L’irresistibile scalata Dacia, tra tecnologia e risparmio

Celebrazione in grande stile, nella sempre affascinante cornice della Costa Azzurra, entroterra di Antibes, per Dacia.

Novità a raffica all’interno di un momento certamente positivo: in Europa la Casa romena (gruppo Renault) ha raggiunto la quota di mercato del 7,9%.

La Sandero è stata la compatta più venduta ai clienti privati per il secondo anno consecutivo, la Jogger è entrata nella top 5 del segmento C (a parte i Suv), la Duster ha occupato la seconda posizione tra i Suv mentre la Bigster ha raggiunto il primato tra i C-Suv nel secondo semestre 2025.

Poi c’è la piccola Spring, urbana elettrica per vocazione, la più venduta nel segmento A.

Il passo avanti di Sandero Stepway

Il rinnovamento riguarda tutti i modelli in gamma. La Sandero Stepway è stata migliorata fuori (rinnovata firma luminosa, protezioni in Starkle – materiale che utilizza in parte plastica riciclata – fari posteriori a pixel) e dentro: nuovi tessuti sulla pancia, ricca dotazione di Adas, schermo centrale da 10” (l’interfaccia digitale è inedito) e cruscotto digitale da 7”.

Ma la novità principale è nel motore: il 1.2 litri a 3 cilindri da 120 CV a doppia alimentazione benzina e GPL ora ha 20 CV rispetto al precedente ed è abbinato al nuovo cambio automatico a doppia frizione e sei marce (con paddle dietro il volante).

L’auto diventa più brillante, con costi di esercizio sempre sotto controllo (visto il prezzo del GPL) e, grazie a un serbatoio più capiente di quasi 10 litri, l’autonomia totale raggiunge quasi i 1600 km.

Ricche le dotazioni, con fari automatici, Multi-View Camera, frenata automatica d’emergenza (con rilevamento di ciclisti, moto, pedoni) e sistema di controllo dell’attenzione del conducente.

Le integrali inarrestabili

Le novità che più colpiscono riguardano i due Suv, Duster e Bigster in versione integrale, che adesso beneficiano di un motore ibrido alimentato anche a GPL (si chiama hybrid-G 150).

Lo scherma prevede un motore elettrico posteriore da 31 CV con cambio a due rapporti e un termico 1.2 mild hybrid anteriore da 140 CV abbinato ad una trasmissione automatica a doppia frizione.

La potenza di sistema è di 154 CV (anche in questo caso l’autonomia arriva a 1500 chilometri circa) e la batteria agli ioni di litio a 48 Volt ha una capienza di 0,84 kWh.

Il tutto è associato  alla doppia alimentazione benzina/GPL. Le doti fuoristradistiche sono notevoli: altezza da terra, angoli d’attacco, di dosso e di uscita sono rimasti invariati.

E nel test effettuato su un percorso di prova, tra dossi e fango, guadi di rivoli e torrenti, entrambe le auto si sono comportate in maniera eccezionale, grazie anche alla possibilità di selezionare le modalità di guida (sono sei, nel test abbiamo alternato Mud e Lock, usando l’Hill Descend Control ove necessario).

Jogger ibrido con più design

La Jogger, anch’esso dotata di importanti aggiornamenti per quanto attiene design e dotazioni, fruisce di un nuovo gruppo propulsore, composto da un motore benzina 4 cilindri da 1,8 litri e 109 CV, due motori elettrici (un motore da 50 CV e uno starter/generatore ad alta tensione), una batteria da 1,4 kWh (230 V) e un cambio automatico elettrificato a 4 rapporti per il termico e altri 2 per l’elettrico.

La potenza combinata è di 155 CV, con una coppia di 170 Nm.

Spring, cittadina rivoluzionata

Infine la Spring. La batteria, ora integrata nel pianale, è a Litio-Ferro-Fosfato da 24,3 kWh con tecnologia cell-to-pack.

Una soluzione che aumenta la rigidità e la distribuzione dei pesi. Inoltre è stata adottata una barra antirollio.

Due le versioni: una da 70 e una da 100 CV, autonomia di 225 km (WLTP) ed efficienza nei consumi (12,4 kWh/100 km, con un risparmio del 9% rispetto alla generazione precedente).

Prezzi sotto controllo

Buone le notizie, nonostante il generale avanzamento, sul fronte dei prezzi: si parte da 16.500 per Sandero Stepway, da 18.800 per Jogger, da 19.900 per Duster e da 24.800 per Bigster. Per la Sprint, listini da 17.900 euro.