Coupé, ibrida, originale: la Honda Prelude è tornata!

Prelude
Dopo 25 anni torna la Honda Prelude, ed è ibrida - foto © Auto Tecnica

Ci sono nomi di auto che difficilmente si dimenticano, uno di questi è Prelude.

Stiamo parlando della coupé che a partire dal 1978 è stata proposta in cinque generazioni, portando con sé tecnologie all’avanguardia, passione ingegneristica e quella che Honda chiama “gioia di guidare”.

Poi, nel 2001, cala il sipario e arrivano venticinque anni di silenzio.

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foto © Honda

Ora, arriva la Honda Prelude e:HEV di sesta generazione. Ma non si tratta di un’operazione di recupero commerciale, non è solo un badge applicato su una berlina rinominata.

Del resto, il nome Prelude ha sempre significato innovazione e ingegneria d’avanguardia. E questa sesta generazione non tradisce l’eredità che porta.

Auto Tecnica l’ha guidata sulle strade delle colline attorno a Firenze e questo è il racconto di quei chilometri.

Un aliante che plana sull’asfalto

Prima ancora di accendere il motore, la Prelude si racconta con le forme.

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Gli ingegneri e i designer Honda hanno preso ispirazione da un oggetto apparentemente lontano dall’automobile: l’aliante.

Un mezzo fatto di leggerezza, equilibrio aerodinamico, superfici pulite e fluide. Il concetto guida si chiama “unlimited glide”, che in Honda descrivono come la sensazione di planare senza fine, sospesi in un equilibrio perfetto tra cielo e asfalto.

Il risultato è una silhouette bassa e slanciata, con appena 1.349 mm di altezza, che ricorda le proporzioni delle coupé giapponesi degli anni Novanta senza sembrarne una copia.

La firma luminosa posteriore a tutta larghezza, i doppi piccoli inserti verticali blu sui paraurti, le maniglie a filo con sensori tattili, i cerchi da 19 pollici con pinze freno Brembo blu firmate Prelude… ogni dettaglio è coerente con la filosofia progettuale.

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Notevole anche la soluzione tecnica del tetto in brasatura laser, che elimina le modanature laterali fondendo il pannello quasi a filo con le fiancate.

L’antenna radio stampata direttamente sul lunotto posteriore completa questo approccio minimalista e orientato a uno stile bello ma funzionale. Quattro colori disponibili, tra cui il nuovo Moonlit White Pearl ottenuto con una tecnica di verniciatura multistrato che genera profondità e un bell’effetto cromatico.

La cabina di pilotaggio dell’aliante

Se l’esterno è ispirato all’aliante in volo, potremmo quasi affermare che l’abitacolo replica la sua cabina di pilotaggio.

Il cruscotto basso e sviluppato orizzontalmente amplifica la sensazione di spazio. I montanti anteriori profilati riducono gli angoli ciechi. Il quadro strumenti digitale da 10,2 pollici cambia grafica e colore a seconda della modalità di guida attiva… e così via.

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I sedili anteriori meritano un approfondimento, perché Honda ha scelto di differenziarli. Quello del guidatore ha supporti laterali più rigidi per la guida sportiva, il sedile del passeggero è pensato per offrire più comfort.

Entrambi integrano la tecnologia Body Stabilising Seat, con struttura in resina che distribuisce il peso dal bacino alla zona lombare. Il risultato è che dopo due ore di guida sulle strade toscane non si sentono né stanchezza né dolori lombari.

Due le finiture bicolori (una chiara bianco-blu e una scura nero-blu) con la scritta Prelude ricamata sul cruscotto e il tessuto pied-de-poule sui sedili, omaggio alla prima generazione del 1978.

Insomma, un ambiente premium senza eccessi.

Il sistema infotainment su schermo da 9 pollici supporta Apple CarPlay e Android Auto wireless, mentre l’impianto audio Bose premium a 8 altoparlanti – con i nuovi woofer Super65 a gamma estesa nelle portiere anteriori – offre una qualità di suono molto elevata.

Nonostante la linea da coupé, il bagagliaio è capiente: 663 litri con sedili abbassati, sufficienti (come dichiarato da Honda) per due sacche da golf, due tavole da surf o una bicicletta standard.

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Ma ovviamente per chi acquisterà questa vettura la capienza del bagagliaio sarà tutt’altro che fondamentale.

Il full hybrid e:HEV

La Prelude dispone dell’ultima evoluzione del sistema Full Hybrid e:HEV i-MMD (Intelligent Multi Mode Drive) di Honda.

Frutto di oltre 25 anni di sviluppo, è la tappa finale (per ora) di un percorso iniziato nel 1999 con l’Insight e proseguito con CR-Z, Jazz, CR-V e l’intera gamma attuale.

Il propulsore combina tre elementi, a partire dal motore a benzina 2.0L DOHC VTEC ciclo Atkinson da 143 CV – 186 Nm, con iniezione diretta multistadio ad alta pressione. Poi ci sono i due motori elettrici compatti – un generatore azionato dal termico più un motore di propulsione – con una coppia elettrica massima 315 Nm.

Infine, l’ultimo elemento è la batteria agli ioni di litio a 72 celle ad alta densità.

La potenza massima di questo “sistema” è 135 kW (184 CV), che permette di raggiungere i 100 km/h in 8,2 secondi e una velocità massima di 188 km/h.

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In Honda dichiarano che le emissioni si attestano a 117 g/km CO₂ in ciclo combinato WLTP, con consumi di 5,2 l/100 km, qualcosa di meno di 20 km percorsi con un litro di benzina.

Un valore davvero interessante per una vettura di questo genere!

Le modalità operative dell’i-MMD

Il sistema Intelligent Multi Mode Drive di Honda seleziona in modo autonomo e in tempo reale la modalità più efficiente di guida.

In più, la Prelude introduce 7 livelli di frenata rigenerativa attuabile con i paddle e – per la prima volta su una Honda – una modalità coasting per cui il veicolo avanza per inerzia senza alcuna frenata rigenerativa, riducendo ulteriormente consumi e rumorosità.

Le modalità sono la Electric Drive con propulsione puramente elettrica dalla batteria, prevalente in città a bassa velocità; la Hybrid Drive in cui il motore termico aziona il generatore che alimenta direttamente il motore elettrico, ed è la modalità prevalente su strade miste e autostrade; infine, l’Engine Drive che a velocità costante e carichi ridotti collega il motore termico direttamente alle ruote tramite frizione di bloccaggio per massimizzare l’efficienza.

Honda S+ Shift, un originale cambio virtuale

L’Honda S+ Shift è forse la novità più “strana” della Prelude.

Si tratta di un sistema che simula suoni, sensazioni e feedback tipici di una trasmissione manuale a rapporti, nonostante l’unità e:HEV non disponga di un cambio tradizionale né di un CVT.

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Le stesse palette al volante che in condizioni normali regolano la frenata rigenerativa, attivando l’S+ Shift diventano leve di un cambio virtuale a 8 rapporti simulati.

Evoluzione del Linear Shift Control già presente sulla Jazz, questo sistema monitora in tempo reale angolazione del pedale acceleratore, velocità, pendenza stradale e stato di carica della batteria, modulando il motore elettrico di trazione per replicare sia la “spinta” del cambio in salita, sia la sincronizzazione automatica dei giri in scalata, proprio come nelle sportive tradizionali.

In abbinamento, l’Active Sound Control (ASC) sincronizza il suono del motore con i giri virtuali, rendendo l’esperienza più convincente.

Infine, quando S+ Shift è attivo, il quadro strumenti si modifica e mostra un ampio contagiri con indicatore di marcia.

Da Firenze al Chianti, planando

Partiamo da Firenze lasciando la Prelude in modalità GT (quella predefinita), e in città l’unità e:HEV viaggia prevalentemente in Electric Drive.

Silenziosa, reattiva, con la coppia elettrica pronta che rende ogni inserimento nel traffico fluido e senza stress.

Il peso di 1.473 kg della Prelude è un valore decisamente basso e si sente appena, grazie ai 315 Nm disponibili pressoché istantaneamente.

Parcheggiare nel centro storico non è semplice per nessuna vettura neppure per le citycar e nonostante le dimensioni della Prelude (soprattutto la larghezza, ben 1.880 mm) il raggio di sterzata di soli 6 metri al centro ruota e i quattro sensori di parcheggio aiutano molto. La retrocamera è nitida, le ampie dimensioni della vetratura (soprattutto posteriore) agevolano le manovre nello stretto.

Imbocchiamo la SR222, la cosiddetta Chiantigiana, in direzione Greve in Chianti. Passiamo in modalità Sport e il quadro si tinge di rosso, le sospensioni adattive si irrigidiscono, l’acceleratore diventa più reattivo e l’ASC aggiunge un sound più deciso al powertrain.

Le curve in salita che percorriamo sono un ottimo banco di prova. Il sistema Agile Handling Assist (AHA, versione rinnovata appositamente per la Prelude) interviene con frenate selettive sulle ruote interne già all’imbocco di curva, aiutando il muso a puntare con precisione prima del previsto.

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L’inserimento nelle curve dà una sensazione di sicurezza assoluta e il feeling con il pedale del freno molto alto. Il feedback dello sterzo è molto piacevole, con l’algoritmo del servosterzo MA-EPS che gestisce al meglio le reazioni della superficie stradale.

Attivando l’S+ Shift non si prova la stessa emozione di manovrare un cambio meccanico – sarebbe esagerato affermarlo – ma la sensazione è coinvolgente soprattutto essendo al volante di un full hybrid automatico.

Dove le sospensioni fanno la differenza

Dove il fondo stradale alterna tratti ben asfaltati ad altri con buche e sconnessioni (purtroppo tipiche di molte strade italiane) le sospensioni adattive multilink (derivate dalla Civic Type R) mostrano il loro valore.

In modalità GT il sistema bilancia con precisione comfort e controllo, e le asperità vengono assorbite senza rimbalzi con un contenuto rollio in curva.

Passando in modalità Comfort cambia il colore del display e le sospensioni si ammorbidiscono ulteriormente, mentre l’erogazione di potenza è più fluida.

Oltre ad assorbire meglio le asperità del terreno, questa è la modalità ideale per i trasferimenti autostradali, quella che trasforma la Prelude in una GT fluida e rilassante.

La batteria agli ioni di litio si ricarica costantemente grazie alla frenata rigenerativa, e i sette livelli di decelerazione selezionabili permettono diversi tipi di guida, fino a quello senza dover usare il pedale del freno neppure nei tratti con tornanti.

Per rientrare a Firenze percorriamo anche un breve tratto dell’Autostrada A1 dove entra in scena l’Engine Drive. Il motore termico si collega direttamente alle ruote, i consumi calano, il rumore in abitacolo rimane contenuto alle buone soluzioni di isolamento antivibrante. A 130 km/h la Prelude è stabile, ben assettata con il motore che lavora silenziosa.

Dopo aver percorso circa 150 km tra autostrada, statali veloci e strade collinari, il trip computer segna 5,8 l/100 km, quindi oltre 17 chilometri con un litro. Si tratta di un ottimo valore in considerazione del fatto che spesso abbiamo adottato uno stile di guida decisamente sportivo per mettere alla frusta il motore..

La scheda tecnica

Carrozzeria Coupé 3 porte, 4 posti
Motore termico Benzina 2.0L i-MMD DOHC VTEC – 143 CV / 186 Nm @ 4.500 giri
Motore elettrico 135 kW (184 CV) – Coppia 315 Nm
Sistema ibrido Full Hybrid e:HEV con batteria Li-Ion 72 celle
Trasmissione Automatica diretta (+ Honda S+ Shift virtuale 8 marce)
0–100 km/h 8,2 secondi
Velocità massima 188 km/h
Consumi WLTP (comb.) 5,2 l/100 km
Emissioni CO₂ (comb.) 117 g/km
Lunghezza – Larghezza – Altezza 4.525 – 1.880 – 1.349 mm
Passo 2.604 mm
Peso in ordine di marcia 1.473 kg
Bagagliaio (sedili abbassati) 663 litri
Sospensioni ant./post. Multilink adattive (derivazione Civic Type R)
Freni Brembo con servofreno elettrico
Cerchi 19” in lega
Airbag totali 10 (inclusi ginocchia e laterali posteriori)
Infotainment Schermo 9” + quadro strumenti 10,2” – Apple CarPlay wireless, Android Auto
Audio Sistema Bose premium 8 altoparlanti
Colori disponibili Moonlit White Pearl, Meteoroid Grey Metallic, Crystal Black Pearl, Racing Blue Pearl
Modalità guida Comfort – GT – Sport – Individual
Prezzo A partire da 50.900 €m full optional

Più sicurezza con l’Honda SENSING

La Prelude monta il pacchetto Honda SENSING aggiornato, con chip di elaborazione ad alta velocità e telecamera grandangolare per una migliore rilevazione degli oggetti (pedoni inclusi) in condizioni di scarsa luminosità.

I vari sistemi che lo compongono sono stati ricalibrati per il carattere sportivo della vettura. L’impianto include 10 airbag totali, di cui due per le ginocchia su entrambi i sedili anteriori. Una specifica tecnologia strutturale (denominata G-CON) gestisce le forze in caso di urti frontali, laterali e posteriori.

Il coraggio di andare controcorrente

Viviamo in un’epoca in cui il mercato dell’auto sembra poter parlare solo due lingue, quelle dei pesanti SUV e dei full electric.

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foto © Honda

Con la Prelude, Honda ha scelto una via del tutto originale, con una coupé cinque generazioni di storia alle spalle, ibrida, bassa, sportiva, che guarda avanti senza compromessi o complessi d’inferiorità.

In Honda non si aspettano grandi numeri (soprattutto in Italia) da una vettura di questo tipo, ma sicuramente chi l’acquisterà non potrà che esserne soddisfatto.

Certo, non è un’auto esente da qualche piccolo difetto, come le prestazioni, seppur buone, non allineate a quelle di un’autentica sportiva a trazione posteriore. O come l’S+ Shift che – per quanto originale e… simpatico – ovviamente non inganna chi ha guidato con un cambio manuale.

Difetti piccoli, veniali che non tolgono assolutamente valore a quello che la Prelude vuole essere: un’auto bella, con tanto carattere e soprattutto originale, che in un mercato appiattito come quello di questi anni è un gran bel punto di forza.

Ed è solo guidandola che si capisce il concept elaborato dai progettisti giapponesi. Quella sensazione di planare – leggeri, equilibrati, silenziosi – non è una “pensata” del marketing nipponico, ma una vera e bellissima esperienza.

La Honda Prelude non è tornata. È rinata.

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