Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio: emozione vera

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio: emozione vera – La berlina sportiva del Biscione stabilisce un nuovo metro di paragone in materia di piacere di guida, dimostrando di essere ad un livello uguale, se non superiore, alle sportive tedesche più blasonate.

Fin dalla sua prima apparizione, il 26 giugno scorso al museo Alfa Romeo di Arese, la Giulia Quadrifoglio ha suscitato in me un irrefrenabile desiderio di guidarla. Le aspettative, generate dalla lunga attesa, erano tante ma una volta provata posso affermare che nessuna di quelle aspettative è stata delusa.

Rabbioso felino

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio

La Berlina tutta dietro torinese affascina e conquista fin dal primo sguardo. Quel mix di linee filanti e taglienti, superfici muscolose ed enormi prese d’aria a nido d’ape le donano un’immagine simile ad un felino pronto a scattare. La presenza su strada è così elevata che non potrete non notarla nello specchietto retrovisore sopraggiungere dietro di voi. Il frontale, basso e largo, cattura l’attenzione grazie alla firma luminosa LED  + Xeno, allo splitter aerodinamico attivo in carbonio e alle enormi prese d’aria per il raffreddamento. La vista laterale, filante e dinamica, sfoggia generosi passaruota adibiti ad ospitare sportivissimi cerchi in lega da 19 pollici con pneumatici dalla doppia misura (245/35 all’anteriore e 285/30 al posteriore), la minigonna in fibra di carbonio e l’impianto frenante carboceramico con pinze a 6 pompanti davanti e 4 pompanti dietro. Il posteriore, possente e con carattere, è impreziosito da filanti fari Full LED, quattro scarichi cromati a vista disposti a due a due per lato, vere prese d’aria per i raffreddamento e un’enorme e funzionale estrattore d’aria.

Elegante sportività

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio

Tutta la sportività degli esterni la si ritrova appena saliti a bordo. I ben contenitivi sedili sportivi con guscio in carbonio sono un must per gli amanti dei trackday e regalano all’abitacolo quell’aria di Motorsport. La plancia ha un profilo lineare con un mix di pelle, carbonio e plastiche di buona fattura. I sedili a guscio, rivestiti in pelle con cuciture rosse nella parte esterna e in alcantara nella parte interna, sono ben contenitivi e rigidi al punto giusto. Il resto dell’abitacolo è impreziosito da finiture gradevoli, pellame di buona fattura e materiali di qualità che non fanno dimenticare la volontà di essere una vettura premium di segmento D.

Meccanica delle emozioni

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio

Quello che rende davvero speciale la berlina sportiva del Biscione risiede tutto sotto la sua pelle. E’ ciò che gli ingegneri ed i progettisti chiamano: “la meccanica delle emozioni” e, a quanto ho potuto provare, non si sono di certo sbagliati. La Giulia poggia sul nuovo pianale Giorgio, monta un potente motore biturbo all’anteriore e adotta la sola trazione posteriore con albero di trasmissione interamente in carbonio. Ha, insomma, tutte le carte in regola per fare davvero bene. Sotto il lungo cofano batte il cuore pulsante di un leone pronto a ruggire. Si tratta di un 2.9 litri V6 di 90° biturbo benzina completamente in alluminio, da ben 510 CV e 600 Nm di coppia massima, capace di spingere la Berlina vitaminizzata ad una velocità massima di 307 km/h e di archiviare la pratica dello 0-100 km/h in appena 3,9 secondi. La piattaforma è stata sviluppata da zero ed è costruita con acciai altoresistenziali, con l’utilizzo di alluminio per motori, sospensioni, freni, porte, passaruota e cofano e di fibra di carbonio per tetto, cofano, splitter anteriore, nolder posteriore, inserti laterali delle minigonne e molti rivestimenti interni. Questa soluzione ha permesso di raggiungere un carico torsionale di 200.000 daN per radiante e di contenere il peso a soli 1524 kg, distribuito 50:50, così da far registrare alla Giulia Quadrifoglio un rapporto peso potenza di soli 2,99 kg/CV a tutto vantaggio delle sensazioni di guida.

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio

La sospensione anteriore a doppio braccio oscillante con asse di sterzo semi -virtuale e la sospensione posteriore Multilink o Alfalink a quattro bracci e mezzo garantiscono un handling impeccabile, un’agilità unica, un assetto sempre stabile e sicuro ed un inserimento in curva fulmineo. A questo assetto sportivo si aggiunge uno sterzo veloce, diretto e preciso, caratterizzato da una scatola guida elettrica con motore coassiale montato davanti al propulsore in modo da abbassare ulteriormente il baricentro della vettura. Il suo rapporto di sterzo è di 1 a 11,8 (il migliore della categoria) a conferma dell’estrema precisione e rapidità dello stesso. La trazione, rigorosamente posteriore, si affida ad un differenziale posteriore a slittamento limitato attivo che prende il nome di Active Torque Vectoring. Tale sistema integra due frizioni elettromeccaniche, una per semiasse, che gli permettono di distribuire in maniera completamente variabile la coppia tra le due ruote posteriori o di inviare l’intero quantitativo anche a soltanto una delle due ruote, così da garantire un’ottima trazione e una rapida uscita di curva. Per fermasi a velocità così elevate la Giulia Quadrifoglio si affida al Brembo carbon ceramic material (CCM) brake system cioè ad un impianto frenante a dischi flottanti ventilati in carbon-ceramico da 390mm per l’anteriore e da 360mm per il posteriore accoppiati a pinze in alluminio monoblocco da 6 pistoni sull’anteriore e da 4 pistoni sul posteriore.

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio

In questo modo si riducono praticamente a zero le deformazioni alle alte temperature, la forza frenante rimane immutata anche dopo innumerevoli azionamenti, si elimina quasi del tutto l’insorgere del fenomeno del fading e si risparmia una grossa fetta in termini di peso proprio nella zona delle masse non sospese. All’impianto carbon-ceramico si affianca l’Integrated Brake System (IBS) che consiste in un sistema elettromeccanico (Brake by Wire) che combina il controllo di stabilità con il tradizionale servofreno e che è in grado di ripartire elettronicamente la frenata restituendo una sensazione costante del pedale. Grazie all’adozione delle due tecnologie la sportiva torinese si arresta da 100 km/h in meno di 32 metri. Un tale livello di tenuta è poi garantita, oltre che dall’assetto impeccabile, da un’aerodinamica attiva ben progettata. Sulla Giulia, infatti, debutta l’Active Aero Split (AAS) che consiste in un flap anteriore in carbonio che gestisce in modo attivo la deportanza aumento il carico aerodinamico della vettura. Grazie a questo e ad altri accorgimenti la Giulia pompata fa registrare un CX di soli 0,31 ma, cosa più importante, un Cz addirittura negativo. Infine, tutti i sistemi elettronici della vettura sono coadiuvati dallo Chassis Domain Control (CDC), il vero cervello della vettura, che adatta in tempo reale l’assetto della vettura, sulla base dei dati fornitigli dai vari sensori, agendo su Alfa DNA Pro, Aero Split, IBS, Torque Vectoring ed ESC.

Sorriso in volto e brivido lungo la schiena

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio

Ho avuto il privilegio di poter provare questa furia degli elementi all’interno del famoso Proving Ground di Balocco, dove la Giulia Quadrifoglio è stata collaudata dall’inizio alla fine. Purtroppo il meteo non era dei migliori, anzi c’era un vero e proprio diluvio, e questo non mi ha consentito di poter sfruttare a pieno il potenziale della vettura, non essendo io un pilota. Ma bado alle ciance, come già sulla versione diesel vi posso riconfermare che la posizione di guida è ottima, ben regolabile, e la visibilità anteriore non è per niente male. Entro in pista e cerco di prendere confidenza con la vettura e con il tracciato ma sopratutto con l’elevato quantitativo di acqua sul manto stradale che, addizionato alla trazione posteriore, alla modalità Race senza controlli e agli pneumatici Pirelli P Zero, mi sta gridando: “occhio a quello che fai!”. Imbocco il primo rettilineo e do libero sfogo alle urla del motore. Il V6 biturbo spinge sempre bene, lineare e con vigore anche dai regimi più bassi. La sua voce si fa sentire e tanto anche, nonostante sia un biturbo, fino alla zona rossa di 6.700 giri. Peccato per la mancanza di scoppiettii e gorgoglii in cambiata o rilascio tipici di avversarie dello stesso segmento.

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio

Entro nel percorso più guidato, fatto di curve di diversi raggi, e prima cosa rimango estremamente colpito dalla bontà dello sterzo. Uno sterzo diretto, veloce e preciso, capace di comunicarti in ogni momento dove stai andando a mettere le ruote e di fiondare la Giulia all’interno di una curva con estrema facilità. Ogni sensazione sembra amplificata e il sorriso sul mio viso non tarda ad arrivare. Affronto qualche altra curva e cambi di direzione e la Giulia Quadrifoglio mi dimostra di avere un assetto fenomenale: sempre preciso, facile e divertente. Provo a forzare qualche staccata o qualche uscita di curva e la berlina del Biscione sembra non subire ne il rollio ne il beccheggio grazie alla ripartizione dei pesi 50:50 e all’ottimo lavoro delle sospensioni adattive. Inizio il secondo giro e provo a captare altre sensazioni. Più passano i chilometri e più la Giulia la si sente cucita addosso. Il sorriso sul nostro volto si sta pian piano trasformando in un brivido lungo la schiena, un brivido piacevole quasi da pelle d’oca. Merito all’ottimo lavoro del Torque Vectoring e del Chassis Domain Control la sportiva torinese esce dalle curve con una velocità ed una trazione esemplari da non farmi rimpiangere la trazione integrale.

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio

Basta esagerare leggermente con il gas per veder scodinzolare il posteriore esibendosi in gradevoli sovrasterzi di potenza. Derapate, però, mai nervose ma sempre lineari e controllabili che non posso che rendere felice colui che vi è alla guida. Da cardiopalma, a patto di aver scaldato a dovere i dischi, anche le staccate più decise merito dell’instancabile impianto frenante carbon-ceramico Brembo. Giro dopo giro sembra non sentire mai la fatica restituendomi un pedale dalla costanza sempre identica. Infine, posso dirvi che, sia che voi scegliate la nuova Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio con il cambio manuale a 6 rapporti o con il cambio automatico a 8 rapporti, farete sempre una scelta azzeccata. Infatti, se il manuale mi ha convinto per gli innesti solidi, ravvicinati e veloci e per una frizione consistente e leggera, l’automatico effettua cambiate velocissime, specie in scalata (100 millisecondi), e mantiene la marcia una volta raggiunto il limitatore, dimostrandosi efficace con un doppia frizione. Entrambi i cambi effettuano la doppietta automatica nel passaggio al rapporto inferiore per non scompensare l’assetto in scalata e sul manuale l’elettronica consente di innestare le marce superiori senza dover togliere il piede dal gas così da mantenere l’assetto neutro.

Decisione difficile

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio

La battaglia all’interno del segmento delle berline sportive è più che mai agguerrita. Ogni nuovo modello cerca di alzare ulteriormente l’asticella delle prestazioni cercando di accaparrarsi il gradino più alto del podio per risultare la più prestazionale del segmento. Ora, anche la Giulia Quadrifoglio è scesa in campo in questa guerra di prestazioni dimostrando di essere pienamente all’altezza delle sue dirette rivali quali BMW M3 e Mercedes C63 AMG. Per questo motivo, d’ora in avanti, sarà ancora più difficile scegliere quale acquistare soprattutto se si considera che la sportivissima del Biscione ha un prezzo di listino che parte da 79.000 euro, praticamente lo stesso prezzo della sua rivale numero uno, la BMW M3. Le due sportive hanno in comune i motori 6 cilindri turbo e possono avere cambi manuali o automatici ma la tedesca è meno potente. La Mercedes C63 AMG, nella più prestazionale versione S, sfodera gli stessi cavalli della Quadrifoglio ma costa almeno 91.500 euro. Sono però certo che molti degli indecisi, se solo potessero provarle tutte prima di acquistarle, non avrebbero nessun dubbio sulla scelta finale: Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio!