Honda Prelude, ritorno al futuro (ibrido) della coupé giapponese

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Le linee della nuova Honda Prelude sicuramente sono molto distintive - foto © Honda

Ancora Prelude, a un quarto di secolo dall’ultima, che era un po’ meno coupé di quella che sarà ordinabile in Italia tra qualche settimana a partire da 50.900 euro.

La Honda ha rilanciato un modello che aveva fatto debuttare sul mercato nel 1978 e che non aveva più prodotto dal 2001 in poi.

E lo ha fatto con lo stesso nome della vettura che aveva presentato già in cinque generazioni, ma con una tecnologia nuova, quella ibrida, per la sesta.

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Con la versione ibrida torna in scena Honda Prelude – foto © Honda

Una soluzione che il costruttore giapponese intende valorizzare in questa epoca di transizione e che con il 2030 dovrebbe incidere per 2,2 milioni di esemplari su un totale globale del marchio di 3,6. Senza naturalmente rinunciare all’elettrico puro.

Una correzione di rotta che non dovrebbe compromettere l’obiettivo della neutralità carbonica fissato per il 2050.

Una coupé che suona come una sinfonia elettrica

La nuova Honda Prelude ha linee che sicuramente la distinguono, anche se il posteriore ricorda quello di qualche Porsche.

Ma, soprattutto, oltre alle stesse sospensioni della Type R, ha una nuova trasmissione S+ che simula gli otto rapporti di un cambio vero pur basando le proprie prestazioni sul picco della cavalleria (184) e della coppia (315) elettrica (la seconda unità serve quale generatore).

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Le stesse leve al volante sono anche quelle che servono per la rigenerazione dell’energia della batteria agli ioni di litio da 72 celle ad alta densità.

Il motore termico è il duemila benzina a iniezione diretta a ciclo Atkinson da 143 Cv. La velocità massima è di 188 orari, mentre l’accelerazione da 0 a 100 km/h avviene i 8,2” (al volante sembrano meno).

Numeri che non raccontano tutto

La Honda Prelude è un’auto che non si può definire con i numeri.

Ad esempio i posti: che sarebbero quattro, ma nei due posteriori non solo è difficile accomodarsi, ma nemmeno uno desidera viaggiarci.

Al contrario, i 184 Cv che per una sportiva prestazionale come la immagina Honda sembrano pochi, sono largamente sufficienti per garantire piacevolissime sensazioni alla guida.

Perché la coppia è disponibile da subito e perché il cambio – che si può valorizzare sfruttandolo come se fosse manuale grazie ai paddle – riflette anche dal punto di vista acustico praticamente le stesse emozioni di una macchina ad alimentazione convenzionale.

Il sistema e:Hybrid della Honda è efficiente con consumi dichiarati di 5,2 l/100 km, avvicinabili solo con una guida che poco ha che fare con quella che la Prelude incoraggia a testare.

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Con quella più consona alle caratteristiche dell’auto, come lungo le movimentate strade collinari francesi nelle colline nei dintorni di Nizza, si arriva a 7,2 km.

La coupé ibrida torna in scena

La visibilità, anche per effetto dell’ampia superficie vetrata del lunotto posteriore, è ottima.

Non ci si può lamentare nemmeno della capacità del bagagliaio, che con i suoi 264 litri (sembrano di più) consente di alloggiare anche fino a quattro trolley.

La Honda Prelude è lunga 4,53 metri e alta quasi 1,35. Stabilissima su strada, ha uno sterzo giapponese dalla proverbiale precisione svizzera e viaggia su pneumatici Continental montati su cerchi da 19” con freni Brembo.

In novembre è prevista l’apertura degli ordini, mentre per le consegne ci sarà da pazientare fino alla prossima primavera.

Anche se le coupé non sono gettonatissime, Honda Italia si è data un obiettivo di vendita ambizioso: 600 unità commercializzate nel 2026. Di sicuro è divertente da guidare, se questo basterà per venderla è presto per dirlo.

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Il bagagliaio della nuova Prelude alloggia fino a quattro trolley – foto © Honda