martedì 21 Aprile 2026 - 02:57:08

Home Blog Pagina 1166

ZF produce anche in Cina

2009-mazda3L’asse Germania-Cina sta dando i primi frutti. ZF, infatti, ha iniziato a produrre alcuni componenti per il sistema powertrain di Mazda3. Stiamo parlando in particolare di ZF Sachs che fornisce le frizioni per la media di casa Mazda direttamente dalla Cina.

Il motivo di questa scelta è legato, come sta accadendo di questi tempi, al problema della mancanza di competitività che ZF avrebbe rischiato di avere sul mercato europeo se non avesse fatto tale scelta. Grazie al cambio favorevole tra Euro e Yen, e grazie anche al minor costo della manodopera cinese, ZF rimarrà ancora competitiva, fornendo comunque componenti di qualità identica a quelli che precedentemente produceva in Europa.
Per quanto riguarda Mazda3 i componenti prodotti sul mercato cinese interessano sia il motore sia la parte telaio (sospensioni). Gli stabilimenti di assemblaggio interessati sono quelli del Sachs Powertrain Components Systems (SPS) di Shanghai frutto della joint venture tra ZF Sachs e Shanghai Automotive Industry (SAI).

NAVTEQ estende l’accordo commerciale globale con Microsoft

logo-navteqNAVTEQ, fornitore leader mondiale di dati cartografici digitali per la navigazione stradale e soluzioni basate sulla localizzazione, ha annunciato che Microsoft Corp., leader mondiale di software e soluzioni informatiche, ha esteso l’accordo in essere con l’azienda di Chicago. Il nuovo contratto fornisce a Microsoft l’accesso a tutti i 74 paesi contenuti nel database cartografico NAVTEQ. Questo accordo pluriennale attribuisce inoltre a Microsoft il diritto di utilizzare i contenuti NAVTEQ, quali gli elenchi Extended Listings, NAVTEQ Transport™, NAVTEQ Discover Cities™ e NAVTEQ Voice™. Microsoft implementerà i dati NAVTEQ nelle sue soluzioni internet e nei suoi software cartografici. “Microsoft mantiene una posizione di leadership nel segmento dei software cartografici offrendo agli utenti finali prodotti intuitivi e ricchi di informazioni”, ha commentato Stephen Lawler, direttore generale di Microsoft responsabile di Virtual Earth. “Questo accordo globale con NAVTEQ ci consente di continuare a offrire un’esperienza ancora più vasta e approfondita agli utenti”.

Sostituzione lampada anabbagliante SsangYong Rexton 2008

large-01-sostituzione-lampada-anabbagliante-rextonNelle vetture di ultima generazione anche il cambio di una lampadina può diventare impresa ardua. Un esempio di quanto stiamo dicendo è quello che vi presentiamo in questa breve nota tecnica. Il caso specifico è quello relativo alla sostituzione di una lampada anabbagliante per SsangYong Rexton del 2008.

Qui di seguito trovate la sequenza fotografica che illustra, in modo sintetico, una possibile procedura per sostituire la lampada anabbagliante del proiettore sinistro del Rexton. E’ chiaro che, oltre a quella illustrata, possono essere seguite altre vie. Noi consigliamo vivamente di affidarvi, per quanto possibile, alle indicazioni presenti sui manuali di riparazione offerti dal costruttore. Per il rimontaggio è naturalmente sufficiente ripercorrere all’inverso le operazioni qui riportate. Il bulbo della lampada non deve venire in contatto diretto con le dita della mano. Il grasso che si depositerebbe sulla superficie limiterebbe la capacità di raffreddamento e porterebbe ad un accorciamento sensibile della vita della lampada stessa.

02-sostituzione-lampada-anabbagliante-rextonPer poter smontare il proiettore è necessario accedere ad un dado di fissaggio nascosto sotto il passaruota. Un’apposita feritoia, a sua volta rimovibile con un dado, permette di accedere alla zona posteriore del proiettore.

03-sostituzione-lampada-anabbagliante-rextonUna volta rimosso il dado che fissa il proiettore nella sua parte posteriore ci si può dedicare alla parte frontale.

04-sostituzione-lampada-anabbagliante-rextonCome molte vetture di oggi anche il Rexton presenta “ali” di fissaggio del proiettore in materiale plastico.

05-sostituzione-lampada-anabbagliante-rextonRimozione del proiettore.

06-sostituzione-lampada-anabbagliante-rextonPer i più scettici sui prodotti SsangYong ecco una semplice dimostrazione di come questo costruttore abbia curato i dettagli. Per accedere alla lampada è necessario infatti rimuovere la calotta posteriore. Un buon livello di protezione per un’affidabilità prolungata nel tempo.

07-sostituzione-lampada-anabbagliante-rextonLa parte posteriore del proiettore una volta che la lampada è stata rimossa.

08-sostituzione-lampada-anabbagliante-rextonIl corpo della lampadina viene vincolato alla parabola utilizzando molle con filo in acciaio.

08-sostituzione-lampada-anabbagliante-rextonUna volta inserita la lampada si attacca nuovamente il connettore elettrico.

10-sostituzione-lampada-anabbagliante-rextonPer completezza ecco come si presenta l’accesso alle altre due lampade che alloggiano nel proiettore (in alto l’abbagliante, in basso, ancora completa di connettore la luce di posizione)

2008 Accordo Fiat-Chrysler

large-fiat-grande-punto-natural-powerFiat S.p.A., Chrysler LLC (Chrysler) e Cerberus Capital Management L.P., l’azionista di maggioranza di Chrysler LLC, hanno annunciato oggi la firma di una lettera d’intenti non vincolante per la creazione di un’alleanza strategica globale.

L’alleanza, che rappresenterà un elemento chiave del piano di ristrutturazione di Chrysler, potrà consentire alla società americana l’accesso a piattaforme competitive per veicoli a basso consumo, motori, trasmissioni e componenti che saranno prodotti negli stabilimenti Chrysler. Fiat fornirà a Chrysler accesso alla propria rete di distribuzione in paesi di importanza fondamentale per la crescita, oltre a significative opportunità di contenimento dei costi. Fiat offrirà inoltre servizi di management a Chrysler, a supporto del piano di ristrutturazione che sarà sottoposto al Dipartimento del Tesoro americano.

Toyota Optimal Drive

large-2009-toyota-avensis-optimal-drive-00Sotto questo nome vengono raggruppate le tecnologie che Toyota ha messo in campo per sviluppare auto con cosumi ed emissioni ridotte. Optimal Drive comprende soluzioni come la riduzione dell’attrito, il design compatto, componenti leggeri e una combustione ottimizzata. Sui motori a benzina, tanto per citare un esempio, è stata messa a punto una nuova formula per la distribuzione con alzata e fasatura variabili. Il tutto sotto un unico come: Valvemat. Il sistema ha come obiettivi la riduzione delle perdite per pompaggio e una maggior potenza, grazie anche all’alzata maggiorata per le valvole di aspirazione. Scelte che naturalmente si sposano perfettamente con la necessità di ridurre consumi ed emissioni. A quanto si legge sulla comunicazione tecnica fornita da Toyota, l’apertura della singola valvola è affidata ad un bilanciere. Lo spazio tra quest’ultimo e la valvola stessa viene regolato continuamente da un meccanismo che, in tal modo, è in grado di gestire lo spazio e il tempo di contatto tra i due elementi. E’ evidente che così facendo viene alterato il diagramma di fase della singola valvola e quindi le condizioni di aspirazione e scarico. BMW parecchio tempo fa introdusse il VALVETRONIC. Oggi sono molti i costruttori a seguire il medesimo percorso. La regola di base é quella di lasciare il corpo farallato sempre aperto e di regolare potenza e coppia gestendo l’alzata delle valvole di aspirazione. Con questo sistema si riducono tutte quelle perdite che diversamente sarebbero presenti se la farfalla fosse in condizioni di apertura parziale. E’ altresì evidente che la soluzione definitiva dovrebbe essere quella di eliminare completamente il corpo farfallato del sistema di aspirazione. Allo stato attuale però la necessità di poter contare su un sistema di recovery è ancora fondamentale. In altre parole se per un evento qualsiasi dovesse interrompersi la possibilità di regolare l’alzata delle valvole il ritorno al funzionamento tradizionale e assicurato.

large-2009-toyota-avensis-optimal-drive-01Il condotto di aspirazione a geometria variabile è un’altra soluzione, per la verità già impiegata da qualche tempo anche da altri costruttori, attraverso la quale viene gestita la fluidodinamica più corretta in funzione del regime di giri del motore. Ai bassi e medi regimi, infatti, una valvola specifica posizionata all’interno del condotto chiude l’accesso alla via più breve lasciando via libera al percorso più lungo. Come molti infatti sapranno in corrispondenza dei regimi più bassi il miglior riempimento si ottiene, in generale, con condotti di aspirazione lunghi. Quando il motore supera una determinato numero di giri la valolva di cui sopra si apre dando accesso al condotto più corto. Tutto ciò che è stato detto vale per i motori a benzina.

large-2009-toyota-avensis-optimal-drive-02Per quelli a gasolio l’Optimal Drive può essere riassunto con le due seguenti voci: iniettori piezoelettrici di ultimissima generazione e pressioni di iniezione di circa 2.000 bar. Naturalmente a ciò si aggiungono una miriade di altri accorgimento volti a migliorare il processo di combustione e trattamento dei gas di scarico. Tutto secondo la filosofia Toyota espressamente votata al rispetto ambientale. Nella fascia più alta della gamma la potenza sviluppata dal 2.2 D-4D è di 177 CV. Archivio immagini: Toyota

2010 Chevrolet Equinox

large-2010-chevrolet-equinoxL’adozione di un motore da 2.4 litri ad iniezione diretta di benzina ha permesso di ridurre del 25% i consumi di questo modello rispetto a quelli della versione precedente. Per questa ragione, secondo Chevrolet, negli Stati Uniti due terzi dei clienti di Equinox sceglieranno proprio la versione 2.4 che si annuncia come la migliore del segmento dal punto di vista dei consumi, almeno nel ciclo extra-urbano. Il nuovo Equinox si ispira, per quanto riguarda l’estetica, alla berlina Malibu ed al crossover Traverse e, come questi due veicoli, presenta secondo Ed Peper, vice-presidente di GM North America responsabile per il marchio Chevrolet, grande cura per i dettagli e soluzioni innovative. Equinox è stato esposto in anteprima mondiale al North American Auto Show di Detroit. “In un momento in cui il pubblico è molto attento ai consumi”, ha detto Peper, “Equinox offre la spaziosità interna e la funzionalità tipiche dei crossover, abbinate a consumi davvero contenuti, ma è anche un veicolo che si segnala per eccellenti finiture, comfort e contenuti di prodotto”.

2009 Audi Sportback Concept

audi-sportback-conceptEcco come potrebbe diventare un’A5 in versione cinque porte. In questo caso si tratta di una versione Concept che Audi ha presentato in occasione del Salone di Detroit di quest’anno. Tra le caratteristiche principali un poderoso 3 litri TDI capace di soddisfare le più rigide normative antinquinamento.

E’ una conquista che nel settore dei motori diesel può sicuramente essere vista come un grande passo avanti. Il 3 litri a gasolio che equipaggia la Sportback Concept è un motore in grado di soddisfare anche la rigida normativa Californiana che, allo stato attuale, risulta essere la più severa al mondo.

Citroen Homepage Autotecnica

[SlideDeck id=’14554′ width=’100%’ height=’300px’]

L'IBRIDO EUROPEO

TORNA ALL’INDICE DEGLI ARGOMENTI – VAI ALLA PHOTOGALLERY – VAI ALLA VIDEOGALLERY –COMMENTA

Comunque, se sul fronte telaistico la DS5 non ha forse quella carica tecnologica propria del marchio Citroen, altrettanto non si può dire dell’offerta motoristica: a fianco dei classici 1.6 THP e 1.6 e 2.0 HDi già ben noti da anni, infatti, la crossover francese offre anche – prima vettura del marchio – la propulsione ibrida Hybrid4, la stessa vista recentemente anche sui modelli Peugeot 3008 e 508. Il concetto alla base di questa offerta tecnica è estremamente interessante: nel cofano anteriore della vettura troviamo infatti un normale motore termico, ovvero il moderno 2.0 HDi da 163 CV, accoppiato alla trasmissione automatica-robotizzata CMP6 e ad un potente alternatore “reversibile” da 8 kW che funge da generatore per la ricarica della batteria e da motorino d’avviamento, mentre al retrotreno (che per questa versione diventa il “multilink” della C5) è montato un motore elettrico da 37 CV, per una potenza totale di sistema di 200 CV quando le due unità spingono all’unisono, ovvero “in parallelo”.

L’energia, poi, viene immagazzinata in una batteria al Ni-mh alloggiata sotto il vano di carico posteriore e della capacità di 1,4 kWh. Il tutto si traduce nei fatti in una vera e propria trazione integrale, con i consueti vantaggi di una soluzione di questo tipo (motricità, mobilità sui fondi a bassa aderenza) ma senza gli attriti parassiti propri delle trasmissioni convenzionali, ed anzi con il grande vantaggio di poter utilizzare sia lo speciale alternatore anteriore che l’unità elettrica posteriore come “generatori” per recuperare l’energia cinetica durante i rilasci e le frenate. L’elettronica, poi, lascia spazio a più modalità di utilizzo: dalla “Auto”, che regola autonomamente il contributo del motore elettrico in funzione della massima efficienza, alle “Sport” e “4WD”, nelle quali la meccanica viene orientata ora al piacere di guida (cambiate più veloci, contributo del motore elettrico incrementato, etc), ora all’uso su sabbia-neve (motore posteriore costantemente attivo). Come “curiosità” è infine presente pure la modalità ZEV, che consente di viaggiare – seppur per pochissimi chilometri ed a basse velocità – in modalità puramente elettrica, con trazione posteriore.

Il tutto alla prova dei fatti funziona piacevolmente bene e garantisce un consumo medio di 3,8 l/100 km, contro i 4,9 l/100 km di una “2.0 HDi” convenzionale, a fronte di prestazioni aumentate (per lo 0-100 km/h, ad esempio, si passa da 8,8 secondi ad 8,6). Una tecnologia apprezzabile anche in quanto trattasi del primo ibrido “di massa” – ovvero pensato per vetture di fascia media – concepito interamente in Europa: l’ingegnerizzazione è stata infatti seguita da Bosch, che fornisce anche il motore elettrico e l’alternatore reversibile, mentre il riduttore posteriore è di GKN e gli attuatori del cambio robotizzato di Magneti Marelli. In definitiva un prodotto tecnicamente interessante, degno di portare l’impegnativo nome “DS” e senz’altro meritevole dell’attenzione del mercato.

BASI CONSOLIDATE

TORNA ALL’INDICE DEGLI ARGOMENTI – VAI ALLA PHOTOGALLERY – VAI ALLA VIDEOGALLERY –COMMENTA

Per un appassionato di auto, la visione della moderna gamma Citroen DS non può che essere un piacere: il mondo infatti, si sa, è bello perché è vario, e la rinascita della storica tradizione innovatrice del marchio Citroen, incarnata dalla mitica DS e per anni rimasta colpevolmente appannata, in questo senso ha solo del buono. Così, dopo la compatta e sportiveggiante DS3 e la poliedrica DS4, è ora il turno della “sorella maggiore” DS5 di affrontare il mercato, ed i presupposti sembrano promettere bene. A cominciare naturalmente dal design, e diciamo “naturalmente” perché vedendola passare è impossibile non voltarsi a guardarla: gli stilisti francesi con questo modello hanno infatti osato davvero parecchio, ben più che con le due sorelline sopracitate, partorendo una linea “crossover” a metà strada tra quella di una convenzionale “hatchback” e quella di una coupè, il tutto però con dimensioni da segmento D (4,53 metri di lunghezza ed 1,87 metri di larghezza), come del resto è giusto che sia essendo il ruolo di segmento C già ben coperto dalla DS4.

Elementi come i montanti anteriori sdoppiati, lo spoiler posteriore e le due lunghe “scimitarre” cromate ai lati del cofano contribuiscono poi ad impreziosire il tutto, dando forma ad uno stile, una volta tanto, realmente originale ed accattivante, un toccasana per gli occhi in un mercato ormai zeppo di vetture, belle sì, ma fin troppo uniformate e simili le une alle altre. All’interno il discorso non solo non cambia, ma acquisisce vigore ulteriore: bella la plancia, che può essere anche rivestita in pelle come si usa nel mercato “premium” al quale la gamma DS vuole appartenere, ma a colpire sono soprattutto alcune soluzioni sceniche nei dettagli, come le grandi levette cromate sul tunnel e sul tetto, i vani portaoggetti riportati sull’imperiale e lo scenografico tetto panoramico in cristallo suddiviso in tre parti, apribili separatamente. Il tutto, insieme all’Head Up Display (soluzione non nuova in casa PSA, peraltro) dà in definitiva l’impressione di trovarsi nel cockpit di un qualche velivolo piuttosto che nell’abitacolo di un’automobile. Un abitacolo, tra l’altro, piacevolmente spazioso anche per i passeggeri posteriori grazie al passo estremamente lungo di 2,73 metri.

BASI CONSOLIDATE

Un dato, questo, che ci svela anche le origini meccaniche dell’auto: gli ingegneri Citroen sono infatti partiti dalla piattaforma media del gruppo, la cosiddetta “piattaforma 2”, nella sua declinazione a passo lungo, la stessa utilizzata ad esempio dal monovolume Peugeot 5008. Identici a quelli di quest’ultimo, e a quelli di tutte le vetture basate su questa architettura, sono anche gli schemi sospensivi, che prevedono un classico MacPherson all’avantreno ed un economico ponte torcente al retrotreno, il tutto operante con gruppi elastici convenzionali con molla elicoidale ed ammortizzatore. Niente sospensioni idrattive, dunque, né tanto meno i raffinati quadrilateri deformabili ed il multilink sui quali la buona vecchia C5 può invece contare: un peccato forse, ma va riconosciuto che alla prova dei fatti la nuova DS non delude: l’assetto, più orientato alla sportività che non al comfort, limita adeguatamente i movimenti della cassa e consente anche di azzardare una guida sportiva, cosa questa piuttosto inconsueta per una Citroen di grandi dimensioni. La capacità di filtraggio delle sconnessioni, dal canto suo, pur non essendo quella di una C5 rimane di ottimo livello, grazie alla notevole rigidezza della scocca che si apporta vantaggi anche sul fronte del comfort vibroacustico.

Ultimi Articoli