
C’è un momento, tra le curve che salgono da via delle Belle Arti verso il Gianicolo, in cui Roma sembra galleggiare nella luce.
È lì, nel mattino sonnacchioso di un sabato mattina che la nuova Alumi mostra il meglio di sé.
Una microcar elettrica, certo, ma guidandola non bisogna dimenticare che è una L7e ma sembra qualcosa di più.
Perché è un veicolo ben progettato, pensato come “compagno di vita” – così la definiscono in LinkTour – e non solo come mezzo di trasporto.
Il nome dice già molto. Alumi nasce dall’unione di alluminio (per la struttura ultraleggera), lume (per il design luminoso, pulito, elegante) e amico – perché vuole accompagnare famiglie, giovani e senior nella mobilità quotidiana.

Un concetto che che suona poetico ma che ha solide basi fatte di scelte tecniche concrete, intelligenti, misurate.
Come ha ben illustrato durante la presentazione Hai Zhang (Weiqiao Pioneering Group), il quale ha spiegato come siano necessarie 7mila lattine di alluminio – materiale facilmente riciclabile – per dare vità a una Alumi.
Una piattaforma nuova per una nuova idea di città
La gamma di LinkTour Alumi parte con due modelli ma già i manager presenti a Roma per il lancio hanno annunciato che presto arriveranno novità.
Alumi L6e disponibile in tre diversi allestimenti (L6E, Plus e Pro) e viene presentata con un’autonomia fino a 120 chilometri con una velocità massima di 45 km/h. Nei pensieri dei progettisti è ideale per la mobilità urbana pura, quella nei centri città e per brevi tratte.
Invece la Alumi L7e (negli allestimenti Elite ed Elite Plus, dichiara 180 km di autonomia, una velocità massima di 90 km/h e viene proposta per tragitti urbani di ogni tipo ed extraurbani “leggeri”.
Piccola fuori, Roma dentro
La differenza non è solo prestazionale.
La L7e Elite provata nel nostro percorso romano, è quella che meglio incarna la filosofia dell’intera famiglia Alumi.

È piccola fuori, sorprendentemente spaziosa dentro, con un passo lungo per la categoria – ben 1.800 mm – che garantisce abitabilità da segmento superiore.
Guidare nelle strette e contorte strade che portano al Gianicolo, le dimensioni compatte fuori aiutano molto, così come la maneggevolezza.
Il volante è piacevole al tatto e lo sterzo diretto e sincero.
Un solo piccolo appunto: sanpietrini, tombini e binari romani non sono amici delle piccole ruote di Alumi e le asperità del terreno si sentono. La sensazione che provocano è piuttosto fastidiosa.
In ogni caso la guida è confortevole, il motore abbastanza pronto e lo spazio si appezza davvero.
Non solo per i 320 litri di bagagliaio e lo spazio che permette anche a persone molto alte di trovare la giusta posizione, ma anche per il fatto che si può viaggiare estremamente comodi in due. E la sensazione di ariosità e ordine che si percepisce nell’abitacolo viene amplificata dall’ampio tetto in vetro che riempie di luce l’abitacolo.
Quando la batteria diventa struttura
Buona parte del merito di maneggevolezza e stabilità di Alumi è stata ottenuta grazie alla tecnologia cell-to-body.

Infatti, la microcar di LinkTour è la prima al mondo della sua categoria a integrare la batteria direttamente nel telaio.
In questo modo il peso è minore, con benefici per i consumi e per l’autonomia.
Il baricentro più basso permette una miglior tenuta di strada, anche nelle curve più impegnative.
In generale, la struttura è più rigida e di conseguenza sicura, fattore da non trascurare per vetture di queste dimensioni, spesso in balia dei grandi SUV che occupano le vie cittadine.
Certo, si fa sentire la mancanza di airbag, ma Leon Zheng (Vice President Sales & Marketing di Linktour Automotive) ha assicurato che arriveranno presto, sul prossimo model year.
Morbida dove serve, sincera sempre
È anche alla progettazione cell-to-body che nel tratto tra Monte Mario, il Vaticano e il Gianicolo non abbiamo avuto problemi di sorta.
La Alumi si “appoggia” dolcemente, senza rollio, comunica sensazioni positive e non ha comportamenti nervosi o imprevedibili.
Naturalmente il test prevede velocità “urbane”: forse spingendola al limite si potrebbe avere qualche problema di tenuta, ma obiettivamente chi vuole correre non compra certo una microcar di questo tipo!

Insomma, in città con spazi ristretti, parcheggi ridotti e curve che non sono solo teorie geometriche ma sfide da affrontare, la qualità progettuale di Alumi fa la differenza.
E anche il motore dà il suo contributo al piacere di guida, con fluidità di erogazione e senza scatti spiacevoli, fattori che agevolano nelle manovre e aiutano quando servono precisione e scioltezza.
Un abitacolo semplice, curato e funzionale
Dello spazio e della sensazione piacevole che si prova a bordo di Alumi abbiamo già parlato.
Gli interni sono coerenti con i messaggi che trasmettono il telaio, le sospensioni e la tecnologia in generale.
I sedili (forse un filo poco avvolgenti) sono in tessuto sostenibile, molto comodi e ben imbottiti, dalla piacevole sensazione al tatto, così come lo è il volante.
Il touchscreen centrale è da 10,25” comodo da raggiungere per chi guida e la tecnologia al suo interno offre il supporto wireless sia per Apple CarPlay sia per Android Auto.
Davanti al volante un piccolo schermo da 5” su cui trovare i dati essenziali per la guida, come consumi, velocità, batteria residua…
Sulla plancia è disponibile anche la presa USB-C per la ricarica a 60W, mentre quando si è in retromarcia (comoda la leva del cambio sulla destra del volante) sullo schermo centrale viene proiettata l’immagine della telecamera posteriore, elemento non comune in questa categoria!
Come non lo sono il clima e l’app multimediale che permette di tenere sotto controllo la vettura da remoto, grazie alla quale è possibile preriscaldare o rinfrescare l’auto prima di salire a bordo.
Un accessorio che permetterà a chi guida l’Alumi di fare un figurone con amici e passeggeri…
Silenziosa, naturale, amichevole
La sensazione alla guida è quella di un mezzo che non chiede adattamento.
Sterzo leggero ma non inconsistente, frenata progressiva, assetto morbido ma non cedevole.
Nelle strettoie intorno a Borgo Pio la nostra Alumi si muove con la confidenza di chi è nata per questo.
Alumi sembra aver capito quello che il cliente di ogni età vuole da un’auto come questa.
Dev’essere piccola fuori e grande dentro, leggera del peso giusto, tecnologica senza disturbare.
Non deve essere solo uno strumento di spostamento, né unicamente un oggetto iconico, ma forse tutto questo insieme, e Alumi sembra averlo capito.

















