
In un momento di forte contrazione delle vendite dell’auto e, almeno in Italia, di altrettanto forte resistenza al decollo dell’elettrico puro, Stellantis guarda a est e porta sul mercato europeo un C-Suv col motore elettrico, la Leapmotor B10.
Come sembra ormai una consuetudine del 5° Gruppo automobilistico mondiale per vendite (ma BYD e Saic sono subito dietro e in forte crescita) ogni modello è presentato nella versione full electric per essere poi affiancato dalle ibride.
E così sarà anche per la B10 che aspettiamo con interesse in redazione nella versione ibrida.
Per ora ci siamo ‘accontentati’ di questo B 10 full electric che peraltro ha degli spunti interessanti che ritroveremo poi anche nella ibrida.

Leapmotor B10, l’elettrica che costa come (e anche meno) una termica
Bel titolo, ma in realtà il prezzo che è circolato di 15.900 € richiede la combinazione di fattori non sempre coincidenti.
Innanzitutto l’ottenimento del massimo incentivo possibile, cosa che sappiamo essere vincolato a molti fattori, e poi, ma questo è reale e uguale per tutti, all’applicazione dello sconto di 3.000 € da parte della Casa.
Lasciando a ognuno farsi i propri conti, il listino dice che la versione entry level Life con batteria da 56,2 kWh (374 km WLTP) costa 29.900 € (che scendono a 26.900 € coi 3.000 € offerti dal Costruttore); che per avere più autonomia (434 km WLTP con 67,1 kWh) bisogna aggiungere 2.000 € e che per la versione top di gamma Design, con batteria long range si sale a quota 33.400 €.

Spazio a volontÃ
Con dimensioni di 4.515/1.885/1.655 mm rispettivamente per lunghezza, larghezza e altezza, e un passo di 2.735 mm, lo spazio non poteva che essere abbondante, anche per i passeggeri posteriori.
Progettata per il mercato europeo, ha anche un bagagliaio percentualmente allineato al volume dell’abitacolo.

Lo spazio è virtualmente ancora maggiore se si considera il tetto panoramico, che illumina l’abitacolo e rende più piacevole il viaggio.
Lo spazio è utilizzato anche per ricavare numerosi vani portaoggetti, anche nella sona della consolle centrale, priva del selettore di marcia (spostato sul piantone) e dunque disponibile per un paio di lattine e altro.

Ampio il pad per la ricarica del telefono (dal funzionamento non sempre impeccabile) e per il posizionamento della card che abilità l’avviamento del veicolo.

Tutto in una card
Una soluzione moderna ma che può essere poco pratica.
Innanzitutto l’apertura delle portiere avviene accostando la card allo specchietto retrovisore lato guida.

Il sistema può essere poco pratico se ad esempio, dopo aver chiuso, si deve riaprire la porta del passeggero per una dimenticanza. In questo caso occorre fare il perimetro dell’auto due volte.
Nulla di male, poiché c’è sempre l’app mobile Leapmotor che consente di manovrare da remoto e utilizzare anche altre funzioni per controllare lo stato del veicolo.
E’ la nuova tecnologia che avanza, ma ci sembra giusto ricordare che, per ora, c’è una fetta di utenza che non ha troppa familiarità con la digitalizzazione.
Per il portellone c’è un pulsante dedicato.
La chiusura è automatica e si attiva allontanandosi dal veicolo, ma sappiamo che molti preferiscono sentire lo scatto delle serrature.
Il design interno è curato, così come l’assemblaggio dei pezzi, anche se i materiali utilizzati per la plancia, pur di buona qualità , sono piuttosto rigidi al tatto.
Ergonomici i sedili e di ottima qualità i rivestimenti in ecopelle, con una piacevole texture.

Leapmotor B10. Design esterno nella norma
Disegnare un C-Suv originale è oggi piuttosto difficile, specialmente per una Casa generalista come Leapmotor.
Tuttavia, se vogliamo identificare un tratto caratteristico dobbiamo guardare al muso, con una fascia piatta e verticale che ingloba due fari di profondità rettangolari.
Come consuetudine, specie sul Suv cinesi, il cofano e piatto e alto da terra, coi parafanghi che di conseguenza si estendono ampiamente sopra i passaruota, rendendo il muso oltremodo massiccio.

Nulla da segnalare dietro, ordinario il gruppo ottico a sviluppo orizzontale e sufficientemente ampia la luce di carico, praticamente rettangolare.

Kw? Quanto basta
La Leapmotor B10 è spinta da un motore elettrico da 218 CV (160 kW) e 240 Nm di coppia, valori adeguati a garantire un disimpegno discreto in ogni situazione.
Accelera da 0 a 100 km/h in 8 secondi e raggiunge una velocità massima di 170 km/h.

Come accennato, sono disponibili due opzioni di batteria: il pacchetto Pro da 56,2 kWh per un’autonomia WLTP fino a 361 km e il pacchetto Pro Max da 67,1 kWh per arrivare fino a 434 km (WLTP).
Valori teorici e da considerare raggiungibili nell’uso urbano con ampio utilizzo della frenata rigenerativa o in ambiente extraurbano a velocità moderata.
In autostrada, come noto la musica cambia e i consumi, se si ha fretta, nono consentono di percorrere la classica tratta Torino – Milano e ritorno senza un boost intermedio.
La ricarica in corrente alternata è da 11 kW e quella ultrafast in corrente continua può arrivare fino a 168 kW, per una carica del 30-80% in meno di 20 minuti.

Infotainment. Buona la base
Sulla Leapmotor B10 è stata adottata l’architettura LEAP 3.5 che integra software e hardware.
Si tratta di una piattaforma efficiente e all’avanguardia che collega fino a 22 ECUÂ e supporta oltre 200 interfacce open source.
L’interfaccia utente, alimentata dal chipset Snapdragon 8155, è completamente personalizzabile, ma come tutte le auto prive di comandi fisici, richiede un certo periodo di assuefazione e la pazienza di allenarsi all’utilizzo delle funzioni basilari, prima di poterne godere veramente i benefici.
Il sistema LEAP OS 4.0 Plus offre immagini 3D abbastanza realistiche, display multi-funzione e controllo remoto completo tramite l’app mobile Leapmotor.
Il veicolo supporta aggiornamenti Over-The-Air illimitati.
















