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Dalla Suzulight alla Vision e-Sky, 70 anni di tecnica giapponese

Suzuki
La rivoluzionaria Suzulight del 1955 ha anticipato il futuro della mobilità urbana con leggerezza, efficienza e innovazione - foto © Suzuki

Settant’anni fa un piccolo cofano si sollevò in una tranquilla cittadina di provincia e cambiò per sempre la storia dell’automobile giapponese.

Non c’erano riflettori né conferenze stampa, solo Michio Suzuki in persona che consegnava la prima Suzulight a un medico condotto di Hamamatsu.

Un gesto quasi domestico, che però sanciva l’ingresso ufficiale di Suzuki nel mondo delle quattro ruote.
Il 1955 non fu soltanto l’anno di un nuovo modello, ma ’anno in cui si affacciò sulla scena una filosofia tecnica destinata a durare fino ai giorni nostri.

La rivoluzione gentile che anticipò il futuro

Nata nel 1909 come azienda produttrice di telai tessili, Suzuki fu costretta a reinventarsi quando il settore del cotone entrò in crisi nel secondo dopoguerra.

Il primo passo verso la mobilità arrivò nel 1952 con la bicicletta motorizzata Power Free. Il secondo, decisivo, tre anni più tardi con la Suzulight.

Il Giappone degli anni Cinquanta era un Paese in rinascita, con strade strette, infrastrutture in evoluzione e un’esigenza chiara: mezzi piccoli, efficienti, economici.

La risposta governativa arrivò con la normativa sulle Kei Car (Keijidōsha), veicoli ultra-compatti creati per democratizzare la mobilità privata.

Micro-dimensioni, macro-intuizione

Nel 1949 il Ministero dei Trasporti definì limiti precisi per questi nuovi mezzi.

Parametro regolamentare (1949) Valore massimo
Lunghezza 2,8 m
Larghezza 1,0 m
Altezza 2,0 m
Cilindrata 100 cc (2T) o 150 cc (4T)

Una “cornice” strettissima che obbligava a pensare in modo radicalmente innovativo.
Quando nel 1955 la Suzulight arrivò sul mercato, rientrò nella successiva categoria da
360 cc, ed entrò direttamente nel mito.

La Suzulight era già “moderna”

Il suo motore bicilindrico due tempi da 360 cc e 15 CV non racconta tutta la storia.

La Suzulight portava con sé soluzioni tecniche che l’Europa e gli Stati Uniti avrebbero adottato solo più tardi

Per esempio, il motore e trazione anteriore, le sospensioni indipendenti con molle elicoidali e lo sterzo a cremagliera.

In pratica, una piccola auto giapponese degli anni Cinquanta anticipava concetti che sarebbero diventati standard nel settore.
Era funzionale, spaziosa dentro, minuscola fuori. Era la mobilità urbana prima ancora che la città diventasse il terreno naturale dell’auto.

Una formula che non invecchia

Settanta anni dopo, il miracolo continua tanto che più di un terzo delle auto vendute in Giappone sono ancora Kei Car.

Nel 2022 ne sono state immatricolate 1,22 milioni pari al 36% del mercato nazionale.

Suzuki
Suzuki ha presentato al recente Japan Mobility Show la Vision e-Sky, un concept che sembra un ponte gettato alle kei Car del passato – foto © Suzuki

Certo, è merito degli sgravi fiscali ma anche e soprattutto del format.

Sono auto compatte, agili, intelligenti, perfette per un arcipelago dove gli spazi urbani sono preziosi come l’oro.

Dallo spirito “Yaramaika” alla Vision e-Sky

Il percorso che ha portato Suzuki fin qui è stato guidato dalla filosofia “Yaramaika”, cioè “Facciamolo”.

Un invito all’azione concreta che ancora oggi caratterizza lo spirito del marchio.

E oggi mentre l’Europa inizia a interrogarsi su nuove categorie di veicoli urbani elettrici (le cosiddette “e-car”, piccole, sostenibili e razionali) Suzuki porta al Japan Mobility Show un concept che sembra un ponte gettato tra due epoche: la Vision e-Sky.

Compattissima, elettrica, progettata per massimizzare lo spazio e minimizzare l’impatto ambientale. La reincarnazione moderna di ciò che Suzulight rappresentò nel 1955: fare tanto con poco, senza mai rinunciare all’ingegno.

Una tradizione che guarda avanti

Con una produzione annua di quasi 3,3 milioni di veicoli e l’obiettivo dichiarato di raggiungere i 4 milioni entro il 2030, Suzuki sembra aver trovato la formula della longevità industriale.

Innovare rispettando la propria identità, evolvere senza tradire la propria storia.

Guardare la Suzulight e la Vision e-Sky una accanto all’altra è come osservare l’inizio e la fine di un arco.
Il bello è che questo arco non si chiude ma continua, si prolunga verso un futuro in cui l’auto urbana non sarà più un compromesso, ma una scelta intelligente.

In un mondo che chiede meno ingombro, meno spreco, più efficienza, Suzuki non sta reinventando nulla.
Sta semplicemente ricordandoci che
le migliori idee del domani spesso nascono dalle intuizioni più luminose del passato.

Suzuki
foto © Suzuki

Aftersolution Renault: il cliente è la priorità del post-vendita

Renault Group presenta AfterSolution, la strategia di Renault Group nel post-vendita.

Lo ha fatto a Milano, presso RNLT Milano in Corso Garibaldi 73 insieme alla stampa specializzata e con l’intervento di Mario DE RISI – After Sales Business & Quality Director Renault Group Italia ed Enrico CECCARELLI – Quality & Services Director Dacia Italia.

De Risi ha innanzitutto ribadito come il servizio post-vendita sia fondamentale per mantenere fedele il cliente e che per questo richieda un enorme impegno da parte di tutti gli attori coinvolti affinchè si possa garantire in ogni situazione rapidità, modernità ed efficienza.

Aftersolution completa il percorso che in questi anni Renault Group, insieme alla sua Rete, ha compiuto per trasformare radicalmente l’esperienza del cliente.

Obiettivo principale rendere il rapporto tra cliente e rete più semplice ma allo stesso tempo efficace, offrendo risposte personalizzate, basate su ascolto attento, supporto su misura e soprattutto grande reattività.

Passo fondamentale la digitalizzazione

Il processo di digitalizzazione di Renault Group ha subìto una forte accelerazione attraverso l’integrazione di avanzate tecnologie nell’intero processo di vendita e di assistenza.

In questo contesto, Digital Care Service è la piattaforma del Costruttore in grado di garantire un’esperienza digitale trasparente e semplice, direttamente dal divano di casa, usufruendo di una customer experience tailor made.

Dalla prenotazione di un appuntamento in officina tramite la nuova agenda online (booking online) all’accettazione via tablet con invio al cliente del modulo di presa in carico della vettura tramite mail (smart accettazione), fino alla ricezione della fattura via e-mail con la possibilità di pagamento elettronico da remoto (e-payment).

Questo, a sommi capi, il processo che rappresenta una svolta radicale nel post-vendita.

Da una parte, consente infatti a Renault Italia di soddisfare pienamente le esigenze di clienti sempre più digitali che desiderano effettuare la maggior parte del loro percorso online senza tempi morti.

Dall’altra, consente al dealer concreti vantaggi derivanti dalla notevole riduzione del tempo di accettazione e, quindi, una maggiore produttività.

Logistica efficiente per ridurre i tempi d’attesa

Il miglioramento dell’attività della Rete dipende anche dall’efficienza della logistica.

È in quest’ottica che, nel 2023, con un investimento molto importante, è stato inaugurato a Castel San Giovanni (PC), il nuovo Centro di Distribuzione Europeo del Gruppo Renault in Italia.

Questo magazzino ricambi è quello che rifornisce le reti di vendita e assistenza di Italia e Svizzera.

L’investimento nella logistica continua nel 2025 con l’apertura, proprio in questo periodo, di un secondo polo ad Anagni, che garantirà il servizio di consegna due volte al giorno anche al centro sud e, da gennaio 2026, anche una consegna anticipata al primo pomeriggio.

Gli obiettivi del nuovo centro ricambi di Anagni, in Centro Italia

Auto fuori garanzia: tenerle nella rete Renault e incentivare la rigenerazione dei componenti

Al centro della strategia di Renault Group, tuttavia, non c’è solo il cliente che possiede una vettura del Gruppo o frequenta le officine della nostra rete di assistenza, ma anche tutti i clienti che hanno una vettura con qualche anno sulle spalle e si rivolgono solitamente alle officine indipendenti.

Dopo i tre anni canonici, infatti, si assiste a una massiccia migrazione verso le officine indipendenti, venendo meno l’obbligo dell’intervento presso la rete ufficiale per mantenere la garanzia.

Considerando il parco circolante, Renault Group si è posta l’obiettivo di far rientrare circa 10.000 clienti ‘persi’ a favore delle officine indipendenti sparse sul territorio.

Tra le varie iniziative, ricordiamo l’avvio di un programma che prevede l’utilizzo di componenti rigenerati, inclusi i grandi sottogruppi come motori, cambi, frizioni, compressori  positivo.

Un risparmio di circa il 40% di materie prime che incide positivamente sul costo finale al cliente e per l’economia circolare.

Già oggi Renault è in grado di mettere sul mercato circa 750.000 componenti rigenerati.

Oltre a questo, in vista della sempre maggiore diffusione di veicoli ibridi ed elettrici, il Gruppo Renault punta anche sulla riparazione delle batterie, tema importante e cavallo di battaglia per i detrattori di questo tipo di trazione.

in Italia c’è un centro, a Bologna, che ogni anno rigenera circa 500 batterie e le rimette a disposizione dei clienti.

Una rete capillare, grazie a MOTRIO

MOTRIO, il brand del Gruppo Renault di ricambi multimarca certificati e garantiti creato da Renault quasi venti anni fa, si pone come garante del servizio di assistenza per questi clienti e quelli multimarca, attraverso la sua rete di oltre 260 officine specializzate presenti in tutta Italia.

Con oltre 10.000 prodotti a marchio Motrio (oltre 150.000 codici prodotto multimarca), copre la totalità degli interventi di manutenzione ed usura ad un prezzo competitivo.

Rappresentando quindi una soluzione particolarmente conveniente e adatta ai veicoli che hanno superato il periodo di garanzia.

In questo modo le competenze del Gruppo Renault sono messe al servizio della Rete Motrio e del cliente finale, rendendo oltremodo flessibile l’offerta di assistenza in post-vendita.

EICMA 2025: Schaeffler punta sull’efficienza delle due ruote

Abbiamo visitato lo stand Schaeffler, dove spiccava il motto The Motion Technology Company in occasione dell’82ª edizione di EICMA.

L’azienda tedesca, tra le leader globali per la componentistica e sistemistica auto, ha anche un notevole portafoglio di prodotti dedicati alle due ruote.

L’ing.Eugenio Bizzocchi, Director Powertrain & Chassis and E-mobility Divisions ci ha presentato:

  • uno scooter elettrico completo dotato di un innovativo sistema di gestione della batteria,
  • un dimostratore ibrido avanzato con trasmissione manuale automatizzata di nuova concezione,
  • tecnologie per motori a combustione che ottimizzano le prestazioni e riducono i consumi migliorando l’efficienza del carburante,
  • la gamma di cuscinetti.

Innovazione intelligente per batterie nei veicoli elettrici a due ruote

Nonostante il processo di elettrificazione nel settore delle due ruote stia procedendo più lentamente del previsto, il potenziale di crescita rimane elevato.

Per questo motivo Schaeffler continua a sviluppare soluzioni tecnologiche dedicate in linea con le esigenze del settore.

A EICMA 2025 l’azienda ha infatti presentato uno scooter elettrico dotato di un powertrain alimentato a 48 V progettato per veicoli con potenza nominale compresa tra 3 e 7 kW.

Oltre al motore elettrico, il veicolo esposto era dotato dell’unità di controllo elettronica (eDCU), del sensore induttivo di posizione del rotore, del sensore di runaway termico della batteria e di un sistema avanzato di gestione della batteria (BMS).

Schaeffler ha già avviato diversi progetti di elettrificazione in Asia per l’unità di controllo elettronica (eDCU), ma a EICMA ha voluto focalizzare l’attenzione sul nuovo sistema di gestione della batteria (Battery Management System – BMS).

Progettato per monitorare lo stato di salute della batteria e garantire il bilanciamento delle celle, il BMS si distingue per il suo design compatto e integrato.

Schaeffler sta inoltre lavorando all’integrazione di funzionalità di sicurezza e cybersicurezza, adottando un approccio strategico ed economicamente sostenibile.

Questo posiziona il BMS come una soluzione ottimizzata per veicoli leggeri a due ruote, in linea con le esigenze di un mercato in rapida evoluzione.

Il futuro delle due ruote tra ibrido e veicoli connessi

Anche il mercato motociclistico e scooteristico sta evolvendo rapidamente verso soluzioni ibride, in particolare per i veicoli di media cilindrata.

Schaeffler ha presentato un dimostratore di moto ibrida equipaggiato con una e-machine da 48V e una unità di controllo del dominio powertrain.

Elemento distintivo sarà la il cambio a comando manuale automatizzato (AMT), che semplifica l’esperienza di guida disinnestando automaticamente la frizione e gestendo il cambio marce.

Il sistema AMT integra un attuatore per il cambio marce e un attuatore per la frizione.

In modalità automatica, il veicolo ottimizza i cambi marcia per massimizzare l’efficienza, offrendo una guida più fluida e contribuendo alla riduzione del consumo di carburante.

Relativamente alla connettività Schaeffler ha presentato l’innovativa ‘analytics box‘ per applicazioni di edge computing.

Questo sistema consente l’elaborazione dei dati direttamente a bordo veicolo, filtrando e trasmettendo al cloud solo le informazioni più rilevanti, quali il profilo di guida, lo stato di salute della batteria, lo stato di carica e i dati per la manutenzione predittiva.

In questo modo, si riduce il carico di dati trasmessi e si preservano le informazioni essenziali per l’ottimizzazione delle prestazioni.

Sistema di gestione per motori a combustione ad alta efficienza

Il motore a combustione interna avrà ancora lunga vita e per questo Schaeffler continua a sviluppare soluzioni dedicate per la sua gestione, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO₂ e ottimizzare il consumo di carburante.

 

Alla EICMA l’azienda ha presentato a una moto premium dotata di componenti powertrain Schaeffler, come

  • centralina motore,
  • controlli elettronici dell’acceleratore personalizzati,
  • iniettori a benzina,
  • sensori.

A completare l’offerta, Schaeffler propone cuscinetti ad alte prestazioni e a basso attrito, progettati per migliorare ulteriormente l’efficienza energetica dei veicoli a combustione e contribuire a una mobilità più sostenibile.

Torsten Bellon, Head of 2-Wheelers and Powersports di Schaeffler:

“Crediamo fermamente che l’efficienza energetica sia la chiave per promuovere una mobilità ecologica”.

“Le nostre soluzioni mirano a migliorare i sistemi a combustione e trasformare i concetti iniziali in innovazioni concrete e orientate al cliente”.

“Quest’anno alla EICMA compiamo un grande passo avanti nella maturità dei prodotti e nell’evoluzione ingegneristica a beneficio dei nostri clienti”.

lo stand Schaeffler a EICMA 2025

GranMotori: a Roma quattro giorni tra auto da sogno, cultura e lifestyle

Nasce GranMotori, il nuovo grande evento internazionale che celebra la passione, l’adrenalina e la bellezza dei motori nel più autentico stile italiano.

Un sogno coltivato per anni da Silvia e Mauro Dorigo, fondatori di Be.It Events, e che darà vita a un format unico al mondo.

Gran Motori sarà un’esperienza immersiva che unirà il dinamismo del motorsport, la cultura della mobilità, il design e la Dolce Vita.

Appuntamento al 2026

Dal 15 al 18 ottobre 2026, la Tenuta di Fiorano — storica residenza del Principe Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi — diventerà per quattro giorni il palcoscenico di un viaggio straordinario tra heritage e innovazione, tra il rombo dei motori e il fascino eterno di Roma.

Un evento culturale e immersivo

GranMotori 2026 è più di un evento motoristico: è la celebrazione della cultura della mobilità, un festival che vuole raccontare la mobilità come fenomeno culturale, industriale e sociale.

Un percorso che parte dalle bighe dell’antica Roma e arriva ai veicoli del futuro, passando per l’arte, il design e l’ingegno che hanno reso l’Italia la patria mondiale della meccanica e della bellezza.

All’interno della Tenuta, i visitatori vivranno un’esperienza sfaccettata e multisensoriale con:

  • oltre 600 veicoli esposti,
  • un circuito dinamico per parate e sfide, 
  • show acrobatici,
  • aree espositive dedicate a design, moda, food e tecnologia

e un ricco programma di incontri culturali presso il Wheel Theatre, centro di riflessione e dialogo sul futuro della mobilità.

Motori, arte e Dolce Vita

GranMotori è anche un tributo al lifestyle italiano.

Dalla VIP Lounge Garden, con chef stellati, musica e grandi vini, fino alle aree Fun, Fashion & Future dedicate all’artigianato e all’innovazione, ogni spazio racconta l’eccellenza italiana nel mondo.

Ogni sera, Roma diventerà la naturale estensione dell’evento, con cene, mostre e performance diffuse nei luoghi più iconici della città.

Un comitato d’eccezione

A firmare la visione di GranMotori 2026 un Comitato Direttivo di prestigio internazionale:

  • Corrado Lopresto, Curatore Delegato Heritage & Design – fra i più importanti collezionisti italiani di auto d’epoca, ambasciatore della cultura automobilistica come patrimonio d’arte e stile.

  • Antonio Turitto, Curatore Delegato Motorsport & Action – figura storica del motorsport italiano e General Manager del Rally Italia Sardegna e ACI Rally Monza.

Un progetto per Roma e per l’Italia

GranMotori si propone come un evento-manifesto, unendo la celebrazione della mobilità al rispetto del patrimonio storico e ambientale dell’Appia Antica.

In collaborazione con istituzioni, università e realtà culturali, il progetto valorizza il territorio romano come capitale storica della mobilità, creando un ponte tra memoria e futuro, tra pietra e ruota.

Di portata internazionale, GranMotori mira a diventare un volano per il turismo esperienziale e l’economia locale, attirando collezionisti, media e visitatori da tutto il mondo, consolidando Roma come nuova capitale del lifestyle automobilistico globale.

Le date di un appuntamento da non perdere

GranMotori: International Motoring Festival for Drivers and Dreamers

Quando: 15–18 ottobre 2026

Dove: Tenuta di Fiorano, via di Fioranello 19, Roma

Info: www.granmotori.com

EICMA 2025: Bosch celebra i trent’anni dell’ABS per le moto

Il primo ABS di Bosch montato su una moto di serie è andato sulla Kawasaki GPZ1000 ABS del 1995

Trent’anni fa, Bosch lanciò sul mercato il suo primo sistema ABS industrializzato per l’utilizzo sulle moto.

Una tappa fondamentale nell’evoluzione della sicurezza per i motociclisti

L’ABS Bosch per le moto nacque sulla base della tecnologia sviluppata per le auto introdotta nel 1978.

Circa dieci anni di sviluppo portarono, nel 1995, alla prima moto di serie equipaggiata con l’ABS Bosch: la Kawasaki GPZ1100 ABS.

Nel 2007, con la creazione in Giappone di un centro di competenza dedicato alle tecnologie di sicurezza per le due ruote, Bosch è diventata un’azienda leader nella sicurezza attiva per le due ruote.

Camillo Mazza, general manager di Robert Bosch GmbH Branch in Italia all’EICMA con la Kawasaki GPZ1100 ABS che per prima ha montato di serie un sistema ABS di Bosch

Tra le tappe successive più significative segnaliamo il lancio dell’ABS 9 per moto nel 2009, l’introduzione nel 2016 dei modelli compatti e leggeri ABS 10 light e base, progettati per i mercati emergenti, e nel 2018 il debutto dell’ABS 10 enhanced, una versione sviluppata specificamente per le moto ad alte prestazioni.

Dall’ABS al controllo di stabilità

Lo sviluppo, nel 2013, del sistema MSC (Motorcycle Stability Control) basato su sensori inerziali ha segnato l’inizio dell’espansione di Bosch nel campo dei sistemi avanzati di sicurezza attiva per le moto.

A EICMA 2025 Bosch ha presentato i suoi più recenti progressi nella tecnologia per le due ruote e offerto un’anticipazione dell’esperienza di guida connessa e intelligente del futuro.

Oggi l’ABS non è più solo uno standard, ma rappresenta una pietra miliare dei moderni sistemi di sicurezza per le moto.

Questa evoluzione si riflette nelle normative internazionali: l’Unione Europea ha reso obbligatorio l’ABS per le moto oltre i 125 cm3 nel 2016, seguita dall’India nel 2018.

Singapore porterà questo impegno a un livello superiore, diventando il primo Paese al mondo a richiedere l’ABS su tutte le nuove moto, comprese quelle sotto i 125 cm3, a partire dal 1° aprile 2027.

Un’iniziativa che evidenzia il crescente interesse globale per la sicurezza dei motociclisti e rappresenta un riferimento per altri Paesi.

Oltre l’ABS

Il sistema Motorcycle Stability Control, o MSC, di Bosch offre una protezione fondamentale in situazioni in cui i motociclisti sono particolarmente vulnerabili, come nelle curve in piega o durante manovre dinamiche.

Combinando sensori di velocità delle ruote con un’unità di misura inerziale (IMU) ad alta frequenza, l’MSC analizza la dinamica del veicolo fino a 100 volte al secondo, gestendo la frenata e l’accelerazione anche quando la moto è inclinata o scomposta in curva.

Oltre alle funzioni di controllo in curva, Bosch continua a sviluppare funzionalità aggiuntive basate sull’MSC, come il rear-wheel lift-up control per impedire il sollevamento della ruota posteriore, il vehicle hold control per le partenze in salita e il rear-wheel slide control, pensato per migliorare le prestazioni in pista.

Uno studio di Bosch Accident Research indica che, se tutte le moto fossero equipaggiate con l’MSC, l’ABS combinato con l’MSC potrebbe prevenire o attenuare circa il 30% degli incidenti motociclistici con lesioni personali nella sola Germania.

Per rendere questi benefici accessibili a un pubblico globale più ampio, Bosch ha introdotto nel 2023 una versione dell’MSC per veicoli di piccola cilindrata ed è ora pronta a fornire soluzioni MSC ai mercati in cui predominano le moto di piccola cilindrata, tra cui India, Cina e Paesi del Sud-est asiatico.

Innovazioni Bosch a EICMA 2025: Digital Battery Passport

In vista della nuova normativa UE, che da febbraio 2027 renderà obbligatorio un passaporto digitale per ogni batteria, Bosch è in prima linea nel supportare i produttori di moto con soluzioni affidabili.

Il Digital Battery Passport è progettato per soddisfare i requisiti europei, garantendo piena trasparenza sulle condizioni della batteria durante l’intero ciclo di vita, attraverso dati statici e dinamici.

Bosch offre servizi digitali completi che permettono agli OEM di soddisfare i nuovi requisiti di documentazione e di gestire in sicurezza i dati critici delle batterie.

La soluzione integra in modo fluido informazioni provenienti da più fonti, garantendo un accesso chiaro e intuitivo a produttori, officine, concessionari e motociclisti.

Inoltre, semplifica la conformità normativa e ottimizza la gestione delle batterie.

A completamento del Digital Battery Passport, Bosch presenta Battery in the Cloud, un servizio pensato per aiutare i produttori di moto a monitorare, prevedere e migliorare costantemente lo stato delle batterie.

 

Questo innovativo sistema crea un gemello digitale della batteria nel Bosch Cloud, che riflette con precisione le condizioni reali della batteria grazie a sofisticate analisi dei dati e a modelli basati sull’intelligenza artificiale.

In questo modo, è possibile individuare precocemente fattori di stress e anomalie, riducendo significativamente i guasti e prolungando la vita utile della batteria.

Battery in the Cloud fornisce informazioni precise e previsioni sulle prestazioni e sull’affidabilità della batteria, mettendo a disposizione di produttori e proprietari dati essenziali.

Inoltre, il certificato d’uso generato dal sistema conferma lo stato della batteria a prova di manomissione, offrendo un supporto cruciale per la stima del valore residuo in caso di rivendita del veicolo.

Connectivity Cluster 4.2” Round

Per migliorare ulteriormente l’esperienza di guida connessa, Bosch presenta il Connectivity Cluster 4.2” Round, l’ultima novità della sua gamma di Connectivity Cluster in continua espansione.

Rispondendo alla comune esigenza di un secondo display per la navigazione, che spesso richiede supporti aggiuntivi, questo innovativo strumento integra perfettamente le funzioni di connettività.

Collegando semplicemente lo smartphone al Connectivity Cluster, i motociclisti possono accedere a funzionalità essenziali come navigazione, musica e telefonia, mentre il cluster mostra informazioni di guida fondamentali, come avvisi e velocità.

Sistemi di propulsione avanzati by Bosch

Per rispondere al crescente passaggio alla mobilità elettrificata, Bosch ha sviluppato una gamma di soluzioni su misura per i diversi segmenti di veicoli a due ruote.

La centralina del veicolo e il motore elettrico integrato sono progettati per abilitare la mobilità elettrica fino a 6 kW.

Per le classi di veicoli più piccoli, particolarmente diffuse in mercati come India e Sud-est asiatico, Bosch offre anche motori integrati nelle ruote (in-hub drive) e le relative soluzioni di controllo.

La nuova unità di controllo motore da 3 kW supporta i produttori nell’elettrificazione dei segmenti compatti.

Questa unità integra inverter, gestione del motore e controllo del veicolo in un unico componente compatto.

Accoppiata a un motore nel mozzo della ruota, consente funzioni di comfort come accelerazione più fluida e cruise control per mantenere la velocità.

Il controllo della trazione elettrica gestisce la coppia del motore per evitare lo slittamento della ruota posteriore durante l’accelerazione, aumentando la sicurezza di guida.

Inoltre, la funzione one-throttle ride migliora l’efficienza della trasmissione permettendo la rigenerazione in frenata quando il motociclista rilascia il gas, estendendo l’autonomia elettrica fino all’8%.

Progettata per resistere a condizioni estreme, l’unità di controllo motore da 2 kW presenta un design robusto con elevata tolleranza alle vibrazioni e protezione IP67, garantendo prestazioni affidabili in qualsiasi condizione meteorologica e su ogni tipo di terreno.

Lo stand Bosch a EICMA 2025

Geoff Liersch, responsabile della divisione Two-Wheeler & Powersports di Bosch:

“In Bosch, la nostra missione negli ultimi trent’anni è stata chiara: rendere la guida più sicura attraverso innovazione, precisione e tecnologia intelligente”.

Pneumatici invernali o catene a bordo: arriva l’inverno

gomme invernali

Arriva l’inverno e torna alla ribalta l’utilizzo di pneumatici invernali, specifici per le condizioni di bassa temperatura e aderenza tipici della stagione.

E torna lla ribalta anche l’uso dei cosiddetti ‘quattro stagioni’ o ‘all season’ che offrono un compromesso valido per ogni condizione di grip e temperatura esterna.

Sicuramente l’utilizzo di pneumatici invernali offre maggiore aderenza e controllo su asfalto freddo e in tutte le condizioni invernali sia in città sia in montagna, dove sono già iniziate le prime nevicate.

Quando scatta l’obbligo

Tutte le informazioni tecniche e l’elenco aggiornato delle ordinanze emanante finora sono sono disponibili su www.pneumaticisottocontrollo.it

Sulle strade interessate da specifiche ordinanze è prevista — dal 15 novembre al 15 aprile — l’obbligatorietà di circolare con pneumatici invernali montati oppure, in alternativa, di avere catene da neve a bordo; la norma riguarda gli autoveicoli.

Per i motocicli non è previsto l’obbligo, ma in caso di previsione di neve o ghiaccio al suolo la loro circolazione è vietata.

La norma di legge ha l’obiettivo di migliorare la sicurezza degli spostamenti durante i mesi invernali.

Le condizioni tipiche della stagione – pioggia, brina, ghiaccio, temperature basse, asfalto freddo o scivoloso – possono infatti ridurre notevolmente l’aderenza delle gomme anche in assenza di neve.

Come riconoscere i pneumatici invernali

I pneumatici invernali si identificano dalla marcatura M+S (Mud+Snow) ma le versioni più prestazionali riportano anche il cosiddetto “pittogramma alpino”, un simbolo di una montagna con tre picchi ed un fiocco di neve al centro, che certifica il superamento di un test prestazionale su neve secondo le normative tecniche di riferimento.

gomme invernali

Montarne quattro è fondamentale

È importante montare quattro pneumatici invernali, non solo due sull’asse trattivo.

Equipaggiare un solo asse può compromette la guidabilità del veicolo aumentando notevolmente il rischio di testacoda, perdita di controllo e allungamento degli spazi di frenata.

Attenzione a cosa dice la carta di circolazione

Prima dell’acquisto, è necessario verificare che le misure dei pneumatici siano compatibili con quelle riportate sulla carta di circolazione.

Non solo quelle dimensionali ma anche quelle prestazionali come Indice di carico e codice di velocità.

Occorre ricordare che è possibile montare pneumatici invernali con un codice di velocità inferiore, fino alla lettera Q (160 km/h).

Questa deroga è consentita soltanto durante il periodo in cui vigono le ordinanze e al termine delle stesse è necessario rimontare pneumatici con codice di velocità pieno.

La raccomandazione delle Associazioni e del Direttore di Assogomma Fabio Bertolotti:

Assogomma e Federpneus consigliano di rivolgersi a gommisti specialisti, in grado di verificare l’idoneità dei pneumatici montati, consigliando le soluzioni più adatte alle specifiche esigenze di ogni automobilista offrendo un servizio professionale.

“I pneumatici sono l’unico punto di contatto tra veicolo e strada: scegliere quelli corretti e mantenerli in buono stato è una condizione fondamentale per guidare in sicurezza, soprattutto in inverno”.

“Le gomme invernali non servono solo quando nevica: garantiscono maggiore aderenza e controllo anche su asfalto freddo, brinato, ghiacciato: condizioni molto frequenti da novembre ad aprile, soprattutto nelle ore notturne”.

“Per questo da sempre è raccomandato il montaggio di quattro pneumatici invernali rivolgendosi a gommisti specialisti, gli unici in grado di consigliare soluzioni adeguate e verificare la conformità alle norme”.

Peugeot Polygon Concept, al volante del futuro

Peugeot
Polygon Concept, il futuro del piacere di guida secondo Peugeot - foto © Stellantis

C’è chi parla di guida autonoma e chi ancora osa scommettere sull’emozione del guidare.

Peugeot, con il suo Polygon Concept, sceglie la seconda strada, e la percorre a modo suo.
Una concept car lunga meno di quattro metri, dinamica, compatta e sorprendentemente concreta, che
non immagina il futuro, ma lo plasma.

Il nome Polygon non è casuale, in quanto ogni lato di questa vettura è un diverso volto dell’automobile di domani dove design, tecnologia e sostenibilità si fondono in un equilibrio geometrico di pura innovazione.

Il volante come joystick sensoriale

La rivoluzione comincia da un gesto quotidiano, cioè girare il volante.
Da oltre un secolo quel cerchio davanti a noi è rimasto pressoché immutato, ma con
Hypersquare Peugeot ne cambia per sempre la logica con lo sterzo elettronico Steer-by-Wire.
In pratica, non esiste più alcun collegamento fisico tra le ruote e il volante.

Peugeot
foto © Stellantis

I movimenti sono interpretati da sensori e trasmessi elettronicamente, con una precisione degna dell’aerospazio.

L’Hypersquare si impugna come un controller, con quattro pod circolari ai lati per gestire tutte le funzioni principali senza muovere le mani. La rotazione massima è di soli 170° per lato, contro i tre giri completi di un volante tradizionale.
A basse velocità basta un piccolo movimento per parcheggiare o girare. Ad alta velocità, la risposta è immediata, fluida e stabile.
Il risultato è una
guida più agile, più intuitiva, più connessa. E, soprattutto, più divertente.

Il sistema modula automaticamente il rapporto di sterzo e filtra le vibrazioni indesiderate, mantenendo però quel feedback sensoriale che trasforma ogni curva in un’esperienza viva.
Peugeot ha annunciato che
dal 2027 il sistema Hypersquare debutterà su un modello di serie.

Il parabrezza come schermo

Con il Polygon Concept, Peugeot riscrive anche la grammatica del suo i-Cockpit.

Peugeot
Polygon Concept propone un head-up display totale, che trasforma la guida in un’esperienza immersiva – foto © Stellantis

Niente più display, tutte le informazioni vengono proiettate sul parabrezza tramite un pannello Micro-LED da 31 pollici equivalenti. Un head-up display totale, che trasforma la guida in un’esperienza immersiva.

In modalità “Cruise”, “Fun” o “Hyper”, cambiano colori, grafiche e illuminazioni interne ed esterne, creando un ecosistema visivo sincronizzato.
L’interno dialoga con l’esterno, i LED reagiscono al contesto e perfino l’illuminazione dei sedili e dei cerchi può adattarsi all’umore del conducente.
Una visione hi-tech che unisce
ergonomia, sicurezza e spettacolo visivo, e che porta il minimalismo digitale a un nuovo livello di raffinatezza.

Il design evolve con luce e materia

Il frontale del Polygon Concept è la firma luminosa a tre artigli di Peugeot che si reinventa in chiave orizzontale e micro-modulare.

È composta da centinaia di Micro-LED in grado di animarsi con grafiche personalizzabili.
L’effetto è ipnotico e futuristico, ma non fine a sé stesso, perché la sincronizzazione tra anteriore e posteriore migliora la visibilità e la riconoscibilità del veicolo.

Peugeot
foto © Stellantis

Sui montanti C, un display Micro-LED dedicato mostra lo stato di ricarica accanto al connettore a scomparsa: un dettaglio pratico e scenografico, perfettamente nel DNA Peugeot.

Le superfici pulite e geometriche, i contrasti cromatici vivaci e i materiali innovativi – addirittura gli pneumatici Goodyear incisi al laser a colori – raccontano una creatività che guarda avanti senza dimenticare il piacere visivo.

Interni e comfort rivoluzionari

Grazie all’eliminazione del piantone meccanico dello sterzo, l’abitacolo si libera di ingombri. Il risultato è più spazio, più luce, più libertà.
Il cruscotto diventa una piattaforma configurabile, dove ogni passeggero può agganciare moduli o accessori su misura come cuffie, smartphone, skateboard o zaini, tutto trova posto.
I sedili sono realizzati in
plastica riciclata R-PET e schiuma 3D stampata in un solo pezzo.

Offrono comfort e design al tempo stesso e si può sostituire la scocca o la schiuma in pochi minuti se ci si stufa del colore della propria auto.
Un concetto che trasforma la vettura in un oggetto evolutivo, aggiornabile nel tempo come un device tecnologico.

Materiali riciclati e design modulare

Già così Polygon Concept non è solo un esercizio ma un laboratorio di economia circolare.

Lo sono anche gli interni, con materiali ottenuti da pneumatici riciclati e tessuti forgiati derivati da vecchi sedili Peugeot…ogni elemento racconta un percorso di riduzione, semplificazione e riutilizzo.
Meno parti, meno peso, meno energia impiegata: una
sostenibilità ingegneristica che non rinuncia al fascino, ma lo amplifica.

Anche la produzione è ripensata. La stampa 3D su larga scala riduce sprechi e consente di produrre componenti personalizzati.

Peugeot
foto © Stellantis

Anche i copriruota sono realizzati in un unico pezzo in plastica riciclata, pronti per essere sostituiti o aggiornati in base alle preferenze.

Dalla realtà virtuale a quella stradale

Prima di svelarlo fisicamente, Peugeot ha fatto debuttare il Polygon Concept in un luogo inaspettato, l’isola “Polygon City” dentro Fortnite.
Un ponte simbolico tra mondo virtuale e realtà, dove il design nasce nel metaverso e si concretizza su strada.
Una mossa coerente con la filosofia del progetto, che vuole
giocare con il futuro per imparare a guidarlo ogni giorno con un’auto diversa: Urban, Player, Explorer.

Tre interpretazioni, tre personalità: Urban è sobria e raffinata, per la città; Player è aggressiva e sportiva, per chi vive di adrenalina; Explorer è rialzata e robusta, per chi cerca l’avventura.

Tre lati di un unico poligono, pronti a mutare con l’umore di chi guida.
Perché il vero lusso del futuro, in fondo, sarà
scegliere ogni giorno chi vogliamo essere al volante.

Tecnologia al servizio del piacere

In Polygon Concept l’innovazione può essere emozionante, la tecnologia può amplificare la sensazione di controllo e connessione.
In un’epoca in cui tutto tende all’automatismo, Peugeot riscopre la gioia del gesto, la precisione della curva, la sensualità della luce.

Forse il futuro dell’automobile non sarà solo elettrico o digitale, forse sarà prima di tutto piacevole.
E Polygon ne è la forma perfetta.

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foto © Stellantis

Astemo: novità Showa e Nissin a EICMA 2025

Astemo è da anni presente a EICMA con le novità riguardanti gli impianti frenanti Nissin e le sospensioni Showa, simboli componentistica di qualità ‘Made in Japan’.

Sospensioni a controllo elettronico Showa

Il sistema, già noto, è stato ulteriormente evoluto per aumentare la velocità di risposta.

Denominato Showa EERA ( Electronically Equipped Ride Adjustment ) Gen2 si tratta di un set di ‘sospensioni intelligenti’ sviluppato per aumentare il comfort e la sicurezza di guida.

In particolare, si è lavorato su hardware e software per ottenere in modo più rapido l’adattamento dello smorzamento alle condizioni di guida.

La moto esposta, una Ducati Multistrada V4, poteva essere testata dal pubblico per apprezzare la differenza di reattività delle sospensioni su diverse tipologie di fondo, da un’idraulica più ‘aperta’ per lo sconnesso a uno più ‘chiusa’ per l’uso su asfalto.

Un’altra caratteristica è il cosiddetto sistema HEIGHTFLEX, che consente la regolazione automatica dell’altezza della forcella e del mono.

Questo consente di adattare l’altezza della sella a piloti di diverse stature a moto ferma, ripristinando poi l’assetto più corretto in movimento.

L’attuazione avviene tramite una pompa a ingranaggi azionata da un motore elettrico.

Pinze Nissin per offroad

Le pinze freno flottanti anteriori Nissin per moto da competizione sono state progettate per consentire un migliore smaltimento del calore e di conseguenza migliori condizioni di funzionamento del liquido idraulico, con miglior feeling alla leva sul manubrio.

Secondo i tecnici Nissin, le nuove pinze riducono del 50% la variazione della sensibilità alla leva dovuta al calore rispetto ai modelli precedenti.

Sulla nuova pinza è stato cambiato il materiale dei pistoncini, di diametro differenziato, 30 e 27 mm, da alluminio ad acciaio.

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Il corpo è stato dotato di un’apertura per alleggerirlo e migliorare il flusso d’aria di raffreddamento, inoltre sono state modificate le piastre di supporto delle pastiglie.

Il peso complessivo è diminuito di 45 gr. (6%).

Questo grazie anche a un nuovo design che ha generato una forma caratteristica anche per migliorare la rigidità strutturale.

Tecnologia ASTEMO per le corse: pinze freno integrate

Molto interessante la presentazione del concept Harmonized Function Design, in cui il piedino della forcella e la pinza freno sono integrati.

Questa e altre novità sono state esposte su un telaio da corsa Impiegato nel WSBK e nel Campionato Mondiale Endurance FIM/Suzuka 8 Hours Endurance Road Race e il All Japan Road Race Championship/classe JSB1000.

Si tratta di una stretta collaborazione tra Showa e Nissin nel realizzare un sistema in grado di garantire massima rigidezza col minor peso e la miglior capacità di raffreddamento.

Rispetto alla versione presentata l’anno scorso, il componente è stato:

  • alleggerito di circa 100 gr (200 gr per i due dischi),
  • è stata aumentata del 30% la superficie dei supporti tra piedino e pinza per migliorare la dissipazione del calore e aumentare la rigidezza alla flessione sul piano della rotazione del disco,
  • sul corpo pinza sono state implementate delle alette con funzione di irrigidimento e dissipazione calore (+6% rispetto al modello 2024).

Il prodotto debutterà nell’All Japan Road Race Championship/JSB1000 nel 2026.

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Tecnologia ASTEMO per le corse: forcella anteriore USD con foderi in CFRP

Le forcelle anteriori USD con fodero in composito CFRP (Carbon Fibre Reinforced Plastics) sono utilizzate nel campionato All Japan Road Race Championship/JSB1000 dal 2024.

Nel 2025, sono state utilizzate anche nel Campionato mondiale Superbike FIM (WSBK) e nel Campionato Mondiale Endurance FIM/Suzuka 8 Hours Endurance Road Race.

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Lo sviluppo di questa tecnologia applicata a una forcella è stato avviato da Showa nel 2008.

La caratteristica principale di questo manufatto è la leggerezza (-20% in massa rispetto all’alluminio) e l’elevata rigidità, nonché la capacità di poter essere stretta direttamente dalle piastre forcella senza alcuna deformazione.

Tecnologia ASTEMO per le corse: leva freno anteriore in carbonio riciclato

Nell’ambito di un progetto che mira, anche nel racing, a diminuire l’impatto ambientale, Astemo ha sviluppato un’applicazione del CFRTP (Carbon Fibre Reinforced Thermo Plastics).

Il CFRTP  è un materiale composito realizzato con fibra di carbonio riciclata e resina termoplastica utilizzata da Astemo per una leva freno anteriore.

Oltre a leggerezza e robustezza il CFRTP contribuisce alla riduzione dei costi.

Il processo di fabbricazione, infatti, è più snello rispetto a quello tradizionale dell’alluminio, poiché non richiede lavorazione meccanica.

Con le specifiche attuali, le emissioni di CO2 sono ridotte del 75% e il peso del 44% rispetto alle leve in alluminio.

Sistemi di assistenza alla guida Astemo (ADAS)

Nel 2022 Astemo ha lanciato il suo sistema avanzato di ADAS (Advanced Driver Assistance System) per veicoli a due ruote, che impiega una telecamera stereo per il rilevamento dell’ambiente circostante.

La novità 2025 è l’ampliamento delle funzionalità dell’ACC (Adaptive Cruise Control) pur mantenendo le funzioni già esistenti.

L’uso di telecamere stereo e mono consente di aumentare la sensibilità della rilevazione, con capacità di discriminare ostacoli di varie forme e dimensioni, fino ai detriti sulla strada.

Tra le funzioni che possono essere implementate usando questi sensori ricordiamo:

  • l’FCW (Forward Collision Warning),
  • il BSD+BCW (Behind Spot Detection + Behind Collision Warning)

che rilevano i pericoli davanti e dietro il veicolo, inclusi cartelli stradali e semafori, e consentono di avvisare il conducente.

Cruise Control sviluppato per le due ruote

Astemo lavora anche per azzerare gli incidenti stradali mortali attraverso la gestione del controllo potenza motore, della frenata, delle sospensioni, in base al veicolo e alle condizioni dell’ambiente circostante rilevate dalle telecamere.

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Tra queste funzioni rientrano:

  • l’ACC (Adaptive Cruise Control), che riconosce il veicolo che precede e mantiene automaticamente la distanza e la velocità impostate, anche in curva,
  • l’EBA (Emergency Brake Assist),
  • l’AEB (Autonomous Emergency Braking), che supportano l’operazione di frenata del conducente quando viene rilevato un rischio di collisione,
  • l’ISA (Intelligent Speed Assistance), che riconosce i limiti di velocità e regola automaticamente il veicolo su una velocità sicura.

Segnaliamo anche l’HWE (Haptic Warning by Engine- Avvertimento tattile dal motore).

Si tratta di un sistema che attraverso la trasmissione di vibrazioni dal veicolo al conducente, come ripetuti arresti e riaccensioni del motore, lo avverte ad esempio quando il limite di velocità viene superato.

Breil e Abarth, le lancette dello scorpione

Al sofisticato mondo dell’orologeria, l’universo adrenalinico dei motori è sempre piaciuto, o forse viceversa.

La storia stessa dell’auto è costellata da marchi e orologi che hanno celebrato record, vittorie e piloti capaci di battere perfino le lancette.

A questa galleria infinita di capolavori di precisione si aggiunge un nuovo tassello: il “Breil Abarth 1000”, segnatempo che rende omaggio al 100esimo record del mondo stabilito da Carlo Abarth sul circuito di Monza il 20 ottobre di 60 anni fa esatti.

Un orologio con movimento al quarzo, cassa da 42 mm in acciaio, lunetta in carbonio forgiato, quadrante in fibra di carbonio e fondello personalizzato con incisione del numero di serie nato dalla storica collaborazione fra il marchio dello Scorpione e Breil, marchio di orologeria e gioielleria milanese, il cronografo è realizzato in edizione limitata e numerata di 465 pezzi, ognuno a 399 euro.

L’impresa di Abarth

Era il 1965, Carlo Abarth aveva soffiato sulle 57 candeline ma nessuno era riuscito a impedirgli di indossare ancora la tuta e il casco per scendere in pista con una monoposto a ruote scoperte con l’idea di mettere personalmente il sugello come costruttore e come pilota, il 100esimo record raggiunto da un’Abarth.

La vettura, al peso di 500 kg a secco, era dotata di un motore da 1000 cc bialbero con 105 CV e 8.800 giri al minuto per 225 km/h, cifre sufficienti per aggiudicarsi i neonati record di accelerazione istituiti dalla FIA (Fédération Internationale de l’Automobile).

Secondo la leggenda, pur di riuscire ad entrare fisicamente nell’abitacolo, Carlo Abarth non avrebbe esitato a mettersi a dieta, riuscendo a perdere 30 kg, peso utile anche per riuscire a mettere le mani su due primati mondiali nella Classe G: il record di accelerazione sul quarto di miglio, raggiunto con 13”62 e sui 500 metri (15″38).

Non ancora contento del successo, Abarth fa montare sulla monoposto un motore 2000 ed il giorno successivo stabilisce due nuovi record di accelerazione anche nella Classe E: il quarto di miglio e i 500 metri, rispettivamente in 11”55 e 15”38.

L’anno successivo, la monoposto torna ancora in pista a Monza per riprendersi i primati che i tedeschi avevano tentato di insidiare.

Un gioiello dell’Heritage Club di Stellantis

Un esemplare della leggendaria Abarth 1000 monoposto è gelosamente custodito nelle sale dell’Heritage Club di Torino, accanto all’Abarth 750 record Bertone del ‘56 e alla Fiat-Abarth 1000 monoposto record Pininfarina del ‘60. Tre modelli raccolti insieme ad altri pezzi rari nell’area “Records and races”.

Lamborghini Polo Storico: 10 anni e l’anniversario della Miura

lamborghini polo storico

Al recente Auto e Moto d’Epoca di Bologns, importante kermesse dedicato al mondo del motorismo d’epoca, Lamborghini Polo Storico era presente con uno stand denso di passione.

Automobili Lamborghini ha così voluto celebrare degnamente i primi dieci anni del Polo Storico, il dipartimento heritage del Marchio che tanto successo sta avendo tra i collezionisti del marchio.

Lo hanno testimoniato Enrico Pavesi, Communication PR, e Niccolò Ghirelli, Polo Storico Commercial, due giovani appassionati dell’automobile, che con Giuliano Cassataro, Head of After Sales di Automobili Lamborghini hanno accolto la stampa nello stand dove era esposta la Lambo più antica al mondo, la 350 GT telaio numero 2.

Certificazione Lamborghini Polo Storico, la carta d’identità del veicolo

La meticolosa ricerca storica possibile solo visionando i registri e la documentazione patrimonio dell’azienda rendono il servizio offerto da Lamborghini Polo Storico di assoluta eccellenza.

La 350 GT esposta, prima vettura di serie realizzata dalla Casa di Sant’Agata Bolognese e interprete del più autentico spirito col quale Ferruccio Lamborghini ha voluto diventare Costruttore di automobili, ne è un esempio.

L’attuale proprietario, un collezionista particolarmente legato alle vetture di San’Agata, ha voluto per la sua 350 GT una completa analisi dello stato generale per conoscere le eventuali difformità dall’originale e poterle correggere.

L’auto è quindi attualmente in fase di certificazione di autenticità da parte del Polo Storico e segue la procedura standard applicata a ogni vettura di cui è richiesta la certificazione.

350 GT: nasce una leggenda

Presentata al Salone di Ginevra del 1964, rappresenta una pietra miliare nella storia di Automobili Lamborghini e nell’attività del Polo Storico. È equipaggiata con un motore V12 da 3,5 litri, progettato inizialmente da Giotto Bizzarrini per la 350 GTV e successivamente adattato alla produzione da Paolo Stanzani.

Realizzata dalla Carrozzeria Touring con tecnologia Superleggera, la 350 GT segna l’inizio della tradizione delle granturismo Lamborghini.

lamborghini polo storico

La vettura esposta a Bologna è inoltre particolarmente significativa per la presenza, sul cofano, del logo Lamborghini prototipale a doppio colore bianco e nero: un elemento rarissimo, frutto di una delle primissime idee di Ferruccio Lamborghini prima che il marchio assumesse la forma oggi conosciuta, con il toro dorato su sfondo nero, simbolo iconico della Casa di Sant’Agata Bolognese.

Nello stand, oltre alla vettura, era esposto un documento che è un recente ritrovamento dell’Archivio Lamborghini: lo studio dell’abitabilità della 350 GT in scala 1:1, datato 1963.

Questo disegno, realizzato al tecnigrafo, è il documento più antico conservato nell’Archivio Storico Lamborghini.

lamborghini polo storico

Una preziosa testimonianza di come si lavorava nelle carrozzerie e negli uffici tecnici sessant’anni fa nonché della collaborazione con la Carrozzeria Touring.

lamborghini polo storico

 

Un documento che il Polo Storico ha eletto a rappresentante della memoria industriale e stilistica della Casa di Sant’Agata Bolognese.

Nello stand anche alcuni libri che illustrano i due servizi principali offerti dal Polo Storico, il Restauro e la Certificazione, e alcuni oggetti provenienti dall’Archivio.

 

La Lamborghini Miura compie sessant’anni: 1966-2026

L’incontro presso lo stand di Bologna è stata l’occasione per annunciare un’importante iniziativa in programma per il 2026, in occasione del 60º anniversario della Miura: il Lamborghini Polo Storico Tour.

”La partecipazione ad Auto e Moto d’Epoca rappresenta l’occasione ideale per concludere un anno di festeggiamenti dedicati al Polo Storico”, ha dichiarato Giuliano Cassataro, Head of After Sales di Automobili Lamborghini, e non potevamo raccontare meglio la nostra storia se non esponendo l’auto con cui tutto è iniziato, la 350 GT”.

“Allo stesso tempo, la nostra presenza a Bologna ci offre l’opportunità di presentare le attività future, che vedranno la Miura, vettura dal fascino senza tempo, protagonista di iniziative dedicate ai nostri clienti e collezionisti”.

“Inoltre, abbiamo colto l’occasione per annunciare che nel 2026 realizzeremo un importante tour Polo Storico per rendere omaggio alla prima supercar della storia”.

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