Barilla, dalla semola ai motori

Secondo Catherine Deneuve, gli italiani hanno da sempre due cose in testa, e l’altra sono gli spaghetti. Tralasciando la prima, perché malgrado sia apprezzabile esula dal tenore del sito, la grande attrice francese non ha tutti i torti: consumata dal 96% degli italiani, la pasta è tradizione, cultura, simbolo, rito, amore e orgoglio, ma giusto per fare qualche esempio, perché si potrebbe andare avanti all’infinito.

Concetti che spesso sfuggono un po’ agli stranieri, e di tanto in tanto conviene ribadire, un po’ come ha pensato di fare “Barilla”, azienda a cui è riuscita un’operazione niente affatto semplice: fare del grano duro una religione laica che ha fedeli ad ogni fuso orario.

Ruote che girano (nel sugo)

L’ultima trovata del colosso di Parma si chiama “Racing Wheels” e ha il fascino di quelle idee che fanno alzare un sopracciglio, ma subito dopo hanno un senso.

Tecnicamente, si tratta di un formato di pasta corta a forma di ruota da Formula 1 con tanto di cerchione, razze e superficie rigata. Una vera ruota da monoposto progettata per trattenere il condimento come un pit stop trattiene le gomme.

L’ingegneria applicata al ragù, volendo, oppure, se si preferisce una lettura più poetica, il punto in cui la fisica aerodinamica incontra una nonna emiliana col grembiule sporco di farina.

L’idea, in compenso, non è un caso. Barilla è “Official Pasta Partner” della Formula 1, e vale la pena ricordare che Paolo Barilla, vicepresidente dell’omonima azienda di famiglia, è stato un pilota: dopo i Kart e la Formula 3 e poi 2, negli anni Ottanta sbarca in F1, quando il Circus era ancora una questione di coraggio e carburante.

Uno dei motivi per cui il legame tra la scuderia emiliana della pasta e il mondo dei motori ha radici più profonde del semplice contratto di sponsorizzazione: è più una questione di benzina che scorre nelle vene insieme alla semola.

Miami, pista e lasagne

Il debutto ufficiale della pasta cerchione è fissato per il 3 maggio, quando al “Miami International Autodrome”, Barilla allestirà due “Lasagna Bar” in cui il pubblico potrà gustare la versione classica o quella con ricotta e spinaci.

Anche se l’attesa è per le nuove Racing Wheels, accanto al la gamma trafilata al bronzo, la linea premium dell’azienda, quella che fa sentire anche l’appassionato di pasta della domenica un po’ più vicino all’alta cucina.

Il claim scelto per il lancio affonda nella tradizione italica: “Scalda le tue ruote per una Domenica Italiana”.

Difficile dargli torto, visto che il giorno di festa settimanale gira intorno a due appuntamenti fissi: il pranzo con la pasta e la partenza del Gran Premio. Barilla si limita a mettere per iscritto quello che milioni di famiglie fanno già da decenni, senza saperlo.

Edizione limitata

Le Racing Wheels, almeno per ora, sono una questione americana. Il formato è distribuito esclusivamente negli Stati Uniti, sul sito Walmart.com, a 1,77 dollari per una confezione da 454 grammi, anche se aggiungendo tasse e spese di spedizione il conto sale.

Per chi volesse importarle in Italia, l’operazione è possibile ma economicamente discutibile, a meno che non si nutra la speranza, non del tutto campata in aria, che tra qualche anno una confezione intatta di Racing Wheels Barilla edizione Miami 2026 possa valere qualcosa su eBay. Stranger things have happened.

Anche l’esclusiva statunitense ha una logica di mercato: gli americani sono da sempre affascinati dall’italianità in tutte le sue declinazioni, e una pasta a forma di ruota da corsa prodotta da un’azienda italiana per il pubblico della Formula 1 è esattamente il tipo di oggetto che negli USA finisce esposto sul bancone della cucina accanto al sale.

In Italia, invece, un formato del genere rischierebbe il giudizio severo dei puristi, quelli capaci di guardare con sospetto persino i rigatoni lisci.

Nel comunicato ufficiale, Angie Cotter, direttrice marketing pasta di Barilla USA, ha spiegato che il nuovo formato “celebra la partnership tra due mondi che condividono l’attenzione per i dettagli e l’impegno per un miglioramento costante”. Una frase che sta comoda tanto alla Formula 1 quanto ad un buon sugo fatto in casa.

Funzionano, però?

La domanda che aleggia su tutta la vicenda è quella che ogni italiano, prima o poi, arriva a farsi di fronte a un formato di pasta non convenzionale: ma al dente come vengono?

La risposta ufficiale è rassicurante: la forma circolare con le scanalature è stata studiata per garantire una cottura uniforme e una tenuta al dente ottimale.

La struttura, insomma, non è solo estetica ma funzionale.

Che poi le Racing Wheels scalzino spaghetti, penne o fusilli dalle tavole domenicali italiane è un’altra storia, decisamente più improbabile.

Ma lo scopo dell’operazione è un altro: raccontare, ad un pubblico americano affascinato dall’italianità, che esiste un mondo in cui la pasta non è solo cibo ma diventa rito e famiglia, o meglio, detto in una sola parola: la domenica.

E se per spiegarlo serve una ruota da Formula 1, che problema c’è?