
Mazda2 1.5 SKYACTIV-D 105 CV: la baby premium che consuma poco – La Casa di Hiroshima sferra l’attacco definitivo al segmento delle compatte da città completando la gamma della nuova Mazda2. Con l’inserimento del nuovo motore 1.5 litri SKYACTIV diesel da 105 CV, infatti, la giapponese di segmento B punta a raggiungere quella fetta di clienti premium più attenti ai consumi.
QUESTIONE DI QUALITA’: fin da subito ad Hiroshima si sono posti come unico obiettivo quello di progettare e costruire una “piccola premium” per poter fronteggiare i Marchi più blasonati. Una vettura compatta di segmento B capace al suo interno di qualità, sicurezza e dotazioni degne di vetture di categoria superiore. Con la Mazda2 la Casa giapponese sembra aver colpito nel centro il proprio obiettivo realizzando una citycar compatta (4,06 m) caratterizzata da una qualità dei materiali ed una cura per i dettagli fuori dal comune per il segmento. L’elevata qualità della pelle che pervade gli interni, le ottime rifiniture e gli ottimi assemblaggi, le plastiche di ottima fattura, la sovrabbondanza di guarnizioni specie sulle portiere e la lucidatura estesa anche agli interni degli sportelli, testimoniano il livello raggiunto dalla piccola di Casa Mazda.
1.5 SKYACTIV-D: il nuovo propulsore, diretto discendente del 2.2 SKYACTIV-D, utilizza la stessa filosofia motoristica dei propulsori Mazda più recenti. Come nel fratello maggiore da 2.2 litri, il 1.5 litri adotta un rapporto di compressione ridotto (14,8:1), una nuova camera di combustione ed un nuovo sistema d’iniezione che gli permettono delle capacità superiori in fatto di accensione e di facilità d’avviamento a freddo. In pura filosofia di riduzione dei pesi il filtro antiparticolato è stato montato in parallelo al catalizzatore ossidativo riducendone il percorso di post trattamento dei gas di scarico; l’intercooler (a liquido per aumentarne le prestazioni) è stato inserito direttamente nel collettore di aspirazione per eliminare i lunghi condotti in gomma di collegamento; numerosi componenti sono stati costruiti in alluminio come l’albero di trasmissione, la testata ed il monoblocco; i pistoni sono stati completamente riprogettati non solo nei materiali per ridurne il peso ma anche nel disegno del cielo in modo da avere una migliore combustione ed un migliore fronte di fiamma così da ridurre al minimo, già in questa fase, le emissioni; infine è stato previsto un doppio circuito EGR per il ricircolo dei gas di scarico, uno ad alta pressione ed uno a bassa pressione, così da abbattere ulteriormente le emissioni nocive prima dell’impianto di scarico.
Grazie all’utilizzo di queste soluzioni innovative e alla riduzione del peso complessivo, il nuovo 1.5 SKYACTIV-D da 105 CV non solo consuma estremamente poco ma ottiene l’omologazione alla normativa antinquinamento Euro 6 pur non adottando gli ormai ben noti complessi sistemi di post trattamento con catalizzatori SCR e iniezioni di urea o AdBlue. In abbinamento al piccolo motore ad accensione per compressione troviamo purtroppo il solo cambio manuale SKYACTIV-MT a 6 rapporti, il quale è stato appositamente rivisto e alleggerito di 7 kg rispetto alla generazione precedente. Dico purtroppo perché, a mio parere, la possibilità di scelta tra il manuale e lo SKYACTIV-Drive (disponibile per ora solo sul benzina 1.5 litri da 115 CV) avrebbe allargato ulteriormente la fetta di clientela interessata a questo tipo di soluzione. Lo SKYACTIV-D 1.5, nonostante la piccola cubatura, è in grado di erogare 105 CV di potenza massima a 4.000 giri/min e 220 Nm di coppia massima in un ampio regime di giri del motore (1.400 – 3.200 giri/min). Tali valori di potenza e coppia consentono alla nuova Mazda2 di coprire lo 0-100 km/h in soli 10,2 secondi e di raggiungere una velocità massima di 178 km/h. Il tutto con soli 3,4 litri di carburante ogni 100 chilometri e rilasciando nell’aria solo 89 grammi di CO2.
CURA DIMAGRANTE: se si vuole consumare meno un’altra strategia è quella di ridurre il peso complessivo della vettura. La Casa giapponese è da sempre molto attenta al discorso delle masse in gioco, sia per quanto concerne il telaio che per la meccanica stessa. Con una politica aziendale denominata “Strategia del grammo 2.0”, molto simile a quella già utilizzata per la ben più famosa Mazda MX-5 roadster, gli ingegneri nipponici sono riusciti a trovare e ridurre al minimo qualsiasi, seppur minimo, peso in eccesso riuscendo a ridurre in modo significativo il peso di questo modello rispetto al precedente. Ma per Mazda riduzione del peso non significa riduzione di sicurezza anzi, grazie all’utilizzo di acciai speciali ad alta resistenza, la scocca è ora più rigida del 22% pur essendo più leggera del 7%. Il risultato finale è oserei dire ottimo con l’ago della bilancia che ferma la sua corsa intorno ai 1.40 kg cioè circa 100 kg in meno rispetto alla diretta concorrenza.
LA SICUREZZA NON MANCA: il surplus di tecnologia e il nomignolo di “piccola premium” si notato anche nella ricca dote di sistemi di sicurezza. Un pacchetto, degno di vetture di alta gamma, che comprende:
- Blind Spot Monitoring (BSM) o sistema di monitoraggio dei punti ciechi che, lavorando alle basse velocità fino a 30 km/h, ora non solo rileva i veicoli che si stanno avvicinando da dietro sulle corsie adiacenti sino a 45 m di distanza, ma anche quelli distanti sino a 7 m su entrambi i lati.
- Rear Cross Traffic Allert (RCTA) che, utilizzando un radar microonde a 24GHz, sfrutta i sensori e le segnalazioni di avvertimento del BSM per monitorare i punti ciechi quando la vettura va in retromarcia.
- Smart City Brake Support (SCBS) che impiega un sensore prossimo all’infrarosso per tenere un “occhio” sui veicoli che precedono entro un raggio di 6 m e a velocità comprese fra 4 e 30 km/h. Se il sistema percepisce un aumentato rischio di incidente, provvede a precaricare i freni per prepararli ad una frenata d’emergenza. Può quindi prevenire un urto a velocità sino a 20 km/h, a seconda delle condizioni della strada.
- Lane Departure Warning System (LDWS) che, mediante una telecamera, monitora le linee di corsia a partire dai 65 km/h in su attivando una serie di avvertimenti sonori negli altoparlanti del lato corrispondente oltre ad un avvertimento visivo sul quadro strumenti quando rileva un involontario cambiamento di corsia.
Altra premiere è l’adozione dei fari Full-Led comprensivi di abbaglianti adattivi, un primato per questo segmento. Tale tecnologia non solo consente una migliore illuminazione e quindi una maggiore sicurezza ma anche un minor assorbimento di corrente e con una conseguente riduzione dei consumi di carburante. Suddetti fari LED sono coadiuvati dal sistema High Beam Control (HBC) che, grazie ad una telecamera con la quale monitora i fari anteriori e posteriori delle vetture che precedono e che seguono, permette di commutare in automatico fra abbaglianti ed anabbaglianti in modo da non impedire la visibilità agli altri utenti della strada.
PREZZI ED ALLESTIMENTI: l’alta qualità, il surplus di tecnologia e la ricca dotazione di serie fanno sentire il loro peso sul prezzo finale, anche se non va a discostarsi poi così tanto dalle dirette concorrenti come Ford Fiesta, Peugeot 208, Seat Ibiza, Renault Clio, Volkswagen Polo ecc ecc. La nuova motorizzazione 1.5 SKYACTIV-D è disponibile solamente in due dei tre allestimenti: l’allestimento intermedio Evolve, già molto completo, con un prezzo base di 17.300 euro e l’allestimento Exceed, il top di gamma da noi provato, che parte da 19.950 euro. Il lancio in Europa è previsto con la versione berlina 5 porte a partire da fine febbraio.
LA PROVA DEI CONSUMI: questa volta il nostro test drive si è svolto in modo leggermente diverso dal solito. Abbiamo, infatti, avuto modo di assaggiare per poco tempo la qualità generale della piccola di casa Mazda essendoci concentrati maggiormente sul discorso dei consumi. E quale miglior modo se non partecipare ad una vera e propria Eco Race tra Mazda2 tutte motorizzate con il nuovo 1.5 SKYACTIV-D? Bene, sfruttando l’ospitalità del kartodromo di Rozzano, nell’hinterland Milanese, ci siamo sfidati in gruppi da quattro per decretare quale squadra fosse riuscita a consumare meno all’interno dell’insolito tracciato. Adottate le giuste strategie, la modalità di guida più parsimoniosa possibile e alcuni piccoli accorgimenti siamo riusciti a ottenere un consumo medio dell’ordine dei 3,2 litri ogni 100 chilometri (31,25 chilometri al litro), un valore di sicuro estremo e in condizioni al limite del ripetibile ma che fanno ben capire la bontà del nuovo propulsore e l’ottimo lavoro svolto dagli ingegneri giapponesi. Nel corso di questa inconsueta prova il piccolo propulsore si è dimostrato di ottima fattura. Messo infatti sotto torchio e costretto a girare al minimo dei giri o comunque con un filo di gas, il 1.5 litri di Mazda ci ha regalato un comfort di guida elevato grazie alla completa assenza di vibrazioni, all’ottima insonorizzazione e al lodevole lavoro di filtrazione tra telaio e motore. Un turbodiesel elastico, lineare, fluido capace di girare praticamente con un benzina aspirato. Un propulsore insomma che difficilmente vi permetterà di percorrere meno di 20 chilometri con un litro di gasolio e che al tempo stesso non lesina dal regalarvi qualche emozione o quel po’ di brio necessario in una guida più allegra.






















