venerdì 1 Maggio 2026 - 22:23:08

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Cupra Formentor: arriva il restyling

Nata nel 2020, la Cupra Formentor è stata il modello più importante nella ancora breve, ma intensa, vita del brand spagnolo. Proprio a lei, in quanto primo modello inedito del marchio, si deve il grande successo di Cupra, che anno dopo anno ha visto crescere le proprio vendite, acquisendo quote di mercato via via più grandi.

Oggi, a quattro anni dal lancio, la Cupra Formentor si aggiorna con il restyling di metà carriera che porta su strada non soltanto un nuovo corso stilistico per il brand, ma anche alcune interessanti novità per quanto concerne la gamma motori.

Cupra Formentor: lo stile

Forme e proporzioni sono rimaste le stesse. A cambiare maggiormente sulla rinnovata Formentor è la parte anteriore. Qui è stato rivisto il paraurti, dove ora spuntano nuove prese d’aria di maggiori dimensioni, che donano all’insieme un look molto più aggressivo. Nuovi anche i gruppi ottici con firma luminosa a Led ad elementi triangolare, un motivo che viene ripreso anche nella grafica interna dei fari posteriori, che conservano però la forma di quelli della serie precedente.

Più leggere le modifiche all’interno dell’abitacolo dove la novità più evidente è rappresentata dalla presenza di un nuovo sistema di infotainment che può ora contare su uno schermo touch posizionato a centro plancia con una diagonale di quasi 13 pollici. Interessanti, poi, i nuovi comandi del climatizzatore che ora sono retroilluminati. A donare un tocco più moderno all’abitacolo, infine, ci pensano nuove finiture e nuovi materiali per i rivestimenti.

Cupra Formentor: i motori

Novità anche per quanto concerne la gamma motori, che ora è costituita da otto unità. Partendo dai benzina, alla base dell’offerta si posiziona il 1.5 TSI da 150 CV a trazione anteriore e con cambio manuale. Un gradino sopra troviamo il 2.0 TSI da 204 CV con DSG e trazione integrale. Lo stesso 2.0 TSI è poi disponibile nella variante a trazione anteriore da 265 CV e in quella integrale da 333 CV. Resta a listino un diesel di 2 litri da 150 CV.

A completare l’offerta trovano poi posto anche due varianti elettrificate della nuova Formentor: si tratta in entrambi i casi di un 1.5 abbinato ad un sistema plug-in capace di sviluppare 204 o 272 CV. La parte elettrica è costituita da una batteria da 19,7 kWh che permette di percorrere fino a 100 km in modalità elettrica.

Da TEXA sblocco autenticato del Secure Gateway di Maserati

texa

E’ noto l’impegno di TEXA per consentire ai meccanici indipendenti gli interventi di riparazione nei veicoli con sistemi di limitazione di accesso a diagnosi.

Il servizio, incluso nell’abbonamento TEXPACK, consente da oggi lo sblocco completo dei veicoli del brand Maserati protetti da secure gateway.

La funzionalità è integrata nel software IDC5 e dà la possibilità di intervenire in modo autenticato, semplice e veloce.

Il servizio offerto da TEXA ai propri clienti è importante, poiché è sempre più diffuso l’utilizzo di sistemi di protezione sulle centraline elettroniche, per ragioni di cybersecurity.

Oltre a Maserati, la collaborazione proficua e continuativa con i costruttori permette già da tempo, infatti, di effettuare interventi anche sui veicoli dei marchi

  • Abarth,
  • Alfa Romeo,
  • Audi,
  • Bentley,
  • Chrysler,
  • Cupra,
  • Dacia,
  • Dodge,
  • Fiat,
  • Fiat Professional,
  • Jeep,
  • KIA,
  • Lancia,
  • Lamborghini,
  • Renault,
  • Seat,
  • Skoda,
  • Volkswagen,
  • Volkswagen veicoli commerciali.

La nuova funzionalità è già disponibile, senza alcun costo aggiuntivo e senza limitazioni, a favore di tutti gli abbonati al servizio TEXPACK CAR in possesso di un account personale per accedere al portale myTEXA.

Igino De Lotto, Marketing Manager di TEXA:

“In un contesto come quello attuale, TEXA continua a investire con l’obiettivo di stringere un numero sempre maggiore di accordi con le case automobilistiche, consentendo alle officine indipendenti di operare in modo autenticato anche in presenza di barriere all’accesso”.

“Ci fa piacere avere questa funzionalità dedicata a Maserati, perché è coerente con la copertura di diagnosi completa anche per quanto concerne veicoli prestigiosi e sportivi, proprio come quelli del noto marchio di lusso italiano”.

OMODA 7: l’auto per conquistare l’Europa

Durante il Salone dell’Auto di Pechino, il gruppo OMODA & JAECOO ha presentato un anteprima mondiale la OMODA 7.

OMODA 7 evolve il linguaggio stilistico del brand e propone una serie di soluzioni tecnologiche che rendono il modello un vero e proprio manifesto della mobilità intelligente, attraverso innovazioni sia sul fronte della sicurezza sia sul fronte della connettività e dell’infotainment.

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OMODA 7: powertrain ibrido ad alta efficienza

La nuova nata utilizza uno powertrain ibrido di ultima generazione che garantisce consumi contenuti e grande efficienza. Sfruttando il serbatoio della benzina e la massima carica della batteria, OMODA 7 può raggiungere un’autonomia superiore ai 1.200 km.

Gli innovativi telai a gabbia per l’assorbimento dell’energia, la tecnologia di ritenzione dell’airbag 6S e una rigidità torsionale della carrozzeria di 25.000 Nm/grado soddisfano poi i più severi standard di sicurezza.

All’interno di OMODA 7 c’è uno schermo da 15,6 pollici e un sistema audio panoramico e immersivo con 14 altoparlanti che offre un’esperienza sonora con qualità.

L’infotainment è dotato anche di assistente vocale a quattro zone per una risposta sempre puntuale alle esigenze di tutti gli occupanti. Allo stesso tempo, un sistema di fragranza intelligente abbinato alla soppressione attiva del rumore ENC contribuisce a creare un ambiente di viaggio accogliente e confortevole.

Secondo il piano, OMODA 7 inizierà il suo lancio globale all’inizio del 2025.

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OMODA & JAECOO: la strategia di espansione

Attuando il piano “2030 Strategy”, OMODA & JAECOO intende avere un ruolo da protagonista nella transizione ecologica e arrivare alla fine del decennio con 1,5 milioni di vetture vendute fuori dai confini cinesi.

In meno di un anno, il brand OMODA & JAECOO è cresciuto a livello globale esordendo in  Messico, Spagna, Cile e Kazakistan.

Attualmente è presente in oltre 40 Paesi e può contare su una rete di 873 concessionari.

OMODA & JAECOO ha raggiunto il significativo traguardo di 160.000 unità vendute e ha voluto sin dall’inizio essere presente anche in mercati altamente competitivi come quelli dell’Unione Europea.

Una sfida che ha richiesto lo sviluppo di modelli di qualità e basso impatto ambientale.

Parlando di Europa, nel febbraio di quest’anno, OMODA & JAECOO ha esordito in Spagna, dando il via alla loro “Strategia europea”.

Due settimane fa, alla presenza di numerose autorità locali, tra cui il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, OMODA & JAECOO ha anche inaugurato la prima fabbrica con sede nel Vecchio Continente.

Attualmente, nel Paese iberico, sono presenti 55 dealer ed entro la fine dell’anno saranno attivi oltre 80 punti assistenza.

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Shawn Xu, CEO di OMODA & JAECOO International, ha affermato che nel 2024, con la Spagna come hub, OMODA & JAECOO si espanderà rapidamente in mercati come Italia, Polonia e Regno Unito.

POINT S con TÜV SÜD verifica la sicurezza degli pneumatici

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Point S, il più grande network multimarca al mondo di servizi per il settore automotive di vendita di pneumatici, ha comunicato i risultati di un’indagine condotta tra pneumatici premium, di fascia media ed economici.

I test sono stati effettuati da TÜV SÜD Product Service

Ciò che è emerso è un divario significativo in termini di sicurezza e prestazioni.

I test, condotti dall’ente indipendente di certificazione e testing TÜV SÜD Product Service, hanno messo a confronto cinque marchi premium con tre marchi di fascia media e tre marchi di fascia economica.

Le prove hanno valutato una serie di aspetti chiave per la sicurezza e sono state svolte utilizzando uno pneumatico da 18 pollici molto diffuso, il 225/40R18 92Y1.

I risultati mostrano prestazioni nettamente superiori degli pneumatici premium rispetto a quelli di fascia media ed economica, in particolare sul bagnato.

Nel test di frenata sul bagnato, quelli di fascia media hanno richiesto uno spazio di frenata  medio di 2,33 metri di in più per arrestare completamente il veicolo in prova da una velocità di 80 km/h.

Gli pneumatici economici, invece, hanno richiesto uno spazio di frenata supplementare pari a 4,47 m – la lunghezza di un SUV – rispetto ai modelli premium.

Secondo il TÜV SÜD Product Service, i cinque pneumatici premium hanno ottenuto risultati migliori anche nei test di aderenza e maneggevolezza su strada.

Gli pneumatici di fascia media hanno infatti richiesto in media una riduzione della velocità di 3 km/h per eguagliare la maneggevolezza dei premium su strade bagnate, mentre gli pneumatici economici hanno richiesto una riduzione di 5 km/h.

Point S, ha commissionato i test per fornire ai propri affiliati informazioni sulla sicurezza degli pneumatici il più possibile aggiornate e basate su dati concreti, consentendo loro di offrire ai clienti lo pneumatico più idoneo piuttosto che basare la scelta esclusivamente sul prezzo.

I risultati dei test arrivano al cuore di un ampio dibattito di settore sulla sostenibilità in termini di costo degli pneumatici premium.

point s

Fabien Bouquet, CEO di Point S International:

“Nel difficile contesto economico attuale, in cui l’inflazione provoca l’aumento dei prezzi, è naturale che gli automobilisti siano più attenti ai costi di manutenzione dei propri veicoli”.

“I nostri clienti finali ci chiedono sempre più spesso di giustificare le differenze di prezzo tra le varie gamme di pneumatici, quindi abbiamo commissionato questi test al TÜV SÜD Product Service per ottenere un parere veramente indipendente e oggettivo in merito”.

“I test hanno confermato che gli pneumatici premium sono nettamente migliori in termini di sicurezza. La domanda che dovremmo porci come settore, quindi, è: si può davvero dare un prezzo alla sicurezza?”.

Point S ha reso pubblici i risultati dei test distribuendo alla propria rete e ai propri clienti materiale informativo disponibile in oltre venti lingue.

1 I test, commissionati da Point S, si sono svolti nell’ottobre 2023 utilizzando una vettura VW Golf VIII GTD e sono registrati con il numero 713311093-PR.

Sono stati testati cinque pneumatici di marca premium, tre pneumatici di fascia media e tre pneumatici economici.

Lamborghini Urus SE PHEV: debutto a Pechino

Lamborghini Urus PHEV

La Lamborghini Urus SE PHEV debutta ufficialmente sulla scena internazionale al Salone di Pechino, nella cornice di Auto China 2024.

Questa Urus di nuova generazione, ribattezzata Urus SE – primo Super SUV di lusso PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicle) – vanta un nuovo design, aerodinamica ottimizzata, tecnologie di bordo inedite e un propulsore ibrido da 800 CV.

Lamborghini Urus PHEV

Tutte queste caratteristiche fanno della nuova Lamborghini Urus SE PHEV il nuovo punto di riferimento del segmento in termini di comfort, prestazioni, efficienza, emissioni e piacere di guida.

Urus SE ridefinisce i canoni stilistici di un Super SUV, presentando nuove soluzioni di design a partire dalla inedita firma luminosa dei gruppi ottici anteriori.

Il cofano è connotato da un design flottante, in linea con il concept di Revuelto, mentre il portellone del vano bagagli si ispira a Gallardo, con gruppi ottici posteriori collegati alle luci a “Y” e un nuovo diffusore che vanno ad armonizzare le linee della silhouette posteriore.

Urus SE rende omaggio al design classico dimostrando, nel contempo, tutta la sportività di un Super SUV grazie a una serie di soluzioni innovative.

Il design degli interni, arricchito da un touchscreen centrale da 12.3″ con una nuova interfaccia, permette una migliore interazione tra il conducente e il sistema digitale, secondo il concept ‘Feel Like a Pilot’.

Al Salone Urus SE è affiancata da Revuelto, prima supersportiva HPEV (High Performance Electrified Vehicle) ibrida con motore V12, mentre Huracán Tecnica, supersportiva V10 a trazione posteriore, è esposta all’interno dell’area Ad Personam.

PostNL immette il biocarburante (HVO100) nella rete europea

PostNL (società di spedizioni postali e di e-commerce olandese) e la filiale internazionale Spring rendono disponibili circa quattro milioni di litri di biocarburante HVO100 (carburante di altissima qualità realizzato al 100% con materie prime rinnovabili e sostenibili) alla rete di rifornimento diesel europea adibita al trasporto stradale.

Questi biocarburanti garantiscono una riduzione di ben 12 chilotonnellate di emissioni di anidride carbonica all’anno, pari alla circolazione di circa 5.000 automobili a benzina nell’arco di dodici mesi*.

PostNL e la filiale internazionale hanno già adottato una strategia che privilegia gli spostamenti a piedi, in bicicletta e l’utilizzo di veicoli elettrici per la consegna della corrispondenza e dei pacchi nei Paesi Bassi.

Inoltre, utilizzano i biocarburanti HVO100 per i trasporti su larga scala tramite veicoli che non sono ancora elettrificati.

Il biocarburante HVO100 riduce significativamente le emissioni di sostanze inquinanti come l’anidride carbonica (CO2), gli ossidi di azoto (NOx) e il particolato, emettendo fino al 90% in meno di CO2 rispetto al diesel normale.

Verso la sostenibilità

La gamma e le infrastrutture per i camion elettrici sono ancora poco sviluppate e la disponibilità di HVO100 al di fuori dei Paesi Bassi è molto limitata.

Tuttavia, c’è una soluzione: il biocarburante HVO100 può essere integrato nella rete diesel europea esistente.

A questo proposito, PostNL e Spring, in collaborazione con alcuni partner, hanno trovato la soluzione di utilizzare il carburante HVO100 per il trasporto internazionale su strada in Europa.

Tijs Reumerman, Managing Director di PostNL Cross Border Solutions

Eravamo alla ricerca di una soluzione innovativa per utilizzare il biocarburante HVO100 e l’abbiamo trovata definendo un nuovo standard, nella speranza che questa iniziativa diventi d’ispirazione anche per altri”.

“In futuro, acquisteremo una quantità di biocarburanti pari a quella necessaria per coprire tutto il nostro trasporto internazionale su strada in Europa, che verrà reso disponibile alla rete diesel europea a partire da oggi”.

“Questa soluzione riduce le emissioni in misura pari a quella che si otterrebbe se i nostri camion fossero in grado di funzionare direttamente con il carburante HVO100”.

“Si tratta di un’iniziativa di cui siamo immensamente orgogliosi: infatti, lavorando a stretto contatto con i nostri clienti, con i partner dell’ultimo miglio e con l’intero settore della logistica, vogliamo contribuire a rendere più sostenibile tutto il settore del trasporto stradale europeo e questa iniziativa ci permette di dare il buon esempio”.

“Tutti i nostri clienti possono beneficiare direttamente della riduzione delle emissioni di carbonio, senza costi aggiuntivi.

Obiettivo “net zero” con un decennio di anticipo

PostNL lavora ogni giorno per migliorare il proprio impatto lungo tutta la catena di distribuzione, passando a una logistica priva di emissioni e collaborando con il mercato per soluzioni di economia circolare.

PostNL ha ulteriormente perfezionato la sua strategia ambientale e ha presentato obiettivi ambiziosi in materia di emissioni di carbonio all’iniziativa Science Based Targets (SBTi) e punta a raggiungere un impatto praticamente nullo sul clima e sull’ambiente entro il 2040, con un decennio di anticipo rispetto agli obiettivi stabiliti dagli accordi sul clima.

Grazie alla diffusione nell’utilizzo di carburanti sostenibili, PostNL ha compiuto un altro passo significativo verso il raggiungimento di questo obiettivo.

*Fonte: Statistiche sul traffico stradale olandese del 2022 da cbs.nl moltiplicate per i fattori di emissione di CE Delft.

Audi F1 Team: annunciato Hulkenberg come primo pilota

Audi F1 Team

Nell’ambito della preparazione dell’Audi F1 Team in vista della partecipazione al Campionato mondiale FIA di Formula 1, un altro tassello si è aggiunto al team.

La Casa dei quattro anelli ha infatti annunciato il suo primo pilota.

Si tratta di Nico Hülkenberg, che ha firmato un contratto pluriennale con Sauber e nel 2026 si schiererà al via con i colori del Team Audi.

Hülkenberg guiderà una monoposto Sauber già nel 2025 e accompagnerà la transizione della squadra elvetica nel Team ufficiale Audi.

Forte di una straordinaria esperienza maturata in oltre 200 gare di Formula 1, Nico Hülkenberg darà un importante contributo allo sviluppo della nuova monoposto e a tutto l’Audi F1 Team.

Andreas Seidl, CEO di Audi F1 Team:

“L’ingaggio di Nico costituisce una pietra miliare per il progetto Audi Formula 1″.

“Grazie alla sua velocità, all’esperienza e alla dedizione al lavoro di squadra, sin dal prossimo anno favorirà l’ingresso del Brand in F1, previsto nel 2026”.

“Sin dai primi contatti è nata una profonda sintonia. Nico è una personalità forte”.

“La sua determinazione ci aiuterà a progredire rapidamente tanto nella messa a punto della vettura quanto nella costruzione della squadra”.

Nico Hülkenberg, pilota Audi:

“La prospettiva di gareggiare per Audi è qualcosa di assolutamente fuori dall’ordinario”.

“Quando un costruttore tedesco entra in Formula 1 con tale determinazione, per un pilota si crea un’opportunità unica”.

Audi F1 Team
Nico Hulkenberg

“Rappresentare il factory team di un Brand quale Audi, oltretutto sviluppando una power unit progettata e realizzata in Germania, è un grande onore”.

L’annuncio segue l’acquisizione totale del Gruppo Sauber e la nomina di Oliver Hofmann quale Responsabile del programma Audi Formula 1.

Hoffmann, nel dettaglio, si occuperà anche della gestione di Sauber e dell’omonimo Gruppo svizzero, oltre che di Audi Formula Racing GmbH, responsabile dello sviluppo della power unit dei quattro anelli presso il sito di Neuburg.

Accordo DKV Mobility e ABB E-mobility

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DKV Mobility, la piattaforma B2B leader in Europa per i pagamenti on the road, stringe una partnership con ABB E-mobility, fornitore leader di soluzioni di ricarica per veicoli elettrici.

Scopo dell’accordo offrire ai clienti di DKV Mobility un’infrastruttura di ricarica in corrente continua (DC) potente e affidabile per le loro sedi aziendali.

Questa collaborazione porta a un’offerta full-service, attualmente disponibile in Germania e Austria, che va dalla consulenza per la scelta e l’installazione dell’hardware adatto fino all’assistenza personalizzata e ai servizi di fatturazione.

Le soluzioni offerte sono appositamente studiate per le flotte elettrificate, siano esse costituite da auto sia da veicoli commerciali leggeri e pesanti.

Un pacchetto che consente ai clienti di implementare, utilizzare e gestire facilmente infrastrutture di ricarica in corrente continua con capacità di ricarica fino a 600 kW nella propria sede.

Sven Mehringer, Managing Director Energy & Vehicle Services di DKV Mobility:

“La collaborazione con ABB E-mobility rappresenta per noi un’importante tappa nel nostro percorso”.

“Grazie a questa iniziativa, il nostro portafoglio per la ricarica dei veicoli elettrici si sta ampliando sempre di più, includendo sistemi di ricarica rapida in corrente continua per le sedi aziendali dei nostri clienti”.

“Questo ci permette di proporre un ventaglio di offerte capace di coprire in modo ottimale anche le esigenze dei veicoli commerciali elettrici”.

Marco Berardelli, Managing Director di DKV Mobility Italia:

“Noi di DKV Mobility siamo orgogliosi di questo ulteriore passo verso una mobilità aziendale più estesa e interconnessa”.

“Il nostro impegno per stringere accordi con altri attori leader del settore guarda verso la riduzione delle emissioni e una maggiore sostenibilità, tenendo in considerazione la centralità dei veicoli commerciali e la necessità di promuovere e mantenere l’efficienza delle flotte elettriche”.

Andre Strömich, Head of Channel Management di ABB E-mobility:

“Siamo lieti di sostenere DKV Mobility e i suoi clienti nell’elettrificazione delle flotte e nel passaggio alla mobilità sostenibile”.

“In ABB E-mobility, la nostra missione è fornire ai clienti un’infrastruttura di ricarica in corrente continua semplice e affidabile”.

“Per raggiungere questo obiettivo, non solo disponiamo di un ampio portafoglio di soluzioni hardware e software che soddisfano le esigenze specifiche degli operatori di flotte, ma forniamo anche ai clienti un supporto olistico, dalla pianificazione e progettazione all’installazione e ai service concept individuali”.

L’offerta per la ricarica dei veicoli elettrici proposta da DKV Mobility è completa: oltre alle soluzioni di ricarica EV per la sede aziendale del cliente (@work), DKV Mobility offre anche soluzioni di ricarica EV per l’auto aziendale a casa (@home).

Attraverso la piattaforma tecnologica della sua controllata GreenFlux, DKV Mobility offre l’accesso a una rete di ricarica EV che comprende circa 666.000 punti di ricarica EV in tutta Europa (a febbraio 2024).

EasyPark Group: più presenza nei parcheggi con telecamere

easypark group

EasyPark, fornitore globale di servizi di mobile parking all’avanguardia la cui vision è rendere le città più vivibili, in due anni ha più che raddoppiato la disponibilità nei parcheggi con telecamere per lettura targhe (ANPR) in 15 Paesi europei.

L’integrazione di parcheggi e sistemi di parcheggio con telecamera aiuta le città a ridurre la sosta su strada, indirizzando un maggior numero di veicoli verso parcheggi off-street.

Cameron Clayton, CEO di EasyPark Group:

“Attraverso questa tecnologia e le integrazioni con sistemi di terze parti, EasyPark offre ai propri clienti di godere dei vantaggi della tecnologia per lettura targhe senza soluzione di continuità, consentendo un’esperienza di guida senza problemi dentro e fuori dalle strutture e senza la necessità di passaggi aggiuntivi”.

“I gestori dei parcheggi privati e le città vedranno un aumento della soddisfazione dei clienti, insieme a un incremento dei profitti e una riduzione dei costi”.

EasyPark può essere utilizzato in oltre 25.000 parcheggi off-street in Europa. Questa è una testimonianza della continua collaborazione di EasyPark con migliaia di operatori di parcheggi privati ​​e città negli ultimi dieci anni.

Anche il numero di transazioni di EasyPark CameraPark* è triplicato negli ultimi due anni, grazie alle integrazioni con i principali fornitori di sistemi di gestione di parcheggio e controllo accessi, stabilendo un nuovo standard per le soluzioni di parcheggio automatico con telecamere per coloro che parcheggiano.

“Siamo entusiasti di constatare che il nostro servizio viene integrato nei parcheggi con telecamera. Il parcheggio automatico con telecamera è uno tra i servizi in più rapida crescita che abbiamo lanciato in EasyPark”.

“La nostra attenzione a garantire un’ esperienza di parcheggio senza interruzioni riflette la crescente domanda di soluzioni efficienti e intuitive” conclude Clayton.

Anche in Italia il servizio EasyPark, che già consente il pagamento della sosta su strada in quasi 800 città italiane, è disponibile in diversi parcheggi in struttura nelle città di Milano, Torino, Alessandria, Ferrara e Pisa.

easypark group

Un elenco che aumenterà a seguito della recente partnership con FS Park, la società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane che gestisce i parcheggi del gruppo: presto gli utenti EasyPark potranno accedere nei parcheggi FS Park in modo più veloce e facile.

Silvana Filipponi, Country Director Italia di EasyPark Group:

In Italia, abbiamo registrato  nell’ultimo anno** un incremento del 112% delle transazioni nei parcheggi in struttura”.

“Con la nostra app oggi non solo si può pagare la sosta su strada, ma si può  effettuare l’accesso nei parcheggi con telecamera in modo completamente automatico, senza l’uso del cellulare, senza dover ritirare ticket o recarsi alle casse per pagare la sosta”.

“Migliorare la mobilità e la qualità della vita sono per noi obiettivi chiave che siamo fieri di perseguire”.

*funzionalità dell’app EasyPark. Più info qui

**marzo 2023-marzo 2024. 

Vetture elettriche e Aftermarket: cosa ci riserva il futuro?

Vetture elettriche e Aftermarket

Pubblichiamo integralmente l’approfondimento realizzato dall’Area Aftermarket nella Nuova Mobilità di ANFIA-Aftermarket, dal titolo ‘Vetture elettriche e Aftermarket: cosa ci riserva il futuro?’.

Il report restituisce una sintetica fotografia dell’attuale contesto di sviluppo della mobilità elettrica sia dal punto di vista degli attori del sistema della mobilità, sia dal punto di vista degli utenti, concentrandosi sulla situazione italiana.

Pur nella difficoltà di confrontarsi con uno scenario in continuo divenire, vengono quindi presi in esame i principali fattori di incertezza e domande aperte che gravitano attorno alla diffusione di questo tipo di tecnologia.

A questa breve analisi teorica, a firma di Riccardo Buttafarro – Responsabile Area Aftermarket nella Nuova Mobilità di ANFIA-Aftermarket, fanno seguito i contributi di alcune delle aziende associate alla Sezione Aftermarket di ANFIA (Fiamm Energy Technology, NRF, Wolfoil e Landi Renzo) che hanno voluto condividere la loro esperienza sull’argomento, nonché il loro orientamento e le loro strategie in questa fase di forte cambiamento.

Chiude la pubblicazione una riflessione di Alessio Sitran – Responsabile Area Truck & Bus di ANFIA-Aftermarket, focalizzata sugli impatti della transizione ecologica e digitale sul comparto dell’autotrasporto.

“La mobilità sostenibile mira a ridurre l’impatto ambientale e sociale dei trasporti (merci e/o persone) garantendo al tempo stesso efficienza, sicurezza e accessibilità”, spiega Riccardo Buttafarro. “Se analizziamo questo concetto sia dal punto di vista degli ATTORI che da quello degli UTENTI, vediamo che ad oggi la situazione sembra, per certi versi, più complessa di qualche tempo fa.

Da diversi anni, si sente parlare di elettrificazione e, complice la direzione imboccata a livello europeo, tutta la filiera è portata a muoversi nella consapevolezza che qualunque sia il futuro che ci aspetta, l’unica certezza che abbiamo è che sarà diverso da oggi. 

In primo luogo, occorre fare un ragionamento sul peso attuale delle vetture elettriche sul parco circolante nel nostro Paese.

Sicuramente il numero delle vetture 100% elettriche (BEV) vendute è in crescita, ma la quota sulla totalità del parco è decisamente contenuta, mentre diesel e benzina si spartiscono quasi alla pari l’86% del parco. 

Per quanto riguarda poi il trasporto pesante su gomma (>35q), è invece lampante come il diesel sia, al momento, ancora largamente prevalente come, coprendo da sola il 97% del parco.

Entrando meglio nelle dinamiche di sviluppo del fenomeno dell’elettrificazione, abbiamo voluto analizzare la diffusione delle colonnine di ricarica, grande tema di discussione tra gli operatori del settore.

 

Ad oggi, oltre la metà delle colonnine ad uso pubblico si trova nel Nord-Italia, mentre sulla rete autostradale non si raggiungono neppure le mille unità.

Questo è quanto succede nel nostro Paese, mentre in Europa, come risaputo, il continente va a ‘due velocità’.

 

Nell’infografica riportata in Fig.1, si può quantificare la diffusione di colonnine di ricarica in Europa e a destra la distribuzione del circolante di veicoli elettrici.

Vetture elettriche e Aftermarket
Fig.1

Se si esclude la Francia, che può contare su un massiccio impiego di energia nucleare, emerge come il Nord Europa sia molto avanti sul fronte elettrificazione.

Venendo al focus della nostra analisi, dopo aver riscontrato parecchie difficoltà nel “rincorrere” i cambiamenti del fenomeno elettrificazione, si è tentato di riassumerne le principali domande ancora aperte, nonché lo stato dell’arte della diffusione dei veicoli nel nostro Paese.

Vetture elettriche e Aftermarket: i costi 

Il primo aspetto su cui abbiamo voluto soffermarci è quello legato ai costi.

Uno ‘scoglio’ importante per la diffusione delle auto elettriche è infatti il prezzo di acquisto, per il quale non sono al momento previste riduzioni significative, fino a quando non caleranno i costi di acquisto delle batterie.

Segue il costo del bollo auto: per le vetture full-electric sono previsti 5 anni di esenzione dal pagamento, dopo i quali si pagherà il 25% della tariffa piena, calcolata in base alla potenza in kWh con tariffa unitaria leggermente differente da regione a regione (intorno a 2,5/3,00 euro a kWh).

Fanno eccezione a questa regola Lombardia e Piemonte, per le quali, al momento, le vetture elettriche sono esenti a vita dal pagamento del bollo.

Un altro aspetto da considerare è la ricarica delle batterie. La spesa per i carburanti per autotrazione benzina e gasolio nel 2023 è stata di 70,9 miliardi di euro1.

Analizzando questa cifra nel dettaglio, si vede che 38,1 miliardi sono dovuti ad accise e Iva (su accise e su costo industriale).

I restanti 32,8 miliardi sono quelli fatturati per la produzione e la distribuzione. La parte fiscale nel 2023 è salita del 22,7% rispetto al 2022, mentre la parte industriale ha subito un calo del 18,1%.

La domanda che ci poniamo, se vogliamo un po’ provocatoria, è la seguente: con un parco circolante totalmente elettrico, lo Stato avrebbe un ammanco pari ai 38 miliardi relativi all’acquisto dei carburanti. Questa situazione sarebbe sostenibile?

Da questa situazione, che risente ovviamente della programmazione e delle tempistiche decise a livello europeo, discendono alcune considerazioni di carattere generale.

La prima è che nel 2026 è prevista una clausola di revisione al regolamento europeo che stabilisce lo stop alla vendita di auto endotermiche al 2035, la quale potrà essere sfruttata per l’apertura a carburanti alternativi all’elettrico, come i carburanti sintetici, già menzionati nel regolamento stesso, che verrebbero utilizzati nelle vetture  endotermiche.

seconda riguarda invece la composizione del nuovo Parlamento Europeo. La data per le elezioni è fissata per il prossimo giugno.

Se ci fosse un cambio nella composizione del Parlamento, cosa che sembra al momento possibile e forse anche probabile, tutte le date previste fino a questo momento per l’attuazione della neutralità delle emissioni dei veicoli, potrebbero anche essere riviste, con un possibile slittamento dello stop ai motori ICE dal 2035 al 2040.

Una simile variazione o altre variazioni che impattassero sull’utilizzo delle vetture elettriche e sul calendario attuativo del regolamento, stravolgerebbero tutti i programmi fin qui messi in campo da tutti i costruttori di parti, batterie, mezzi totalmente elettrici.

Sul fronte del mercato, poi, è un dato di fatto che senza incentivi dedicati, le vendite di vetture elettriche tendono a bloccarsi.

A tendere, qualche componente di costo del prodotto dovrà cambiare anche perché, fino a che non saranno accessibili a prezzi ‘ragionevoli’ le auto di piccola cilindrata e/o di piccola potenza, il potere di acquisto di gran parte della popolazione non sarà sufficiente per scegliere di acquistare vetture di questo tipo.

Oggi, a torto o a ragione, la media utenza considera le vetture elettriche anzitutto troppo costose e, secondariamente, si scontra con difficoltà legate alla ricarica, con un chilometraggio oscillante anche in funzione delle condizioni meteorologiche (gran freddo o gran caldo).

Infine, ultimo ma non meno importante, il valore residuo dell’usato oggi è bassissimo.

Per quanto riguarda i componentisti, le loro reazioni in generale sono state molto rapide. È un fatto, innanzitutto, che si trovino ad operare in un contesto in cui le Case automobilistiche stanno tenendo in piedi produzioni sia elettriche che endotermiche.

Un’altra riflessione importante riguarda tutti i prodotti e le parti delle vetture elettriche che o non ci saranno più o comunque subiranno profondi mutamenti.

È chiaro che la componentistica del motore endotermico non ci sarà più, sostituita da uno o più motori elettrici ed è altrettanto chiaro che alcuni prodotti cambieranno completamente, ad esempio i freni, che avranno una durata tra 5 e 10 volte quella attuale.

È vero che esiste un parco circolante che garantirà, a seconda delle nuove regole, da 10 a 15 anni di sopravvivenza dei ricambi così come oggi li intendiamo.

Ma è pur vero che un periodo di questa durata dovrebbe permettere a tutti i produttori e a tutte le forze che lavorano all’interno di questa filiera, ivi comprese le attività di riparazione, assicurazione e distribuzione, che comunque cambieranno significativamente, di adattarsi.

Fatta questa analisi di ampio respiro, le nostre riflessioni si concentrano su alcuni elementi di dettaglio, di cui abbiamo messo sinteticamente in evidenza gli aspetti più salienti.

Vetture elettriche e Aftermarket: le batterie

  1. La tecnologia oggi dominante è quella delle batterie al litio.
  2. Le batterie maggiormente utilizzate sono quelle chiamate LFP (fosfato-litio-ferro) che, a detta degli esperti, sono più economiche e più sicure; unica pecca: l’autonomia.
  3. La ricerca sulle batterie allo stato solido ha attirato moltissimi investimenti. Queste batterie garantiscono maggior densità energetica, più sicurezza e, in termini di economia, si prevede arriveranno tra i 600 e 1.000 km (sembra possano sopportare fino a 6.000 cicli di ricarica di 10 minuti).
  4. Si sta esplorando l’uso di altri materiali, sempre con l’intento di abbattere i costi e migliorare la sicurezza e garantire un’autonomia importante e, soprattutto, si cerca di svincolarsi, per quanto possibile dalle materie prime critiche.
  5. Sono in fase di studio e fabbricazione le batterie a base silicio e altre batterie a base sodio.
  6. Recentemente, lo Stato cinese ha favorito e incentivato, per la ricerca di nuove batterie, l’unione di alcuni tra i principali attori del settore, tra cui il leader mondiale delle batterie CATL e la BYD, che oltre produrre auto elettriche, è da sempre un importante attore nella produzione di batterie.

Vetture elettriche e Aftermarket: impatto ambientale ed emissioni nel ciclo vita

  1. Minori emissioni di CO2 considerando l’intero ciclo di vita del veicolo.
  2. Minore impatto derivante dalla fabbricazione di batterie.
  3. Le emissioni per la produzione possono essere compensate nel corso della vita del mezzo.
  4. L’obiettivo è di raggiungere una neutralità di emissioni.
  5. Le Case automobilistiche cercano di ridurre le emissioni derivanti dalle produzioni utilizzando sempre più energie rinnovabili e, partendo dalla progettazione, prevedono l’utilizzo di materie prime riciclate per la produzione dei componenti del veicolo.

Al momento, però, si è ancora distanti dalla NEUTRALITA’.

Un dato recente fornito da GREEN CAP dice che un’auto con batteria tra 50 e 60 kWh produce emissioni di CO2, nel suo ciclo di vita, pari a 7 milioni di tonnellate.

Rischi vari: incendio

  1. Difficoltà di spegnimento.
  2. Possibilità di ripartenza delle fiamme anche dopo ore dal primo spegnimento.
  3. È necessario isolare la vettura per almeno 72 ore e tenere una distanza di 10-15 metri da ogni tipo di materiale infiammabile.
  4. È necessario fare formazione per l’utente del mezzo, che può trovarsi a dover fronteggiare situazioni di pericolo nuove.
  5. Occorre provvedere alla dotazione di abbigliamento e mezzi specifici per gli operatori interessati (Vigili del Fuoco, officine etc.).

Rischi vari: trasporto e stoccaggio

  1. Le vetture elettriche richiedono un trasporto con caratteristiche differenti rispetto alle attuali vetture endotermiche (ad oggi non ci sono ancora normative specifiche, però, ad esempio, le compagnie di trasporto marittimo – traghetti e navi – chiedono che la carica della batteria sia limitata tra il 20 e il 50%).
  2. È richiesto che le vetture vengano parcheggiate in zone specifiche, possibilmente all’aperto.
  3. Per quanto riguarda il trasporto via terra attraverso bisarche, valgono le stesse norme delle vetture endotermiche, però le vetture elettriche devono essere etichettate.
  4. Deve essere indicata la presenza di batteria ad alta tensione.
  5. Chi trasporta deve essere formato su procedure specifiche in caso di emergenza (soprattutto in caso di incendio).

In questa breve analisi di scenario, abbiamo cercato di toccare tutti i grandi punti aperti che ruotano intorno alla diffusione delle vetture elettriche nel nostro Paese. Ma ovviamente si tratta di un’analisi prettamente teorica.

Per entrare più nel concreto, abbiamo chiesto ad alcune aziende facenti parte della Sezione Aftermarket di ANFIA di ‘mettersi a nudo’ e raccontare le proprie esperienze, per capire come si stiano orientando all’interno di questo momento di grande cambiamento. Alle aziende che si sono prestate a collaborare, va il nostro ringraziamento e cogliamo l’occasione per estendere l’invito alle altre aziende della Sezione a partecipare in futuro.

Siamo convinti, infatti, che, in un momento così delicato, lo spirito associativo venga fuori anche per mezzo di attività come questa, con l’intento di mettere a fattor comune conoscenze ed esperienze.

Solo così la nostra filiera potrà superare indenne l’ennesima ingaggiante sfida che si trova davanti”.

(1 Elaborazioni Centro Studi Promotor su dati del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica)

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Di seguito i contributi delle aziende citati da Riccardo Buttafarro

Il contributo di FIAMM Energy Technology a cura di Stefano Lapi, Marketing Intelligence Manager

Il 28 marzo 2023 l’ANSA riferisce la notizia della ratifica, votata a maggioranza dei Ministri europei dell’Energia, del regolamento sullo stop ai motori termici alimentati a benzina e diesel nel 2035.

L’Agenzia specifica che la ratifica è avvenuta con il voto favorevole della Germania – rilasciato dopo l’intesa sull’utilizzo futuro degli elettro-carburanti (e-fuels) raggiunta con la Commissione europea – e con il voto contrario della Polonia che, per voce della Ministra dell’Ambiente, parla di “discussioni non trasparenti e informali in cui la Germania spinge per soluzioni che avvantaggiano principalmente il suo mercato” e che queste “dimostrano che ciò non ha nulla a che fare con una transizione equa”.

Nella votazione, l’Italia, dal canto suo, si è astenuta ed afferma di puntare a “far considerare anche i biocarburanti tra i combustibili neutri in termini di CO2”, in quanto i veicoli con motore endotermico alimentato con combustibili neutri potrebbero essere ancora prodotti ed immatricolati anche dopo il 2035 e ritiene, nelle parole del Ministro italiano dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin “che la neutralità tecnologica dei bio-carburanti possa essere provata”.

Con riguardo agli e-fuels, l’ANSA riferisce anche che “eventuali proposte future riguardanti l’uso di e-fuel saranno valutate attentamente”, secondo Jan Huitema, relatore all’Europarlamento del regolamento.

Inoltre, “la Commissione europea porrà (…) nell’autunno del 2023 un atto delegato che specificherà il modo in cui i veicoli alimentati esclusivamente da combustibili di origine sintetica (e-fuels) potrebbero contribuire agli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2.

La fonte europea che lo ha detto ha comunque assicurato che i biocarburanti non potranno essere inclusi, perché emettono CO2, anche se meno di quelli fossili, e che vanno considerate le emissioni indirette dall’uso dei terreni”.

Stante questa situazione e posta la verifica intermedia della UE del 2026, se le condizioni si manterranno invariate, si assisterà, nel perimetro geografico europeo, ad uno spostamento di produzione e immatricolazione di vetture a favore delle soluzioni ibride ed elettriche pure (BEV).

Queste ultime, nelle previsioni di FIAMM Energy Technology, raggiungeranno nel 2030 il 60% delle vetture di nuova immatricolazione sul mercato europeo.

Per quanto riguarda le batterie di avviamento e ausiliarie si prevede una continua predominanza anche nei prossimi 5 anni delle batterie al piombo in quanto considerata la soluzione più sicura ed economica ad oggi esistente sul mercato.

Lo spostamento nelle immatricolazioni si rifletterà sulla batteria a 12 volt sia al livello di primo impianto che in termini di impatti sull’aftermarket.

Nel primo equipaggiamento, in particolare, si assisterà ad un trend di stabilità nella tecnologia AFB® (Advanced Flooded Battery) e di fortissima crescita nella tecnologia AGM (Absorbent Glass Material), che, nel 2027, saranno montate sull’85% delle nuove vetture.

Diversa la situazione nell’aftermarket, dove il peso della tecnologia tradizionale (SLI) continuerà ad essere significativo, seppur in decrescita (passando da una quota del 70% del 2022 ad una del 50% nel 2027): tendenza, quest’ultima, che vedrà ancora una volta protagonista una crescita speculare delle batterie con tecnologia premium e che FIAMM Energy Technology è pronta ad intercettare con la sua gamma, sviluppata in anni di stretta e continuativa collaborazione intrecciata con le ingegnerie delle Case automobilistiche.

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Il contributo di NRF a cura di Giuseppe Pisciuneri,
Business Development Manager Italy

Si riporta integralmente l’intervista rilasciata ad agosto 2023 da Ben Meek, e-Mobility Director di NRF alla redazione della rivista SicurAUTO.it

Vetture elettriche e Aftermarket

Come si differenzia la gestione termica in un’auto ibrida o elettrica rispetto a una tradizionale a combustione interna?

Per riassumere, i veicoli elettrici e ibridi richiedono sistemi di gestione termica più complessi per mantenerli in funzione.

Per un motore a combustione si ha il circuito di raffreddamento del motore, poi è stato sviluppato il circuito dell’aria condizionata per i passeggeri; ora, con l’aggiunta di un azionamento elettrico, abbiamo bisogno di un circuito di condizionamento termico per la batteria e l’elettronica di potenza, quindi passiamo al minimo 3 loop su veicoli elettrici e 4 circuiti di raffreddamento con veicoli ibridi e una propensione per sistemi più complessi in futuro per ottimizzare l’efficienza e massimizzare l’autonomia del veicolo!

L’altro grande cambiamento è che il riscaldamento della batteria e dell’abitacolo diventa più importante del raffreddamento sui veicoli elettrificati, specialmente nei climi più freddi!

Ciò porterà nuove tecnologie e componenti all’aftermarket nei prossimi anni!

In che misura l’elettrificazione ha impattato sulla produzione di componenti vitali per il motore ICE (pompe acqua, compressori A/C, Compressori, etc.) azionate prima tramite cinghie di trascinamento e ora con motori elettrici? Ci sono delle tipologie di prodotti più elettrificati di altri?

Al momento non vediamo alcuna differenza nella disponibilità di componenti azionati meccanicamente sul mercato e non prevediamo che cambi a medio termine, poiché i motori a combustione rimarranno in circolazione per molti anni a venire e avranno bisogno di riparazione!

Sui nuovi veicoli stiamo assistendo al passaggio da componenti azionati meccanicamente come le pompe a componenti azionati elettricamente; in effetti questo è in corso già da tempo, ovvero da quando i sistemi stop-start sono stati introdotti con lo standard Euro 5/Euro V.

Questa mossa mirava inizialmente a ridurre le emissioni del veicolo riducendo i carichi meccanici non essenziali sul motore, ma, con la piena elettrificazione, diventa una necessità e la norma.

In NRF ci stiamo preparando all’aumento della domanda di componenti di gestione termica elettrificati.

Ad esempio, abbiamo già alcuni compressori elettrici e pompe dell’acqua e-drive nella nostra gamma e stiamo lavorando duramente per aumentare la gamma di parti che possiamo offrire nel canale dell’aftermarket indipendente.

Nella documentazione che ci avete condiviso abbiamo visto il forte incremento di alcune famiglie prodotti; sino a quando prevedete tale crescita così esponenziale per l’aftermarket?

Quando si parla dell’aftermarket totale, questa è una domanda che dovremmo porre agli analisti di mercato!

Noi di NRF ci concentriamo sull’aumento della nostra offerta di prodotti per soddisfare le esigenze del mercato.

I massimi volumi di produzione automobilistica osservati nel 2018 probabilmente non si vedranno più fino alla seconda metà dell’attuale decennio, ma insieme al costo della vita più elevato e al passaggio OEM all’elettrico, i consumatori di motopropulsori stanno scegliendo di far funzionare più a lungo i loro attuali veicoli con motore a combustione; il che, a sua volta, sta aumentando la domanda nell’aftermarket e completando la crescita che crediamo sarà sostenuta ancora per alcuni anni.

Questo ci spinge a continuare ad aumentare le famiglie di prodotti nella nostra gamma di propulsori a combustione per soddisfare la domanda.

State lavorando anche sull’ottimizzazione dell’autonomia dei veicoli elettrici tramite Thermal Management su misura per le Case auto?

Stiamo osservando da vicino l’adozione di veicoli elettrici in termini di marca e modello: se vogliamo essere onesti, Tesla è un passo avanti in termini di volumi e prezzi grazie al fatto che sta producendo veicoli elettrici a batteria negli ultimi 10 anni.

Le analisi dicono che il Modello Y è l’auto più venduta al mondo nel 2023 e questo è un fatto.

Al momento eseguiamo 2 BEV dimostrativi, entrambi di Tesla, poiché sono rappresentativi di ciò che sta apparendo nell’aftermarket, ci consentono di mostrare i cambiamenti tecnologici nella gestione termica e di aiutare a educare il mercato.

Prevediamo che il mercato diventi più competitivo con più marchi/modelli, sia europei che cinesi, che si diffonderanno nell’aftermarket nei prossimi anni.

La nostra offerta si svilupperà per adeguarsi a questo.

Pensate che il ban alle auto nuove ICE dal 2035 potrà avere un impatto sul vostro business? O sarà controbilanciato dalle famiglie di componenti elettrificati e per auto EV?

In NRF vediamo il passaggio alla e-Mobility come un’opportunità per la nostra attività, principalmente in Europa, al momento; di qui, il recente annuncio della creazione della nostra nuova sede NRF e-Mobility presso l’Automotive Campus NL a Helmond (NL) e i piani futuri su cui stiamo lavorando per espandere non solo la gamma di prodotti che offriamo, ma anche i servizi di formazione e supporto per i nostri clienti.

In questo modo, si rafforza anche la diversità della nostra attività, poiché restare fermi lascerebbe un soggetto passibile delle conseguenze del divieto di nuove auto ICE in Europa nel 2035.

La realtà è però che le auto ICE rimarranno il principale generatore di entrate per NRF e per l’aftermarket in tutto il mondo fino al 2035 e, al di là di questo, manterranno comunque un ruolo significativo!

Per riassumere, consideriamo queste gamme di prodotti complementari per il prossimo futuro.

Quali sono i piani futuri di NRF per continuare a svilupparsi nel mercato della gestione termica sui veicoli ibridi ed elettrici?

NRF è da tempo uno dei principali fornitori di sistemi termici e di raffreddamento nell’aftermarket e riconosciamo che il passaggio alla gestione termica sui veicoli ibridi ed elettrici non è semplice per l’aftermarket e le officine indipendenti; quindi, ci siamo concentrati e continueremo a concentrare molta della nostra attenzione nel connetterci con il mercato e mostrare ciò che è possibile in questo campo, aiutandolo a superare il fattore paura nel lavorare su veicoli ibridi ed elettrici.

A tal fine, stiamo lavorando per sviluppare la nostra offerta su 3 pilastri: ricambi, know-how e formazione.

Con una crescente attenzione al know-how e alla formazione per supportare il mercato, annunceremo presto ulteriori sviluppi per quanto riguarda l’offerta NRF e-Mobility.

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Il contributo di Wolfoil a cura di Davide Sassetti Country Manager Italy

In merito alla mobilità elettrica Wolf Oil Corporation ha deciso di introdurre nel secondo quarto del 2023 alcuni prodotti appositamente sviluppati per questi veicoli presenti sul mercato da alcuni anni.

Lo sviluppo di fluidi specializzati sta iniziando a prendere slancio, la gestione termica, la conducibilità elettrica e la protezione dei componenti sono solo alcune delle grandi sfide che i fluidi convenzionali non sono in grado di affrontare ed è per questo motivo che abbiamo deciso di investire in questo settore.

La nostra azienda continua comunque a sostenere lo sviluppo di prodotti per motori ICE perché nei restanti mercati a livello mondiale questi propulsori continueranno ad essere prodotti ed un’inversione totale del parco circolante ci sembra difficilmente realizzabile in tempi brevi ed è per questo motivo che i nostri sforzi si stanno concentrano principalmente nei confronti dei prodotti a bassa viscosità rivolti ai veicoli ibridi, segmento in continuo aumento su tutti i mercati europei.

Da diversi anni Wolf è impegnata in un processo di trasformazione e diversificazione della propria offerta di prodotti con l’obiettivo di sostenere la transizione energetica.

Nel 2019 Wolf Oil Corporation è stata una delle prime aziende a lanciare la gamma ibrida con lubrificanti sintetici a bassa viscosità che riducono le emissioni di CO2 e sono stati progettati per offrire le migliori prestazioni nei veicoli ibridi.

Sempre dallo stesso anno è partner ufficiale del FIA World Rally Championship. Per Wolf Oil Corporation tale partnership è sinonimo di ricerca costante di precisione e innovazione ingegneristica.

Con l’evoluzione del campionato verso auto ibride ad alte prestazioni a partire dalla stagione 2022, stiamo monitorando l’impegno del mondo sportivo verso un futuro più green e lo stiamo usando come ispirazione per sviluppare i lubrificanti di domani.

Allo scopo di ridurre l’impatto ambientale stiamo concentrando una parte dei nostri sforzi per sostituire gli imballi attuali in imballi maggiormente sostenibili soprattutto dal punto di vista della loro riciclabilità per fare in modo che siano ecocompatibili.

Si riporta integralmente l’intervista rilasciata a luglio 2023 da Davide Sassetti alla redazione della rivista SicurAUTO.it

Perché i veicoli ibridi ed elettrici richiedono fluidi specifici, come olio motore e liquido trasmissione o liquido di raffreddamento per la batteria?

Nel caso dei motori ibridi, occorre sviluppare prodotti specifici a seconda se i liquidi sono a contatto con il motore elettrico oppure con il motore termico e devono avere delle caratteristiche specifiche perché, a differenza dei motori completamente termici, per questa tipologia di motori si utilizzano viscosità estremamente basse (nell’ordine dello 0W20 a scendere fino allo 0W8 per i motori di ultimissima generazione).

Nel caso delle auto completamente elettriche occorrono dei liquidi specifici perché, a contatto con metalli diversi, non devono creare ruggini e/o cariche elettrostatiche, che andrebbero ad inficiare il corretto funzionamento dell’unità motrice elettrica.

Cosa cambia tra lubrificanti motore per auto ICE e quelli per auto elettrificate o Plug-in?

In che modo sono stati ottimizzati per le differenti condizioni di lavoro? Come anticipato in precedenza, la caratteristica principale che varia rispetto ai motori ICE nelle elettrificate plug-in è che essendo presenti motori di cilindrata inferiore con caratteristiche prestazionali molto importanti, dalle case madri viene richiesta una bassissima viscosità, al fine di ridurre i consumi e quindi l’impatto in termini di CO2 e, soprattutto, prevenire l’LSPI (Low speed pre-ignition), fenomeno che caratterizza i motori delle auto ibride plug-in.

Quali sono i vantaggi offerti dagli oli motore specifici per veicoli ibridi e plug-in in termini di efficienza del carburante e di riduzione delle emissioni?

In termini di riduzioni di consumi, e quindi di impatto sull’immissione di CO2 nell’atmosfera, si può quantificare a seconda dello stile di guida del conducente da un 2% ad un 4%, che moltiplicato per milioni di veicoli, rappresenta numeri importanti. A livello di efficienza, una delle caratteristiche principali di questi lubrificanti oltre a quelle descritte in precedenza, è quella di ‘pulire’ gli organi meccanici del motore facendo sì che siano sempre alla massima efficienza, e, facendo questo, permettendo al motore di esprimere la migliore performance in qualsiasi condizione.

I fluidi ed i lubrificanti devono tenere conto delle diverse condizioni operative nelle trasmissioni ibride/EV. Ad esempio, i profili di temperatura della trasmissione differiscono dal tradizionale funzionamento della trasmissione del veicolo con motore a combustione interna (ICE), con picchi di temperatura localizzati che si verificano quando c’è un grande assorbimento di corrente improvviso sul motore elettrico.

La viscosità dinamica, la densità, il calore specifico e la stabilità termica e ossidativa dei fluidi sono tutti attributi sempre più importanti per questi motivi.

Perché per le auto elettriche è necessario utilizzare liquidi di raffreddamento specifici come Wolf Electrum Coolant? Cosa cambia rispetto ai liquidi di raffreddamento per auto tradizionali?

Rispondo per punti. Interattività elettrica: in un numero crescente di nuovi progetti, il motore elettrico e l’elettronica possono entrare in contatto con i liquidi e, in alcuni casi, possono anche essere immersi nel liquido.

Molti motori elettrici funzionano a temperature più elevate e tensioni più elevate.

Nuovi materiali: i veicoli elettrificati incorporano una grande quantità di rame ed elettronica di potenza nei loro progetti, insieme a nuovi materiali plastici utilizzati per l’isolamento o per sostituire i tradizionali materiali metallici per l’alleggerimento.

Alcuni di questi materiali non hanno fatto parte dell’architettura di trasmissione tradizionale.

Per i fluidi, ciò significa nuove considerazioni sulla compatibilità chimica con questi materiali, al fine di prevenire problemi come la corrosione o il degrado del materiale. Temperature diverse.

Con una sempre maggiore diffusione di veicoli elettrificati, come cambierà la quota % di prodotti tra ICE- BEV secondo le vostre previsioni? Ci saranno meno vendite ma maggiori margini per liquidi sempre più evoluti, ad esempio per il raffreddamento di batterie-inverter nelle auto elettriche?

Nelle nostre previsioni, l’impatto di queste autovetture sarà sempre maggiore nel futuro, ma. prevedere in termini percentuali un impatto reale è impossibile, perché le variabili in gioco sono molteplici.

Uno dei problemi principali riguarda le infrastrutture e gli investimenti che verranno effettuati per produrre maggiore energia perché, è qui che si deciderà se questa tecnologia potrà essere realmente implementata o meno.

Allo stato attuale, manca sia l’infrastruttura necessaria a sostenere un numero di vetture sempre crescente, sia, soprattutto, una disponibilità di energia sufficiente a coprire il fabbisogno dell’industria/uso privato e ricarica dei mezzi.

In questo contesto pensiamo che il mercato dell’autoriparazione rimarrà invariato in termini numerici per almeno i prossimi vent’anni.

Quali sono le prospettive future per i lubrificanti per veicoli ibridi e in che modo Wolf intende continuare a evolversi in questo settore?

Attualmente, grazie alla collaborazione in diversi campionati di livello mondiale, ad esempio il mondiale WRC, siamo in grado di sviluppare le tecnologie del futuro. Uno dei nostri maggiori impegni è trovare nuove tecnologie per la mobilità del futuro e, in quest’ottica, siamo confidenti che in termini di volumi e business complessivo continueremo a crescere e ad investire in questo settore.

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Il contributo di LANDI RENZO a cura di Alessandro Lanari Marketing Director Aftermarket

Si riporta integralmente l’intervista rilasciata a luglio 2023 da Alessandro Lanari alla redazione della rivista SicurAUTO.it

Quali sono i vantaggi della conversione di un’auto ibrida in un motore “trifuel” (elettrico/benzina/GPL)?

Aumento dell’autonomia, vantaggi economici derivanti da utilizzo del GPL [prezzo €/L inferiore a quello della Benzina] nelle situazioni durante le quali il powertrain funziona in modalità esclusivamente termica (es: autostrada, superstrada…).

Come funziona il processo di conversione di un’auto ibrida plug-in?

Il processo di installazione è paragonabile a quello necessario per le normali vetture, salvo il tema della sicurezza in quanto siamo in presenza di batterie ad alto voltaggio. Per operare su tali veicoli è quindi richiesta l’abilitazione PES-PAV-PEI.

Quali sono le prestazioni e le caratteristiche di un’auto ibrida plug-in e bifuel benzina-GPL?

Sostanzialmente invariate, salvo la presenza di un circuito di alimentazione dedicato per il GPL e la presenza [a volte impercettibile] del serbatoio aggiuntivo.

Qual è il mercato target per la conversione di auto ibride in motori “trifuel”?

Per essere considerata trifuel la vettura deve poter essere di partenza classificata come Plug-IN; pertanto, il mercato target per questa specifica applicazione sono le vetture PHEV immatricolate o di prossima immatricolazione.

Quali sono i costi associati alla conversione di un’auto ibrida in un motore “trifuel” e quanto si può risparmiare in termini di carburante?

Dipende dalla vettura.

Quali sono le sfide tecniche e normative che devono essere affrontate nella conversione di auto ibride plug-in rispetto alle normali ICE? Avete effettuato test specifici in relazione all’alta tensione o certificazioni particolari tramite enti come Dekra, TUV o altri?

La principale sfida tecnica che abbiamo affrontato è relativa alla calibrazione del nostro sistema di alimentazione affinché venissero superate le prove di emissione.

Non abbiamo dovuto effettuare ulteriori test in quanto i nostri sistemi non interferiscono con le parti ‘ibride’ delle vetture, pertanto rimangono tutte certificate dai rispettivi Costruttori secondo le norme vigenti.

Qual è la posizione di Landi rispetto alle tecnologie elettriche in confronto alla conversione di auto ibride in motori “trifuel”?

Il nostro punto di vista è di parte in quanto sfortunatamente non si possono installare impianti a GPL su vetture full electric, pertanto se dovesse permanere il bando dei motori endotermici al 2035, sicuramente subiremo delle conseguenze.

Questo limitatamente alla zona EU, in quanto nel mondo ci sono molti casi virtuosi di sovvenzioni statali per la conversione di vetture endotermiche benzina a GPL/Metano.

Conversioni che da subito possono contribuire attivamente alla riduzione delle emissioni.

Quali sono i piani futuri di Landi per la conversione di auto ibride in motori “trifuel”?

Monitoriamo attentamente l’uscita sul mercato di vetture alimentate a benzina con diversi gradi di elettrificazione in modo da poter proporre al consumatore sui modelli a maggiore diffusione i nostri Kit di conversione.

Rispondiamo inoltre alle esigenze delle filiali locali delle Case auto che desiderano offrire versioni con alimentazione anche a GPL su vetture in gamma.

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Gli impatti sul comparto dell’autotrasporto, a cura di Alessio Sitran Responsabile Area Truck & Bus di ANFIA-Aftermarket

Il settore dell’autotrasporto, così come quello del veicolo industriale, ad esso intrinsecamente collegato, è cambiato in modo radicale nel corso degli ultimi 20 anni.

È stato indubbiamente un cambiamento indotto dal mercato – con l’apertura del Mercato comune e l’ingresso di nuovi player – dall’evoluzione normativa, ma, in modo ancora più fattivo, dall’evoluzione tecnologica.

Concetti come veicolo-piattaforma, governance dell’attività di trasporto data-driven, gestione smart delle informazioni, servitizzazione e, ancora, connettività favorita dai processi di digitalizzazione sono temi che erano impensabili, o comunque difficilmente prevedibili, 20 anni fa (il tachigrafo era ancora analogico!) e che oggi si intrecciano con il più recente, ma forse ancora più dibattuto, tema della transizione energetica e dello sviluppo, anche per il veicolo industriale, di nuove forme di trazione, in primis l’elettrificazione.

Oggi stiamo assistendo, all’interno del processo di digitalizzazione e di servitizzazione e tra le tante innovazioni che il settore dell’autotrasporto sta sperimentando, al cambiamento paradigmatico del rapporto prodotto-servizio.

Questo confronto sta cambiando in modo radicale perché, innanzitutto, si sta trasformando il contesto in cui le realtà aziendali devono operare, sempre più caratterizzato da variabili esogene complesse che lo rendono ancora più incerto e volatile.

Oggi, il prodotto fisico non solo deve essere accompagnato dall’erogazione di un servizio, ma, in qualche modo, deve esso stesso esserne un facilitatore, nel senso che digitalmente e tecnologicamente lo deve alimentare.

In secondo luogo, sempre più si fa strada un modello di business che, anche a livello di governance aziendale, sta spingendo con crescente magnitudo e velocità verso soluzioni di piattaforma, ovvero contesti transazionali che devono essere interpretati secondo una logica di Internet of Value (ioV).

In questi contesti, l’elemento transazionale è costituito da servizi data-driven offerti all’interno di una logica di relazione tra piattaforme caratterizzata da inte(g)razione, un sistema che permette di incrociare e alimentare in modo più efficace, sostenibile e durevole la catena di valore del cliente finale.

La prospettiva è, qui, di lungo periodo e, indubbiamente, di maggiore complessità, perché richiede un approccio che bilanci azioni di sub-ottimo finalizzate a migliorare il rapporto prodotto-servizio, approccio che solo in un arco temporale medio-lungo può portare a cogliere appieno le nuove opportunità offerte dal processo di digitalizzazione e di innovazione tecnologica.

Questa evoluzione sta interessando in modo particolare il comparto dell’automotive, dove la digitalizzazione e l’interconnettività ad essa legata sono tra i principali megatrend che ormai le ricerche e la letteratura di settore annoverano tra i principali driver di cambiamento del settore stesso.

A fronte dei mutamenti in corso, al comparto automotive è chiesta oggi, in misura maggiore che in passato, un’elevata reattività, per adattarsi alle nuove richieste del mercato e all’evoluzione tecnologica.

Per contro, l’automotive rimane ancora tradizionalmente un settore pro-ciclico, che quindi tende ad amplificare gli effetti dei trend macroeconomici, specie quando sono negativi come quelli vissuti oggi.

Le sfide poste dalla digitalizzazione, ma anche dai processi di elettrificazione e diffusione dei paradigmi della mobilità condivisa e della guida autonoma, impongono una forte capacità di cambiamento e di adeguamento per continuare a creare valore lungo tutta la filiera di settore, non da ultimo considerando che i player industriali sono sempre più consapevoli che l’interazione e l’integrazione fra categorie della supply chain sta aumentando e diversificandosi nel tempo.

Proprio sull’elemento valoriale si può osservare – e confermare – come il processo di servitizzazione (che trae vantaggio dalla digitalizzazione e dall’interconnettività che, rispetto alla prima, ne è l’elemento di collegamento e di derivazione) assolve in misura crescente una funzione anticiclica.

Il modello di piattaforma sopra descritto si declina in una spiccata collaborazione / competizione (“co-petition”) tra player (dinamica orizzontale) o tra reti di filiera (dinamica verticale) che interagiscono tra loro in una logica di ‘ecosistema’, laddove osserviamo sistemi che si parlano ancora di più vicendevolmente e che cercano di elaborare modelli di business compatibili con le rispettive peculiarità, al tempo stesso condividendo una value proposition in cui sostenibilità e valorizzazione economica incrociano e alimentano la catena di valore del cliente finale.

Da ultimo, il modello di piattaforma e di servitizzazione impone anche un re-skilling dei set di competenze attuali della forza lavoro, sempre più impattata dai processi di trasformazione tecnologica e, conseguentemente, sempre più bisognosa di focalizzarsi sull’acquisizione di nuove competenze (ad esempio in ambito software) e sulla gestione di nuove aree di intervento (ad esempio elettrificazione e, in prospettiva, guida autonoma).

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