Peugeot 104: piccola sportiva da rally

Peugeot 104
©Stellantis

Chi oggi ha tra i 40 e i 60 anni associa l’immagine più sportiva del marchio Peugeot Leone a 205 GTI, 309 GTI 16V, 405 Turbo 16.

Per non parlare delle leggendarie imprese della T16 alla Dakar e alla Pikes Peak.

Tuttavia Peugeot da sempre ha incarnato sobria eleganza e comfort, un po’ come Lancia in Italia.

Fu la piccola Peugeot 104 a far cambiare rotta: un’auto accessibile a tutti e capace di trasformarsi in una vera ‘piccola bomba’.

Una vettura che non solo ha animato i rally e ha contribuito a lanciare nuovi talenti, ma che ha aperto la strada a tutta la generazione di piccole sportive Peugeot.

Peugeot 104
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Peugeot 104: il design è di un italiano

Nel 1972, al Salone di Parigi, appare la Peugeot 104.

Disegnata da Paolo Martin, all’epoca designer di punta di Pininfarina, viene annunciata come la più piccola quattro porte del mondo.

E’ lunga 3,58 metri (che diventano 3,30 nella versione tre porte), è compatta, agile e sorprendentemente vivace, grazie all’ottimo rapporto peso/potenza.

La gamma motori parte con un 954 cm³ da 46 CV per un peso di appena 760 kg, ma si arricchisce nel tempo con propulsori da 1.124, 1.219 e addirittura 1.360 cm³, quest’ultimo capace di ben 93 CV.

Con queste credenziali la piccola Peugeot conquista rapidamente la fiducia di un pubblico alla ricerca di praticità e brillantezza, diventando la base perfetta per sviluppi più ambiziosi.

Peugeot 104
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La ‘Serie Z’, hot hatch ante litteram

Nel 1975, con il debutto della versione a tre porte battezzata “serie Z”, la 104 si candida per un futuro sportivo.

Al Salone di Parigi, infatti, Peugeot presenta, accanto alla più leziosa ZL, la 104 ZS: 1.124 cm³, 66 CV, appena 780 kg.

Quanto basta per spingerla a 155 km/h e scattare da 0 a 100 in 12,4 secondi.

La nuova nata è dunque pronta per i rally e per un trofeo monomarca seguitissimo in tutta Europa, incluso il celebre Trofeo Peugeot Rally in Italia dal 1980.

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Il culmine arriva nel 1979 con la ZS 2, versione pensata per l’omologazione in Gruppo 2: vernice grigio Vulcan, adesivi laterali rossi, cerchi Amil a stella da 13”, volante a tre razze forate.

Sotto il cofano c’è un 4 cilindri da 1.360 cm³ con doppio carburatore Solex, lo stesso montato su Visa Chrono e Talbot Samba, capace di 93 CV.

E’ un piccolo missile: 173 km/h di punta e 0-100 in 10,5 secondi.

Dal 1980 la potenza scende a 72 CV per la versione commerciale della ZS, ma nel 1982 torna a 80 CV, con cambio a 5 marce e 164 km/h di velocità massima.

Per gestire la ciclistica, Peugeot dota la ZS di barra stabilizzatrice posteriore, rinforzi all’avantreno e impianto frenante a doppio circuito.