giovedì 23 Aprile 2026 - 11:09:11

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L’auto imparerà da chi guida grazie al cockpit AI di Bosch

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Bosch porta l’intelligenza artificiale nel cockpit auto con una piattaforma AI avanzata che sarà presentata a Las Vegas, al CES 2026 - foto © Bosch

Nel cuore della futura auto intelligente non ci saranno più soltanto schermi panoramici o comandi vocali di base.

Ci sarà un cervello digitale in grado di comprendere chi guida, che cosa desidera e addirittura come si sente.

È la visione che Bosch porta al CES 2026 di Las Vegas, con una proposta concreta di innovazione per il cockpit guidato dall’intelligenza artificiale (AI) che punta a trasformare l’abitacolo da semplice spazio di guida a partner di viaggio intelligente, adattivo e proattivo.

AI nel cockpit, che cos’è e come funziona

Bosch ha annunciato una nuova piattaforma modulare, battezzata “AI extension platform”.

È stata progettata per introdurre funzioni AI avanzate nei sistemi di bordo già esistenti, senza richiedere sostanziali modifiche all’hardware automobilistico.

Questo significa che soluzioni sofisticate di AI possono essere integrate in vetture già in produzione o prossime al lancio, accelerando l’adozione di tecnologie intelligenti su larga scala.

Al centro della piattaforma c’è un unità di calcolo ad alte prestazioni basata sul SoC NVIDIA DRIVE AGX Orin, che eroga tra i 150 e i 200 TOPS (Tera Operations Per Second) di potenza computazionale.

Questo livello di capacità è essenziale per gestire algoritmi complessi di apprendimento, riconoscimento delle scene nell’abitacolo, elaborazione del linguaggio naturale e “reasoning” contestuale.

Specifiche chiave della AI Extension Platform

SoC principale NVIDIA DRIVE AGX Orin
Potenza di calcolo 150–200 TOPS
Framework AI NVIDIA CUDA & NVIDIA NeMo
Interfacce Alimentazione + Ethernet
Raffreddamento Aria attiva o a liquido
Compatibilità Retrofit su sistemi esistenti
Funzionalità core Voice assistant, scene understanding, navigazione intelligente, entertainment AI

AI che ascolta, capisce e reagisce

Questa architettura supporta inoltre modelli di deep learning e agenti AI personalizzati.

Mette così a disposizione degli OEM la libertà di sviluppare funzioni proprietarie o integrate con servizi esterni.

Il cockpit Bosch sfrutta l’intelligenza artificiale per offrire interazioni naturali e rilevanti.

Infatti, il sistema non si limita a rispondere a comandi vocali, ma è in grado di anticipare esigenze.

Per esempio, una frase apparentemente semplice come “ho freddo” può innescare una serie di azioni coordinate (dall’attivazione del riscaldamento dei sedili alla regolazione automatica della climatizzazione) senza ulteriori input da parte dell’utente.

Altre capacità comprendono la comprensione della scena interna: sensori e algoritmi AI monitorano posizioni, movimenti e situazioni nell’abitacolo.

E ancora la navigazione avanzata e personalizzata: l’esperienza di guida diventa più fluida grazie a percorsi ottimizzati.

Infine, un intrattenimento intelligente: suggerimenti multimediali contestuali, basati su gusti, stato d’animo e contesto di utilizzo.

Un ufficio su ruote, senza distrazioni

Una delle collaborazioni più interessanti è quella con Microsoft.

Utilizzando Microsoft Foundry, il cockpit AI può collegarsi alle applicazioni della suite Microsoft 365, consentendo ai conducenti di partecipare a una videoconferenza Teams con un semplice comando vocale.

Il sistema legge in anticipo le condizioni di sicurezza, attivando ad esempio l’Adaptive Cruise Control per mantenere velocità e distanza in autonomia, riducendo la distrazione e aumentando la sicurezza.

Bosch scommette sull’AI in auto

Secondo le più recenti analisi di mercato, il segmento delle soluzioni infotainment basate su AI nei veicoli raggiungerà un valore di circa 17 miliardi di euro entro il 2030.

Bosch ambisce a conquistare una quota significativa di questo mercato, puntando a oltre 2 miliardi di euro di fatturato entro la fine del decennio con le proprie soluzioni.

Questa spinta strategica dimostra come l’industria automobilistica non stia semplicemente aggiungendo funzioni digitali, ma stia ridefinendo l’interazione uomo-macchina in chiave cognitiva e predittiva.

Il futuro dell’abitacolo, oltre il display

Al CES 2026, Bosch mostrerà per la prima volta al pubblico questa visione avanzata di cockpit AI.

In questo modo confermerà un trend ormai chiaro, secondo il quale l’abitacolo non è più solo spazio di controllo, ma un ambiente dinamico, consapevole e proattivo.

La sfida ora è trasformare questa promessa tecnologica in esperienze reali e utili per l’utente finale, bilanciando innovazione con semplicità d’uso: un equilibrio che farà la differenza tra soluzioni di nicchia e tecnologie veramente di massa.

E mentre le auto diventano sempre più intelligenti e connesse, ci ritroveremo a pensare che non sarà l’automobile a portarci verso il futuro, ma il nostro modo di comunicare con lei.

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foto © Bosch

Automobilisti sotto torchio: nel 2024 allo Stato 83 miliardi

Non è la benzina, e nemmeno i pedaggi autostradali, il bollo o le multe. A rendere impossibile la vita degli automobilisti, sottocategoria del genere umano usata per la spremitura a freddo, è il blocco del carico fiscale visto nella sua interezza, che nel 2024 ha raggiunto la cifra record di 83,04 miliardi di euro, il 4,5% in più dell’anno precedente.

Per le casse dello Stato significa una voce che vale il 13,4% in leggero calo rispetto al 13,6% del 2023 grazie – si fa per dire – all’aumento del 5,6% delle entrate tributarie nazionali per via dei rincari delle imposte dirette (+8,3%) e indirette (+2,3%).

La cassaforte del Fisco

È un comunicato stampa dell’Anfia, l’associazione della filiera automotive, a raccontare quanto gli automobilisti italiani rappresentino ancora e sempre una delle casseforti più care al fisco.

“Nel 2024 il settore automotive stabilisce un nuovo record fiscale, superando gli 83 miliardi di euro – spiega Roberto Vavassori, presidente di Anfia – e a pesare di più, come da tradizione, è la fase di utilizzo del veicolo, che da sola genera il 79,2% del gettito complessivo: oltre 65 miliardi di euro, in crescita di quasi cinque punti percentuali sull’anno precedente”.

Accidenti alle accise

A gonfiare la cifra sono soprattutto le famigerate accise e l’Iva sui carburanti, che valgono 39,73 miliardi, ma con la ghiotta aggiunta di quella straordinaria invenzione chiamata Iva che fa sentire il proprio ingombro su manutenzioni, riparazioni, ricambi e pneumatici, arrivata a toccare quota 14,05 miliardi, con un agile balzo del 15,5% rispetto al 2023.

Al secondo posto c’è il gettito legato all’acquisto dei veicoli, su cui gravano Iva diritti di motorizzazione e Ipt), che pesa per l’11,8% del totale, o detto in altro modo cuba per 9,78 miliardi di euro (+5,5%).

Il dato è il risultato di un equilibrio tra il lieve calo delle immatricolazioni di auto nuove (-0,5%) e il forte aumento dei passaggi di proprietà dell’usato (+8,2%), che nel 2024 hanno superato i 3,1 milioni.

Le fasi delle bastonate

Ma una volta acquistata l’auto, si entra di diritto nel capitolo di spesa successivo, quello del possesso, dove il bollo auto – da solo – garantisce ben 7,48 miliardi di euro all’anno, pari al 9% del gettito totale, con un incremento del 3% di un anno sull’altro.

A incidere sono l’aumento del valore medio e della potenza fiscale delle vetture, la revisione di esenzioni e agevolazioni applicate in alcune Regioni e una maggiore efficacia nella lotta all’evasione.

Il tutto su un parco circolante che continua a crescere e nel 2024 ha superato i 47 milioni di veicoli, di cui 41,3 rappresentati da autovetture.

I più tartassi d’Europa

Numeri che fanno svettare l’Italia ai vertici della classifica dei Paesi dove l’incidenza del gettito fiscale dell’auto sul Pil è la più alta d’Europa: dal 2,9% dei nostri vicini al 3,7 che gli italiani portano con orgoglio. Più o meno.

Per il 2025 Anfia prevede un carico fiscale sostanzialmente stabile, assestato intorno agli 83 miliardi di euro (-0,1%), nonostante la prevista contrazione del mercato del nuovo del 2,5%.

A fare da contrappeso sarà ancora una volta l’usato, alternativa solida e in forte crescita anche nelle richieste di finanziamento e con una domanda sempre più orientata verso modelli di fascia medio-alta.

In questo scenario, il gettito legato all’acquisto di veicoli dovrebbe attestarsi intorno ai 7,8 miliardi di euro (-1,3%), mentre quello dell’Ipt, cresciuto nel 2024 del 6,6% fino a 1,88 miliardi e atteso su livelli pressoché stabili.

Morale: tra carburanti, bolli, Iva e passaggi di proprietà, l’auto resta una delle voci più tassate del Paese.

E agli automobilisti italiani la sgradevole sensazione di essere un bancomat sempre aperto.

KGM Actyon HEV, non il solito SUV

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Debutta in Italia il KGM Actyon HEV, SUV full-hybrid da 204 CV, batteria da 1,83 kWh, tecnologia e-DHT, ADAS completi e dotazioni premium - foto © KGM

Il panorama dei SUV ibridi è sempre più affollato.

E così spesso la tecnica rischia di diventare invisibile dietro un’estetica standardizzata.

In questo scenario arriva sul mercato italiano KGM Actyon HEV, con un messaggio chiaro: l’elettrificazione può essere concreta, tecnologicamente sofisticata e allo stesso tempo dotata di una personalità ben riconoscibile.

Importato e distribuito in Italia da ATFlow, il nuovo Actyon HEV affianca la versione a benzina proponendo una soluzione full-hybrid evoluta, pensata per rispondere in modo pragmatico alle esigenze di un mercato – quello italiano – che vede nell’ibrido la vera architrave della transizione energetica.

Non un esercizio di stile, ma un SUV del segmento D+ che punta su efficienza reale, dotazioni premium di serie e un rapporto qualità/prezzo estremamente competitivo.

Un sistema progettato per funzionare sempre nel modo giusto

Il cuore tecnologico di KGM Actyon HEV è un powertrain full-hybrid di nuova generazione.

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Costruito attorno a un motore benzina 1.5 GDI Turbo da 1.497 cc, ha due motori elettrici e una batteria di trazione LFP da 1,83 kWh, con una capacità superiore alla media del segmento.

La potenza complessiva raggiunge 150 kW (204 CV) in modalità parallela, ma il dato più interessante non è tanto il valore di picco quanto la gestione intelligente dei flussi energetici.

Il sistema è infatti in grado di operare in quattro modalità differenti: EV puro, ibrido seriale, ibrido parallelo, ibrido combinato seriale/parallelo.

Questo consente ad Actyon HEV di viaggiare fino al 94% del tempo in modalità elettrica, soprattutto nei contesti urbani e suburbani, riducendo drasticamente consumi ed emissioni senza richiedere ricariche esterne.

Nel ciclo combinato WLTP i valori dichiarati sono di 6,09 l/100 km con 138 g/km di CO₂, numeri che collocano il SUV coreano tra i più efficienti del segmento D+ full-hybrid, senza compromessi su prestazioni e comfort.

Quando la trasmissione diventa parte dell’elettronica

Elemento chiave del sistema è il cambio e-DHT (Dedicated Hybrid Transmission), una trasmissione progettata specificamente per veicoli elettrificati.

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Non un automatico tradizionale adattato, ma un sistema elettronico di gestione della potenza che elimina le discontinuità meccaniche, garantendo transizioni fluide e silenziose.

La logica shift-by-wire non solo migliora il comfort, ma consente anche una maggiore integrazione con i sistemi ADAS e con le strategie di recupero energetico.

A questo si aggiungono i paddle al volante, che permettono di modulare su quattro livelli l’intensità della frenata rigenerativa, rendendo la guida più efficiente e intuitiva, soprattutto nel traffico cittadino e nei percorsi collinari.

Dimensioni da SUV con tanta abitabilità

Con 4.740 mm di lunghezza, 1.910 mm di larghezza e un passo di 2.680 mm, Actyon HEV si colloca pienamente nel segmento D+, offrendo un abitacolo ampio e razionale.

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Il bagagliaio è uno dei suoi punti di forza con 668 litri in configurazione standard, che diventano 1.568 litri abbattendo completamente la seconda fila.

Un dato che racconta bene la filosofia del modello: tecnologia sì, ma sempre al servizio della funzionalità.

Design riconoscibile ma senza eccessi

Actyon HEV mantiene la silhouette coupé-SUV che ha reso riconoscibile la famiglia Actyon, reinterpretandola con proporzioni equilibrate.

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La filosofia stilistica KGM – che il brand chiama “Creatività pratica” – emerge nelle superfici pulite, nella linea di cintura discendente e nei volumi posteriori ben scolpiti.

I cerchi in lega da 20 pollici con pneumatici 245/45R contribuiscono a un look solido e premium, mentre la palette colori – sei tinte monotono – permette una personalizzazione elegante senza eccessi cromatici.

Comfort premium e tecnologia… concreta

All’interno, Actyon HEV sorprende per qualità percepita e attenzione ergonomica.

Gli interni sono disponibili in pelle nera con cuciture rosse oppure in pelle caramello con dettagli beige, una scelta che rafforza la vocazione quasi “granturismo” del SUV coreano.

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I sedili anteriori sono regolabili elettricamente a 8 vie, riscaldati e ventilati, così come quelli posteriori.

Il volante esagonale riscaldato, rivestito in pelle, integra tutti i comandi principali e contribuisce a una posizione di guida naturale e rilassata.

Elemento distintivo dell’allestimento HEV è il tetto panoramico elettrico, esteso su entrambe le file di sedili, che amplifica la luminosità dell’abitacolo e migliora il comfort nei lunghi viaggi.

Infotainment e assistenza alla guida

La plancia è dominata dal quadro strumenti digitale da 12,3” e dal sistema infotainment touchscreen, anch’esso da 12,3 pollici, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto.

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Il sistema è completato da ricarica wireless, prese USB-C e un impianto audio a 6 altoparlanti.

Infine, il sistema di telecamere HD a 360° con linee dinamiche rende semplici anche le manovre più complesse, nonostante le dimensioni generose del veicolo.

Sicurezza totale, senza compromessi

La dotazione di sicurezza di Actyon HEV è una delle più complete del segmento.

Il pacchetto ADAS include sistemi di prevenzione collisione, assistenza attiva alla corsia, monitoraggio dell’angolo cieco con intervento sullo sterzo, cruise control adattivo intelligente e riconoscimento della segnaletica stradale.

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Un insieme di tecnologie che lavora in modo integrato grazie a radar e telecamere, trasformando la guida quotidiana in un’esperienza più rilassata, prevedibile e sicura, soprattutto nei lunghi trasferimenti.

Prezzo, garanzia e post-vendita

Actyon HEV è proposto in Italia nell’unico allestimento K-LINE – Full Hybrid, a un prezzo di 43.050 euro, IVA inclusa, messa su strada esclusa.

L’importo include dotazioni spesso opzionali su modelli concorrenti, come tetto panoramico e telecamere a 360°.

La garanzia è di 5 anni o 100mila km, che diventano 8 anni o 160mila km per i componenti ad alta tensione, con 5 anni di assistenza stradale.

Fondamentale, inoltre, la presenza di un magazzino ricambi europeo e italiano, che assicura disponibilità delle parti in 24/48 ore, un aspetto spesso sottovalutato ma decisivo nell’uso reale.

L’ibrido che non chiede compromessi

KGM Actyon HEV non nasce per stupire con soluzioni futuristiche irraggiungibili, ma per funzionare bene, sempre.

È un SUV che interpreta l’ibrido come tecnologia matura, capace di migliorare la vita quotidiana senza imporre nuove abitudini o sacrifici.

In un mercato che spesso confonde l’innovazione con l’effetto speciale, Actyon HEV sceglie la strada della sostanza, dimostrando che la vera evoluzione dell’automobile passa dalla coerenza progettuale, dall’efficienza reale e da una visione industriale solida.

Ed è forse proprio questa normalità tecnologica, così ben eseguita, a renderlo un protagonista silenzioso ma destinato a lasciare il segno.

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Nell’anno del 60esimo anniversario, Autotorino chiude in crescita

Numeri che non lasciano spazio alla fantasia, visione di lungo periodo e centralità delle persone: Autotorino manda in archivio l’anno del 60° anniversario con un bilancio che volge decisamente verso il sereno. Il Gruppo chiude il 2025 con 2,85 miliardi di euro di fatturato, in crescita del 5% rispetto all’anno precedente, 82.200 vetture vendute e102,5 milioni di euro investiti per sostenere sviluppo, innovazione e presenza territoriale.

Rotta verso l’Europa

Le vendite confermano la forza del dealer sul mercato nazionale, con 78.500 auto immatricolate in Italia (+5,8%), a cui aggiungere 3.700 unità vendute a Varsavia, la prima filiale estera che segna l’avvio dell’espansione internazionale. A completare il quadro, la certificazioneTop Employers Italia 2025, che vede Autotorino unico dealer automotive premiato nell’anno per le eccellenze nelle politiche di gestione delle risorse umane.

Il successo dei servizi di manutenzione

Il risultato assume ancora più valore in un mercato che nel 2025 resta sostanzialmente in linea con il 2024 – circa 1,5 milioni di immatricolazioni previste – ma ancora lontano di un -18% dai livelli pre-pandemia del 2019.

In questo scenario, Autotorino ha rafforzato la relazione con una base di 180.000 clienti, includendo anche i servizi di manutenzione, che hanno generato 830.000 ore di lavoro in officina e 250 milioni di euro di fatturato, anch’essi in crescita del 5%.

Il welfare per i dipendenti

Al centro dei risultati, ancora una volta, ci sono le persone. Nel corso del 2025 il Gruppo ha destinato 3 milioni di euro al premio aziendale e a iniziative di welfare a favore dei collaboratori e delle loro famiglie. Tra queste, il Bonus Bebè, che dal 2023 ha accompagnato la nascita di 202 figli “in azienda”, e il programma Family Care, pensato per sostenere i nuclei familiari con figli minori in caso di lutto. Tutte le misure sono state confermate anche per il 2026.

Plinio Vanini, Mattia Vanini e Stefano Martinalli nel corso della Convention Autotorino 2025

Un pensiero al plurale

“Non siamo solo un’azienda grande, siamo un’azienda unita – ha sottolineato Plinio Vanini, Presidente di Autotorino, nel corso dell’incontro annuale che ha riunito la community aziendale, oggi distribuita fra diverse regioni italiane e la Polonia – il tema di questo 60° anniversario è stato “NOI”: una squadra che ha costruito insieme i risultati di oggi e continuerà a farlo, con partner e clienti”.

L’offerta all inclusive

Uno scenario di mobilità in profonda trasformazione che trova riscontro nell’approccio “All Inclusive” dell’azienda: due clienti su tre scelgono soluzioni finanziarie direttamente in showroom, mentre oltre la metà opta per coperture assicurative (51,6%) o per l’estensione di garanzia (53,9%), confermando la crescente centralità dei servizi.

“In un settore che sta cercando un nuovo equilibrio – ha commentato Stefano Martinalli, Direttore Generale – continuiamo a distinguerci per l’ampiezza e la personalizzazione dell’offerta di servizi e per un modello di relazione che fidelizza il cliente e valorizza il lavoro dei costruttori”.

Una strategia vincente

Il 2025 ha segnato anche importanti passi strategici: l’ampliamento dell’offerta a 11 Gruppi Automotive rappresentati, l’ingresso di quattro nuove sedi nel cremonese e l’avvio operativo di due progetti chiave, la sede di Varsavia e la start-up ATFlow, dedicata all’importazione e distribuzione di veicoli in Italia. A questi si aggiungono i riconoscimenti IMQ per le certificazioni ISO su qualità, ambiente e sicurezza e la UNI/PdR 125 sulla parità di genere.

“Sessant’anni non sono solo storia, ma fondamenta per il futuro – ha concluso Mattia Vanini, Vicepresidente di Autotorino – continuiamo a investire su persone, territori, brand e competenze. Perché il futuro della mobilità non si costruisce da soli, ma insieme: oggi siamo in 3.400”.

I collaboratori di domani

Un futuro che passa anche dalla formazione. Nel 2025 l’Autotorino Academy ha sviluppato 2.060 giornate formative per una squadra con età media di 38 anni, un terzo della quale under 30. Parallelamente, i percorsi AI Pills hanno già coinvolto 500 collaboratori, preparando l’organizzazione ad un uso consapevole dell’Intelligenza Artificiale.

Dal green alla strada, il golf paralimpico accelera con Kia

Kia golf
Giuseppe Bitti, Presidente di Kia Italia e Cristiano Cerchiai, Presidente della Federazione Italiana Golf - foto © Kia

Al Castello Tolcinasco Golf Resort & Spa, alle porte di Milano, il futuro del golf paralimpico italiano ha preso forma concreta.

Lo ha fatto con una visione strutturata che intreccia sport, tecnologia, mobilità e diritti.

Infatti, la Federazione Italiana Golf ha presentato ufficialmente il Programma del Settore Paralimpico FIG 2026, firmando contestualmente un accordo triennale con Kia Italia, che diventa Official Automotive Partner del movimento.

Un evento che ha messo al centro non soltanto l’agonismo, ma un concetto più ampio di sport come strumento di inclusione, rigenerazione personale e progresso sociale.

Una direzione chiara, condivisa da istituzioni, aziende e atleti, suggellata dalla tavola rotonda dal titolo emblematico: “Il diritto di accesso allo sport”.

Strategie parallele ma… convergenti

Il Programma del Settore Paralimpico FIG guarda lontano, costruendo oggi le basi per i risultati di domani.

La strategia si articola su più livelli, apparentemente paralleli ma che convergono su un unico obiettivo, cioè rendere il golf realmente accessibile e competitivo a livello internazionale.

Il primo pilastro è il Programma Élite, dedicato ad atleti Under 35, anche provenienti da altre discipline sportive.

L’idea è formare campioni che possano ricoprire un ruolo di riferimento, ispirando nuove generazioni di golfisti paralimpici.

Kia golf
Una momento della presentazione della partnership – foto © Auto Tecnica

Inoltre, la FIG rafforza la collaborazione con INAIL e Comitato Italiano Paralimpico, portando la tecnologia al servizio della riabilitazione e della pratica sportiva, offrendo a chi ha subito un infortunio una nuova prospettiva di vita.

Fondamentale anche l’investimento sulla formazione tecnica, affidata alla Scuola Nazionale FIG, e il lavoro sull’accessibilità dei circoli grazie alla partnership con World4All, start-up specializzata nella mappatura delle barriere architettoniche.

Un passaggio cruciale per allineare l’Italia agli standard internazionali e sostenere il percorso che potrebbe portare il golf alle Paralimpiadi a partire dal 2036.

Mobilità come diritto, entra in campo Kia

In questo scenario, la partnership con Kia Italia non è una semplice sponsorship, ma un vero progetto di sistema.

A sottolinearlo è Giuseppe Bitti, Presidente e CEO di Kia Italia, che chiarisce fin da subito la natura dell’accordo:

Questo accordo – ha spiegato – non ha assolutamente nulla di commerciale. Il nostro intendimento è condividere un progetto e valori che fanno parte del DNA Kia. Dal 2021 abbiamo avviato una trasformazione profonda: da costruttore di automobili a provider di mobilità sostenibile, condivisa, inclusiva e accessibile per tutti”.

Kia golf
Cristiano Cerchiai e Giuseppe Bitti al momento della firma – foto © Auto Tecnica

Un cambio di paradigma che trova nel golf paralimpico un terreno ideale di applicazione. Kia metterà a disposizione della FIG una flotta di veicoli per supportare gli spostamenti degli atleti durante raduni ed eventi ufficiali, come l’Open d’Italia ProAbili della Regione Marche e i Campionati Europei a Squadre per Golfisti con Disabilità.

Il fulcro tecnologico di questo impegno è il nuovo Kia PV5, van 100% elettrico progettato per rispondere a esigenze di mobilità avanzata e inclusiva.

Kia PV5, elettrico, modulare, accessibile

Veicolo emblema di questa partnership è il PV5, che rappresenta una sintesi concreta di quando dichiarato durante l’evento.

Si tratta di un veicolo commerciale leggero elettrico, sviluppato secondo una logica modulare, con particolare attenzione all’ergonomia e all’accessibilità.

Alimentazione 100% elettrica
Architettura Skateboard modulare
Accessibilità Alloggiamento carrozzina in abitacolo
Destinazione Mobilità condivisa e inclusiva
Lancio Inizio 2026

Il nostro impegno per la mobilità elettrica – ha proseguito Bitti – non è solo una scelta tecnologica, ma una responsabilità verso l’ambiente e le generazioni future. Con il PV5 vogliamo rendere possibile a tutti vivere la passione per lo sport”.

Tecnologia che non resta sulla carta, ma diventa strumento quotidiano per permettere agli atleti di muoversi, competere e partecipare senza ostacoli.

Movement that inspires”, il punto di vista del brand

Il valore simbolico di questa partnership emerge con forza nelle parole di Giuseppe Mazzarri, CX & Brand Marketing Director di Kia Italia, che lega il progetto al payoff del marchio.

Movement that inspires – ha affermato – significa che il movimento deve essere democratico. Tutti hanno diritto a muoversi, a migliorarsi, a scoprire posti nuovi. E il golf, come la mobilità, richiede impegno, fatica, forza di volontà”.

Mazzarri ha parlato anche da appassionato golfista, sottolineando la dimensione interiore di questo sport, fatta di disciplina e confronto continuo con se stessi. Un parallelo che diventa potente quando incontra il mondo paralimpico.

Kia golf
Il veicolo emblema della partnership è il PV5, sintesi concreta di quanto dichiarato durante l’incontro – foto © Kia

Sono rimasto profondamente colpito dalla forza di volontà di questi atleti. È qualcosa che va ammirato e preso come riferimento, soprattutto per le nuove generazioni”.

Il supporto di Kia, ha concluso, non si limiterà ai veicoli.

Saremo qui per ascoltarvi ogni giorno, per trovare insieme strumenti che vi permettano di migliorare continuamente la vostra passione e il vostro sport”.

Oltre il green, dove sport, tecnologia e diritti si incontrano

La giornata di Tolcinasco ha mostrato come il confine tra automotive e sport sia sempre più sottile quando al centro ci sono persone, accessibilità e innovazione.

Il golf paralimpico diventa così un laboratorio avanzato dove mobilità elettrica, design inclusivo e visione sociale si fondono.

Su strada come sul green, il vero obiettivo non è soltanto arrivare primi, ma rendere il percorso possibile per tutti.

Ed è forse proprio qui che sport e automotive trovano il loro punto di contatto più autentico: trasformare la tecnologia in libertà di movimento, e il movimento in una forma concreta di dignità.

Lo stile di Milo Manara per il calendario TEXA 2026

Quando l’arte incontra l’eccellenza tecnologica, il risultato non può che essere iconico. Torna anche quest’anno uno degli appuntamenti più attesi da appassionati di automotive e illustrazione: il calendario TEXA 2026, firmato ancora una volta dalla matita inconfondibile di Milo Manara, fumettista conosciuto per le tavole ad alto tasso di sensualità.

Una tradizione da collezione

L’edizione 2026 celebra la partnership tra TEXA e Automobili Lamborghini, protagonista assoluta dell’illustrazione. In primo piano, una figura femminile elegante posa accanto alla “Temerario”, la nuova supersportiva ibrida plug-in della Casa di Sant’Agata Bolognese. Un modello che, insieme alla “Revuelto”, integra due inverter e una centralina di controllo veicolo progettati e prodotti da TEXA, a conferma di una collaborazione fondata su innovazione, affidabilità e qualità senza compromessi.

Un riconoscimento importante per TEXA e per la sua divisione e-Powertrain, sempre più punto di riferimento nello sviluppo di tecnologie d’avanguardia per l’automotive. Una traiettoria di crescita sostenuta da investimenti mirati e da una visione industriale chiara: continuare a essere un baluardo dell’eccellenza italiana nel settore.

In attesa del nuovo stabilimento

Ma l’illustrazione di Manara nasconde anche uno sguardo sul futuro. Sullo sfondo, fa la sua comparsa un’anteprima del nuovo stabilimento TEXA che sarà ufficialmente inaugurato nel 2026: oltre 30.000 metri quadrati dedicati in gran parte alla produzione di strumenti per il garage equipment, simbolo di un’azienda in costante evoluzione.

Il calendario TEXA 2026 sarà distribuito a partire da gennaio ai clienti abbonati al servizio di aggiornamento TEXPACK tramite il proprio rivenditore di fiducia. Gli appassionati potranno inoltre scaricare una versione digitale compilando l’apposito form disponibile sul sito TEXA.

Pagani Residences, Miami diventa ancora più esclusiva

Prima o poi, l’incredibile vita di Horacio Pagani diventerà un film, c’è da scommetterci. Argentino con tracce d’Italia a scorrere nelle vene, classe 1955, scopre le auto quand’era ancora un bambino: studia, si appassiona sempre di più e nel 1982 parte per l’Italia, la terra delle auto più sportive del mondo.

Inizi umili

Ma anche i sogni ogni tanto hanno gli spigoli affilati: se proprio vuole entrare in Lamborghini, la meta del suo lungo viaggio, l’unico posto disponibile è come operaio di terzo livello nel reparto carrozzerie sperimentali.

Nel 1991, con un salto temporale di un decennio, a San Cesario sul Panaro, 6.600 abitanti in provincia di Modena, nasce la “Pagani Automobili”, e da lì inizia una sequenza di sogni su ruote, l’esatta idea che Horacio aveva fin dall’inizio dell’auto sportiva.

Si chiamano Zonda, Huayra e Utopia, hypercar esclusive e potentissime riservate a pochi fortunati.

Le esclusive torri di Miami Beach

L’ultimo passaggio, o meglio il più recente, è un progetto che Horacio segue personalmente da anni: il “Pagani Residences”, una torre di 30 piani al North Bay Village, affacciata sulla baia di Biscayne, a Miami.

Detto in altro modo, tre isole paradisiache ad alto tasso di lusso dove si rifugiano ricchi e famosi di tutto il mondo quando cercano sole e pace al riparo da occhi indiscreti.

All’interno della torre, una settantina di appartamenti – meglio, superattici – studiati dallo stesso Horacio nei più piccoli dettagli che hanno come stella polare l’esclusività del marchio Pagani.

Dotazioni incredibili

È uno di quei casi in cui i numeri spiegano molto più delle parole: 1.000 mq per unità abitativa, con due o quattro camere da letto, soffitti alti 4 metri, Jacuzzi di varie misure, passerella verso la spiaggia e terrazza di 500 mq con cucina per una vista a 360° sulle onde esclusive di Miami Beach.

Non mancano sale multimediali, ascensori e cinema privati, pareti pronte per accogliere e tenere in temperatura fino a 350 bottiglie di vini e champagne, porticciolo privato dove ormeggiare lo yacht.

Fra i servizi piscina rooftop, sky lounge, biblioteca, fitness center, giardino zen, spa per gli animali domestici, parking privato paddock con espositori per pneumatici, climatizzazione e illuminazione.

I servizi per gli ospiti

Il concierge, disponibile 24 su 24, è pronto a togliere ogni noia e fastidio agli ospiti: dalla conferma alla prenotazione di voli (di linea o privati), trasporto da e verso l’aeroporto, auto a noleggio, prenotazioni di ristoranti, locali, spa, campi da golf, tennis e paddle, saloni di bellezza, servizi notarili, teatri, shopping, spesa al supermercato, organizzazione di eventi e cerimonie, sartoria, lavanderia, lavaggio auto, manutenzione delle piante, chef privati, baby e dog sitter.

Il coup de théâtre finale, è che nei 30 milioni di dollari del costo di ogni penthouse è compresa una Pagani Utopia Roadster in edizione limitata “Miami Edition” in tinta blu Biscayne Bay dotata di V12 AMG da 6.0 litri con 864 CV. Tutto il resto è noia.

Il Green Deal europeo dell’auto verde scala marcia

Green Deal
Il nuovo pacchetto automotive UE riscrive il Green Deal con meno vincoli, più flessibilità, e motori termici ancora in gioco - foto © Pixabay

Per lunghi mesi è stato raccontato come un dogma, il fatto che dal 2035 in Europa non ci sarebbe più stato spazio per benzina e diesel.

Quell’anno sembrava una data scolpita nella pietra, simbolo di una transizione rapida, netta, irreversibile.

Oggi quella pietra si sgretola, non crolla del tutto ma si incrina in modo evidente.

Il nuovo pacchetto automotive della Commissione europea riforma il Green Deal sull’auto e, pur senza ammetterlo apertamente, ridisegna il perimetro tecnologico della mobilità europea del prossimo decennio.

Bruxelles lima i target, introduce flessibilità, apre a strumenti compensativi e, soprattutto, abbandona l’idea di un divieto tecnologico assoluto.

Il risultato è un compromesso che accoglie molte delle richieste dell’industria, mantenendo però una narrazione climatica almeno formalmente coerente con gli obiettivi di lungo periodo.

Non più “zero emissioni”, ma… -90%

Il cuore della revisione è tutto nell’annullamento del concetto di “zero emissioni”.

Dal 2035 le case automobilistiche non dovranno più raggiungerlo, ma ottenere un taglio del 90% rispetto ai livelli di riferimento.

Il 10% residuo potrà essere compensato attraverso una serie di strumenti che cambiano radicalmente lo scenario.

Per esempio, l’utilizzo di acciaio a basse emissioni di carbonio prodotto nell’Unione europea, l’impiego di e-fuel e biocarburanti sostenibili, meccanismi di crediti volontari soggetti a condizioni.

Tradotto in termini industriali significa che il motore a combustione interna non viene messo al bando.

Viene invece inserito in un sistema regolatorio molto più sofisticato, dove conta l’impatto complessivo lungo la filiera e non solo ciò che esce dal tubo di scarico.

Quali motorizzazioni sopravviveranno

Con questa impostazione, il ventaglio tecnologico rimane sorprendentemente ampio.

Green Deal
Con il nuovo Green Deal dell’auto in Europa il motore termico resta tra e-fuel, biocarburanti e crediti – foto © Pixabay

Accanto ai veicoli 100% elettrici (BEV) e a quelli a idrogeno, potranno continuare a giocare un importante ruolo nelle vendite anche ibridi plug-in (PHEV), mild hybrid, range extender e veicoli con motore endotermico alimentato con carburanti a basse o nulle emissioni nette.

È in pratica una svolta concettuale. L’Europa smette di indicare una sola tecnologia vincente e torna, almeno in parte, a una neutralità tecnologica che guarda al risultato finale – le emissioni complessive – più che al mezzo.

Bruxelles tende la mano ai costruttori

Il nuovo pacchetto introduce una serie di meccanismi di flessibilità pensati per evitare shock industriali e finanziari.

L’estensione delle finestre temporali di compensazione delle emissioni, la possibilità di utilizzare crediti volontari per coprire il 10% residuo, una maggiore elasticità nel triennio 2030-2032, sulla scia di quanto già concesso per il periodo 2025-2027, con l’obiettivo di ridurre il rischio di multe miliardarie per i costruttori.

Il messaggio è chiaro e netto. Senza un’industria automobilistica europea forte, il Green Deal semplicemente non regge.

Target al ribasso per veicoli pesanti e furgoni

La revisione non riguarda solo le auto.

Per i veicoli pesanti, la Commissione propone una modifica mirata alle norme sulle emissioni di CO₂, introducendo ulteriore flessibilità per centrare gli obiettivi del 2030.

Ancora più significativa la retromarcia sui furgoni, con una riduzione delle emissioni richiesta al 40% entro il 2030, e non più al 50%.

Una scelta che riconosce implicitamente le difficoltà tecniche, infrastrutturali ed economiche dell’elettrificazione totale del trasporto commerciale leggero.

Supercrediti per le piccole elettriche “made in Europe”

Nel pacchetto trova spazio anche un capitolo dedicato alle piccole auto elettriche economiche.

Green Deal
Vedremo presto circolare anche in Europa piccole vetture elettriche sull’esempio delle Kei Car giapponesi – foto © Suzuki

Viene infatti introdotta una nuova sottocategoria normativa specifica che comprende veicoli elettrici lunghi fino a 4,2 metri, prodotti all’interno dell’Unione europea e beneficiari di supercrediti fino al 2034.

L’obiettivo è duplice: da un lato stimolare la produzione interna, dall’altro e rendere l’elettrico più accessibile nei segmenti popolari, oggi dominati da modelli extraeuropei.

Meno burocrazia e più ossigeno con le semplificazioni

Il pacchetto include un omnibus di semplificazione normativa con un risparmio stimato di oltre 700 milioni di euro all’anno per l’industria.

Tra le misure principali troviamo interventi sui test di emissione dell’Euro 7, l’esenzione per i furgoni elettrici dall’installazione di tachigrafi intelligenti e lo stop ai dispositivi obbligatori di limitazione della velocità per alcune categorie.

Un segnale politico forte, con meno ideologia regolatoria e più pragmatismo industriale.

Batterie, 1,8 miliardi per non dipendere dall’Asia

Sul fronte strategico, Bruxelles lancia il piano Battery Booster da 1,8 miliardi di euro.

Si tratta di 1,5 miliardi destinati ai produttori europei di celle con prestiti senza interessi già a partire dal prossimo anno.

In questo modo dovrebbe raggiungersi l’obiettivo di costruire una catena del valore delle batterie interamente europea.

Una mossa certamente difensiva che sembra tuttavia essere necessaria, in un contesto globale dominato da Cina e Stati Uniti.

Il senso politico di questa svolta

Ufficialmente il Green Deal resta intatto, ma nei fatti, cambia profondamente la sua filosofia.

Non si tratta più di un manifesto, un muro invalicabile contro il motore termico, ma un sistema complesso di obiettivi, compensazioni, crediti e filiere industriali.

È la presa d’atto che la transizione non può essere imposta ignorando realtà tecnologica, tempi industriali e consenso sociale.

Altrimenti, il rischio è perdere competitività rompendo il patto tra industria, cittadini e istituzioni.

Quando l’ideologia incontra la meccanica

Il nuovo Green Deal dell’auto può essere letto non come una resa, piuttosto come un ridimensionamento della promessa originaria.

L’Europa non rinuncia alla decarbonizzazione, ma accetta finalmente che la strada verso il futuro non sia un rettilineo a senso unico senza svincoli o altre accessi.

Nel rumore di fondo delle dichiarazioni politiche resta una verità semplice, quasi meccanica: le transizioni funzionano solo quando rispettano la fisica, l’economia e il tempo. Tutto il resto è propaganda.

E prima o poi, come ogni motore spinto oltre il limite, finisce per grippare.

Green Deal
Abbiamo chiesto all’intelligenza artificiale di creare un’immagine che racconti il nuovo corso del Green Deal europeo, ecco come lo vede ChatGPT – foto © Auto Tecnica

Le novità del Salone Auto Torino, dall’11 al 13 settembre 2026

L’appuntamento con Salone Auto Torino è fissato dall’11 al 13 settembre 2026, senza mutare di una virgola il format gratuito e interamente “open air”, con stand distribuiti tra vie e piazze del centro cittadino.

La preview al museo dell’automobile

L’annuncio è stato ufficializzato al Museo Nazionale dell’Automobile (MAUTO), in occasione della preview dell’edizione 2026, che ha visto come protagonista la BMW Skytop, esposta per la prima volta al pubblico.

Il primo esemplare prodotto della roadster bavarese, costruita a mano in soli 50 esemplari, resterà visibile al secondo piano del MAUTO fino al 30 marzo 2026.

Alla presentazione hanno preso parte Andrea Levy, presidente del Salone Auto Torino, Andrea Tronzano, assessore al Bilancio e allo Sviluppo delle Attività Produttive della Regione Piemonte, Michela Favaro, vicesindaca della Città di Torino, Lorenza Bravetta, direttrice del Museo Nazionale dell’Automobile, e Alberto Scuro, presidente dell’Automotoclub Storico Italiano.

Ancora più marchi presenti

L’edizione 2025 ha confermato la kermesse torinese come uno degli appuntamenti di riferimento nel panorama automotive europeo, attirando oltre cinquanta marchi automobilistici e 500 mila visitatori, per un indotto stimato in cinque milioni di euro per il territorio.

Nel corso degli anni il Salone ha assunto un ruolo strategico nel dialogo con la nuova industria della mobilità, diventando un punto di accesso privilegiato al mercato europeo per i costruttori cinesi: nel 2025 erano presenti 17 brand, una partecipazione destinata ad ampliarsi ulteriormente l’anno prossimo, con l’ingresso di nuove aziende interessate a visibilità e confronto internazionale.

L’edizione 2026 vanta il sostegno della Regione Piemonte e di “Vehicle Valley Piemonte”, l’ecosistema che riunisce le principali realtà automotive regionali ad alto contenuto tecnologico e progettuale.

Un sistema riconosciuto a livello internazionale per la capacità di integrare tradizione manifatturiera, innovazione, design e sviluppo industriale, dialogando con i mercati globali della mobilità.

Tutto alla luce del sole

Il Salone Auto Torino 2026 conferma ancora una volta il proprio format distintivo, portando le vetture nel cuore della città con esposizioni statiche all’aperto e il ritorno dei test drive su strada.

Un elemento centrale dell’identità della manifestazione, che consente al pubblico di sperimentare direttamente le nuove tecnologie, dai sistemi di assistenza alla guida alle soluzioni di elettrificazione, favorendo scelte di acquisto più consapevoli e contribuendo al rinnovamento del parco auto, in linea con gli obiettivi di sostenibilità del settore.

In quest’ottica, gli organizzatori chiedono ai brand un impegno concreto nei confronti dei visitatori, con offerte dedicate, condizioni vantaggiose e sconti riservati alla settimana del Salone. Per la prima volta sarà inoltre possibile arrivare alla firma di un precontratto direttamente durante l’evento, con successiva formalizzazione presso le concessionarie secondo la normativa italiana, rafforzando il legame tra esperienza diretta, informazione e decisione d’acquisto.

Un giorno per gli operatori

Tra le principali novità dell’edizione 2026 l’introduzione di una giornata completamente dedicata al business.

Il 10 settembre il Salone Auto Torino sarà riservato agli operatori del settore, con un evento BtoB pensato per favorire occasioni strutturate di networking tra case automobilistiche internazionali e aziende italiane altamente specializzate nella produzione e nei servizi per l’automotive.

Torino chiama la Cina

In questo contesto è stata annunciata la partnership strategica con “Autohome”, il principale portale automobilistico online in Cina, punto di riferimento per milioni di utenti in termini di informazione, confronto modelli, servizi digitali e transazioni tra consumatori, concessionarie e costruttori.

La collaborazione punta a rafforzare i legami tra il mercato europeo e quello cinese, creando nuove opportunità di scambio di know-how e sviluppo commerciale.

Nel 2026 tornerà anche il “TADA” (Torino Automotive Design Award), il premio dedicato alle case automobilistiche cinesi che valorizza il design come strumento di dialogo culturale e innovazione stilistica.

La cerimonia di premiazione è in programma l’11 settembre, durante la giornata stampa del Salone.

Il TADA si distingue per una giuria internazionale composta da alcuni dei più autorevoli designer attivi nei principali centri stile italiani, tra cui Italdesign, GFG Style, Pininfarina, Granstudio, Icona Design, Torino Design, LDA Design, Blue Engineering Design ed Erre Design.

I modelli in concorso vengono valutati in diverse categorie che coprono i principali ambiti del design automobilistico contemporaneo.

Tra le novità dell’edizione 2026 le categorie Most Performance Car e International Concept Car: la prima, assegnata in collaborazione con Autohome e premierà i modelli capaci di interpretare la performance come sintesi di prestazioni, efficienza e tecnologia.

La seconda avrà un respiro globale ed è aperta a tutti i costruttori mondiali, dedicata ai concept in grado di esprimere una visione avanzata della mobilità futura.

In questo percorso di internazionalizzazione si inserisce anche la nomina di Andrea Levy a membro onorario della giuria del “China Car of the Year” (CCOY).

Levy parteciperà l’8 gennaio a Pechino alla cerimonia di proclamazione dei vincitori del premio, considerato il più autorevole riconoscimento dell’industria automobilistica cinese, assegnato da una giuria composta dai principali giornalisti automotive del Paese.

I capolavori della collezione ASI Bertone

Durante la presentazione è stato inoltre annunciato il ritorno a Torino della Collezione ASI Bertone. Grazie a un accordo tra Automotoclub Storico Italiano e Stellantis Heritage, nei primi mesi del 2026 la raccolta – acquisita e sotto la tutela dall’ASI nel 2015 – troverà spazio all’Heritage Hub di via Plava 80. Un patrimonio composto da modelli, prototipi e one-off che raccontano sei decenni di evoluzione stilistica “made in Torino”, dagli anni Cinquanta ai primi anni del nuovo millennio.

In occasione del Salone Auto Torino 2026, lo stand ASI esporrà alcuni degli esemplari per illustrarne la storia al pubblico.

Ulteriori novità e aggiornamenti saranno comunicati nelle prossime settimane. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito ufficiale www.saloneautotorino.com.

Xpeng G6 e G9, in the name of Suv

I cinesi ormai l’hanno capito: per entrare nella visuale degli automobilisti italiani servono i Suv, e se proprio devono essere 100% elettrici, che almeno siano ricaricabili in tempi accettabili e con una percorrenza ben distante dal ridicolo.

Tutto il resto – al momento – è fuffa, nicchia e roba che non piace, salvando dall’indifferenza qualche citycar più riuscita delle altre.

Una lezione che ha ingoiato alla perfezione anche “Xpeng”, colosso con gli occhi a mandorla dell’automobile con cuore a Guangzhou e cervello in California, ma con una forte componente tecnologica che oscilla fra la robotica e l’immancabile IA.

Due Suv, per cominciare

Il compito a casa, quello che serve per presentarsi ai palati italiani, si traduce in due Suv elettrici, G6 e G9, entrambi dotati di un’architettura da 800 Volt che garantisce ricariche velocissime e autonomia a prova di stress.

Questo non toglie spazio ad uno stile assai personale e identificativo, come la firma dei sottilissimi fari full led anteriori, due lame di luce che si insinuano fra il cofano e la zona in cui un tempo regnava sovrana la griglia.

In realtà, ognuno dei due modelli interpreta una filosofia diversa: G6 è più votato alla tecnologia e al confort, con corredo di prezzi d’attacco più accessibili, mentre G9 vira verso la zona Premium del mercato alzando il livello di prestazioni, le dotazioni e i prezzi.

Xpeng G6, il Suv che punta al coupé

Partendo dai dati che contano, bastano 12 minuti in DC per passare dal 10 all’80% di ricarica della batteria 5C LFP (Litio, Ferro, Fosfato) , con una percorrenza di 525 km (ciclo WLTP), anche se il dato si riferisce alla G6 Long Range.

Fra le funzioni la V2L 3,3 kW e la possibilità di ricarica trifase AC 11 kW. Il tutto per accedere a 488 CV (358 kW) e 660 Nm, con accelerazione 0-100 in appena 4,1 secondi e 202 km/h di velocità massima.

Sul fronte dello stile, come accennato, la parte del leone la fanno i due estremi: il frontale X-Bot Face con full Led e il posteriore aerodinamico con spoiler integrato.

Gli interni sono eleganti, con pelle e Alcantara e dettagli di fino come la funzione massaggiante dei sedili, il retrovisore digitale e le raffinate luci ambiente.

Ampio spazio anche per i bagagli partendo da 571 litri per arrivare a 1.374.

La tecnologia di bordo si concentra sul quadro strumenti da 10,25” e il display centrale da 15,6”, una plancia di comando per gli Adas Xpilot 2.5 con hardware dedicati (Front Integrated Machine o Nvidia Orin-X in base alle versioni) che elaborano i dati di 5 radar, 12 telecamere e 12 ultrasuoni.

Non mancano il parcheggio remoto e l’App Xpeng che consente di controllare l’auto da casa, l’infotainment 2.4 K con assistente vocale “Hey Xpeng”, Apple Car Play e Android Auto wireless e impianto audio Xopera con 960 Watt e 18 altoparlanti.

La gamma della G6, lunga 4,75 m, larga 1,92 e alta 1,65, si articola su RWD Standard Range, RWD Long Range e AWD Performance, con prezzi rispettivamente di 42.690, 48.990 e 53.990, a cui aggiungere 960 euro di messa su strada.

La garanzia è di 5 anni o 120mila km e 5 anni di assistenza stradale, che salgono a 8 anni o 160mila km per la batteria.

Xpeng G9, l’incontro tra lusso e potenza

Non cambia la batteria, sempre 5C LFP con ricarica dal 10 all’80% in 12 minuti in corrente continua, con potenza massima di 525 kW.

L’autonomia dichiarata parla di 585 km (ciclo WLTP), che scendono di conseguenza se si prova a spingere verso i 200 km/h di velocità massima.

Rispetto alla sorellina, la G9 aggiunge la tecnologia Vehicle-to-Load che trasforma l’auto in una fonte di energia su ruote e la chiave fisica UWB (Ultra-Wideband) con sblocco automatico e l’alternativa della chiave contactless.

Le misure catastali, 4,89 m di lunghezza, 1,93 di larghezza e 1,68 di altezza, non possono che donare una presenza più imponente.

Ne beneficia ogni singola voce a cominciare dal design, che malgrado l’impronta volutamente minimal vanta linee scolpite.

Al frontale X-Bot Face Design con proiettori a Led ad ampio spettro si aggiungono i cerchi da 21”, portiere con chiusura automatica soft-close e portellone posteriore elettrico.

Gli interni, dominati dal tetto panoramico e disponibili in quattro colorazioni (Coffee, Light Grey, Dark Gray e Saddle), sono un’altra conquista dei centimetri in più, questa volta sottoforma dello spazio a disposizione degli occupanti, con i sedili anteriori “Welcome Mode” dotati di riscaldamento, ventilazione, massaggio, memoria e accesso facilitato.

Spazio utile in più anche nel bagagliaio, con 660 litri espandibili fino a 1.576, e i 71 litri del vano portaoggetti anteriore.

In aggiunta alle dotazioni la possibilità del “Confort Pack” con sistema audio Premium Dynaudio con 22 altoparlanti (2 integrati nel sedile), funzione Boombox e sistema surround con tre modalità di gestione del suono.

Nella parte invisibile agli occhi, la G9 nasce su un telaio pressofuso ibrido in acciaio e alluminio che garantisce una grande rigidità torsionale, mentre sul fronte tecnologico l’Esp integra Abs, Ebd, controllo trazione Tcs, antiribaltamento Arp, assistenza alla partenza in salita e discesa, frenata d’emergenza e allerta pedoni con sonorizzazione a scelta.

A questo si aggiungono telecamere 3D, 12 sensori parcheggio, sistema e-Call con chiamata di emergenza, controllo pressione pneumatici TPMS con Tyre Repair Kit e freno di stazionamento con funzione Auto Hold.

Il sistema di assistenza alla guida XPilot 2.5, su processore Nvidia Orin-X e architettura sensoriale di ultima generazione con 5 radar a onde millimetriche hi-res, 12 sensori a ultrasuoni e 12 telecamere con Driver Status Monitoring, racchiude “Xpilot Driving”, un pacchetto di assistenti alla guida come Adaptive Cruise Control, Lane Centering Control, Dashcam integrata Active Lane Change e Tracking Reverse per ripercorrere in automatico gli ultimi 100 metri percorsi.

Ancora il sistema di parcheggio automatizzato “Xpilot Parking” con Auto Exit Parking Assist e Remote Parking Assist per spostare il veicolo da remoto. Per finire con “Xpilot Safety”, un insieme di sistemi che prevedono collisioni frontali, laterali e posteriori con avvisi attivi, frenata automatica, attivazione degli abbaglianti e riconoscimento della segnaletica stradale.

La gamma Xpeng G9 va dalla RWD Standard Range (61.900 euro), versione entry level, RWD Long Range (65.990) e AWD Performance (75.990), top di gamma.

Dai prezzi sono esclusi i 1.180 euro di messa su strada. Identiche alla G6 le formule di garanzia.

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