Volkswagen Polo, the neverending story

Nel maggio di mezzo secolo fa, debuttava la più piccola VW mai costruita fino ad allora: un modello diventato best-seller, capace di cambiare pelle inseguendo mode e tendenze

Grazie alle imprese sugli sci di Gustavo Thöni, il quarto Oscar vinto da Federico Fellini per “Amarcord” e la vittoria di Niki Lauda al GP di Montecarlo dopo vent’anni di astinenza, nel 1975 l’Italia è sul tetto del mondo.

E se gli appassionati di auto sono costretti a dare l’addio alla gloriosa “DS”, ammiraglia Citroën che esce definitivamente di produzione, a Wolfsburg, in Germania, quartier generale Volkswagen, si guarda con soddisfazione all’ultima nata: la Polo”.

Polo 1975

In realtà è un debutto che fa scalpore: per molti si tratta di una “Golf” in miniatura destinata alla galleria dei “flop”.

Lunga poco più di tre metri e basata sull’Audi 50, anche se molto più spartana, rappresenta la risposta del marchio Volkswagen alla crisi petrolifera che in quegli anni sta mettendo in ginocchio l’industria automobilistica mondiale, ma racchiude anche una nuova visione del segmento delle city-car, allora agli albori, con uno sfruttamento degli spazi del tutto inedito, come sottolineato dallo slogan che nel 1975 accompagna il lancio sul mercato: “Piccola fuori, grande dentro”.

Nessuno avrebbe potuto immaginare che la più piccola Volkswagen mai prodotta fino a quel momento fosse destinata ad entrare nella sempre più ristretta categoria delle “best seller”, la galassia dove finiscono solo i modelli capaci di vincere il tempo, i decenni, le mode e i trend.

Uno dei meriti della Polo, che proprio in questi giorni taglia il traguardo delle 50 candeline e replicata in più di 18 milioni di esemplari, è forse la coerenza: di stile, per cominciare, ma soprattutto messa in pratica attraverso un sapiente mix spalmato su 6 generazioni: praticità, tecnologia, qualità e prezzo.

Volendo, ci sarebbe da aggiungere la duttilità, visto che in mezzo secolo di onorata carriera, la Polo è passata dal ruolo di compatta a due porte a quello di berlina due volumi, diventando quando serviva anche coupé sportiva, station wagon, berlina tre volumi, “quasi” fuoristrada e perfino una sportiva cattivissima, in grado perfino di portarsi a casa quattro titoli mondiali nel Campionato del Mondo Rally.

La primissima Polo resiste imperterrita fino al 1981 – l’anno dell’Audi Quattro, un altro mito – quando arriva la seconda generazione che la trasforma in una mini “station wagon” con tre porte, e soprattutto nel banco di prova per il compressore volumetrico che da lì a poco sarebbe passato anche su Golf e Corrado. La terza serie, che debutta nel 1994 – nel pieno del “boom” delle grandi monovolume – nasce sulla piattaforma della Seat Ibiza Mark 2 e attinge dalla stessa banca d’organi della Golf III: i 20 cm in più bastano per sdoganare le cinque porte.

Nel 2002, l’anno in cui la Golf si declina nella scatenata “R32”, per la Polo è arrivato il momento della quarta generazione, che porta in dote una piccola, grande rivoluzione, sia estetica che tecnologica: ormai più grande perfino della primissima Golf, si toglie lo sfizio della versione “Fun”, che sfrutta passaruota e protezioni per strizzare l’occhio all’ondata di Suv che invade il pianeta.

L’attesa si fa lunga per la Polo 5, che nasce nel 2009, l’anno in cui il mondo dell’automotive vive le grandi alleanze. Il design si fa più più aggressivo, le meccaniche curatissime e gli interni inventano sempre più spazio.

La Polo VI generazione, che debutta nel 2017, è alta 144 cm, larga 175 e lungo 405, alzando l’asticella su abitabilità e capienza del bagagliaio, che passa da 280 a 351 litri. All’interno debutta l’Active Info Display e la strumentazione interamente digitale della versione Highline.

E anche se il modello del 2021 fa ancora parte della sesta generazione, il design è totalmente rivisitato e le dotazioni la spingono al top della categoria.

La più recente VW Polo, giunta alla VI generazione

Di colpo, il futuro della Polo diventa incerto, si parla di un’uscita di scena quando a sorpresa arriva la Polo 2025, un restyling deciso che offre un “Roof Pack” di serie sulle versioni R-Line e R-Line Plus, nuovi sedili in pelle per la GTI e comandi ASR ed ESC integrato nell’infotainment. Quattro le versioni (Edition Plus, Life, Style, R-Line, R-Line Plus), per un solo motore, il 1.0 TSI con cambio manuale o automatico DSG, a cui aggiungere la pepatissima GTI che può contare sul 2.0 TSI da 207 CV.