
Primo modello della nuova gamma DS, quella che punta ad affermare il marchio come Premium, la DS 7 Crossback pare aver ottenuto una buona accoglienza nel suo primo semestre di carriera. Un successo raggiunto, come logico, dai capaci motori a gasolio, con il 2.0 litri BlueHDi da 180 CV che ha catturato il 61% delle preferenze così come l’allestimento al top Grand Chic, scelto dal 53% dei clienti. Tuttavia, secondo copione, al vertice della gamma di un modello premium continua ad esserci un motore a benzina. E così è per il PureTech da 225 CV, recentemente provato nei dintorni di Milano, che porta con sé un bel po’ di novità e si appresta a far da base al modello ibrido benzina-elettrico E-Tense in arrivo il prossimo anno con l’obiettivo di diventare la vera punta di diamante della gamma, coi suoi tre motori per 300 CV complessivi e la trazione integrale.

Pur essendo una famiglia di motori di comprovata efficienza e pluri premiata, i PureTech a 3 e 4 cilindri di PSA hanno subìto un ulteriore affinamento per meglio soddisfare i nuovi protocolli di omologazione WLTP che, tra l’altro, permettono un ridotto scarto tra i risultati dei test in laboratorio e quelli rilevati su strada (RDE), con cicli molto più vicini all’utilizzo reale per durata, velocità, soste e accelerazioni, temperature. Per questo, il 4 cilindri 1.6 serie EP (realizzato, lo ricordiamo, in collaborazione con BMW che lo impiega sulla gamma Mini) che in questo momento copre tutta la parte alta della gamma motori PSA, con versioni da 180 e 225 CV (in precedenza 210 CV) e quella più spinta da 272 CV che equipaggia la Peugeot 308 GTi, è stato rivisitato e affinato a fondo. 
















