
Citroën DS 23 – Le immagini che vedete in questo articolo si riferiscono a un esemplare ben conservato di una Citroën DS 23 esposta al recente Salone di Autoclassica che si è tenuto a Milano nei giorni scorsi. Le nostre foto sono poi accompagnate da immagini di archivio di Citroën. Come ben noto, il 1972 fu l’anno dell’introduzione della DS 23 e della Break 23 con motore di 2.3 litri, capace di sviluppare 124 CV e spingere la vettura fino a circa 180 km/h. Ci fu anche la versione con iniezione elettronica, la nota DS 23 IE. Per lei, stesso motore, ma, per l’appunto, con iniezione elettronica. Le DS 23 sostituirono la DS 21 e la DS 21 IE, ma la prima metà degli anni ’70 segnò la fine dell’era DS e l’ingresso della CX, un’auto sicuramente più moderna, ma per certi versi di minore impatto rispetto alla leggendaria DS. Vediamo alcuni particolari interessanti.
Intanto, vale la pena notare il passo estremamente allungato con lo sbalzo posteriore ridotto e le ruote di dimensioni differenti tra asse anteriore e asse posteriore (più piccole dietro, più grandi davanti). La DS fu anche un’auto estremamente innovativa sotto il profilo aerodinamico, ma per capirlo è sufficiente uno sguardo anche furtivo alla linea della vettura, peraltro disegnata, in massima parte, da uno stilista italiano di cui abbiamo già avuto modo di palare: Flaminio Bertoni. Si pensi che il disegno della DS era stata impostata da Bertoni già dal 1946. Vale anche la pena sottolineare che, sebbene la DS 23 oggetto di questa breve nota storica risale alla generazione del 1972, l’introduzione della leggendaria famiglia DS, e in particolare della DS 19, ci riporta al lontano 1955 e al Salone di Parigi di quell’anno. Dalla metà degli anni ’50 fino al 1972, anno di riferimento della DS 23, le cose cambiarono, ma non poi così molto. La tecnologia, infatti, mise a disposizione migliorie di ogni tipo e genere, ma pur con alcuni cambiamenti importanti, la linea rimase sostanzialmente invariata. Dicevamo che la DS fu un’auto particolarmente avanti per i tempi e l’aerodinamica di cui abbiamo già anticipato poco sopra fece segnare un Cx di soli 0,31. Incredibile per i tempi! La scocca della DS, di tipo portante, presentava due elementi longitudinali rinforzati che funzionavano da longheroni, ma anche in questo caso si scoprono delle iniziative progettuali estremamente interessanti come il cofano motore e il portellone del vano bagagli in lega di alluminio. Straordinariamente rivoluzionario anche il sistema idraulico centralizzato ad elevata pressione in grado di pilotare sterzo, frizione, cambio, freni e il sistema di sospensione, quest’ultimo integrato con elementi pneumatici a cui fu affidato il compito di garantire la necessaria rigidezza elastica. Potremmo andare avanti ancora molto, ma preferiamo lasciare alle foto il resto della storia. In fondo, questo breve articolo vuole ricordare un’icona francese che abbiamo trovato ad Autoclassica.






















