GP di Miami, F1: le pagelle di Ottavio Daviddi

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MCLAREN: 10

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Anche nel GP di Miami le papaya sono astronavi, più che monoposto. Vince Oscar Piastri (voto 10) che offre il meglio quando duella con Verstappen: è duro, ma non si lascia mai trasportare dalla foga agonistica. Dopo aver risolto la questione SuperMax, la sua è impeccabile gestione. Norris (voto 9) disputa una gara d’assalto di rara intensità, ma perde il duello al via con l’olandese e si trova a dover rincorrere il compagno di squadra. Riprendersi il ruolo di caposquadra sarà pressoché impossibile. Gli avversari della McLaren sperano che da Barcellona cambi tutto, quando andrà in vigore la Direttiva Tecnica che penalizza chi usa al meglio le ali anteriori a flessibilità programmata. Chissà…

MERCEDES: 8

AMG Mercedes Formula 1/LAT Images

Nel novero delle inseguitrici è quella che se la cava meglio, con Russell (voto 8) che con esperienza (e l’aiuto del box in regime di VSC) coglie un altro podio. Prosegue l’apprendistato di Antonelli (voto 7,5) che ha patito lo stint con le bianche, cogliendo meno di quel che avrebbe voluto.

RED BULL: 7,5

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La squadra lavora, anche a Milton Keynes sognano che da Barcellona cambi tutto. Mentre resta critica la posizione del secondo pilota (Tsunoda, voto 5,5) Verstappen dimostra (ma non ce n’era bisogno) di essere fortissimo come difensore e nel corpo a corpo mette ogni energia possibile. Così sfiora il podio ed è già qualcosa, voto 9.

WILLIAMS: 8

Il lavoro sul lungo termine impostato da James Wolwes comincia a pagare, tanto che un delle due auto di Grove finisce davanti alle Ferrari. Bene Albon (voto 8) che si sente stimolato dall’arrivo di Sainz e comincia la stagione a passo di carica. Carlos, invece, fatica un po’. Ma cresce anche lui e si gode anche il fatto di lottare con la Ferrari che l’ha rifiutato. Voto 7.

FERRARI: 5

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Nel GP di Miami le rosse male, malissimo. A parte i tristi siparietti tra i piloti, la Rossa è stata la quinta forza. Il muretto box tentenna nei momenti cruciali (per un sesto posto!). Alla fine Charles e Lewis meritano un voto simile (5,5). Vasseur dice che solo la McLaren ha avuto più passo: che si sia distratto? Questa è la prima vera Ferrari del gruppo di lavoro voluto e creato da lui, piloti inclusi. Non può più nascondersi dietro le frasi fatte su un presunto potenziale inespresso

RACING BULLS: 6,5

Molto bene Hadjar (voto 7) che a Miami si rivela coriaceo e concentrato, si ritira Lawson (voto 6) che entra in tante battaglie.

HAAS: 7

Ocon (voto 7) duella con Hamilton, è tutto dire… Bearman (s.v) rompe il motore.

ALPINE: 6

L’auto non è un fulmine di guerra, ma sinora è stata gestita al meglio. Galsy (voto 7) meriterebbe un upgrade, Doohan (s.v.) fuori gara quasi subito, la voglia di tagliarlo da parte di Flavio Briatore è tanta e lui lo sa.

ASTON MARTIN: 5

Di male in peggio, Stroll non fa testo (s.v.) ed è triste vedere Alonso doversi barcamenare con tanta pochezza.

SAUBER: 6

Resta a galla, peccato che Bortoleto (s.v.) rompa il motore, mentre Hulkenberg salva il salvabile (voto 6,5).

PIRELLI: 9

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Si pensava che le rain (le verdi o addirittura le blu) sarebbero state messe alla prova, invece non c’è acqua e si scivola via con Medium e Hard, senza guai. “È stata una gara molto lineare, perlomeno dal punto di vista delle gomme – spiega Mario Isola, direttore Motorsport Pirelli. “Dai pochi dati raccolti nel weekend era già emerso che, nonostante avessimo selezionato una terna di mescole uno step più morbida rispetto allo scorso anno allo scopo di creare più opzioni strategiche, sarebbe molto probabilmente rimasta una corsa da un solo pit-stop, e così è stato”.