Alpine A290 Rallye: rhapsody in blue parte seconda

Può un colore scatenare una dose di adrenalina nel cuore degli appassionati? La risposta è sì, specie se il colore è il “Blu Alpine”, tinta leggendaria che da sempre contraddistingue le creazioni del marchio ideato creato nel 1955 da Jean Rédélé, ex concessionario Renault diventato pilota e anni dopo imprenditore.

Una nuova vita nei rally

È stato nel dicembre 2023, confessano i vertici Alpine, che per la prima volta si è iniziato a parlare di sviluppare una versione da gara della A290.

Dai tempi Rédélé il mondo è cambiato assai e oggi, sulla spinta di un pianeta che ha imboccato la strada della sostenibilità, non poteva che trattarsi di un’auto elettrica.

Soluzione a cui nel giro di una manciata d’anni si è votato per intero l’automotive ma che offre spunti ed emozioni inedite anche sul versante della velocità.

“La nostra sfida non era quella di lanciare A290 nelle competizioni, ma di creare un’Alpine che fosse immediatamente utilizzabile da un cliente, indipendentemente dalla sua esperienza nelle corse automobilistiche – ricorda François Champod, Direttore Veicoli, Alpine Racing – dall’ufficio progettazione all’officina da competizione di Alpine Racing a Viry-Châtillon, passando per il team incaricato di organizzare il Trofeo Alpine A290, tutto il nostro know-how è stato messo in campo per raggiungere un obiettivo fondamentale: offrire grande divertimento ai piloti, traducendolo in molti modi: efficienza, qualità percepita ed ergonomia”.

L’auto da città pronta per le gare

La porta di accesso alle competizioni, la A290 Rallye, si basa sul telaio di A290 di serie, adattato alle esigenze del mondo delle competizioni attraverso migliorie come la geometria delle sospensioni specifiche dotate di ammortizzatori ALP Racing Suspension, semiassi che consentono la regolazione del camber e barre antirollio con maggiore rigidità per garantire una stabilità ottimale del telaio nelle condizioni estreme tipiche dei rally.

La frenata è assicurata anteriormente da pinze monoblocco a 6 pistoncini e dischi sovradimensionati da 350 mm, mentre dietro sono presenti pinze monopistoncino su dischi da 280 mm, il tutto con un controllo ABS sviluppato appositamente da Alpine Racing.

Per quanto riguarda il motore, 220 CV e 300 Nm di coppia sono trasmessi all’avantreno tramite un differenziale autobloccante ZF a slittamento limitato: parallelamente, il riduttore e la gestione elettronica sono stati rivisti, mentre la rigenerazione è stata standardizzata per garantire un funzionamento ottimale del differenziale autobloccante. Le batterie si ricaricano dal 20% all’80% in meno di 28 minuti a 100 kW.

Per finire, la A290 Rallye è dotata di speciali cerchi bianchi EVO Corse 8“x18” abbinati a pneumatici Michelin Pilot Sport A.

Interni racing

La stessa cura ha interessato l’abitacolo, progettato per offrire piacere di guida a pilota e copilota: il sedile avvolgente “Spine” di Sabelt permette di avere davanti un cruscotto che racchiude i comandi principali, uno schermo digitale e le funzioni utili alla guida.

Pedali e piantone dello sterzo sono regolabili per garantire una posizione di guida ottimale a persone di qualsiasi altezza.

Per l’uso nei rally sono previste due modalità di guida: “Save”, una mappatura specifica per i collegamenti stradali e “Sport” per le prove speciali.

Il futuro è già scritto

Il via al Trofeo Alpine A290 è in programma l’8 e il 9 novembre su una sola prova, il Rallye National de l’Indre.

Le prime A290 Rallye consegnate saranno riunite in un contesto rivolto ai principianti che ai piloti esperti, con un montepremi totale di 55.000 €.

Ma dal prossimo anno, il Trofeo Alpine A290 assumerà una nuova dimensione incentrata sul Trofeo Alpine A290 Rallye e sul Trofeo Alpine A290 Regionale.

Quando c’era il bleu

Alla metà degli anni Cinquanta, ovunque ci fossero rally e prove speciali c’era sicuramente il bleu di un’Alpine: prima la A106, quindi la A108 e per finire la più straordinaria di tutte, la A110.

Tre modelli dalla cilindrata modesta, sulla carta delle “underdog” che non avevano alcuna speranza contro le versioni rally di marchi potenti e blasonati.

Non è andata così: nel 1968 la A110 affidata a Gérard Larrousse sfiora la vittoria al Montecarlo, e ancora meglio fanno Andruet e Vinatier, che fra il 1968 ed il 1970 mettono a segno una tripletta conquistando il campionato francese rally.

Antipasti del capolavoro datato 1973, quando il bleu Alpine della A1110 1.800 conquista sei delle 13 gare in programma salendo sul tetto del mondiale rally.

Dalla fine al nuovo inizio

Nel 1995, trent’anni dopo la parziale acquisizione di Renault che da un lato permette a Rédélé di avere alle spalle la solidità di un marchio industrialmente consolidato, ma dall’altro fa perdere alle blue l’appeal commerciale, il marchio Alpine chiude la fabbrica di Dieppe, lasciando agli appassionati i ricordi di una stagione irripetibile.