
È vero: in un momento come questo, in cui l’automotive annaspa in cerca di sacche d’ossigeno, l’importante è vendere.
Da quel momento in poi, cosa ne farà il cliente di quel che ha comprato diventa un problema solamente suo.
Eppure, è difficile pensare che Elon Musk abbia esultato, scoprendo che l’iconica US AirForce, l’aeronautica degli Stati Uniti d’America, ha acquistato due Tesla Cybertruck.
Per chi non lo sa, l’avveniristico pick-up elettrico, un bestione da quasi sei metri di lunghezza e due di altezza disseminati di angoli e spigoli vivi.
Ce ne incarta due, per cominciare
Il motivo di cotanta perplessità?
Quella che poteva sembrare la voglia di capire se il pickuppone se la cava bene anche sui difficili terreni di battaglia, nasconde in realtà il desiderio di usarlo come obiettivo da bombardare, mitragliare e sforacchiare finché resterà in piedi qualcosa.
A svelarlo è stato “The War Zone”, un sito che è riuscito a intercettare l’ordine nel mare magnum dei contratti federali stipulati dalle forze armate americane.
Destinato al poligono
In pratica, l’USAF ha stanziato fondi per l’acquisto di 33 veicoli da trasferire sul poligono “WSMR” (White Sands Missile Range).
Si tratta della più imponente area a cielo aperto utilizzata per test militari, creata in New Mexico durante la Seconda Guerra Mondiale su 8.300 km quadrati di deserto.
Il bando è rintracciabile sul sito The Officiale US Government System e affidato al Department of Defense.
Parla in modo generico dell’acquisto di circa 30 veicoli di ogni tipo, colore e lunghezza, senza fare alcuna distinzione tranne che per i due Tesla Cybertruck, che possono anche essere privi di motore ma con le ruote libere e funzionanti per l’eventuale traino.
La scelta dei due pickup da parte dell’Air Force Test Center, si precisa a scanso di equivoci, non ha nulla a che fare con le vicende che hanno visto Musk finire al centro della scena politica americana per poi uscirne con la coda fra le gambe, e nemmeno degli schiaffoni mediatici che ogni tanto si assestano Elon e Donald, il suo ex compagno di merende.
Indistruttibile? Si vedrà
Il Cybertruck, molto più semplicemente, è stato analizzato e valutato da diversi studi militari, entrando nell’elenco dei mezzi da bombardare con tutta calma per via di un “design aggressivo e futuristico abbinato ad un esoscheletro in acciaio inossidabile non verniciato che lo distingue dalla concorrenza”.
In fondo, fin dalla presentazione, lo stesso Elon l’ha sempre definito un “mezzo a prova di proiettile, capace di sopravvivere all’apocalisse”.
E qualcuno, ha deciso di capire se è vero o meno.















