GP di Cina F1: le pagelle di Ottavio Daviddi

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Con il GP di Cina 2025 va in archivio la seconda prova del campionato del Mondo di F1, che ci ha riservato delle “sorprese” davvero inaspettate. Iniziando dalla Ferrari, incappata, dopo la prova opaca in Australia, in una clamorosa doppia squalifica.

Ecco il nostro “pagellone” del GP di Cina

MCLAREN 10

A un certo punto è nato il sospetto che le due papaya volessero tagliare il traguardo direttamente a Suzuka, saltando la formalità di Shanghai. Il sospetto vero, però, è che saranno parecchie le “formalità” per la McLaren quest’anno. In tanti pensano che Piastri (voto 10) potenzialmente abbia più carte da giocare di Norris (voto 9), lo si vedrà strada facendo.

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La stagione è agli albori, oggi le monoposto McLaren sono più forti di ogni altra auto, ma il Mondiale è terribilmente lungo. Può ancora accadere di tutto, peseranno gli sviluppi che il budget cap riduce al minimo, senza contare che incombe il cambiamento epocale del ‘26 (che sottrae energie). Ma intanto arriva la prima doppietta della stagione e Piastri cancella la macchia dell’errore di Melbourne.

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MERCEDES 9

Un po’ underdog la squadra di Toto Wolff, ma alla fine piazza Russell sul podio, molto concreto e lineare (voto 9). La Mercedes sta emergendo come potenziale seconda forza del Mondiale, un ruolo al quale ambiscono in tanti. L’Italian Kimi, alias Andrea Antonelli, lotta nel midfield e porta a casa un buon piazzamento (voto 7), gli serve ancora un po’ di tempo e se anche in Formula 1 il tempo non c’è, a Kimi potrebbe esserne concesso un po’ di più. Comunque bene, il deb bolognese, anche nella Sprint di sabato. Nella corsa vera, per di più, la sua auto ha risucchiato un pezzo di ala Ferrari, il fondo si è rovinato e il ritmo ne ha risentito.

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RED BULL 8

“Better late than never” dice Gianpiero Lambiase (nemmeno serve tradurre) a Max Verstappen quando il binomio più forte degli ultimi anni trova il ritmo dei migliori. I vertici della squadra lo sostengoni dai test in Bahrain: abbiamo dei problemi, ma pensiamo di poterli risolvere in 4 o 5 gare. Bisognerà vedere, a quel punto, quanto i Papaya Boys saranno lontani o se invece superMax avrà la possibilità di rientrare in lotta per vincere. Da ribadire: le stagioni sono ormai infinite, davvero può accadere di tutto.

Comunque il campione del mondo (voto 8) convince per la pazienza, nemmeno sacramenta via radio. Lawson (voto 7) finisce distante, però lotta e offre un’impressione di concretezza, primo passo per dimostrare di non essere una specie di Perez giovane. Certo, la squadra di Milton Keyns dovrà prima o poi interrogarsi su cosa chiedere (e cosa offrire) al secondo pilota, chiunque egli sia. E quanti altri giovani intende tritare prima di trovare un partner per Max, che magari in futuro possa esserne erede.

FERRARI 7 4,5

Meriterebbe un 7 d’incoraggiamento per quel che si è visto in pista, ma si finisce nell’insufficienza (voto finale 4.5) alla luce della doppia squalifica. Andiamo con ordine, partendo dal primo aspetto, quello strettamente tecnico: è chiaro che le Rosse sono andate molto meglio GP di Cina 2025 rispetto alla disastrosa prova in Australia, ma ci voleva davvero poco. Certo, qualcuno (tra tifosi e appassionati) si era illuso che la vittoria di Hamilton nella Sprint del sabato (un’iniezione di positività per Lewis e per la squadra) potesse preludere a qualcosa in più. A tratti il passo gara (per entrambi i piloti) è stato al livello dei migliori, dunque confortante, ma in questa Formula 1 così “track position sensitive” è facile ritrovarsi subito attardati.

Leclerc ha chiesto a gran voce che il box dicesse a Hamilton di dargli strada (in quel momento era più veloce), alla fine lo “swap” viene ordinato ed eseguito (con un po’ di fastidio). Tra l’altro, i due si sono urtati al via in maniera accidentale, Leclerc ha riportato un danno all’ala anteriore, ma è riuscito a tenere un buon ritmo. La coppia rossa non scoppia, è troppo presto, e poi si parla di piazzamenti (Sprint a parte), ma certamente l’acqua bolle e ribolle nel pentolone, meglio essere molto cauti quando si dovrà scolare la pasta. Charles ha anche detto: “Senza il contatto al via, la vittoria sarebbe stata possibile”. Magari non sarà vero, ma in Formula 1 non si dice mai nulla per caso… All’inglese voto 7.5 (ha vinto la Sprint, appunto); al monegasco 7.

Hamilton ha spiegato che rispetto alla Sprint l’auto è stata modificata e non si è seguita la strada ottimale. Difficile dire: c’erano anche condizioni meteo diverse e l’atteso (nonché tenuto) degrado gomme alla fine non c’è stato. Poi c’è la questione squalifica, che non inficia i voti dei piloti, ma certo espone la squadra a una figuraccia epocale. E’ chiaro che Leclerc sotto peso di 1 chilo e il pattino di Hamilton troppo consumato (circa 4 millimetri nelle aree designate nelle quali si effettua la misurazione) non sono frutto di una volontà fraudolenta, ma di una serie di errori. Dimostrano, come minimo, che c’è confusione. Forse superficialità o forse l’avvio negativo di Melbourne ha portato tutti a voler osare anche laddove non si potrebbe. In entrambi i casi, la squadra ha ammesso la mancanza. A questo punto bisognerà programmare un passaggio a Lourdes, accertandosi di usare correttamente il navigatore.

HAAS 6.5

In Australia la squadra multinazionale è risultata dispersa tra i verdi prati dell’Albert Park di Melbourne. In Cina ha suonato una musica diversa. Ocon (voto 7) ha arato un campo pur di riuscire ad effettuare un sorpasso, in genere si devasta l’auto, a lui è andata bene. Bearman (voto 7) ha infilato una serie di ottimi sorpassi, prende un punto e si lucida l’ego. Il ragazzo ha la stoffa e grazie ai ferraristi squalificati diventa ottavo.

WILLIAMS 6

L’arrivo di Carlos Sainz ha rivitalizzato Alexander Albon, che guadagna due punti, ossia oro colato per la squadra (voto 6.5). Lo spagnolo sta riscoprendo quanto sia dura guidare per una squadra non di vertice, paga dazio anche sulla prestazione secca (voto 5.5.). Dopo le squalifica “pesca” un punto.

ALPINE 5,5

Urge un polivitaminico o un ricostituente per la squadra. Gasly lotta (voto 6.5) e il giovane Doohan (voto 5.5) anche. Ma bisogna fare il pane con la farina c’è, la dieta è garantita. Se poi anche il francese viene squalificato come Leclerc…

RACING BULLS 6

Voto mediocre a causa del piazzamento fuori dalla zona punti. In realtà meriterebbe molto di più, Tsunoda (voto 7) a tratti ha conteso a Verstappen la palma di migliore dei quattro moschettieri del casato Red Bull, poi gli si rompe l’ala per un cedimento strutturale e scivola indietro. Hadjar a Melbourne aveva sbattuto nel giro di ricognizione, tornando ai box in lacrime, tra gli applausi di incoraggiamento di un pubblico commosso e l’incavolatura di Herr Helmut Marko (unico sul pianeta terra e non aver condiviso il dramma del giovane franco-algerino). A Shanghai ha guidato bene, mostrando che anche lui – tra i vari rookie – ha stoffa. Hadjar1-Marko 0, palla al centro. E voto 6.5.

ASTON MARTIN 5

Al GP di Cina 2025 l’auto non convince e se Lance Stroll (voto 6) va meglio di Alonso, allora convince anche meno. Lo spagnolo (s.v.) si ritira quasi subito per un guasto ai freni. Questa dovrebbe essere – o forse lui vorrebbe che fosse – la sua penultima stagione in Formula 1. Inutile lanciarsi in pronostici, accadrà quel che deve accadere.

SAUBER 5

Nessun punto, i due piloti doppiati. Che sia una stagione dura lo sanno tutti a Hinwill, a cominciare da Mattia Binotto. Eppure c’è la voglia di non essere i decimi su dieci. Nel Mondiale costruttori la classifica è migliore di quella di Haas e Racing Bull, ma per i punti arrivati nella rocambolesca gara di apertura. Ci vorrà tanta pazienza.

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PIRELLI 7

Al GP di Cina 2025 ci si attendeva una gara mangia gomme, in realtà c’è stato un po’ di graining (gestibile) con le gialle (sull’anteriore sinistra). Le bianche sono andate alla grande, come certifica Mario Isola (direttore Motorsport Pirelli): “È stato un Gran Premio che ha avuto uno dei suoi punti nodali nella scoperta del rendimento della Hard su questo tracciato.

Chiaramente, i dati raccolti nei primi due giorni del fine settimana, soprattutto quelli relativi alla Sprint, hanno permesso alle squadre di cambiare l’assetto delle monoposto cercando di proteggere il più possibile l’asse anteriore, quello più soggetto alla formazione del graining; l’evoluzione della pista ha inoltre portato a una sua diminuzione sulle Medium rispetto a quanto si era visto nella gara corta, anche se il livello di usura – perlomeno per alcune squadre – è rimasto importante”.