Formula E, pensieri e parole di Jeff Dodds

Formula E
In Formula E debutta la GEN4 e il CEO Jeff Dodds spiega perché è un punto di svolta – foto © Formula E

Che ne sai tu di una Formula E?

Di certo – parafrasando Lucio Battisti – questo non si può dire di Jeff Dodds, che della maggiore competizione mondiale elettrica è il CEO e ultimamente ha avuto molto da dire, visti i cambiamenti in atto nel campionato.

E si può affermare che la Formula E da quest’anno non si limita a evolvere, perché sta accelerando rapidamente.

Lo fa in modo deciso, dichiaratamente ambizioso. Il debutto dinamico della GEN4 al Circuit Paul Ricard è stato solo il primo atto. Il secondo (ancora più significativo) è arrivato nelle ore successive, quando Jeff Dodds ha parlato con i media internazionali.

E dalle sue parole emerge chiaro un filo conduttore, e cioè che la Formula E sta vivendo un cambio di passo, non solo una fase di aggiornamento delle vetture.

Abbiamo mantenuto le promesse”

Chi si aspettava tanto entusiasmo un po’ è rimasto deluso.

Perché Dodds nella sua chiacchierata ha scelto un tono lucido, analitico.

I target iniziali erano su carta… ma spesso vengono ridimensionati durante lo sviluppo” ha affermato.

Ma questa volta no.

Il fatto che siamo riusciti a mantenere e realizzare quei livelli di performance… è stato estremamente gratificante”.

Questa affermazione è un passaggio chiave perché spiega che la GEN4 non è un compromesso, un ‘vorrei ma non posso’ tra ambizione e realtà, ma la dimostrazione che l’aspirazione in questo caso è stata raggiunta.

E allora dopo questa affermazione i numeri contano… eccome!

Oltre 335 km/h, 600 kW, trazione integrale permanente. Scritti e letti così sono solo cifre, mentre inseriti nel contesto delle parole di Dodds diventano la prova concreta di un progetto che non si è “ammorbidito” strada facendo.

La visione industriale dietro la GEN4

Durante il lungo botta e risposta con i media, Dodds ha insistito su un concetto che chi lavora nell’automotive (non solo sportivo) conosce bene.

Non è che lo sviluppo, una volta presentato il progetto, termina. Si deve proseguire perché non finisce con il debutto.

Questo è solo l’inizio – ha dichiarato chiaramente Dodds – lo sviluppo è ora nelle mani dei costruttori”.

Un’affermazione che innalza il traguardo e fa capire come la GEN4 non sia un prodotto finito, ma una piattaforma aperta.

Formula E
foto © Formula E

E infatti i costruttori coinvolti – Porsche, Jaguar, Nissan, Stellantis, Mahindra, Lola Cars… – devono spingere ancora più in là il limite, per rendere la Formula E un esempio da seguire.

E infatti, a questo proposito, Dodds ha sottolineato un crescente interesse anche da parte del mondo della Formula 1: “C’è un interesse crescente nel capire la GEN4. Sono sempre più le persone che parlano di elettrico, energia e rigenerazione”.

In pratica, sembra che ormai siamo nella fase in cui non è la Formula E che prende spunto dagli altri sport motoristici, sono gli altri che iniziano a guardare che sta facendo la Formula E.

La narrazione cambia davvero. E del resto con i “pasticci” della Formula 1 costretta ad aggiustare il tiro tra qualifiche al risparmio energetico e rigenerazione in rettilineo, con addetti ai lavori scontenti e fan interdetti, non c’è da stupirsi se ora la Formula E è vista come un prodotto sportivo maturo e da seguire con attenzione.

Prestazioni e piacere di guida

Dalle prime prove in pista sembra emergere un aspetto, forse meno evidente ma sicuramente decisivo.

La GEN4 è indubbiamente più veloce ma anche più “piacevole”, da guidare almeno a sentire i piloti, e da vedere secondo il pubblico.

Dodds a questo proposito è meno esplicito, sembra più sornione, ma il concetto emerge chiaramente dal contesto tecnico.

La sfida non è stata solo aumentare la potenza, ma renderla gestibile, sfruttabile, emozionante.

E questo cambia tutto, perché una monoposto elettrica ultra-performante ma difficile da guidare sarebbe un limite. Una monoposto veloce e “divertente”, invece, è un moltiplicatore di spettacolo. Formula 1, stai ascoltando?

Un piano di crescita concreto

E torniamo alle affermazioni di Dodds, che ha parlato anche di posizionamento della categoria nel panorama globale.

Il CEO della Formula E ha spiegato come non ci sia mai stato uno scontro diretto con la Formula 1, ma il confronto sì, c’è e a volte emerge in modo molto chiaro.

Del resto, “se vuoi capire dove sta andando il motorsport, devi salire su una GEN4” è il pensiero di Dodds che poi si spinge oltre: “I tempi sul giro non saranno così lontani dalla Formula 1… e quello che verrà dopo sarà ancora più veloce”.

Ma non si tratta di una provocazione verso i cugini della Liberty Media, bensì è un piano strategico, un programma di lavoro che mira a migliorare sempre e costantemente la Formula E.

E sotto sotto si intravede l’obiettivo di renderla finalmente la categoria regina del motorsport..

Sostenibilità e ingegneria, non storytelling

In mezzo a tutti questi aspetti nelle parole di Dodds è emerso anche un elemento che troppo spesso rischia di passare in secondo piano.

Si tratta della sostenibilità, un tema piuttosto ‘dimenticato’ ma che nei progetti di Dodds e della Formula E resta centrale.

Pensare a monoposto completamente riciclabili, materiali riutilizzati, batterie senza terre rare non è marketing, o almeno non solo.

È dare linee guida precise alla progettazione, fatto coerente con un’altra linea emersa nelle dichiarazioni di Dodds, ossia rendere la Formula E attrattiva non solo per il pubblico, ma per l’industria.

Se c’è una sintesi possibile nelle dichiarazioni delle ultime ore di Dodds, che tenga conto di tutti questi aspetti – dalla maggior potenza alla guidabilità, dall’entusiasmo dei fan alla sostenibilità – è in una delle frasi dette dal CEO della Formula E: “La GEN4 non è semplicemente un’evoluzione, ma un punto di svolta”.

Una bella presa di posizione, non c’è che dire, del resto le premesse ci sono tutte.

Quando la narrazione diventa realtà

Si può anche riassumere quanto affermato da Dodds nel dire che finora la Formula E ha raccontato il futuro, ma da ora (o almeno con l’arrivo della da molto presto) inizia a costruirlo davvero.

Le parole di Dodds non hanno il tono della promessa, sono in realtà una constatazione e si nota una malcelata soddisfazione quando dice di target raggiunti, aspettative rispettate, interesse che cresce.

E in effetti sta cambiando la percezione di addetti ai lavori e opinione pubblica su questa Formula E, che non è più una categoria in crescita, una sorta di startup dell’automobilismo. Ormai è matura a sufficienza per iniziare a dettare il ritmo nel motorsport.

E ci uniamo con Dodds nel non vedere l’ora che scendano in gara le GEN4!

Formula E
foto © Formula E