La Airstream che sarebbe piaciuta a Frank Lloyd Wright

C’è chi sogna da sempre di attraversare la “Route 66” da cima a fondo in sella ad una Harley Davidson.

E c’è chi preferirebbe una Chevrolet Corvette Stingray bicolore del 1956.

E chi invece al proprio ‘american dream’ aggiungerebbe solo un pizzico di comodità in più, portandosi appresso una “Airstream”, un altro simbolo assoluto delle strade d’America.

Considerate le Rolls-Royce dei motorhome, le Airstream sono così uniche che non è possibile confonderle: fin dall’inizio, negli anni Trenta del secolo scorso, sembrano enormi proiettili in alluminio lucido e a chi le sceglie poco importano il CX e altre fandonie simili, perché le Airstream sono un concetto da prendere così, senza farsi troppe domande.

Dedicata all’architetto più rivoluzionario

Proprio in queste settimane, l’azienda con sede Jackson Center, Ohio, ha presentato l’allestimento più esclusivo degli ultimi anni: la “Usonian Limited Edition”.

Realizzata in soli 200 esemplari sul modello di 8,5 metri, il più lungo della famiglia, nasce per celebrare il genio di Frank Lloyd Wright, leggendario architetto portatore sano del concetto di “architettura organica” secondo cui le costruzioni – qualsiasi esse siano – devono essere semplici, efficienti, modulari e soprattutto saper diventare parte integrante del paesaggio circostante.

E attenzione, perché il costo di 185mila dollari (più o meno 160mila euro al cambio attuale) non si giustifica con la solita targhetta numerata, ma è dovuto in parte al profondo studio progettuale supervisionato direttamente dalla “Frank Lloyd Wright Foundation” e ispirato alle numerose abitazioni che l’architetto ha disseminato lungo tutti gli “USONA”, acronimo di United States of North America rivisitato in “Usonia” per dare un nome alla nuova roulotte.

Interni modulari, tecnologie funzionali

Così, gli interni della Airstream più lussuosa del pianeta diventano il tripudio della doppia funzione, come sarebbe piaciuto a Llyod Wright, cominciando dai due letti singoli che si uniscono in un enorme “king bed”, per passare alla scrivania che scompare nella dinette, e planare sul divano che in un amen si trasforma in un letto supplementare.

Decisamente più attuale, ma solo per questioni di progresso, il sofisticato sistema di alimentazione a energia solare, con pannelli fotovoltaici sul tetto in grado di produrre 300 W che si aggiungono ai 2,5 kWh messi da parte dalle batterie al litio.

Rientra nel capitolo hi-tech anche il bagno dotato di doccia, lavandino e wc su cui vigila un sistema con acqua calda on-demand ma priva di serbatoio. Nulla da eccepire sulla cucina, dotata di fornello a tre fuochi, lavello, forno microonde a convezione, dispensa estraibile e frigorifero.

All’esterno, al contrario, tutto resta fedele all’immagine più tradizionale delle Airstream: alluminio rivettato a perdita d’occhio, da ammirare seduti sulle sedie pieghevoli personalizzate (più tavolino) che trovano posto nell’armadio esterno integrato.

Due icone del design

“Wally Byam, fondatore della Airstream, e Frank Lloyd Wright hanno rivoluzionato il design: le roulotte aerodinamiche di Byam sono diventate il simbolo dell’avventura di viaggio, mentre l’architettura organica di Wright ha armonizzato gli edifici con la natura. Entrambi hanno cercato di migliorare la vita delle persone che vivevano all’interno delle loro strutture”, si legge sul sito.

E se esiste una vasta letteratura che celebra l’architetto che ha cambiato il volto dell’America, alla vita e all’idea imprenditoriale di Wally Byam, nato nel 1896 fra le polveri dell’Oregon, è stato dedicato “Alumination”, un film on the road diretto da Lisa Hughes e narrato da Kate Pierson, cantante dei “B-52’s”.

Dal carretto alla roulotte

Sognatore per natura e viaggiatore per necessità, Wally Byam cresce fra i coloni delle zone di frontiera, dove non c’era alcuna certezza di arrivare a sera con lo scalpo ancora integro. Abituato a spostarsi di continuo, Wally sceglie come mezzo un carro trainato da un asinello: lo attrezza con una stufa, un tavolo e una sedia, alle pareti inchioda degli scaffali che usa come dispensa e armadio.

Messa in tasca una laurea alla Standford University che gli apre le porte ad una carriera lanciata nell’editoria, allora settore promettente, Wally Byam si avvia verso la definizione di un uomo realizzato, ma sulla sua strada – come per milioni di americani – si abbatte con forza inaudita la famigerata crisi del 1929.

Perso tutto quel che poteva perdere, Wally riesce a salvare solo Marion, la donna che ha scelto di sposare e che lo spinge a rimettere mano all’idea del carro trainato dall’asinello che quand’era un ragazzino aveva attrezzato a casa in miniatura, perché secondo lei quella è un’idea che può funzionare.

Qualche mese di lavoro ed è pronto un prototipo in legno pressato dotato di letto, stufa e ghiacciaia, finisce sulle pagine di una rivista per amanti del bricolage, e incredibilmente arrivano i primi ordini.

Per l’alluminio bisogna aspettare il 1936, quando Byam si imbatte nello sgraziato “Bowlus Road Chief”, un trailer realizzato da William Hawley Bowlus, l’ingegnere autore dello “Spirit of Saint Louis” con cui Charles Lindberg era volato in solitaria sull’Atlantico.

Nasce la “Clipper”, la prima Airstream della storia, pietra miliare di un’azienda conosciuta in tutto il mondo che, orgogliosamente, vanta un primato difficile da battere: il 70% delle roulotte prodotte circola ancora oggi sulle strade d’America.

Eterno simbolo di libertà, pace, verande e barbeque.