Jaguar estende la gamma a trazione integrale

Se per un SUV le quattro ruote motrici sono praticamente un must, per le berline dei segmenti  medi premium, si tratta di una caratteristica richiesta da circa 20% dei clienti. Per non perdere questa importante fetta di mercato, occorre impegnarsi nell’offrire al proprio pubblico tecnologie di trazione integrale all’avanguardia su tutta la gamma.

Jaguar ha compiuto il proprio lavoro in maniera egregia, oltre a presentare la sua prima SUV, la F-Pace, ha recentemente esteso l’All Wheel Drive anche sulla entry level XE; non a caso è stata premiata da numeri eccezionali in termini di vendite, crescendo in tripla cifra (+483% nel primo quadrimestre del 2016)

La casa inglese sta dunque vivendo un momento magico, forse grazie ad una proprietà, quella del gruppo Tata, che lascia piena libertà nell’esprimere quel mix di performance, eleganza e sportività che hanno da sempre caratterizzato il marchio del giaguaro.

COME FUNZIONA IL 4X4 DI JAGUAR

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La trazione integrale adottata da Jaguar è un sistema di torque-on-demand. Grazie all’Intelligent Driveline Dynamics (IDD) le vetture conservano la trazione posteriore, sinonimo di sportività, e solo quando necessario trasferiscono la coppia alle ruote anteriori, fino a 50:50, in soli 165 millisecondi, praticamente in un tempo impercettibile.

Il sistema sfrutta un nuovo ripartitore, 16% più leggero del modello precedente, caratterizzato da una frizione multi disco in bagno d’olio comandata elettronicamente, al quale è collegata una trasmissione a catena che trasmette la coppia all’asse anteriore.

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L’IDD interviene non solo quando vi è scarsa aderenza sulle ruote posteriori, ma anche in caso di guida sportiva, per ridurre il sovrasterzo, smorzando l’imbardata ed evitando così un intervento invasivo dell’elettronica che agisce sui freni.

L’abbinamento poi alla tecnologia ASR (Adaptive Surface Response), che è in grado di individuare il tipo di superficie stradale e di regolare automaticamente le mappature di acceleratore e trasmissione, rende la guida su fondi scivolosi meno apprensiva, anche da parte di un guidatore poco esperto; il cambio di modalità avviene in modo rapido (circa quattro secondi) e senza discontinuità.

PAROLA D’ORDINE: ALLUMINIO

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Jaguar possiede un’incredibile esperienza nell’utilizzo dell’alluminio e ha come obiettivo il raggiungimento del 75% di alluminio riciclato per la produzione delle proprie vetture entro il 2020, a vantaggio di un impatto energetico che si riduce di circa il 95%  rispetto all’impiego del materiale primario.

Attualmente tutti i nuovi modelli Jaguar sono sviluppati sulla nuova monoscocca modulare in alluminio, piattaforma in grado di poter essere pensata con diversi interassi e diverse carreggiate, dando maggiore libertà ai progettisti, che hanno meno vincoli progettuali. E’ composta dall’80% di alluminio (battendo qualsiasi altro competitor) e combina la leggerezza a una elevata rigidità strutturale.

Tale scheletro, abbinato a una struttura portante anteriore in magnesio e al portellone in materiale composito, consentono ad esempio ad F-Pace 2.0 Diesel di fermare l’ago della bilancia a soli 1665 kg per la versione due ruote motrici e 1775 kg per la 4×4, non male per una SUV lunga 4,73 metri.

LA PROVA DELLA F-PACE

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La nostra prova si è concentrata maggiormente sull’ultima arrivata sport utility F-PACE ed ha avuto luogo in Austria, nel tratto di strada che da Inssbruck porta alla località di Kitzbuhel, percorso medio-veloce con una buona dose di tornanti nel tratto finale. Al ritorno, un percorso alternativo ci ha portato dritti in mezzo a un sentiero di montagna, con un tratto di sterrato molto tecnico che ha messo alla prova la trasmissione dell’auto inglese.

Saliti a bordo, non si avverte il lusso all’interno dell’abitacolo, quanto piuttosto una sensazione di solidità, di armonia delle forme e di buona qualità costruttiva; ciò è pienamente giustificato dal fatto che i prezzi di questa SUV partono da solo 44 mila euro (versione base Pure 2.0 Diesel 180cv), ben al di sotto di altre blasonate concorrenti (basti pensare alla rivale Porsche Macan, acquistabile sborsando almeno 66 mila euro).

Si rimane stupiti dalle dimensioni generose dello schermo touchscreen da 10,2” incastonato al centro della plancia, uno dei più grandi e luminosi del suo segmento; dietro al volante vi è un quadro strumenti sempre con tecnologia LCD, da 12,3″, che cambia il colore a seconda della modalità di guida che viene impostata (Eco, Normale o Dinamica). Entrambi i sistemi sono opzionali (Incontrol Touch Pro Pack) ma consigliatissimi in quanto sono pratici e fluidi nell’utilizzo, grazie al processore Quad Core. Interessante la schermata con la quale è possibile visualizzare istante per istante la ripartizione della coppia fronte/retro direttamente sul monitor della plancia.

Al debutto con F-Pace la Jaguar Activity Key, braccialetto indossabile e resistente all’acqua (anche all’immersione), pensato per gli sportivi che mentre fanno attività possono lasciare in tutta sicurezza la chiave convenzionale all’interno dell’auto e aprire il veicolo semplicemente avvicinando il braccialetto al logo Jaguar sul portellone posteriore.

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Guidata nel percorso urbano, l’assetto delle sospensioni appare molto incline al comfort e ciò a volte comporta che i movimenti verticali delle sospensioni vengano poco smorzati sulle sconnessioni. Lo sterzo è morbido e non si indurisce nemmeno nei tornanti più insidiosi, garantendo una guida molto rilassata.

Nel tratto offroad, la trazione integrale svolge un lavoro eccellente, grazie alla ripartizione istantanea della coppia all’anteriore non appena si da gas su un fondo scivoloso. Inoltre si possono attivare due sistemi elettronici specifici per il fuoristrada che agevolano il guidatore nei passaggi più insidiosi: l’All Surface Progress Control (ASPC) che gestisce acceleratore e freno per garantire un avanzamento fluido e controllato a basse velocità (da 3,6 a 30 km/h) senza dover premere alcun pedale e la funzione Low Friction Launch (LFL) che lascia più libertà e modifica solamente la mappatura dell’acceleratore in modo da avere un’erogazione di coppia molto progressiva.

Gli angoli di attacco e dosso del veicolo sono rispettivamente 25,5° e 26°, mentre l’altezza da terra di 213 mm consente una straordinaria capacità di guado fino a 525 mm.

La versione consigliata (tralasciando il mostro benzina da 380 cavalli) è la 3.0 V6 Twin Turbo da 300 cv, propulsore che grazie alla sua coppia poderosa di 700 Nm assicura una motricità eccellente e 6,2 secondi da 0 a 100, peccato per il superbollo.

LA NUOVA XE 2.0D AWD

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La trazione integrale è ora approdata anche sulla nuova arrivata XE, berlina di riferimento del segmento D, disponibile in versione AWD da Giugno, a partire da 43 mila euro.

Il motore Ingenium 2.0 diesel da 180 cavalli (l’unico al momento sul quale si può avere il 4×4) è molto silenzioso e sono poche le vibrazioni trasmesse in abitacolo. Allunga in maniera molto progressiva e lo spunto non manca, anche a velocità sostenute, grazie ai 430 Nm di coppia disponbili già a 1750 giri/min.

Tra le particolarità di questo motore troviamo una pressione di alimentazione di 1800 bar, la fasatura variabile delle valvole di scarico e la gestione intelligente del termostato e della pompa di raffreddamento a portata variabile che consentono un rapido riscaldamento e quindi la riduzione delle perdite per attrito nelle fasi iniziali di marcia, a vantaggio dei consumi.

La prima sensazione saliti alla guida è quella di essere inseriti in un abitacolo quasi racing, molto avvolgente, dalla seduta bassa. L’assetto è molto bilanciato, un mix tra sportività e comfort, che veleggia tra le curve regalando un piacere di guida tra i più apprezzati della categoria.

Con la versione All Wheel Drive vi è ora un’aumentata versatilità, potendo essere utilizzata senza apprensione anche su fondi scivolosi come neve o fango, accontentando così quella quota di clienti che non rinuncia all’auto anche in condizioni avverse.

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