Carroll Shelby: ricordando una leggenda

Malgrado un trapianto di cuore nel 1990 e uno di rene nel 1996, il texano di Leesburgh ha proseguito imperterrito sulla propria strada. Un giorno, durante un’intervista, disse: “Quando invecchi, ti rendi conto che l’ego e i soldi non contano nulla”. Condivido pienamente. Anzi. Aggiungo che talvolta sarebbe bene capire questa cosa ancora prima di invecchiare.

Carroll Shelby

Carroll Shelby ha rappresentato tantissimo per l’intero automobilismo americano ed è stato un membro della grande famiglia Ford per circa sessant’anni. Se ne è andato poco dopo aver lasciato la sua ultima grande firma sulla recente Ford Mustang Shelby GT500 del 2013. La sua morte è avvenuta al Baylor Hospital di Dallas il 10 maggio del 2012. Gli ingegneri del reparto SVT di Ford lo hanno visto correre sull’Arizona Proving Ground (proprietà della stessa Ford) anche per otto ore di fila alla tenera età di 88 anni. Tra i personaggi dell’automobilismo sportivo non vi è nessuna figura più americana di Carroll Shelby. Originario di una delle parti più rurali del Texas, Shelby nell’arco dei suoi 89 anni è stato tutto: pilota di aerei nella Seconda Guerra Mondiale, istruttore di volo, pilota e costruttore di auto e allevatore. Fondò anche la Carroll Shelby Foundation per aiutare i giovani e bambini malati di cuore. Una delle tante buone cose che fu capace di creare durante la sua infinita carriera al servizio delle quattro ruote. Credo che non vi sia appassionato, anche europeo, al quale risulti sconosciuto questo personaggio. Nato da una famiglia povera, Carroll Shelby è anche il simbolo del grande sogno americano, la dimostrazione di cosa può fare un intraprendente ragazzino nato e cresciuto nell’est del Texas.

Carroll Shelby