TOYOTA NON TEME LA PERDITA DELLA LEADERSHIP MONDIALE

Il membro del board e responsabile per la qualità, Shinichi Sasaki, ha spiegato al Financial Times che il Gruppo Toyota non è ancora uscito dalla crisi susseguente ai mega richiami che ne hanno danneggiato l’immagine a livello mondiale. La Casa nipponica ha pagato dazio soprattutto negli Stati Uniti dove, tra l’altro, è stata costretta a pagare una multa record da 16,4 milioni di dollari proprio per i problemi ai suoi modelli.

Sasaki ha però ricordato che il Gruppo si sta riorganizzando, ha creato un reparto specifico per controllare minuziosamente la qualità produttiva della gamma e conta di rilanciarsi sfruttando in particolare la sua esperienza nel settore delle ibride. È notizia dei giorni scorsi che Toyota ha in cantiere lo sviluppo di 11 nuovi modelli ibridi entro fine 2012, oltre all’accelerazione nei programmi per le elettriche, senza abbandonare i progetti sull’idrogeno. Se tutto questo non basterà per conservare la leadership tra i produttori mondiali, Toyota non piangerà sul latte versato.

D’altronde, lo stesso Sasaki ha ammesso che il sorpasso ai danni di General Motors a fine 2008 (che ha interrotto un dominio di Detroit lungo ben 77 anni) è stato determinato soprattutto dalla crisi profonda in cui è piombata la Casa americana.

Ora, Toyota deve rintuzzare l’assalto del Gruppo VW che ufficialmente conta di scalzare la società nipponica solo nel 2018, ma che in realtà potrebbe farlo molto prima. “Se dovessimo perdere lo scettro mondiale non ci dispereremo certo, anzi sarà uno stimolo per fare meglio e soddisfare sempre più la clientela”, ha precisato Sasaki.