DS3 Performance, missile terra aria

DS3 Performance

Emozioni a non finire, come a non finire è l’adrenalina che scorre nel sangue quando si tiene tra le mani il volante della DS3 Performance, un concentrato di emozioni e di tecnologia quasi senza pari, la versione sportiva che va a completare la gamma della compatta transalpina. Le novità riguardano sia l’aspetto tecnico sia quello estetico: nuovo il motore da 208 CV; nuovo l’anteriore che le conferisce un look sportivo ma elegante. Il profondo restyling subito dal frontale fa pensare più ad un facelift piuttosto che ad un rinnovamento completo, ma basta poco per capire che le novità non sono solo estetiche. Nuovo il taglio del gruppo ottico con tecnologia a led non a caso denominata DS LED VISION che le conferisce un look aggressivo e moderno. Le bande cromante DS Wings, vera novità stilistica rispetto alla DS Racing che va a sostituire, fanno da cornice alla calandra esagonale verticale in cui è inserito il logo DS, allungandosi elegantemente verso i fari. Sempre dal punto di vista estetico, la DS3 Performance si distingue all’esterno per i cerchi diamantati neri, il doppio terminale di scarico, le pinze dei freni in nero marchiate DS performance. Un look ancora più incisivo, dato dalla vernice gialla, che evoca sfide su nastri d’asfalto ad alta velocità, dove l’unica a fermare la DS3 è la bandiera a scacchi. A questi si aggiungono gli equipaggiamenti di comfort e sicurezza supplementari, quali per esempio l’Active City Brake e la telecamera di retromarcia, i sedili sportivi in pelle e Alcantara, molto comodi e avvolgenti e un quadro strumenti dedicato. La nuova versione sportiva, l’inedita DS3 Performance, disponibile anche cabrio (oggetto della nostra prova), sotto il cofano monta il nuovo motore 1.6 THP da 208 CV e 300 Nm di coppia massima, con cambio manuale a sei velocità.

IL PROPULSORE, UN MISSILE TERRA ARIA
Accendiamo e subito un piccolo sbuffo ci ricorda che questa è la versione “muscle”. Partiamo, facciamo sgranchire la DS subito nel traffico di Milano e notiamo subito una grande agilità,  merito di una frizione molto morbida e un grande quantitativo di coppia che per il suo 70 x 100 è sprigionata già a 1750 rpm. Nel traffico la risposta del gas è sempre pronta e la DS rimane silenziosa ed educata, anche nel filtraggio delle asperità di un fondo non perfettamente liscio, quindi la DS3 p è comoda. Sia lei sia noi però siamo impazienti di vedere che succede nel suo terreno di caccia, le tortuose strade intorno al lago di Como. Con il giocattolo nuovo in mano, al crescere delle pendenza della strada vediamo crescere proporzionalmente il nostro sorriso. Quel gradevole silenzio in città , diventa un piacevole sound che accompagna la rapida salita di giri insieme a un borbottio molto racing presente a ogni cambiata.

A BORDO
Ma non è il motore la cosa che più ci esalta. Molto buono è il tiro in basso, con una curva di coppia quasi da diesel, ma questo propulsore non ama girare troppo in alto, quindi dopo 5200 rpm conviene cambiare, tanto il bello già lo ha dato, anche se le velocità raggiunte sono davvero interessanti. Se dovessimo descriverla con due parole, diremmo “straordinariamente performante”.

È proprio il suo grande equilibrio che ti spinge ad aumentare sempre di più l’andatura. La mettiamo subito alla prova con una frenata decisa, lei risponde subito, senza attese. Solida risposta del pedale, buon mordente ed un grande bilanciamento in frenata. Dopo aver frenato la “buttiamo” dentro in curva, decisi. Ottima la risposta dello sterzo, sempre molto diretto, reattivo, ma non fastidioso, “copia” molto meno l’asfalto di tante vetture concorrenti (e proprio per la concorrenza sarà molto molto ostica) Sottosterzo? Questo sconosciuto: la vettura non ha mai la tendenza ad allargare la traiettoria e anche esagerando con la velocità in ingresso o con un angolo di sterzo eccessivo, lei è sempre lì, solida e pronta a voltare. Andando per fasi nella nostra ipotetica curva scomposta per settori, dopo un buon inserimento, un’ottima percorrenza, veloce e bilanciata, vediamo il comportamento della DS in uscita di curva. Grazie all’ottimo lavoro svolto dalle performanti Michelin pilot super sport specifiche, e dal differenziale autobloccante torsen, tarato al 30%, la francesina ha una grande trazione e un’ottima motricità. Il lavoro del torsen si apprezza di più sulle curve lunghe e veloci, mentre nel classico tornantino da seconda si sente poco, merito anche di barre più morbide che fanno lavorare meglio il telaio. Notevole anche il lavoro dell’esp, praticamente impercettibile tranne in un paio di occasioni, dove abbiamo esagerato, portando molta velocità in ingresso di curva con ancora un bel po’ di freno. Qui allora il buon telaio inizia un leggero sovrasterzo in ingresso (dote molto apprezzata tra le traction avant) e la tecnologia ci riporta tra le righe.

Come dicevamo all’inzio, cambio solo manuale, ma dalla grande manovrabilità, precisione negli innesti e soprattutto ottima spaziatura. Come ci spiegavano i tecnici DS, seconda e sesta accorciate in confronto alla progenitrice DS3 Racing. In un tratto di strada abbiamo toccato con mano tutto ciò, infatti la “Performance” ha toccato il limitatore di sesta marcia, quindi che dire? Spaziatura perfetta, senza marce di riposo. L’unico appunto è che una seconda marcia molto corta ci ha obbligato spesso ad affrontare i molti tornanti in terza marcia, ma la grande coppia del 4 cilindri THP ci ha portato sempre fuori dalle curve con grande decisione. Il ritorno in autostrada, dove la guida si rivela molto comoda e confortevole, merito anche degli accoglienti ma sportivissimi sedili, ci toglie un po’ il sorriso solo perché ci riporta a consegnare questa piccola creatura del nuovo marchio DS, che ci ha fatto passare una piacevole giornata su delle strade dove si respira ancora un forte odore di mito.