
Gamma Dacia, il Gpl mette il turbo. Low-cost non è necessariamente sinonimo di cheap: ci perdonino i puristi della lingua italiana se ricorriamo all’inglese per sottolineare l’evoluzione del marchio Dacia, dalla sua nascita a oggi. Se, infatti, il primo modello della Casa romena (controllata da Renault) a essere lanciato nel nostro paese è stata la Logan, berlina con carrozzeria a tre volumi esteticamente molto lontana dai gusti e dai canoni degli automobilisti italiani, nel corso degli anni Dacia è riuscita a evolvere il proprio design, senza rinunciare ai suoi cavalli di battaglia (prezzi contenuti, abitabilità elevata e buone prestazioni). E a capire che low cost non significa necessariamente privazioni, allestimenti spartani e tutto quello che può essere catalogato alla voce “vorrei ma non posso”.
SANDERO STEPWAY, LA CROSSOVER PER TUTTI
Ne è un esempio, oltre alla best-seller Duster, la Sandero Stepway, variante crossover della berlina a cinque porte. L’urban-SUV romena è ora equipaggiata con il tre cilindri turbo GPL da 90 CV (Euro 6), con dispositivo Start e Stop, che riesce a conciliare il piacere di guida con il rispetto dell’ambiente, il comfort di marcia e i bassi costi di gestione. Chi la compra lo fa ovviamente per il prezzo invitante (la ricca versione Prestige costa 12.200 euro, appena 500 euro in più rispetto allo stesso allestimento abbinato al motore benzina 0.9 TCe da 90 CV). Ma lo fa anche perché è attratto dal suo look accattivante: dalle barre portatutto bicolori sul tetto ai passaruota generosi, dal frontale muscoloso ai cerchi da 16″, per non parlare del corpo vettura rialzato. Non a caso, la Stepway è richiesta dal 52% dei clienti che acquistano una Sandero, il cui listino parte da 7.450 euro (la versione con motore 1.2 benzina da 75 CV).
VITA A BORDO
Sensori di parcheggio, ESP, clima manuale, sistema multimediale Media-Nav con schermo da 7″, cruiser contro, Bluetooth, comandi al volante, sedile e pomello del cambio in pelle, panchetta posteriore frazionabile (1/3-2/3), cristalli elettrici posteriori e molto altro. Sorge spontanea la domanda: low-cost a chi? Come detto, la Stepway nell’allestimento Prestige non ha nulla di cheap, pur essendo proposta a un prezzo interessante. Lo spazio a bordo è generoso per quattro adulti, così come la capacità del bagagliaio (320 litri). Peccato, però, che il volante non sia regolabile in profondità ma solo in altezza e che, in generale, l’ergonomia risulti un po’ datata, a cominciare dai sedili anteriori poco profilati e dalla disposizione di alcuni comandi. Piccoli nei che comunque non inficiano il giudizio complessivo: il comfort a bordo è buono, non si avvertono scricchiolii in presenza di traversine o avvallamenti e anche l’isolamento acustico è apprezzabile, almeno fino ai 130 km/h.
TRE CLINDRI PER IL DOWNSIZING
Il tre cilindri turbo di 898 cmc da 90 CV a GPL, abbinato a un trasmissione manuale a cinque rapporti, realizzato dall’italiana Landi Renzo e montato direttamente in fabbrica, rispecchia fedelmente la filosofia e i principi del downsizing (si riducono le cilindrate e i consumi ma non le prestazioni): è disponibile sulla Sandero berlina, sulla Logan MCV, sulla Stepway oggetto del nostro test drive e più avanti equipaggerà anche la Renault Clio.
La Stepway 0.9 TCe Turbo GPL, a fronte di consumi piuttosto contenuti (secondo i dati dichiarati dalla Casa, nel ciclo misto occorrono 6,5 litri di carburante per percorrere 100 km), raggiunge la velocità massima di 168 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 11,1 secondi. La coppia massima è pari a 140 Nm (a 2.250 giri), mentre per quanto riguarda le emissioni di CO2 l’auto ne emette 103 grammi al chilometro. Grazie al serbatoio toroidale da 32 litri, la Stepway, quando è alimentata a gas, può percorrere, almeno sulla carta, fino a 516 km, che raddoppiano (l’autonomia complessiva è di 1.020 km) se, in aggiunta, si ricorre anche alla benzina. Niente male.
SU STRADA
Pur con 15 CV di potenza in più (da 75 a 90), la Stepway Turbo GPL non ha un certo carattere grintoso: lo testimoniano l’assetto morbido e lo sterzo, poco diretto e orientato al comfort. Anche il tre cilindri turbo di 0,9 litri non è propriamente un propulsore sportivo. Il suo punto di forza è, decisamente, l’elasticità , mentre tra i difetti possiamo citare il turbo-lag, piuttosto pronunciato, e la presenza di una certa rumorosità e di qualche vibrazione ai bassi regimi (una caratteristica dei tre cilindri). Il meglio di sé lo offre nei tragitti extra-urbani, in particolare nei viaggi autostradali, intorno ai 3.000 giri e alla velocità di 130 km/h.
VENDITE DA RECORD
Infine, diamo un’occhiata ai numeri per radiografare il fenomeno Dacia e, in particolare, il comportamento di Sandero sotto il profilo commerciale: in Italia la berlina romena è arrivata nel 2008, anno in cui è stata immatricolata in 2.240 esemplari (fonte Unrae). Che sono diventati ben 17.136 (record storico) l’anno successivo. Nel 2010, invece, le vendite hanno fatto registrare una leggera contrazione a quota 15.272 unità , mentre nel 2011 e nel 2012 si è assistito a una brusca frenata, visto che le immatricolazioni sono scese, rispettivamente, a 5.823 e 8.590 unità .
Ma già nel 2013, grazie anche al restyling che ha reso la Sandero decisamente più accattivante rispetto alla vecchia versione, le vendite sono risalite fino a quota 14.239 e il trend si è consolidato l’anno scorso (con ben 15.523 immatricolazioni). Non solo: questo dato è stato ritoccato all’insù nei primi undici mesi del 2015 (15.626). Da segnalare, inoltre, che il fenomeno Sandero ha contribuito a trascinare le vendite del marchio controllato da Renault, visto che la quota di mercato della Casa romena in Italia è passata dallo 0,2% nel 2007 al 2,8% nel 2014. Ancora: l’anno scorso Dacia aveva fatto registrare il record di consegne nel nostro Paese (con 38.502 immatricolazioni), ma nei primi 11 mesi del 2015 il dato è ulteriormente migliorato (con 41.110 vetture). Più in generale, nel bacino del Mediterraneo e sui mercati europei Dacia ha venduto compplessivamente, dal suo debutto a oggi, 3,6 milioni di veicoli, di cui oltre 225.000 in Italia.






















