre in EV questo accade dal 25%.
Viceversa, le modalità Fuel e Power+ sfruttano di più il benzina. Nel primo caso mantenendo la batteria sempre al di sopra dell’80% della sua capacità, nel secondo facendolo funzionare sempre.
La Casa dichiara per C10 REEV un livello di comfort acustico molto elevato e un funzionamento del benzina quasi impercettibile. Cosa, questa, abbastanza vera nelle condizioni di marcia a bassa e media andatura. Quando aumenta la richiesta di potenza l’intervento del generatore si avverte in modo più evidente.
In occasione della Design Week, fino al 13 aprile, Audi rinnova la sua presenza a Milano diventando ancora una volta una tra le principali protagoniste che animano le attività del FuoriSalone.
Audi è al centro della manifestazione internazionale con Audi House of Progress, l’hub creativo dei quattro anelli presso gli spazi di Portrait Milano, in Corso Venezia 11.
All’inaugurazione, presenti management di AUDI, designer AUDI AG, e partner Audi, è stato raccontato il progetto davanti ai numerosi ospiti.
Tra le presenze, assieme a Marco Balich (regista e direttore artistico), Philippe Starck (architetto), Michele De Lucchi (designer e architetto), Piero Gandini (Presidente Flos), Noemi (cantante), Gilda Bojardi (Direttore Interni), Scott Schuman (fotografo), Urbano Cairo (editore RCS Group), Fabio Novembre (designer), Maria Giovanna Paone (Presidente Kiton), Giuliano Dell’Uva (architetto), Guglielmo Miani (Presidente Montenapoleone District), Stefano Canali (CEO Canali Group), Antonio Citterio (designer), Cino Zucchi (architetto), Anna Dello Russo (stilista), Tommaso Sacchi (Assessore alla Cultura Comune di Milano) e Alessia Cappello (Assessore allo Sviluppo Economico Comune di Milano).
“Audi House of Progress è il nostro avamposto nel mondo della creatività e del design internazionale”.
“Un luogo che interpretiamo da 12 anni per raccontare il punto di vista Audi sul presente e sul futuro della mobilità”.
“Negli ultimi anni abbiamo raccontato con chiarezza la nostra visione: produrre vetture alimentate da energia rinnovabile attraverso un processo industriale sostenibile”.
“In questa edizione poniamo l’attenzione dal ‘dove’ al ‘come’ intendiamo raggiungere il nostro obiettivo”.
“Lo facciamo rappresentando sia in forma astratta che in forma concreta il concetto ‘flexability’”.
“Una parola che è sintesi tra abilità e flessibilità e che pone l’accento sulla tecnologia come strumento abilitante per realizzare la nostra visione”.
“Per la rappresentazione astratta abbiamo affidato il compito a Lonneke Gordijn e Ralph Nauta, i fondatori dello studio internazionale DRIFT”.
“Per la rappresentazione concreta, invece, abbiamo scelto di mostrare al pubblico in anteprima mondiale nuova Audi A6 Avant e, assieme a lei, la sorella Audi A6 e-tron basata sulla nuova piattaforma premium electric”.
Francesco D’Amore, Responsabile dell’Exterior Design di A6
“Creare Audi A6 Avant è stata una bella sfida, ispirata al DNA Audi”.
“L’obiettivo era ottenere linee perfette e nitide, combinate con la morbida tensione delle superfici”.
“Equilibrio tra sportività e fierezza, nitidezza e morbidezza. Tutto infatti inizia con le proporzioni: cerchi di grande diametro, passo lungo e un frontale distintivo con il singleframe ribassato rispetto alla precedente generazione”.
“La vista laterale slanciata trasmette un’idea di tensione”.
“Nella sezione posteriore, scolpita, è possibile ritrovare le tipiche superfici piene Audi con gli anelli collocati nella parte superiore. Punto di forza i gruppi ottici posteriori, caratterizzati dalla tecnologia OLED 2.0”.
“Tutti questi elementi conferiscono un carattere forte e dinamico a nuova Audi A6 Avant”.
Sarà visitabile dall’8 al 13 aprile 2025 nello lo storico Palazzo Borromeo d’Adda in via Manzoni 41 a Milano l’installazione ‘Vibrant Transitions‘ by BMW Group Design.
In questa prestigiosa sede, che ospita anche la nuova House of BMW 3.0, i visitatori sono accolti in uno spazio immersivo e sensoriale che esplora il futuro della mobilità, della personalizzazione e delle esperienze digitali.
Vibrant Transitions abbraccia tecnologia, auto e scooter
Al centro dell’installazione, all’interno di una galleria creata con una varietà di materiali, texture, luci ed effetti sonori, si trova il nuovo BMW Panoramic iDrive.
Un secondo percorso, nel cortile del Palazzo, conduce alla BMW X3 “Designer’s Choice”.
Infine, la MINI Neon Garden City ospita la nuova MINI Cooper Electric e il concept dello scooter CE 02 completamente elettrico by MINI Design.
Massimiliano Di Silvestre, Presidente e Amministratore Delegato di BMW Italia:
“Siamo felici di mostrare la nostra installazione “Vibrant Transitions” che esprime il nostro approccio integrato alla mobilità, unendo tutti i nostri brand – BMW, MINI e Motorrad – e ogni sistema di propulsione”.
Apertura al pubblico dalle ore 10:00 alle 19:00.
BMW Group in pillole
Il BMW Group comprende oltre 30 stabilimenti di produzione nel mondo ed ha una rete di vendita globale in più di 140 Paesi.
Nel 2024 ha venduto oltre 2,45 milioni di automobili e più di 210.000 motocicli in tutto il mondo.
L’utile al lordo delle imposte nell’esercizio finanziario 2024 è stato di 11,0 miliardi di euro con un fatturato di 142,4 miliardi di Euro.
Al 31 dicembre 2024 l’organico è di 159.104 dipendenti.
BMW Group Italia è presente nel nostro Paese da oltre 50 anni e vanta oggi 4 società che danno lavoro a 850 collaboratori.
La filiale italiana è uno dei sei mercati principali a livello mondiale per la vendita di auto e moto del BMW Group.
Il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino (MAUTO) ha lanciato il progetto Future Mobility, un’iniziativa innovativa volta a esplorare e diffondere conoscenza sui temi della mobilità sostenibile, della transizione ecologica e della digitalizzazione dei trasporti.
Attraverso un allestimento interattivo della sezione espositiva e un programma di divulgazione scientifica, il progetto punta a creare un dialogo attivo tra cittadini, aziende e istituzioni per affrontare le sfide della mobilità di domani.
Tecnologia per un domani intelligente
Il progetto Future Mobility è un’iniziativa che combina tecnologia, sostenibilità e divulgazione per esplorare le sfide della mobilità di domani.
Con numerosi partner offre esperienze interattive e un laboratorio di ricerca per costruire un futuro più green e intelligente MAUTO Future Mobility è il risultato di una collaborazione tra il museo e numerosi partner scientifici, istituzionali e aziendali, tra cui Teoresi Group, azienda di ingegneria fortemente orientata alle tecnologie di frontiera.
Teoresi partecipa all’iniziativa con il proprio know-how nei settori dell’automotive, delle life sciences e degli smart building, contribuendo con ricerca, formazione e networking su temi chiave come la guida autonoma e connessa, le alimentazioni alternative, l’air mobility e il monitoraggio della salute dei conducenti.
Innovazione e smart mobility per un domani sostenibile
Un elemento centrale del progetto è Spazio Futuro, una nuova sezione espositiva sviluppata in collaborazione con Fondazione LINKS e Herbert Simon Society.
Attraverso quattro sale tematiche (Osserva, Cammina, Esplora, Orienta), i visitatori potranno interagire con dispositivi multimediali, esperienze immersive e prototipi all’avanguardia.
In particolare, la sezione Esplora ospiterà contenuti curati da MOST – Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile, con cui Teoresi collabora attivamente come system integrator.
Teoresi contribuirà all’arricchimento dell’esperienza didattica e divulgativa dello Spazio Futuro, portando la propria expertise nei settori dell’intelligenza artificiale applicata ai veicoli, della connettività avanzata e dei nuovi paradigmi di Software-Defined Vehicle (SDV).
Inoltre, parteciperà al Public Program, un ciclo di incontri aperti al pubblico e ai professionisti del settore per approfondire le ultime innovazioni nel campo della smart mobility.
Teoresi partner di know-how
La partnership tra MAUTO e Teoresi si estende anche al Future Mobility Lab, un hub fisico e virtuale in cui università, imprese e centri di ricerca potranno collaborare per sviluppare soluzioni innovative nel settore della mobilità sostenibile.
Qui, Teoresi metterà a disposizione il proprio know-how nella cross-fertilization tecnologica, ovvero l’integrazione delle competenze acquisite in diversi settori industriali per applicarle alla mobilità intelligente.
Uno degli ambiti di ricerca su cui Teoresi si concentrerà riguarda le nuove modalità di alimentazione dei veicoli, con un focus sui carburanti alternativi e sull’idrogeno.
Inoltre, la società partecipa al progetto europeo Envelope, che studia l’uso di reti 5G e 6G per la guida autonoma cooperativa, contribuendo con prototipi di citycar connesse capaci di mappare l’ambiente in tempo reale.
Future Mobility: verso veicoli progettati dai software
Nel contesto del programma Future Mobility, Teoresi porta il proprio contributo allo sviluppo dei Software-Defined Vehicle, una nuova generazione di veicoli in cui il software assume un ruolo centrale nella gestione delle funzionalità del mezzo.
Grazie a sistemi avanzati di intelligenza artificiale, questi veicoli possono offrire nuove funzionalità di sicurezza, come il rilevamento precoce di colpi di sonno o problemi di salute del conducente.
“Nel 2025 il MAUTO intende interrogarsi sul futuro della mobilità e Teoresi può contribuire a questa riflessione portando l’esperienza maturata in diversi settori”.
“Integrando nella smart mobility le competenze acquisite in ambiti come i trasporti, le scienze della vita e le smart city, possiamo promuovere una mobilità più attenta ai nuovi bisogni delle persone”.
Grazie alla partecipazione di Teoresi, il progetto MAUTO Future Mobility si arricchisce di una prospettiva tecnologica all’avanguardia, offrendo ai visitatori un’esperienza coinvolgente e contribuendo alla costruzione di un ecosistema di mobilità sostenibile, sicuro e interconnesso.
Nuovo motore Mazda e-Skyactiv D, uno dei motori a gasolio più evoluti in circolazione.
Siamo stati in officina per vedere da vicino tutte la particolarità costruttive di questo 6 cilindri in linea di 3.3 litri alimentato a gasolio che rappresenta un’eccellenza in termini di fluidità di erogazione, assenza di vibrazioni e basse emissioni. E’ montato sui Suv di alta gamma di Mazda, il CX-60 e il CX-90.
Roberto Pietrantonio, A.D. di Mazda Motor Italia, ci spiega perché Mazda punta anche sul diesel.
Neutralità tecnologica, o meglio fornire automobili dotate di powertrain evoluti, a basse o nulle emissioni, che siano adatte a ogni tipo di mercato e alle più diverse condizioni d’uso.
Questo, in sostanza, il perché Mazda opera su più fronti tecnologici per mantenere la presenza significativa sul mercato globale.
Per fare questo, ha ulteriormente affinato la tecnologia del suo 6 cilindri in linea diesel e-Skyactiv D, ma non trascura i motori a benzina, gli ibridi e anche quelli destinati ai veicoli 100% elettrici.