
Non è solo una citycar elettrica e non è solo una nuova proposta nel mondo già affollato delle microcar urbane.
Alumi, la neonata di LinkTour, unisce leggerezza ingegneristica, estetica brillante e un’idea molto precisa di mobilità urbana contemporanea.
LinkTour è un’azienda che fa leva su competenze avanzate nella progettazione di telai in alluminio e nella ricerca sui materiali per ridurre peso e consumi che le derivano dalla società madre, leader mondiale nella produzione dell’alluminio.
Con una presenza commerciale in espansione internazionale, LinkTour punta a diventare un riferimento globale nella categoria dei veicoli elettrici compatti e attraverso il suo Istituto di Ricerca sulla Leggerezza, sviluppa architetture strutturali integrate e soluzioni Cell-to-Body per aumentare sicurezza ed efficienza.
Nasce la microcar amica
Dopo la presenza all’ultimo IAA di Monaco, LinkTour ha deciso di presentare i suoi modelli a Roma, durante una serata che ha coinvolto oltre ai giornalisti anche i dealer e possibili importatori.
In attesa di provare le varie versioni di Alumi sulle strade romane, la vettura è stata descitta nel dettaglio da Zhang Hai. Il direttore dell’Istituto di Ricerca sulla Leggerezza ha posto al centro del suo intervento una semplice parola: amico.
Alumi, ha spiegato Zhang, è un nome che nasce dal connubio di alluminio (di cui è composta la struttura dell’auto), di lume (la luce che guida design e identità visiva) e amico, perché vuole essere compagna di viaggio, non solo un mezzo.
Un’auto per generazioni diverse
L’idea è ambiziosa, cioè creare una microcar capace di parlare a utenti molto diversi tra loro.
Alle famiglie, per le quali è una seconda auto pratica, comoda e curata. Ai giovani, per i quali è un simbolo di libertà, socialità e autonomia.
E infine agli anziani, in quanto è un mezzo confortevole, semplice e… rassicurante.
Da qui nasce la sfida di creare non un’auto qualsiasi, ma qualcosa di fondamentalmente nuovo.
Due modelli, un’unica filosofia
La gamma d’esordio in Europa si articola in due modelli omologati per la circolazione urbana
| Modello | Velocità max | Autonomia stimata | Uso ideale |
| L6e | 45 km/h | fino a 120 km | Percorsi brevi, centri urbani, mobilità quotidiana |
| L7e | 90 km/h | fino a 180 km | Aree metropolitane estese, extraurbano leggero |
La chiave progettuale è il passo lungo, che permette ruote più distanziate e quindi un abitacolo sorprendentemente spazioso, senza compromettere le dimensioni esterne.
Il risultato è una microcar fuori che non si sente micro dentro.
Geometrie luminose e identità forte
Per LinkTour il design non è un accessorio, è il DNA.
Linee geometriche che incontrano curve morbide, una firma luminosa futuristica con illuminazione LED 3D, un frontale pulito e l’assenza di cornici superflue raccontano un linguaggio stilistico molto chiaro.
Un linguaggio riconoscibile e non aggressivo.
Un altro aspetto importante è il luminoso tetto panoramico in vetro, grazie al quale lo spazio interno sembra davvero un piccolo salotto mobile.
L’ingegneria che alleggerisce il mondo
Per chi ama la tecnica, la parte più interessante della spiegazione di Zhang riguarda proprio l’alluminio.
Alumi è la prima microcar al mondo della sua categoria a integrare la tecnologia Cell-to-Body, ossia la batteria strutturale inserita direttamente nel telaio.

I vantaggi sono notevoli, a partire da un peso ridotto e una maggior rigidità. Grazie al baricentro più basso, si ottiene una miglior stabilità e più elevata manovrabilità.
Infine, grazie alla migliorata sicurezza strutturale, si hanno deformazioni più prevedibili in caso di urti e incidenti.
A ciò si aggiunge l’impiego di un motore più compatto ed efficiente che contente un sensibile aumento della potenza, una miglior risposta nell’uso urbano e un calo del peso del sistema di trazione nel suo complesso.
Si tratta magari di piccole percentuali che tuttavia fanno grandi differenze nella guida quotidiana.
La comodità silenziosa dell’abitacolo
A proposito degli interni di Alumi, il direttore dell’Istituto di Ricerca sulla Leggerezza di LinkTour ha spiegato come siano altrettanto sorprendenti degli esterni.
Non di poco conto i 320 litri di bagagliaio, così come i 17 vani portaoggetti distribuiti con criterio, i sedili in tessuti sostenibili e l’aria certificata low VOC, cioè più pulita dentro l’auto.
Illustrando la plancia, Zhang ha affermato che ospita uno schermo centrale da 10,25” e una strumentazione digitale da 5”, la connettività wireless con Apple CarPlay e Android Auto, la ricarica USB-C da 60W e un’app dedicata con gestione remota che permette diverse funzioni, come la chiusura delle portiere, la climatizzazione anticipata e la localizzazione.
In altre parole, Zhang la descrive piccola fuori, “smart lounge” dentro.
La leggerezza come valore
In un’epoca di SUV mastodontici e auto elettriche da due tonnellate, Alumi va nella direzione opposta.
Meno peso, meno consumo di risorse, più pensiero progettuale.
Non solo mobilità quindi, ma un invito a ripensare il rapporto tra città, oggetti e persone.
E forse, per le strade strette e vive di Roma – dove Auto Tecnica proverà Alumi già domani – questo piccolo compagno di viaggio apre davvero un nuovo capitolo.
Un capitolo fatto di delicatezza, misura e presenza e di una mobilità che non invade, ma si integra.

















