giovedì 14 Maggio 2026 - 16:30:16

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Jaguar Type 01, mille cavalli per dimenticare il passato

Definirla semplicemente un “Nuovo modello” sarebbe un torto. La Jaguar Type 01 è la scommessa di un marchio che, dopo settant’anni di ruggiti a benzina, ha deciso di sparire e ricominciare da capo.

Nel 2024 si è cancellata dai listini con un gesto che nessun costruttore generalista avrebbe mai osato, poi ha alzato il sipario su una concept provocatoria, la Type 00 e un color fenicottero che ha diviso il pubblico con discreta efficacia.

Nel mezzo, la voce che lo storico designer Gerry McGovern, padre dell’identità visiva moderna del marchio, fosse rimasto vittima delle polemiche seguite a quella presentazione: defenestrato, si dice, proprio mentre il cantiere della nuova Jaguar era ancora aperto e fumante. Adesso arriva il nome definitivo della vettura di serie: Type 01.

Un nome per nulla scelto a caso, perché in casa Jaguar non lo è mai stato. “Type” è il filo rosso che lega la C-Type vincitrice a Le Mans nel 1951 alla D-Type, all’E-Type, alla F-TYPE, quattro lettere che nella storia dell’automobile significano guida nel senso più viscerale del termine.

Lo zero che segue racconta quello che ancora manca all’appello: emissioni zero, ma anche, nelle parole del managing director Rawdon Glover, “un completo reset del brand”. L’uno, per concludere, è la prima di una nuova stirpe. Tre simboli e un sofisticato programma industriale racchiuso in cinque caratteri.

Tre motori, mille cavalli

Sotto la carrozzeria, ancora celata da una livrea camouflage che i prototipi indosseranno sulle strade di Monaco durante l’E-Prix di Formula E, si nasconde un’architettura inedita costruita attorno a tre motori elettrici.

Sono i numeri a dare i contorni: oltre 1.000 CV e più di 1.300 Nm di coppia, cifre che non appartenevano alla galassia Jaguar nemmeno nei giorni della XJR-15, e che oggi collocano la Type 01 in una categoria dove la concorrenza si chiama Rimac, Lotus Emeya e Porsche Taycan Turbo GT.

Eppure Jaguar giura che l’obiettivo non è la brutalità fine a sé stessa, la promessa è quella di un’auto che mantenga il DNA storico del marchio: guida coinvolgente da un lato, comfort e compostezza dall’altro. Una grande turismo, insomma, non una hypercar travestita da berlina.

La filosofia di design segue quella che il marchio chiamaExuberant Modernism”, con linee monolitiche e audaci, una presenza scenica che vuole essere riconoscibile a colpo d’occhio anche senza loghi, in un’epoca in cui le elettriche tendono tutte ad assomigliarsi come gocce d’acqua ottimizzate. Un segno grafico con il nome dell’auto è posizionato esattamente dove il cofano incontra il parabrezza, un dettaglio piccolo e preciso come un punto a fine frase.

Il prezzo della resurrezione

Il lancio ufficiale è atteso entro la fine di quest’anno, le consegne nella prima metà del prossimo. Il posizionamento è volutamente scomodo: Jaguar non vuole stare con Mercedes e BMW, ma nemmeno spingersi fino a Bentley e Aston Martin.

Vuole lo spazio nel mezzo, quello dove l’aria è più rarefatta e la competizione più feroce, dove i clienti spendono cifre importanti ma pretendono anche di poter giustificare l’acquisto almeno davanti al commercialista.

Il prezzo nel mercato britannico dovrebbe collocarsi tra 120 e 150mila sterline, ovvero tra i 140 e i 175mila euro al cambio attuale. Non una cifra per tutti, ma neanche quella di un oggetto irraggiungibile: è la fascia in cui si compra una Porsche Taycan ben equipaggiata o una Mercedes AMG GT 4 porte.

Jaguar sa benissimo chi vuole convincere, e sa anche che dovrà farlo con qualcosa di più di un comunicato stampa.

Dopo la Type 01, la gamma dovrebbe completarsi con una grande limousine e un SUV, presumibilmente Type 02 e Type 03, a confermare che il “reset” è un piano industriale strutturato su più anni e modelli. Ma sempre progettata, sviluppata e costruita nel cuore del Regno Unito: Gaydon non abdica, si trasforma.