La seconda edizione del “Formula E All-Women’s Test” è in programma il 31 ottobre sul circuito Ricardo Tormo di Valencia.
Qui avrebbe dovuto tenersi anche la prima edizione, ma le inondazioni che avevano funestato la “Comunidad” avevano costretto gli organizzatori a organizzare un rapidissimo “trasloco” a Madrid.
“Siamo felici di tornare con la seconda edizione del nostro test femminile – ha commentato il Ceo della Formula E Jeff Dodds – Quello dello scorso anno è stato un momento storico, e il suo successo ha posto le basi per ciò che verrà. Quest’anno, con il doppio del tempo in pista, offriamo alle pilote un palcoscenico ancora più ampio per dimostrare il loro talento al volante della nostra monoposto Gen3 Evo”.
Almeno una donna pilota per ciascuna squadra
Le dieci scuderie protagoniste del mondiale elettrico hanno l’obbligo di schierare almeno una donna pilota.
La DS Penske è la sola che finora ha deciso di impiegarne due alla fine delle sessioni riservate ai venti piloti ufficiali (due in meno rispetto a un anno fa perché agli abbandoni di Maserati e McLaren ha risposto solo Citroën, il solo nuovo ingresso del campionato), fra il 27 e il 30.
La squadra franco-statunitense ha puntato sulla 28enne pilota e modella americana Lindsay Brewer e sulla ventenne britannica Jessica Edgar.
La Nissan, squadra che con Oliver Rowland ha vinto l’ultimo titolo individuale, ha richiamato Abbi Pulling, che aveva entusiasmato a Madrid poco più di un anno fa, avvicinando i tempi dei colleghi maschi pur avendo assai meno dimestichezza con la monoposto elettrica e praticamente nessuna con la Gen3 Evo.
Pink Power in modalità Attack Mode
La Andretti ha scelto la 22enne spagnola Nerea Martì: per la giovane impegnata nella F1 Academy è un debutto assoluto con il bolide elettrico.
L’altra iberica al via è Marta Garcia, 25 anni e già trionfatrice del primo campionato della F1 Academy.
L’ha “ingaggiata” la Lola Yamaha Abt.
La Porsche (che detiene il titolo a squadre e il trofeo costruttori) ha dato ancora fiducia alla 30enne della Repubblica Ceca Gabriela Jilkova, mentre la Envision ha scelto la propria pilota dello sviluppo Alice Powell, anche per lavorare alla vettura.
Classe 2004, la sino-americana Chloe Chambers guiderà la monoposto della Mahindra, mentre la 20enne filippina Bianca Bustamante sarà al volante della Porsche 99X Electric della Cupra Kiro.
Quando il talento diventa elettrico
Per completare la griglia mancano ancora i nomi della Citroën e della Jaguar Tcs.
In una nota, la Formula E aveva confermato che “l’iniziativa conferma l’impegno a lungo termine di Formula E e FIA nel promuovere diversità e uguaglianza nel motorsport, dalle basi fino ai massimi livelli”.
In seguito ai test, aveva rilevato l’organizzazione del mondiale elettrico, si erano aperte “concrete opportunità di carriera. Cinque pilote hanno ottenuto ruoli come rookie o nello sviluppo ufficiale, e tre di loro hanno poi conquistato posizioni permanenti all’interno dei team di Formula E”.
Il Regno Unito (e non è certo una novità) è il bacino principale di piloti dal quale attinge la Formula E.
Il mondiale elettrico a 17 gare – una in meno di quelle previste inizialmente – riparte il 6 dicembre a San Paolo, in Brasile, per la stagione 12.
La colonia britannica si assottiglia, ma resta al comando
Nel prossimo campionato (a dieci squadre, due in meno rispetto alle licenze disponibili: in quello numero 13 entrerà la Opel) saranno quattro i Britannici al via e nessuno è un debuttante.
Sono due in meno rispetto alla passata stagione perché né Jake Hughes né Sam Bird sono riusciti a salvare il posto – così come non ce l’hanno fatta l’ex campione il belga Stoffel Vandoorne, l’olandese Robin Frijns e il tedesco David Beckmann.
Confermati invece Jake Dennis (Andretti), Taylor Barnard (ingaggiato dalla DS Penske), Dan Ticktum (Cupra Kiro) e, naturalmente, il campione uscente Oliver Rowland (Nissan).
Addirittura tre gli svizzeri, pure loro “navigati”. Sono Nico Müller, passato dalla Andretti alla Porsche, che lo aveva peraltro già sotto contratto, Edoardo Mortara (Mahindra) e Sébastien Buemi (Envision), già iridato, a squadre e individuale.
Svizzera, terra di esperti elettrici
Sempre due i neozelandesi, ma non più compagni di scuderia: Mitch Evans è rimasto alla Jaguar Tcs, mentre Nich Cassidy ha traslocato alla esordiente Citroën.
E due anche i brasiliani: a Lucas di Grassi (Lola Yamaha Abt), un altro che ha già vinto titoli, si è aggiunto Felipe Drugovich.
Chiamato dalla Andretti, non è un esordiente assoluto perché non solo aveva fatto diversi “rookie test”, ma era anche già andato a punti a Berlino la scorsa estate quando era stato chiamato a rimpiazzare Nyck de Vries alla Mahindra.
Il ritorno verdeoro con Drugovich che rientra in scena
Pure i francesi sono due, come i tedeschi.
Jean Eric Vergne, rimasto nell’orbita Stellantis, ma passato dalla DS Penske alla Citroën, e Norman Nato, sempre alla corte di Tommaso Volpe alla Nissan.
A rappresentare la Germania sono rimasti Pascal Wehrlein (Porsche) e Maximilian Günther (DS Penske).
Il solo esordiente assoluto, finora mai salito ufficialmente su una monoposto elettrica, è Pepe Martì, classe 2005, pescato dalla Cupra Kiro in Formula 2 e seguito dalla A14 Management co-fondata da Fernando Alonso.
Pepe Martì, baby talento spagnolo
È il quinto spagnolo a correre nel mondiale elettrico e può praticamente solo fare una figura migliore rispetto ai colleghi che lo hanno preceduto.
Tra l’altro è anche il più giovane pilota nella griglia di quest’anno, perché Barnard è del 2004.
A rappresentare il Portogallo Antonio Felix da Costa, passato dalla Porsche alla Jaguar Tcs, la Svezia rientra nel mondiale con Joel Eriksson (Envision) e i Paesi Bassi e Barbados ci restano con il già campione del mondo Nyck de Vries (Mahindra) e con Zane Maloney (Lola Yamaha Abt).
Attack Mode, meno caos e più strategia
Dopo l’ultima seduta, il World Motor Sport Council ha varato il prossimo calendario, che non prevede più una delle due date che restavano da confermare.
Sanya è rimasta, portando così a due le località cinesi che ospiteranno un ePrix nella stagione 12 e a tre le gare (due si terranno a Shanghai), mentre Jakarta è stata esclusa.
Sono anche state apportate modifiche al regolamento.
La principale prevede che nelle gare con il Pit Boost (la ricarica obbligatoria), l’Attack Mode (la potenza aggiuntiva) si dovrà attivare una volta soltanto e non più due.
Inoltre, è stata eliminata la penalità per chi non dovesse riuscire a esaurire il tempo residuo dell’Attack Mode prima dell’arrivo.
Ci siamo: sta per scattare ufficialmente anche in Europa l’era dei taxi a guida autonoma, avanguardia di quello che secondo gli esperti diventerà il mondo dell’auto da qui ad una manciata di anni.
Una rivoluzione epocale in cui la categoria degli automobilisti sarà declassata a passeggeri, gente comodamente seduta sul sedile che aspetterà in santa pace di arrivare al lavoro o ad un appuntamento senza il travaso di bile del traffico impazzito, ma definitivamente spogliata anche del sottile piacere della guida.
I taxi di San Francisco anche a Londra
L’annuncio di “Waymo”, l’azienda del colosso “Alphabet”, una delle creature del potentissimo universo “Google”, non lascia spazio a dubbi: entro il 2026 i robotaxi arriveranno sulle strade di Londra.
Dopo aver dimostrato di saperci fare in alcune delle gigantesche metropoli americane come San Francisco e Los Angeles, il passo successivo non può che essere la colonizzazione del resto del mondo, che come sempre sarà così veloce da rendere “Uber” un piccolo intermezzo da dimenticare in fretta e i taxi tradizionali una reliquia da conservare nei musei.
La curiosità è che Uber, il servizio di trasporto privato che ha mandato in subbuglio le lobby dei tassisti, è stato lanciato nel 2010 proprio da San Francisco, esattamente il punto da cui stanno iniziando a sparire.
Nel Regno Unito se ne parla da tempo
I dettagli dell’operazione londinese sono ancora scarsi, mentre è quasi certa l’accoglienza a braccia aperte del governo britannico, impaziente all’idea di attirare le grandi aziende tecnologiche.
I tabloid inglesi si sono affrettati a ricordare che mancano all’appello un po’ di regolamenti che adeguino i robotaxi alle norme di circolazione nel Regno Unito, diverse da quelle degli “yankee”.
E senza dimenticare nemmeno i necessari e approfonditi test sulle strade, che per un po’ di tempo potrebbero prevedere la presenza di un conducente di sicurezza, tanto per abituare la clientela.
Ma è inutile negarlo: fra i sudditi di Sua Maestà l’attesa per una tecnologia destinata a cambiare il traffico per sempre è tanta, anche perché disseminata da promesse rimaste nel cassetto.
I precedenti (fallimentari)
Nel 2018, la “Addison Lee”, azienda premium di veicoli a noleggio per privati, assicurava, insieme agli scienziati dell’Università di Oxford, di essere pronta a lanciare la prima flotta di robotaxi entro il 2021.
Soltanto un anno prima, Nissan era quasi riuscita a far circolare una delle sue Leaf senza conducente a Beckton, nella zona est di Londra, senza causare incidenti, creando un precedente importante.
E Chris Grayling, allora segretario ai trasporti, giurava su una pila di Bibbie che le auto a guida autonoma sarebbero state sul mercato entro quattro anni. Una serie di sparate roboanti, tutte rimaste in canna.
Ma la storia questa volta sembra diversa, soprattutto perché i taxi autonomi sono ormai una realtà negli Stati Uniti e in alcune zone della Cina, lasciando supporre che la potenza di Waymo significhi che è arrivata la volta buona.
Bisognerà farci l’abitudine
Certo, salire su un’auto con il volante posseduto da qualche spirito e che gira da solo senza nessuno alla guida, è di per sé un po’ sconcertante, perché richiede un passaggio fondamentale: dover accettare di mettere la propria vita nelle mani qualche microchip e una manciata di sensori.
Per contro, dove circolano i robotaxi di Waymo sono diventati i mezzi preferiti da donne sole che si spostano di sera e anche dalle famiglie, che si sentono più sicure nell’affidare ad un mezzo asettico il proprio figlio per mandarlo dai nonni.
C’è poi un altro punto, decisamente controverso: i veicoli autonomi imbrattati, vandalizzati e dati alle fiamme da quelle non si contano neanche più, perché spesso accusati di complicare ulteriormente un traffico che di per sé è già abbastanza caotico.
E questo, senza contare le possibili reazioni dei tassisti londinesi, i celebri “black cab” brutti e sgraziati che sono comunque uno dei simboli della capitale anglosassone.
A mostrare segni di preoccupazione latente della categoria ci ha pensato Steve McNamara, segretario generale della “Licensed Taxi Drivers Association”, che nel corso di un’intervista si è chiesto in modo sibillino: “Si vedono ragazzi che hackerano le biciclette elettriche: quanto tempo passerà prima che diventi l’ultima moda su TikTok surfare sul tetto di una Waymo?”.
Rispondere agli interrogativi di imprenditori e fleet manager sulle opportunità e le sfide legate all’elettrificazione delle flotte aziendali: questo l’obiettivo del Vademecum di Motus-E Come si elettrifica una flotta aziendale.
Partendo da un’analisi della normativa di riferimento a livello nazionale e comunitario, il vademecum affronta tutti i temi di maggiore interesse per i professionisti del settore.
Dalle diverse necessità di aziende e driver, alla gestione dei veicoli e della ricarica, per arrivare all’analisi economica e alle esperienze dirette di chi ha già avviato il processo di elettrificazione della propria flotta.
Fabio Pressi, presidente di Motus-E
“Questo manuale nasce per fare luce sui potenziali benefici che già oggi possono derivare dall’elettrificazione delle flotte, ma anche e soprattutto sulle strategie da mettere in campo per poterli cogliere”.
“Al centro è stata posta la figura del fleet manager, chiamata a raccogliere sfide sempre più complesse, che necessitano di un costante aggiornamento per bilanciare adeguatamente esigenze di mobilità, vincoli ESG e requisiti di business”.
“Il tutto, unendo le competenze sul prodotto auto a quelle ormai imprescindibili sulla gestione energetica”.
La guida si pone come uno strumento al servizio degli addetti ai lavori, frutto proprio della combinazione delle expertise di Motus-E nei settori dell’automotive e dell’energia e sarà ulteriormente arricchito dalle esperienze di chi ha già deciso di promuovere in azienda il passaggio all’elettrico.
“Le flotte aziendali sono un canale sempre più importante per il mercato auto e rappresentano una leva decisiva per la diffusione della mobilità elettrica”.
“Anche in considerazione del contributo che possono portare per la crescita del mercato dell’usato elettrico”.
“In quest’ottica, come associazione portiamo avanti da tempo una proposta volta a supportare le imprese nel processo di elettrificazione del proprio parco auto, attraverso l’incremento delle percentuali dei costi di acquisto, leasing finanziario o noleggio e l’innalzamento dell’attuale costo massimo fiscalmente riconosciuto per ogni modalità di acquisizione”.
BMW riscrive il concetto di interfaccia uomo-macchina con il debutto di Panoramic iDrive sulla iX3.
Ergonomia, proiezioni 3D e controllo intuitivo si fondono in un sistema che guarda al futuro della guida con la precisione tipica del marchio bavarese.
Del resto, quando BMW introduce un’evoluzione tecnologica, non si limita a seguire il trend, ma lo crea.
Ecco quindi che con la nuova iX3 debutta BMW Panoramic iDrive, un sistema che ridefinisce l’interfaccia tra uomo e macchina trasformando la plancia in un ecosistema digitale coerente, ergonomico e sorprendentemente intuitivo.
Non si tratta di un semplice aggiornamento dell’infotainment, ma di una nuova filosofia di interazione, frutto di decenni di esperienza e di un lavoro di sviluppo che ha coinvolto oltre 10 milioni di veicoli connessi e più di 3mila clienti reali in test di usabilità.
L’obiettivo è portare il celebre principio “hands on the wheel, eyes on the road” a un livello superiore, integrando tecnologia avanzata e controlli fisici in modo armonico.
Quattro elementi chiave per una User Experience unica
La nuova piattaforma iDrive è costruita attorno a quattro pilastri tecnologici, ognuno pensato per migliorare la leggibilità, la personalizzazione e l’ergonomia.
Elemento
Funzione principale
Posizione
Caratteristiche tecniche
BMW Panoramic Vision
Proiezione di contenuti su parabrezza
Base del parabrezza (montante A–A)
Visualizzazione su banda nera stampata, effetto 3D
BMW 3D Head-Up Display
Navigazione e assistenza alla guida
Sopra Panoramic Vision
Grafica 3D integrata, campo visivo diretto
Central Display 17,9”
Controllo touch e QuickSelect
Centro plancia
3340×1440 px, struttura QuickSelect migliorata
Volante multifunzione shy-tech
Controlli fisici essenziali
Sul volante
Feedback tattile attivo, pulsanti retroilluminati
Il parabrezza come schermo
Il primo elemento rivoluzionario è BMW Panoramic Vision, un concetto di display totalmente nuovo.
Le informazioni vengono proiettate su una fascia nera serigrafata alla base del parabrezza, creando un effetto visivo tridimensionale visibile da guidatore e passeggeri.
Il lato sinistro mostra dati di guida essenziali (velocità, limiti, indicatori ADAS), mentre le sezioni centrali e di destra possono essere personalizzate con contenuti come infotainment, navigazione o parametri di viaggio.
Questa soluzione migliora drasticamente la leggibilità e riduce la necessità di abbassare lo sguardo, un vantaggio ergonomico tangibile soprattutto nella guida autostradale o in condizioni dinamiche.
3D Head-Up Display, informazioni “nel mondo reale”
Sopra il Panoramic Vision, BMW introduce un Head-Up Display tridimensionale di nuova generazione.
Non si tratta di un classico overlay di dati, in quanto la grafica si integra direttamente nella prospettiva del conducente, rendendo navigazione e segnalazioni ADAS parte dell’ambiente esterno.
Curve, svolte e limiti appaiono nel campo visivo con un realismo sorprendente, rendendo superflua la consultazione continua del display centrale.
Le due tecnologie – Panoramic Vision e 3D HUD – lavorano in sinergia, offrendo un flusso informativo coerente e senza ridondanze.
A conferma della portata innovativa, BMW ha già depositato diversi brevetti sulle tecnologie di proiezione adottate.
Central Display, grande, nitido e veloce
Il display centrale da 17,9 pollici è un altro protagonista.
Con una risoluzione di 3340×1440 pixel e tecnologia a matrice retroilluminata, offre una nitidezza superiore e una reattività migliorata.
La nuova struttura QuickSelect consente di accedere direttamente alle funzioni più importanti senza navigare nei sottomenu quando servono, mantenendo un’estetica pulita. Le superfici con texture in rilievo garantiscono un orientamento immediato al tatto, permettendo di attivare funzioni senza mai distogliere lo sguardo.
Le funzioni di assistenza alla guida sono a sinistra, quelle infotainment e comunicazione a destra, una disposizione classica.
BMW Operating System X, il cervello digitale
Tutto il sistema si basa sul nuovo BMW Operating System X, progettato per essere modulare, personalizzabile e aggiornabile nel tempo.
Il BMW ID consente di salvare preferenze e profili, mentre l’integrazione con l’app My BMW estende le funzioni connesse anche fuori dall’auto.
Gli aggiornamenti OTA (BMW Software Updates) garantiscono che l’interfaccia resti sempre attuale, seguendo l’evoluzione tecnologica con la stessa fluidità con cui l’auto affronta le curve.
Tecnologia al servizio dell’attenzione
La rivoluzione del Panoramic iDrive non sta solo nei pixel o nei brevetti, ma nell’idea che la tecnologia migliore è quella che scompare, lasciando spazio alla guida.
BMW ha scelto un approccio in cui proiezioni, display e comandi non distraggono, ma accompagnano.
In un’epoca in cui l’automobile si trasforma sempre più in una piattaforma digitale, la iX3 dimostra che il piacere di guidare può convivere con la connettività intelligente, anzi, può esserne amplificato.
Sono bastate tre edizioni, per trasformare la Roma Eco Race in un classico appuntamento dell’ottobrata romana, la tradizionale gita fuori porta per approfittare dell’ultimo sole estivo.
L’escursione, come da tradizione, nel caso della Roma Eco Race si è conclusa sabato 18 ottobre a Fiuggi, traguardo della terza edizione della gara di regolarità su strada riservata agli autoveicoli alimentati con propulsioni e carburanti alternativi.
Un appuntamento motoristico che nasce per dimostrare la possibile convivenza di concetti solo all’apparenza distanti: sport, innovazione e sostenibilità.
Dal centro della Capitale ai Castelli Romani
Dopo le verifiche tecniche di rito e la colazione a base di prodotti a km 0 offerta da Coldiretti Lazio, i mezzi in gara erano partiti nel corso della mattinata da via Appia Antica, a Roma, scaglionati a un minuto di distanza l’uno dall’altro, alla presenza di Giuseppina Fusco, presidente Automobile Club Roma, Federico Rocca, consigliere di Roma Capitale e Roberto Mainiero, presidente di Peter Pan.
Il percorso, lungo e suggestivo, ha attraversato alcuni dei centri più caratteristici dei Castelli Romani e dell’entroterra laziale: Albano Laziale, Frascati, San Cesareo, Palestrina e Rocca di Cave, fino a raggiungere Subiaco, dove alle 13.50 si è concluso il primo settore di gara e la carovana di veicoli ecologici è stata accolta dall’assessore Francesco Basso.
Direzione Fiuggi
Nel pomeriggio i concorrenti hanno proseguito verso Aniene e Guarcino, per poi tagliare il traguardo intorno alle 17:30 a Fiuggi, in provincia di Frosinone.
La giornata si è chiusa al Teatro Comunale della località termale laziale alla presenza di Gianluca Ludovici, presidente del Consiglio Comunale, di Riccardo Alemanno, direttore dell’Automobile Club Roma e di Davide Colombano, marketing manager Brc Gas Equipment.
La premiazione, una festa per tutti
Domenica 19, per concludere, la cerimonia di premiazione, con i trofei consegnati dalla madrina della manifestazione Annalisa Minetti, cantautrice e atleta paralimpica, e Laura Latini assessore delegato allo Sport del Comune di Fiuggi.
La premiazione è andata in scena al Villaggio Roma Eco Race, allestito nel centro di Fiuggi con l’esposizione dei veicoli in gara e un percorso mini kart riservato ai bambini, nell’ambito dell’iniziativa “Consapevoli alla Guida – Scoprire la mobilità… divertendosi”.
Una gara valida per i campionati Green
L’edizione 2025 della Roma Eco Race ha confermato come la mobilità sostenibile possa essere non solo una necessità ambientale, ma anche un terreno di sfida e passione, capace di unire tecnologia, competizione e rispetto per l’ambiente.
La gara, organizzata da Automobile Club Roma, che ne ha curato insieme a Pik Race gli aspetti sportivo automobilistici e Punto Gas, operatore del settore automotive e della mobilità sostenibile, consente di ottenere punti validi per le competizioni motoristiche TrofeoGreen Endurance e Green Challenge Cup, inserite nel Campionato Italiano Energie Alternative di Aci Sport, in conformità con il Codice Sportivo Internazionale FIA, la Federazione internazionale dell’Automobile.
Le categorie di veicoli coinvolte: elettrici, ibridi elettrici e altri veicoli ad energie alternative, quali mono e bifuel gassosi (GPL e metano), biocarburanti.
I vincitori
A vincere la terza edizione della Roma Eco Race Trofeo Green Endurance Nicola Ventura e Monica Porta, Eco Motori Racing Team, su Fiat 500 Abarth a biometano, secondi Matteo Rigamonti e Matteo Cairoli, Scuderia del Lario, su Skoda Enyaq 80x, terzi Pietro Gasparri e Alessio Baldasserini, RaceBioConcept – BioDrive Academy, su Kia EV6.
Nella classifica scuderie prima la Eco Motori Racing Team, seconda Scuderia del Lario, terza RaceBioConcept – BioDrive Academy.
Per il 3° Roma Eco RaceGreen Challange Cup primi classificati Pietro Gasparri e Alessio Baldasserini, RaceBioConcept – BioDrive Academy, su Kia EV6, secondi Gaetano Cesarano e Fabio Roberti, Uiga, su Mazda 2 Hybrid Homura Plus, terzi Pier Franco Batzella e Stefano Caprini su Fiat 500 E.
Nel 3°Roma Eco Race Press – Memorial Fiammetta La Guidara, per concludere, primi classificati Nicola Ventura e Monica Porta, Eco Motori Racing Team, su Fiat 500 Abarth a biometano, secondi Pietro Gasparri e Alessio Baldasserini, RaceBioConcept – BioDrive Academy, su Kia EV6, terzi Gaetano Cesarano e Fabio Roberti, Uiga, su Mazda 2 Hybrid Homura Plus.
Una sfida a colpi di efficienza
I partecipanti hanno affrontato un percorso di 200 km, ma come sempre non è stata la velocità a decretare il vincitore: a fare la differenza ci ha pensato l’energia consumata. Ha trionfato chi è riuscito a coprire l’intera distanza utilizzandone la minor quantità possibile, dimostrando padronanza nella guida, capacità di gestione delle risorse e profonda conoscenza del proprio veicolo.
I mezzi sono stati messi alla prova in una serie di test di consumo e in sei prove a media, dove rispetto del codice della strada e conoscenza del percorso si sono uniti a un approccio di guida sostenibile.
Un elemento, quest’ultimo, determinante per scalare la classifica. Ne è nata una competizione avvincente, in cui efficienza, innovazione e strategia si sono intrecciate in modo spettacolare.
Un’organizzazione complessa
Numerose le organizzazioni che hanno fornito il loro sostegno. La manifestazione ha il patrocinio del Ministro per lo Sport e i Giovani, di Sport e Salute, CONI,Regione Lazio, Assessorato Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, del Comune di Fiuggi e del Comune di Subiaco.
In collaborazione con Parlamento europeo Ufficio di collegamento in Italia. Sponsor dell’evento: Sara Assicurazioni e BRC Gas Equipment. Partner: Assogasliquidi – Federchimica, Associazione nazionale imprese gas liquefatti, Uiga, Unione Italiana Giornalisti dell’Automotive. Charity partner: Peter Pan ODV.
Tra i partner anche Coldiretti Lazio, che ha offerto agli equipaggi una colazione a base di prodotti genuini, di stagione e a chilometro zero, espressione autentica della dieta mediterranea e delle eccellenze del territorio.
La Formula 1 2025 riaccende la bagarre mondiale grazie a un weekend texano che ha ribaltato gerarchie e certezze.
Ad Austin, Max Verstappen ha firmato una prestazione maiuscola, riaprendo clamorosamente la corsa al titolo e restituendo smalto tecnico e agonistico alla Red Bull.
Alle sue spalle McLaren rallenta, Ferrari rialza la testa, Mercedes resta nell’ombra e il resto del gruppo mostra progressi alterni.
Cinque gare al termine (e un paio di Sprint) e 40 punti da recuperare: la rimonta è possibile. Il Circus si prepara a un avvincente finale di stagione.
Intanto ecco le pagelle del GP di Austin.
RED BULL 10
Verstappen conquista la quinta vittoria della stagione imponendosi nel GP di Austin.
Ribalta così completamente le prospettive del Mondiale di Formula 1 edizione 2025.
Max aveva 104 punti di distacco dal leader Oscar Piastri nel momento peggiore della stagione, ora ne ha 40. Di gare ne mancano cinque e gli amanti della statistica sanno che già altre volte un vantaggio di queste proporzioni è stato cancellato da grandi rimonte.
Sarà così anche quest’anno? Impossibile prevederlo, ma bello constatare che ci si potrà divertire sino alla fine.
SuperMax in Texas ha fatto quel che ha voluto, partendo dalla pole e gestendo in assoluta tranquillità. Voto 10 e lode.
Tuttavia è un fatto che la Red Bull sia riuscita a risalire la china da un punto di vista tecnico, rimettendo la sua monoposto nelle zone alte delle gerarchie tecniche.
Grande lavoro e onore anche al neo capo della squadra, Laurent Mekies, uomo dal lungo passato ferrarista. Da ricordare che nel fine settimana d’Oltreoceano ha ottenuto due pole su due e due vittorie su due.
Bene anche Yuki Tsunoda (voto 8), segno che l’auto adesso è più guidabile. Max nella remuntada ci crede: “Posso farcela, le proverò tutte”. È una minaccia, di quelle che spaventerebbero chiunque.
MCLAREN 9
Una frittatona nella Sprint del sabato e accuse poco eleganti all’incolpevole Hulkenberg, poi corrette, perché si può sbagliare, ma si può anche rimediare agli errori…
Nella gara “vera” s’è smarrito Oscar Piastri (voto 5.5) che resta in testa al Mondiale, ma sente il fiato sul collo del compagno di squadra Lando Norris (voto 8.5) e di Verstappen.
Norris (secondo) ha ottenuto il massimo stante le condizioni, non del tutto favorevoli alle sua monoposto.
Qualcuno ha detto che la McLaren resta un’astronave, ma ora vola un po’ più in basso. Una metafora azzeccata.
Rimane comunque la squadra che ha già vinto il titolo a squadre e che è favorita per il titolo piloti. Però qualche camicia in più dovrà sudarla.
FERRARI 9
Finalmente una corsa positiva, anche se la Ferrari non può né deve correre solo per il podio.
Ma rispetto ad altre prove incolori, quello di Austin è stato un acuto di cui si sentiva il bisogno.
Leclerc ha accettato il rischio di partire con le rosse, unico a farlo, e probabilmente è stata la scelta migliore. Charles ha accarezzato a lungo l’idea di chiudere al secondo posto, ma proprio non era possibile.
È stato il sesto podio stagionale della Rossa (eccetto le Sprint) e tutti e sei sono firmati da Leclerc. Voto 9.
Hamilton è arrivato alle sue spalle (voto 8) e sembra che poco alla volta il suo feeling con la Rossa stia migliorando. Vasseur torna a parlare di secondo posto nel Mondiale costruttori: un premio di consolazione, sia chiaro, ma sarebbe meglio di niente, pur nel contesto di una stagione avara.
MERCEDES 7
Ci si attendeva di più dalla Mercedes, invece la squadra della Stella è stata più comparsa che protagonista.
George Russell meglio nella Sprint, opaco nella “lunga”. Voto 7.
Antonelli ha cominciato bene, poi è stato tamponato da Sainz. Ha cercato di ricostruire la gara, girando sempre su ottimi tempi, ma senza Safety o interruzioni non è stato possibile mettere a frutto i tanti sorpassi. Però reattivo, voto 7.5.
SAUBER 8
Molto bene tra venerdì e sabato, peccato che Hulkenberg sia finito fuori gara nella Sprint per colpe non sue.
In ogni caso il tedesco ha portato a casa un piazzamento importante nella domenica, prezioso fieno in cascina per la squadra elvetica. L’esperienza conta, voto 8.
Bortoleto, invece, non ha trovato intesa con la pista e ha vissuto un brutto fine settimana. Voto 5.
ASTON MARTIN 8
Bravo Alonso a prendersi il punto della decima posizione, ma per lui – anche in quest’ultima fase della sua carriera – si tratta di ordinaria amministrazione.
Ma questa volta Carlos Sainz l’ha combinata grossa, gettando alle ortiche la sua gara e rovinando quella di Antonelli. Occasione sprecata, voto 4.5.
Albon decisamente meglio, ma non brilla più di tanto. Voto 6.
ALPINE 5
Ormai in questa stagione non ha più niente da dire.
Colapinto (voto 6) la spunta una tantum sul compagno di squadra Gasly (voto 6), ma insomma…
PIRELLI 10
Come sempre tutto bene.
Anche la scelta di saltare una mescola (C1 le Hard, C3 le Medium e C4 le Soft) e le squadre scombinano le carte usando una strategia non prevista.
Segno che su questo fronte tutto fila liscio.
Spiega Mario Isola, direttore del Motorsport: “Le squadre hanno scelto di mantenere aperte diverse opzioni alla partenza montando prevalentemente la mescola media in griglia, la scelta più versatile in tutti gli scenari strategici ipotizzabili. La VSC iniziale ha regalato qualche giro supplementare alla Soft e alla Medium, una gomma, quest’ultima, che ha dimostrato una consistenza forse superiore alle aspettative. A influire positivamente sono state la temperatura dell’asfalto più bassa rispetto a ieri e l’evoluzione della pista”.
Nel terzo trimestre del 2025 le immatricolazioni a noleggio in Italia hanno segnato una crescita a doppia cifra.
Hanno così raggiunto una quota di mercato complessiva vicina al 27% e dimostrando di essere il vero motore della mobilità nazionale.
A dirlo è l’analisi congiunta di ANIASA e Dataforce, che fotografa un comparto in piena salute, capace di crescere del +23,8% a fronte di un mercato complessivo sostanzialmente stabile (+0,2%).
Un dato che, oltre i numeri, racconta una trasformazione profonda.
Mentre il mercato privati arretra, la mobilità “pay-per-use” accelera e si afferma come pilastro sia per le aziende sia per la transizione ecologica.
Crescita su tutta la linea
Tra luglio e settembre il comparto ha immatricolato 95.608 veicoli (+23,79%), di cui 77.167 autovetture (+22,73%) e 18.441 veicoli commerciali leggeri (+28,39%).
La quota del noleggio raggiunge così il 24,6% del mercato vetture e addirittura il 45,3% dei veicoli commerciali leggeri, mettendo in evidenza il ruolo strategico per la logistica e i servizi professionali.
Segmento
Volumi Q3 2025
Variazione %
Quota di mercato
Noleggio complessivo
95.608
+23,8%
26,9%
Vetture NLT
77.167
+22,7%
24,6%
Veicoli commerciali NLT
18.441
+28,4%
45,3%
Lungo e breve termine, entrambi in accelerazione
Il noleggio a lungo termine cresce del 20% nel trimestre.
Migliorano sia le vetture (+17,7%) sia i veicoli commerciali leggeri (+30,8%). Il saldo cumulativo gennaio-settembre tocca +10,31%, recuperando ampiamente i rallentamenti del primo semestre.
La crescita del noleggio a breve termine è del 53,6% nel trimestre.
Performance particolarmente brillanti nelle vetture (+66,7%) grazie al boom di modelli plug-in hybrid e all’ampliamento delle flotte per turismo e mobilità urbana.
Il comparto ha così consolidato il trend positivo iniziato a inizio anno, passando da un +6,82% semestrale a +10,31% nei primi nove mesi.
Un balzo che pesa non solo sulle statistiche ma anche sulla capacità del settore di influenzare la composizione del parco circolante.
Aziende protagoniste, ma i privati crescono
Il noleggio resta saldamente a trazione aziendale.
Quasi l’80% dei contratti è riconducibile a imprese, flotte corporate e PMI. Tuttavia, la quota dei privati nel lungo termine è tornata a crescere dopo anni di flessione.
Dal minimo del 16,7% nel 2024 è risalita al 20,6% nel 2025, recuperando parte dei livelli pre-pandemia.
Un segnale importante, considerato il ruolo crescente del noleggio come alternativa all’acquisto tradizionale per famiglie e professionisti.
La rivoluzione tecnologica corre sulle flotte
Uno degli aspetti più interessanti emersi dall’analisi riguarda la ripartizione per alimentazione, che fotografa un settore in piena evoluzione tecnologica.
Alimentazione
Quota NLT Auto 2025
Var. Q3
Benzina + mild hybrid
42,8%
+44,4%
Diesel + mild hybrid
28,8%
-23,3%
Full hybrid (HEV)
10,2%
+8,9%
Plug-in hybrid (PHEV)
17,1%
+110,7%
BEV (elettriche)
7%
+41,7%
Per la prima volta benzina e mild hybrid superano il diesel nel NLT, grazie alla flessibilità di utilizzo e ai minori vincoli fiscali.
Le Plug-in hybrid sono protagoniste assolute del trimestre, con un +110,7% e una quota del 17,1%. Trainano in particolare i canali di noleggio a breve termine con modelli come la BYD Seal U.
Le elettriche pure (BEV) crescono del 47,2% nell’anno per una quota stabile al 7% nel NLT, superiore alla media nazionale del mercato (5%).
Nei veicoli commerciali leggeri, il diesel resta dominante (82% nel Q3), ma crescono benzina (8,1%) e soprattutto BEV (+285% nel trimestre), che raggiungono una market share del 7% nei tre mesi estivi.
Le regine del noleggio: Panda davanti a tutti, Tiguan incalza
Nel lungo termine, la Fiat Panda si conferma regina assoluta con 16.700 immatricolazioni da gennaio a settembre (+7,2%).
Nel solo terzo trimestre, la citycar Stellantis ha superato di un soffio la Volkswagen Tiguan (3.060 vs 3.024 unità), seguite da BMW X1, Renault Clio e Peugeot 3008.
Tra i veicoli commerciali domina il Fiat Doblò, seguito da Ducato, Scudo e Ford Transit.
Sorprendente la classifica nel breve termine: al primo posto si piazza la BYD Seal U, assente un anno fa, davanti a Jeep Avenger, Peugeot 3008, Peugeot 2008 e Fiat Panda. Segnale chiaro di come il noleggio sia spesso la rampa di lancio per nuovi modelli elettrificati.
Un settore maturo che chiede regole chiare
Nonostante il dinamismo, permangono ostacoli normativi che rallentano il pieno sviluppo del comparto.
L’IVA detraibile solo al 40%, la limitata deducibilità dei costi aziendali, la tassazione locale complessa e l’assenza del noleggio nei meccanismi di incentivi eco-bonus rappresentano, secondo ANIASA, “dazi occulti” da rimuovere.
“Serve un quadro fiscale chiaro e stabile – dichiara il presidente ANIASA Alberto Viano – per sostenere la mobilità delle imprese e rendere più sicuro e sostenibile il parco circolante nazionale, nel rispetto della neutralità tecnologica”.
Noleggio come specchio del futuro
Il terzo trimestre 2025 conferma che il noleggio non è più un segmento di nicchia, ma un protagonista strutturale del mercato automotive italiano.
È la leva con cui il Paese rinnova il parco circolante, sperimenta nuove tecnologie, abbassa le emissioni medie e supporta la mobilità aziendale e turistica.
Mentre le vendite ai privati arrancano, il noleggio corre veloce. E in questa corsa, non sta solo seguendo il mercato: lo sta guidando.
Parte la nuova frontiera della mobilità urbana, tra piattaforme AV-Ready e intelligenza artificiale di ultima generazione.
Infatti, Stellantis e Pony.ai hanno annunciato una collaborazione strategica per sviluppare e testare veicoli autonomi di Livello 4 SAE, capaci di operare senza l’intervento umano (hands-off, eyes-off), aprendo la strada a soluzioni robotaxi elettriche progettate per muoversi in sicurezza e autonomia nelle città europee.
Il teatro della prima fase sarà il Lussemburgo, dove i test su strada partiranno nei prossimi mesi.
Hardware europeo e software asiatico
La partnership prevede l’integrazione della piattaforma AV-Ready BEV di Stellantis – sviluppata per i suoi veicoli commerciali elettrici di medie dimensioni (famiglia K0) – con la tecnologia di guida autonoma full-stack di Pony.ai.
La piattaforma AV-Ready è stata concepita per supportare nativamente le funzionalità di Livello 4, grazie a un’architettura ridondante e a un set di sensori avanzati che lavorano in sinergia con lo stack software di guida autonoma.
“I veicoli a guida autonoma – ha dichiarato Ned Curic, Chief Engineering & Technology Officer di Stellantis – hanno il potenziale per trasformare il modo in cui le persone si muovono nelle città europee. Per realizzare questa visione, collaboriamo con i migliori player tecnologici: Pony.ai si distingue per competenza e approccio collaborativo”.
Veicoli commerciali elettrici per robotaxi
La prima fase operativa riguarderà i veicoli commerciali leggeri (LCV) 100% elettrici, settore in cui Stellantis domina il mercato europeo attraverso la business unit Pro One.
I test partiranno utilizzando una base Peugeot e-Traveller, ideale per trasformazioni modulari, dai robotaxi compatti ai van per 6-8 passeggeri.
Questa scelta non è casuale.
Infatti, i veicoli commerciali offrono dimensioni ottimali, efficienza, flessibilità e costi di esercizio contenuti, caratteristiche perfette per i servizi di mobilità urbana autonoma.
Caratteristica
Valore strategico per Robotaxi
Piattaforma BEV AV-Ready
Architettura ridondata, predisposta per stack L4 SAE
Dimensioni
Perfette per ambienti urbani, parcheggi compatti e zone a traffico limitato
Flessibilità di allestimento
Da robotaxi a van multi-passeggero senza riprogettazione profonda
Costi di possesso
TCO competitivo per flotte autonome a lungo termine
Base Stellantis Pro One
Infrastruttura industriale europea consolidata
Tecnologia Pony.ai con oltre 55 milioni di km di esperienza
Fondata nel 2016, Pony.ai è tra i pionieri mondiali della mobilità autonoma.
Grazie alla sua tecnologia Virtual Driver, un sistema full-stack indipendente dal veicolo, l’azienda integra software proprietario, hardware e servizi per creare flotte autonome scalabili.
Con oltre 55 milioni di chilometri percorsi in modalità autonoma e una presenza operativa in Cina, Asia ed Europa, Pony.ai è l’unica azienda a gestire servizi robotaxi completamente driverless nelle megalopoli cinesi di Pechino, Shanghai, Guangzhou e Shenzhen.
“La forte presenza industriale di Stellantis e il suo portafoglio di marchi iconici – ha dichiarato James Peng, CEO e cofondatore di Pony.ai – ne fanno il partner ideale per portare la nostra tecnologia in Europa.
Il Lussemburgo laboratorio europeo
I test inizieranno sulle strade del Lussemburgo, dove Pony.ai ha sede nel nostro continente.
Questa scelta risponde a due esigenze. Da un lato un ecosistema normativo favorevole per la sperimentazione di veicoli autonomi, dall’altro una posizione geografica strategica per scalare progressivamente verso altri mercati europei.
Dal 2026, la roadmap prevede l’estensione dei programmi pilota ad altre città europee, in parallelo con la validazione delle performance, della sicurezza e della conformità normativa.
La combinazione di hardware europeo e software asiatico potrebbe rappresentare la formula vincente per un’adozione rapida e competitiva della guida autonoma nel Vecchio Continente.
Un futuro condiviso tra tecnologia e mobilità
La collaborazione tra Stellantis e Pony.ai non si limita al segmento dei veicoli commerciali.
La piattaforma sviluppata potrebbe infatti diventare la base per un ecosistema più ampio, in grado di supportare servizi di trasporto merci e persone completamente autonomi, integrati con le reti urbane e i servizi digitali.
Se il passato dell’automotive europeo è stato costruito sull’eccellenza meccanica, il futuro si gioca sulla fusione tra elettronica, software e intelligenza artificiale.
E in questo scenario, le strade europee potrebbero presto vedere circolare i primi robotaxi “made in Stellantis” con cervello Pony.ai, aprendo un nuovo capitolo della mobilità urbana.
È questa, in sintesi, la fotografia – per certi versi impietosa – scattata dall’AlixPartners Global Automotive Outlook 2025.
L’indagine è stata presentata a Milano nell’ambito del #FORUMAutoMotive, l’appuntamento che da dieci anni riunisce il mondo della mobilità a motore per discutere strategie e criticità.
Al centro dell’analisi il Green Deal europeo, la tenuta industriale del Vecchio Continente e l’avanzata, ormai strutturale, dei costruttori cinesi.
Cina in corsia di sorpasso
Secondo l’analisi di Emanuele Cordone, Director della Practice Automotive di AlixPartners, il mercato europeo è previsto in calo del 2% nel 2025.
Si avrà una ripresa solo marginale negli anni successivi.
Un contesto stagnante che contrasta con la dinamica cinese, in quanto i brand orientali sono passati da una quota dell’8% nel 2024 al 13% stimato per il 2030, conquistando praticamente tutta la crescita del mercato europeo (pari a +0,8 milioni di veicoli).
Quota di mercato (Europa)
2024
2030 (stima)
Costruttori europei
62%
58%
Costruttori cinesi
8%
13%
Altri (coreani, americani)
30%
29%
Mentre i margini degli OEM europei e americani scivolano, i costruttori cinesi migliorano la loro redditività, puntando su una combinazione aggressiva di tecnologia avanzata e prezzi competitivi.
In Italia, il mercato resta ancora distante dai livelli pre-Covid, frenato da un mix pericoloso: prezzi in crescita, accessibilità ridotta e infrastrutture ancora insufficienti.
L’elettrico tra obiettivi ambiziosi e realtà lente
La diffusione dei veicoli BEV (Battery Electric Vehicles) cresce, ma a ritmo troppo lento rispetto agli obiettivi del Green Deal.
Nei segmenti A e B la differenza di prezzo con i modelli termici rimane significativa, e le nuove ondate di modelli elettrici previste per il 2025-2027 difficilmente riusciranno da sole a colmare il gap.
Una possibile via d’uscita sono i REEV (Range Extended Electric Vehicles), veicoli elettrici con motore ausiliario per estendere l’autonomia, che potrebbero mitigare la “range anxiety” e rendere più accessibile la transizione.
In Italia, la quota di BEV e PHEV nelle nuove immatricolazioni è ferma intorno al 10% nella prima metà del 2025, con una crescita più marcata nel comparto flotte aziendali grazie ai nuovi incentivi fiscali.
Tuttavia, il parco circolante continua a invecchiare, e le emissioni medie delle nuove vetture vendute sono stabili dal 2017.
La filiera alza la voce
Al #FORUMAutoMotive c’è stato anche il confronto diretto tra industria e politica europea.
Dalla componentistica all’energia, tutti i rappresentanti della filiera hanno ribadito un messaggio comune, cioè che la normativa europea va corretta con pragmatismo, introducendo neutralità tecnologica, gradualità e nuove soluzioni a basse emissioni.
Tra gli oratori, Roberto Vavassori dell’ANFIA ha denunciato la perdita di 100mila posti di lavoro nel settore componentistico e chiesto il rinvio al 2040 del divieto dei motori endotermici.
Andrea Cardinali dell’UNRAE ha puntato il dito contro il fisco auto aziendale italiano, “zavorra strutturale” per gli investimenti.
Fabio Pressi di Motus-E ha ricordato che il problema non è l’elettrico, ma la competitività cinese sulle batterie.
Gianni Murano di UNEM ha sottolineato l’assenza di neutralità tecnologica reale e l’urgenza di considerare l’intero ciclo di vita nelle politiche CO₂.
Maria Rosa Baroni di NGV ha promesso mobilitazioni se il biometano non verrà incluso tra le tecnologie zero emission.
Infine, Simonpaolo Buongiardino di Confcommercio Mobilità ha denunciato il peso delle scelte politiche “di poltrona” nella rigidità del Green Deal.
Neutralità tecnologica, la parola chiave del futuro
Anche dal fronte politico europeo sono arrivati segnali di ripensamento. Paolo Borchia, eurodeputato, ha ammesso che “molti stanno cambiando idea” sulla strategia full electric.
Invece, Guido Guidesi, presidente dell’Alleanza tra 40 Regioni Automotive, ha parlato di “errore clamoroso” nell’aver limitato il futuro al solo elettrico.
Massimiliano Salini, Commissione Industria UE, ha annunciato che la proposta di revisione del Green Deal arriverà tra fine 2025 e inizio 2026, sottolineando che “la convivenza tra tecnologie è la vera neutralità”.
L’auto europea allo specchio
Il 2025 segna una svolta storica per il sistema automotive europeo.
Da un lato un Green Deal che ha imposto obiettivi ambiziosi ma rigidi. Dall’altro un mercato globale in rapido mutamento, in cui la Cina non è più un “nuovo arrivato” ma un attore industriale maturo e aggressivo.
La sfida non è più solo tecnologica, ma strategica: riconquistare capacità competitiva, favorire l’innovazione senza dogmi, e adattare la transizione ai tempi reali dell’industria e dei consumatori.
L’Europa può ancora scrivere il proprio futuro. Ma deve decidere in fretta se vuole essere regista del cambiamento o semplice spettatrice.
AlixPartners Global Automotive Outlook 2025 in sintesi